In questi giorni le bacheche di tutti i social sono state riempite di post sulla 24 ore del Nürburgring, inutile dirlo, grazie alla presenza di Max Verstappen. Ahimè la Mercedes del quattro volte campione del mondo di F1, condivisa con Dani Juncadella; Jules Gounon e Lucas Auer, ha subito un guasto tecnico a tre ore dalla bandiera a scacchi allorquando era al comando della gara.
La vittoria, per la cronaca, è andata all’altra Mercedes di Maro Engel, Maxime Martin, Fabian Schiller e Luca Stolz, con 2’ di vantaggio sulla Lamborghini Huracàn di Mirko Bortolotti, Luca Engstler e Patric Niederhauser, terza l’Aston Martin di Mattia Drudi, Nicki Thiim e Christian Krognes. Primo successo dopo dieci anni per la casa di Stoccarda.
Per scelta redazionale su Italian-Endurance.com non trattiamo l’Intercontinental GT Challenge, di cui la 24 Ore del Nürburgring fa parte. Un campionato a nostro avviso artificiale, che vive di gare preesistenti, gestite da SRO o da altre organizzazioni. Tantomeno abbiamo deciso di dare risalto a questa gara, proprio per la presenza dell’ex-campione del mondo di F1, rinunciando sicuramente ad un po’ di visibilità e altrettanti click.
Ma d’altra parte, aldilà dell’iconicità della venue, che non si discute, riteniamo non avesse senso glorificare una gara che ammette una Dacia e una BMW station wagon (che riesce ad arrivare addirittura in top five) con buona pace della legittima parte Pro del parco partenti e della partecipazione del pubblico (ben 500.000 presenti!).
Beninteso, riteniamo apprezzabile l’interesse che Verstappen sta dimostrando verso il resto del motorsport; speriamo non si tratti solo di una mossa strategica e di vederlo correre in serie e gare endurance di maggior pregio, magari a Daytona o a Le Mans.
Piero Lonardo
Foto: Gruppe C Photography
