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WEC – Goodyear ci racconta la tecnica degli pneumatici

Nel paddock della 6 Ore di Imola abbiamo avuto modo di parlare con Marco Lo Prato, Global Communications Manager Racing di Goodyear. Tante le informazioni legate al marchio americano, fornitore unico per la classe LMGT3 nel FIA WEC e nell’European Le Mans Series.

Quante gomme avete qui a Imola?

“Abbiamo circa 3.000 pneuamtici per gara e quest’anno abbiamo una sola mescola, la Goodyear Medium. Non c’è più la Hard che lo scorso anno è stata impiegata al COTA, a San Paolo ed in  Bahrain. La gomma è la medesima di tre anni fa ed è stata pensata con il concetto di multistint. l’obiettivo è quello di garantire lo stesso picco di performance dal primo all’ultimo giro. Uno pneumatico può fare un paio di GP di F1, e a Le Mans anche tre stint (600km circa)”.

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Cosa è cambiato rispetto al 2025?

“Da quest’anno c’è un set extra per l’asciutto: puoi fare uno stint extra con gomma nuova nell’arco della competizione. Questo è un aspetto strategico importante, hai la chance di cambiare tutte le gomme oppure anche solo due”.

Come preparate le gomme prima di consegnarle alle squadre?

“Tutti i team portano i cerchi e noi ci occupiamo di montare e smontarle. Le gomme restano controllate ed al termine del weekend finiscono nel nostro centro di riciclo. Ogni squadra lascia le gomme qui e poi torna a prenderle quando ne ha bisogno. Solitamente ogni realtà possiede uno ‘stock’ nel proprio retrobox. Le squadre hanno un’area riservata per depositare i carrelli nella nostra area del paddock e poi riprendere gli pneumatici una volta completata tutta l’operazione. Il ciclo inzia e termina nello stesso luogo. Ogni squadra poi ha un ingegnere dedicato e lavora esclusivamente con quella squadra. Il tecnico resta chiaramente lo stesso per l’intero anno. Tramite un sensore montato sulla gomma sappiamo perfettamente ogni dato della mescola ed abbiamo anche un database interno che monitora tutti i treni usati”.

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La gomma del WEC è la stessa dell’ELMS?

“La gomma del FIA WEC è la stessa dell’ELMS per le LMGT3. Le cose cambiano per la LMP2, la mescola usata per le GT si avvicina molto a quanto viene creato per la strada”.

Come è stata creata questa mescola che comunque deve adattarsi anche ai bronze driver?

“Siamo andati abbastanza in continuità con l’esperienza che abbiamo avuto altrove. La gomma è stata pensata per essere più neutra possibile rispetto ai vari stili di guida. Tendenzialmente non abbiamo mai avuto particolari criticità. Ci sono delle pressioni minime che chiediamo rispettare ed i team ci seguono, la situazione è diversa nella NASCAR ad esempio”.

intervista raccolta la Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

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GTWC Europe – In 34 a Brands Hatch. La Bovy torna in gara a Spa

Inizia con 34 auto fra due weekend la stagione 2026 della GT World Challenge Europe Powered by AWS Sprint Cup. Come accaduto negli ultimi anni la classe Bronze non sarà presente nel Regno Unito, una decisione presa per motivi logistici.

Nella classe PRO sono iscritte 14 auto rappresentanti otto costruttori differenti, con Valentino Rossi quale star indiscussa sulla BMW #46 del WRT in coppia con Max Hesse. Nella classe regina resta ad oggi da definire l’equipaggio di Lionspeed GP. Alla 1000km del Paul Ricard che ha aperto la stagione della serie SRO con la prima gara della Endurance Cup, la Porsche #80 era stata affidata a Ricardo Feller, Bastian Buus e Thomas Preining.

La Gold Cup vedrà in gara otto vetture; da segnalare in merito l’ingresso di KPX Motorsport BMW #77 con David Pittard e Job Rappange.

Da completare anche l’entry list della Silver Cup: all’appello manca infatti il compagno di squadra di Simon Birch. Il danese è infatti l’unico nominato per Razoon – more than racing sulla Porsche #914.

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Nel frattempo, Sarah Bovy ha confermato il proprio ritorno alle gare; la pilotessa ex-Iron Dames parteciperà alla 24h Spa 2026 con un’Aston Martin schierata da Comtoyou Racing in un equipaggio totalmente belga che comprende anche Nicolas Baert, Xavier Knauf e Gregory Servais.

L’azione in pista a Brands Hatch inizierà sabato 3 maggio con le due sessioni di libere e le qualifiche. Domenica 4 maggio le due gare, entrambe della durata di 60′, alle 11.15 e alle 15.45.

Luca Pellegrini

Foto: GTWC Europe, Comtoyou racing

L’entry list di Brands Hatch

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IMSA – Acura mette in pausa il programma GTP

A conferma di quanto trapelato durante il weekend, Honda Racing US ha appena comunicato di “mettere in pausa” il programma Acura GTP a fine stagione.

L’ARX-06 schierate dal Meyer Shank Racing è reduce dalla prima vittoria stagionale a Long Beach, dove peraltro la DW12 IndyCar di Marcus Armstrong ha portato in gara i colori del brand giapponese, cosa che avverrà anche in altre gare della serie, a partire dalla prossima Indy 500.

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Evidentemente i due programmi erano legati a filo doppio – ricordiamo infatti i tentennamenti sul rifirmare o meno la prosecuzione dell’accordo di fornitura dei motori IndyCar – e svanisce quindi definitivamente l’ipotesi di un’entrata da parte del gruppo Honda nel WEC e a Le Mans, cosa che, secondo alcune testate statunitensi, sembrava invece potersi concretizzare ad inizio anno.

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Acura è stata parte integrante delle gare endurance americane a partire dal lontano 2007, e nella sua ultima incarnazione, il WeatherTech SportsCar Championship, ha conquistato con le sue DPi e GTP, dal 2018 ad oggi, la bellezza di 25 vittorie, 34 pole position e 10 campionati, fra piloti e costruttori, nelle mani di Penske, WTR e MSR.

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Il team diretto da Michael Shank ha diffuso il seguente comunicato: “Siamo incredibilmente grati della nostra partnership con Honda, Acura e HRC e per il successo che abbiamo condiviso nelle competizioni IMSA.

Il loro supporto e il loro impegno hanno giocato un ruolo chiave nella crescita del nostro programma e nei risultati che abbiamo raggiunto come team.

Guardando al futuro, siamo entusiasti di ampliare la nostra collaborazione con Acura nella NTT INDYCAR SERIES, a partire dalla 500 Miglia di Indianapolis di maggio con la Honda numero 66.

Allo stesso tempo, Meyer Shank Racing rimane aperta a continuare la propria presenza nelle competizioni IMSA e ad esplorare opportunità con altri partner OEM.”

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Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Antonello Coletta: “il piazzamento migliore che potessimo ottenere”

Il top management Ferrari Endurance ha preso con molta filosofia il responso della 6 ore di Imola, che ha visto la Toyota primeggiare sul suolo amico. La riprova ne sono le dichiarazioni rilasciate nell’immediato post-gara.

Iniziamo da Antonello Coletta, Global Head of Endurance and Corse Clienti: “Lo spettacolo assicurato dai Tifosi è stato fantastico e il primo pensiero va a loro, un ringraziamento sentito per averci assicurato, come sempre, un supporto straordinario in un contesto speciale come l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, che ha permesso al pubblico di vivere un fine settimana unico”.

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“Lasciamo Imola con un secondo posto conquistato dalla 499P #51, il piazzamento migliore che oggi potessimo ottenere in una gara che si è dimostrata, come previsto, molto combattuta. Peccato per il risultato della #50 che era molto veloce, ma a causa della penalità subita non ha potuto andare oltre la sesta posizione: rimane il rammarico di non aver ottenuto un numero maggiore di punti con questo equipaggio”.

Proseguiamo con Ferdinando Cannizzo, Head of Endurance Race Cars, il quale ha aggiunto: “Portiamo a casa un secondo posto importante con la 499P #51 che premia il lavoro di squadra, una strategia attenta e un’ottima prestazione complessiva della vettura e dei piloti”.

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“Resta il rammarico per la #50: una sbavatura in condizioni di bandiere gialle è costato un Drive Through che ha condizionato il risultato finale, e la sesta posizione non rispecchia il reale potenziale mostrato nel weekend”.

“Lasciamo Imola consapevoli della nostra competitività, ma anche con la conferma che è fondamentale curare ogni minimo dettaglio e non possiamo permetterci distrazioni. Il campionato è lungo e dobbiamo guardar alle prossime gare con fiducia e con grande motivazione”.

Proseguiamo questa rassegna con Giuliano Salvi, Head of Track Operations, il quale, ai microfoni dei colleghi di Motorsport.com, ha analizzato in dettaglio i fattori che hanno permesso alla Toyota #8 di guadagnare quel tanto che basta per ottenere il 50mo successo nelle 100 gare del WEC disputate dal costruttore giapponese.

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“All’inizio abbiamo provato tre scelte diverse di gomme sulle nostre vetture per avere la possibilità di giocarci il successo in tutti gli scenari possibili. Il rendimento delle due mescole si è rivelato piuttosto simile e non c’era una finestra così ampia di prestazioni, anche mischiando le gomme”.

“La gara poi è stata molto tirata e combattuta contro la Toyota, hanno fatto un grandissimo lavoro e non possiamo fare altro che complimentarci con loro. E’ difficile dire cosa sarebbe potuto andare meglio, già dal Prologo parecchi dicevano che eravamo favoriti, ma noi conoscevamo i dati (come peraltro riportato su queste pagine nei confronti pre-gara con i piloti ed i responsabili del Cavallino – ndr), anche perché avevamo girato qui nei test alcune settimane fa”.

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“In gara la Toyota, alla lunga, si è dimostrata più brava nel gestire i consumi, quando ci siamo trovati a pari condizioni. Va detto che loro sono stati molto più bravi nel poter fare il triplo stint con la stessa gomma e ad un certo punto hanno anche colto l’occasione per rientrare durante la Virtual Safety Car, che è stata una scommessa vincente, dunque bravi loro. Quando ti ritrovi dietro, cerchi di fare l’opposto per guadagnare la posizione. Trovandosi davanti dopo la VSC, hanno poi avuto pista libera per controllare la situazione”.

“Anche noi avevamo pensato di fare il triplo stint - ha concluso Salvi – ma all’inizio non avevamo bisogno di azzardare qualcosa perché eravamo in testa, mentre loro lo hanno fatto trovandosi dietro. Noi ci siamo impegnati al massimo, ma sapevamo che la Toyota sarebbe stata superiore”.

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Gara da dimenticare infine per la terza 499P affidata ad AF Corse, che ha chiuso col decimo posto.  Giuseppe Petrotta, Managing Director, ha cosí sintetizzato le scelte in gara dell’unica Hypercar privata al via: “È stato un vero piacere aprire la stagione 2026 del FIA WEC davanti a oltre 92 mila spettatori qui a Imola. Nella prima metà di gara eravamo riusciti a risalire il gruppo fino al quarto posto, ma una scelta strategica che non ha pagato ci ha costretti a cedere alcune posizioni nel finale. È un peccato non essere riusciti a concretizzare la velocità mostrata fin dal Prologo Ufficiale di martedì, ma abbiamo certamente dimostrato di avere il passo per lottare per il podio”.

La sfida fra Ferrari, Toyota e gli altri sei costruttori impegnati nelle Hypercar si rinnoverà fra meno di tre settimane in quel di Spa-Francorchamps; nel frattempo i nipponici conducono nel campionato costruttori con 40 punti contro i 27 delle Rosse.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo, Giulio Villa

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WEC – Toyota batte la Ferrari a Imola. WRT, nuovo successo sul Santerno in LMGT3

La Toyota torna a vincere nel FIA WEC e lo fa proprio in casa della Ferrari a Imola. Davanti ad una cornice di pubblico da record, il team nipponico ha dimostrato di avere lavorato al meglio durante l’inverno con la versione ampiamente rivisitata della sua Hypercar, ora TR010 Hybrid, ripristinando quelli che erano i loro punti di forza, vale a dire il passo gara e la gestione delle strategie.

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Dopo un inizio scoppiettante delle due Rosse infatti, Toyota ha guadagnato quel vantaggio che alla fine risulterà determinante, anche grazie alle caratteristiche del circuito del Santerno, che premia ampiamente la vettura davanti, alla seconda sosta, dopodichè la #8 di Sebastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa non ha più avuto bisogno di voltarsi indietro.

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Al contrario, in Ferrari hanno prima perso dalle posizioni che contano la #50 a causa di una penalità in regime di bandiere gialle – situazione analoga anche per la Cadillac #12, anch’essa protagonista delle fasi iniziali – poi davanti ai campioni del mondo Alessandro Pier Guidi, James Calado ed Antonio Giovinazzi ci si è messa anche l‘altra Toyota, poi superata, con gran fatica, all’ultima sosta.

La temutissima pioggia, che avrebbe potuto forse dare una mano al pilota di Martina Franca, non è stata mai un fattore, e lo scroscio più forte, curiosità, è stato quello che ci ha acompagnati tutti in fretta e furia fuori dalla zona podio.

La Ferrari #50 chiude, dopo l’ennesima rimonta da parte soprattutto di Antonio Fuoco, in P6 senza riuscire ad avere la meglio sull’Alpine #35 e sulla BMW #20, nell’appassionante duello finale a distanza ravvicinata.

Due parole anche sulla debuttante Genesis Magma Racing. La #17 è stata orgogliosamente a lungo nelle parti basse della top ten, mentre la #19 è stata subito attardata da un problema tecnico che ha comportato una lunga sosta. Tra le prestazioni da dimenticare invece, sicuramente quella di Nick Cassidy, fuori con una Peugeot velocissima sul giro singolo nel suo primo outlap in gara.

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E veniamo alle LM GT3, con un vincitore morale, la McLaren #10 di Garage 59, vera mattatrice della gara con Antares Au, Marvin Kirchöfer e soprattutto Tom Fleming, fermata nelle fasi finali da un problema tecnico che ha permesso alla BMW WRT di Anthony McIntosh, Parker Thompson e Dan Harper di portare a casa la seconda vittoria in tre anni nella categoria.

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Alle spalle della M4 GT3 #69 dalla particolare livrea celebrativa, la Corvette orfana di Ben Keating di Nick Catsburg, Jonny Edgar e Blake McDonald. La rimonta dei campioni del mondo in carica Richard Lietz e Ricardo Pera dopo una penalità iniziale ed un testacoda da parte di Yasser Shahin vale il gradino basso del podio alla Porsche The Bend Manthey #92.

Il World Endurance Championship tornerà fra appena tre settimane con la 6 Ore di Spa-Francorchamps.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 6 Ore di Imola

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WEC – Hirakawa e la Toyota prendono le redini alla metà gara a Imola

Le soste risultano determinanti nel prosieguo della 6 Ore di Imola. Dopo che Brendon Hartley aveva ripreso la seconda piazza, Ryo Hirakawa approfittava della seconda Virtual Safety Car chiamata in causa dall’uscita di strada di Nick Cassidy con la Peugeot #93 al Tamburello per portare al comando la Toyota #8.

Purtroppo quasi contestualmente veniva anche annunciata una penalità per mancato rispetto delle bandiere gialle ai danni dell’altra 499P ufficiale e per la Cadillac #12, dopo che Will Stevens si era fatto largo sino alla top three.

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Alessandro Pier Guidi, subentrato a Calado, pressa da vicino la hypercar nipponica, attendo a non perdere il contatto; al contrario, i due battistrada prendevano il largo su Antonio Felix Da Costa, che è subentrato quale più prossimo inseguitore.

Alle spalle dell’Alpine #35 peró, Nyck de Vries provvedeva ad una rimonta della seconda Toyota, mentre Yifei Ye, risalito sino alla quarta piazza con la 499P di AF Corse, in un colpo perdeva un paio di posizioni a vantaggio della TR010 Hybrid #7 e della BMW di Kevin Magnussen.

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Tra le LM GT3, Marvin Kirchöfer ha riportato al comando la McLaren #10 di Garage 59 e ora conduce con distacco minimo sulle due BMW WRT di Parker Thompson e Sean Gelael.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

La classifica dopo la terza ora di gara

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WEC – Calado tiene a distanza Hartley nelle prime fasi della 6 Ore di Imola

Finalmente ci siamo: il FIA WEC 2026 ha preso il via qui a Imola, di fronte ad una cornice impressionante di pubblico – oltre 92.175 presenze accertate durante il weekend – e subito Miguel Molina dalla seconda fila prende la seconda piazza alle spalle della 499P in pole di Antonio Giovinazzi grazie alle gomme soft.

Tra le LM GT3, Antares Au, incaricato della partenza per Garage 59, mantiene facilmente la leadership sulle due Lexus di Tom VanRompuy e Petru Umbrarescu.

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Le prime emozioni di questo season opener sono date da Yasser Shahin, che si gira al Tamburello con la Porsche Manthey The Bend, e soprattutto da Dani Juncadella, costretto a lungo ai box sulla Genesis #19 per ovviare ad un problema tecnico.

Anche Will Stevens nel frattempo si è fatto largo dalla terza fila e ora viaggia in P4 sull’Alpine #35 di Ferdinand Habsburg, anch’egli balzato di un paio di posizioni, e sulla Peugeot #94 di Loic Duval, anche ai danni della Ferrari AF Corse.

La Toyota #7 cercherà di approfittare di undercut per movimentare la propria classifica, ma saranno le due Lexus a vanificare il tentativo, con la #78 di Tom van Rompuy costretta a rientrare ai box e la gemella ferma senza più potenza alle Acque Minerali, poco dopo un testacoda da parte di Francois Heriau e la Ferrari VISTA AF Corse #21.

Inevitabile la prima Virtual Safety Car di giornata ed il primo giro di pit in sicurezza. La sosta premia la Toyota #8, che riagguanta la seconda posizione overall, Phil Hanson, che riporta la “Yellow Submarine” in sesta posizione, e la Ford Mustang Proton di Stefano Gattuso, che prende il comando delle LM GT3

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

La clssifica dopo la prima ora di gara

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IMSA – L’Acura spezza il dominio Porsche a Long Beach

Acura e Meyer Shank Racing spezzano il dominio di inizio anno da parte di Porsche ottenendo il successo a Long Beach nel terzo atto dell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship.

L’ARX-06 #93 di Nick Yelloly e Renger van der Zande si impone tra i muretti californiani davanti alla Cadillac #31 Whelen Engineering di Fred Vesti e Jack Aitken e la 963 Penske #6 di Laurens Vanthoor e Kevin Estre.

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Aitken, risalito dalla quarta piazzola, ha provato ad impensierire nel corso delle prime fasi dell’evento di 100’ l’Acura in pole, ma Van der Zande ha poi continuato alla perfezione il lavoro di Nick Yelloly, difendendosi nel finale di gara dal ritorno del pilota britannico, tornato a ridosso del leader nello shootout di 6’ generato da una breve caution per rimuovere i detriti lasciati dalla Ford Mustang del Gradient Racing.

Appena fuori dal podio la Porsche leader del campionato Julien Andlauer e Felipe Nasr, seguita dalla BMW #24 del WRT di Sheldon van der Linde e Dries Vanthoor dalla Porsche del JDC-Miller di Tijmen van der Helm e Laurin Heinrich.

Il factory driver Porsche è stato protagonista di una serie di contatti con la BMW #25 di Phillip Eng, terminata poi a muro e classificata a 3 giri dal leader.

In GTD festeggia per la prima volta in stagione la Lexus RC F GT3 #12 del Vasser Sullivan grazie a Aaron Telitz e Benjamin Pedersen, che ha avuto la meglio sulla BMW M4 GT3 EVO #96 del Turner Motorsport di Patrick Gallagher e Robby Foley e sulla Ferrari 296 GT3 EVO #34 del Conquest Racing di Manny Franco ed Albert Costa.

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La Corvette del DXDT, partita dalla pole con Robert Wickens, ha perso terreno nella seconda metà della corsa non riuscendo a confermarsi in Top5, come peraltro la Lamborghini Temerario GT3, che negli ultimi giri è uscita dalle posizioni che contano per la penalità chiamata dalla direzione gara per il contatto che ha tolto di mezzo la Mustang #66.

Prossimo atto del WeatherTech SportsCar Championship a Laguna Seca ad inizio maggio, con il ritorno delle GTD PRO oltre alle GTP ed alle GTD.

Luca Pellegrini

Foto: Meyer Shank Racing, Michelin Racing USA

L’ordine di arrivo

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WEC – Giovinazzi beffa Hirakawa nella prima Hyperpole a Imola

Antonio Giovinazzi firma la beffa nei confronti di Ryo Hirakawa e della Toyota nelle prime qualifiche stagionali del FIA WEC a Imola. L’alfiere della 499P #51 all’ultimo giro utile segna la Hyperpole col tempo di 1.30.127 e per solamente 11 millesimi ruba la pole position alla Toyota #8.

Qualifiche quantomai avvincenti quelle delle Hypercar, con le prime due file racchiuse in soli 0.073; dietro i due battistrada si piazzano l’altra Ferrari ufficiale di Antonio Fuoco e la Peugeot di Malthe Jakobsen.

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Nel Q1 il calabrese aveva con 1.30.088 segnato la migliore prestazione del weekend davanti a Robert Kubica sulla gialla #83 AF Corse, con l’equipaggio campione del mondo a chiudere in P5 alle spalle di De Vries e Jakobsen. Fuori, oltre alle due Genesis e alle Valkyrie, anche l’Alpine di Jules Gounon, la Cadillac di Earl Bamber e la Peugeot di Stoffel Vandoorne.

Il polacco di AF Corse ha chiuso la sessione decisiva solamente con l’ottava prestazione, dietro anche alla Cadillac di Norman Nato, all’altra TR010 Hybrid di Nyck de Vries e all’Alpine superstite di Charles Milesi. Al secondo turno sono approdate entrambe le BMW nonostante i problemi tecnici intervenuti nella ultime libere, che vanno ad occupare la quinta fila.

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Tom Fleming dal canto suo debutta al meglio nella serie mondiale siglando la prima pole position per Garage 59 col tempo di 1.41.181. La McLaren #10 era entrata per il rotto della cuffia, appena 43 millesimi su james Cottingham e la Porsche Manthey #91, nel secondo segmento, ma nella Hyperpole ha staccato nettamente la concorrenza, lasciando a oltre 2 decimi un altro deb, Hadrien David, sulla Lexus #78.

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La prima parte era stata invece appannaggio di Peter Dempsey, altra new entry della categoria, immediatamente a proprio agio sulla  Corvette di Racing Team Turkey TF Sport al punto di dare oltre 6 decimi alle due BMW M4LMGT3 Evo; purtroppo Salih Yoluc, salito sull’auto #34 nel turno decisivo, non solo non è stato in grado di confermare il buon esito dell’ex-Indy Lights, tornato alle corse dopo diversi anni di inattività, terminando addirittura nella sabbia della Piratella.

Terzo tempo per l’altra RC F GT3 di Clemens Schmid a precedere le due BMW. Solamente una delle due Ferrari 296 GT3 Evo di VISTA AF Corse è approdata alla Hyperpole e partirà domani in settima posizione alle 13.00 di domenica. Diretta televisiva sui canali SkySport e Discovery ed in streaming sulla piattaforma FIAWEC+.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati delle Qualifiche

 

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WEC – Da Toyota, David Floury “tutti i costruttori hanno il BoP completo e la lista dei joker”

Toyota Racing è la grande attesa del FIA World Endurance Championship 2026. Sono tante le novità portate in pista dal marchio giapponese in vista della nuova stagione, con un prototipo completamente rinnovato non solo nei colori e nel nome da GR010 Hybrid a TR010 Hybrid.

Italian-Endurance.com ha avuto modo di parlare con il responsabile del team Toyota, David Floury.

100ma gara per voi e vettura completamente nuova, Quante cose sono cambiate rispetto all’anno scorso, a partire dalla livrea…

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“La macchina è bella, ma ora deve essere anche veloce. Penso che come guidabilità il nuovo prototipo sia migliorato molto, l’obiettivo resta quello di avere una vettura competitiva in ogni condizione indipendentemente dal tracciato. La performance poi è sempre relativa, mi riferisco soprattutto a quanto abbiamo dovuto affrontare lo scorso anno (e non solo a quello che non si può dire)”.

Quali sono le vostre sensazioni alla vigilia della prima gara dell’anno?

“Dopo il Prologo è stato difficile capire la reale condizione dei rivali. Ferrari è stata competitiva sin da subito e questo non è una sorpresa. Resta complicato in ogni caso capire i reali valori in campo senza analizzare attentamente ogni aspetto. Dobbiamo restare attenti sul prosieguo del weekend e la nostra attenzione si è concentrata su altro, a partire dalle gomme. Abbiamo effettuato solo tre giorni con le nuove mescole di Michelin a differenza di alcuni nostri rivali che hanno già effettuato due weekend di gara, e stiamo imparando molto, purtroppo questa pista storicamente non accoglie corse spettacolari banalmente perché è molto complicato superare”.

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Sappiamo la risposta già la risposta, ma ti chiediamo comunque: quanti Joker sono rimasti a Toyota dopo l’update degli ultimi mesi? 

“Come per il BoP, non posso rilasciare dichiarazioni in merito”.

Ma, giusto per sapere, voi team conoscete il Balance of Performance dei vostri rivali? E anche il numero dei joker?

“Si, sappiamo i valori degli altri così come siamo al corrente dei Joker che ogni casa ha a disposizione. Penso che in ogni caso, indipedentemente da quanto detto ai media in tema di  BoP, che sia molto positivo che ora Bruno Famin occupi quella posizione in ACO”.

Interessante anche l’intervento di Brendon Hartley, uno dei nostri beniamini, per la settima stagione nell’abitacolo della Toyota #8, pronto per tornare sul gradino più alto del podio dopo un 2025 piuttosto complicato.

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Dall’esterno l’auto sembra veloce, confermi?

“Si, la vettura reagisce bene ed adoro i nuovi colori. Il feeling è ottimo e gli update sono molti, soprattutto all’interno. Con il Balance of Performance tutti sono allo stesso piano, ma il prototipo è migliorato molto soprattutto a livello di guidabilità. Guidare a Imola è sempre bello, un tracciato vecchio stile che a me piace molto. Certamente preferibile rispetto alle piste moderne”.

E sulle nuove gomme nuove cosa ci puoi dire?

“Con la macchina abbiamo già effettuato un test di durata. Tutti stanno cercando di capire le nuove gomme, e qualcuno potrebbe avere un vantaggio grazie all’esperienza in IMSA. Le differenze non sono molte banalmente perché il costruttore è lo stesso, ma indubbiamente la gomma entra più facilmente in temperatura. Differente invece il discorso per il degrado, la situazione cambia tracciato per tracciato. Avere una comparazione con il 2025 resta complicato, soprattutto per noi che abbiamo cambiato macchina”.

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Possiamo definire ‘perfetta’ ora la TR010?

“L’auto è migliorata, e una volta provata qui in pista la sensazione è stata positiva. Il team ha fatto un ottimo lavoro e cercheremo di migliorare ad ogni round”.

Intervista raccolta da Piero Lonardo e Luca Pellegrini ed elaborata da Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo