Inizia ufficialmente il fine settimana di Imola del FIA World Endurance Championship 2026. I piloti della Ferrari hanno parlato con la stampa presente nel paddock, tra cui Italian-Endurance.com che anche quest’anno sarà protagonista in tutte le competizioni della serie, in vista delle prime libere della 6 Ore di Imola.
Inizialmente ci siamo soffermati su Alessandro Pier Guidi, protagonista per l’equipaggio #51 del titolo mondiale vinto lo scorso anno insieme a James Calado e ad Antonio Giovinazzi.
Ale, come vi sentite a iniziare da campioni del mondo?
“Onestamente per me non è cambiato molto. Si inizia una nuova stagione ripartendo da zero, cercando di vincere più gare possibili.”
Lo scorso anno qui avete vinto, l’auto si trova bene a Imola…
“Lo scorso anno a Imola la vettura è andata bene, è una pista positiva per Ferrari. La 499P si muove bene sui cordoli e sui bumps presenti lungo il tracciato, e se sei in grado di usare bene i limiti della pista qui puoi guadagnare molto”.
Come ti sei trovato con le nuove gomme?
“In termini di performance le nuove gomme non sono il massimo, ma continuiamo a lavorare per capire al meglio le mescole. Alcune squadre hanno corso in IMSA e quindi hanno un piccolo vantaggio, ma certamente è più facile mettere in temperatura le gomme. Durante il prologo abbiamo usato più le soft rispetto alle medium che forse verranno usate più oggi in FP2 e poi in gara. Alcune previsioni però non escludono la pioggia per la parte centrale della corsa, e quindi le cose potrebbero cambiare”.
Quanto è cambiata la 499P rispetto allo scorso anno vista la nuova omologazione?
“La 499P è molto simile rispetto allo scorso anno. La guidabilità non è cambiata nonostante le piccole modifiche intervenute durante l’inverno per la nuova omologazione. La macchina è uguale al 2025. Ci aspettiamo che gli altri siano competitivi, quando porti una versione ‘EVO’ ti aspetti che la loro prestazioni migliori”.
Cosa ne pensi del debutto di Genesis?
“Magari non alla prima gara, ma presto possono essere della partita. Sappiamo che sono un costruttore importante, ho visto la vettura in pista durante il Prologue”.
Credi che sia un vantaggio aver disputato dei test a Imola qualche settimana fa?
“Tutto era pronto per iniziare in Qatar, ma sappiamo bene cosa è successo. Avevamo programmato qualche test in Medio Oriente ma ovviamente i piani sono cambiati. Sfortunatamente la situazione non è nel nostro controllo ma speriamo di tornare sul finire di stagione. Avere la chance di girare in pista prima degli altri a Imola può essere un vantaggio.”
Cosa ti aspetti dal weekend, nel Prologo siete stati subito velocissimi…
“Non tutti hanno provato il giro singolo nel Prologue, e penso comunque che in gara tutti saranno più ravvicinati in termini di tempi. Tutte le gare sono importanti soprattutto se vuoi vincere il titolo, anche se ovviamente Le Mans ha un peso specifico differente e non aver corso in Qatar ci lascia con i dati di una gara in meno prima della 24 Ore”.
L’attenzione si è poi spostata sull’equipaggio #50, presenti Miguel Molina e Nicklas Nielsen, mentre Antonio Fuoco era pronto per scendere in pista e guidare durante la prima sessione di prove libere.
A Imola le qualifiche sono sempre importanti, come vi sentite quest’anno?
Molina – “Le gare Endurance sono diventate sempre più delle competizioni Sprint. La posizione in pista, specialmente a Imola, è fondamentale. Abbiamo una buona macchina per competere anche se non credo che siamo i favoriti in generale. Qui, in ogni caso, le qualifiche hanno un peso specifico significativo”.
Dopo il Prologue tanti vi danno per favoriti, è vero?
Molina – “Nonostante il risultato del Prologo, non credo che lo siamo. Grazie ai dati raccolti abbiamo visto che diverse altre auto sono competitive, potete immaginare quali sono anche senza fare nomi”.
Quanto è importante per voi questo evento?
Nielsen - “Questa è chiaramente una delle gare più importanti dell’anno. Negli ultimi anni siamo sempre stati competitivi, ed è sempre speciale correre con così tanti tifosi pronti per suportarti. Siamo onorati di gareggiare a casa anche per noi che non siamo italiani al 100%. Credo che ora siamo nel momento in cui riusciamo ad essere competitivi in ogni area della nostra auto. Siamo cresciuti su vari aspetti nelle ultime stagioni, ma c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire soprattutto con delle auto così complicate. Puoi sempre trovare dei dettagli minimi”.
Intervista raccolta da Piero Lonardo e Luca Pellegrini ed elaborata sa Luca Pellegrini
Foto: Piero Lonardo


