Se la 94ma edizione della 24 ore di Le Mans era stata piuttosto stagnante nelle prime fasi, il finale sta regalando sensazioni forti in tutte le classi. A triggerare un finale che si annuncia emozionante un paio di Full Course Yellow, protagoniste purtroppo altrettante vetture fino a quel momento in full contention nelle relative classi.
Per prima l’Oreca LM P2 del Team Duqueine, ferma a metà della 21ma ora alla prima chicane senza freni. Norman Nato, fino a quel momento al comando con la Cadillac #12, non può semplicemente resistere a Brendon Hartley, che lo passa al restart, imitato poco più tardi dall’altra TR010 di Nyck de Vries.
All’inizio della 22ma ora purtroppo era l’Aston Martin Vantage GT3 #27, a lungo al comando con Mattia Drudi, a cedere per un problema al cambio.
A fronte di questa ulteriore Full Course Yellow, De Vries e Nato erano costretti ad un emergency pit, ma la doppia sosta si rivelava decisiva, permettendo alle due vetture di transitare davanti a tutti, anche dopo aver ripetuto il pit una volta ripartita la gara.

A due ore dalla bandiera a scacchi De Vries conduce con 15” di vantaggio su van der Linde e la BMW #20, mentre Sebastien Buemi e Will Stevens, subentrati ad Hartley e Nato, sono costretti ad inseguire a distanza.
Tra le LM P2, si preannuncia il terzo successo in quattro anni per Inter-Europol. Ollie Gray si è infilato tra le due entry del team polacco di Tom Dillmann, che potrebbe fare il bis dello scorso anno insieme a Kuba Smiechowski e Nick Yelloly, e di Nico Müller.

In LM GT3, dopo il ko dell’Aston Martin #27, Jonny Edgar deve contenere il ritorno di Hadrien David con la Lexus #78, e dell’altra Vantage con Jonny Adam. Un testacoda della BMW #32 alla Dunlop, pardon Goodyear, miracolosamente risparmia le due Ferrari 499P rimaste in gara, fuori definitivamente dai giochi invece l’altra M4 GT3 Evo #69 per un problema tecnico.
Piero Lonardo
Foto: Piero Lonardo
