Sempre da Spa-Francorchamps, la parola a Gabriele Tarquini, leggenda dei campionati turismo, Direttore Sportivo di Genesis Magma Racing, che ci racconta con la sua consueta schiettezza dello stato di forma della Hypercar coreana.
N.B.: L’intervista è stata raccolta prima delle qualifiche e della gara
Bel debutto di Genesis a Imola, entrambe le macchine al traguardo. Cosa possiamo aggiungere qui a Spa?
“Le macchine ovviamente da un punto di vista meccanico sono assolutamente identiche, però c’è da lavorare tantissimo lo stesso, soprattutto sull’elettronica. L’elettronica non è uno strumento omologato, quindi può avere uno sviluppo continuo durante l’arco dell’anno.”
“Noi che siamo gli ultimi arrivati abbiamo una prospettiva di migliorare soprattutto in questo campo. Qui abbiamo un livello di accettazione del rischio un po’ più grande di Imola… A Imola avevamo programmato tutto per arrivare, quindi durante l’arco del weekend non abbiamo provato nulla di estremo, solo un fine tuning. Non siamo intervenuti per non avere problemi di affidabilità.”
“Qua invece abbiamo cominciato a seguire un po’ le indicazioni anche dei piloti e soprattutto la differenza che c’è tra una pista e l’altra, quindi abbiamo accettato di correre un minimo rischio per cambiare dei parametri elettronici durante il weekend.”

Con successo direi, perchè nelle libere-2 avete fatto anche meglio di una Toyota!
“I tempi delle libere lasciano il tempo che trovano perché qui ci sarà sicuramente stato qualcuno che ha provato la simulazione di qualifica, cosa che in tanti non hanno fatto..”
Cosa è possibile dire riguardo alla decisione del WEC di non diffondere più i dati del Balance of Performance?
“Sappiamo che chi entra nel campionato deve accettarne il regolamento sportivo, ma in ogni caso noi non vogliamo che diventi una scusa per le prestazioni. Noi ci dobbiamo migliorare, lo sappiamo, siamo gli ultimi arrivati, abbiamo tanto tempo davanti e vogliamo imparare velocemente, come anche nella gestione del campionato e vogliamo evolverci durante durante l’anno consapevoli che la base da dove siamo partiti è ottima, perché se la macchina si fosse fermata tante volte sarebbe stato un problema.”
“Invece la macchina ha girato, qui ha girato durante tutto il weekend, abbiamo fatto i giri che dovevamo fare, problemi grandi non ne abbiamo e quindi c’è il nostro approccio, quello di migliorarci, diciamo, non solo gara per gara, ma giorno per giorno.”
“Mi aspetto che oggi si faccia anche un piccolo salto di qualità, abbiamo fatto delle modifiche di assetto della macchina, abbiamo cercato di adattarci di più a quelle che sono le specifiche del circuito, che qui è quasi agli opposti di Imola, la cui antitesi è Le Mans. Spa sta un po’ in mezzo.. ci sono curve veloci, la velocità di punta è molto importante e quindi è anche giusto perché ci serve per preparazione di Le Mans.”

Eh, lí però sono 24 ore, è tosta…
“Sí, è tosta ed è la nostra prima volta. Noi nell’arco della preparazione che abbiamo fatto l’anno scorso abbiamo fatto due simulazioni di Le Mans, a Le Castellet, e ne avremo un’altra la settimana prossima. La riproviamo perchè quelle che abbiamo fatto ci hanno dato un po’ di grattacapi, ma era anche un momento dove la linea dello sviluppo della macchina era assolutamente all’inizio, però da un punto di vista meccanico volevamo lo stesso provare a vedere se la macchina meccanicamente riusciva a fare 24 ore.”
“Noi abbiamo avuto principalmente dei problemi di elettronica nel nostro approccio alle prime due simulazioni; anche qualche piccolo problema meccanico, ma soprattutto problemi di elettronica, anche se nella seconda abbiamo girato 16 ore senza avere nessun problema, che già rappresentava una bella soddisfazione. Adesso sono curioso di vedere la settimana prossima, visto che i problemi elettronici li abbiamo quasi tutti risolti, se si riesce a portare alla fine una 24 ore.”

Dal punto di vista dei piloti, li vedo tutti belli affiatati. Questo poi è il tuo specifico raggio d’azione.
“Sì, non mi aspettavo dei grossi grattacapi, anche perché, diciamo, i problemi se arrivano, arrivano quando senti di più la competizione tra una macchina e l’altra, magari si lotta per entrare in Hyperpole oppure per fare il podio, allora mi aspetto dei probabili attriti.”
La settimana scorsa noi abbiamo conosciuto a Le Castellet Valerio, l’italiano del gruppo, che debutterà a Le Mans con IDEC.
“Io l’ho seguito all’inizio. Non scelgo solo io i piloti, però insomma sono stato coinvolto nella scelta e diciamo che l’ho voluto fortemente insieme agli altri, perché quando l’abbiamo provato ha fatto insieme a tanti altri piloti, e lui è andato molto molto forte; sta andando molto bene, nonostante sia veramente un ragazzino.”

Poi c’è anche Hörr.. anche se pensavamo che a Le Mans con IDEC magari ci sarebbe stata Jamie Chadwick al suo posto sulla LM P2 insieme a Paul Lafargue
“Quella è stata una scelta nostra, abbiamo lasciato una certa libertà (a IDEC – ndr) per quanto riguarda la composizione dell’equipaggio della LM P2 a Le Mans. Noi l’anno scorso non avevamo la macchina e quindi per noi era fondamentale esserci con la LM P2 con i nostri equipaggi e con i nostri piloti. Infatti abbiamo portato Andrè (Lotterer) a dare una mano agli altri.
Quest’anno essendoci già la nostra macchina lì, abbiamo lasciato libertà a IDEC di fare il loro equipaggio con i piloti che ritenevano più opportuni. Jamie sarà il nostro pilota di riserva, quindi rimane con noi.”

Stai già guardando oltre Le Mans? Si dice che alla fine non farete l’IMSA ..
“L’IMSA è un grosso punto interrogativo. C’è un approccio da un punto di vista aziendale, perché è chiaro che siamo abbastanza tirati per la stagione qui nel WEC. Bisogna fare una scelta e dire: andiamo, quando andiamo, e con chi andiamo”
Quindi non avete ancora deciso il team americano?
“No, non l’abbiamo ancora deciso, c’è una strategia che va decisa a breve perché chiaramente se si vuole entrare l’anno prossimo, anche a metà o comunque o fare qualche gara, bisogna decidere. Penso che da qui a Le Mans avremo una strategia per quanto riguarda l’America.”

Un’ultimissima cosa: voi siete gli ultimi arrivati ma immagino che avrete già partecipato alle riunioni sul nuovo regolamento. Il tuo punto di vista spassionato? Ce la faranno a mettersi d’accordo per quest’anno sul 2030?
“C’è ancora un po’ di tempo, anche se non troppo. È un campionato in salute e da un punto di vista degli organizzatori capisco che ci sia sensibilità, perché tu quando hai un qualcosa che funziona ti dispiace toccarlo; aldilà delle polemiche, tu guardi il paddock e ci sono tutti i costruttori; l’anno prossimo entrano degli altri, ci abbandonerà Alpine, però entra McLaren, Ford, i cinesi… Cioè nel senso che hai paura di rovinare qualscosa e quindi cerchi di vedere dove va il pensiero di tutti.”
“Io personalmente ho partecipato pochissimo a queste discussioni tecniche, però la prima impressione che ho avuto è che si va verso una buona direzione. Sono molto, molto positivo. Si va verso un compromesso. Tra LMDH ed LMH c’è qualcuno che vuole qualcosa, qualcuno che cederà qualcosa, qualcuno che avrà qualcosa, però secondo me la base di partenza è sana, è molto intelligente perché potrebbe essere un buon compromesso, anche se allo stato attuale è ancora in stato embrionale. Secondo me si va nella giusta direzione.”
Intervista raccolta da Luca Pellegrini e Piero Lonardo ed elaborata da Piero Lonardo
Foto: Piero Lonardo
