La Ferrari torna sul gradino più alto del podio del FIA WEC al Circuit Of The Americas. Nicklas Nielsen, Miguel Molina ed Antonio Fuoco una volta tanto hanno approfittato di una defaillance altrui, con la Toyota #7 ko a soli 12’ dalla bandiera a scacchi per problemi al servosterzo.

Tutti si aspettavano l’altra 499P, la #51 partita dalla pole e che ha condotto le prima fasi di gara alternandosi con la gemella, protagonista di una strategia alternativa in termini di energia. Le minacce maggiori pervenivano dalla Cadillac #12 e dalle due Alpine, mentre le Toyota quatte quatte rimontavano dal centro classifica.
Purtroppo un problema di avviamento nel corso della seconda sosta faceva perdere tempo prezioso a James Calado, e a scompigliare ulteriormente le carte in tavola, la Virtual Safety Car chiamata dalla direzione gara intorno alla metà gara per mitigare il probabile rischio pioggia, che già aveva costretto la direzione gara a diversi giri extra prima di dare la prima green flag.

Praticamente tutte le Hypercar decidono di resettare le strategie e davanti a tutti si ritrova Earl Bamber con la Cadillac #38, seguita dall’Alpine #35 di Antonio Felix da Costa, dall’Aston Martin di Tom Gamble e della Toyota di Nyck de Vries.
Tra le LM GT3, Ayancan Güven ereditava le redini della categoria da James Cottingham con la Porsche Manthey #91 dopo un predominio iniziale delle due Ford Mustang.

La TR010 Hybrid #7 dimostrava di avere un passo notevole, e presto si sbarazzava della concorrenza, seguito dall’Alpine #36 e dalla gemella #8, che però incappava in una penalità, togliendosi dai giochi che contano.
La gara veniva quindi resettata un’ultima volta a poco meno di un’ora dalla fine con un’altra VSC per permettere il recupero della Lexus #78, già protagonista in precedenza di una Full Course Yellow per la perdita del cofano anteriore. Tutti quindi ad affrontare l’utimo stint a serbatoio pieno salvo la Genesis di Mathieu Jaminet, improbabile quarto.
Nelle LM GT3 ora sono le Aston Martin Vantage a comandare, grazie a Dudu Barrichello e Mattia Drudi. Il pilota romagnolo si impossesserà poi della leadership per non mollarla più sino al traguardo, mentre Guven porterà a casa il secondo posto per Manthey Porsche davanti all’altra Vantage e alla Ferrari #21.

Nicklas Nielsen, tornato al volante per lo stint finale, attaccava con successo Charles Milesi con quello che diventerà il sorpasso decisivo dopo il ritiro della Toyota #7. Il portacolori dell’Alpine peraltro verrà sanzionato di 5” per una discutibile unsafe release, perdendo la piazza d’onore a favore della Cadillac #38.

Il risultato odierno, con gran parte dei migliori fuori dalla zona punti, premia soprattutto l’equipaggio vincitore, che torna ampiamente in lizza con 54 punti, 17 in meno di Renè Rast e Robin Frijns e della line-up della Toyota #8, che li raggiunge in graduatoria grazie alla P6 finale.
Tra i costruttori, balzo in avanti di Ferrari, che a quota 114, a tre gare dal termine si avvicina -26 da Toyota e -17 da BMW.
Tra le LM GT3, la Corvette TF Sport #33 mantiene la leadership (col solo Jonny Edgar tra i piloti) con 78 punti, ma ora a inseguire ci sono Alessio Rovera, Francois Heriau e Simon Mann, che grazie al quarto posto odierno si avvicinano a quota 54.
Il prossimo appuntamento con il mondiale endurance è fra tre settimane al Fuji, prima del gran finale di Barcelona e Monza.
Piero Lonardo
Foto: FIA WEC, DPPI, Ferrari Races, Luc Warnotte – Car Racing Reporter
