DTM – Mirko Bortolotti: “Credo sia stata una grandissima stagione”

DTM, 1. + 2. Rennen Red Bull Ring by VKB-Bank 2026 - Foto: Gruppe C Photography

Le parole di Mirko Bortolotti al termine della stagione agonistica in occasione delle Finali Mondiali Lamborghini 2026. Il pilota trentino ha concluso col 13mo posto nel DTM, serie vinta nel 2024, oltre all’impegno parallelo nella GT World Challenge Europe Powered by AWS Endurance Cup.

Com’è andato il primo anno con la Temerario?

“Abbiamo iniziato a lavorare concretamente solo qualche settimana prima dell’inizio della stagione, perché le vetture sono arrivate molto tardi per tutti i team. Avevamo una o due macchine da far provare a diversi piloti, quindi l’inizio è stato complicato, come si è visto anche nelle prime gare. Abbiamo visto la macchina poco prima del primo appuntamento del DTM, al Red Bull Ring. In generale non abbiamo avuto molta preparazione”.

Quindi sei partito da un foglio bianco, senza avere un’idea precisa di quello che ti aspettava?

“Sapevo già quale sarebbe stata la situazione. In realtà, ne avevamo un’idea già a novembre. Avevo fatto un test Pirelli al Red Bull Ring, ma la prima volta che ho guidato la macchina era già sostanzialmente nella sua configurazione omologata”.

C’è stato comunque un miglioramento dall’inizio alla fine della stagione?

“Sì, inevitabilmente. Ogni test, ogni gara e ogni giro hanno aiutato noi e la squadra a capire meglio la macchina e la filosofia da seguire. Quando riesci anche a fare qualche test privato, puoi lavorare su determinati aspetti e sviluppare ulteriormente la vettura. Credo che verso la fine della stagione siamo arrivati a massimizzare quello che la macchina poteva darci, considerando il tempo che avevamo a disposizione per i test”.

“Bisogna poi considerare che tra DTM e GT World Challenge ci sono pneumatici differenti. Inoltre, una volta iniziata la stagione del DTM, non puoi più effettuare test privati: ci sono cinque test collettivi per tutti. Nella nostra situazione questo è stato un problema, perché ci siamo confrontati con piloti, squadre e vetture che lavorano insieme da tanti anni. In griglia non c’era un’altra macchina completamente nuova a parte la Porsche, che però partiva da una base già conosciuta. Abbiamo dovuto costruire tutto da zero ogni volta”.

E quanto è difficile costruire questa base con così poco tempo a disposizione?

“I weekend in cui avevamo effettuato dei test, come quello del Sachsenring, sono stati molto positivi. Questo non significa che abbiamo vinto a Oschersleben grazie ai test: non è così, e ci tengo a chiarirlo. Ci sono circuiti sui quali la macchina funziona meglio. Per questo abbiamo impiegato meno tempo a trovare la direzione giusta e abbiamo vissuto un weekend molto positivo”.

Su quali aspetti vi siete concentrati durante la stagione? Come avete cercato di compensare i limiti aerodinamici, soprattutto sui circuiti più veloci?

“Innanzitutto, abbiamo dovuto capire la macchina e le sue necessità per farla rendere al meglio. Eravamo un po’ limitati dal punto di vista aerodinamico, quindi ci siamo concentrati principalmente sulla parte meccanica. Abbiamo fatto passi avanti importanti, individuando la direzione da seguire per sfruttare al meglio il grip meccanico. Dal punto di vista aerodinamico, invece, avevamo una finestra di utilizzo piuttosto limitata: era un po’ come avere una coperta corta”.

A proposito di Oschersleben, puoi spiegare la questione del cuscinetto che ha portato alla squalifica? Che cosa cambia da una macchina all’altra?

“È una domanda tecnica alla quale non posso rispondere al cento per cento. La questione del cuscinetto è sostanzialmente la stessa di quella che ha coinvolto Winward nel GT World Challenge: il principio tecnico è lo stesso. Loro hanno vinto la causa. Nel nostro caso, invece, in tribunale ci è stata data ragione, ma è stata riconosciuta anche la posizione del DMSB. Alla fine, con le due posizioni in contrasto, la decisione è andata a favore del DMSB”.

A livello di motore, come vi siete trovati con il nuovo propulsore della Temerario? Il passaggio a una nuova architettura è stato significativo.

“Devo dire che non abbiamo avuto problemi con il powertrain. Non abbiamo avuto motori o cambi rotti, né altri problemi di affidabilità importanti. Da questo punto di vista, la macchina si è dimostrata davvero a posto“.

Hai già guidato la Temerario sulla Nordschleife in vista del prossimo anno?

 “No. Per quanto ne so, è stato effettuato soltanto un test, al quale però non ho partecipato. Non so esattamente chi fosse al volante. Anche quello sarà un progetto a parte, perché al Nürburgring esiste un’omologazione specifica e si utilizzano pneumatici completamente diversi. Basta chiedere a Verstappen com’è stato salire in macchina a Portimão: credo che anche lui abbia avuto un po’ di shock, come ha raccontato. Guidare una GT3 sul Nürburgring non è la stessa cosa che guidarla su un altro circuito. Le caratteristiche del tracciato e le gomme cambiano molto il comportamento della vettura”.

Come vi siete trovati con le nuove Pirelli del DTM?

“Non abbiamo avuto particolari problemi. L’unico aspetto negativo è che la pista si sporca rapidamente. Personalmente non ho riscontrato differenze enormi rispetto al passato, forse avere un treno di gomme extra nel weekend non sarebbe male”.

Tornando alla vittoria di Oschersleben, da casa si è percepita tutta la tua emozione quando sei sceso dalla macchina. È sembrato un momento di liberazione…

“Ci tengo molto, perché è stata la prima vittoria in assoluto della Temerario e la mia prima vittoria nel DTM con Grasser. Era proprio il risultato che ci mancava. Inoltre, è stata la mia quinta vittoria nel DTM, ottenuta su una quinta pista differente. Non è poco, soprattutto considerando quello che è successo nel 2025.  È stata una gara perfetta. Naturalmente, il pit stop di Manthey non è stato perfetto, ma neanche il mio primo pit stop lo era stato. È vero che li abbiamo superati grazie a quella sosta, ma bisogna anche riuscire a chiudere il distacco in pista: altrimenti non passi comunque davanti. Per me è stata una gara davvero speciale, una prestazione perfetta sotto molti aspetti. Chiudere poi la stagione con un altro podio a Hockenheim è stato fantastico”.

Nel complesso, come giudichi la stagione, considerando anche che il finale non è andato come speravate?

“Guardando a quello che avevamo a disposizione all’inizio, credo sia stata una grandissima stagione, anche se dall’esterno potrebbe sembrare deludente. È vero che il finale è andato male, ma bisogna valutare tutto il percorso”.

Intervista raccolta da Luca Pellegrini

Foto: Gruppe C Photography/ADAC Motorsport

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