Crash_Millroy

Weekend dolceamaro per il motorsport internazionale, con incidenti che avrebbero potuto avere conseguenze ben più gravi, iniziando dalla Porsche senza freni al Corkscrew di Laguna Seca, ma soprattutto con il ritorno del fuoco a Shanghai ed il provvidenziale intervento di Loek Hartog a salvare la vita di Ollie Millroy.

Avrete già visto da qualche parte la foto di copertina, una delle più belle e al tempo stesso terrificanti degli ultimi tempi, e non ci soffermeremo a questionare sul perchè è avvenuto l’incidente, bensí vorremmo porre l’attenzione sulla sicurezza dei piloti.

Abbiamo affrontato il tema nel pomeriggio sul nostro canale YouTube (la puntata la trovate QUI) partendo anche da quanto pubblicato da Laurent Mercier su Endurance-Info.

Bene, nel suo resoconto il popolare giornalista transalpino, presente sul posto, pone l’accento non solo sulla lentezza dei soccorsi (l’ambulanza sarebbe arrivata sul posto solo dopo 15′) e sull’estrema incapacità dei commissari (che sostanzialmente si sono limitati a picchiettare sul vetro della portiera per poi scappare abbandonando gli estintori), ma anche, per bocca di uno dei piloti protagonisti, del fatto che l’organizzazione del GT China avrebbe stigmatizzato i piloti al riguardo, come se fosse stata colpa loro.

Ora, sicuramente fra il mondo occidentale e la Cina sopravvivono barriere culturali che sono difficili da comprendere, ma stiamo parlando di una pista omologata FIA Grado 1 dove ci corre la F1 e fino a qualche anno fa anche il WEC e l’Asian Le Mans.

Possibile che la città più importante di una Cina in pieno boom economico non riesca a produrre una classe di marshall degni di fare il proprio lavoro, nonchè una classe dirigenziale che ammetta i problemi occorsi, cercando di porre immediato rimedio? A quanto pare sí.

Sicuramente, come ogni incidente particolarmente grave, esiste una componente imponderabile che travalica tutti i crismi di sicurezza, ma è proprio per questo che devono essere messi in atto almeno i protocolli essenziali. Ollie Millroy se l’è cavata con cinque costole fratturate, clavicola e una mano fratturata, più diverse lesioni e danni ai polmoni, ma non ci fosse stato l’intervento di Hartog oggi potevamo leggere un necrologio.

Il modello da seguire è sicuramente quello americano, dove AMR è presente in ogni gara IndyCar con il medesimo personale, ma quale serie è disposta ad affidarsi a costoso personale esterno per tutta la stagione?

In Europa fortunatamente, ma questo avviene negli States, possiamo vantare commissari di pista che sostanzialmente svolgono l’intera stagione saltabeccando da un circuito all’altro per i maggiori eventi, ma quando si va a correre in Paesi che non hanno tradizione motoristica?

Questo, a mio avviso, è uno dei tanti problemi che derivano dal moltiplicarsi delle serie GT, dove facoltosi gentlemen riempiono le griglie, “accompagnati” da professionisti più o meno affermati.

Ad ogni modo, alcuni piloti hanno già annunciato che non prenderanno più parte alla serie, segnale che forse ci si era resi conto anche prima che non tutto andava per il verso giusto…

P.S.: Ho volutamente omesso quanto accaduto a Monte Erice dove, li sí ahimè, hanno perso la vita due persone.

Piero Lonardo

Foto presa dal web

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