Si è svolta a Pisa presso la sede di Cetilar la presentazione della Ferrari 499P che parteciperà alla prossima edizione dell’Asian Le Mans Series. L’auto n. 47 si prepara per scendere in pista con Nicola e Roberto Lacorte pronti per alternarsi al volante con Antonio Fuoco.
Italian-Endurance.com, presente alla manifestazione, ha avuto modo di parlare con i tre protagonisti della serie ACO che inzierà a metà novembre dal Paul Ricard dopo la conclusione del FIA World Endurance Championship a Monza.
Roberto Lacorte, titolare del team e pronto per dare battaglia dopo l’ottima stagione 2025/26 in LMP2, è stato il primo a prendere la parola.
C’è tanto spirito di rivincita rispetto all’anno scorso?
“Sì, abbiamo un conto aperto. Tra l’altro c’è un po’ di mia responsabilità nell’aver perso la prima posizione nel campionato Asian Le Mans Series e quindi anche l’entry alla 24 Ore di Le Mans. Però quest’anno ci presentiamo con un qualcosa di completamente nuovo. Questa è una grande opportunità che mi ha dato Ferrari di poter guidare la massima espressione tecnologica dell’Endurance. C’è un bel senso di responsabilità e una molta e molta attenzione nel portarla in pista, specialmente dal punto di vista del Bronze. Ed è una sfida che vale tanto perché stiamo dimostrando anche al mondo dell’Endurance che un Bronze può guidare questa macchina. Non è facile, ma è una sfida in più. A noi questo ci piace”.
L’anno scorso, fondamentalmente, l’invito a Le Mans è stato uno scippo. Quest’anno l’Asian, in teoria, non darebbe l’invito a Le Mans. Sai qualcosa di più?
“Credo che sia chiaro che io vorrei correre la mia settima 24 Ore di Le Mans, il sette è un numero molto particolare che vedete nel mio numero (47). Dobbiamo guidare bene, fare una bella figura e vincere la lotta contro la #900, l’altra 499P portata da AF Corse. Sembra che arriveranno altre Hypercar durante il campionato. Fare bene, dimostrare che ci meritiamo un invito alla 24 Ore di Le Mans e così potrò correre con Nicola, visto che fortunatamente la Formula 1, la Formula 3 o la Formula 2 non avranno concomitanze con Le Mans. Visto che non c’è l’entry garantita, dobbiamo fare in modo che ci sia sia motivazione da parte di ACO e della FIA di darci l’entry. Anche perché lo scorso anno un po’ ci son rimasto male”
Quello è stato un furto, lo sappiamo. L’ho scritto in prima persona. Ultima cosa: in teoria in questo momento le Hypercar nel WEC sono tutti equipaggi PRO. Però un posto potrebbe presto liberarsi senza Alpine…
Credo che il regolamento credo che non preveda la presenza di un Bronze all’interno della Hypercar. Devo dire che in una gara come la 24 Ore di Le Mans il Bronze non sposta poi più di tanto gli equilibri. Anche se allo stesso momento nelle serie ACO non è come l’IMSA dove tutto può essere rimesso in gioco all’ultimo momento. Forse per questo è che IMSA ha dato spazio ai Bronze.
ACO e FIA potrebbero però dare spazio a una LMP2, il posto non manca volendo…
“Si, penso di si in caso. Sarebbe comunque una cosa pesantissima perché è una bellissima macchina con cui gareggiare”.
Ricordiamo che ad oggi ACO garantirà un invito alla prossima 24h Le Mans per il miglior classificato in LMP2 ed in GT. Lo stesso meccanismo è stato utilizzato nelle ultime stagioni, precedentemente veniva anche premiata la classe LMP3.
Debutto in Hypercar in vista ed in generale con i prototipi per Nicola Lacorte. Il figlio di Roberto riparte dopo l’esperienza in FIA F3, l’italiano continuerà anche l’anno prossimo a gareggiare nel mondo delle monoposto.
Hai provato la 499P a Barcellona l’altro giorno: come ti è sembrata?
“Molto complessa, ci molte cose nuove da imparare nel passaggio tra monoposto e GT. Ci siamo adattati abbastanza velocemente a conoscere la macchina, a conoscere le diverse funzioni. E quindi no, sono tranquillo, sono consapevole di quello che sono capace di fare e di quello che può fare il team. Il test in ogni caso è andato molto bene”.
Hai trovato subito il feeling giusto?
“Sono riuscito a trovare subito ol passo giusto ed a rendere gli ingegneri contenti, credo che quella sia una cosa principale. Lavorare insieme a professionisti come Antonio Fuoco e in un ambiente di di alto livello come quello di Ferrari è favoloso”.
Quanto è diverso quindi dalla Formula 3?
“Molto diverso. È la parte opposta dello sport a partire dalla durata delle gare. Si tratta di una gestione molto diversa, specialmente per me che farò lo stint centrale. Sarà la parte più lunga e dove la gestione della gomma sarà la più importante”.
Sapete che dovete andare a correre in luoghi in cui comunque fa freddo in inverno. Il meteo è una variabile notevole questa volta.
“Sì, correre d’inverno in Europa sarà complicato. In compenso avremo le termocoperte che non ci sarebbero state per l’Asia ed Abu Dhabi. Nel test di Barcellona non faceva così freddo rispetto a quello che troveremo durante il campionato, in ogni caso abbiamo sempre rispettato i valori che avevamo in mente. E anche con l’aiuto degli ingegneri della Ferrari riusciremo a trovare la quadra giusta per arrivare pronti”.
Ultimo, ma non meno importante, Antonio Fuoco. Il vincitore della 24h Le Mans 2024 torna con Cetilar Racing dopo aver gareggiato nell’ultima Asian Le Mans Series.
Un nuovo progetto importante, una sfida che si aggiunge alle tante affrontare quest’anno.
“Poter fare questo programma con AF Corse è qualcosa di unico. Avere l’opportunità per Roberto e per Nico di poter guidare questa macchina, che in questi anni ha scritto veramente la storia del del motorsport, penso che sia un motivo di orgoglio anche per loro. E da parte mia, in questo cammino che abbiamo fatto con AF Corse, sicuramente abbiamo realizzato tante cose belle insieme e poter arrivare a fare il debutto insieme sulla 499P in questo campionato è sicuramente qualcosa di di straordinario. Sappiamo che non sarà facile, anche se al momento siamo solo due macchine, ma i nostri compagni di box hanno un po’ più di esperienza rispetto a quella che che abbiamo noi. Dobbiamo cercare di lavorare su noi stessi, rimanere concentrati e soprattutto penso che la cosa fondamentale sia quella di goderci il momento”.
Siete a rivendicare l’anno scorso, tra l’altro?
“Sì, l’anno scorso ci siamo andati vicini, quest’anno speriamo di ritornare a prenderci quello che abbiamo mancato per poco l’anno scorso. Sono piste diverse, sono sicuramente condizioni particolari e uniche. A dicembre o gennaio in Europa non troveremo delle condizioni ottimali, però è alla fine uguale per tutti.
Forse la sfida più grossa è proprio il meteo…
“Sì, sicuramente il meteo la sfida più grossa. Le condizioni sappiamo che già a partire dal Paul Ricard potremmo trovare delle condizioni difficili, quindi vediamo”.
Oltre a Le Castellet sono previste nel 2027 quattro corse da quattro ore tra Jerez (Spagna) e Portimao (Portogallo).
Interviste raccolte da Piero Lonardo e elaborate da Luca Pellegrini