Ultima prova nel FIA World Endurance Championship con Cadillac Racing per Sebastien Bourdais e Alex Lynn. Il veterano francese non ha ancora definito il proprio futuro, mentre il britannico guiderà per McLaren in Hypercar nel prossimo Mondiale.
Il nativo di Le Mans ha dichiarato quanto segue ai giornalisti presenti a Monza, tra cui Italian-Endurance.com.
Ti senti un po’ emozionato?
“Ancora no, ho avuto molto tempo per pensare. Chiaramente sarebbe davvero bello finire con un successo o comunque fare un gran lavoro. Penso che le caratteristiche della nostra macchina siano più adatte a Monza che a Barcellona. Credo che a Barcellona abbiamo comunque ottimizzato molto bene le nostre prestazioni e il risultato. I ragazzi hanno fatto un buon lavoro e abbiamo anche avuto un po’ di fortuna in alcuni momenti. Nelle ultime tre gare abbiamo ottenuto un secondo e due quarti posti, conquistando più punti di qualsiasi altra squadra nello stesso periodo. Cercheremo di mantenere questa tendenza e speriamo di vivere un altro buon fine settimana”.
Hai già definito il tuo futuro?
“No, al momento non ho nulla di definito. Ci sono stati dei colloqui, ma non c’è ancora niente di concreto. Vedremo se si tratterà di un programma GTP o Hypercar. Non voglio correre in un programma nel quale qualcuno mi chieda semplicemente di guidare. Per me è sempre stato importante sentirmi desiderato e sapere che qualcuno vuole davvero avermi nella propria squadra. Non ho bisogno di una determinata categoria per sentirmi a casa. L’Europa o l’America sono la stessa cosa: alla fine è una questione di rapporti umani. Quando sei un professionista e hai la fortuna di poter guidare una macchina da corsa, non importa se si tratta di GTP o Hypercar. Puoi divertirti in qualsiasi campionato, purché ti senta a tuo agio. Non c’è niente che mi dia più soddisfazione che guidare una macchina. È ancora quello che mi piace fare e so che non durerà per altri dieci anni. Quando sarà finita, non tornerò indietro. Non ho fretta di vedere questa esperienza scomparire: ho ancora abbastanza tempo per divertirmi. Per me non c’è niente di meglio che guidare una macchina. Continuerò a farlo finché ci saranno persone che mi vorranno al volante”.
Ripensando agli ultimi due anni, ci sono stati momenti particolarmente speciali?
“Ci sono stati sicuramente alcuni bei momenti. Ovviamente, la doppietta a San Paolo dello scorso anno è stata importante. Quest’anno, con Jack ed Earl, abbiamo ritrovato una buona sintonia. Ma, alla fine, penso che il momento più importante sia stato il weekend di Le Mans. Siamo stati molto competitivi, abbiamo avuto la possibilità di guidare la gara e abbiamo davvero sentito di poter vincere. È stato un momento fantastico. Se me lo avessi detto cinque o sei anni fa, avrei pensato che sarebbe stato bello, ma non avrei creduto che potesse succedere. Perché non bastano le proprie capacità: bisogna trovarsi nella posizione giusta e devono verificarsi tante circostanze favorevoli. È stato davvero bello. Peccato che non sia finita come speravamo e che non siamo riusciti a portare a termine il lavoro, ma le prime dodici ore sono state davvero divertenti”.
Questo è forse l’anno migliore del tuo programma Cadillac?
“Si. Ovviamente, ai tempi di Ganassi in IMSA siamo stati molto. Abbiamo vinto un paio di gare e abbiamo avuto prestazioni eccellenti, anche se non siamo stati competitivi allo stesso modo ogni settimana. Nel FIA WEC con quasi venti auto allo stesso livello tutto è più complicato e non devi necessariamente essere sempre competitivo, ma devi semplicemente fare meglio degli altri nell’arco dell’intera stagione A volte è difficile capire quanto puoi realmente fare per vincere il campionato”.

Non poteva mancare il commento di Alex Lynn. Ricordiamo che la coppia verrà rimpiazzata nel 2027 da Antonio Felix Da Costa e da Ricky Taylor.
Ultima volta con la livrea oro prima di vestire una nuova tuta, questa può essere anche una buona chance per vincere?
“Sicuramente Monza è una pista che si adatta alla nostra auto, certamente un tracciato più favorevole rispetto a Barcellona. Ho vissuto una bella parentesi della mia carriera con Cadillac, siamo arrivati sul podio a Le Mans ed abbiamo vinto una gara a San Paolo. Ovviamente vogliamo sempre vincere, non dimenticherò mai questi cinque anni”.
Hai già provato la McLaren?
“No, non ancora. Andremo a Portimao e poi a Jerez per dei test, ho svolto una piccola sessione al simulatore e sono pronto per una nuova prova a breve”.
Come hai avuto la chance di unirti a McLaren?
“Ho incontrato James Barclay a una festa in Londra l’estate scorsa, successiamente la conversazione è continuata molto velocemente”.

Ultimo ad intervenire, ma non meno importante, il campione 2026 IMSA WeatherTech SportsCar Championship in GTP Jack Aitken. Il pilota britannico ha disputato quest’anno anche tutto il Mondiale Endurance ad eccezione della sfida di Imola, saltata per correre a Long Beach in GTP con la Cadillac #31 schierata da Whelen Engineering.
Innanzitutto complimenti ancora per il successo in IMSA…
“È stato sicuramente un anno fantastico. Mantenere una serie così lunga di podi non è scontato. Anche quando fai tutto nel modo giusto, hai comunque bisogno di molta fortuna, il team ha fatto un lavoro eccezionale. Eravamo già molto fiduciosi nella seconda parte della scorsa stagione e abbiamo continuato a lavorare nello stesso modo. È stato un anno molto pulito, durante il quale abbiamo commesso pochissimi errori. Earl e Fred sono stati impeccabili. L’unico rammarico è Daytona: dobbiamo cercare di risolvere questo problema per il prossimo anno”.
Che cosa vi è mancato in questa stagione per ottenere risultati ancora migliori nel FIA WEC?
“Penso che la prima parte della stagione sia stata un po’ complicata per noi. Da quando siamo arrivati a Le Mans, però, siamo diventati piuttosto competitivi e costanti. Non abbiamo vinto le gare, ma siamo sempre riusciti a rimanere nella top 5. Credo che abbiamo fatto un buon lavoro per migliorare progressivamente i nostri risultati. Ci sono sempre aspetti da migliorare, ma nel complesso credo che stiamo lavorando molto bene. La concorrenza è elevata e diversi costruttori hanno introdotto aggiornamenti sulle proprie vetture”.
“Le Mans assegna il doppio dei punti rispetto alle altre gare e noi non abbiamo ottenuto un buon risultato. Se avessimo concluso bene quella gara, probabilmente saremmo comunque stati più in alto in classifica.
Ma questo è il campionato e bisogna accettarne le regole. Da Le Mans in poi siamo stati tra i più forti, ma dobbiamo continuare a lavorare sull’efficienza e sull’esecuzione del nostro programma. Se commetti un errore o incontri un problema, le conseguenze possono essere molto pesanti”.
Avete dei test in programma nelle prossime settimane?
“Sì, proveremo a Daytona nel mese di dicembre, ma le opportunità di test non sono molte. Anche le chance per migliorare l’auto non sono tante. Oggi bisogna prendere decisioni molto difficili, spesso scegliendo tra due sole possibilità. E quando torni da un test, a volte hai persino più domande di prima, perché non sempre i risultati sono così chiari. Abbiamo visto diversi costruttori introdurre aggiornamenti sulle proprie vetture, ma penso che non tutti siano riusciti a ottenere esattamente quello che volevano. Noi siamo stati molto soddisfatti perché siamo riusciti a raggiungere il nostro obiettivo: avere una macchina più guidabile, che si comportasse meglio nel traffico e fosse meno sensibile alle turbolenze aerodinamiche generate dalle altre vetture. Tuttavia, con i regolamenti attuali, non possiamo semplicemente aggiungere ulteriore potenza o introdurre modifiche radicali. Dobbiamo concentrarci soprattutto sulla guidabilità, sulla facilità di utilizzo e sulla capacità della vettura di adattarsi a condizioni differenti. Credo comunque che, considerando la piattaforma LMDh, possiamo essere abbastanza soddisfatti del lavoro svolto”.
Intervista raccolta ed elaborata da Luca Pellegrini
Foto: Piero Lonardo
