_PL54864 (1)

Chi ha bisogno del BOP cattivo? La 6 Ore di Spa-Francorchamps appena conclusa ha dimostrato che non c’è bisogno di avere i dati del Balance of Performance per godere di una gara combattuta sino alla bandiera a scacchi.

Il responso finale vede le due BMW del WRT di Robin Frijns, Renè Rast e Sheldon van der Linde precedere l’altra M Hybrid V8 di Kevin Magnussen, Raffaele Marciello e Dries Vanthoor. Una prima vittoria, per giunta nella gara di casa, da parte del team di Vincent Vosse, conquistata con forza, forse anche troppa, specie nei contatti che hanno visto protagonista la Ferrari #51, non penalizzati.

La direzione gara, nel momento in cui scriviamo, sta comunque valutando il comportamento delle due prime classificate al secondo dei due restart che hanno caratterizzato le fasi finali della corsa. Alle loro spalle, la Ferrari #50, trascinata da Miguel Molina, Nicklas Nielsen ed Antonio Fuoco sino agli scarichi delle due battistrada nonostante un problema alla seconda sosta.

La top five prosegue con l’Aston Martin Valkyrie #007, al miglior risultato di sempre, che negli ultimi minuti ha avuto la meglio sulla Toyota #7. L’altra TR010-Hybrid, che è stata a lungo mattatrice insieme alla BMW vincitrice grazie ad una strategia altermativa, ha chiuso in P10.

Grande delusione le Peugeot, con la #94 partita dalla pole, out a due terzi di gara dopo un contatto difficilmente evitabile con la Mercedes di Matteo Cressoni, e l’altra classificata in P7, cosí come le Cadillac, al top nelle prime fasi di gara con la #12 di Will Stevens ma poi scivolata rovinosamente in graduatoria nelle mani di Louis Deletraz e Norman Nato, anche e soprattutto alla scelta peculiare degli pneumatici nel finale. L’altra V-Series.R è uscita di scena nel corso della prima ora a causa di un contatto, forse inficiato da problemi ai freni, con la Porsche #92.

Non dimentichiamoci delle Alpine, specie la #35, che ha perso una top five pressochè certa per lo spettacolare contatto con l’altra Valkyrie, nè della Ferrari #51, vittima incolpevole di una battaglia fra le GT. La #83 AF Corse dal canto suo ha rimediato alla grande col solito Robert Kubica, chiudendo al sesto posto. Infine Genesis, ancora una volta al traguardo con entrambe le vetture, può festeggiare addirittura un ottavo posto assoluto alla vigilia sicuramente insperato.

Tra le LM GT3, Garage 59 si rifà della sfortuna di Imola e conquista il suo primo successo nel FIA WEC con la McLaren #10 di Antares Au, Tom Fleming e Marvin Kirchöfer. La vittoria è però macchiata da una penalità assassina di 5” nei confronti della Ferrari VISTA AF Corse #21, transitata prima sul traguardo ma classificata al quarto posto.

Difficile immaginare come Alessio Rovera avesse potuto gestire diversamente l’uscita dai box con la 499P ferma all’uscita della pitlane; tra l’altro non si tratta della prima penalità che negli ultimi anni toglie posizioni a babbo morto alle 296 GT3.

A podio terminano quindi l’Aston Martin Vantage di Mattia Drudi, Zach Robichon e Ian James e la Porsche #92 di Yasser Shahin, Riccardo Pera e Richard Lietz. I due pro, come a Imola, hanno ancora una volta saputo ovviare alle limitazioni del bronze driver. A proposito di gentlemen, completa la top five l’altra McLaren nonostante la pioggia di drive-through per track limits (8 soste totali) rimediata da Alexander West.

Prossimo appuntamento col FIA WEC, la gara che vale una stagione, la 24 Ore di Le Mans, in programma il 13-14 giugno prossimi.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 6 Ofre di Spa-Francorchamps

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *