_LPP3810 (1)

Toyota sbaraglia la concorrenza a Le Mans, chiudendo col successo di Kamui Kobayashi, Mike Conway e Nyck de Vries ed il terzo posto di Brendon Hartley, Sebastien Buemi e Ryo Hirakawa.

Le rinnovate TR010 Hybrid non hanno brillato nelle libere, nè tantomeno nelle qualifiche e nella Hyperpole, dove sono uscite prima del segmento finale, peró avevano dimostrato un passo gara, che ai più non era sfuggito, nonostante le professioni di umiltà della vigilia che potete leggere QUI.

Non ci è dato sapere il perchè delle scarse prestazioni di Spa delle Hypercar nipponiche, che fanno a cazzotti con il dominio dimostrato a Imola; fatto sta che le creature del sempre reticente David Floury hanno sicuramente affrontato la gara in modo aggressivo, ed hanno dimostrato di poter stare al passo dei telai Dallara di Cadillac e BMW.

Sembrava fosse infatti la volta buona per la vittoria di una LMDh sulla Sarthe, invece è bastato poco, dopo che arrivando alla mattinata si erano già perse per strada un paio di serie contender, per acquisire la leadership da parte delle LMH del Sol Levante, finalmente a segno davanti ad una concorrenza degna dopo i successi “in solitaria” del quinquennio 2018-2022.

Bravi comunque al WRT a piazzarsi ancora una volta a podio grazie all’unica unità rimasta, la #20 già trionfatrice in casa di Renè Rast, Robin Frijns e Sheldon van der Linde. Al contrario, la Cadillac Jota #12 non ha potuto offrire l’opportuna resistenza nel momento topico; anzi, il sorpasso decisivo a due ore dal traguardo da parte di Hartley su Norman Nato è sembrato sin troppo semplice.

Incredibilmente però era la #7 ad averne di più, nonostante una piccola disavventura nelle fasi iniziali ed un “taglio” prima della corsia box a circa 80’ dal termine sanzionato solo con un warning dalla direzione gara.

Le Ferrari chiudono con un quinto e settimo posto che sono figli della evidente mancanza di velocità sul dritto; peccato perchè il potenziale della 499P è immutato rispetto all’annata trionfale del 2025, ma evidentemente non doveva essere.

L’Alpine, altra favorita della vigilia, mette entrambe le A424 in via di dismissione (o rebranding) in top ten, ma a parte la sfuriata inziale favorita da iuna scelta di gomme meno conservativa, sono rimaste nell’anonimato.

Peggio ancora per Peugeot (ma non dovevano festeggiare il centenario della loro partecipazione a Le Mans?), semplicemente irriconoscibili, mentre le Aston Martin riescono a vedere entrambe la bandiera a scacchi, come anche una delle due Genesis.

Tra le LM P2, è nuovo successo per Inter-Europol; una volta uscita di scena l’Oreca del Duqueine, mattatrice di tre quarti abbondanti di gara, sono emersi i dominatori delle ultime quattro Le Mans. Solo i campioni in carica ELMS del Panis Racing hanno provato ad impensierire la compagine polacca, ma sono arrivati solamente sul gradino basso del podio, dove la #43 per decisione di squadra, ha preceduto la #343.

 

L’unica soddisfazione per i colori italiani proviene dalla LM P2 Pro/AM, dove AF Corse ha concluso al secondo posto con Francois Perrodo, Ben Barnicoat e Matthieu Vaxivière dietro al Crowdstrike by APR ma davanti ad AO by TF, vale a dire i più seri contender della vigilia.

Terzo successo a Le Mans, il secondo su Corvette, per il rientrante Ben Keating. Jonny Edgar e soprattutto Nicky Catsburg hanno suonato la carica una volta “smaltiti” gli impegni dei gentlemen, dimostrandosi sostanzialmente superiori alla concorrenza.

A tenere il passo dei portacolori di TF Sport ci hanno provato sia le Aston Martin che le Lexus, che si devono accontentare degli altri due gradini del podio. Qualche problema per BMW, Ford Mustang e Porsche; non pervenute invece McLaren e Mercedes. La migliore delle Ferrari, la #21 VISTA AF Corse, chiude in P5 acquisendo punti preziosi per il campionato, sempre più equilibrato dopo le vittorie di BMW e McLaren nei primi due round.

Con il risultato di Le Mans, Toyota torna al comando della classifica costruttori WEC con 132 punti contro i 96 di BMW ed i 62 di Ferrari. I vincitori odierni conducono anche tra i piloti con 75 punti contro i 71 dei soli Rast e Frijns ed i 61 di Van der Linde.

Il FIA WEC tornerà fra un mese, con la 6 Ore di San Paolo.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 94ma 24 Ore di Le Mans

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *