Dominio della Cadillac di Action Express/Whelen Racing trionfa alla 6 Ore del Glen, sesta tappa del WeatherTech SportsCar Championship nonchè terzo appuntamento della Michelin Endurance Cup. Jack Aitken, che consolida il proprio primato in vetta alla classifica, Earl Bamber e Fred Vesti hanno condotto sostanzialmente flag to flag una gara tempestata di interruzioni, specie nella prima metà. Unica macchia, il contatto che ha spedito nelle barriere la Ferrari AF Corse di Simon Mann, non considerato dalla direzione gara.
Una gara dura, con ben nove Full Course Yellow, su di un tracciato modificato al volo nella giornata di sabato per evitare il peggio nell’Inner Loop, mediante l’eliminazione di un cordolo che però ha inspiegabilmente complicato la vita alle 54 macchine partenti. Ne sa qualcosa soprattutto Jon Field, che nei primi minuti ne ha sbagliato per ben tre volte l’entrata, finendo per due volte a muro con l’Oreca LM P2 di Intersport.
Ma il gentleman dell’Ohio non è stato l’unico elemento negativo della giornata, con diversi contatti che hanno tolto di mezzo sicuri protagonisti quali l’Acura #93 e l’Aston Martin Valkyrie, trovatesi in un imbuto di GT in cima alle Esses a centrare l’ultimo della fila, l’incolpevole Henrik Hedman e la Corvette del DragonSpeed.
E ancora il contatto fra le LM P2 di Rasmus Lindh e David Heinemeier Hansson, terminato con l’Oreca del TDS ko; la carambola della Ferrari di Inception Racing di Ollie Millroy che toglie di mezzo ben tre vetture iscritte in GTD, compresa la Mercedes campione in carica di Winward Racing, per chiudere col contatto che ha spedito Christopher Mies e la Ford Mustang #65 a muro all’ultimo giro da parte della Corvette #4 di Nicky Catsburg.
Sicuramente l’IMSA vorrà rivedere il comportamento in pista dei piloti, già oggetto di discussione nelle prime tappe del 2026.
Alle spalle della Cadillac #31, al bis dopo Detroit, si piazza l’Acura residua di Nick Yelloly, Renger van der Zande e Kaku Ohta, mentre Laurin Heinrich riesce nell’impresa di riportare nuovamente a podio la Porsche del JDC-Miller con un sorpasso mozzafiato al penultimo giro sulla BMW #24. A seguire le due Porsche Penske (non ci si può non domandarsi perchè la 963 privata del 2025 da Sebring in poi termini sempre avanti alle due GTP aggiornate) e le due Cadillac del WTR.
Al riguardo, da segnalare l’ordine di squadra impartito nei confronti di Filipe Albuquerque per agevolare la rimonta da parte di Aitken, seppur a strategie differenti.

La consueta battaglia delle LM P2 ha visto trionfare per la prima volta in stagione negli States “Spike the Dragon”, in volata sull’equipaggio del Crowdstrike by APR, reduce dal successo di Le Mans fra i Pro/AM. Ferdinand Habsburg ha riportato a podio per la prima volta quest’anno la vettura di ERA Motorsport, dopo aver avuto la meglio nel finale su Tom Dillmann di Inter-Europol.

Primo sospirato successo dell’anno anche per la Lexus in GTD Pro, qui con la denominazione di Vasser Sullivan w/Dreyer & Reinbold, in onore dello scomparso Dennis Reinbold. Le strategie l’hanno fatta da padrone in GT, e solo mezzo secondo alla fine ha separato la RC F GT3 #14 dalla BMW del Paul Miller Racing.
Per la Ford Mustang #64, protagonista di un lungo duello con la Porsche di AO Racing, il contentino del gradino basso del podio, mentre per le Corvette una giornata da dimenticare, col la #3 di Antonio Garcia ed Alexander Sims a contenere la Ferrari di Risi Competizione per la quarta piazza.
Mai realmente in contention le GT del Cavallino, fatta eccezione ancora una volta dell’esemplare del Conquest Racing di Albert Costa, Fran Rueda e Lorenzo Patrese. Forse è stato un eccesso di prudenza nell’ultimo pit a rovinarne il risultato finale, che la vede solamente sesta tra le GTD, fatto sta che al Manthey 1st Phorm invece sanno far bene i conti.
Riccardo Pera nel finale si è trovato al posto giusto con la quantità di energia necessaria per chiudere davanti a tutti, mentre via via le altre vetture, nella vana attesa di una ulteriore Full Course Yellow, erano costrette a rifornire.

E’ addirittura doppietta per le GT di Stoccarda, che dietro alla #912 dei campioni in carica WEC LM GT3, piazzano la #120 del Wright Motorsports di Callum Ilott, Tom Sargent ed Adam Adelson. A podio anche l’Aston Martin della neonata Car Blanche.
La massima serie endurance americana tornerà in azione già fra due settimane, al CTMP, protagoniste LM P2, GTD Pro e GTD, mentre ai primi di agosto una nuova gara lunga ci attende a Road America, con la prima edizione della 6 Ore.
Piero Lonardo
Foto: ESPN, AO Racing, Vasser Sullivan, Porsche Motorsport North America
