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Dopo la race-1 di Hockenheim, conclusasi con la vittoria di Lucas Auer davanti a Mirko Bortolotti e Marco Wittmann, quest’ultimo è riuscito ad accorciare in campionato portandosi in seconda posizione in classifica alle spalle di Preining a -20 punti. Maro Engel invece insegue a -22 punti dal championship leader.

Nel post-gara, abbiamo parlato proprio con il pilota #11 di Schubert Motorsport, in attesa del round decisivo di domani alle 16:30.

Qual è la tua opinione sul duello con Maro in pista? Pensi che avreste potuto gestirlo diversamente?

“Penso che tutte le decisioni prese siano state corrette. All’inizio abbiamo avuto un duello: lui era più veloce di me ed è andato all’attacco in curva 8. Secondo me, è arrivato troppo lungo e non è riuscito a raggiungere l’apice della curva. È finito largo in uscita, oltre la linea bianca, e io ero molto vicino a lui. Per questo ho dovuto utilizzare l’area di fuga”.

“La regola è piuttosto chiara: bisogna lasciare spazio all’avversario quando due vetture sono affiancate. In alcuni circuiti, al posto della linea bianca, c’è un muro di cemento, quindi alla fine bisogna rispettare i limiti della pista”

“Per me, dunque, la decisione è stata corretta. La valutazione sarebbe stata diversa se lui fosse stato più avanti, ma in quel caso eravamo praticamente affiancati. È arrivato troppo lungo“ e, per questo motivo, avrebbe dovuto raggiungere l’apice della curva”.

Possiamo fare una previsione in vista di domani?

“Per me non c’è alcuna pressione. Ero già qui quando ho iniziato il campionato, perché sapevo di non avere nulla da perdere e di poter soltanto guadagnare. Gli altri, come Maro, che corrono da un paio di eventi, hanno molto di più da perdere. Se guardo a come siamo arrivati fin qui negli ultimi due o tre giorni, è incredibile. Sono ancora un po’ sorpreso di come siamo riusciti a costruire un vantaggio così importante”.

“Quindi, tutto quello che arriverà da qui in avanti sarà un di più, la ciliegina sulla torta. Ora vedremo cosa succederà domani”.

Irene Barbaro

Foto: Luca Pellegrini, Gruppe C Photography/ADAC Motorsport

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