Thomas Preining commenta in un’intervista rilasciata al portale del DTM la propria stagione a poche settimane dal secondo titolo in carriera nella prestigiosa serie ADAC. Il #91 di Manthey e di Porsche Motorsport diventa il settimo pilota ad ottenere almeno due titoli nel DTM, il primo da quando sono presenti le GT3.
L’austriaco ha dichiarato: “Ho ricevuto centinaia di messaggi. Il Dr. Wolfgang Porsche mi ha chiamato subito dopo aver vinto il titolo, ancora prima della conferenza stampa a Hockenheim. Restiamo in contatto regolarmente, anche dopo momenti difficili. Ad esempio, ha avuto parole bellissime per noi dopo il nostro ritiro anticipato dalla 24 Ore del Nürburgring. Sono stato particolarmente contento di ricevere messaggi anche da ex campioni del DTM come Mattias Ekström, Timo Scheider e René Rast”.

Il 28enne ha continuato dicendo: “L’intero weekend è stato incredibilmente intenso. Sabato mi è stato ricordato ancora una volta che una gara può finire in una frazione di secondo per una singola distrazione. Domenica sono partito dalla settima posizione in griglia. Da quella posizione possono succedere tantissime cose intorno a te, cose su cui non hai alcun controllo. Credo di essere diventato un pilota più completo. Sono migliorato notevolmente, soprattutto sul bagnato e in condizioni variabili. Io e il mio team abbiamo investito molto tempo nel nostro sviluppo”.

Preining si è presentato alla finale di Hockenheim con un ampio margine nei confronti della Mercedes #80 di Maro Engel e della BMW #11 di Marco Wittmann; il portacolori di Porsche Motorsport è stato fortunato nella race-1 a non perdere terreno nei confronti dei rivali dopo una partenza molto complicata. “Il piano era quello di evitare il più possibile i contatti e mantenere una distanza di sicurezza dalle altre vetture. Nonostante ciò, ho avuto diversi incidenti nei primi due giri. Da un lato, volevo minimizzare i rischi, ma dall’altro sapevo di dover finire nelle posizioni di testa e non potevo permettermi di arrivare tredicesimo. Era una situazione difficile. A complicare ulteriormente le cose, tutti volevano chiudere la stagione con un buon risultato nell’ultima gara, quindi tutti guidavano in modo un po’ più aggressivo. La bandiera rossa mi ha aiutato a ritrovare la concentrazione. In definitiva, però, fa parte del mio lavoro di pilota lasciarmi rapidamente alle spalle queste situazioni e prendere le decisioni giuste sotto pressione”.

L’obiettivo è ora confermarsi al vertice, obiettivo non scontato nel DTM. “Se qualcuno mi avesse detto dieci anni fa che un giorno sarei diventato campione del DTM, probabilmente gli avrei riso in faccia. All’epoca, la mia carriera era sul punto di finire. Oggi sono uno dei pluricampioni del DTM. Ma ho solo 28 anni e la mia missione nel DTM non è ancora conclusa. Vincere un terzo titolo un giorno sarebbe, ovviamente, fantastico. Spero sinceramente che Porsche, Manthey e io possiamo trovare un modo per permettermi di continuare a correre nel DTM in futuro”.
Luca Pellegrini
Foto: Gruppe C Photography / ADAC Motorsport
