Al Circuit Paul Ricard abbiamo potuto parlare con Ricard Dean, boss di United Autosports. La compagine anglo-americana, da anni riferimento in LMP2 nell’European Le Mans Series e non solo, si prepara al debutto nella classe regina del FIA World Endurance Championship con la nuovissima McLaren Hypercar, che verrà presentata ufficialmente in modalità virtuale oggi, 4 maggio (qui la foto della maquette presente a Le Mans lo scorso anno).

Quest’anno avete lasciato il FIA WEC per concentrarvi sul futuro, il programma 2027 in Hypercar. Possiamo saperne di più in merito a questa decisione?
“Il programma Hypercar è assai importante ed abbiamo dovuto iniziare tutto da zero. La sfida più grande è stata quella di creare uno staff per l’intera squadra. Sono entrate ottime figure ma era però impossibile sviluppare l’Hypercar e parallelamente correre anche nel FIA WEC in LMGT3 come abbiamo fatto lo scorso anno”.

Quanto ti mancano le LMP2 nel WEC?
“In LMP2 siamo impegnati con molta determinazione come United Autosports in Asian Le Mans, IMSA ed ELMS. Del FIA WEC conserviamo ricordi meravigliosi. Ad esempio la nostra affermazione a Le Mans che campeggia qui dentro l’hospitality. Sappiate che quando mi sento triste ritrovo il sorriso guardando quella foto. Capisco comunque la scelta del WEC di togliere le LMP2, perchè purtroppo non ci può essere spazio per tutti, però ora abbiamo la chance di tornare nella serie mondiale grazie a McLaren con questa nuova sfida”.
In attesa del FIA WEC, qui in ELMS siete dei major competitor…
“Non molto fa siamo riusciti a finire in seconda posizione. Abbiamo cercato di capire cosa ci mancava rispetto ai nostri rivali durante l’ultimo periodo in cui stiamo lavorando anche sull’Hypercar, ma ad ogni modo è difficile valutare i reali valori in campo dopo le prime due corse”.

Griffin Peebles mi pare un’ottima scelta, quanto è importante per voi avere un giovane di talento?
“Griffin è stato a dir poco eccezionale a Barcelona (l’intervista è stata raccolta prima della gara, che poi United Autosports ha vinto-ndr), e in generale avere ottimi piloti in auto rende tutto più semplice. Anche avere piloti giovani è interessante e stimolante. Noi abbiamo seguito molto il suo lavoro, resta comunque molto giovane e ci sono tante sfide da affrontare prima di dare un giudizio. Se valutiamo i test, le prove e le prime gare non troviamo criticità, Griffin ha una personalità incredibile. Penso che come Silver Driver sia corretto avere almeno due stagioni complete per accumulare la giusta esperienza. Certamente non vorresti correrci contro, questo è sempre un ottimo segnale”.

Daniel Schneider è il vostro bronze driver per la LMP2 PRO AM, cosa ne pensi del ranking, soprattutto per i bronze.
“La mia opinione personale è che per la FIA sia molto complicato trovare la giusta classificazione del pilota. Non credo ad esempio che spostare un pilota da Bronze a Silver solo perché quest’ultimo è veloce sia l’idea giusta. L’esempio perfetto è PJ Hyett di AO Racing; lui è cresciuto tantissimo negli ultimi anni, soprattutto grazie al doppio programma tra ELMS e IMSA. Correre in IMSA peraltro aiuta tantissimo, perchè la singola 24h di Daytona equivale all’intera stagione in ELMS, ma si tratta comunque di un non professionista di una certa età, per cui alla fine a me sta bene cosí.”.
Intervista raccolta da Piero Lonardo e Luca Pellegrini ed elaborata da Luca Pellegrini
Foto: Piero Lonardo
