La 6 Ore di San Paolo è entrata nel vivo alla metà gara. La sfuriata dell’Alpine #36 è stata utile all’altra A424, che dopo tre ore sta conducendo, a parità di energia, con Antonio Felix Da Costa sulla BMW #15, ora con Raffaele Marciello al volante.
Il pilota svizzero però può vantare gomme nuove, che sul nuovo asfalto di Interlagos, particolarmente tendente al degrado, dovrebbero poter fare la differenza in ottica leadership.

Tutte le Hypercar sono rientrate in una strategia simile a livello di energia, ed il terzo posto di Alessandro Pier Guidi deve ritenersi realistico, dopo aver tenuto testa agli assalti di Sebastien Bourdais sulla Cadillac #38, incapace di superare la 499P #51.
Purtroppo in casa Ferrari la #50 ha perso contatto dai primissimi a seguito di un drive-through, mentre la #83 AF Corse due posizioni più avanti, in P6, nonostante un contatto veniale non sanzionato, da parte della Cadillac di Will Stevens.
Anche un successivo testacoda procurato alla Lexus Akkodis ASP di Clemens Schmid da parte di Norman Nato, appena salito in macchina dopo la seconda sosta, è stato punito con appena 5” extra al pit.
Rientrate nei ranghi Peugeot e Genesis, sono le Aston Martin Valkyrie a chiudere ora la top ten, in assenza sempre di neutralizzazioni sensibili della corsa.

Tra le LM GT3, l’ennesimo stint super da parte di Peter Dempsey ha consolidato la posizione della Corvette del Team Turkey by TF, riportatosi al comando dopo la sosta della Ford di Eric Powell.
Giammarco Levorato ora sulla Mustang #88, viaggia in una seconda posizione reale, alle spalle della BMW di Parker Thompson e della Porsche di Richard Lietz, ancora una volta chiamato ad uno stint centrale.
Piero Lonardo
Foto: DPPI/FIA WEC, TF Sport
