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Mathys Jaubert si confida ai microfoni di Italian-Endurance.com alla vigilia della 6h di Barcelona, penultima tappa del FIA World Endurance Championship. Il francese ha commentato i progressi di Genesis, costantemente nella Top10 e sempre più vicina ad un piazzamento sul podio.

Al Fuji Genesis è andata vicina al podio, con le due vetture impegnate in strategie differenti. Come ti sei sentito a essere al volante di una delle due auto in quella situazione?

“A Fuji abbiamo adottato una strategia particolare. Una delle due vetture era in lotta per ottenere un ottimo risultato, mentre l’altra era sotto investigazione per una possibile penalità. Abbiamo quindi cercato di sacrificare in parte le possibilità di una macchina per dare all’altra l’opportunità di lottare per un risultato importante”.

“Quando affrontiamo una gara comunque, il nostro obiettivo è mettere entrambe le vetture nelle migliori condizioni possibili e cercare di vincere con tutte e due. Non partiamo con l’intenzione di sacrificare una macchina a vantaggio dell’altra, ma quando capiamo che c’è la possibilità di ottenere qualcosa di importante, entra in gioco lo spirito di squadra: facciamo il possibile per raggiungere quell’obiettivo”.

Passando all’ELMS, la scorsa settimana sei stato protagonista di un bellissimo finale di gara, molto combattuto, anche se alla fine siete stati penalizzati dalla direzione gara. Dal tuo punto di vista, come hai vissuto quel duello?

“Per me è stata semplicemente una gara. Benjamin Paque è un pilota che conosco dai tempi della Porsche Carrera Cup. Sono abituato alle gare sprint, quindi affrontare un finale così combattuto mi è sembrato abbastanza naturale”.

“Non ero nelle condizioni ideali, perché avevo a disposizione soltanto due pneumatici nuovi. La Ferrari, però, era molto veloce su questa pista, soprattutto con poco carico aerodinamico. Purtroppo abbiamo ricevuto una penalità. Anche senza quella sanzione, comunque, il nostro risultato massimo sarebbe stato probabilmente l’ottavo posto: se avessimo dovuto effettuare una sosta d’emergenza, avremmo perso molte posizioni”.

“Quando sono entrato in pitlane per scontare la prima penalità, si è attivato il sistema di segnalazione e sono entrato nella corsia dei box con un margine di appena mezzo secondo. Non sapevamo con certezza di avere rispettato o meno le condizioni richieste, quindi abbiamo cercato di completare correttamente la procedura, ma alla fine siamo stati comunque penalizzati”.

Torniamo a questa gara. Hai già avuto modo di provare la Genesis su questo circuito: quali sono le tue sensazioni e che cosa ti aspetti dalla vettura?

“Mi aspetto che vada ancora meglio, perché il nostro lavoro è un percorso di crescita. Ogni volta che saliamo in macchina cerchiamo di migliorare e di fare un passo avanti. Conosco molto bene questa vettura: ho girato qui diverse volte, sei o sette, anche se non ho ancora avuto modo di gareggiare su questo circuito. Ho quindi una buona conoscenza della pista e della macchina, anche grazie ai test effettuati sia l’anno scorso che quest’anno”.

“Vedremo come andrà. Penso che la vettura possa adattarsi bene al circuito, ma il passo di gara sarà molto diverso da quello che potremo avere nelle prove. Il degrado degli pneumatici sarà significativo, non lontano da quello che abbiamo visto in Bahrain, anche se non necessariamente identico”.

“C’è poi la variabile meteo, che rende tutto più difficile da prevedere. Procederemo passo dopo passo, a partire dalle prime due sessioni di prove libere, la FP1 e la FP2, durante le quali proveremo soluzioni differenti su entrambe le vetture. Ogni volta che scendiamo in pista abbiamo ancora molto da imparare. Le due macchine seguono filosofie di sviluppo differenti e questo ci permette di continuare a raccogliere dati, migliorare e prepararci al meglio per il prossimo anno”.

Intervista raccolta da Piero Lonardo ed elaborata da Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

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