Ian James ha parlato a Monza in vista della finale del FIA World Endurance Championship della situazione in casa Aston Martin. Il proprietario di Heart of Racing, intervistato dai media presenti tra cui Italian-Enurance.com, ha commentato la stagione del marchio britannico tra Hypercar e GT3 passando dal Mondiale all’IMSA WeatherTech SportsCar Championship.
Come valuti il 2026?
“Penso che, nel complesso sia stata un’ottima stagione. Il programma GT ha avuto qualche difficoltà, ma abbiamo ottenuto diverse vittorie e numerosi podi. Senza alcuni ritiri dovuti a problemi meccanici, avremmo potuto lottare per il titolo. Dobbiamo essere soddisfatti dei risultati ottenuti con la GT3. Con la Valkyrie siamo stati una presenza costante nella top 10. Non siamo riusciti a salire sul podio, ma domenica abbiamo una nuova chance. Il ritmo è stato buono per tutta la stagione e la vettura ha continuato a essere molto apprezzata dai tifosi. Questo è sicuramente un aspetto importante”.

Qual è stato il momento migliore della stagione, in GT avete lottato per due titoli a lungo tra IMSA e WEC
“È bello essere in lotta per il titolo in ogni campionato, quindi non saprei scegliere una gara in particolare. A livello personale, però, vincere al COTA, è sempre qualcosa di speciale. Siamo in ogni caso già entusiasti per il prossimo anno”.
Il programma è destinato a restare uguale?
“Si, sarà identico tra IMSA e WEC”.
E cosa puoi dirci sugli update attesi per la Valkyrie?
“Ci saranno degli update, ma non posso dire quanti Joker sono stati spesi. In ogni caso, credo che la guidabilità della vettura sia migliorata molto. I piloti ritengono che sia diventata decisamente più costante e prevedibile da guidare”.
“Trovare il tempo per effettuare test in pista è sempre difficile, perché le possibilità di provare la vettura durante il processo di omologazione sono piuttosto limitate. Quest’anno la Valkyrie ha dimostrato di avere velocità, ma non siamo riusciti a esprimerla con continuità gara dopo gara”.
“Abbiamo avuto difficoltà soprattutto nei settori più tecnici ed in quelli in cui è fondamentale avere una buona trazione in uscita di curva. È proprio su questi aspetti che abbiamo cercato di lavorare, credo che siamo riusciti a rendere la vettura più costante. Penso che possiamo essere davvero orgogliosi della grande sfida che abbiamo affrontato quest’anno. Ho sinceramente la sensazione che ormai tutti considerino la vettura una vera contendente. Se guardiamo al punto da cui siamo partiti e a dove siamo arrivati oggi, credo che abbiamo fatto enormi progressi”.

Abbiamo già parlato di cosa accadrà nel 2030 a Le Mans, cosa è cambiato negli ultimi mesi?
“Sono ancora in attesa di vedere come si evolverà la situazione. Se ne è parlato molto, con tante discussioni e proposte su come dovrebbero essere i nuovi regolamenti, ma finché non avremo un quadro più chiaro di come saranno strutturati, è difficile esprimere un giudizio. Per ora è un progetto ancora in fase di definizione. Dal punto di vista della direzione del team, vorremmo un regolamento che mantenga equilibrato il campo di gara e permetta a tutti i costruttori di sviluppare una vettura e competere ad armi pari”.
“Ma il nostro obiettivo è preservare ciò che rende belle le competizioni endurance: la presenza di tanti costruttori e una vera competizione tra loro. Non vorremmo allontanarci troppo da ciò che abbiamo oggi, perché è difficile immaginare qualcosa che possa essere migliore di questa formula”.

In quel di Le Mans, in un’intervista che potete leggere QUI, Ian James fu uno dei più critici in merito alla prima ipotesi dei nuovi regolamenti che entreranno in vigore dal 2030.
Situazione incerta anche in casa Toyota ed anche in Ferrari che – come confermato oggi in una conferenza stampa riservata ai giornalisti stranieri dal boss Antonello Coletta – auspica l’abolizione del ‘Balance of Performance’ stante la definizione di una singola categoria. Staremo a vedere cosa succederà…
Intervista raccolta ed elaborata da Luca Pellegrini
Foto: Piero Lonardo
