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Asian LMS – Braun e Jakobsen trascinano il Crowdstrike by APR a Sepang. Successi di classe a CD Sport e Pure Rxcing

Una gara-2 assai diversa da quella di ieri quella appena conclusa a Sepang, secondo appuntamento dell’Asian Le Mans Series, che premia il Crowdstrike by APR.

Penalizzato ieri dall’incidente in partenza, la squadra di Stewart Cox ha ripetuto la strategia in una gara che non ha visto interruzioni sino al termine della prima ora.

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Fino a quel momento Michael Dinan, alle prime esperienze su una LM P2, precedeva Ahmad Al Harty, risalito dalla quinta piazzola sulla capolista 99 Racing e Francois Perrodo, autore di un ottimo primo stint dalla P8. John Falb, partito dalla prima fila, era vittima come ieri di un paio di fuoripista che penalizzavano la gara del team Duqueine. Tra le LM P3 si riproponeva la lotta a tre fra CD Sport, Cool Racing e Bretton Racing, mentre a Kei Cozzolino bastava invece solo mezz’ora per passare tutto lo schieramento dei gentlemen dal fondo dello schieramento con la Ferrari #82.

Nikita Mazepin, ancora incaricato della seconda fase di gara, al restart aveva facilmente la meglio sul polesitter Salih Yoluc, il quale precipitava in classifica, cosí come il trionfatore di ieri Alban Varutti non aveva problemi a passare Charles-Henri Samani, che poco dopo veniva preso a sandwich fra la Ligier LM P3 del Bretton Racing e una delle BMW del Project 1, causando la prima Full Course Yellow, che favoriva Tom Dillmann, ora alle spalle del battistrada, e soprattutto Colin Braun, subentrato a George Kurtz al volante dell’Oreca #4. Fabien Lavergne dal canto suo aveva la meglio su Alex Bukhantsov.

Colpo di scena invece tra le GT, con l’Audi capolista penalizzata con un drive-through per un’infrazione in periodo di safety car. Via libera quindi alla Lamborghini del Leipert Motorsport, che però viaggiava su una diversa strategia, davanti alla Porsche del Pure Rxcing con Joel Sturm.

Come ieri una sosta non eseguita in modo perfetto costava la testa della gara al 99 Racing, con Colin Braun ad uscire davanti quanto basta. Poco dietro era Alessio Rovera a mettersi in evidenza per AF Corse, portandosi in P3 alle spalle di Mazepin. Alla terza sosta della Huracàn del team tedesco, già gravata di un drive-through, la Porsche #91 prendeva invece la testa delle GT.

Si arrivava quindi a ridosso dell’ultima ora di gara, che vedeva il colpo di scena che decideva la vittoria finale, protagonista la Ligier LM P3 di Anders Fjordbach, che parcheggiava a fianco della corsia box, probabilmente senza carburante. Mazepin e Rovera nel ritardare la sosta trovavano la corsia box chiusa, al contrario della concorrenza. I vincitori di ieri optavano per un emergency service, mentre AF Corse lasciava in pista il varesino. La Safety Car effettuava forse un giro di troppo – almeno per le aspettative dei due battistrada – che dopo le soste definitive si ritrovavano staccatissimi da Malthe Jakobsen, ora in testa alla gara, e dalle due entry di Proton condotte da Julien Andlauer ed Harry Tincknell.

Ma non era finita, perchè a 50’ dal termine Josh Burdon come ieri perdeva il controllo della sua Ligier – stavolta in cima al rettilineo – richiamando in azione la vettura di servizio.

Il gruppo veniva ricompattato nuovamente con Tincknell al comando e, con meno di mezz’ora sul cronometro, Luis Deletraz, incaricato dello stint finale per 99 Racing, si lanciava all’inseguimento di Andlauer e Braun, con Tincknell “sacrificato” prudenzialmente dal team e costretto al pit in regime di green flag.

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Il campione in carica WEC riuscirà solo a portarsi alle spalle di Jakobsen, il quale regala il successo al team portoghese, mentre Vaxivière porta a casa una quarta piazza, a sandwich fra le due Oreca Proton.

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E’ stata invece una penalità per unsafe release a decidere il successo tar le LM P3 a favore di CD Sport, con i vincitori di sabato del Cool Racing a terminare terzi dietro anche al Bretton Racing.

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Tra le GT infine, non riesce la rimonta del Sainteloc Racing, che si deve accontentare della piazza d’onore dietro la Porsche del Pure Rxcing, alla prima vittoria nella serie. Gradino basso del podio per la McLaren #27 dell’Optimum Motosport di Rob Bell, Mark Radcliffe ed Ollie Millroy. Il team britannico piazza anche la seconda 720S GT3 in top five dietro la Mercedes dell’AlManar by GetSpeed.

Poca fortuna invece per le Ferrari in gara, con il GR Racing a terminare solamente in P11 davanti all’esemplare #82 di AF Corse, mentre la seconda 296 del team piacentino ha dovuto chiudere anticipatamente.

In classifica generale, il 99 Racing conduce con 43 punti contro i 33 dei vincitori odierni ed i 30 di AF Corse; tra le LM P3 il CD Racing vanta 3 punti di vantaggio sul Cool Racing ed infine il Sainteloc precede di 11 lunghezze Pure Rxcing e di 20 l’AlManar by GetSpeed.

L’Asian Le Mans Series tornerà di scena il 4 febbraio a Dubai per l’unica gara singola della serie 2023/24 prima del gran finale di Abu Dhabi.

Piero Lonardo

Foto: Alberto Manganaro

L’ordine di arrivo

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Asian LMS – Sepang, Gara 1: Prima vittoria per 99 Racing. Tripletta Audi in GT

Termina sotto una pioggia battente il primo appuntamento dell’Asian Le Mans Series 2023/24 a Sepang ed incorona per la prima volta 99 Racing e l’equipaggio composto da Ahmad Al Harty, Nikita Mazepin e Louis Deletraz. La mattinata malese peró era iniziata sotto il consueto clima del sud-est asiatico con le qualifiche, valide per entrambe le tappe del doubleheader.

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A trionfare con i due migliori giri veloci Salih Yoluc, portacolori del TF Sport, ancora una volta il migliore tra i piloti bronze ranked, mentre tra le LM P3 era High Class Racing ad ottenere lo sweep con Audunn Gudmunsson. Nelle GT invece, Alban Varutti portava in pole Sainteloc in gara 1 mentre era Anthony Liu con la Mercedes del Craft-Bamboo Racing a segnare la seconda migliore prestazione in una sessione interrotta per ben due volte per altrettanti incidenti che hanno coinvolto la Ferrari di Charles-Henri Samani e la Mercedes del Motopark di Heiko Neumann.

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Al via subito un colpo di scena per la toccata fratricida in casa Algarve Pro Racing da parte di Chris McMurry a George Kurtz. Nella melèe rimaneva coinvolto anche Ian Loggie con la vettura del Nielsen Racing mentre nelle retrovie si giravano Anthony Liu e Gabriel Rindone. Era la Mercedes del team di Hong-Kong ad avere la peggio, che chiudeva cosí subito la propria gara.

Davanti a tutti Michael Dinan, incaricato dello start, davanti alla vettura del Duqueine di John Falb e a Giorgio Roda con la migliore delle due Oreca Proton. Dan Skocdopole prendeva la testa fra le cinque sole LM P3 con la Ligier del Bretton Racing ed infine dietro l’Audi partita al palo del Sainteloc Racing emergeva Kei Cozzolino dal fondo dello schieramento. Purtroppo la rincorsa dell’alfiere di AF Corse terminava presto per un problema di elettronica che costringeva la 296 GT3 #82 ad una lunga sosta.

Dopo il primo giro di pitstop era John Falb, avvantaggiato dall’undercut, a presentarsi davanti a tutti, mentre le Mercedes del GetSpeed provavano ad insidiare la leadership di Varutti e dell’Audi #42.

Alla seconda sosta però intervenivano i primi piloti pro e Nikita Mazepin prendeva la testa su Carl Wattane Bennett, subentrato a Falb, a Julien Andladuer e ad Alessio Rovera, che a larghe falcate rinveniva sul resto del gruppo dopo il primo stint di Francois Perrodo. Il varesino si portava addirittura in terza posizione dopo una terza sosta non propriamente eseguita a regola d’arte che lasciava Mazepin al quarto posto.

Frattanto in LM P3 Audun Gudmunsson cedeva la leadership a Fabien Lavergne del Cool Racing, che a propria volta lasciava il campo a Julien Gerbi, nonostante una precedente penalità.

La Safety Car entrava in azione per la prima volta poco dopo la seconda ora di gara, a causa di un contatto, non sanzionato dalla direzione gara, tra Andlauer e Wattane Bennett. Gara compromessa per il team Duqueine, che perdeva il giro dei primi nelle operazioni di disimpegno dell’Oreca dalla ghiaia di curva 11.

L’attenzione era sempre catalizzata da Mazepin, il quale perdeva il duello per la terza piazza a vantaggio di Laurents Hörr, determinato a riportare al titolo i campioni uscenti di DKR.

Una Full Course Yellow chiamata per detriti sul rettilineo rischiava di diventare fatale per l’equipaggio di AF Corse, costretto ad un emergency service, mentre Hörr, rimasto invece in pista, era comunque costretto a cedere al restart a Renè Binder e Louis Deletraz, ora al volante per Proton e 99 Racing.

Nelle LM P3 era il momento di Danial Frost. L’ex-Indy NXT svettava per Cool Racing, mentre iniziavano a cadere le prime gocce di pioggia sul circuito, ed era proprio una delle Ligier a catalizzare la seconda uscita della vettura di servizio, con Josh Burdon, vicecampione della categooria nel 2017-18, fuori rovinosamente al largo di curva 1.

Al restart, con meno di 40’ sul cronometro, Binder offriva poca resistenza a Deletraz e a Mathieu Vaxivière, ma il pilota austriaco, all’incrementarsi delle precipitazioni, tornava al comando mentre i due battistrada, come il resto dello schieramento, passava alla wet.

Una ruota persa dalla BMW di Dennis Harper frattanto generava la terza Full Course Yellow, e alla successiva sosta di Binder, il pilota ufficiale Alpine Hypercar tentava di avere la meglio su Deletraz, ottenendo solamente un lungo in ghiaia da cui usciva miracolosamente. Dopo qualche minuto la direzione gara, viste le condizioni meteo estreme, decideva per una red flag che chiudeva anticipatamente la competizione a vantaggio di 99 Racing. Dietro AF Corse era Tom Dillmann a spuntare il gradino basso del podio per DKR.

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La battaglia tra le LM P3 alla fine premiava il veterano James Winslow ed il Cool Racing sul CD Sport e sul Bretton Racing, mentre tra le GT terminava con una tripletta Audi, con al top l’inarrivabile R8 #42 del Sainteloc, portata al traguardo da Cristopher Haase. Dietro al neocampione dell’International GT Open si piazza la vettura di Attempto Racing e la seconda entry del team francese con Dennis Marschall, Paul Evrard e Zhou Bihuang. Peccato per la Lamborghini del Leipert Motorsport, a lungo nella top three, tradito dal bagnato nelle ultime tornate.

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L’Asian Le Mans Series tornerà domani alla medesima ora, le 7.00 nostrane, per la seconda gara di Sepang, sempre della durata di 4 ore. Free streaming sul sito dell’Asian Le Mans Series https://live.asianlemansseries.com/en/live e sui canali social del campionato.

Piero Lonardo

Foto: Alberto Manganaro

L’ordine di arrivo

I risultati delle Qualifiche 1

I risultati delle Qualifiche 2

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Asian LMS – Rovera e Jakobsen mattatori delle libere di Sepang

E’ iniziata anche l’avventura dell’Asian Le Mans Series 2023-24 in quel di Sepang e nella mattinata italiana si sono disputate le due sessioni di libere del doubleheader malese.

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A primeggiare nella prima ora Malthe Jakobsen, per una volta alfiere del Crowdstrike Racing by APR, autore di 1.54.101, a precedere una serie di protagonisti dell’endurance mondiale, capitanati dal neoacquisto Alpine Hypercar Paul-Loup Chatin su una delle due Oreca schierate da Proton Competition, ad appena 64 millesimi. A seguire Louis Deletraz, che qui veste i colori di 99 Racing, a mezzo secondo.

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Tra le 5 sole LM P3, miglior tempo per Fabien Lavergne, vicecampione in carica della categoria, per CD Sport, con 2.00.930, mentre fra le GT al top c’è l’esperto Davide Rigon, con la Ferrari AF Corse #21 col tempo di 2.04.476. Bene anche le altre 296 GT3 del Cavallino, con Ben Barker e GR Racing in P4 e l’altra vettura di AF Corse col sesto tempo.

Dopo un intervallo di appena 90’, le 39 vetture sono scese nuovamente in pista per il secondo turno. In una sessione interrotta per ben tre volte con bandiera rossa è stato Alessio Rovera a terminare davanti a tutti con il tempo di 1.54.046 e l’Oreca di AF Corse condivisa con Mathieu Vaxivière – al quale va la seconda prestazione, ad appena 4 millesimi dal varesino – e Francois Perrodo.  A seguire Deletraz, a 45 millesimi e Charlie Eastwood, che guida l’assalto di TF Sport.

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Lavergne ha ritoccato la propria prestazione di ben 7 decimi, risultando ancora il più veloce tra le LM P3, mentre la palma del migliore tra le GT va a Martin Konrad e alla Mercedes dell’ AlManar Racing by GetSpeed, autore di 2.04.901, davanti alla BMW M4 GT3 del Project 1 di Maxime Oosten e alla Porsche del Pure Rxcing del russo, prossimo protagonista anche nel WEC, Alex Malykhin. Da segnalare solo due giri per la Ferrari #21.

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Ieri si sono svolte due sessioni di test per complessive 3h30 di pista. A svettare è stato Tom Dillmann sulla vettura campione in carica del DKR.

Nella nottata italiana si svolgeranno le qualifiche, a partire dalle 2.50 nostrane, mentre la prima delle due gare di Sepang partirà alle 7.00. La gara sarà godibile gratuitamente sul canale YouTube della serie https://www.youtube.com/@AsianLeMansSeries e su Facebook.

Piero Lonardo

Foto: Alberto Manganaro

I risultati delle Libere 1

I risultati delle Libere 2

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Asian LMS – In 39 a Sepang per il primo doubleheader

Diffusa l’entry list dei primi due round dell’Asian Le Mans Series 2023-2024, che si disputerà a Sepang dall’1 al 3 dicembre. Ben 39 le vetture, suddivise tra LM P2, LM P3 e GT, nonostante la riduzione degli inviti per Le Mans, che passano da 3 a 2, riservati solamente alle due sole categorie in lizza a giugno sulla Sarthe.

Saranno 11 le Oreca a giocarsi il titolo nelle cinque gare d’oriente. DKR, campione in carica, si ripresenterà con una line-up d’eccezione, formata dal fido Laurents Hörr, campione col team lussemburghese tra le LM P3 sia nella Le Mans Cup che in ELMS, e dalla coppia campione LMC 2022 formata da Alexander Mattschull e Tom Dillmann.

I due volte campioni di Algarve Pro Racing (insieme a G-Drive), recentemente titolati ELMS, si presentano con due vetture, una iscritta in prima persona per Chris McMurry, padre del più noto Matt, che ritorna alle gare dopo un’assenza di 3 anni, insieme al factory driver Ginetta Freddie Tomlinson ed all’ex-Indy Lights Toby Sowery, al debutto tra le ruote coperte.

La seconda Oreca è invece iscritta in partnership con Crowdstrike per George Kurtz, detentore del Jim Trueman Award IMSA e Colin Braun, campione IMSA 2022. Oltre ai vincitori di Le Mans in LM P2 Pro/Am, l’equipaggio sarà completato nientemeno che dall’astro nascente dell’endurance Malthe Jakobsen.

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Due equipaggi notevoli sulla carta anche per Proton Competition, con il factory driver Ford-Multimatic Harry Tincknell che si alternerà al neoacquisto Alpine Hypercar Paul-Loup Chatin e a PJ Hyett, e per 99 Racing, che proporrà l’ex-F1 Nikita Mazepin insieme al neocampione WEC LM P2 Louis Deletraz e a Ahmad Al Harty.

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Presenti anche i campioni in carica Charlie Eastwood e Salih Yoluc, che questa volta correranno per TF Sport insieme a Michael Dinan, i colori italiani nella categoria top saranno rappresentati dal factory driver Ferrari Alessio Rovera, al via per AF Corse insieme a Francois Perrodo e a Mathieue Vaxivière, e da Giorgio Roda, sulla seconda vettura di Proton insieme a Julien Andlauer e a Renè Binder.

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L’assenza di invito automatico per Le Mans ha comportato un brusco calo delle LM P3, che passano a solamente 5 unità, tutte Ligier. Tra queste si distingue sicuramente l’equipaggio di Cool Racing, che schiera l’esperto James Winslow, il protagonista delle serie ACO Alex Bukhantsov e l’ex-Indy NXT Danial Frost.

Ben 23 infine le GT, con vetture di ben 8 diversi costruttori. Tre le Ferrari impegnate, due da AF Corse con Davide Rigon a fare da chioccia a Simon Mann e a Francois Heriau e l’esperto Manu Collard ancora una volta insieme a Charles-Henri Samani e a Kei Cozzolino, mentre la terza è una novità assoluta perchè viene schierata da GR Racing, che propone la line-up già nota nel WEC e che comprende anche il nostro Riccardo Pera.

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La pattuglia italiana si completa con Marco Mapelli al volante dell’unica Lamborghini Huracàn schierata da Leipert Motorsport.

Tanti altri i factory driver impegnati nella serie asiatica, a partire da Jules Gounon con la Mercedes di Craft-Bamboo Racing, Matteo Cairoli, all’ultimo impegno con Porsche sull’esemplare di Herberth Motorsport, il campione GT Open in carica Cristopher Haase con l’Audi di Sainteloc Racing, e nientemeno che il vincitore di Le Mans 2015 e 2017, nonchè campione WEC 2017 e titolato IMSA GTLM 2019, Earl Bamber col proprio team EBM.

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Le uniche 2 BMW iscritte appartengono a Project 1, che lascia quindi Porsche con due M4 GT3 capitanate da Sean Gelael, al ritorno della serie in patria dopo il secondo posto assoluto del 2021, e Daniel Harper, mentre la coppia di nuove Aston Martin Vantage GT3 prevede le line-up WEC invariate di D’Station e TF Sport.

L’appuntamento in pista con la serie asiatica endurance è per le prime libere di venerdí 1° dicembre alle 13.30 locali. Qualifiche sabato 2 alle 9.50 fuso della Malesia (+ 7 ore dall’Italia) e gare, della durata di 4 ore, il 2 e 3 dicembre, con partenza alle 14.00 locali, le 7 del mattino italiane.

Piero Lonardo

Foto: Asian Le Mans Series, Proton Competition, TF Sport, Cool Racing, GR Racing, EBM

L’entry List di Sepang

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WEC – Calendario-sorpresa con Imola ad aprile. Toyota si lancia sull’idrogeno. Fuori le LM P2. L’Asian LMS torna a Sepang. Ecco l’Alpine

Tanta carne al fuoco nell’oretta appena dedicata dall’ACO alla tradizionale press conference del venerdì di Le Mans. Il presidente Pierre Fillon come da copione ha illustrato ai media i calendari del WEC e dell’Asian Le Mans Series della prossima stagione.

Va subito detto che per i tifosi italiani il 2024 vedrà il debutto della 6 Ore di Imola, in programma il 21 aprile. In realtà si tratta di un ritorno perchè il circuito del Santerno è stato teatro dell’ILMC nel 2011, prova vinta dalla Peugeot.

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Il calendario si dipanerà su otto appuntamenti (uno in più della season 11) a grandi linee come già anticipato su queste pagine negli scorsi mesi, con prologo ed opener in Qatar rispettivamente il 24-25 febbraio ed il 2 marzo. La gara di Losail, denominata Qatar 1.812 km, sostituirà Sebring anche nella distanza.

Dopo Imola si ritorna in Belgio per il tradizionale round di Spa-Francorchamps spostato in avanti all’11 maggio per poi proseguire con Le Mans il 15-16 giugno. Si concretizzano i ritorni di Interlagos ed Austin il 14 luglio ed il 1° settembre, per poi chiudere la stagione con Fuji il 15 settembre e la 8 Ore del Bahrain il 2 novembre.

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Diffuso anche il calendario dell’Asian Le Mans Series 2023-2024, che vede il ritorno in estremo oriente a Sepang con un doubleheader il 2 ed il 3 dicembre di quest’anno. A seguire si ritorna a Yas Marina il 4 febbraio 2024 per chiudere con un’altra gara doppia il 10-11 febbraio per un totale di cinque round contro i quattro della stagione da poco conclusa.

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Importante anche la presentazione della sfida all’idrogeno da parte di Toyota con la presentazione della nuova GR H2 da parte del boss Akyo Toyoda. Il marchio giapponese è quindi il primo a presentarsi ai nastri di partenza della nuova categoria con propulsione alternativa che sarà ammessa alla 24 Ore di Le Mans 2025.

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La prossima Le Mans vedrà invece un contingentamento delle LM P2, limitato a soli 15 posti. I prototipi della categoria cadetta faranno inoltre posto nel WEC 2024 alle LMH ed alle GT3; queste ultime verranno iscritte con il supporto dei costruttori in termini di due vetture ciascuno.

Le LM P2 continueranno a restare eleggibili nelle serie continentali, e United Autosports ha già annunciato che la prossima stagione convoglierà nel WeatherTech SportCar Championship nell’ELMS e nell’Asian LMS.

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Parlando di Hypercar, poco dopo è stata presentata, ahimè ad un pubblico limitato, la nuova Alpine A424_β. La nuova vettura del marchio francese, costruita su telaio Oreca, assomiglia esteticamente alle Acura protagoniste negli States e monterà un V6 turbo di 3.400 cc cui verrà accoppiato, secondo i regolamenti LMDh, il consueto gruppo Bosch.

Ma ricordiamoci che domani c’è anche una gara, e nelle libere 4 svoltesi nelle serata di ieri James Calado ha condotto con 3.27.275 con la Ferrari #51. Alla sessione non hanno partecipato la Porsche Proton #911, l’Aston Martin dell’ORT by TF e ovviamente la Cadillac #3 che ha preso fuoco durante la hyperpole pochi minuti prima.

La pista tornerà ad essere trafficata dalle 62 vetture iscritte alla 24 Ore sabato mattina alle 12.20 prima dello start delle ore 16.00.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo, Alberto Manganaro, Toyota Gazoo Racing, Alpine Endurance Team, FIA WEC

I risultati delle Libere 4

La griglia di partenza della 91ma 24 Ore di Le Mans

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Asian LMS – DKR: vittoria, titolo e vola a Le Mans insieme a Graff e Walkenhorst. HRT padrona di Abu Dhabi in GT

Il DKR Engineering legittima il titolo nell’Asian Le Mans Series conquistando anche la vittoria nella seconda gara di Abu Dhabi e vola a Le Mans.

Questa undicesima edizione della serie asiatica ha avuto come propellente proprio gli inviti per il centenario della classica della Sarthe, e ne ha risentito positivamente la griglia che anche oggi, dopo le ultime defezioni delle Ferrari di Formula Racing e Kessel Racing, contava comunque 42 unità; un successo corroborato anche dalla nuova regola del bronze driver obbligatorio in LM P2 e la contestuale abolizione dello sdoppiamento della classe regina.

_Z9A3789La gara era iniziata sotto il segno di Paul di Resta, che immediatamente aveva la meglio del polesitter Ahmad Al Harty e allungava su Christian Bogle, incaricato del turno iniziale sulla vettura di Inter-Europol, e sulla bianca Oreca dell’omanita. Poco dietro comunque, Salih Yoluc capoclassifica col DKR, per una volta optava per una partenza tranquilla e precedeva a sua volta John Falb per l’Algarve Pro Racing.

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Ancora sfortuna per Torsten Kratz e la Duqueine LM P3 del WTM by Rinaldi, toccato da Yasser Shahin e subito out dalla pole. La leadership di categoria andava quindi a Sebastian Alvarez del 360 Racing, inseguito da Tony Wells del Nielsen Racing, Adrian Chila del Cool Racing e Mathias Luethen del Rinaldi Racing.

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Tra le GT, dopo che la penalizzazione nel post-gara di HubAuto, quarti al traguardo, aveva avvantaggiato con due punti extra i leader di Walkenhorst Motorsport e GetSpeed nei confronti dei vincitori di ieri dell’HRT, era Henrique Chaves, uno dei pochi driver pro a prendere il via nella categoria sull’Aston Martin del TF Sport, ad avere presto la meglio su Martin Konrad, partito dalla pole, mentre Chandler Hull al contario si avviava in sordina sulla BMW leader in classifica generale.

Davanti, una volta esaurito il turno del driver ufficiale Peugeot Hypercar, Charles Crews non ci metteva molto a disporre del subentrato Jim McGuire, scivolando presto fuori dalla top five. Medesima sorte anche fra le GT, dove Klaus Bachler si impossessava della leadership con la Porsche #33 dell’Herbert Motorsport su John Hartshorne, subentrato a Chaves.

L’unica neutralizzazione della gara avveniva dopo poco più di 90’, a causa del contatto fra le due LM P3 di Belen Garcia con la seconda entry del Graff e la Duqueine di Matthias Luethen. La Ligier #9 aveva la peggio, mentre contestualmente si girava anche Satoshi Hoshino sull’Aston del D’Station.

Al restart, dopo che diverse squadre approfittavano per effettuare la sosta obbligatoria di 100”, Crews manteneva un vantaggio minimo su Nikita Mazepin, subentrato per il Garage 99, e su Ayancan Guven, il quale aveva rilevato il connazionale sull’Oreca del DKR. L’ex-F1 passava presto al comando, imitato dal turco che gli si installava alle spalle dopo un furioso duello con l’Oreca gialloverde.

La Full Course Yellow avvantaggiava anche la Mercedes dei trionfatori di gara 1, con Al Faisal Al Zubair ad estendere anche la sua leadership sulla Ferrari del Car Guy e sull’altra Mercedes del GetSpeed, ma gli sforzi Frederik Schandorff e Raffaele Marciello venivano vanificati da altrettante penalità per track limits (la Ferrari #57 ne aveva già scontata una), lasciando campo libero alla BMW del Walkenhorst, che progrediva nella propria marcia verso il titolo, marcia che in precedenza aveva subito un forte scossone a causa del contatto con l’Oreca #22 di United Autosports, da cui è uscita fortunatamente senza conseguenze definitive.

Con 100’ ancora sul cronometro, Malthe Jakobsen aveva iniziato la carica verso le prime posizioni, ma veniva dichiarato reo, con colpevole ritardo da parte della direzione gara, di un precedente contatto con l’entry campione uscente del Nielsen Racing.

Tutto da rifare quindi per Cool Racing, con Nolan Siegel a dare spettacolo e ad emergere al comando sulla vettura di Inter-Europol, inseguito dall’altro driver IndyNXT Kyffin Simpson subentrato per Algarve Pro Racing, dopo aver disposto con le cattive della concorrenza.

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Tra le LM P3, con Francois Heriau ed il Graff stabilmente al comando, l’esperto Ross Kaiser del 360 Racing metteva in difficoltà i leader in classifica dell’MV2S, spingendoli in terza posizione, mentre Luca Stolz e Nicky Catsburg mantenevano agevolmente le prime due piazze tra le GT.

Ma la gara era tutt’altro che terminata, e davanti Jakobsen, grazie anche al pitstop obbligatorio di 100” servito da Inter-Europol, tornava al comando su Siegel e su Charlie Eastwood, incaricato di terminare la gara per il DKR. Purtroppo però per il team svizzero, la direzione gara decideva di punire la sosta, giudicata scorretta.

_Z9A7136 Sembrava fatta per Inter-Eurpol, invece un problema al cambio rallentava la marcia del campionino statunitense. Via libera quindi per il DKR, che con la vittoria si aggiudica anche il campionato e l’invito automatico per Le Mans. Per Cool Racing la magra soddisfazione del podio dietro il 99 Racing.

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Finale thrilling anche tra le LM P3, con un testacoda del 360 Racing che mette la squadra britannica fuori dal podio, ma che non salva l’MV2S dall’assalto della Ligier #17 del Cool Racing, che con Marcos Siebert si appropria della seconda piazza dietro Alex Lloveras, che conquista la vittoria che vale il titolo grazie ai migliori piazzamenti ottenuti rispetto a Lavergne e soci, i quali termineranno a pari punti dopo il terzo posto finale nonostante il drive-through comminato al Nielsen Racing per track limits.

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Posizioni congelate infine tra le GT, con Luca Stolz che trascina l’HRT la secondo successo a Yas Marina davanti a Nicky Catsburg il quale regala il debutto a Le Mans al Walkenhorst Motorsport. Chiude il podio l’altra Mercedes del GetSpeed, al terzo podio in quattro gare.

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E’ tutto per l’Asian Le Mans Series 2023. Ancora da scoprire date e location della nuova serie asiatica, che dal prossimo anno dovrebbe essere gestita in coabitazione con SRO.

Piero Lonardo

Foto: Alberto Manganaro

L’ordine di arrivo di Gara 2

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Asian LMS – Ad Abu Dhabi, Cool Racing approfitta degli errori altrui e si aggiudica Gara 1. Nielsen ed HRT, successi in LM P3 e GT

Nuova line-up a due e prima vittoria nelle gare ACO in LM P2 per Cool Racing. Alexandre Coigny e Malthe Jakobsen, con il boss Nicolas Lapierre fuori dall’abitacolo, hanno approfittato di errori e sfortune altrui per aggiudicarsi la prima gara di Abu Dhabi.

Coigny, protagonista in negativo del season opener a Dubai, questa volta è stato impeccabile, ma è stato il giovane danese, campione LM P3 ELMS uscente, a dare la carica decisiva, aiutato da qualche errore della concorrenza, in particolare di Algarve Pro Racing, che da leader in classifica esce da questa gara con 9 lunghezze di ritardo dal DKR, ed alla pari coi vincitori odierni.

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Lo start è stato alquanto confuso, con il solito iper-aggressivo Salih Yoluc davanti ad insidiare il polesitter Ahmad Al Harty, in seguito passato anche da Charles Crews e Paul Di Resta, al volante delle vetture di Inter-Europol e della #22 di United Autosports, mentre poco dietro Rodrigo Sales si girava, fortunatamente senza danni. Ma il vero caos avveniva tra le GT, dove andavano pesantemente a contatto la Ferrari AF Corse di Stefano Costantini e l’Aston Martin del Bullitt Racing di Martin Berry.

Anche un’altra Ferrari si toccava con l’Aston del D’Station, che attraversava tutta la parte interna della prima curva, ma la prima Safety Car veniva chiamata in pista a causa del contatto fra la Ferrari del Car Guy e l’altra 488 iscritta da Formula Racing e la McLaren di Alexander West. Le ultime due vetture rimanevano infatti agganciate ed era necessario l’intervento dei commissari per farle ripartire.

Al restart, Di Resta passava facilmente al comando sui due bronze driver, mentre nelle altre due categorie erano i due polesitter, Torsten Kratz e Liam Talbot, a mantenere la leadership, ma alle spalle della Mercedes #79 si avvicinavano pericolosamente Alfred Renauer e Henrique Chaves, i quali avevano già avuto la meglio sulla BMW dei trionfatori di Dubai del Walkenhorst Motorsports.

La gara peró veniva neutralizzata nuovamente dopo appena 20’ per un contatto fra le Ligier LM P3 di Sebastian Alvarez e Jacques Wolff e questo comportava un cambiamento alla testa della gara con Yasser Shahin a rilevare Oliver Jarvis con un pitstop della lunghezza regolare, mentre in tanti approfittavano per effettuare in questo momento la sosta obbligatoria di 100” imposta dal regolamento.

Cambio della guardia anche in GT, dove il factory driver Peugeot Mikkel Jensen aveva facilmente la meglio su Talbot con la Ferrari del Car Guy gestita da Kessel Racing.

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Ma il vero spartiacque della gara avveniva dopo circa 47’, a causa del violento crash, probabilmente causato dal contatto con un prototipo, sostenuto da Johnny Laursen con la Ferrari del Formula Racing appena uscita dai box dopo l’estesa riparazione per il contatto iniziale.

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Segue una bandiera rossa che annulla la competizione per quasi un’ora per riparare il guard-rail, e al restart Charles Crews non ha problemi per passare il proprietario di The Bend, mentre la prima sosta ed una penalità per il contatto lasciano la Porsche #33 dell’Herberth Motorsport al comando su Chandler Hull e sulla Mercedes #7 dell’HRT di Martin Konrad.

La seconda Full Course Yellow appare a circa metà gara, e vede James Allen, salito sulla vettura dell’Algarve Pro Racing, al comando con un robusto vantaggio su Nikita Mazepin, ora al volante per il Garage 99, e Christian Bogle, che ha rilevato Crews sull’Oreca gialloverde. Tra le LM P3, Jerome de Sadeleer dell’MV2S ha approfittato per portarsi al comando su Tony Wells del Nielsen Racing.

In questa fase, dopo un testacoda e la sacrosanta penalità per l’incidente iniziale di Yoluc, è la macchina del DKR si manteneva alle spalle dei due battistrada con Ayancan Guven stabile P3, ma qui iniziava la rimonta di Malthe Jakobsen, che presto, anche grazie ad un testacoda da parte di Garnet Patterson, si installava alle spalle di Allen e Di Resta, che a sua volta aveva passato Bogle. Cambio della guardia tra le GT, con Luca Stolz ora a condurre per l’HRT.

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Allo scadere della terza ora Phil Hanson passava al comando sull’Oreca dell’Algarve Pro Racing, che peró andava corta nel tentativo di effettuare il pitstop da 100”, che nemmeno United Autosports aveva fin qui servito, lasciando quindi Jakobsen, terzo in pista, nella potenziale posizione di leader, evento che si concretizzava in occasione dell’ultima sosta, che la vettura del Cool Racing effettuava per ultimo a 25’ dalla bandiera a scacchi.

Nella concitazione, Nolan Siegel, eroe di gara 2 a Dubai, arrivava lungo al box e faceva perdere tempo prezioso ai meccanici di Inter-Europol, ma la disavventura piú plateale accadeva all’altro talentino made in USA, Kyffin Simpson, che nel tentativo di ricongiungersi a Jarvis e lottare per il podio, si girava e sbatteva all’ultima curva a circa 3’ dal termine.

Fortunatamente l’Oreca #25, di traverso all’inizio del rettilineo, riusciva a ripartire (incredibile l’assenza di interventi da parte della direzione gara) e a classificarsi nona a 3 giri, mentre davanti United Autosports poteva festeggiare il doppio podio, seppure a 33” di distacco, alle spalle di Cool Racing.

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In LM P3, nel finale Matt Bell riusciva a superare Fabien Lavergne e a tornare al successo per il Nielsen Racing davanti all’MV2S, con Nico Varrone che finalmente concretizzava il podio per il WTM by Rinaldi fin qui bersagliati dalla sfortuna dopo le splendide prestazioni in prova.

Al Faisal Al Zubair dal canto suo completava il compito e regalava il successo all’HRT sulla Porsche #91 dell’Herberth Motorsport e sulla Lamborghini del Leipert Motorsport del nostro Marco Mapelli.

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Tutti da decidere domani in gara-2, a partire dalle 16.00 locali (le 13 italiane) i tre titoli in palio. In classifica generale il DKR, quarti al traguardo, passa al comando a quota 48 con 9 punti di vantaggio su Algarve Pro Racing e Cool Racing e 11 su Inter-Europol, ma i 25 punti in palio lasciano in lizza anche Nielsen Racing (35) United Autosports #22 (34), e 99 Racing (30).

Tra le LM P3, l’MV2S puó vantare 10 lunghezze sul Graff e 15 sul DKR, oggi solo P5 proprio dietro alla Ligier #8. Solo un miracolo potrebbe permettere ai vincitori odierni del Nielsen Racing, a -25, di riappropriarsi del titolo di categoria dopo il successo del 2020.

Tre team in lizza anche nelle GT, col Walkenhorst Motorsport, oggi classificati in P5, sempre in testa dopo il doppio successo di Dubai con 62 punti contro i 46 dell’Haupt Racing Team e i 40 del GetSpeed, oggi appena ottavi.

Piero Lonardo

Foto: Alberto Manganaro

L’ordine di arrivo di Gara 1

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Asian LMS – Prima pole per 99 Racing. Kratz, poker per WTM, HubAuto beffa tutti in GT

L’innesto di Ahmad Al Harty, ennesimo sub per il 99 Racing, si è rivelato fortunato; l’omanita ha infatti regalato alla neonata squadra la prima doppia pole position della sua breve storia, primeggiando nelle qualifiche di Abu Dhabi col tempo di 1.42.644.

L’Oreca LM P2 #98, che verrà portata in gara anche da Neel Jani e Nikita Mazepin, partirà davanti a tutti anche nella gara finale del weekend, grazie alla seconda miglior prestazione. Ricordiamo che le qualifiche della serie asiatica sono riservati ai piloti bronze e che a Dubai la line-up della squadra era completata da Goncalo Gomes, sostituto all’ultimo momento per Felix Porteiro, e che Jani era stato ingaggiato pochi giorni prima per Ben Barnicoat.

A seguire Salih Yoluc per DKR e Rodrigo Sales per Nielsen Racing, a ranghi invertiti per gara-2, mentre in casa Inter-Europol si devono accontentare della quarta piazzola nella gara che partirà alle 15.00 locali e della sesta piazzola di domenica, anche a causa del tempo perso da Charles Crews per un testacoda all’ultima curva, che unita alla red flag causata da Yasser Yashin con l’Oreca #23 di United Autosports, ha ridotto il tempo a disposizione dei dominatori di gara-2 di Dubai.

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Torsten Kratz dal canto suo ha ribadito la superiorità in qualifica della Duqueine del WTM by Rinaldi completando lo sweep delle pole position nelle LM P3. Speriamo che la squadra abbia risolto anche i problemi di affidabilità che hanno complicato la gara del team tedesco a Dubai. Dietro il polesitter, accreditato di 1.48.576, Alexander Bukhanstov in entrambe le griglie con la Ligier #73 di Inter-Europol, mentre Nielsen Racing, Rinaldi ed MV2S si scambiano le posizioni immediatamente retrostanti nella griglia di gara-2.

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Tra i due litiganti infine spesso il terzo gode, ed è quello che è accaduto nelle GT, dove Liam Talbot e la Mercedes di HubAuto hanno primeggiato con 1.52.776 davanti a Thomas Merrill, double polesitter a Dubai per Walkenhorst Motorsport, e a Martin Konrad dell’Haupt Racing. Bene infine anche la Ferrari AF Corse con Stefano Costantini, P4 in entrambe le griglie.

Appuntamento a fra poco, alle 12 italiane con il terzo round dell’Asian Le Mans Series, che verrà trasmesso in free streaming sul sito ufficiale della serie https://live.asianlemansseries.com/en/ e sui relativi canali social. Ricordiamo che la gara verrà diffusa anche sul canale Sky 229 MS Motortv e sul canale YouTube Sport Car Racing https://www.youtube.com/channel/UCSHF34HFY8XqUyQ2bONp6YA con commento in italiano.

Piero Lonardo

Foto: Alberto Manganaro

I risultati delle Qualifiche-1

I risultati delle Qualifiche-2

Jacob Riegel - Bullitt Racing

Asian LMS – Gallery: I protagonisti visti da vicino

Nuova gallery esclusiva dai box di Yas Marina per il secondo weekend dell’Asian Le Mans Series 2023.

Foto: Alberto Manganaro

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