Sanna1

In occasione della prova del GT World Challenge Europe di Monza abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Giorgio Sanna, attuale Head of Motorsport di McLaren Automotive Ltd.

Uscito da Lamborghini questa nuova occasione in McLaren…

“Semplicemente si è chiuso un ciclo, bello, entusiasmante, una parte importante della mia vita, e se n’è aperto un altro altrettanto importante con un brand che non ha bisogno di presentazioni soprattutto nel mondo del motorsport. Chiaramente sono molto orgoglioso del mio passato ma soprattutto di quello che è il mio presente, perché mi rendo conto che non tutti hanno l’opportunità di lavorare per marchi così prestigiosi, tanto più per McLaren che come dicevo ha un heritage nel Motorsport che è unico. Se proprio vogliamo c’è un altro solo marchio che può che può vantare un heritage simile, italiano e lo conosciamo.

Sono particolarmente motivato e ho trovato una struttura per quanto riguarda il customer racing veramente di primo ordine e addirittura al di sopra le mie aspettative, e questo chiaramente mi rende confidente per il futuro perché il potenziale è veramente enorme.”

“Chiaramente c’è molto da fare. E’ in atto una strategia che prevede un’espansione globale, per quanto riguarda il marchio in generale, il prodotto, ma soprattutto il motorsport inteso come GT Racing, perché ovviamente il team di Formula 1 direi che non abbia bisogno.”

“In ambito GT Racing c’è molto da fare, ma siamo sulla strada giusta, quindi ora stiamo lavorando per consolidare il trofeo McLaren in Europa, che negli ultimi mesi è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi mesi, grazie anche alla partnership con SRO che per noi è molto importante, e al riguardo ci saranno novità importanti nei prossimi giorni in merito al McLaren Trophy America

Annunceremo nei prossimi due mesi il calendario, sia per quanto riguarda il Trofeo America che il Trofeo Europa con grosse novità a livello proprio di eventi, circuiti in cui andremo a correre legati ad eventi di caratura mondiale. Quest’anno c’è stato il primo esempio di Miami con la Formula 1 che è stato un ottimo evento e che andremo a riproporre successivamente in futuro. 

“E poi, sempre per quanto riguarda il trofeo, stiamo pianificando l’ingresso in Asia con un format nuovo su cui stiamo lavorando. Sarà coinvolta SRO, però sarà, ribadisco, un format abbastanza nuovo per quanto riguarda l’Asia Pacific, che per noi sono dei mercati molto importanti, Cina e Giappone in primis, quindi stiamo lavorando anche a braccetto col nostro settore commerciale, perché ci sono e ci saranno sempre di più collegamenti tra il prodotto stradale, compresi i nuovi prodotti stradali che arriveranno in futuro, e le vetture da corsa che andranno a competere in GT, sia nel monomarca che nel GT3, per cui c’è una strategia a lungo termine molto chiara e io la sto, come dire, traslando all’interno delle attività sportive. Non ultimo poi lo sviluppo anche della nuova GT3 dove siamo molto avanti con i lavori.”

Quindi c’è già un modello nuovo?

“Sì, c’è già un modello nuovo in fase di sviluppo ma al momento siamo molto concentrati sul trofeo, perché in un arco temporale di 2 anni l’obiettivo è di consolidare un’ottima base sul trofeo con nuovi piloti, con nuovi team che stanno entrando ed entreranno nel 2027, sia in Europa che in America e ovviamente anche in Asia, dove team e piloti in un arco temporale di 2-3 anni saranno maturi per il GT3.”

E riguardo la GT4?

“Il GT4 non fa parte del futuro McLaren. Nei prossimi due anni continueremo a supportare i team esistenti che vorranno competere in GT4, con piacere. La macchina rimarrà omologata, i ricambi rimarranno a disposizione, ma a livello strategico dal 2029 saremo concentrati esclusivamente sul Trofeo e sulle GT3. E poi ovviamente l’Hypercar che però non è un customer racing program, perlomeno non al momento.”

Pensi che la tua esperienza in Lambo sia servita quindi a McLaren per prendere una figura di riferimento che potesse aiutarli sul versante del rafforzamento del marchio, che qui da noi è sempre sembrato un po’ di nicchia?

“Credo che se l’azienda mi ha scelto è perché c’è la volontà di espandere non solo il business, ma anche la presenza del brand. Primo esempio, il campionato italiano non c’è mai stata una McLaren. E ha vinto. E quindi era ora di portare McLaren a competere nel GT italiano, questo è un primo passo, ma ni arriveranno delle altre di McLaren, il campionato italiano GT, vuoi in GT Cup piuttosto che nel GT 3 e quindi con la presenza più massiccia, ma non solo in Italia, anche in altri campionati, dal lato ADAC GT Master al GT Open dove abbiamo già una buona presenza e siamo anche competitivi e poi c’è il DTM che è importante, quindi potenzialmente potremmo anche aumentare la presenza nel DTM se ci saranno i presupposti giusti perché sono un campionato ed un mercato molto importanti per noi.”

“In IMSA poi abbiamo un ottimo team come quello di Bobby Rahal che sta facendo un ottimo lavoro considerando che ha l’esordio con McLaren e ha due piloti molto giovani, dei rookie, ma molto interessanti. Però anche in IMSA prevediamo di avere un’espansione, ma questo è finalizzato nel medio termine con l’arrivo della macchina nuova, con cui prevediamo di entrare nel 2028.”

La presentazione delle nuova vettura ci sarà l’anno prossimo?

“Si, l’anno prossimo, ma come dicevo siamo già molto avanti. Sarà una vettura completamente nuova di cui deve ancora uscire il modello standard.”

“In parallelo, non è solo una questione di implementare il network della clientela, ma anche di avere nuovi team, nuovi piloti. Qui banalmente al via delle 21 macchine, per il momento ho lavorato soprattutto sulla qualità dei team, ma il dato interessante è che, aldilà del numero, ci sono 27 nuovi piloti al via. Questo è un numero interessante dove il 50% della griglia è composta da piloti giovani che faranno parte del McLaren Trophy Academy. C’è stato quindi già un cambio di tendenza importante, e quindi siamo sulla strada giusta, ma c’è ancora molto da fare per quelle che sono le mie aspettative.”

I vertici McLaren quanto tempo ti hanno dato per sviluppare il programma?

“Beh, mediamente per lavorare bene ci vuole un piano almeno a cinque anni. Nel caso di McLaren abbiamo un piano di sette anni, per cui oggi potrei anche dirti con cosa correremo nel 2032, concettualmente.”

“Io poi sono uno che lavora molto a lungo termine e quindi mi piace avere delle visioni in proiezione futura e trasformare queste visioni in realtà. E per fare questo è fondamentale avere una buona organizzazione che abbiamo già, ma che chiaramente può essere resa ancora più efficiente, e deve essere soprattutto strutturata non solo per coordinare squadre inglesi, ma per coordinare e gestire e supportare squadre in tutto il mondo.

Quindi oggi ci stiamo concentrando soprattutto su questo. Prova ne è che da tre settimane abbiamo anche un magazzino ricambi in Italia, proprio per supportare supportare nel modo più efficace tutte le nuove squadre europee che arrivano e che arriveranno, a Torino, dove abbiamo di stanza anche tre camion per il supporto tecnico e ricambi per il mercato europeo.”

Com’è lavorare con gli inglesi?

“Bello, mi piace. Devo dire innanzitutto che ho la possibilità anche di stare a stretto contatto con con McLaren Racing in chiave WEC, LMDh e anche per il rapporto d’amicizia che c’è anche perché ci sono diversi italiani all’interno, ovviamente, di primo piano.

Nel mio passato non c’era un team Formula 1 all’interno dell’azienda e già questo è di forte ispirazione.

Sei al top, sotto tutti i punti di vista, quindi puoi trarre anche ispirazioni e linee guida da quello che loro fanno quotidianamente, anche se il Customer Racing chiaramente è un mondo a parte rispetto a alla Formula 1, al Motorsport, diciamo, factory.”

“Mi trovo molto bene personalmente con la mentalità inglese perché sono molto pragmatici, fanno squadra, ed è un ambiente molto sereno in cui lavorare, che è fondamentale.”

Quindi se riesci a combinare eh quella che è la mentalità, la grinta che possiamo avere noi italiani eh con l’approccio professionale, calmo e pragmatico degli inglesi, e credo che la Formula 1 l’abbia dimostrato in ambito McLaren, il binomio funziona molto bene. In ambito strategico comunque ho carta bianca.”

Era già in programma la nuova GT3?

“Sì, era già in programma però sono arrivato in tempo per definire cose, perché fare una GT3 o comunque fare customer racing non riguarda solo il prodotto, ma anche quello che c’è dietro, quello che tu puoi offrire a livello di running cost, quello che tu puoi offrire a livello di servizi in pista.

Quelle che sono le caratteristiche del prodotto non solo legate alla performance, ma legate alla gestione della macchina da parte dei team e da parte dei piloti perché servono macchine adatte a tutti, ma devo dirla la verità che provando poi le McLaren stradali e da corsa, ho trovato delle macchine molto performanti, ma soprattutto estremamente facili da guidare, perché il marchio di fabbrica di McLaren è la leggerezza, quindi la monoscocca in carbonio intesa come vettura con un rapporto peso-potenza di primo ordine. Questo parte già dalle vetture stradali, a partire dall’entry level Artura.”

“Questo è fondamentale perché il trofeo, ad esempio, offre l’opportunità ai ragazzi giovani che passano dalla monoposto alla GT di avere un approccio più sereno con una macchina facile da guidare e performante e al gentleman chiaramente perché si mette a proprio agio. La trofeo onestamente è un go-kart da guidare veramente bella.”

È prevista una Evo anche per la trofeo?

“Sì, in proiezione futura sì. Per il momento la macchina rimane così nel rispetto di quelli che sono gli investimenti che le squadre hanno già fatto e che faranno e anche perché il prodotto va bene. Se guardiamo anche i tempi sul giro, la macchina performava bene anche prima, ma la griglia di partenza precedente era composta soprattutto da gentlemen driver; ora si è alzato il livello dei piloti e questo fa sì che anche i tempi sul giro si abbassino.”

Come piloti ufficiali avete qualcuno nuovo in arrivo?

“Per il 2026 no, ma per il futuro chiaramente sì. Ci stiamo lavorando. Ci stiamo concentrando sulle altre fasi del nostro programma per piloti ufficiali, potenziando la Trophy Academy e le categorie giovanili GT3 per avere una base ampia da cui scegliere i nostri prossimi titolari”.

Hai fissato un numero?

“Il numero dei piloti va sempre in relazione al numero di macchine che hai a disposizione, quindi ci sarà una crescita graduale. Adesso sui piloti l’importante è lavorare come del resto per i team sulla qualità dei piloti più che sulla quantità.

Quando aumenterà la quantità dei team e prevedo che questo accadrà dal 2028 in avanti con la nuova macchina, allora penseremo anche ad avere più factory driver, che poi è l’opportunità per i piloti giovani di entrare oggi nel trofeo e in un arco temporale, come dicevo prima, di 2-3 anni, e giocarsi le loro chance per per diventare factory driver.

E ci sarà un interscambio anche con quelli Hypercar?

“Ci sono già comunicazioni in corso, ma questo lo valuteremo strada facendo in base alle esigenze da entrambe le parti, perchè la comunicazione tra McLaren Racing e McLaren Motorsport, come GT, è costante. Ma mai dire mai.”

Intervista raccolta da Luca Pellegrini ed elaborata da Piero Lonardo

Foto: McLaren

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *