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Ogier

WEC – Ogier rookie Toyota in Bahrain. Il BoP del doubleheader. Confermata la data del Test Day di Le Mans

Sebastien Ogier rookie per un giorno in Bahrain alla guida della Toyota GR010-Hybrid. Il popolare campione dei rally è stato confermato oggi nella line-up dei test che si condurranno all’indomani del doubleheader WEC negli Emirati.

Ogier si unisce a Charles Milesi, già selezionato dai vertici WEC grazie alle recenti performance col WRT, inclusa la vittoria di Le Mans tra le LM P2, ed è ancora in gara per il titolo di categoria, dove il team belga è al momento secondo distaccato dall’equipe dell’Oreca Jota #28 di un solo punto.

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L’altro pilota sicuro di partecipare al Rookie Test WEC è Laurents Hörr. Lo specialista delle LM P3, due volte campione della Michelin Le Mans Cup ed ancora in lizza per il titolo di categoria nella ELMS nel weekend di Portimao, proverà invece la vettura vincitrice della GTE-Pro, Ferrari o Porsche quindi.

Ai due rookies scelti dal WEC sarà concesso un minimo di 30 giri nella giornata di domenica 7 novembre. La sessione sarà come sempre aperta a tutti i team che vorranno testare altri piloti in vista della prossima stagione.

Sempre con riferimento al 2022, confermato per la domenica antecedente la gara il Test Day di Le Mans. Questa calendarizzazione ravvicinata, inaugurata nell’edizione di quest’anno (fino al 2019 la Journèe Test si teneva due domeniche in anticipo rispetto alla gara), lascia aperto un interrogativo sul Pesage, che abitualmente era collocato tra la domenica ed il lunedí.

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Tornando infine al Bahrain, definito il BoP delle LMH. Il peso minimo di Toyota ed Alpine sarà diminuito rispettivamente di 26 e 22 kg, tornando ai valori in cui hanno iniziato la Season 9 a Spa-Francorchamps.

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Modificati anche i valori di energia massima per stint, abbassati a 909 MJ contro 962 per la Toyota, e a 816 MJ invece di 844 per l’ex-Rebellion. La potenza massima per contro è stata leggermente aumentata per entrambe le vetture: 520 kW per la GR010-Hybrid e 454 kW per l’Alpine (+5 e +4 kW rispettivamente).

Le tabelle del BoP non riportano la Glickenhaus, che ha scelto di saltare il back-to-back mediorientale. Le due SCG 007 LMH sono nel frattempo pervenute nella factory del costruttore statunitense.

Alcune modifiche al BoP anche per le GTE, con le Ferrari (sia Pro che Am) che dovranno correre con 4 litri in meno di carburante, che diventano 2 per le Aston Martin iscritte in GTE-Am; piccole riduzioni di potenza inoltre per entrambe le vetture rispetto alle Porsche, i cui valori rimangono invece immutati.

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Ricordiamo che in ottica campionato, il success ballast delle GTE-Am farà si che i capoclassifica di AF Corse corrano con 30 kg di peso extra sulla Ferrari #83 contro i 20 kg dell’Aston del TF Sport e della Ferrari Cetilar, che inseguono rispettivamente a -36,5 e -48 punti.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo, Toyota

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WEC – Alpine ancora un anno con la A480. Kubica per Magnussen in High Class

Il World Motor Council della FIA, riunitosi per la terza volta in questo 2021, riporta un paio di novità in tema  World Endurance Championship, la più importante riguarda la possibilità di schierare ancora per una stagione le vetture LM P1.

Ovviamente questa decisione farà felice Alpine, fresca di presentazione del programma LMDh in proiezione 2024, che potrà cosí schierare anche nella season 10 del WEC la sua A480-Gibson insieme alle nuove Hypercar di Toyota e Glickenhaus.

La seconda riguarda invece chi ha già omologato la propria Hypercar, in quanto annuncia limitazioni di test nell’ordine di prevenire un’escalation di costi. Questa norma vuole evidentemente essere una sorta di calmiere per non svantaggiare in partenza i costruttori che entreranno nel 2023 (Ferrari e Peugeot) con la loro nuova LMH.

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Una novità infine tra gli equipaggi della doppia trasferta in Bahrain, con Robert Kubica a prendere il posto di Jan Magnussen. Il neocampione ELMS si affiancherà sian per la 6 che la 8 Ore a Anders Fjordbach e Dennis Andersen sull’Oreca LM P2 #20 (nella foto, in azione a Monza).

Kubica ha già corso col team battente bandiera danese nell’ultima Rolex 24 at Daytona.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

AUTO - ALPINE LE MANS HERITAGE

WEC – Alpine LMDh con Oreca dal 2024

Alpine ha finalmente rotto gli indugi sul suo futuro nel mondo dell’endurance, annunciando l’ingresso tra le LMDh a partire dal 2024, in partnership con Oreca.

La notizia è stata data al Centro Pompidou di Parigi, nel corso della presentazione di un documentario che narra la storia del marchio francese a Le Mans, alla presenza del CEO ACO, Pierre Fillon.

Il progetto sarà seguito in pista ancora una volta da Signatech, una partnership che fin qui ha prodotto due titoli ELMS (2013 e 2014) e due successi nel WEC tra le LM P2, nel 2016 e nella “Super Season” 2018-19, oltre che alle 24 Ore di Le Mans del 2016, 2018 e 2019, sempre tra le LM P2, a rinverdire i fasti del successo assoluto del 1978.

Rilevanti le sinergie con la factory F1 di Enstone, dalla quale beneficierà dell’expertise in aerodinamica, senza peró dimenticare che il propulsore che verrà sviluppato invece in quel di Viry-Châtillon.

Alpine è il sesto costruttore proteso verso la nuova categoria top dell’endurance globale, e si aggiunge a Audi, Porsche, Acura, BMW e Cadillac tra le LMDh. Ricordiamo che invece, oltre a Toyota e Glickenhaus, Peugeot, Ferrari e (chissà se la vedremo mai) ByKolles, fanno capo alle LMH. Le due categorie, come da accordi tra ACO ed IMSA, potranno competere ad armi pari nelle più prestigiose gare di durata su entrambe le sponde dell’Oceano Atlantico, a partire da Daytona 2023.

Previsto un impegno di due vetture sin dal primo anno; nel frattempo, Alpine ha ribadito di aver richiesto di poter continuare ancora a competere con la A480 Gibson, l’ex Rebellion R13 LM P1, tra le Hypercar WEC.

Piero Lonardo

Foto: Alpine

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WEC – Glickenhaus salta il Bahrain

Gli addetti ai lavori ne erano già consapevoli, ma oggi, con la diffusione delle entry list del doppio appuntamento in Bahrain, è giunta l’ufficialità che la stagione 2021 del Glickenhaus Racing nell’ambito del World Endurance Championship è terminata con Le Mans.

Il bel risultato della 24 Ore, con entrambe le vetture al traguardo ed il podio sfiorato dietro le due Toyota e l’Alpine, evidentemente non è stato abbastanza per Jim Glickenhaus per affrontare il finale di stagione tra gli Emirati.

Va detto che nei giorni scorsi a mezzo social Glickenhaus ha invocato a gran voce un BoP che permettesse alle due 007 LMH di competere ad armi pari con le Toyota, specificando di non auspicare un rallentamento delle GR010-Hybrid, quanto un innalzamento della potenza ammessa per le sue vetture e per l’Alpine, a suo avviso ben bilanciate fra loro, al contrario delle due Hypercar nipponiche.

Evidentemente nel frattempo non devono essere pervenute le dovute assicurazioni (anche se, ribadiamo, il forfait era nell’aria già da Monza) e nelle ultime due gare saranno solo tre le Hypercar, vere o presunte, a competere per il successo finale.

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Undici le LM P2, col ritorno dell’equipaggio titolare del Racing Team Nederland, composto, come a Le Mans, da Job van Uitert e Giedo van der Garde al fianco di Frits van Eerd. Ancora TBA invece il terzo sedile della nuova Oreca dell’ARC Bratislava, dopo che a Monza e a Le Mans è stato Matej Konopka, figlio di Miro, a completare la line-up insieme ad Oliver Webb.

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In GTE-Pro la lotta fra Ferrari e Porsche si arricchirà, nella sola gara lunga, delle terze guide di Stoccarda, Fred Makowiecki e Michael Christensen. Questa l’unica differenza al momento fra le due entry list.

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Tra gli Am invece, Alessio Rovera, Nicklas Nielsen e Francois Perrodo puntano a chiudere anticipatamente il discorso titolo per AF Corse, che farebbe il bis del 2020 sempre con la 488 coi colori bretoni.

Come al solito, massima incertezza sulla line-up della Porsche #88 del Dempsey-Proton, cosí come sui nomi di coloro che affiancheranno Dennis Olsen sulla seconda 911 RSR-19 del Project 1.

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A sorpresa, va completato anche l’equipaggio della Iron Dames al fianco di Michelle Gatting e Rahel Frey, che ha visto la pilotessa belga Sarah Bovy in azione negli ultimi due appuntamenti. Trattandosi di un team italiano, speriamo sia Manuela Gostner a fare ritorno sulla Ferrari #85. Sull’altra vettura del team, il team manager Andrea Piccini dovrebbe rientrare nell’abitacolo insieme a Claudio Schiavoni e Matteo Cressoni.

Il programma del doppio weekend degli emirati inizierà giovedí 28 ottobre con le prime libere della 6 Ore, con partenza alle 11 di sabato 30. L’azione in pista per la 8 Ore invece inizierà giovedí 4 novembre per chiudersi con l’ultima bandiera a scacchi della stagione, alle 20 di sabato 6. Ricordiamo che le due gare condivideranno il medesimo layout del circuito.

Piero Lonardo

L’entry list della 6 Ore del Bahrain

L’entry list della 8 Ore del Bahrain

Foto: Piero Lonardo

FIA WEC 4 Hours of Silverstone

WEC/USCC – Enzinger sostituito in Porsche: obiettivo F1?

Fritz Enzinger dal primo ottobre prossimo non sarà più il capo delle attività sportive Porsche. Oggi il comunicato che vede il 65enne sostituito nell’incarico da Thomas Laudenbach.

Laudenbach, di 12 anni più giovane, negli ultimi anni è stato il capo della divisione motori della casa di Stoccarda. Suoi i progetti delle unità che equipaggiano la 918 Spyder, la 911 RSR e la 911 GT3 R, ma anche il prestigioso 3,4 litri V8 della mitica RS Spyder che dominò negli States nel primo decennio degli anni 2000.

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Il suo precedente coinvolgimento vincente con le serie endurance statunitensi è di buon augurio per il prossimo programma LMDh che lo vedrà agire, questa volta in prima persona, ancora una volta insieme al partner Penske.

Enzinger, fautore del programma 919 Hybrid che ha fruttato tre titoli WEC ed altrettante vittorie di fila a Le Mans dal 2014 al 2017, ufficialmente andrà in pensione, ma voci di corridoio propendono per un nuovo incarico all’interno del gruppo VW.

Sarà il tanto auspicato ritorno in F1? Staremo a vedere…

Piero Lonardo

Foto: Porsche

Prema

WEC – Iron Lynx con PREMA in LM P2: obiettivo Hypercar?

La partnership da poco annunciata fra Iron Lynx e PREMA Powerteam inizia a prendere forma: di stamane infatti l’annuncio dell’acquisizione da parte di PREMA di una nuova Oreca 07 LM P2 da iscrivere alla prossima edizione del World Endurance Championship.

Il team Principal di Iron Lynx, Andrea Piccini, ha così commentato: “Iron Lynx ha ottenuto in questa stagione importanti risultati in questa stagione fra le GT e PREMA è largamente riconosciuta quale una delle migliori squadre tra le monoposto. L’expertise di entrambe le squadre creerà la miscela perfetta per competere ai massimi livelli”.

Dal canto suo René Rosin, boss PREMA, ha affermato che “Questo è uno sviluppo incredibilmente eccitante per il nostro team e che ci porterà in una nuova dimensione altamente motivante. Non vediamo l’ora di collaborare con Iron Lynx per condividere conoscenza e best practice, che speriamo sia solo l’inizio di un futuro di successo nelle gare endurance”.

Ovviamente è molto presto per conoscere quale potrà essere l’equipaggio futuro di questa vettura, che va a colmare nella categoria cadetta del WEC il vuoto lasciato da Cetilar. Quello del 2022 potrebbe però essere un obiettivo parziale, magari in funzione di un0iscrizione alla stagione successiva con una Hypercar, magari col marchio del Cavallino….

Ricordiamo che PREMA è campione in carica della F2 con Mick Schumacher e al momento è al comando del campionato in corso con Oscar Piastri, con l’altro giovane della FDA, Robert Shwartzman, in terza posizione e ancora ben in lotta per il titolo.

Iron Lynx da parte sua può vantare tra i più recenti successi il trionfo con la Ferrari 488 GT3 Evo 2020 alla 24 Ore di Spa ed il terzo posto in GTE-Am di due settimane fa a Le Mans.

Piero Lonardo

Foto: Iron Lynx

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WEC – La situazione dopo Le Mans

I punteggi doppi di Le Mans hanno modificato sensibilmente le classifiche del World Endurance Championship 2021.

Va subito detto che per una volta non vi è stata alcuna penalizzazione o squalifica post-gara durante le verifiche tecniche eseguite nella giornata del lunedi, per cui sono stati confermati i risultati della pista; ricordiamoci però che i punteggi vengono attribuiti solo alle vetture iscritte alla serie mondiale.

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Nella categoria regina, la doppietta Toyota con la seconda vittoria stagionale della #7, porta Mike Conway, Kamui Kobayashi e Josè Maria Lopez davanti ai compagni di squadra con 120 punti contro 111. Con 63 punti ancora potenzialmente in palio nelle due gare del Bahrain però, l’Alpine non è ancora potenzialmente tagliata fuori dalla lotta per il titolo, a quota 90 dopo il bel terzo posto di Lapierre e soci.

La dirigenza Alpine ha peraltro chiesto alla FIA e all’ACO di poter mantenere in gara la A480-Gibson LM P1 anche per la prossima stagione, in attesa delle decisioni del gruppo Renault sulla futura Hypercar, che dovrebbero comunque essere rese note entro la fine dell’anno.

Dopo la bella prestazione al debutto sulla Sarthe, speriamo di vedere almeno una Glickenhaus in Bahrain…

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Nelle classifiche che più riguardano da vicino i colori italiani, vale a dire quelle delle GT, James Calado e Alessandro Pier Guidi passano gloriosamente al comando tra i piloti con 124 punti contro i 112 derivanti dal secondo posto (terzo in gara dietro la Corvette #63) di Kevin Estre e Neel Jani.

Ben distanziati e con flebili speranze di titolo Gianmaria Bruni e Richard Lietz a quota 75, mentre il secondo sfortunatissimo equipaggio Ferrari composto da Miguel Molina a Daniel Serra deve già abbandonare ogni sogno di gloria. Mentre il differenziale tra le due 488 GTE Evo di AF Corse puó essere attribuito in gran parte alla sfortuna sulla Sarthe, pare che il problema della Porsche #91 risieda – secondo quanto recepito da  alcune “gole profonde” – nella scarsa competitività della vettura rispetto alla gemella. Vedremo se la casa di Stoccarda riuscirà a porre rimedio e a garantire ai due veterani un mezzo ugualmente all’altezza.

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Alessio Rovera, Nicklas Nielsen e Francois Perrodo invece, senza quel problema ad inizio gara in Portogallo starebbero già festeggiando il titolo fra le GTE-Am per AF Corse. Con 36,5 punti di gap, Ben Keating, Felipe Fraga e Dylan Pereira hanno limitato i danni con un bel secondo posto dopo le prove sfortunate di Portimao e Monza, ma chi ha più da dolersi dal risultato di Le Mans è sicuramente Cetilar Racing.

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L’owner/patron/deus ex machina del progetto, Roberto Lacorte, ha postato via social un accorato report che si conclude in sostanza con un mea culpa per il contatto che ha posto fine alla gara dell’equipaggio nostrano; purtroppo l’occasione, viste anche le prestazioni in pista della Ferrari #47 e dei suoi piloti, era ghiotta, e lo zero in casella va a vanificare, dopo il passo falso di Monza, lo splendido inizio di stagione, riducendo le speranze di titolo al lumicino.

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Tra le LM P2 invece, la vittoria della WRT “giusta” (cioè quella che corre nel WEC) riporta in quota Robin Frijns, Ferdinand von Habsburg e Charles Milesi per il titolo di categoria, piazzandoli al secondo posto ad un solo punto di distacco (89 contro 88) da Sean Gelael, Stoffel Vandoorne e Tom Blomqvist sulla Jota #28 che, attenzione, fin qui non hanno mai vinto una gara.

L’equipaggio della Jota di punta invece, dopo l’errore di inizio gara, ha potuto recuperare sino a siglare il quarto posto (ottavi al traguardo dietro tante vetture dell’ELMS) che li lascia assolutamente in contention, a -8 dai compagni di squadra.

Speranze ancora vivissime anche per Phil Hanson, in solitario a quota 76, e anche per i passisti dell’Inter-Europol, Alex Brundle e Kuba Smiechowski, a 67 punti.

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Filipe Albuquerque, campione in carica insieme ad Hanson della categoria, tornerà anche il prossimo anno a vestire i colori di United Autosports, che schiererà due vetture full-time WEC. Da parte nostra sarà un piacere poter rivedere il simpaticissimo e disponibilissimo pilota portoghese anche da questa parte dell’Oceano.

Da segnalare che l’Oreca dei “quasi vincitori” Robert Kubica, Yifei Ye e Jean-Louis Deletraz il lunedí delle verifiche si è accesa al primo colpo; imputato della defaillance all’ultimo giro in stile Nakajima, dopo che i primi indizi si erano rivolti verso un sensore dell’acceleratore, un banale corto circuito. Nel serbatoio sono stati trovati inoltre ben 20 litri di carburante che avrebbero permesso agevolmente al driver cinese di transitare sotto la bandiera a scacchi.

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Nella nuova categoria LM P2 Pro/Am, Juan Pablo Montoya sta spianando la strada al rampollo Sebastian (che in futuro dovrebbe vestire i colori di DragonSpeed), e con la prima sospirata vittoria ha portato l’equipaggio dell’Oreca #21 composto anche dal vulcanico  Henrik Hedman e da Ben Hanley al top con 110 punti contro i 104 di Frits van Eerd ed i 101 di Esteban Garcia e Norman Nato del Realteam.

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Particolare menzione all’equipaggio dell’Oreca dell’Association SRT41 di Frédéric Sausset, che dopo il primo exploit del 2016, ha concluso ancora una volta la gara, ancorchè con 37 giri di distacco. Ricordiamo che insieme a Mathieu Lahaye hanno condiviso l’abitacolo i diversamente abili Takuma Aoki e Nigel Bailly, cui va tutta la nostra ammirazione.

Una nota particolare, in negativo, va infine alla stampa italiana che ha seguito questa 24 Ore, che si è trasformata in 48 ore per Ansa e Sky, è stata vinta da John Elkann per Autosprint, ed è stata persa all’ultimo giro da Robert Kubica per Il Giornale. Una sola domanda: PERCHÉ?

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 89ma 24 ore di Le Mans

Foto: Piero Lonardo

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USCC/WEC – Ecco la Cadillac LMDh, senza ala, per Le Mans!

All’indomani di una splendida 24 ore di Le Mans dove la Corvette ha svolto un ruolo da protagonista in GTE-Pro, ecco l’atteso annuncio di Cadillac sullo sviluppo della LMDh.

Il costruttore statunitense affiderà lo sviluppo del suo nuovo prototipo ancora una volta a Dallara, già protagonisti insieme tra le DPi nel WeatherTech SportsCar Championship, e si aggiunge quindi ai nomi già confermati nella categoria, vale a dire Audi, Porsche, BMW ed Acura.

La nuova Cadillac farà la sua apparizione, come le altre concorrenti, nel 2023, e verrà portata in pista da due teams: Action Express Racing e Chip Ganassi Racing su due scenari differenti: IMSA e WEC, Le Mans quindi compresa, anche se ancora non si conosce l’eventuale suddivisione dei programmi tra le due squadre, così come anche la composizione dei piloti.

Il team Ganassi comunque ha già svolto di recente un test a Road America per valutare future candidature per la prossima stagione, che si correrà ancora con la DPi V.R, in previsione del 2023. Ad attendere questi test, piloti giovani e di sicuro appeal quali Earl Bamber, Alex Lynn ed Oliver Askew.

Curiosità, nel render diffuso dal costruttore, la vettura non fa uso di ala posteriore, similmente a quanto presentato da Peugeot nella sua 9X8 Hypercar.

Piero Lonardo

Foto: IMSA

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WEC – Toyota sbanca Le Mans. Ferrari strepitosa in GT. WRT manca la doppietta in LM P2

Toyota sbanca la 89ma edizione della 24 Ore di Le Mans, la prima della nuova era Hypercar, con un uno-due. Tutto come da previsioni insomma, anche se lo svolgimento del tema ha avuto qualche sbavatura che, dopo praticamente due anni di preparazione e centinaia di ore di test in pista, magari non erano state considerate in precedenza, ma questa è Le Mans, e l’imprevisto è sempre dietro l’angolo.

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Dietro la prima, sospirata vittoria di Josè Maria Lopez, Mike Conway e Kamui Kobayashi, il più veloce dell’era moderna qui sulla Sarthe, ci sono stati i problemi patiti dalla vettura gemella, in primis il contatto al via con la Glickenhaus che avrebbe potuto cambiare la storia di questa gara, infine con una serie di problemi al cambio che però hanno solamente incrementato il distacco fra le due GR010-Hybrid, che in queste 24 ore sembravano avere ancora qualcosa da spendere.

A podio la Reb… ehm l’Alpine A480-Gibson, a 4 giri come la migliore delle Glickenhaus, la #708 di Pipo Derani, Franck Mailleux ed Olivier Pla, mentre la seconda chiude la top five a sette tornate dal leader.

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Una bella prova quella delle bellissime SCG 007 LMH, dall’aspetto cosí tanto smaccatamente retrò quanto le Toyota sembrano moderne. Entrambe al traguardo e nello stesso range dei costosissimi prototipi giapponesi. Speriamo, grazie al risultato odierno, di poterle rivedere anche in Bahrain, magari con un BoP che possa rendere realmente livellato il confronto fra le tre diverse vetture.

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Alessandro Pier Guidi e James Calado ci hanno preso gusto e hanno conquistato la loro seconda Le Mans in GTE-Pro insieme al neoacquisto Côme Ledogar con la Ferrari AF Corse #51. Le due 488 GTE Evo non hanno avuto rivali sul passo gara, in qualunque condizione atmosferica, e solo un problema tecnico ha impedito una sacrosanta doppietta.

Indipendentemente dalle pastoie del BoP, modificato all’ultimo momento per rallentare le GT del Cavallino, solo la Corvette ha rappresentato una valida alternativa. La C8.R di Jordan Taylor, Antonio Garcia –  entrambi già trionfatori qui – e Nicky Catsburg ha evitato tutte le sfortune calamitate invece dalla #64.

Podio faticato per la Porsche, mai realmente in contention, con la #92 ricostruita dopo il crash in Hyperpole di Kevin Estre dopo che le due 911 RSR-19 private hanno reso l’anima anticipatamente e che l’altra ufficiale si è ritrovata nel finale senza freni alle Ford.

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L’altra impresa tricolore del giorno è quella in GTE-Am dell’altra 488 di Alessio Rovera, Nicklas Nielsen e Francois Perrodo. Passati al comando già nelle prime fasi di gara, hanno mantenuto, anche nei turni del gentleman, un vantaggio di rispetto nei confronti della concorrenza, che nel frattempo cadeva come mosche. Un equipaggio ben equilibrato con un punto di forza forse inizialmente poco atteso in Rovera, che alla sua prima Le Mans ha dimostrato di non temere il confronto con i driver più esperti e smaliziati.

Solo l’Aston Martin del TF Sport dello stakanovista Ben Keating, Felipe Fraga e Dylan Pereira ha provato a tenere il ritmo, guadagnando di tanto in tanto la testa della categoria grazie alla strategia sfalsata. Il trionfo Ferrari si completa col terzo posto della #80 di Iron Lynx con Rino Matsronardi, Matteo Cressoni e Callum Ilott, che a sua volta precede l’altra vettura del team.

Un grande rimpianto per il Cetilar Racing, protagonista delle qualifiche e delle prime fasi di gara; i piloti ci credevano molto (e facevano bene), ma sarà per la prossima volta perchè il combo azzurro si è dimostrato ancora una volta di tutto rispetto dopo aver giubilato la Dallara LM P2.

_PL56321Come dicevamo nel precedente aggiornamento, a Le Mans non c’è nulla di scontato, ed il colpo di scena finale questa volta ha toccato la categoria cadetta, con l’Oreca #41 del WRT a replicare il dramma Toyota del 2016. La vettura gemella, la #31 di Ferdinand Habsburg, Charles Milesi e Robin Frijns a lungo in testa, accusava nel corso della 23ma ora problemi agli airjack che impedivano un corretto svolgimento dei pitstop.

Ciononostante era comunque l’altra Oreca del team di Robert Kubica, Jean-Louis Deletraz e Yifei Ye a prendere la leadership. Purtroppo peró all’ultimo giro prima dalla bandiera a scacchi quest’ultimo procedeva lento sul circuito e, similmente a quanto accaduto cinque anni or sono a Nakajima, non veniva nemmeno classificato per non aver tagliato il traguardo. Si saprà poi che la defaillance è stata causata dal malfunzionamento di un banale sensore dell’acceleratore .

Dietro i vincitori per soli 727 millesimi finisce la Jota di Sean Gelael, Stoffel Vandoorne e Tom Blomqvist, che a sua volta va a precedere la “art-car” del Panis Racing di Julien Canal, Will Stevens e James Allen. Aldilà dell’indubbio merito dei vincitori, pronti a quanto pare ad ereditare una Audi LMDh nel futuro prossimo, anche in questa categoria si è trattato di una gara ad eliminazione con alcune situazioni al limite dell’amatoriale che abbiamo già raccontato negli svolgimenti parziali della gara.

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Nella nuova categoria P2 Pro/Am infine successo per il DragonSpeed di Henrik Hedman, Ben Hanley e Juan Pablo Montoya sul Racing Team Nederland ed il Realteam. Considerate le numerose uscite di strada da parte dell’equipaggio olandese, forse un premio un po’ troppo esagerato.

Il World Endurance Championship tornerà a fine ottobre col doppio appuntamento in Bahrain; nel frattempo, terrà banco l’European Le Mans Series con gli ultimi due round di Spa-Francorchamps e Portimao.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 89ma 24 ore di Le Mans

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Verdetti già assegnati a 3 ore dal termine? Difficilmente a Le Mans

A 3 ore dalla bandiera a scacchi tutti i verdetti sembrano già assegnati alla 24 ore di Le Mans, ma sappiamo che può ancora succedere di tutto, anche se dall’equazione, almeno secondo le ultime previsioni, sembra escluso un meteo sfavorevole.

Davanti le due Toyota procedono di buon passo, con la #8 davanti di un giro sulla #7, ora nelle mani rispettivamente di Mike Conway e Brendon Hartley. Come di consueto, dovrebbero essere i due driver giapponesi, Kamui Kobaayashi e Kazuki Nakajima ad occuparsi dello stint finale.

La lotta per il gradino basso del podio sembra pure assegnata a vantaggio dell’Alpine sulla Glickenhaus meglio piazzata, distanziate rispettivamente di 4 e 5 giri dal battistrada.

Tra le LM P2, le due Oreca del WRT proseguono la marcia di avvicinamento al traguardo, con Jota che si è definitivamente separata in pista dalla vettura del Panis Racing. Quale quarta forza emerge l’entry di Inter-Europol, ancorchè distanziata a sua volta di 3 tornate dall’Oreca #31, che ora conduce con Ferdinand Habsburg.

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Solo nelle due categorie GT il distacco fra i primi due non si misura in numero di giri. James Calado nelle GTE-Pro punta al bis del 2019 dopo una breve sosta tecnica della Ferrari #51 nel corso della 19ma ora, sosta resa più tranquilla dal vantaggio precedentemenrte accumulato sulla Corvette #63.

La lotta per completare il podio invece sembra un affare delle due Porsche ufficiali, che hanno ingaggiato anche in queste fasi un duello interno svoltosi a favore della #92, vale a dire l’esemplare di 911 RSR-19 completamente ricostruito sopo il botto di Kevin Estre nella Hyperpole.

In GTE-Am il gioco dei pit al momento premia l’Aston Martin del TF Sport, che con Ben Keating ha effettuato una discreta rimonta nei confronti di Francois Perrodo e della Ferrari #83 di AF Corse, dominatrice di gran parte di gara. Al momento son circa 12” che separano Alessio Rovera, subentrato a Perrodo sulla 488 color argento, dopo aver effettuato la 21ma sosta.

A seguire le altre due Ferrari di Iron Lynx col sempre più sorprendente deb Callum Ilott e Raffaele Giammaria.

La conta delle “vittime” si aggiorna con l’Oreca LM P2 del Risi Competizione, rientrata ai box col motore fumante e perdite di liquido. Problemi anche per l’altra Oreca del PR1/Mathiasen, cosí come per la Ferrari iscritta in GTE-Am dal Rinaldi Racing, insabbiata – guardacaso – alla Dunlop.

 

_PL54442Da segnalare anche la spettacolare uscita di strada di Giedo van der Garde a Tertre Rouge all’inizio della 21ma ora, che sostanzialmente mette la parola fine, dopo le diverse uscite da parte di Frits van Eerd, sulle velleità di successo tra le P2 Pro/AM del Racing Team Nederland, subcategoria che vede al comando il DragonSpeed con un giro di vantaggio sul Realteam.

Piero Lonardo

La classifica dopo la ventunesima ora di gara

 

 

Foto: Piero Lonardo