Nell’incontro media organizzato da Ferrari in vista della 94ma 24h Le Mans, oltre ad Antonello Coletta è intervenuto anche Ferdinando Cannizzo, Head of Ferrari Racing cars.
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Puoi parlarci un po’ della versione EVO della 499P?
“Siamo confidenti su quello che abbiamo pensato. Procediamo un po’ alla volta, ma spediti. Sapevamo che avevamo gomme nuove e di dover modellare leggermente l’auto. Sapete molto bene che punto sull’integrazione dell’auto e tutto deve funzionare correttamente. Questa ci è sembrata la strada giusta, abbiamo pensato quindi ad un pacchetto completo e non ad una singola evoluzione.
“Ci è parso corretto integrare perfettamente tutte le altre aree della vettura come fatto all’inizio. Abbiamo pensato tutto sempre in maniera molto sinergica e la stessa cosa è stata fatta con i ‘Joker’. Abbiamo individuato le aree critiche, ma abbiamo deciso di non risolvere singolarmente. Sarà sempre una 499P, ma un’evoluzione”.
In ogni caso, come riportato da Italian-Endurance.com, l’evoluzione sarà in atto dal prossimo anno.
E sulle nuove gomme Michelin che debuttano a Le Mans cosa ci puoi dire?
“I nuovi pneumatici ha migliorato la situazione di warm-up, ma non l’ha risolta. Devono sempre essere usati con attenzione prima di poter spingere, certamente con le termocoperte o con gli scaldoni non ci sarebbero problemi. Questa è forse una 24h di Le Mans in cui potremmo usare tutte e tre i compound, usare tutte le tre mescole non è impossibile. Di notte fa infatti freddo, ma di giorno può fare tanto caldo”.
“Già dal prologue abbiamo provato a capire come sfruttare le gomme su più stint, è un aspetto che terremo in considerazione. Continueremo ovviamnete a lavorare nelle free practice per avere un quadro chiaro su come comportarci con una prova che si prospetta completamente asciutta”.
Soddisfatti del Prologue?
Il test è andato bene ed abbiamo sfruttato il test per migliorare il set up ed allinearlo con le nuove gomme. Abbiamo avuto qualche problema con la nostra 499P #51, ma anche sulle altre auto. Abbiamo avuto la chance di sistemare la situazione, credo in ogni caso che alcuni dei nostri rivali si sono nascosti. I dati sono comunque sotto gli occhi di tutti, sappiamo però che sarà difficile superare i loro valori. Dobbiamo concentraci sui nostri punti di forza e di non essere i favoriti sempre. Tante volte non è la vettura più forte che vincere, ma l’auto che esegue tutto alla perfezione”.
Vi sentite favoriti? Qualcuno (Toyota) ha detto che alcuni costruttori hanno fatto i ‘furbi’
“Questa è la 24h di Le Mans più difficile da affrontare, nel 2023 nessuno si fidava della nostra affidabilità. Nel 2024 abbiamo confermato la nostra soldità e poi ci siamo confermati. Il test che abbiamo recentemente effettuato ci rende soddisfatti, i miglioramenti sono netti e decisi. Non tutto è sotto il nostro controllo, per la vittoria o per il podio dobbiamo sperare che tante cose si allineino nel modo giusto. L’affidabilità deve essere impeccabile così come dal lato strategia e quello ‘operation’. Sorprendere gli avversari può esssere una chiave, stiamo pensando come fare per cambiare le carte in tavola ed essere lì quando è necessario”.
“Il risultati del test mostra chiaramente quali sono i più veloci in pista nelle varie aree della pista. Posso affermare senza ombra di dubbio che non siamo favoriti, anzi…”.
“La nostra indole è quella di dimenticare quello che ci circonda. Dovremo spingere tanto e l’affidabilità potrebbe essere un problema. Questo però fa parte del gioco, vogliamo fare bene e l’esperienza dei tre anni precedenti ci aiuta tanto. Non ci spaventa molto senza commettere il minimo errore. Dobbiamo scommettere sul pacchetto a 360°, anche ogni penalità può essere letale.
“Qualcuno ha interpretato il test in modo differente, non direi che ha fatto il ‘furbo’. Qualcuno ha pensato di metterlo sul tavolo, i dati sono evidenti e per noi non cambia tutto. Non credo che cambi molto alla fine, certamente in gara forse riuscirete vedere e comprendere di più”.
Intervista raccolta da Luca Pellegrini, Piero Lonardo e Guido Schittone ed elaborata da Luca Pellegrini e Piero Lonardo
Foto: Giulio Villa
