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WEC – Giovinazzi beffa Hirakawa nella prima Hyperpole a Imola

Antonio Giovinazzi firma la beffa nei confronti di Ryo Hirakawa e della Toyota nelle prime qualifiche stagionali del FIA WEC a Imola. L’alfiere della 499P #51 all’ultimo giro utile segna la Hyperpole col tempo di 1.30.127 e per solamente 11 millesimi ruba la pole position alla Toyota #8.

Qualifiche quantomai avvincenti quelle delle Hypercar, con le prime due file racchiuse in soli 0.073; dietro i due battistrada si piazzano l’altra Ferrari ufficiale di Antonio Fuoco e la Peugeot di Malthe Jakobsen.

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Nel Q1 il calabrese aveva con 1.30.088 segnato la migliore prestazione del weekend davanti a Robert Kubica sulla gialla #83 AF Corse, con l’equipaggio campione del mondo a chiudere in P5 alle spalle di De Vries e Jakobsen. Fuori, oltre alle due Genesis e alle Valkyrie, anche l’Alpine di Jules Gounon, la Cadillac di Earl Bamber e la Peugeot di Stoffel Vandoorne.

Il polacco di AF Corse ha chiuso la sessione decisiva solamente con l’ottava prestazione, dietro anche alla Cadillac di Norman Nato, all’altra TR010 Hybrid di Nyck de Vries e all’Alpine superstite di Charles Milesi. Al secondo turno sono approdate entrambe le BMW nonostante i problemi tecnici intervenuti nella ultime libere, che vanno ad occupare la quinta fila.

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Tom Fleming dal canto suo debutta al meglio nella serie mondiale siglando la prima pole position per Garage 59 col tempo di 1.41.181. La McLaren #10 era entrata per il rotto della cuffia, appena 43 millesimi su james Cottingham e la Porsche Manthey #91, nel secondo segmento, ma nella Hyperpole ha staccato nettamente la concorrenza, lasciando a oltre 2 decimi un altro deb, Hadrien David, sulla Lexus #78.

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La prima parte era stata invece appannaggio di Peter Dempsey, altra new entry della categoria, immediatamente a proprio agio sulla  Corvette di Racing Team Turkey TF Sport al punto di dare oltre 6 decimi alle due BMW M4LMGT3 Evo; purtroppo Salih Yoluc, salito sull’auto #34 nel turno decisivo, non solo non è stato in grado di confermare il buon esito dell’ex-Indy Lights, tornato alle corse dopo diversi anni di inattività, terminando addirittura nella sabbia della Piratella.

Terzo tempo per l’altra RC F GT3 di Clemens Schmid a precedere le due BMW. Solamente una delle due Ferrari 296 GT3 Evo di VISTA AF Corse è approdata alla Hyperpole e partirà domani in settima posizione alle 13.00 di domenica. Diretta televisiva sui canali SkySport e Discovery ed in streaming sulla piattaforma FIAWEC+.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati delle Qualifiche

 

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WEC – Da Toyota, David Floury “tutti i costruttori hanno il BoP completo e la lista dei joker”

Toyota Racing è la grande attesa del FIA World Endurance Championship 2026. Sono tante le novità portate in pista dal marchio giapponese in vista della nuova stagione, con un prototipo completamente rinnovato non solo nei colori e nel nome da GR010 Hybrid a TR010 Hybrid.

Italian-Endurance.com ha avuto modo di parlare con il responsabile del team Toyota, David Floury.

100ma gara per voi e vettura completamente nuova, Quante cose sono cambiate rispetto all’anno scorso, a partire dalla livrea…

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“La macchina è bella, ma ora deve essere anche veloce. Penso che come guidabilità il nuovo prototipo sia migliorato molto, l’obiettivo resta quello di avere una vettura competitiva in ogni condizione indipendentemente dal tracciato. La performance poi è sempre relativa, mi riferisco soprattutto a quanto abbiamo dovuto affrontare lo scorso anno (e non solo a quello che non si può dire)”.

Quali sono le vostre sensazioni alla vigilia della prima gara dell’anno?

“Dopo il Prologo è stato difficile capire la reale condizione dei rivali. Ferrari è stata competitiva sin da subito e questo non è una sorpresa. Resta complicato in ogni caso capire i reali valori in campo senza analizzare attentamente ogni aspetto. Dobbiamo restare attenti sul prosieguo del weekend e la nostra attenzione si è concentrata su altro, a partire dalle gomme. Abbiamo effettuato solo tre giorni con le nuove mescole di Michelin a differenza di alcuni nostri rivali che hanno già effettuato due weekend di gara, e stiamo imparando molto, purtroppo questa pista storicamente non accoglie corse spettacolari banalmente perché è molto complicato superare”.

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Sappiamo la risposta già la risposta, ma ti chiediamo comunque: quanti Joker sono rimasti a Toyota dopo l’update degli ultimi mesi? 

“Come per il BoP, non posso rilasciare dichiarazioni in merito”.

Ma, giusto per sapere, voi team conoscete il Balance of Performance dei vostri rivali? E anche il numero dei joker?

“Si, sappiamo i valori degli altri così come siamo al corrente dei Joker che ogni casa ha a disposizione. Penso che in ogni caso, indipedentemente da quanto detto ai media in tema di  BoP, che sia molto positivo che ora Bruno Famin occupi quella posizione in ACO”.

Interessante anche l’intervento di Brendon Hartley, uno dei nostri beniamini, per la settima stagione nell’abitacolo della Toyota #8, pronto per tornare sul gradino più alto del podio dopo un 2025 piuttosto complicato.

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Dall’esterno l’auto sembra veloce, confermi?

“Si, la vettura reagisce bene ed adoro i nuovi colori. Il feeling è ottimo e gli update sono molti, soprattutto all’interno. Con il Balance of Performance tutti sono allo stesso piano, ma il prototipo è migliorato molto soprattutto a livello di guidabilità. Guidare a Imola è sempre bello, un tracciato vecchio stile che a me piace molto. Certamente preferibile rispetto alle piste moderne”.

E sulle nuove gomme nuove cosa ci puoi dire?

“Con la macchina abbiamo già effettuato un test di durata. Tutti stanno cercando di capire le nuove gomme, e qualcuno potrebbe avere un vantaggio grazie all’esperienza in IMSA. Le differenze non sono molte banalmente perché il costruttore è lo stesso, ma indubbiamente la gomma entra più facilmente in temperatura. Differente invece il discorso per il degrado, la situazione cambia tracciato per tracciato. Avere una comparazione con il 2025 resta complicato, soprattutto per noi che abbiamo cambiato macchina”.

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Possiamo definire ‘perfetta’ ora la TR010?

“L’auto è migliorata, e una volta provata qui in pista la sensazione è stata positiva. Il team ha fatto un ottimo lavoro e cercheremo di migliorare ad ogni round”.

Intervista raccolta da Piero Lonardo e Luca Pellegrini ed elaborata da Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Milesi rovina il tris Ferrari nelle ultime libere

La Ferrari fallisce – si fa per dire – un nuovo tris nell’ultima sessione di prove libere della 6 ore di Imola. Antonio Fuoco ha abbassato di mezzo secondo il limite segnato ieri dall’Alpine #35 con 1.30.370, precedendo l’altra 499P di Antonio Giovinazzi di oltre 3 decimi.

Ancora Charles Milesi è andato a rompere le uova nel paniere alle Rosse, evitando l’ennesimo tris del Cavallino, infilandosi davanti alla gialla #83 AF Corse di Robert Kubica. A completare la top five del turno Nyck de Vries con la Toyota #7, a meno di 6 decimi dal battistrada.

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Segnali di ripresa anche dalla new entry Genesis e dall’Aston Martin Valkyrie. La migliore delle GMR-001 chiude appena fuori dai primi dieci, in P12, a 1”2 dal leader, alle spalle della #007 di Harry Tincknell.

Pochi giri a referto per le due BMW, vittime di problemi tecnici risolvibili, mentre, come nelle Libere-2, nessuna interruzione da riferire.

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Aston Martin ancora in evidenza invece tra le LM GT3. E’ ancora Mattia Drudi infatti a comandare la classifica di categoria con la Vantage #27 ed il tempo di 1.41.973. L’unico altro pilota a scendere nel weekend sotto l’1.42”, Jonny Edgar con la Corvette TF Sport #33.

Tutto pronto per le qualifiche della 6 Ore di Imola, che partiranno alle 14.30. Diretta streaming su FIAWEC+ e sui canali Discovery.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati delle Libere 3

 

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IMSA – Acura e Corvette si aggiudicano la pole a Long Beach

Meyer Shank Racing Acura e DXDT Racing Corvette firmano la pole position per il GP Long Beach, terzo atto dell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship. Nick Yelloly e Robert Wickens si impongono sulla concorrenza nelle qualifiche, rispettivamente in GTP e GTD.

Il primo ha fatto la differenza nella classe regina battendo per 30 millesimi la BMW #25 di Marco Wittmann e di 2 decimi le Cadillac #40 del Wayne Taylor Racing di Louis Delétraz e #31 del Whelen Racing di Jack Aitken. Solo P5, a 3 decimi, per la Porsche #7 fin qui imbattuta nel campionato dopo le “stangate” dal BoP, a Long Beach con una nuova livrea particolare.

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Una penalità per irregolarità tecnica ha cambiato durante la notte italiana la classifica in GTD: la Lexus RC F GT3 #89 del Vasser Sullivan di Frankie Montecalvo ha infatti dovuto cedere la pole di classe alla Chevrolet Corvette Z06 GT3.R #36 del DXDT Racing di Robert Wickens.

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Ad affiancare in prima fila l’ex-campione DTM, di ritorno nella serie per le gare della Sprint Cup, la Lamborghini Huracàn di Danny Formal, davanti all’Aston Martin dello Heart of Racing che continua a schierare Dudu Barrichello, assente a Imola per il season openere WEC.

Nella tarda serata italiana, alle 22.05, le 4.05 PM ET, lo start della prova sulla durata di 100’, come sempre da godere in diretta gratuita come sempre sul sito IMSA e sui relativi canali social.

Luca Pellegrini

Foto: Honda Racing US, Porsche Motorsport NA, Michelin Racing USA

I risultati delle Qualifche

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WEC – Coletta e Cannizzo, parlano i boss Ferrari

Grazie all’occasione della 6 Ore di Imola, abbiamo avuto la possibilità di parlare nuovamente con Antonello Coletta e Ferdinando Cannizzo in vista della prima prova del FIA World Endurance Championship 2026.

Cosí il Global Head of Endurance and Corse Clienti si è presentato ai media presenti, tra cui ovviamente Italian-Endurance.com.

Antonello, come valuti la decisione di ACO e FIA di non parlare del BoP?

“Parlare del BoP come sappiamo non è possibile: Esiste una regola e credo che queste regole debbano essere rispettate. Detto ció, onestamente penso sia preferibile conoscere più informazioni.”

Come si riparte dopo aver vinto tutto in tre anni?

“Ripartiamo dopo la migliore stagione di Ferrari di tutti i tempi nelle prove di durata. Abbiamo lavorato duramente, siamo rimasti un po’ sorpresi dopo la prima 24h Le Mans e siamo cresciuti passo dopo passo. D’altra parte i risultati non arrivano mai per caso, tutto è dato da un sistema ben processato e realizzato con metodo. Poi servono le conoscenze ed il talento, ma ad inizio del 2026 ovviamente risultiamo i favoriti anche se in realtà ripartiamo tutti da zero. Ci fa enorme piacere essere campioni del mondo, siamo orgogliosi di far parte di questa squadra e dobbiamo continuare a lavorare per apprendere quel qualcosa di nuovo ogni volta anche se lo scorso anno abbiamo vinto tutto”. 

Gli altri competitor, come in passato con le GT, arrivano per provare a battervi, come vedi questa cosa?

“Basta sentire le dichiarazioni di un altro costruttore (Ford-ndr) quando ha annunciato di voler gareggiare nella classe regina. Penso sia sufficiente come risposta (sorride)”.

Come valuti i dati del Prologo?

“Penso che altri si siano nascosti di più. Il prologo ha avuto delle condizioni meteo particolari, e oggi possiamo capire bene che i valori non sono quelli delle prove libere. Purtroppo il risultato è relativo e solo domenica sera avremo realmente un chiaro quadro della situazione. Alcuni stanno migliorando anche sul giro secco, mentre altri sembrano avere  un passo gara significativo. Secondo me la Top3 nel Prologue e nelle FP1 è un dato da valutare con le molle”.

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Come è stata la preparazione senza la 1812km del Qatar? 

“Siamo riusciti a fare un test a Imola, ma purtroppo il nostro piano di test in Medio Oriente è saltato. Abbiamo meno conoscenza sulle gomme rispetto ad altri marchi che hanno avuto la chance di correre anche in IMSA. Le gomme vanno capite per essere sfruttate al meglio, e certamente qualche prova extra ci avrebbe aiutato. Capire cosa ruota intorno a queste mescole è fondamentale, e questo non è in ogni caso mettere le mani avanti“.

Importantissima parentesi anche con Ferdinando CannizzoHead of Endurance Race Cars.

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Come valuti la condizione al termine del Prologo?

“Speravamo di avere una giornata asciutta al Prologo, ma alla fine forse siamo più contenti così. La correlazione con il simulatore è fondamentale e sta dando ottimi risultati. Dovevamo capire la situazione relativa alle gomme, adesso ci siamo fatti un idea migliore di quello che può essere la strategia della gara. In ogni caso è complicato trarre conclusione dei nostri rivali, dai dati che abbiamo in nostro possesso siamo consapevoli che la gara potrebbe essere completamente differente dalle qualifiche”.

Il gruppo sembra molto più vicino…soprattutto sul passo gara

“Le squadre sono molto vicine, durante le prove libere ed il Prologo abbiamo provato sia le qualifiche che la gara. Se guardiamo il giro singolo non ci sono problemi, ma per la gara la condizione generale è differente. In ogni caso dobbiamo poco agli altri e concentrarci principalmente su noi stessi”.

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Come avete approcciato il ritardo nella partenza del campionato?

“Abbiamo dovuto recuperare il materiale, ma siamo riusciti a sostituire la prova in Qatar ed il test altrove. Le prove di Imola di qualche giorno fa è stata significativa. Prima della 1812km avevamo una prova in Bahrain che è stato impiazzato qui a Imola”.

Come ‘gruppo’ come vi sentite?

“Ci sono state innovazioni sulla vettura, ma nulla di significativo. L’attenzione e l’approccio che abbiamo al team non è cambiato, se c’è intesa e rispetto oltre all’umiltà tutto funziona al meglio. Durante l’inverno abbiamo lavorato molto per permettere ai nuovi membri di affiatarsi con le persone già presenti. La continuità tra ingegneri e piloti è un valore aggiunto, conosciamo vari pregi e difetti di ognuno e ci basta uno sguardo per capirci. Non solo le competenze tecniche sono importanti, ma anche il modo in cui si lavora insieme, e in questi mesi si è creato un rapporto di grande fiducia fra tutti”.

Quanto è cambiata l’auto rispetto allo scorso anno?

“Non è possibile omologare l’auto nuova senza usare Joker. Quest’anno invece siamo stati in grado di apportare delle modifiche per via della nuova omologazione. In questo momento non stiamo lavorando in modo parallelo con la F1 visto il cambio di regolamenti, la situazione verrà mantenuta fino all’attuale conclusione del ciclo regolamenti FIA WEC. Parlando delle nuove regole invece non abbiamo ancora discusso nulla nel dettaglio, Ferrari ha un’idea chiara su cosa accadrà, e la convergenza in un’unica piattaforma non è da escludere”-.

Il vostro rivale per il Mondiale è? 

“Ad oggi ti dico Toyota anche se l’anno scorso hanno avuto una stagione interlocutoria”.

Intervista raccolta da Luca Pellegrini e Piero Lonardo ed elaborata da Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Alpine e Toyota si mostrano nelle seconde libere di Imola

Non c’è piú una Ferrari in cima alla classifica delle seconde libere della 6 Ore di Imola. Charles Milesi e l’Alpine #35 si sono installate al comando definendo un nuovo limite con 1.30.898, vincendo il duello a distanza con Nyck de Vries e la Toyota #7, lasciata a poco più di un decimo.

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Le 499P non hanno comunque terminato tanto lontano, con Antonio Fuoco ed Antonio Giovinazzi autori della terza e quarta prestazione, ugualmente non tanto lontani dalla vetta della graduatoria.

Poco più distanti dal vertice, a 3 e 4 decimi, le migliori Peugeot e BMW, a precedere a propria volta la gialla Ferrari di AF Corse, in una sessione che si è svolta senza interruzioni.

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Kobe Pauwels, new entry 2026 in Aston Martin, ha invece dato il cambio al top all’altra Vantage al top delle LM GT3 col tempo record di 1.42.081, precedendo di appena 70 millesimi un altro deb nella serie mondiale, Hadrien David sulla Lexus #78 di Akkodis ASP. A contatto anche l’altra vettura dello Heart of Racing di Zach Robichon.

Quattro i piloti che che non hanno preso parte al turno: Charlie Eastwood, il migliore nelle libere-1 con la Corvette di TF Sport, Fred Makowiecki, parte dell’equipaggio dell’Alpine #36, Loic Duval di Peugeot e Johannes Zelger di Iron Lynx.

Il programma di domani proseguirà con la terza ed ultima sessione di libere e le prime qualifiche della stagione, rispettivamente alle 10.30 e alle 14.30.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati delle Libere 2

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WEC – Da Imola: la voce ai piloti Ferrari

Inizia ufficialmente il fine settimana di Imola del FIA World Endurance Championship 2026. I piloti della Ferrari hanno parlato con la stampa presente nel paddock, tra cui Italian-Endurance.com che anche quest’anno sarà protagonista in tutte le competizioni della serie, in vista delle prime libere della 6 Ore di Imola.

Inizialmente ci siamo soffermati su Alessandro Pier Guidi,  protagonista per l’equipaggio #51 del titolo mondiale vinto  lo scorso anno insieme a James Calado e ad Antonio Giovinazzi.

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Ale, come vi sentite a iniziare da campioni del mondo?

“Onestamente per me non è cambiato molto. Si inizia una nuova stagione ripartendo da zero, cercando di vincere più gare possibili.”

Lo scorso anno qui avete vinto, l’auto si trova bene a Imola…

“Lo scorso anno a Imola la vettura è andata bene, è una pista positiva per Ferrari. La 499P si muove bene sui cordoli e sui bumps presenti lungo il tracciato, e se sei in grado di usare bene i limiti della pista qui puoi guadagnare molto”.

Come ti sei trovato con le nuove gomme?

“In termini di performance le nuove gomme non sono il massimo, ma continuiamo a lavorare per capire al meglio le mescole. Alcune squadre hanno corso in IMSA e quindi hanno un piccolo vantaggio, ma certamente è più facile mettere in temperatura le gomme. Durante il prologo abbiamo usato più le soft rispetto alle medium che forse verranno usate più oggi in FP2 e poi in gara. Alcune previsioni  però non escludono la pioggia per la parte centrale della corsa, e quindi le cose potrebbero cambiare”. 

Quanto è cambiata la 499P rispetto allo scorso anno vista la nuova omologazione?

“La 499P è molto simile rispetto allo scorso anno. La guidabilità non è cambiata nonostante le piccole modifiche intervenute durante l’inverno per la nuova omologazione. La macchina è uguale al 2025. Ci aspettiamo che gli altri siano competitivi, quando porti una versione ‘EVO’ ti aspetti che la loro prestazioni migliori”.

Cosa ne pensi del debutto di Genesis?

“Magari non alla prima gara, ma presto possono essere della partita. Sappiamo che sono un costruttore importante, ho visto la vettura in pista durante il Prologue”.

Credi che sia un vantaggio aver disputato dei test a Imola qualche settimana fa?

“Tutto era pronto per iniziare in Qatar, ma sappiamo bene cosa è successo. Avevamo programmato qualche test in Medio Oriente ma ovviamente i piani sono cambiati. Sfortunatamente la situazione non è nel nostro controllo ma speriamo di tornare sul finire di stagione. Avere la chance di girare in pista prima degli altri a Imola può essere un vantaggio.”

Cosa ti aspetti dal weekend, nel Prologo siete stati subito velocissimi…

“Non tutti hanno provato il giro singolo nel Prologue, e penso comunque che in gara tutti saranno più ravvicinati in termini di tempi. Tutte le gare sono importanti soprattutto se vuoi vincere il titolo, anche se ovviamente Le Mans ha un peso specifico differente e non aver corso in Qatar ci lascia con i dati di una gara in meno prima della 24 Ore”.

L’attenzione si è poi spostata sull’equipaggio #50, presenti Miguel Molina e Nicklas Nielsen, mentre Antonio Fuoco era pronto per scendere in pista e guidare durante la prima sessione di prove libere.

A Imola le qualifiche sono sempre importanti, come vi sentite quest’anno?

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Molina – “Le gare Endurance sono diventate sempre più delle competizioni Sprint. La posizione in pista, specialmente a Imola, è fondamentale. Abbiamo una buona macchina per competere anche se non credo che siamo i favoriti in generale. Qui, in ogni caso, le qualifiche hanno un peso specifico significativo”.

Dopo il Prologue tanti vi danno per favoriti, è vero?

Molina – “Nonostante il risultato del Prologo, non credo che lo siamo. Grazie ai dati raccolti abbiamo visto che diverse altre auto sono competitive, potete immaginare quali sono anche senza fare nomi”.

Quanto è importante per voi questo evento?

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Nielsen - “Questa è chiaramente una delle gare più importanti dell’anno. Negli ultimi anni siamo sempre stati competitivi, ed è sempre speciale correre con così tanti tifosi pronti per suportarti. Siamo onorati di gareggiare a casa anche per noi che non siamo italiani al 100%. Credo che ora siamo nel momento in cui riusciamo ad essere competitivi in ogni area della nostra auto. Siamo cresciuti su vari aspetti nelle ultime stagioni, ma c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire soprattutto con delle auto così complicate. Puoi sempre trovare dei dettagli minimi”.

Intervista raccolta da Piero Lonardo e Luca Pellegrini ed elaborata sa Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Ferrari uno-due-tre anche nelle Libere 1 di Imola

Le Ferrari proseguono il dominio sul giro singolo nella prima sessione di libere della 6 Ore di Imola. Questa volta, dopo le due 499P ufficiali al top nel Prologo, è stata la volta della #83 AF Corse e di Robert Kubica comandare la lista dei tempi con 1.31.739, ben 6 decimi quindi oltre il limite dei test collettivi di martedí, scalzare e precedere la #50 di Antonio Fuoco di appena 23 millesimi, e la #51 con Antonio Giovinazzi di 2 decimi.

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A 4 decimi la prima degli “altri”, la rinnovata Cadillac #12 grazie a Will Stevens; appena più lontane le due Peugeot, e la migliore delle Toyota new look con Sebastien Buemi. Tutta la top ten delle Hypercar, che comprende anche l’Alpine #35 e le due BMW, è compresa all’interno del fatidico secondo.

Da segnalare inoltre un discreto passo in avanti delle debuttanti Genesis ed il ritorno in pista dell’Aston Martin #009 dopo il violento crash al Tamburello del Prologo.

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Lotta serratissima invece tra le LM GT3, on Charlie Eastwood e la Corvette TF Sport #34 a chiudere al top della categoria con 1.42.678, a superare per 20 millesimi il limite del Prologo di Mattia Drudi. Il pilota dell’Aston Martin Heart of Racing chiude la sessione col terzo tempo, alle spalle della sorpresa Garage 59 con Finn  Gehrsitz.

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Il turno è stato neutralizzato un paio di volte, protagonista la BMW di Darren Leung, nella ghiaia alla Variante Bassa, mentre una seconda Full Course Yellow è stata chiamata in causa della Direzione Gara per sistemare il bollard della Variante. In finale di sessione si è poi girato alla Rivazza Thomas Flohr con la Ferrari VISTA AF Corse #54, ma dato il tempo rimanente ci si è limitati alle local yellow.

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La prossima sessione di libere è prevista alle 15.15.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati delle Libere 1

 

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WEC – Scoop esclusivo: una nuova Ferrari da luglio!

Ieri nel Prologo del FIA WEC di Imola, le tre Ferrari 499P hanno dominato la classifica in entrambe le sessioni, ma nonostante questa dimostrazione di superiorità nei test collettivi, il Cavallino sta già pensando al futuro.

A partire da luglio infatti inizieranno i test di una nuova LMH, questo quanto appreso da Italian-Endurance.com nel paddock dell’Autodromo del Santerno.

Non è noto se si tratterà di una hypercar totalmente nuova oppure, più probabilmente, di un aggiornamento sostanziale della 499P campione in carica piloti e costruttori, il cui effettivo utilizzo in gara, nel caso, potrebbe già ricadere, similmente a quanto già visto nel 2024, nella seconda parte della stagione.

Ricordiamo che sulle Ferrari 499P non è stato utilizzato alcun joker in vista dell’attuale campionato, ma solamente delle piccole modifiche aerodinamiche derivate dalla procedura di omologazione nella nuova galleria del vento di Windshear.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Novità eclatante: il BoP non sarà più reso pubblico

Grossa novità, soprattutto per gli amanti delle statistiche ed i complottisti da tastiera: nel 2026 il WEC non rilascerà più le tabelle del Balance of Performance.

La scelta, di cui già si era sparsa notizia nel paddock, data l’assenza di comunicazioni al riguardo per il Prologo, è stato ufficializzato stamane ad una ristretta cerchia di media, tra cui Italian-Endurance.com, nel corso di una press conference tenuta nientemeno che da Bruno Famin, nuovo Direttore delle Competizioni dell’ACO, e Marek Nawarecki, Direttore del Dipartimento degli Sport in Circuito della FIA.

Famin nel presentarsi in questa veste, ha innanzi tutto puntualizzato di avere non solo ancora ben chiaro il punto di vista del costruttore, ma di essere stato a suo tempo partecipe della stesura del regolamento Hypercar.

L’ex responsabile di Alpine ha posto immediatamente l’accento sulla necessità da parte dei media di ricordare quali sono i principi del BoP e come funziona. “Abbiamo il BOP nel campionato perchè con il nuovo regolamento delle Hypercar, fin dall’inizio volevamo controllare i costi, cosí da evitare di ripetere il periodo 2014-2017 della LMP1 con auto incredibili, tecnologicamente molto avanzate, ma non duraturo a causa del notevole budget necessario, mediante un cost cap, come in Formula 1 e Formula E.”

“L’altro obiettivo era di dare a tutti lo stesso potenziale prestazionale da sfruttare, ovvero poter essere competitivi a un costo ragionevole e accessibile. Siccome occorrono molte risorse per gestire i regolamenti finanziari, abbiamo scelto di privilegiare la “finestra” delle prestazioni, per limitare le prestazioni della vettura invece di limitare le risorse finanziarie, per potere dare a tutti lo stesso potenziale di prestazione.

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“Detto ciò, i costruttori devono saper usare quel potenziale di prestazione, poichè il potenziale di prestazione non è solo peso e potenza. Per vincere infatti è necessaria la migliore esecuzione possibile: nessun errore da parte dei piloti, nessun errore da parte dei meccanici, nessun errore nella strategia, nessun errore nell’assetto della vettura. Nel motorsport moderno, è fondamentale anche che le gomme, che sono il fattore chiave per le prestazioni finali, funzionino al meglio, soprattutto nelle gare di durata.”

“Ma l’influenza dell’effetto BOP sul risultato finale, sulle prestazioni finali in gara, è minima. Questo deve essere chiaro.” Ha rimarcato Famin “

“Quest’anno tutte le vetture hanno dovuto essere riomologate per garantire che tutte le auto fossero disponibili durante i test invernali e che tutti partecipassero alle prove di Windshear per ottenere i nuovi parametri di omologazione, e molti costruttori hanno sfruttato quest’opportunità per apportare ulteriori evoluzioni. Una volta omologata la vettura abbiamo avuto quelli che chiamiamo fattori di prestazione di primo livello: aerodinamica, resistenza aerodinamica, peso, potenza, altezza del baricentro. In base a questi parametri avremo la possibilità di aggiustare peso e potenza per poter dare lo stesso potenziale a tutte le vetture su una pista specifica.”

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“Esiste poi un secondo livello di analisi, il BOP appunto, in cui analizziamo i dati delle gare precedenti, gare rappresentative, analizzando in dettaglio le pure prestazioni in pista, non considerando la gestione della gara, degli pneumatici e del carburante, per avere un’idea chiara delle prestazioni.”

“Infine, vanno tutelati anche i nuovi arrivati, e in questo caso, in assenza di dati specifici della pista, cerchiamo di tutelarci noi da qualsiasi tipo di sorpresa, ma tuteliamo anche il nuovo arrivato che sappiamo avere molto da imparare.”

_PL54366“Quello che posso dire – aggiunto poi Nawarecki  - è che nel corso delle stagioni, applicando gli stessi principi del processo, abbiamo imparato molto, siadagli effetti delle diverse piste, che su come migliorare il BOP già nella fase di assetto dei parametri di omologazione, oltre che su come leggere i dati provenienti da diverse vetture su diverse piste e, cosa altrettanto importante, su come filtrare questi dati da eventuali effetti collaterali, come ha accennato Bruno, ovvero che per diversi motivi la vettura potrebbe avere prestazioni inferiori alle aspettative o, al contrario, superiori. Inoltre, è fondamentale anche cercare di comprendere le differenze di prestazioni tra due vetture dello stesso costruttore, un esercizio piuttosto interessante.”

“In definitiva un processo piuttosto complesso, che richiede molti calcoli e analisi, e possiamo affermare che lavorare congiuntamente  tra FIA e ACO è fondamentale, in quanto vengono utilizzati molti strumenti per elaborare questi dati per raggiungere il livello attuale di questa applicazione e rendere il campionato accessibile non solo a qualsiasi costruttore ma, anche tenuto conto dell’attuale situazione geopolitica, proteggerlo, dando inoltre a tutti lo stesso potenziale di prestazioni, e lasciando a ogni costruttore la libertà di sfruttarlo al meglio, vedi ad esempio il salto di prestazioni di Porsche tra il 2024 ed il 2025, ma anche – ha orgogliosamente sottolineato Famin – il successo di Alpline al Fuji dello scorso anno, grazie ad un’ottima esecuzione ed un pizzico di fortuna.”

Questa la dovuta premessa dell’organizzatore, ma ad Italian-Endurance siamo attenti anche alle sfumature, ed abbiamo cercato di non farci scappare un’occasione tanto ghiotta…..

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Mr.Famin, lei dice che i nuovi arrivati saranno protetti, ma quindi è possibile che durante questo fine settimana qualcosa cambi per loro? “Per quanto riguarda il nuovo arrivato, non ho dubbi che Genesis migliorerà abbastanza velocemente. La macchina è nuova, ma la struttura portante (ORECA-ndr) è abbastanza conosciuta. È la terza macchina con quella struttura e stanno ripartendo da zero con un team completamente nuovo, ma penso che abbiano persone molto valide e non ho alcun dubbio che impareranno molto velocemente, ma il BOP non cambierà durante il weekend di gara. Non cambierà mai per nessuno. Nemmeno a Le Mans.”

Una seconda domanda, che avrei voluto porre già tanto tempo fa, se esiste una piattaforma di equivalenza, funzionante, perchè doverla cambiare pista per pista? “È una buona domanda! E’ una scelta, dovuta principalmente dal fatto che al momento abbiamo solo otto gare. In un campionato con 20 gare, una macchina potrebbe andare meglio su alcuni circuiti rispetto ad altri e così via ed in media, andrà bene, ma con solo otto gare è un po’ più difficile.. Ma è possibile che qualcosa cambi in futuro, perché no?”

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Peraltro il non comunicare le tabelle del BOP qui a Imola, comporta una scelta diametralmente opposta a quella dell’IMSA, che al contrario ha dichiarato di avere fatto centro con i nuovi parametri di omologhazione, e non solo lascia lo spettatore senza un dato di confronto, ma lo lascia col dubbio che si verifichi una sorta di controllo della narrazione da parte dell’organizzatore… La risposta è stata lapidaria “Preferiamo non dirlo perché vogliamo evitare che alcuni costruttori pensino che ci sarà una sorta di BOP mobile nel BOP di Le Mans, e vogliamo limitare i rischi di “sandbagging” a Imola e Spa, e preferiamo mantenere la cosa come una blackbox, almeno per ora. Inoltre, credo non pubblicheremo mai i parametri di omologazione: nessun costruttore lo accetterebbe.”

Due parole anche sul Success Handicap; alla fine non è stato ritenuto necessario (meno male-ndr) aggiungere un terzo livello di equivalenza, perchè con solo otto gare nel campionato, potrebbe banalmente diventare una fonte di “sandbagging”.

Famin infine ha ribadito ancora una volta che il BOP non è cosí decisivo come si potrebbe pensare (affermazione sulla quale noi siamo peraltro d’accordo-ndr), e che si aspetta anche che i media più autorevoli (grazie-ndr) possano fare, mediante la diffusione delle informazioni fornite mediante l’incontro odierno, proselitismo presso il rispettivo pubblico riguardo questo aspetto.

intervista raccolta da Piero Lonardo e Luca Pellegrini ed elaborata da Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo