Kevin Estre, Matt Campbell e Laurens Vanthoor si aggiudicano la 29ma Petit Le Mans con la Porsche #6, al termine di una gara ad eliminazione. Ben 16 le Full Course Yellow, record della gara, oltre ad una Red Flag per le condizioni meteo.
La pioggia, caduta copiosa fino a pochi minuti prima del via, ha lasciato il campo ad un timido sole fino alla metà della quarta ora, costringendo la direzione gara a sospendere le operazioni per mezz’ora circa.
Gara ad eliminazione dicevamo, con tante vittime eccellenti, cominciando dalle due major contender in GTD, l’Aston Martin di Dudu Barrichello e la BMW del Turner Motorsport, entrambe tradite da guasti al motore con la Vantage addirittura incapace di prendere il via insieme agli altri.

La gara inizialmente sembrava incanalata verso un dominio Acura, con la Cadillac #31 a fare passerella a titolo già conquistato in griglia per Jack Aitken ed il costruttore statunitense, ma prima un azzardo di Renger van der Zande sul compagno di squadra Tom Blomqvist, poi una serie di contatti hanno tolto di mezzo la ARX-06 #93. Tra questi, un tamponamento da parte di un ingenuo Kevin Magnussen ad un Alex Palou appena uscito dai box ha tolto di mezzo la BMW #25.
Poi è stato il momento delle Porsche, ma anche in questo caso una manovra azzardata da parte di Felipe Nasr a 90’ dal termine nei confronti di Vanthoor ha generato una spettacolare carambola da parte della 963 #7, fortunatamente senza conseguenze per il brasiliano.
La Porsche #6 dava la sensazione di essere la più consistente, a dispetto delle strategie, e vani sono stati i tentativi da parte della BMW superstite e della Cadillac neocampionessa. Quest’ultima, grazie ad una indiscipilatissima Aston Martin Vakyrie, terminava la propria gara a muro a 18’ dalla bandiera a scacchi; in precedenza, rovinosa uscita di strada anche per la Porsche del JDC-Miller, fanalino di coda della classe regina.

Cosí a podio, dietro alla Porsche #6 e alla BMW #24 si classificava la Cadillac #40 del WTR, a precedere a propria volta, la gemella #10, la Valkyrie e l’Acura #60, che ha tentato il tutto per tutto con un ultimo improvvido undercut.
Vittoria e titolo tra le LM P2 per il Crowdstrike by APR di George Kurtz, Alex Quinn e Toby Sowery davanti alla major contender di Inter-Europol. Non ci soffermeremo sulla quantità di penalità ed uscite di strada che hanno movimentato la categoria, al punto che sul gradino basso del podio si classifica la #18 di ERA Motorsport, all’inseguimento sin dallo start per errato allineamento.
La chiave di volta della gara è stata il tamponamento da parte di Tom Dillmann ai danni di Alex Quinn durante l’ottava ora, costato non solo un drive-through all’Oreca #43, ma anche una sosta al momento giusto che ha permesso alla #04 di mantenersi nelle posizioni di testa. Inutile l’inseguimento nelle fasi finali da parte di Dillmann nei confronti di Quinn, che termina a 6 soli decimi dal battistrada.

Primo successo in IMSA per Car Blanche in GTD Pro. L’Aston Martin #68, trascinata dal nostro Mattia Drudi, ha atteso sorniona nelle posizioni di immediato rincalzo per poi portarsi in testa nelle fasi decisive, rintuzzando gli assalti finali delle Porsche di AO Racing e Manthey. Stante l’ultimo splash per la #911, chiude a podio la BMW del Paul Miller Racing, che grazie alle disavventure della Corvette #4, leader in classifica, si aggiudica per la seconda volta il titolo di categoria.

Fuori dal podio la Lamborghini Pfaff, che come il team di casa va a chiudere le proprie operazioni nella serie, davanti alla Ferrari di Risi Competizione. Out per un problema elettrico la 296 #033 di Triarsi Competizione.
Non sfuggono infine vittoria e titolo in GTD alla Mercedes #57 di Winward Racing. Phil Ellis e Russell Ward si impongono per il terzo anno di fila, approfittando tra le altre cose, anche della scarsa cooperazione degli equipaggi Ferrari.
La 296 GT3 Evo del Conquest infatti, qui con una livrea speciale per ricordare lo scomparso Cedric Sbirrazzuoli, è stata eliminata dall’altra vettura iscritta da AF Corse di Antonio Fuoco. Vano il tentativo di chiudere a podio grazie ad una strategia al risparmio. Da segnalare anche il contatto fra la #023 di Triarsi Competizione e la #70 di Inception Racing. Peccato perchè le GT del Cavallino qui avevano dimostrato di poter dire la loro.
A podio vanno cosí la Porsche Manthey #912 del nostro Riccardo Pera e la Corvette del DXDT, con un Charlie Eastwood in spolvero, capace ancora una volta di recuperare quanto sprecato da Salih Yoluc.
Crowdstrike by APR, Paul Miller Racing e e Winward Racing si aggiudicano anche i titoli della Michelin Endurance Cup; unica eccezione rispetto alla classifica stagionale l’equipaggio della Porsche #7 in GTP, nonostante il ritiro.
E’ tutto per il 2026. Il WeatherTech SportsCar Championship ritornerà a gennaio 2027 con la Rolex 24 at Daytona.
Piero Lonardo
Foto: IMSA, Team Penske, Porsche Motorsport, BMW, YRB Racing
