Press - 6 Hours of Fuji 2026

Di seguito i commenti a caldo raccolti dopo la 6 Ore del Fuji con Giuliano Salvi, Head of Head of Track Operations Ferrari.

La 499P #51 campione del mondo in carica di Antonio Giovinazzi, Alessandro Pier Guidi e James Calado si è classificata decima, mentre la #83 AF Corse di Robert Kubica, Phil Hanson e Yifei Ye dodicesima. Ritiro infine per la #50 di Miguel Molina, Nicklas Nielsen ed Antonio Fuoco.

Relativamente alle difficoltà riscontrate in pista dalle 499P, Salvi ha confermato che  “(Il Fuji) non è un tracciato ideale per la 499P, che rende meglio in fasce di velocità e con raggi di curvatura completamente diversi. Detto questo, credo che con la numero 50 abbiamo cercato di sfruttare al massimo le prestazioni; eravamo comunque al livello della BMW – non certo della Toyota, che era lontana, né di Alpine e Aston Martin, che giocavano in un altro campionato – ma almeno ce la siamo giocata con loro. Credo che il podio fosse alla nostra portata, quindi quello avrebbe dovuto essere il nostro obiettivo. Ci sono aspetti del layout e del DNA della vettura su cui si può lavorare, ma che non si possono cambiare radicalmente senza sostituire l’auto stessa.”

 

E proprio relativamente alle disavventure occorse alla #50, ha confermato che il problema ai box, con l’auto che non si sollevava, è stato assolutamente inaspettato:

“Trattandosi di una vettura piuttosto collaudata non ce lo aspettavamo; non ci era mai capitata una cosa del genere. C’è stata una perdita nel sistema pneumatico: la causa è semplice, anche se la dinamica esatta non è ancora del tutto chiara e dovremo analizzare l’auto.”

Miguel Molina in seguito si è fermato in pista…

“Al momento sembrano problemi distinti, anche se la cosa appare un po’ sospetta; abbiamo avuto la batteria scarica e un altro problema, quindi forse un guasto ne ha causato un altro.”

Relativamente alla scelta differente di gomme fra le tre vetture invece

“Credo proprio che sulla 50 avessero scelto la mescola giusta, dato che eravamo orientati verso le soft; con le temperature odierne la scelta si è rivelata azzeccata. Avevamo effettuato dei test durante le prove libere di venerdì su una pista molto più calda – oltre i 35 gradi – e le condizioni erano piuttosto diverse da quelle riscontrate oggi in gara. Trovandoci ad affrontare una pista completamente diversa, abbiamo provato a differenziare le configurazioni delle vetture per coprire un ventaglio più ampio di condizioni: la numero 51 puntava maggiormente a ridurre il degrado e a garantire costanza, sacrificando un po’ le prestazioni, mentre la numero 50 ha adottato un approccio diverso. Alla fine, il degrado complessivo è risultato inferiore alle attese grazie alle temperature più basse della pista; è un aspetto che si impara con l’esperienza e credo che, nel complesso, la vettura abbia offerto prestazioni migliori.”

Un peccato questo passo indietro in ottica campionato dopo la vittoria di Austin..

“Continueremo a lottare ogni giorno finché la partita non è chiusa e tutto è finito. Entrambi i rimanenti circuiti dovrebbero essere più favorevoli a noi: Monza, soprattutto, è la nostra gara di casa; su Barcellona abbiamo meno informazioni, ma non dovrebbe essere un incubo come qui. Non ci arrenderemo mai, proprio come non abbiamo fatto ad Austin e come non abbiamo fatto qui.”

“Onestamente – ha concluso Salvi – a Toyota va un grande plauso perché hanno fatto un lavoro incredibile: fino a mezz’ora dalla fine della gara, non ci si aspettava che la Toyota fosse in testa. Se loro ci sono riusciti, dovremmo riuscirci anche noi: ribaltare la situazione e lottare fino alla fine. Ad Austin la Toyota era in testa a 11 minuti dalla fine e poi… insomma, non si sa mai: sono gare molto complicate e competitive. Non è più come le vecchie gare di durata, dove magari lottavano solo due auto; oggi c’erano l’Aston Martin e l’Alpine ai vertici, ma la vittoria se la sono meritata. Sono rimasti in prima e seconda posizione per gran parte della gara, quindi non si sa mai cosa può succedere. Ora andiamo su una pista nuova, Barcellona: non tutti ci hanno corso e, dato che si correrà a fine ottobre, non sappiamo che tempo troveremo. Di sicuro, però, non ci arrenderemo mai.”

Intervista raccolta da Motorsport.com ed elaborata da Piero Lonardo

Foto: DPPI

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