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Poco dopo la metà gara, la 24 Ore di Le Mans perde il protagonista più atteso, l’idolo locale Sebastien Bourdais.  La Cadillac #38 accusa infatti problemi al servosterzo e le relative riparazioni richiedono oltre mezz’ora. In contention rimangono quindi, a contatto, solamente la V-Series.R #12 e la BMW #20, che nella nottata più fresca hanno potuto sfruttare al meglio le gomme soft.

Alle loro spalle veleggia sempre la Toyota #8, che nella nottata è stata rallentata prima da un sanguinoso dritto di Brendon Hartley che ha pressochè azzerato il vantaggio derivante dalla strategia alternativa, e poi da un drive-through per non aver rispettato una delle due Full Course Yellow chiamate a ruota dalla direzione gara.

Penalità analoga anche per la Cadillac del WTR e la BMW M4 GT3 #69, nel momento di maggiore difficoltà finora da parte di una Genesis, la #19 di Paul-Loup Chatin, ferma all’entrata di Indianapolis. Fortunatamente la GMR-001 riuscirà a ripartire coi propri mezzi.

Le due Ferrari 499P ancora in lizza proseguono in P6 (#51) e P8 (#83), sempre nel giro dei primi, avanzando grazie alla strategia, simile a quella della Toyota #7, che dopo i problemi nelle fasi iniziali di gara, sta tornando a farsi sotto nel giro dei primi, che comprende ancora entrambe le Alpine.

Il Team Duqueine prosegue la propria marcia trionfale tra le LM P2 con quasi un minuto di vantaggio sulle due vetture di Inter-Europol. Anche tra le Pro/AM è infine emerso uno degli equipaggi più attesi, il Crowdstrike by APR trascinato da Laurin Heinrich.

Domina invece l’incertezza nella LM GT3, dove oltre alle due Lexus dominatrici della serata si sono fatte sotto la Ferrari Kessel #74, la Corvette TF Sport #33 e le due Aston Martin. La gara comunque è ancora lunga e domani si attendono temperature sino a 30° che metteranno a dura prova le gomme e le meccaniche.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

La classifica dopo 12 ore di gara

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