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Nell’ambito della 6 Ore di Spa-Francorchamps abbiamo avuto la possibilità di intervistare Keely Bosn, boss di Cadillac Racing sia per il FIA WEC che per l’IMSA.

Ci rivediamo dopo un anno, a Le Mans dopo la Hyperpole di Alex Lynn… Quali sono le tue impressioni dopo un anno alla guida di Cadillac Racing?

“Come forse ti dissi anche un anno fa, quando ho iniziato questo percorso, si trattava di trovare aree di efficienza e come potevamo apportare miglioramenti. Oltre alla evoluzioni di quest’anno che comprendono modifiche ai freni, stiamo ancora valutando come apportare modifiche per Le Mans e migliorare la macchina per quella gara. Stiamo ancora cercando quegli ultimi piccoli dettagli di ritmo e gestione, ma penso che i team abbiano lavorato molto bene a livello strategico, sono tutti uniti con una visione simile, e comprendono come dovrebbe funzionare la struttura di comunicazione.”

“Tutte le sfide che abbiamo affrontato un anno fa, credo che le abbiamo gradualmente superate e ora lavoriamo in modo molto più efficiente rispetto all’anno scorso. Ma l’anno scorso direi sia stato positivo: abbiamo avuto  tantissimi momenti importanti e siamo stati professionali fino alla fine. La vittoria di San Paolo, l’Hyperpole di Le Mans, abbiamo conquistato la prima fila diverse volte. Voglio dire, abbiamo fatto davvero tanto, e aggiungiamoci anche due vittorie in IMSA. Insomma, abbiamo fatto davvero tanto, ed è sicuramente utile per mantenere lo slancio per quest’anno. Anzi, quest’anno forse sarà l’anno in cui si potrà consolidare tutto il lavoro svolto.”

E sta arrivando Le Mans dove sarete presenti con tre vetture, mentre lo scorso anno erano addirittura quattro con tre team coinvolti… Come mai una in meno rispetto all’anno scorso?

“A dire il vero ero rimasta scioccata dal fatto che avessimo una quarta vettura l’anno scorso, e anche quest’anno sono stata sinceramente sorpresa del fatto di potere avere una terza vettura, ma è positivo avere tre vetture a Le Mans. E’ un grande vantaggio per l’esperienza e per aver portato il team di Wayne Taylor fin qui. Lo abbiamo visto anche l’anno scorso e infatti avremo molte persone di Action Express a Le Mans per assicurarci di mantenere la comunicazione e l’apprendimento.”

E’ una cosa che effettivamente ci avevi detto anche l’anno scorso…

“Sí, c’è molto lavoro di squadra sulla comunicazione e succederà ancora quest’anno perché stiamo portando le persone giuste, in modo da avere tecnici al tavolo che capiscano quali insegnamenti stiamo traendo dal regolamento di quest’anno. Come dicevo, stiamo apportando alcune modifiche alla macchina, e dietro le quinte ci sono molte persone di JOTA a Daytona e viceversa. Poi facciamo molto lavoro di simulazione. E molto spesso questo viene combinato con tutti i piloti, sai, sia che si tratti di Wayne Taylor Racing, Action o JOTA, tutti i piloti condividono le conoscenze. Odio doverlo ripetere, ma sapete, stiamo davvero cercando di essere un’unica squadra.”

Purtroppo non ti abbiamo visto a Imola…

“E’ vero quel weekend ero a Long Beach, ed è dura lavorare dall’esterno. Lo scorso fine settimana mi sono persa la gara di Laguna Seca e ho urlato contro la TV negli ultimi giri, ma è difficile essere in questa situazione e non essere a bordo pista quando accadono cose del genere. Ma ho pensato che la soluzione migliore fosse dividerci i compiti. Il mio “clone” è Jeremy Moore e può essere a bordo pista quando io non ci sono. È bello poterci separare e dividere i compiti. Mamma e papà in pista…”

“Per me poi è importante che il programma sia in qualche modo continuo a lungo termine. Perché visto che ora Cadillac è impegnata anche con un’altra serie di monoposto, ci sono state le speculazioni sul fatto che ridurremmo questo programma, ma io penso che ci sia spazio per entrambi, e c’è sicuramente spazio per imparare da entrambi. Credo che se gestiamo bene la collaborazione tra LMDh e F1, avremo programmi di unione molto più solidi. Se riusciamo a sfruttare le risorse sia interne a GM che esterne. Sì. Anche all’interno di General Motors, di recente abbiamo apportato alcune piccole modifiche: io riferisco a Matt Borland, il nostro direttore per la F1.”

“Stiamo anche cercando sinergie per migliorare la comunicazione, sia dal punto di vista del marchio, visto che puntiamo ad espandere il brand Cadillac a livello globale come marchio ad alte prestazioni, sia per sfruttare al meglio la F1 a vantaggio delle LMDh e viceversa, e stiamo valutando come condividere lo sviluppo dei piloti, in futuro. Stiamo studiando come far lavorare insieme queste due realtà e come elaborare una strategia per ottenere il massimo da entrambe.”

L’ultima cosa che mi piacerebbe sapere da te è: cosa ne pensi dei nuovi regolamenti? Siamo tutti in trepidante attesa, tutti ne parlano…

“Credo che stiamo tutti cercando un punto in comune su come rimanere competitivi su entrambe le piattaforme o su una singola piattaforma (LMH ed LMDh – ndr). Siamo anche noi ansiosi di vedere i regolamenti pubblicati perché nel mio mondo il budget è fondamentale. Quindi devo essere in grado di pianificare il budget per lo sviluppo di nuove auto, perché c’è il rischio che qualcuno se ne vada perché è costoso, e serve una pianificazione perfetta.”

E a tal proposito chiuderei con una domanda semplice e diretta, alla quale puoi tranquillamente rifiutarti di rispondere: perché è così difficile tenere tutti i costruttori uniti su una piattaforma?

“Vorrei offrirti una mia risposta. Penso che tutti, per quanto ho visto nell’ultimo anno e mezzo, stiano partecipando attivamente a questo progetto. E devo dire che, per la maggior parte, c’è un elemento attivo di collaborazione e di ricerca di punti in comune. Ovviamente è una sfida, servono ore di discussione e di tentativi per capire come ottenere il massimo. Penso che sia questo il bello delle corse, no?”

“Si crea un terreno di gioco equo e poi si cerca di trovare i vantaggi. Al momento ho la sensazione che non ci siamo ancora arrivati, ma sono fiduciosa. Sono fiduciosa che le discussioni porteranno a qualcosa di concreto. La speranza è che a metà di quest’anno avremo qualcosa di più concreto da poter analizzare dal punto di vista tecnico. C’è tanto lavoro in corso e questa è la sfida.”

Intervista raccolta da Piero Lonardo e Luca Pellegrini ed elaborata da Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

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