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Asian LMS – United Autosports si ripete ad Abu Dhabi. Vittorie di G-Drive in LM P3 ed Herberth in GT, ma titoli a CD Sport ed Inception Racing

Josh Pierson e Paul di Resta si ripetono nella gara finale dell’Asian Le Mans Series ad Abu Dhabi riportando la seconda vittoria del weekend ad United Autosports. Il copione non è stato molto diverso rispetto a ieri, con Pierson autore di una partenza perfetta nei confronti della concorrenza e di Rodrigo Sales in particolare, già nominato campione ieri per il Nielsen Racing.

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L’unica differenza sostanziale risiede nel fatto che il team ha permesso al giovanissimo statunitense di prendere la bandiera a scacchi, lasciando a di Resta lo stint centrale. Il distacco nei confronti di Ben Hanley e C. è stato ancora una volta di un giro, mentre il Graff Racing col terzo posto assoluto odierno ha agguantato il titolo Pro/Am. Che però quest’anno non da diritto all’invito automatico a Le Mans, con tre vittorie in quattro gare.

GDrive

Risorge invece letteralmente dalle ceneri (del rogo di ieri) il G-Drive conquistando la prima vittoria in LM P3 con Xavier Lloveras, Fabrice Rossello e Viacheslav Gutak. Le fasi iniziali erano appannaggio del DKR, che dopo il successo di sabato vantava ancora chances di successo, ma allo scadere della prima ora Mathieu de Barbuat era costretto a fermarsi una prima volta ai box per un problema al posteriore, poi la gara del team lussemburghese veniva rovinata del tutto da un testacoda da parte di Sebastian Alvarez, che poneva definitivamente fine ai sogni di titolo della Duqueine #2.

La leadership passava quindi al Rinaldi Racing e poi al Nielsen Racing. Il team britannico optava per una tattica suicida evitando di rifornire nell’esteso periodo di safety car chiamato dalla direzione gara durante la terza ora di gara. La strategia però non pagava e a mezz’ora dal termine Lloveras passava la Duqueine del team tedesco, che nel frattempo aveva ripreso la testa della corsa, senza più voltarsi indietro.

CDs

Il Rinaldi Racing cedeva anche ad entrambe le vetture del CD Sport, che andavano cosí ad occupare il resto del podio e, grazie ai risultati delle gare precedenti, ad aggiudicarsi un posto alla prossima Le Mans. Piccolo trhiller finale, la Ligier del G-Drive terminava il carburante nel giro di rientro.

Seconda vittoria di fila anche nelle due classi GT, dove Herberth Motorsport e Kessel Racing hanno ripetuto il risultato di gara 1. Dopo l’ennesimo start al fulmicotone dell’Aston Martin del TF Sport, era proprio la Porsche #91 a prendere la testa della gara, abbandonata solamente per il periodo di tempo nel quale sembrava pagare la scommessa adottata anche in questa categoria da diverse vetture fra cui l’Aston dell’Oman Racing, la Porsche del Dinamic Motorsport e la Ferrari di AF Corse.

Inception

Tutte queste macchine sono state poi costrette all’inevitabile splash, riportando al comando la Porsche di Robert Renauer, seguita da presso dalla vettura gemella partita dalla pole con Klaus Bachler. Sul gradino basso del podio termina la Vantage del Garage 59, ma è l’altra McLaren di Inception Racing a conquistare il titolo di categoria e l’invito a Le Mans col sesto posto finale.

Anche tra le GT-Am, la seconda vittoria consecutiva di Francesco Zollo, Roman Ziemian e Acxil Jefferies non basta per assicurarsi il titolo, che va all’SPS Automotive Performance, anche oggi secondi.

E’ tutto per questa edizione ancora una volta condensata della serie continentale asiatica. L’attenzione del mondo dell’endurance si sposta ora sul doppio appuntamento (IMSA e WEC) di Sebring, in programma tra un mese.

Piero Lonardo

Foto: Asian Le Mans Series

L’ordine di arrivo di gara 2

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Asian LMS – United Autosports, debutto dominante ad Abu Dhabi. Nielsen campione

Peccato che le regole ACO abbiano impedito a Josh Pierson di gareggiare lo scorso weekend a Dubai, perchè ci hanno privato di un duello almeno a due per la leadership dell’Asian Le Mans Series 2022.

Pierson, 16 anni compiuti lunedí, e Paul di Resta, hanno infatti dominato il terzo round della serie a Yas Marina sull’Oreca LM P2 di United Autosports. Pierson ha guidato per oltre tre ore in una gara spezzata a metä dall’incendio della Ligier LM P3 del G-Drive, mantenendo il comando per tutta la durata della gara.

L’ex-F1 infine ha preso il volante per l’ultima ora, portando al traguardo la vettura con 1 giro di vantaggio sulla vettura del Nielsen Racing, vincitrice delle due gare dello scorso weekend.

Contrariamente al primo doubleheader, Rorigo Sales, starter sull’Oreca #4, ha ceduto al via ad Eric Trouillet sulla vettura Pro/Am del Graff, ed è stato compito di Ben Hanley, subentrato al volante per il secondo turno di guida, riconquistare quella seconda piazza mantenuta poi facilmente da Matthew Bell su David Droux, che con un sorpasso nelle ultima fasi su Anders Fjordbach, riporta la vittoria nella sottocategoria per il team transalpino sull’High Class Racing.

NIELSEN Ad ogni modo, all’equipaggio del Nielsen Racing basterà classificarsi domani nella quarta ed ultima gara della serie per classificarsi campione e guadagnare l’invito automatico alla prossima 24 Ore di Le Mans.

UPDATE: L’Oreca vincitrice di United Autosports  è stata dichiarata ineleggibile per la classifica finale  (decisione alquanto curiosa in quanto l’iscrizione era stata comunque depositata) in quanto assente nel primo doubleheader di Dubai,  per cui il Nielsen Racing si aggiudica punteggio pieno e l’invito a Le Mans con una gara di anticipo.

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Questa volta nessun problema invece per il DKR, che riporta la prima vittoria della stagione tra le LM P3 dopo i primi due sfortunati outing. Mathieu de Barbuat, Sebastian Alvarez e Laurents Hörr non hanno sostanzialmente avuto nemici da contrastare e possono mantenere viva la speranza di titolo sul CD Sport, che ha classificato in terza e quinta piazza le sue due Ligier.

Piazza d’onore per la vettura del Rinaldi Racing, mentre i vincitori di gara-2 del Nielsen Racing possono consolarsi col quarto posto che mantiene anch’essi in lizza per il successo finale.

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Primo successo tra le GT per i campioni in carica dell’Herberth Motorsport con Alfred e Robert Renauer ed Ralf Bohm. La Porsche #91 ha risalito le posizioni grazie al periodo di neutralizzazione dopo che la fasi iniziali erano state dominio dell’Aston Martin del TF Sport partita dalla pole.

L’ultimo pit a meno di 25’ dalla bandiera a scacchi li lasciava per un paio di minuti dietro la Ferrari di AF Corse fino allo splash finale della 488 #17, che nelle fasi iniziali aveva subito una penalità per un contatto al via- Vincent Abril si ritrovava in terza posizione dietro la McLaren di Inception Racing, che con Ben Barnicoat andava addirittura ad insidiare la leadership, portandosi fino a 13” dal leader.

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Gara sfortunata invece per i vincitori di gara-2 del Rinaldi Racing, solo P7 al traguardo con la Ferrari #51. Il Cavallino si rifà infine nella sottoclasse GT Am grazie ai portacolori del Kessel Racing, Axcil Jefferies, Francesco Zollo e Roman  Ziemian, cha si avvicinano alla testa della classifica, ancora mantenuta dall’SPS Automotive Performance, P2 quest’oggi, grazie ai due secondi posti di Dubai.

Domani il quarto ed ultimo round della serie, con start alle 16.30 locali (le 13.30 in Italia) ancora una volta con United Autosports e DKR in pole fra i prototipi ed Herberth Motorsports fra le GT grazie alla prestazione di stamane da parte di Klaus Bachler con la Porsche #33.

Piero Lonardo

Foto: Asian Le Mans Series

I risultati delle Qualifiche 1

L’ordine di arrivo di gara 1

I risultati delle Qualifiche 2

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Asian LMS – Nielsen Racing, stavolta è doppietta. Rigon torna alla vittoria in GT

Il Nielsen Racing mette definitivamente le mani sull’Asian le Mans Series 2022, aggiudicandosi anche il secondo round di Dubai.

Partiti ancora una volta dalla pole conquistata venerdí, stavolta non ci sono state nè sbavature ma nemmeno il dominio assoluto di gara 1, complice una più attenta gestione da parte delle altre LM P2 Pro/Am, ma la leadership di Ben Hanley, Rodrigo Sales e Matt Bell non è mai stata in discussione.

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Dietro Hanley e C. questa volta si classifica ad un solo giro di distacco l’equipaggio dell’High Class Racing, composto da Dennis Andersen, Anders Fjordbach e Kevin Weeda, che a sua volta relega ad una tornata di distacco gli uomini del Graff, ieri secondi.

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Rispetto a sabato inoltre, il Nielsen Racing conquista la vittoria anche fra le LM P3 con la collaudata accoppiata formata da Colin Noble e Chris Wells. Ancora una volta sfortuna per l’equipaggio del DKR, con Mathieu de Barbuat, fermo lungo il circuito ad un’ora circa dalla bandiera a scacchi, poco prima del cambio finale con Laurents Hörr.

Ancora una volta sono le due entry del CD Sport a completare il podio di categoria, anche se a parti invertite rispetto al risultato del primo round. Una penalità attribuita alla Ligier #8 nel finale di gara non ha influito sul risultato finale.

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Non è infine sfuggita la vittoria per due volte di fila ad una Ferrari in GT, grazie anche ad un super Davide Rigon, che ha pressato per tutto l’ultimo stint Vincent Abril con l’altra 488 GT3 di AF Corse. Alla fine il pressing ha fruttato un drive-through per track limits a pochi minuti dal termine che ha permesso al factory driver del Cavallino prestato al Rinaldi Racing di tornare alla vittoria dopo il brutto incidente di Spa insieme a David Perel e Rino Mastronardi.

Della penalità ne approfittava la McLaren di Inception Racing, che pure sopravanzava la Ferrari #17 e grazie alla piazza d’onore odierna conduce la classifica di categoria di un punto

Della partita, anche se la categoria non fornirà l’invito automatico alla prossima 24 Ore di Le Mans, anche cinque vetture iscritte alla GT AM. Come sabato, è stata la Mercedes dell’SPS di Valentin Pierburg, John Loggie e Mikael Grenier ad aggiudicarsi la vittoria e ora conduce a punteggio pieno sulla Ferrari Kessel #57.

L’Asian Le Mans Series riprenderà già venerdí prossimo 18 febbraio con le prime libere da Yas Marina. Qualifiche e gara 3 sabato 19 e gran finale domenica 20 febbraio.

Piero Lonardo

Foto: Asian Le Mans Series

L’ordine di arrivo di gara 2

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Asian LMS – Hanley e Nielsen Racing senza rivali a Dubai

E’ da poco terminato il primo round dell’Asian le Mans Series 2022 sull’autodromo di Dubai. La prima delle due 4 ore del weekend è stata assolutamente dominata dall’Oreca LM P2 del Nielsen Racing di Ben Hanley, Rodrigo Sales e Matt Bell.

L’Oreca #4 è peraltro l’unica iscritta tra le P2 con equipaggio totalmente Pro e, nonostante un mezzo testacoda nelle parti iniziali da parte di Sales, partito dalla pole conquistata ieri dall’ex-DragonSpeed, non ci sono stati problemi a riportarsi al comando già al termine del primo quarto di gara.

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A cura di Matt Bell e soprattutto Ben Hanley il compito di portare a casa una vittoria annunciata con ben 4 giri di vantaggio sulla vettura Pro/Am del Graff di david Droux, Eric Trouillet e Sabastian Page. Completa il podio la vettura dell’High Class Racing di Dennis Andersen, Anders Fjordbach e Kevin Weeda.

Dramma finale invece tra le LM P3, con la Duqueine dello specialista Laurents Hörr del DKR Engineering, al top sin dalle qualifiche, ferma lungo il circuito a 20’ dalla bandiera a scacchi.

CDEredita quindi la vittoria l’equipaggio della Ligier #3 del CD Sport di Nick Adcock, Edouard Cauhaupe e Michael Jensen, con la vettura gemella del team spagnolo che riporta addirittura una doppietta con la seconda Ligier condotta da Cristophe Cresp, Antoin Doquin e Steven Palette.

Completa il tris delle JS P320 la macchina del G-Drive, mentre la vettura dei campioni 2020  del Nielsen Racing è stata costretta ad un lungo stop allorquando stava a sua volta conducendo la categoria durante il primo stint.

Alquanto combattuta invece la gara delle GT, con la bellezza di 22 vetture iscritte. Le fasi iniziali sono state appannaggio delle Ferrari di Rinaldi Racing, Kessel Racing ed AF Corse, ma una volta terminato lo stint di Brendan Iribe, Ollie Millroy e Ben Barnicoat hanno preso il comando delle operazioni con la McLaren 720S GT3 di Inception Racing.

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Alle Ferrari il resto del podio con Davide Rigon, Rino Mastronardi e David Perl e la 488 GT3 di Rinaldi Racing davanti all’esemplare di AF Corse di Louis Prette, Vincent Abril e Conrad Grunewald.

Domani si riparte alle 17.30 locali, pari alle 14.30 italiane, con la seconda 4 Ore di questo primo dei due doublehader del’Asian Le Mans Series 2022. In pole position ancora una volta il Nielsen Racing, il DKR in cerca di riscatto tra le LM P3 e l’Aston Martin del TF Sport, oggi solo undicesima, tra le GT.

Piero Lonardo

Foto: Asian Le Mans Series

I risultati delle Qualifiche 1

L’ordine di arrivo di gara 1

I risultati delle Qualifiche 2

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Asian LMS – Il punto ad un mese dallo start di Dubai

Reso noto nella giornata di lunedí un cambiamento nella schedule dell’edizione 2022 dell’Asian Le Mans Series. Le due competizioni del primo dei due doubleheader previsti, quello di Dubai, si svolgerà sabato 12 e domenica 13 febbraio anzichè, come originariamente previsto, nelle giornate di venerdí e sabato. Ció a seguito di una modifica della giornata lavorativa locale decisa dal governo.

L’occasione è utile per fare il punto sulla serie asiatica, ad un mese dallo start. Sono state iscritte ben 39 vetture, anche se però la parte del leone la fanno le GT con ben 24 entry fra GT e GT-Am, mentre fra i prototipi alle 10 LM P3 fanno contrasto le sole 4 LM P2, tra cui un unico equipaggio Pro a cura del Nielsen Racing.

Lo scorso anno erano 7 le LM P2 iscritte, tra cui solo 2 come LMP2/Am, appartenenti a 5 squadre diverse. Nessuno di questi team ha deciso di rinnovare la sfida, a parte i bicampioni del G-Drive, ma in LM P3.

Venendo agli equipaggi,  sarà il neoacquisto Ben Hanley a tentare di agguantare l’invito automatico alla prossima 24 ore di Le Mans per il Nielsen Racing  insieme a Rodrigo Sales e a Matt Bell. Il team britannico schiererà anche una Ligier LM P3 per i campioni in carica della Michelin Le Mans Cup Colin Noble an Anthony Wells.

Restando nella classe regina, il Graff schiererà un equipaggio Pro/Am per i protagonisti delle LM P3 David Droux, Sebastian Page ed Eric Trouillet, mentre High Class Racing oltre ai “soliti” Dennis Andersen ed Anders Fjordbach proporrà lo statunitense Kevin Weeda. Ancora da definire infine l’effort dell’ARC Bratislava con l’unica Ligier presente del patron Miro Konopka.

Tra le LM P3, nonostante il pari numero di entry rispetto al 2021, si segnala l’assenza dei campioni in carica di United Autosports, ma anche di due squadre di valore assoluto quale RLR MSport e DKR Engineering, e fa specie soprattutto l’incertezza riguardo gli equipaggi.

Le uniche compagini già definite infatti, oltre al Nielsen Racing riguardano il Rinaldi Racing, con Torsten Kratz, Hendrik Still e Leo Weiss, e il CD Sport, con Nick Adcock, Edouard Cauhaupe, e Michael Jensen.

Un po’ di tranquillità in più tra le GT, dove dovrebbero essere rappresentati ben 7 marchi diversi, tra cui spiccano le nuove BMW M4 GT3 del Walkenhorst Motorsports e le Ferrari schierate da AF Corse, Kessel Racing e Rinaldi Racing. Su quest’ultima 488 GT3 Evo si dovrebbero alternare Davide Rigon, Rino Mastronardi e David Perel.

Una delle Ferrari AF Corse sarà inoltre presente come APN Monaco per Vincent Abril, Louis Prette – già entrambi presenti con questa denominazione su una Porsche Proton a Le Mans 2019 – più lo statunitense Conrad Grunewald.

Tre le Aston Martin iscritte, tra cui rinnova il TF Sport, che proporrà ancora due vetture: la prima con Johnny Adam, il portoghese Henrique Chaves e a John Hartshorne (assieme anche nell’ELMS) e la seconda sotto l’egida dell’Oman Racing Team per Charlie Eastwood, Ahmad Al Harty e Sam De Haan.

Il Garage 59 invece lascia dopo tre stagioni le Vantage per due  McLaren, portando a quattro le 720S GT3 insieme ai due esemplari di Inception Racing.

Herberth Motorsport, campioni in carica della categoria, sono altresí attesi alla difesa del titolo con  ben tre Porsche 911 GT3 R; sempre sulle GT di Stoccarda la novità S’Aalocin by Kox Racing per gli olandesi Peter e Stéphane Kox e Nico Pronk,

Novità dell’ultimo momento Attempto Racing, che sbarca nella serie asiatica schierando un’Audi R8 LMS Evo II per il team owner Alex Aka ed il britannico Finlay Hutchison.

Ricordiamo che gli inviti automatici alla 24 Ore di Le Mans 2023 sono stati ridotti, anche in funzione dei recenti accordi con SRO, ai soli vincitori delle categorie LM P2, LM P3 e GT.

Piero Lonardo

Foto: Asian Le Mans Series

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Asian LMS – Storico accordo ACO/SRO

Siglato nella giornata di venerdí un accordo tra l’Automobile Club de l’Ouest (ACO), l’Asian Le Mans Endurance Management (ALMEM) ed il gruppo SRO per l’organizzazione dell’Asian Le Mans Series 2023.

I due più potenti organizzatori di gare GT uniranno le forze collaborando mutuamente, forti della propria expertize, per assicurare il successo della serie.

La contropartita di questo accordo vede acquisire all’organizzazione diretta da Stèphane Ratel due inviti automatici alla 24 Ore di Le Mans per il vincitore del Fanatec GT World Challenge Europe ed il vincitore della classifica combinata tra il vincitore del Fanatec GT World Challenge Asia e dell’Asian Le Mans Series.

Ricordiamo che nel 2024 le GT3, di cui SRO è specialista, sostituiranno le GTE nelle gare promosse dall’ACO.

Ulteriori dettagli di questa storica partnership verranno resi in seguito; nel frattempo l’Asian Le Mans Series si prepara alla sua stagione 2022, che come noto si dipanerà in due doubleheader consecutivi tra Dubai ed Abu Dhabi a partire dall’11 febbraio 2022.

Piero Lonardo

Foto: Asian Le Mans Series

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Asian LMS – Nel 2022 ancora quattro gare negli Emirati

Per l’edizione 2022 dell’Asian Le Mans Series è stata scelta la formula inaugurata la scorsa stagione e che comprende due doppi appuntamenti a Dubai ed Abu Dhabi.

Le quattro gare si alterneranno fra diurne e notturne e si terranno nel mese di febbraio 2022 secondo questo calendario:

Race 1 – Venerdì 11 Febbraio 2022, Dubai Autodrome

Race 2 – Sabato 12 Febbraio 2022, Dubai Autodrome

Race 3 – Sabato19th February 2022, Yas Marina Circuit

Race 4 – Domenica 20 Febbraio 2022, Yas Marina Circuit

La decisione di ripetere l’esperienza dello scorso inverno, che ha portato ad una partecipazione record per la massima serie endurance asiatica, è stata ovviamente presa – questa volta con largo anticipo – tenendo conto delle restrizioni per il COVID ancora vigenti praticamente in tutto il mondo, soprattutto nel sud-est asiatico, tradizionale sede degli appuntamenti nelle edizioni passate, e permettere così una più ampia partecipazione di squadre e piloti.

Ricordiamo che l’Asian Le Mans Series, aperta alle classi LM P2, LM P2/Am, LM P3 e GT3 e garantisce una robusta serie di entry automatiche a Le Mans nelle classi LM P2 e GTE-Am.

Piero Lonardo

Foto: Asian Le Mans Series

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Asian LMS – Gelael bissa ad Abu Dhabi ma non basta: titolo a G-Drive

Sean Gelael e Tom Blomqvist chiudono con un secondo successo ad Abu Dhabi nel quarto ed ultimo round dell’Asian Le Mans Series 2021. L’indonesiano, nonostante l’ennesimo errore ha imposto il proprio ritmo sin dalle prime fasi di gara, coadiuvato al meglio dall’ex-factory driver BMW, per poi chiudere con un vantaggio minimo sulla migliore delle Aurus G-Drive.

Al via l’Oreca Jota partiva dal fondo delle LM P2, ma ben presto Gelael era a ridosso del trio di testa, comandato ancora una volta dal capolista nonchè polesitter odierno Renè Binder sul teammate John Falb e sull’Oreca del Phoenix Racing di Matt Kaiser.

A giocare a favore di Gelael un paio di safety car chiamate in causa per altrettanti incidenti con protagoniste le Ferrari. Iniziava la 488 GTE Evo di Formula Racing, fuori alla curva 17, poi alla mezz’ora le due entry di AF Corse guidate da Giorgio Piovanetti e Thomas Flohr collidevano in curva 11, terminando entrambe a muro.

Gelael approfittava della lunga seconda neutralizzazione per portarsi al comando, mentre Franco Colapinto, vera rivelazione di questa temporada araba, scalava rapidamente la classifica fino ad insidiare e superare il battistrada, un attimo prima di una Full Course Yellow per detriti che aiutava ancora una volta la compagine inglese a rimescolare le carte a livello strategico.

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L’Oreca #28 infatti usciva ancora una volta davanti a tutti dalla sosta collettiva ma poco dopo rischiava di rovinare tutto il bel lavoro fatto col contatto con una Aston Martin del Garage 59, considerato incidente di gara dalla direzione di Eduardo Freitas.

Toccava quindi a Blomqvist rimettere le cose a posto ed il sorpasso che valeva la leadership definitiva avveniva al termine della terza ora.

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Il forcing di Colapinto veniva in seguito vanificato da un drive-through per velocità eccessiva ai box, che lasciava l’Aurus #25 al secondo posto dopo un sorpasso finale su Kelvin van der Linde, incaricato dell’ultimo stint in casa Phoenix. Ma il quarto posto finale di Binder, Yfei Ye e Ferdinand Habsburg valeva il campionato e l’invito automatico alla prossima 24 Ore di Le Mans. Decisivo il risultato della sfortunata gara 2 di Gelael e Vandoorne a Dubai domenica scorsa.

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Anche ERA Motorsport può vantarsi di un invito automatico, grazie alla quarta vittoria su altrettanti appuntamenti in LM P2 Am, ancora una volta senza avversari dopo il forfait di Eurointernational.

United Autosports non poteva deludere per due gare di fila, e infatti infila una tripletta tra le LM P3 che vale l’ennesimo invito del team angloamericano a coronamento della trionfale campagna 2020.

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La vittoria finale, la terza in quattro gare, va a Wayne Boyd, Manuel Maldonando e Rory Penttinen sulle altre due Ligier di Jim McGuire, Duncan Tappy ed Andrew Bentley e di Joh Loggie, Rob Wheldon ed Andy Meyrick.

Le prime fasi come ieri erano appannaggio di Malthe Jakobsen con la vettura dell’RLR MSport, ma gli altri due driver non erano all’altezza della giovane promessa danese, che dopo un’ora di gara cedeva la leadership alla Duqueine del DKR con Jean Glorieux.

Era un drive-through a togliere dalla testa il team lussemburghese, lasciando United Autosports alla fine padrone del podio, nonostante un’altra penalità che ha imposto a Meyrick un imprevisto forcing per riprendere almeno la terza piazza ai danni di Colin Noble e dei campioni uscenti del Nielsen Racing, che ne finale cedeva anche al CD Sport e Laurents Höerr, subentrato sulla Duqueine #63.

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Finalmente una vittoria Ferrari in GT grazie alla 488 GT3 iscritta da Kessel per Car Guy di Takeshi Kimura, Come Ledogar e Mikkel Jensen. Decisiva la strategia da parte del team svizzero, che ha permesso al giovane neoacquisto Peugeot Sport di uscire davanti a tutti all’ultimo pit, particolarmente alle Porsche #99 del Precote Herberth Motorsport e soprattutto alla McLaren dell’Inception Racing, che alla fine riuscirà a piazzarsi alle spalle della GT del Cavallino, aggiudicandosi uno dei ben tre inviti riservati alla categoria per la serie asiatica alla classica della Sarthe.

A podio anche l’altra Ferrari del Rinaldi Racing di Davide Rigon, Davide Perel e Rino Mastronardi, mentre Robert Renauer, Alfred Renauer e Ralf Bohn col quinto posto finale si assicurano il titolo di categoria.

Il Precote Herberth Motorsport verrà inoltre accompagnato a Le Mans anche dal GPX Racing. La squadra battente bandiera degli Emirati Arabi Uniti oggi ha terminato solo al 14mo posto su 19 iscritti, a causa di un contatto nelle fasi iniziali di gara che ha comportato una sosta extra per cambiare la portiera sinistra. L’ulteriore contatto con la Ligier LM P3 #2 risulterà fortunatamente ininfluente ai fini del risultato finale grazie alle due vittorie e al quarto posto conquistati nelle tre gare precedenti.

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Non inficia la graduatoria finale delle GT AM nemmeno il ritiro della Ferrari #66 del Rinaldi Racing. La vittoria della BMW del Walkenhorst infatti non basta per espropriare Christian Hook e Manuel Lauck e Patrick Kujala del titolo di categoria.

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Due parole infine su questa formula edizione 2021 dell’Asian Le Mans Series. La formula mediorientale su due weekend, ancorchè forzata dalle problematiche connesse al COVID, si è dimostrata vincente, permettendo non solo la partecipazione di ben 36 vetture, ma soprattutto di equipaggi finalmente adeguati ad una serie continentale ACO. Se ne riparlerà comunque ad inizio 2022.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo di Abu Dhabi – Race 4

Foto: Asian Le Mans Series, Algarve Pro Racing

Asian Le Mans Series

Asian LMS – Gelael riapre per Jota ad Abu Dhabi

Sean Gelael e Tom Blomqvist spezzano l’egemonia del G-Drive, vincendo il terzo round dell’Asian Le Mans Series ad Abu Dhabi.

Dopo essersi qualificati solamente con un conservativo quinto tempo figlio di un violento crash dell’ex factory driver BMW nelle prove libere, l’Oreca di Jota Sport alla metà gara si è portata alle spalle dei leader dell’Aurus #26 e, sfruttando al meglio un’opportuna Full Course Yellow, ed ha potuto mantenere un congruo vantaggio, per giunta incrementato da un errore di Yfei Ye e da una penalità di 5” per un’infrazione al pit-stop.

Start3Le prime fasi di gara erano state comunque appannaggio di Renè Binder, lesto ad approfittare dell’ennesima defaillance al via del teammate John Falb per transitare davanti a tutti, seguito da presso dall’Oreca del Phoenix Racing con Matt Kaiser. Purtroppo però per il team russo, due Full Course Yellow per altrettanti stop di vetture di United Autosports non permettevano al pilota austriaco di prendere il largo come da copione.

Si faceva infatti sotto l’Oreca Jota, che dopo la seconda sosta conquistava temporaneamente il comando, riconquistandolo poco più tardi in maniera definitiva, lasciando Ferdinand Habsburg, incaricato dell’ultimo stint, ad oltre 2’. A podio anche l’altra Aurus di John Falb, Franco Colapinto e Rui Pinto de Andrade. Solo P4 per la vettura del Phoenix Racing, che per l’occasione schierava lo specialista Audi Kelvin van der Linde, davanti al Racing Team India.

In classifica generale, l’equipaggio dell’Aurus #26 conduce con 12 punti di vantaggio sul solo Sean Gelael (che a Dubai era stato coadiuvato da Stoffel Vandorne) e 24 sulla vettura gemella, ormai fuori dai giochi.

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Vittoria solitaria – la terza – di categoria e titolo per l’unica vettura iscritta in LM P2 AM a questo secondo doubleheader mediorientale, vale a dire l’Oreca dell’ERA Motorsport di Kyle Tilley, Andras Laskaratos e Dwight Merriman, che si aggiudica un invito automatico alla prossima 24 Ore di Le Mans.

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Gara ad eliminazione invece tra le LM P3, che vede la doppietta del Nielsen Racing, con i campioni in carica Colin Noble e Tony Wells davanti a Rodrigo Sales e Matt Bell.

Le prime fasi di gara erano appannaggio della Ligier #23 di United Autosports con Rory Penttinen a dettare il ritmo. Il giovane pilota finlandese era però costretto ad abbandonare dopo appena 10’ di gara, imitando i teammates della vettura #2, già fermi al via.

La leadership passava quindi alla vettura dell’RLR MSport, con Malthe Jakobsen a macinare secondi sull’unica Duqueine in gara, quella del DKR con Jean Glorieaux; quest’ultima però dopo circa 40’ di gara andava a muro alla T12.

A decidere l’ordine di arrivo la penalità assestata alla Ligier di testa per un contatto con una delle BMW del Team Walkenhorst, che lasciava Noble al comando sui compagni di squadra e sull’unica vettura di UA affidata a Kames McGuire, Duncan Tappy ed Andrew Bentley, autori di una notevole rimonta dal fondo dello schieramento.

In classifica generale, nonostante il ritiro odierno ma grazie alle due vittorie negli altrettanti appuntamenti di Dubai, è ancora la Ligier #23 di United Autosports a mantenere il comando con 10 punti di vantaggio su Nielsen e Noble e 13 sui terzi classificati di oggi.

GPX

Tra le GT3 infine, non bastano ulteriori 15 kg extra a fermare le Porsche, che firmano una doppietta con il GPX ed il Precote Herberth Motorsport. La leadership conquistata nelle qualifiche da parte di Raffaele Marciello con la Mercedes di HubAuto durava meno di un amen e al termine della prima tornata davanti a Liam Talbot, incaricato di partire con la AMG GT3 del team campione in carica, erano le due Aston Martin del Garage 59 a menare le danze, presto incalzate anche dalla terza Vantage dell’Oman Racing with TF.

Lo switch della gara anche in questo caso a causa di una Full Course Yellow propiziata a meno di un’ora dal termine del contatto dell’Aston #97, pilotata da Tom Canning, con la Ferrari del Kessel Racing. L’ultima sosta effettuata in regime di neutralizzazione premiava Julien Andlauer, che emergeva dal gruppo, capeggiato Robert Renauer, con circa 10”, che diventeranno oltre 24” alla bandiera a scacchi.

P3 per la Ferrari dei danesi del Formula Racing, con Johnny Laursen, Niclas Nielsen ed Alessio Rovera, davanti alla 488 GT3 di Davide Rigon, Rino Mastronardi e David Perel.

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Tra le GT3 AM, terza vittoria di fila per l’equipaggio del Rinaldi Racing composto da Christian Hook, Manuel Lauck e Patrick Kujala, davanti, come nell’ultima gara, all’altra 488 GT3 di Kessel Racing e alla seconda BMW del Walkenhorst, che seguono in classifica a -23 e -28 rispettivamente.

Domani, sabato 20 febbraio, il quarto ed ultimo atto dell’Asian Le Mans Series 2021, sempre in quel di Abu Dhabi. Davanti a tutti le due Aurus del G-Drive, in virtù del risultato delle qualifiche, con la capolista #26 davanti alla #25. Partenza alle 16 locali (le 13 italiane). Diretta streaming su https://www.asianlemansseries.com/live/streaming.php

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo di Abu Dhabi – Race 3

Foto: Asian Le Mans Series

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Asian LMS – Il G-Drive raddoppia a Dubai in gara 2

Renè Binder, Yifei Ye e Ferdinand Habsburg riportano la vittoria anche nella seconda gara del doubleheader di Dubai dell’Asian Le Mans Series. L’equipaggio del G-Drive nelle fasi iniziali ha lasciato spazio all’altra Auru del G-Drive di John Falb, ancora una volta al via dalla pole position conquistata venerdì, per poi passare al comando alla mezz’ora di gara.

La situazione propizia era data dalla prima Full Course Yellow chiamata dalla direzione gara dopo circa 15’ di gara per il contatto in curva 1 fra le la BMW M6 GT3 del Walkenhorst, ieri terza tra le GT, e che sarà costretta al ritiro immediato, e la Ferrari del Formula Racing.

Al restart, Falb cedeva di schianto e si ritrovava in P5, superato anche dalle Oreca del Phoenix Racing con  Simon Trummer, di Sean Gelael, oggi più accorto in partenza con la entry di Jota Sport, e Arjun Maini con la vettura battente bandiera indiana.

Il weekend nero di Gelael però non era ancora completo, perché nel cercare di evitare la Ligier LM P3 del Phoenix Racing, ancora come ieri in curva 6, innescava un contatto di cui veniva ritenuto responsabile, picchiando inoltre il posteriore.

I distacchi venivano nuovamente ricostituiti e a quel punto Binder si ritrovava braccato dall’Oreca del Racing Team India, che nel gioco delle soste riusciva anche a passare brevemente al comando. Ma si trattava di un fuoco di paglia perché prima Habsburg e poi Ye costruivano come in gara 1 un vantaggio che superava ampiamente il minuto.

Nemmeno un drive through comminato allo scadere della terza ora per sorpasso oltre i limiti di pista poteva cambiare il leader, con Ye che riusciva a mantenere un cuscino di 45” sulla vettura gemella, con Franco Colpinto che nelle fasi finali aveva la meglio sulle vetture di Nick Thiim e Narain Karthikeyan, che chiudevano alle spalle delle due Aurus.

ERA

Anche oggi è l’Oreca di ERA Motorsport a vincere il duello tra le LMP2 Am, giungendo quinta assoluta al traguardo davanti a Gelael e Vandoorne, che chiudono con 7 giri di svantaggio grazie anche a due lunghe soste ai box per riparare i danni derivanti dal contatto iniziale. Ritiro invece per la Ligier di Eurointernational, unico altro contender di Dwight Merriman, Kyle Tilley ed Andreas Laskaratos nella sottoclasse.

Nelle LM P3 sembrava la giornata dell’RLR MSport e di Malthe Jakobsen, partito alla grandissima dalla sesta fila, sulle Ligier di United Autosports.

La leadership del giovane danese durava però solo fino alla metà gara, allorchè dopo un drive through. il testimone veniva rilevato dall’unica Duqueine iscritta del DKR. Purtroppo per lo specialista della categoria Laurents Hörr l’ultimo pit consegnava la leadership a Wayne Boyd, che poteva portare al secondo successo consecutivo la Ligier #23 di United Autosports condivisa con Manuel Maldonado e Rory Penttinen.

UA23

A podio, con oltre 1’16” di gap, il finale serrato premiava la Ligier #2 del team angloamericano di John Loggie, Rob Wheldon ed Andrew Meyrick e ancora una volta il Nielsen Racing, questa volta però con la vetttura di Matt Bell e Rodrigo Sales, (la vettura gemella di Colin Noble soffriva una defaillance definitiva alle sospensioni ad appena 35’ dalla fine) entrambe a podio davanti alla Duqueine lussemburghese.

ARC

Segnali di vita inoltre per la splendida Ginetta dell’ARC Bratislava, che riesce a terminare la gara, seppur ultima del classificati.

Gpx

In GT infine, per contrastare l’evidente strapotere delle Porsche in gara 1, la direzione gara decideva di fare partire le 911 GT3 R con 20 kg extra di peso. La misura però non portava effetti pratici perché la vettura del GPX Racing di Julien Andlauer, Axcil Jefferies ed Alain Ferté si dimostrava irraggiungibile per tutti gli avversari, dominando dalla green flag fino al termine delle 4 ore di gara.

I vincitori di ieri del Precote Herbeth Motorsport uscivano immediatamente dalla lotta per il comandoa causa di un contatto allo start, così era l’Aston Martin del Garage 59 con Maxime Martin e Valentin Hase-Clot a porsi nel ruolo di prima inseguitrice. Alla fine però era la Ferrari del Rinaldi Racing, grazie al forcing di Rino Mastronardi, David Perel e Davide Rigon ad imporsi sulla Vantage per la seconda piazza.

La Porsche #99 alla fine riusciva a conquistare la quinta piazza dietro la Mercedes dei campioni uscenti di HubAuto con Raffaele Marciello, Marco Gomes e Liam Talbot, e davanti alla McLaren dell’Inception Racing, ieri a podio.

Rinaldi66

Tra le Am, nuovo successo per Rinaldi Racing con Christian Hook, Manuel Lauck e Patrick Kujala, davanti all’altra 488 GT3 di Kessel Racing e alla seconda BMW del Walkenhorst.

L’Asian Le Mans Series ritorna il prossimo weekend per il secondo e conclusivo doubleheader stagionale in quel di Abu Dhabi. Inizio delle ostilità alle 14.30 locali di giovedì 18 febbraio. Le due gare sabato venerdì 19 e sabato 20 febbraio alle ore 16 locali.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo di Dubai – Race 2

Foto: Asian Le Mans Series