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Asian LMS – Nel 2022 ancora quattro gare negli Emirati

Per l’edizione 2022 dell’Asian Le Mans Series è stata scelta la formula inaugurata la scorsa stagione e che comprende due doppi appuntamenti a Dubai ed Abu Dhabi.

Le quattro gare si alterneranno fra diurne e notturne e si terranno nel mese di febbraio 2022 secondo questo calendario:

Race 1 – Venerdì 11 Febbraio 2022, Dubai Autodrome

Race 2 – Sabato 12 Febbraio 2022, Dubai Autodrome

Race 3 – Sabato19th February 2022, Yas Marina Circuit

Race 4 – Domenica 20 Febbraio 2022, Yas Marina Circuit

La decisione di ripetere l’esperienza dello scorso inverno, che ha portato ad una partecipazione record per la massima serie endurance asiatica, è stata ovviamente presa – questa volta con largo anticipo – tenendo conto delle restrizioni per il COVID ancora vigenti praticamente in tutto il mondo, soprattutto nel sud-est asiatico, tradizionale sede degli appuntamenti nelle edizioni passate, e permettere così una più ampia partecipazione di squadre e piloti.

Ricordiamo che l’Asian Le Mans Series, aperta alle classi LM P2, LM P2/Am, LM P3 e GT3 e garantisce una robusta serie di entry automatiche a Le Mans nelle classi LM P2 e GTE-Am.

Piero Lonardo

Foto: Asian Le Mans Series

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Asian LMS – Gelael bissa ad Abu Dhabi ma non basta: titolo a G-Drive

Sean Gelael e Tom Blomqvist chiudono con un secondo successo ad Abu Dhabi nel quarto ed ultimo round dell’Asian Le Mans Series 2021. L’indonesiano, nonostante l’ennesimo errore ha imposto il proprio ritmo sin dalle prime fasi di gara, coadiuvato al meglio dall’ex-factory driver BMW, per poi chiudere con un vantaggio minimo sulla migliore delle Aurus G-Drive.

Al via l’Oreca Jota partiva dal fondo delle LM P2, ma ben presto Gelael era a ridosso del trio di testa, comandato ancora una volta dal capolista nonchè polesitter odierno Renè Binder sul teammate John Falb e sull’Oreca del Phoenix Racing di Matt Kaiser.

A giocare a favore di Gelael un paio di safety car chiamate in causa per altrettanti incidenti con protagoniste le Ferrari. Iniziava la 488 GTE Evo di Formula Racing, fuori alla curva 17, poi alla mezz’ora le due entry di AF Corse guidate da Giorgio Piovanetti e Thomas Flohr collidevano in curva 11, terminando entrambe a muro.

Gelael approfittava della lunga seconda neutralizzazione per portarsi al comando, mentre Franco Colapinto, vera rivelazione di questa temporada araba, scalava rapidamente la classifica fino ad insidiare e superare il battistrada, un attimo prima di una Full Course Yellow per detriti che aiutava ancora una volta la compagine inglese a rimescolare le carte a livello strategico.

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L’Oreca #28 infatti usciva ancora una volta davanti a tutti dalla sosta collettiva ma poco dopo rischiava di rovinare tutto il bel lavoro fatto col contatto con una Aston Martin del Garage 59, considerato incidente di gara dalla direzione di Eduardo Freitas.

Toccava quindi a Blomqvist rimettere le cose a posto ed il sorpasso che valeva la leadership definitiva avveniva al termine della terza ora.

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Il forcing di Colapinto veniva in seguito vanificato da un drive-through per velocità eccessiva ai box, che lasciava l’Aurus #25 al secondo posto dopo un sorpasso finale su Kelvin van der Linde, incaricato dell’ultimo stint in casa Phoenix. Ma il quarto posto finale di Binder, Yfei Ye e Ferdinand Habsburg valeva il campionato e l’invito automatico alla prossima 24 Ore di Le Mans. Decisivo il risultato della sfortunata gara 2 di Gelael e Vandoorne a Dubai domenica scorsa.

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Anche ERA Motorsport può vantarsi di un invito automatico, grazie alla quarta vittoria su altrettanti appuntamenti in LM P2 Am, ancora una volta senza avversari dopo il forfait di Eurointernational.

United Autosports non poteva deludere per due gare di fila, e infatti infila una tripletta tra le LM P3 che vale l’ennesimo invito del team angloamericano a coronamento della trionfale campagna 2020.

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La vittoria finale, la terza in quattro gare, va a Wayne Boyd, Manuel Maldonando e Rory Penttinen sulle altre due Ligier di Jim McGuire, Duncan Tappy ed Andrew Bentley e di Joh Loggie, Rob Wheldon ed Andy Meyrick.

Le prime fasi come ieri erano appannaggio di Malthe Jakobsen con la vettura dell’RLR MSport, ma gli altri due driver non erano all’altezza della giovane promessa danese, che dopo un’ora di gara cedeva la leadership alla Duqueine del DKR con Jean Glorieux.

Era un drive-through a togliere dalla testa il team lussemburghese, lasciando United Autosports alla fine padrone del podio, nonostante un’altra penalità che ha imposto a Meyrick un imprevisto forcing per riprendere almeno la terza piazza ai danni di Colin Noble e dei campioni uscenti del Nielsen Racing, che ne finale cedeva anche al CD Sport e Laurents Höerr, subentrato sulla Duqueine #63.

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Finalmente una vittoria Ferrari in GT grazie alla 488 GT3 iscritta da Kessel per Car Guy di Takeshi Kimura, Come Ledogar e Mikkel Jensen. Decisiva la strategia da parte del team svizzero, che ha permesso al giovane neoacquisto Peugeot Sport di uscire davanti a tutti all’ultimo pit, particolarmente alle Porsche #99 del Precote Herberth Motorsport e soprattutto alla McLaren dell’Inception Racing, che alla fine riuscirà a piazzarsi alle spalle della GT del Cavallino, aggiudicandosi uno dei ben tre inviti riservati alla categoria per la serie asiatica alla classica della Sarthe.

A podio anche l’altra Ferrari del Rinaldi Racing di Davide Rigon, Davide Perel e Rino Mastronardi, mentre Robert Renauer, Alfred Renauer e Ralf Bohn col quinto posto finale si assicurano il titolo di categoria.

Il Precote Herberth Motorsport verrà inoltre accompagnato a Le Mans anche dal GPX Racing. La squadra battente bandiera degli Emirati Arabi Uniti oggi ha terminato solo al 14mo posto su 19 iscritti, a causa di un contatto nelle fasi iniziali di gara che ha comportato una sosta extra per cambiare la portiera sinistra. L’ulteriore contatto con la Ligier LM P3 #2 risulterà fortunatamente ininfluente ai fini del risultato finale grazie alle due vittorie e al quarto posto conquistati nelle tre gare precedenti.

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Non inficia la graduatoria finale delle GT AM nemmeno il ritiro della Ferrari #66 del Rinaldi Racing. La vittoria della BMW del Walkenhorst infatti non basta per espropriare Christian Hook e Manuel Lauck e Patrick Kujala del titolo di categoria.

Asian

Due parole infine su questa formula edizione 2021 dell’Asian Le Mans Series. La formula mediorientale su due weekend, ancorchè forzata dalle problematiche connesse al COVID, si è dimostrata vincente, permettendo non solo la partecipazione di ben 36 vetture, ma soprattutto di equipaggi finalmente adeguati ad una serie continentale ACO. Se ne riparlerà comunque ad inizio 2022.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo di Abu Dhabi – Race 4

Foto: Asian Le Mans Series, Algarve Pro Racing

Asian Le Mans Series

Asian LMS – Gelael riapre per Jota ad Abu Dhabi

Sean Gelael e Tom Blomqvist spezzano l’egemonia del G-Drive, vincendo il terzo round dell’Asian Le Mans Series ad Abu Dhabi.

Dopo essersi qualificati solamente con un conservativo quinto tempo figlio di un violento crash dell’ex factory driver BMW nelle prove libere, l’Oreca di Jota Sport alla metà gara si è portata alle spalle dei leader dell’Aurus #26 e, sfruttando al meglio un’opportuna Full Course Yellow, ed ha potuto mantenere un congruo vantaggio, per giunta incrementato da un errore di Yfei Ye e da una penalità di 5” per un’infrazione al pit-stop.

Start3Le prime fasi di gara erano state comunque appannaggio di Renè Binder, lesto ad approfittare dell’ennesima defaillance al via del teammate John Falb per transitare davanti a tutti, seguito da presso dall’Oreca del Phoenix Racing con Matt Kaiser. Purtroppo però per il team russo, due Full Course Yellow per altrettanti stop di vetture di United Autosports non permettevano al pilota austriaco di prendere il largo come da copione.

Si faceva infatti sotto l’Oreca Jota, che dopo la seconda sosta conquistava temporaneamente il comando, riconquistandolo poco più tardi in maniera definitiva, lasciando Ferdinand Habsburg, incaricato dell’ultimo stint, ad oltre 2’. A podio anche l’altra Aurus di John Falb, Franco Colapinto e Rui Pinto de Andrade. Solo P4 per la vettura del Phoenix Racing, che per l’occasione schierava lo specialista Audi Kelvin van der Linde, davanti al Racing Team India.

In classifica generale, l’equipaggio dell’Aurus #26 conduce con 12 punti di vantaggio sul solo Sean Gelael (che a Dubai era stato coadiuvato da Stoffel Vandorne) e 24 sulla vettura gemella, ormai fuori dai giochi.

ERA

Vittoria solitaria – la terza – di categoria e titolo per l’unica vettura iscritta in LM P2 AM a questo secondo doubleheader mediorientale, vale a dire l’Oreca dell’ERA Motorsport di Kyle Tilley, Andras Laskaratos e Dwight Merriman, che si aggiudica un invito automatico alla prossima 24 Ore di Le Mans.

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Gara ad eliminazione invece tra le LM P3, che vede la doppietta del Nielsen Racing, con i campioni in carica Colin Noble e Tony Wells davanti a Rodrigo Sales e Matt Bell.

Le prime fasi di gara erano appannaggio della Ligier #23 di United Autosports con Rory Penttinen a dettare il ritmo. Il giovane pilota finlandese era però costretto ad abbandonare dopo appena 10’ di gara, imitando i teammates della vettura #2, già fermi al via.

La leadership passava quindi alla vettura dell’RLR MSport, con Malthe Jakobsen a macinare secondi sull’unica Duqueine in gara, quella del DKR con Jean Glorieaux; quest’ultima però dopo circa 40’ di gara andava a muro alla T12.

A decidere l’ordine di arrivo la penalità assestata alla Ligier di testa per un contatto con una delle BMW del Team Walkenhorst, che lasciava Noble al comando sui compagni di squadra e sull’unica vettura di UA affidata a Kames McGuire, Duncan Tappy ed Andrew Bentley, autori di una notevole rimonta dal fondo dello schieramento.

In classifica generale, nonostante il ritiro odierno ma grazie alle due vittorie negli altrettanti appuntamenti di Dubai, è ancora la Ligier #23 di United Autosports a mantenere il comando con 10 punti di vantaggio su Nielsen e Noble e 13 sui terzi classificati di oggi.

GPX

Tra le GT3 infine, non bastano ulteriori 15 kg extra a fermare le Porsche, che firmano una doppietta con il GPX ed il Precote Herberth Motorsport. La leadership conquistata nelle qualifiche da parte di Raffaele Marciello con la Mercedes di HubAuto durava meno di un amen e al termine della prima tornata davanti a Liam Talbot, incaricato di partire con la AMG GT3 del team campione in carica, erano le due Aston Martin del Garage 59 a menare le danze, presto incalzate anche dalla terza Vantage dell’Oman Racing with TF.

Lo switch della gara anche in questo caso a causa di una Full Course Yellow propiziata a meno di un’ora dal termine del contatto dell’Aston #97, pilotata da Tom Canning, con la Ferrari del Kessel Racing. L’ultima sosta effettuata in regime di neutralizzazione premiava Julien Andlauer, che emergeva dal gruppo, capeggiato Robert Renauer, con circa 10”, che diventeranno oltre 24” alla bandiera a scacchi.

P3 per la Ferrari dei danesi del Formula Racing, con Johnny Laursen, Niclas Nielsen ed Alessio Rovera, davanti alla 488 GT3 di Davide Rigon, Rino Mastronardi e David Perel.

Rinaldi

Tra le GT3 AM, terza vittoria di fila per l’equipaggio del Rinaldi Racing composto da Christian Hook, Manuel Lauck e Patrick Kujala, davanti, come nell’ultima gara, all’altra 488 GT3 di Kessel Racing e alla seconda BMW del Walkenhorst, che seguono in classifica a -23 e -28 rispettivamente.

Domani, sabato 20 febbraio, il quarto ed ultimo atto dell’Asian Le Mans Series 2021, sempre in quel di Abu Dhabi. Davanti a tutti le due Aurus del G-Drive, in virtù del risultato delle qualifiche, con la capolista #26 davanti alla #25. Partenza alle 16 locali (le 13 italiane). Diretta streaming su https://www.asianlemansseries.com/live/streaming.php

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo di Abu Dhabi – Race 3

Foto: Asian Le Mans Series

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Asian LMS – Il G-Drive raddoppia a Dubai in gara 2

Renè Binder, Yifei Ye e Ferdinand Habsburg riportano la vittoria anche nella seconda gara del doubleheader di Dubai dell’Asian Le Mans Series. L’equipaggio del G-Drive nelle fasi iniziali ha lasciato spazio all’altra Auru del G-Drive di John Falb, ancora una volta al via dalla pole position conquistata venerdì, per poi passare al comando alla mezz’ora di gara.

La situazione propizia era data dalla prima Full Course Yellow chiamata dalla direzione gara dopo circa 15’ di gara per il contatto in curva 1 fra le la BMW M6 GT3 del Walkenhorst, ieri terza tra le GT, e che sarà costretta al ritiro immediato, e la Ferrari del Formula Racing.

Al restart, Falb cedeva di schianto e si ritrovava in P5, superato anche dalle Oreca del Phoenix Racing con  Simon Trummer, di Sean Gelael, oggi più accorto in partenza con la entry di Jota Sport, e Arjun Maini con la vettura battente bandiera indiana.

Il weekend nero di Gelael però non era ancora completo, perché nel cercare di evitare la Ligier LM P3 del Phoenix Racing, ancora come ieri in curva 6, innescava un contatto di cui veniva ritenuto responsabile, picchiando inoltre il posteriore.

I distacchi venivano nuovamente ricostituiti e a quel punto Binder si ritrovava braccato dall’Oreca del Racing Team India, che nel gioco delle soste riusciva anche a passare brevemente al comando. Ma si trattava di un fuoco di paglia perché prima Habsburg e poi Ye costruivano come in gara 1 un vantaggio che superava ampiamente il minuto.

Nemmeno un drive through comminato allo scadere della terza ora per sorpasso oltre i limiti di pista poteva cambiare il leader, con Ye che riusciva a mantenere un cuscino di 45” sulla vettura gemella, con Franco Colpinto che nelle fasi finali aveva la meglio sulle vetture di Nick Thiim e Narain Karthikeyan, che chiudevano alle spalle delle due Aurus.

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Anche oggi è l’Oreca di ERA Motorsport a vincere il duello tra le LMP2 Am, giungendo quinta assoluta al traguardo davanti a Gelael e Vandoorne, che chiudono con 7 giri di svantaggio grazie anche a due lunghe soste ai box per riparare i danni derivanti dal contatto iniziale. Ritiro invece per la Ligier di Eurointernational, unico altro contender di Dwight Merriman, Kyle Tilley ed Andreas Laskaratos nella sottoclasse.

Nelle LM P3 sembrava la giornata dell’RLR MSport e di Malthe Jakobsen, partito alla grandissima dalla sesta fila, sulle Ligier di United Autosports.

La leadership del giovane danese durava però solo fino alla metà gara, allorchè dopo un drive through. il testimone veniva rilevato dall’unica Duqueine iscritta del DKR. Purtroppo per lo specialista della categoria Laurents Hörr l’ultimo pit consegnava la leadership a Wayne Boyd, che poteva portare al secondo successo consecutivo la Ligier #23 di United Autosports condivisa con Manuel Maldonado e Rory Penttinen.

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A podio, con oltre 1’16” di gap, il finale serrato premiava la Ligier #2 del team angloamericano di John Loggie, Rob Wheldon ed Andrew Meyrick e ancora una volta il Nielsen Racing, questa volta però con la vetttura di Matt Bell e Rodrigo Sales, (la vettura gemella di Colin Noble soffriva una defaillance definitiva alle sospensioni ad appena 35’ dalla fine) entrambe a podio davanti alla Duqueine lussemburghese.

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Segnali di vita inoltre per la splendida Ginetta dell’ARC Bratislava, che riesce a terminare la gara, seppur ultima del classificati.

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In GT infine, per contrastare l’evidente strapotere delle Porsche in gara 1, la direzione gara decideva di fare partire le 911 GT3 R con 20 kg extra di peso. La misura però non portava effetti pratici perché la vettura del GPX Racing di Julien Andlauer, Axcil Jefferies ed Alain Ferté si dimostrava irraggiungibile per tutti gli avversari, dominando dalla green flag fino al termine delle 4 ore di gara.

I vincitori di ieri del Precote Herbeth Motorsport uscivano immediatamente dalla lotta per il comandoa causa di un contatto allo start, così era l’Aston Martin del Garage 59 con Maxime Martin e Valentin Hase-Clot a porsi nel ruolo di prima inseguitrice. Alla fine però era la Ferrari del Rinaldi Racing, grazie al forcing di Rino Mastronardi, David Perel e Davide Rigon ad imporsi sulla Vantage per la seconda piazza.

La Porsche #99 alla fine riusciva a conquistare la quinta piazza dietro la Mercedes dei campioni uscenti di HubAuto con Raffaele Marciello, Marco Gomes e Liam Talbot, e davanti alla McLaren dell’Inception Racing, ieri a podio.

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Tra le Am, nuovo successo per Rinaldi Racing con Christian Hook, Manuel Lauck e Patrick Kujala, davanti all’altra 488 GT3 di Kessel Racing e alla seconda BMW del Walkenhorst.

L’Asian Le Mans Series ritorna il prossimo weekend per il secondo e conclusivo doubleheader stagionale in quel di Abu Dhabi. Inizio delle ostilità alle 14.30 locali di giovedì 18 febbraio. Le due gare sabato venerdì 19 e sabato 20 febbraio alle ore 16 locali.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo di Dubai – Race 2

Foto: Asian Le Mans Series

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Asian LMS – G-Drive comincia bene a Dubai in Race 1

Renè Binder, Ferdinand Habsburg e Yifei Ye portano al successo il G-Drive nel primo appuntamento dell’Asian Le Mans Series 2021.

A Dubai, nella mattinata mediorientale, l’Oreca LM P2 ribattezzata Aurus ha ripreso quel discorso culminato nella scorsa stagione con la conquista del titolo della serie asiatica.

Va detto che il team battente bandiera russa, ancora una volta gestito in pista da Algarve Pro Racing, aveva monopolizzato la prima fila dopo le qualifiche tenutesi nella giornata di venerdì, in un programma rallentato da problemi di visibilità sotto forma di nebbia, con l’argentino Franco Colapinto ad aggiudicarsi la pole sulla vettura gemella.

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Allo start però Sean Gelael, al volante dell’altra Oreca gestita da Jota Sport, scombinava i piani dei battistrada tentando una staccata impossibile all’interno di curva 1, col risultato di rallentare le due Aurus a favore di Simon Trummer, che si installava al comando con l’Oreca del Phoenix Racing su Binder, lo stesso Gelael e John Falb, incaricato dello start sulla Aurus in pole.

Il pilota indonesiano ripartiva all’attacco fino a portarsi alle spalle di Trummer ma dopo circa 20’ finiva per toccarlo. I due si giravano, lasciando passare Binder e Falb, ed erano costretti a rientrare ai bx per le opportune riparazioni.

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Da quel momento in poi l’Oreca #26 non ha avuto rivali, e alla fine concluderà con oltre un giro di vantaggio sulla vettura di Jota, grazie al forcing dell’ex-McLaren F1 Stoffel Vandoorne, e sulla entry del Phoenix, poi passate nella mani di Matthias Kaiser e del campione in carica WEC GTE-Pro, Nicki Thiim. A seguire l’altra Aurus, le Oreca del Racing Team India e le due uniche entry schierate come Pro-Am di ERA Motorsport ed Eurointernational.

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Gara a sé invece tra le LM P3 per la Ligier #23 di United Autosports di Manuel Maldonado, Rory Penttinen e Wayne Boyd. Partiti dalla pole, i tre non hanno più dovuto girarsi indietro, mentre la vettura del Nielsen Racing dei campioni in carica della categoria, Colin Noble e Tony Wells, seconda ad un giro, riusciva piano piano a rimontare sulla seconda delle Ligier del team angloamericano condotta da James McGuire, Duncan Tappy ed Andrew Bentley, che a sua volta precedeva l’altra vettura del team di John Loggie, Rob Wheldon ed Andy Meyrick.

Sfortuna e problemi di gioventù per la nuova Ginetta dell’ARC Bratislava, così come per l’unica Duqueine del DKR Engineering, entrambe non classificate.

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Un colpo di scena finale ha invece movimentato la gara delle GT. Un testacoda  in curva 6 a circa quattro minuti dal termine delle 4 ore di gara da parte di Alain Ferte, che con la Porsche del GPX Racing si avviava verso una facile vittoria, ha determinato il successo dell’altra 911 GT3 R del Precote Herberth Motorsport di Alfred e Robert Renauer e Ralf Bohn.

La Porsche #40 riusciva comunque a transitare seconda sul traguardo ma veniva penalizzata di 30”, classificandosi pertanto quarta alle spalle della McLaren dell’Inception Racing di Brendan Iribe, Ollie Millroy e Ben Barnicoat e della BMW M6 GT3 #34 del Walkenhorst Racing del vincitore della GTLM nella recente Rolex 24 at Daytona, Nicky Catsburg, che ha diviso il sedile con Chandler Hull e Jonathan Miller.

La McLaren aveva a sua volta approfittato delle defaillance della Mercedes dei campioni in carica di HubAuto, out allorquando procedeva in seconda posizione a seguito di un contatto con la Ferrari AF Corse #54.

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Solo P6 per la migliore delle GT del Cavallino, quella schierata sotto l’egida di Formula Racing dei danesi Johnny Laursen, Nicklas Nielsen e del nostro Alessio Rovera, mentre gli onori nella GT-Am vanno al Rinaldi Racing e a Christian Hook, Manuel Lauck e Patrick Kujala.

Domenica si ritornerà in pista per la race 2, sempre da Dubai, start alle 12.45 locali, vale a dire alle 9.45 italiane. Prima fila ancora tutta per il G-Drive, così come per United Autosports fra le LM P3, mentre la pole delle GT3, definita ricordiamo col secondo miglior giro della sessione unica di qualifica, è stata appannaggio della Porsche del GPX Racing.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo di Dubai – Race 1

Foto: Asian Le Mans Series

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Asian LMS – 36 vetture confermate per Dubai

Diffusa nella giornata di mercoledì l’entry list pressochè completa dell’Asian Le Mans Series 2021. La serie endurance asiatica, che come già riportato su queste pagine, si svolgerà nei due weekend di metà febbraio tra Dubai ed Abu Dhabi, porterà in pista ben 36 vetture.

Poche le defezioni rispetto alla prima lista provvisoria, circolarizzata a inizio anno, e riguardano il team cinese Absolute Racing, che ha dovuto rinunciare per le note restrizioni imposte dal COVID, rimpiazzato però da due ulteriori Ferrari iscritte da Kessel Racing per Giorgio Roda e Francesco Zollo e per il giapponese Takeshi Kimura, che verrà affiancato da due giovani star del calibro di Come Ledogar e Mikkel Jensen.

Per il resto tra le GT sarà lotta tra i ben sei costruttori impegnati, con star di calibro internazionale quali Nicky Catsburg, recente vincitore di Daytona in GTLM, qui con una delle BMW M6 GT3 del team Walkenhorst, i factory driver del Cavallino Nicklas Nielsen, Alessandro Pier Guidi, Davide Rigon e Giancarlo Fisichella e di Porsche Klaus Bachler e Julien Andlauer. Da segnalare inoltre il cambio di monta per i campioni in carica di HubAuto, che passano ad una Mercedes AMG GT3 per Raffaele Marciello, Marcos Gomes e Liam Talbot.

Tra le LM P2, noti da tempo gli equipaggi di G-Drive, Jota, Racing Team India, ERA Motorsport –  con Kyle Tilley e Dwight Merriman reduci dal successo di Daytona – e Phoenix Racing, questi ultimi al debutto assoluto tra i prototipi, è stata rivelata infine la line-up della Ligier dell’Eurointernational che schiererà un equipaggio Am composto dallo statunitense Phil Mulacek e dagli australiani Neale Muston e John Corbett.

In LM P3 infine, manca ancora solo la conferma dei due driver che affiancheranno Manuel Maldonado sulla terza Ligier di United Autosports, mentre c’è grande attesa per la rinnovata Ginetta dell’ARC Bratislava, che si affida, oltre che a Miro Konopka e Tom Cloet, al pilota della casa Charlie Robertson.

Speriamo che le recentissime restrizioni adottate dal governo britannico nei confronti dei viaggiatori verso gli Emirati non complichino qualche trasferimento, lasciando il più possibile inalterato il parco partenti della serie.

L’appuntamento in pista è per le prime libere della Race 1, in programma alle 10.40 di giovedì 11 febbraio, fuso orario di Dubai.

Piero Lonardo

L’entry list dell’Asian Le Mans Series 2021

Foto: Asian Le Mans Series

Dubai

Asian LMS – Cambia ancora il calendario 2021

Novità dell’ultimo momento nel calendario dell’Asian Le Mans Series 2021. Gli organizzatori hanno deciso di cancellare il primo dei due weekend previsti ad Abu Dhabi del 4-6 febbraio, che verrà sostituito da un ulteriore doubleheader, sempre negli Emirati Arabi Uniti, a Dubai, la settimana successiva.

Ciò allo scopo di evitare la quarantena obbligatoria preventiva di 10 giorni prevista per team e piloti all’entrata in Abu Dhabi, quarantena che verrà in questo modo evitata, in funzione della normativa vigente in quell’emirato, qualora le persone provengano da un emirato vicino, in funzione del secondo weekend di gara, che rimane posizionato al 19-20 febbraio prossimi.

Per il Dubai Autodrome, così come il tracciato di Yas Marina, si tratterà del primo evento organizzato nell’ambito delle serie ACO.

Il formato ridotto della serie endurance asiatica, rivisto come noto in funzione della situazione generale COVID, ha attirato sin qui le attenzioni di compagini già protagoniste delle passate edizioni così come di nuove realtà, che possono così accumulare esperienza per proporsi successivamente su palcoscenici internazionali più prestigiosi.

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E’ il caso del neonato Racing team India, che porterà una Oreca LM P2 per Arjun Maini, Narain Kartikeyan e Naveen Rao con l’obiettivo di iscriversi alla 24 Ore di Le Mans 2022, oppure del Phoenix Racing, che dopo i successi fra le GT, schiererà un’altra Oreca per Matthias Kaiser e Simon Trummer, i quali verranno coadiuvati nientemeno che dal campione del mondo in carica delle GTE, Nicki Thiim, e dal factory driver Audi, Kelvin van der Linde.

A queste si aggiungono le LM P2 dai campioni in carica dei G-Drive, gestiti ancora una volta da Algarve Pro Racing, con due vetture per John Falb ed i giovani Rui Andrade e Franco Colapinto e per Ferdinand Habsburg, Rene Binder ed il campione in carica dell’ Euroformula Open, Ye Yifei, Jota Sport, la quale contribuirà anche all’effort di ERA Mororsport per gli statunitensi Kyle Tilley e Dwight Merriman.

Alle 6 Oreca iscritte tra le LM P2 si aggiunge la Ligier di Eurointernational, che difenderà il titolo Am conquistato lo scorso anno insieme a Rick Ware insieme alla nuova realtà Ojets Prestige Racing.

Nutrito anche il plateau delle LM P3 con 10 unità, tra cui svettano sicuramente i campioni in carica del Nielsen Racing e le tre entry di United Autosports. Due delle line-up del team di Zak Brown e Richard Dean sono già state definite, con Andy Meyrick, il protagonista del British GT Ian Loggie ed il campione in carica della categoria nell’European Le Mans Series, Rob Wheldon in una Ligier JS P320, più l’intero equipaggio che ha disputato la serie europea sulla Ligier #3, composto da Jim McGuire, Andrew Bentley e Duncan Tappy.

La presenza italiana è garantita in forza tra le GT, dove AF Corse tra le ben 21 vetture iscritte, schiererà in forma ufficiale due delle tante Ferrari 488 GT3, come anche Kessel Racing. La concorrenza sarà formata come sempre da Aston Martin e Porsche, ma anche dalla McLaren 720S GT3 dell’Inception racing with Optimum iscritta fra le Am, e soprattutto dalle due BMW M6 GT3 del Walkenhorst Motorsport, squadra campione in carica dell’International GT Challenge.

Piero Lonardo

Foto: Dubai Autodrome, Racing Team India

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WEC/Asian LMS – Jota finalizza con Gelael, Blomqvist e Vandoorne

Jota Sport, uno dei protagonisti da sempre del World Endurance Championship, ha annunciato la sua line-up per la Season 9. A dividersi il volante di un’Oreca LM P2 ci saranno Sean Gelael, Tom Blomqvist e Stoffel Vandoorne.

Gelael è reduce da quattro stagioni in F2 con Arden, Prema e DAMS che hanno fruttato un solo podio a Montecarlo nel 2018. Parallelamente, il driver indonesiano, appena 24enne, ha svolto il ruolo di test driver per Toro Rosso nel biennio 2017-2018.

Si contano però nel 2016 le prime e fin qui uniche esperienze con le ruote coperte, tutte in LM P2: prima in Asian Le Mans Series con Antonio Giovinazzi, vincitori dei due round finali di Buriram e Sepang con l’Oreca di Eurasia, e poi in European Le Mans Series, nel season opener di Silverstone con la BR dell’SMP Racing ed infine con la Ligier di Exreme Speed negli ultimi tre appuntamenti stagionali del WEC, coronati dal secondo posto di categoria a Shanghai.

Tom Blomqvist invece proviene da un biennio parziale in Formula E e da un’annata completa nel WeatherTech SportsCar Championship con le BMW M8 del team RLL, ma in precedenza aveva già condiviso il box con Gelael nel team Carlin nella stagione 2014 del FIA F3, dove sfiorò il titolo dietro Esteban Ocon e davanti a Max Verstappen. Due anni più tardi i due condivideranno anche l’abitacolo nel già citato podio di Shanghai 2016 WEC.

Come Blomqvist, anche Stoffel Vandoorne proviene dalla Formula E, dove nella passata stagione si è classificato secondo alle spalle dell’impendibile Antonio Felix da Costa. Il 28enne pilota belga, campione GP2 2015 e titolare in McLaren F1 nei due anni successivi, può però vantare un podio assoluto alla 24 Ore di Le Mans alla sua sola seconda apparizione tra le ruote coperte nell’atto finale della Super-Season 2018-2019.

La stessa line-up debutterà nei due weekend di Abu Dhabi dell’Asian Le Mans Series in programma ad Abu Dhabi il 4-6 ed il 19-20 febbraio prossimi.

Le due vetture di Jota Sport nella passate stagione del WEC si sono piazzate alle spalle dell’imprendibile Oreca di United Autosports, centrando la vittoria di categoria a Shanghai ed in Bahrain.

Piero Lonardo

Foto: Jota Sport

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ELMS – G-Drive a caccia del secondo posto a Portimao

La missione di G-Drive è chiara: puntare al secondo posto che garantisce l’invito automatico a Le Mans. Si tratta però di una missione quasi impossibile, stante le 21 lunghezze che separano l’Oreca nero-arancio ribattezzata Aurus dalle seconde linee di United Autosports, ma non impossibile.

Ad ogni modo, nelle prime libere della 4 Ore di Portimao, in un clima assolutamente estivo, il team battente bandiera russa ha iniziato nel migliore dei modi, ponendo Nicky de Vries al top col tempo di 1.28.649, davanti ai vincitori dello scorso anno, nonchè campioni uscenti della serie, di IDEC Sport, P2 con Paul-Loup Chatin ad oltre 6 decimi.

Il pilota francese era risultato il più veloce anche nella giornata di test collettivi di ieri con un tempo leggermente superiore, precedendo di un soffio il neocampione Filipe Albuquerque, che oggi è stato fra quelli che hanno limitato la propria presenza in pista.

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Ricordiamo però che gli altri due titoli sono assolutamente in discussione, e tra le LM P3 è stato proprio il capoclassifica di United Autosports Wayne Boyd a siglare la migliore prestazione col tempo di 1.36.081, quasi 3 decimi meglio di David Droux con la vettura del Realteam, terzi in classifica generale a 18 lunghezze dai battistrada.

Il neoacquisto di Inter Europol Competition, secondi in classifica a -10 punti, Dino Lunardi, dal canto suo non è andato invece oltre l’ottava prestazione di categoria.

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In GTE infine miglior tempo per Alessio Picariello con 1.39.306 e la Porsche Proton #77, che rende al momento 7 punti alla Ferrari Kessel #74. Ma non è stata la 488 del team svizzero ad impensierire maggiormente i battistrada odierni, bensì gli esemplari di Iron Lynx e Spirit of Race grazie ad Andrea Piccini e a Matt Griffin, distanziati di oltre due decimi.

Ricordiamo che la Ferrari biancoverde #55 porta in gara 15 kg di zavorra contro i 30 kg dei due major contender.

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Non particolarmente in evidenza inoltre le due wild card WEC, con la Ferrari di AF Corse, qui in livrea totalmente rossa, che ha terminato in P6, mentre la Porsche del Gulf Racing ha segnato il non e penultimo tempo della categoria. Queste due vetture dovrebbero partecipare al season finale del 14 novembre in Bahrain, che risulta sempre più a rischio, stante la situazione internazionale del COVID.

Anche l’Asian Le Mans Series ha deciso di rinunciare alle trasferte in estremo oriente per ricollocarsi sul circuito di Abu Dhabi, per due doppi appuntamenti da tenersi il 4/6 febbraio ed il 18/20 febbraio 2021.

In Portogallo al momento sono in vigore restrizioni che però non dovrebbero mettere a rischio la prosecuzione della manifestazione, seppur a porte chiuse, a differenza del GP di F1 corso lo scorso weekend.

Il programma odierno della serie europea si è concluso poco fa con la mezz’ora riservata ai piloti bronze ranked. Al top Alexandre Coigny con l’Oreca LM P2 del Cool Racing davanti a John Falb di Algarve Pro Racing. La new entry del Realteam Julien Gerbi, qui al posto di Esteban Garcia, e Francois Perrodo con la Ferrari AF Corse hanno segnato invece le migliori prestazioni tra le LM P3 e le GTE.

Piero Lonardo

I risultati delle Libere 1

I risultati del Bronze Test

I risultati dei Test collettivi di giovedì

Foto: Piero Lonardo