Nel weekend ritorna il WeatherTech SportsCar Championship con la Battle On The Bricks sullo stradale di Indianapolis. La gara, da quest’anno tornata alla durata standard di 2h40’, potrebbe rappresentare il punto di svolta per tutte le categorie, in particolare per la classe regina, la GTP, che vede Jack Aitken precedere Laurin Heinrich, dopo il discusso finale di Road America, di 118 punti.
La giovane promessa tedesca come già riportato su queste pagine, tornerà al volante di una 963 ufficiale al fianco questa volta di Kevin Estre prima del gran finale di Road Atlanta, dove si riunirà all’equipaggio della #7 con la quale ha trionfato a Daytona e a Sebring, ed avrà a disposizione la bellezza 770 punti tra qualifiche e gara.
Da tenere presente però che, stanti le 11 entry garantite in entrambi gli appuntamenti, il punteggio complessivo minimo si attesta a ben 440 punti. Sulla 963 versione 2025 del JDC-Miller ricordiamo sarà Nico Mueller ad affiancare Tijmen van der Helm.
L’unica altra variazione degna di nota fra gli equipaggi riguarda Christian Rasmussen, di ritorno sull’Oreca LM P2 di ERA Motorsport a due anni dalla vittoriosa Rolex24 del 2024. Per il resto, da segnalare la nuova assenza dell’Oreca LM P2 di Intersport Racing e la nuova iscrizione tra le GTD Pro dell’Aston Martin di Car Blanche.
Anche i titoli delle altre categorie sono lungi dall’essere assegnati: tra le LM P2 di due successi consecutivi di Inter-Europol pongono la compagine battente bandiera polacca ad appena 35 lunghezze dai battistrada del Crowdstrike by APR; più lontana, ma non fuori dai giochi, la line-up di “Spike the Dragon”, a -119.

In GTD Pro sono ben cinque gli equipaggi che possono ancora aspirare al successo finale, capeggiati dal Paul Miller Racing, ancora alla ricerca del successo dopo Daytona, a quota 2432, incalzati dalla Corvette #4, che di gara quest’anno non ne ha vinta nemmeno una, a -23. I due trionfi consecutivi di Road America e del VIR hanno portato la Lamborghini Pfaff a ridosso dei battistrada, a 56 lunghezze, seguiti a -67 dall’accoppiara formata dalla Porsche di AO Racing e dalla Ford Mustang #65.
Tra le GTD infine, la recente marcia trionfale di Winward Racing – tre vittorie nelle ultime gare – ha scalzato dalla leadership Dudu Barrichello, che ora è costretto ad inseguire con 56 lunghezze di ritardo, alla pari dell’equipaggio della Lexus #12, superato anche dagli alfieri di Turner Motorsport, questi ultimi a -36 da Phill Ellis e Russel Ward.
Rammentiamo però che per l’ultima tappa stagionale saranno presenti almeno diverse entry extra rispetto allo schieramento di Indianapolis, e quindi una minore disponibilità teorica di punti nelle due classi GT.
Variazioni minime al Balance of Performance per quanto riguarda le GTP. Le uniche modifiche degne di nota rispetto a Road America riguardano i 9 kg abbuonati alle Acura e la robusta iniezione di potenza assegnata alle Porsche Penske alle velocità entro i 230 kmh.
Tra le GT invece, discreti aumenti di peso minimo per Aston Martin, Corvette e Lamborghini Temerario, rispettivamente +20, +18 e +14 kg. Modifiche inoltre all’incidenza minima dell’ala posteriore per tutte le vetture salvo le Porsche ed in tema di energia massima per stint. Si va dai +14, +13 e +10 MJ assegnati a Ferrari, Porsche ed Aston Martin ai -32 MJ appioppati alla Temerario. Riduzioni sostanziali anche per Mercedes (-23 MJ), McLaren (-18 MJ), Lamborghini Huracàn e Lexus (-16 e -15 MJ rispettivamente) rispetto al VIR.
L’azione in pista presso l’Indianapolis Motor Speedway inizierà venerdi 18 settembre alle 3.25 PM ET con le prime libere; qualifiche sabato 19 alle 5.05 PM ET, le 23.05 nostrane, e start della gara domenica 20 settembre alle 3.10 PM ET, le 21.10 italiane, Diretta streaming sul sito IMSA ed i relativi canali social.
Piero Lonardo
Foto: IMSA
