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WEC – Toyota chiude al comando la lunga giornata di Le Mans. Penalità assurda per due Ferrari

Sebastien Buemi ha chiuso la giornata odierna a Le Mans segnando il miglior tempo nella seconda sessione di libere. L’alfiere del Gazoo Racing ha riportato in alto il costruttore nipponico dopo la disastrosa sessione di qualifica, fissando presto i cronometri sul 3.27.474, scavalcando la Ferrari AF Corse di Robert Kubica, a mezzo secondo dal leader, davanti a propria volta alla Porsche di Kevin Estre.

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Il migliore delle qualifiche, Dries Vanthoor, è stato protagonista di un contatto con le barriere ad Indianapolis nel finale di sessione, ma il turno è stato chiuso definitivamente dall’uscita da parte della Porsche Jota di Callum Ilott.

Ma il fatto più eclatante riguarda le Ferrari, in quanto due LMH del Cavallino, la #51 e la #83 di AF Corse dovranno scontare una penalità di 10” in gara al primo pitstop per non avere rispettato la procedura in pitlane, posizionandosi al di fuori dello spazio previsto. Personalmente crediamo che questo spettacolo (vedi foto) dovesse essere premiato, invece i legislatori di Le Mans hanno deciso altrimenti.

Tornando ai risultati delle prove, migliore prestazione tra le LM P2 ancora una volta per Malthe Jakobsen per Cool Racing con 3.35.386 e tra le GT3 per Dennis Olsen sulla Ford Mustang #88 di Proton Competition con 3.56.689.

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Alla sessione hanno partecipato tutte e 62 le vetture, compresa la Ferrari 296 GT3 del GR Racing, che si è limitata ad alcuni in&out dopo la sostituzione del motore.

Giovedí si riprende con un programma simile che comincerà alle 15.00 con le libere 3, mentre alle 20.00 sarà la volta dell’Hyperpole. Un’ultima ora di libere partirà infine alle 22.00.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati delle Libere 2

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WEC – Miglior tempo per BMW nelle qualifiche di Le Mans. Due Ferrari LMH in Hyperpole

La BMW stupisce tutti nelle qualifiche appena concluse a Le Mans, segnando con Dries Vanthoor il miglior tempo con 3.24.485. Il pilota belga nelle fasi finali ha superato di 177 millesimi Sebastien Bourdais, fino a quel momento padrone del turno con la Cadillac #3.

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Le sorprese però non finiscono qui, perchè tra le otto qualificate alla Hyperpole delle LMH c’era solo una Toyota, la #7 di Kamui Kobayashi, che peraltro ha forse impedito all’altra GR-010 Hybrid di qualificarsi, uscendo di pista alle curve Porsche, causando una bandiera rossa con soli 2’ sul cronometro, un attimo prima del passaggio sul traguardo di Brendon Hartley.

Ciò significava l’insperata salvezza per la Porsche #6 di Kevin Estre, che in quel momento era il pilota “on the bubble” per usare un termine derivato dall’IndyCar, cui si unisce grazie alla cancellazione dei tempi della Toyota #7, anche la 963 Jota di Callum Ilott.

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Dentro, oltre a due delle tre Cadillac, anche le due Ferrari ufficiali, con Antonio Fuoco tranquillo terzo e Alessandro Pier Guidi settimo. Ulteriore sorpresa l’Alpine di Paul-Loup Chatin, accreditata del quinto tempo a 4 decimi dal leader. Delusione totale per Peugeot, fuori con entrambe le rinnovate 9X8.

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Tra le LM P2, è proprio il reserve driver del Leone, Malthe Jakobsen, a segnare il miglior tempo con 3.32.827, 3 decimi meglio di Louis Deletraz con la vettura di AO Racing by TF. Accedono alla hyperpole, l’unica quest’anno per la categoria assente dal WEC, anche le due vetture di United Autosports, il Panis Racing, IDEC Sport, Vector Sport e DKR.

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Sorpresa anche tra le GT3, con Ben Barker e la Ford Mustang Proton #77 al top col tempo di 3.55.263 davanti alla McLaren di Inception Racing e alla Corvette TF Sport di Dani Juncadella. Franck Perera porta a domani la sfida di Iron Lynx, mentre al contrario rimangono fuori per appena 30 millesimi le Dames, a vantaggio dell’Aston Martin del D’Station.

Rimandano la sfida a domani anche l’altra Aston dello Heart of Racing e la Porsche di Manthey Pure Rxcing, mentre l’unica Ferrari 296 qualificata alla Hyperpole è quella del JMW con lo specialista della Carrera Cup Larry Ten Voorde. Alla sessione non ha partecipato la Ferrari del GR Racing, costretta alla sostituzione del motore.

Fra poco si riprende con la seconda sessione di libere, dalle 22.00 alle 24.00.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati delle Qualifiche

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WEC – Ferrari, Coletta: a Le Mans regole uguali per tutti

Stamane qui a Le Mans abbiamo approfittato ancora una volta dell’opportunità concessa da Ferrari per carpire le sensazioni alla vigilia della giornata odierna, dedicata a libere e qualifiche:

Con il boss Antonello Coletta, Responsabile Endurance, Corse Clienti e Competizioni GT siamo andati subito al dunque, le sensazioni dopo il controverso finale di Spa: “Spero che la 24 ore duri 24 ore, cosí per avere la certezza del tempo, ma guardiamo avanti! E’ il momento di fare del nostro meglio anche perchè abbiamo diverse gare di fronte a noi e abbiamo riflettuto a lungo sugli errori o su quanto gestibile, sempre con riferimento all’ultima gara, ma da adesso concentrazione massima sulle 24 ore.”

Sempre sull’ultima gara: “Sul nostro reclamo e sull’appello di Spa in questa fase preferiamo non parlarne. Per noi comunque sarà molto importante capire l’interpretazione che verrà data per avere delle certezze sul futuro, perchè questo può cambiare la strategia di una gara e quindi è corretto conoscere esattamente cosa potrebbe succedere. Purtroppo a Spa nessuno avrebbe mai immaginato cosa sarebbe successo di li a qualche ora e questo ha portato fuori strada quasi tutti tranne chi aveva fatto scelte diverse dettate da condizioni in quel momento insospettabili ai fini della strategia.”

Riguardo l’attuale classifica: “La nostra posizione in campionato ovviamente non rispecchia il nostro potenziale. Abbiamo pagato cara l’incomprensione di Imola ma a Spa non abbiamo nulla da rimproverarci. Non siamo dove avremmo voluto essere, ma siamo soddisfatti di avere una macchina competitiva, anche alla luce del fatto che siamo gli unici costruttori a non avere ancora speso un joker. Riguardo allo sviluppo della vettura, abbiamo individuato aree di miglioramento. L’obiettivo è finalizzare questo pacchetto di evoluzioni e vedremo se renderlo operativo nella seconda parte della stagione o addirittura il prossimo anno.”

Il tema tecnico principale di questa 24 ore è sicuramente l’assenza degli “scaldoni”.. “Quest’anno la questione degli pneumatici sarà molto importante e va tenuta in considerazione sia dal punto di vista della prestazione che da quello della sicurezza. Su quest’ultimo tema sinceramente siamo tutti un po’ preoccupati perchè se le temperature scenderanno, specie durante la notte, potremmo prenderci tutti dei grandi rischi e francamente non vedo a chi possa giovare. Per contro, sarà importantissimo che le autorità sportive controllino le temperature degli pneumatici al momento in cui verranno montate, perchè abbiamo già visto nelle gare passate che qualcuno è stato molto bravo ad avere delle gomme più calde. In una pista come questa dove si perdono più di 15” al giro con gomme fredde, sarebbe inaccettabile non avere un controllo delle temperature. Anche qui, dobbiamo avere la certezza del rispetto delle regole. Non vorrei – ma credo che nessuno voglia questo – che l’esito della 24 ore di Le Mans venga deciso dal warm-up delle gomme. Questo sarà forse il tema di questa 24 ore e andrà gestito con molta serietà e severità, ma soprattutto attenzione. Sono sicuro che le autorità sportive staranno pensando a come fare per essere certi che le temperature delle gomme siano naturali. Credo anche che indietro non si possa tornare.”

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Prima abbiamo avuto al microfono l’Ing.Ferdinando Cannizzo, il papà della 499P. quali sono le tue sensazioni dopo il Test Day? “Non pensiamo di essere la vettura favorita, che per noi significa raddoppiare la concentrazione e gli sforzi per chiudere il gap che abbiamo visto nella giornata di test, ma non ci demoralizziamo e cercheremo di trovare le giuste soluzioni di set-up e strategia ma sarà cruciale avere un’esecuzione della gara assolutamente pulita perchè saranno aspetti fondamentali. Dovremo cercare di puntare sulla consistenza, non sulle prestazioni di picco. Dovremo lavorare insieme come squadra per cercare di fare le scelte giuste al momento giusto. Le condizioni di gara saranno molto variabili tra il giorno e la notte quindi la scelta del giusto compound e del giusto momento diventa determinante. Sono previsti anche scrosci di pioggia e anche questo potrebbe essere un valido aiuto.”

Riguardo alle gomme “Pensiamo di poter effettuare anche tripli stint, anche se le gomme dure non dovrebbero essere un’opzione, almeno stando alle condizioni meteo del momento. Sappiamo comunque di avere le possibilità di fare un buon risultato.”

L’appuntamento con Ferrari e le altre protagoniste è fra poco, alle 14.00, con le prime libere.

Interviste raccolte da Piero Lonardo e Luca Pellegrini

Foto: Alberto Manganaro

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WEC – Le Mans: le dichiarazioni della vigilia

Alla vigilia della 92ma edizione della 24 Ore di Le Mans, abbiamo raccolto le dichiarazioni di diversi protagonisti nelle varie classi. Iniziamo con Antonio Giovinazzi, uno dei trionfatori dello scorso anno: “Arriviamo qui con maggiore esperienza, un anno dopo il successo Ferrari del 2023. Le Mans è una gara a parte: abbiamo mostrato a tutti il nostro potenziale in un evento che è unico ed esclusivo. Noi nell’ultimo periodo abbiamo svolto tanto allenamento fisico e mentale oltre che ovviamente al simulatore. (Riguardo l’assenza dei famigerati “scaldoni”) Le gomme fredde sono un’incognita da tenere in considerazione, ma sarà lo stesso per tutti. La strategia sarà indubbiamente cruciale per la gestione degli pneumatici, soprattutto di notte quando le temperature sono più basse.”

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Robert Kubica, alfiere della gialla 499P di AF Corse, sottolinea che “a Le Mans può sempre esserci una sorpresa, bisogna essere sicuri di non sbagliare ed evitare gli errori. L’ultima ora può essere cruciale, ma per essere della lotta nel finale hai chiaramente bisogno di guidare 23 ore senza particolari problemi.”

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Proseguiamo con il dominatore della Journèe Test, Kevin Estre: “La stagione di Porsche sta andando molto bene, Ferrari e Toyota restano in ogni caso molto competitive insieme a Cadillac e anche Peugeot, di cui conosciamo ancora poco. Indubbiamente siamo in una condizione migliore rispetto al 2023, ma non possiamo essere considerati come i favoriti soprattutto in un tracciato come questo. Comunque fino alle qualifiche non conosceremo il reale valore dei protagonisti. È facile disperdere energie per seguire gli altri. Ci concentriamo quindi su noi stessi, con tre auto chiaramente hai delle strategie differente su cui contare. Puoi rischiare e costruire differentemente il programma generale.

Riguardo la macchina, non ha particolari modifiche rispetto alle prime gare disputate quest’anno. Io non ho paura della gestione delle gomme fredde. Porsche è stata molto competitiva negli ultimi tempi su questo aspetto, e credo che dopo metà giro sia già possibile spingere… alla fine è la stessa situazione per tutti ed in IMSA siamo già abituati a questa condizione.”

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L’analisi delle LMH prosegue con Nyck De Vries per Toyota: “Siamo pronti a lottare ed è molto bello gareggiare con così tanti competitor nella classe regina. Le Mans è una delle corse più belle ed importanti del motorsport, ed è bello essere della partita, specie se penso che l’anno scorso l’ho guardata da casa.

(Riguardo alla concorrenza) Onestamente non sappiamo ancora chi potrà essere il nostro ipotetico rivale nella lotta per il successo, il gruppo è molto compatto e potrebbero esserci sorprese tra Ferrari, Porsche, Cadillac o Peugeot. Mi spiace ovviamente non avere nel box Mike Conway, un ottimo compagno che speriamo torni in azione molto presto. (Sempre sul tema scaldoni) Le gomme fredde anche a Le Mans sono una variabile da prendere in considerazione. È difficile giudicare una situazione che non è in nostro controllo; ad ogni modo, tutti si troveranno nella stessa condizione.”

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Si prosegue in terra americana con Laura Wontrop-Klauser, responsabile GM: “Avere un anno di lavoro alle spalle ci aiuta, perchè la situazione è ben differente rispetto al 2024. Tante cose restano in ogni caso ancora da scoprire, ed in ogni caso l’obiettivo è provare a ripetere quanto fatto lo scorso anno e migliorare. Dopo tre competizioni da ventiquattrore disputate possiamo definire che il prodotto è affidabile e valido, ora è tempo di passare al lato performance.

(Riguardo la strategia fra le tre LMDH) Tutte le auto sono Cadillac Racing e tutte lavorano per il medesimo obiettivo. Abbiamo deciso di aggiungere Felipe Drugovich al progetto perché riteniamo che sia un pilota molto competitivo e veloce oltre ad essere un uomo che si adatta alla grande con gli altri membri del team.

(Riguardo infine l’impegno in GT3 con Corvette) Una serie di tecnici Pratt Miller sono presenti a Le Mans per supportare TF Sport in questa competizione. L’accordo procede alla grande, ora vediamo cosa succederà in futuro in vista soprattutto del 2025. La vittoria ottenuta con la Z06.GT3 R in SRO America è stata importantissima per l’intero programma, e ora vediamo se avremo la chance nel prossimo anno di correre anche in SRO Europe.”

Gli fanno eco Alex Lynn: “Sono sempre emozionato e pronto per la gara dell’anno. Il tempo per ora è bellissimo e speriamo che continui così. La macchina è migliorata molto, ma ancora non conosciamo se sarà abbastanza forte per competere con gli altri. Durante il test day ci siamo concentrati principalmente sulla simulazione del passo gara e le gomme soft sembrano buone per Cadillac Racing.” e Felipe Drugovich: “Per me è la prima volta a Le Mans. Sono un rookie ed è difficile fare dei programmi, ma sicuramente abbiamo fiducia e siamo orientati verso un risultato positivo. Correre in LMP2 è stato cruciale in vista dell’approdo in Hypercar: prima di arrivare in Francia ha svolto tanto lavoro al simulatore ed ho effettuato un test a Laguna Seca. E’ comunque un mondo differente rispetto alle monoposto”

Torniamo a parlare italiano con Andrea Caldarelli, pilota Lamborghini: “Siamo fiduciosi alla vigilia del weekend; il prototipo sta crescendo giorno dopo giorno ed obiettivamente siamo contenti. Scopriamo sempre qualcosa di nuovo e sono convinto che il passo in avanti dal Qatar ad oggi sia stato notevole oltre che essere evidente a tutti. Tutte le volte che entriamo in pista c’è qualcosa da scoprire e successivamente da analizzare, sicuramente gareggiare con una sola vettura non aiuta molto anche perché il tempo a disposizione nel FIA WEC non è tanto. Certamente a Le Mans avere in azione due prototipi è più che mai positivo, si risparmia moltissimo tempo ed è utile per potere analizzare le diverse informazioni che si raccolgono.”

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E non dimentichiamoci di Isotta Fraschini con Jean Karl-Vernay : “Stiamo imparando giorno per giorno, e rispetto al primo test che abbiamo svolto in pista i cambiamenti sono stati molti. Purtroppo nel FIA WEC il tempo a disposizione è ridotto e non abbiamo tempo per raccogliere molti dati, ma fortunatamente a Le Mans abbiamo avuto una giornata intera per provare e per comprendere l’andamento dell’auto, una chance fondamentale anche per permettere ai miei compagni di box di capire la location. Per me poi tornare a correre a Le Mans è bellissimo, specialmente nella classe regina.

Per BMW abbiamo ascoltato Dries Vanthoor, che guiderà la M Hybrid V8 #15. “Correre nella classe regina è speciale, e poter gareggiare tra i grandi in una competizione come Le Mans è emozionante. Partecipare anche solo a tutte le attività che precedono la partenza rende magica questa competizione che ho già avuto la fortuna di vincere in GTE-Am (nel 2017 con JMW-ndr . Non sappiamo cosa accadrà durante il week-end, perchè non abbiamo mai girato col prototipo su questo tracciato prima dei test. Vedremo dove ci ritroveremo, anche se è complicato individuare il reale valore in campo da parte dei vari protagonisti.”

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Ed infine chiudiamo con le LMH con le squadre di casa, Alpine e Peugeot. Per primo Nico Lapierre: “Correre a Le Mans con un marchio francese da pilota locale è speciale e nello stesso tempo emozionante. Avere un supporto del genere da parte dei fans è bellissimo, siamo pronti per lottare con un prototipo speciale che è stato sviluppato esclusivamente per questa competizione.

In Qatar ed a Spa abbiamo avuto dei riscontri positivi, mentre Imola è stata una corsa differente che non valuterei molto. Dobbiamo capire l’andamento corretto dell’auto in una pista per lei nuova come quella di Le Mans: i test sono stati utili sotto questo aspetto per migliorare ancora di più l’auto in attesa delle qualifiche. Ad ogni modo, il prototipo è cresciuto globalmente dai primissimi test: la curva di apprendimento è stata progressiva, e ora vedremo cosa ci aspetterà.” Sulla Sarthe tornerà in gara Ferdinand Habsburg dopo l’infortunio che lo ha tenuto lontano nei due ultimi appuntamenti: “Sono pronto per battagliare. Come sapete ho avuto un incidente ad Aragon, e ho avuto un impatto contro le barriere in curva 7. Ho sempre odiato quella curva… La settimana scorsa abbiamo lavorato al simulatore per preparare Le Mans. La pressione è notevole essendo un team francese, personalmente non sento molto questa cosa e spero di vivere un weekend soddisfacente, magari anche con un clima favorevole e senza pioggia.”

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Infine Nico Müller per Peugeot: “Non vedo l’ora di salire in auto e guidare su quella pista meravigliosa come il ‘Circuit della Sarthe’. Speriamo di avere una buona settimana e soprattutto un’ottima 24 ore. Gli ultimi test che abbiamo fatto sono andati bene, non abbiamo provato nulla di rivoluzionario rispetto a Spa, anche perchè il tempo a disposizione è poco. Sicuramente la gestione delle gomme sarà importante di notte e non solo. Ovviamente anche il meteo sarà una variabile, oltre ovviamente alla mancanza delle termocoperte. Ad ogni modo siamo fiduciosi, vedo forti in ogni caso Toyota, Ferrari e Porsche. Non sarà facile anche perché questi marchi insieme hanno una decina di vetture, contro le nostre due. In ogni caso abbiamo una squadra ben rodata, meccanici veloci e soprattutto ingegneri più che validi per gestire le strategie.”

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Scendiamo (si fa per dire) di categoria con Filipe Albuquerque, quest’anno sull’Oreca #23 iscritta in Pro/Am da United Autosports: “Ogni volta tornare a Le Mans è qualcosa di speciale. Non è facile correre una singola competizione durante l’anno nel FIA WEC ed andare forte sin da subito, ma il mio programma agonistico prioritario resta l’IMSA WeatherTech SportsCar Championship. La LMP2, compresa la PRO Am, è una categoria più che mai avvincente, anche perchè il livello dei piloti non professionisti si è alzato notevolmente nell’ultimo periodo.”

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A seguire uno dei trionfatori 2023, Fabio Scherer, quest’anno con la vettura Pro/AM di Nielsen Racing: Arrivare a Le Mans è sempre speciale, speriamo di vivere un fine settimana regolare e magari ripetere quanto di buono ottenuto nella passata stagione. Sono con una nuova squadra quest’anno anche grazie all’ottimo rapporto che ho sempre avuto con David Heinemeier Hansson. La LMP2 è una categoria serrata e sarà difficile capire chi avrà la meglio. (con riferimento all’infortunio in gara dello scorso anno) Indubbiamente il mio piede sta molto meglio ora rispetto a 12 mesi fa.”

Al top delle GT3 nella Journèe Test, la Corvette, per noi Daniel Juncadella: “Sono sempre pronto per una nuova sfida e sto recuperando energie dopo aver corso la 24h del Nurburgring settimana scorsa. Passare da Corvette a Mercedes è più difficile rispetto al contrario, ci sono però molte cose da tenere in considerazione a partire dalla differente gestione delle gomme. La Chevy è molto più simile ad un prototipo, ed è molto più evoluta rispetto alla Mercedes che oramai guido da oltre cinque anni. Sono onorato di poter rappresentare General Motors e parallelamente anche Mercedes. Attualmente sono concentrato completamente sulle GT3, una classe che mi piace parecchio in cui voglio impegnarmi al massimo.”

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Attesissime anche le Iron Dames, questa volta con Lamborghini dopo aver corso con Ferrari e Porsche. Rahel Frey: “Sono stata chiamata all’ultimo momento, ma sono pronta per quella che sarà la mia 7ma volta a Le Mans. Ogni volta l’emozione è unica e sono qui per rappresentare al meglio il programma Iron Dames, ovviamente mi spiace per l’assenza di Doriane Pin che avrebbe dovuto disputare la corsa. Considerato che la Lamborghini non ha mai girato a Le Mans, sarà difficile comprendere dove saremo veramente nel gruppo anche e soprattutto in vista delle prove libere.”

Infine un altro enfant du pays Erwan Bastard (D’Station Racing Aston Martin #777) “Sono contento di poter finalmente disputare la 24h di Le Mans, gara che ho sempre seguito sin da piccolo in televisione. Il nostro equipaggio è differente rispetto alle altre tappe del Mondiale (Satoshi Hoshino al posto di Clément Mateu – ndr), ma non credo che questo sarà un problema.”

Tutti i 186 protagonisti torneranno in azione mercoledí 12 giugno alle 14.00 con le prime libere.

Interviste raccolte da Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Le Porsche dominano la Journèe Test di Le Mans

Le Porsche Penske chiudono al comando la Journèe Test della 24 Ore di Le Mans. Con una temperatura estiva ma non fastidiosa le tre 963 ufficiali si sono impossessate di tre posizioni fra le prime quattro, con Kevin Estre e la #6 al top nel pomeriggio con 3.26.907 davanti a Felipe Nasr, col solo Brendon Hartley e la Toyota #8 a spezzare la tripletta che si sarebbe chiusa con Michael Christensen.

Nel primo turno era stato invece Kamui Kobayashi a segnare la migliore prestazione con 3.28.467 davanti sempre a Estre e alla BMW art car di Robin Frijns. La Toyota #7 è stata una delle poche vetture a non migliorarsi nel pomeriggio. La prima delle Ferrari è la #50 di Miguel Molina, col quinto tempo a 1”1 dal leader, mentre le altre due 499P concludono in P8 e P12 nella classifica complessiva.

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Le due Lamborghini hanno concluso con un incoraggiante P7 della #63, a cura di Daniil Kvyat a 1”3 da Estre, mentre l’altra SC63 ottiene la 18ma prestazione complessiva su 23 hypercar. La graduatoria è chiusa dall’Isotta Fraschini, che conclude staccatissima, scontando un distacco di ben 6” dai migliori.

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Le due sessioni in programma per un totale di sei ore di pista sono state interrotte diverse volte. Oltre alla lunga esercitazione delle Safety Car, similmente a quanto avvenuto lo scorso anno, si devono segnalare le uscite di strada di Lorenzo Fluxa con l’Oreca #37 del Cool Racing, fuori al mattino alle curve Porsche, mentre Stèphane Richelmi è stato invece protagonista di un’uscita di strada ad Indianapolis dopo un’ora circa del secondo turno. La vettura di Vector Sport non ha poi ripreso la pista.

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Tra le LM P2, migliore prestazione da parte di Oliver Jarvis con la #22 di United Autosports. L’ex-Audi ha eclissato la concorrenza col tempo di 3.34.704, lasciando Olli Caldwell e la vettura di Algarve Pro Racing a 1”2. Terzo tempo per James Allen per Duqueine, migliore tra i Pro/Am.

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Infine tra le GT3 è Sebastien Baud con la Corvette TF Sport #82 a concludere al comando con 3.59.883. Le uniche altre due vetture a superare la soglia dei 4’ sono state la BMW #46 e l’Aston Martin dello Heart of Racing. P4 complessiva per i migliori della sessione mattutina, la Lexus #78 di Akkodis ASP di Kelvin van der Linde. Il pilota sudafricano aveva lasciato a oltre mezzo secondo il teammate Esteban Masson con l’altra RC F GT3. In evidenza anche le due Lamborghini Huracàn di Iron Lynx/Iron Dames e le McLaren di United Autosports.

Domani giornata completa di stop sul Circuit de la Sarthe, mentre martedí spazio alle attività di comunicazione con gli highlight delle foto di gruppo di piloti e macchine Le ostilità in pista riprenderanno mercoledí alle 14.00 con le libere 1, seguite alle 19.00 dall’ora di qualifiche che definirà i partecipanti alla Hyperpole per terminare alle 19.00 con le libere 2.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati della Session 1

I risultati della Session 2

La classifica complessiva della Journèe Test

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WEC – Conway out per Le Mans, al suo posto Lopez ed Hawksworth in Lexus

Nel corso della prima giornata del Pesage in Place de la Republique e Le Mans è rimbalzata la notizia bomba dell’infortunio di Mike Conway.

L’alfiere di Toyota, a causa di una caduta in bicicletta (ma quanti danni fanno, chiedere a David Malukas) avvenuto giovedí, si è fratturato alcune costole e la clavicola, per cui non sarà in grado di disputare la sua undicesima Le Mans, dopo una vittoria assoluta nel 2021 e ben quattro secondi posti, tutti ottenuti col costruttore nipponico.

Al suo posto, Josè Maria Lopez, che si riunirà a Kamui Kobayashi ed al suo sostituto Nyck de Vries. Per sostituire a propria volta l’argentino sulla Lexus #87 gestita da AKKODIS ASP, la scelta è caduta su Jack Hawksworth. Per il campione in carica IMSA GTD Pro con la RC F GT3 del Vasser Sullivan si tratterà del debutto assoluto sulla Sarthe.

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Quest’oggi una folla attenta e competente ha accolto una buona parte dei protagonisti della 92ma edizione della 24 Ore di Le Mans. Accoglienza da superstar ovviamente per Valentino Rossi, protagonista con la BMW #46 del WRT.

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Presente per la prima volta Isotta Fraschini, che ha annunciato un rimpasto nel top management del marchio, nonchè le Lamborghini in forma ufficiale nella top class.

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Domani si prosegue col secondo blocco di vetture, tra cui le Porsche Penske, le Toyota e soprattutto le Ferrari, trionfatrici lo scorso anno.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

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WEC – GT3 meno potenti e più pesanti nel BoP di Le Mans

Reso noto anche il Balance of Performance delle LM GT3. La categoria come noto parteciperà per la prima volta alla 24 Ore di Le Mans ma non sarà il debutto assoluto sul Circuit de la Sarthe, essendo da anni protagoniste della Road To Le Mans, il doppio appuntamento parte integrante della Michelin Le Mans Cup.

Rispetto alla 6 Ore di Spa-Francorchamps, unico paragone possibile in questo caso, modificate al leggero ribasso le curve di potenza: quasi tutte le vetture hanno visto una riduzione sotto i 200 kmh, escluse le BMW M4 e le McLaren 720S. La potenza massima sopra i 200 kmh invece è rimasta immutata solo per le Lexus.

Appesantite invece tutte le auto – escluso Success Ballast, ricordiamo non in vigore a Le Mans – con punte estreme di +25 per le Lamborghini e +22 kg per le Aston Martin. Le Huracàn e le Lexus le più pesanti a vuoto con 1.355 kg, Ford e Porsche le più leggere con 1.327 kg.

Modifiche anche all’incidenza massima dell’ala posteriore per Aston Martin e Corvette ma soprattutto una riduzione di potenza massima per stint per tutte le vetture: le McLaren passeranno da 685 a 662 MJ (-23 MJ), mentre le Porsche e Corvette disporranno rispettivamente di 674 e 671 MJ (-16 e -15 MJ rispetto a Spa). Saranno ancora le Lexus a disporre della maggior quantità di energia per stint con 694 MJ nonostante i 7 MJ in meno rispetto all’ultima gara.

Come per le LMH, le potenze massime sopra e sotto la soglia in questi caso dei 200 kmh potranno essere riviste dopo la Journèe Test di domenica 9 giugno.

Ricordiamo che la classifica generale è dominata fin qui dalla Porsche di Manthey Pure Rxcing con 72 punti contro la BMW WRT #31 e l’Aston Martin dello of Racing, entrambe a quota 37.

Piero Lonardo

Foto: Alberto Manganaro

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WEC – Hypercar più leggere ma meno potenti nel BoP di Le Mans

A pochi giorni dalla Journèe Test della 92ma 24 Ore di Le Mans, il WEC Committee ha reso note le equivalenze delle Hypercar.

Per la prima volta verrà messo in opera il metodo a due fasi, che riporta due livelli potenza, al di sotto e sopra i 250 kmh, mentre fino a questo momento era stato valorizzato solamente il limite al di sotto dei 210 kmh. Questi valori potranno essere rivisti a seguito delle risultanze in pista di domenica 9.

In generale, tutte le LMH sono state rese più leggere, sia nei confronti (per chi c’era) dell’edizione 2023, che, in alcuni casi, della recente 6 Ore di Spa.

Le Ferrari correranno con 1.047 kg a vuoto, 5 kg in meno dello scorso anno e addirittura -18 rispetto a Spa, mentre Toyota scenderà a 1.053 kg, ben 27 kg in meno rispetto al 2023 e -11 dall’ultima gara. Riduzioni più contenute invece per le Porsche, che porteranno 1.042 kg, -6 rispetto allo scorso anno ma +5 kg rispetto a Spa, cosí come le Cadillac, che con 1.036 kg saranno i più leggeri, guadagnando 10 kg in meno rispetto al 2023 ma +6 rispetto a Spa. Le rinnovate Peugeot rappresentano l’eccezione, con 1.047 kg, 5 in più rispetto al Centenario, ma ben 18 kg in meno rispetto a Spa.

Riguardo le vetture non presenti lo scorso anno, si va dai 1.038 di Alpine (-7 kg rispetto a Spa) ai 1.048 dell’Isotta Fraschini (-12 kg) passando per BMW e Lamborghini, a quota 1.039 kg (rispettivamente +1 e +4 kg).

Al contrario, è stata ridotta in via generale l’energia massima per stint. La lista ora vede l’Isotta sempre al top con 915 MJ per stint contro i 923 MJ di Spa e la Ferrari fanalino di coda con 889 MJ per stint (-12 MJ rispetto al 2023) insieme a Peugeot con 895 MJ. Riduzioni minori di energia rispetto al 2023 per Porsche (-6 MJ), Cadillac (-5 MJ) e Toyota (-2 MJ) per valori simili di 900, 904 e 906 MJ rispettivamente.

Ridotte ovviamente anche le potenze massime, col limite ora portato a 250 kmh. Lamborghini la più potente con 519 kW contro i 507 kW delle Alpine ed i 508 di Ferrari, Peugeot, BMW e Toyota. Il guadagno di potenza oltre i 250 kmh invece assumerà valori positivi per Toyota, Isotta, BMW ed Alpine, ma negativi per Ferrari, Lamborghini e Peugeot.

Vedremo come reagiranno in pista le ben 23 Hypercar iscritte a partire dalle 10.00 di domenica prossima.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Colori speciali a Le Mans anche per Iron Dames, DKR, Cool Racing e Nielsen Racing

Presentata poco fa la livrea one-off per Le Mans delle Iron Dames. La Lamborghini #85, che verrà portata in gara da Rahel Frey, Sarah Bovy e Michelle Gatting. Per questa edizione, la GT tutta al femminile presenta il progetto “Every Dream Matters”, che combina educazione e tecnologia, coinvolgendo i bambini nel processo di creazione di una livrea che racchiude l’essenza dell’immaginazione infantile.

Per portare in vita questa visione – cita il comunicato ufficiale – abbiamo ingaggiato non solo i nostri fans sui social, ma anche alunni di una scuola elementare di Le Mans. In una giornata indimenticabile colma di gioa ed emozioni, i nostri piloti hanno visitato la scuola per condividere il loro percorso “Women Driven by Dreams,” ed incoraggiare gli studenti a visualizzare e disegnare i propri sogni per il futuro. Tutti questi disegni sono stati trasformarti in modelli utilizzando algoritmi di intelligenza artificiale per migliorare la livrea delle Iron Dames, che simbolizza l’impegno costante del team nel promuovere l’inclusività, la diversità e il potenziale illimitato di ogni individuo.

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Diffuse nei giorni scorsi altre livree per la classica della Sarthe. DKR Engineering si presenterà con la sua Oreca LM P2 Pro/Am per Alexander Mattschull, Rene Binder e Laurents Hörr con dei colori totalmente rinnovati.

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Cool Racing, che parteciperà con due vetture alla medesima categoria, ha invece optato per inserti in rosso acceso per l’Oreca #47 iscritta in Pro/Am per Naveen Rao, Matthew Bell e Frederik Vesti. La #37 affidata, come in ELMS, ai Pro Lorenzo Fluxa, Malthe Jakobsen e Ritomo Miyata, manterrà invece gli inserti blu.

Nielsen

Infine anche Nielsen Racing ha optato per dei colori rinnovati per la sua vettura, che correrà tra i Pro col tradizionale numero 24 con il vincitore 2023 Fabio Scherer, che sarà coadiuvato da David Heinemeier Hansson e dalla stellina USA Kyffin Simpson.

Per tutti l’appuntamento è con le verifiche pubbliche, il Pesage, in Place de La Republique a partire dalle 10.00 di venerdí 7 giugno.

Piero Lonardo

Foto: Iron Dames, DKR, Cool Racing, Nielsen Racing

Gli orari del Pesage di Le Mans

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IMSA – A Porsche non basta la strategia: nel demolition derby di Detroit vince il WTR. AO Racing fa il bis in GTD Pro

Prima vittoria stagionale a Detroit per l’Acura #10 del WTR w/Andretti di Filipe Albuquerque e Ricky Taylor che nonostante l’ennesima strategia azzeccata dal Team Penske, chiude davanti alla Porsche di Nick Tandy e Mathieu Jaminet. Le strade della Motor City hanno dato vita ad una gara tanto spettacolare quanto dispendiosa in termini di danni alle vetture. Alla fine si conteranno cinque Full Course Yellow nei 100’ di gara, anche se i contatti sono stati ben di più.

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In partenza già due defaillance per la Corvette in pole di Antonio Garcia e la Ford Mustang di Harry Tincknell, vittime di problemi tecnici; le due vetture riusciranno a ripartire ma con diversi giri di ritardo.

Davanti Nick Tandy mantiene la leadership derivante dalla pole position, mentre Dane Cameron con l’altra Porsche Penske perde due posizioni a favore di Filipe Albuquerque e Sebastien Bourdais. Philipp Eng, schizzato in quinta posizione con la BMW #24, viene considerato reo di aver cambiato traiettoria prima dello start e viene costretto ad un drive through. Tra le GTD Pro, unica altra categoria prevista nella showcase del Michigan, Jack Hawksworth insegue la Corvette superstite di Tommy Milner.

Presto si attuano le strategie specifiche per questa gara sprint ed in tanti si recano al pit. Il leader Tandy rimane fuori ma va a spingere l’incolpevole Daniel Serra con la Ferrari del Conquest Racing in curva 1 e gli viene assegnato un sacrosanto passaggio in pitlane, rovinando i piani del Team Penske.

L’ultima delle GTP a rifornire è la BMW #25 di Nick Yelloly, ma Connor de Philippi, subentrato al britannico, prima finisce a gomme fredde sulle protezioni nel tentativo di contenere Felipe Nasr, subentrato sulla 963 #7, poi al giro successivo fa tutto da solo e sbatte violentemente il posteriore, generando la seconda Full Course Yellow della giornata.

L’occasione è ghiotta per il Team Penske, che riesce con un tempismo perfetto a rimettere davanti la #6, ora con Mathieu Jaminet al volante. Al successivo restart, la Corvette di testa viene spinta nelle barriere dalla Lexus di Ben Barnicoat: gara finita per la Z06 GT3.R #4 e incredibilmente nessuna sanzione per il Vasser Sullivan.

Poche curve dopo Jack Aitken spinge la Porsche del JDC-Miller di Richard Westbrook, generando una melèe che blocca completamente curva 1. La Porsche di AO Racing frattanto approfitta per passare la Lexus e prendere la testa delle GTD Pro.

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Il sorpasso che vale la vittoria dopo poco più di un’ora di gara, con Rick Taylor che, al termine di un lungo inseguimento, riesce ad avere la meglio sulla Porsche di testa. Nelle posizioni retrostanti si tenta il tutto per tutto, col duello fra Nasr e Van der Zande per la terza piazza e poco oltre con Gianmaria Bruni e Aitken che hanno la meglio sulla BMW residua di Krohn.

Purtroppo l’alfiere di Action Express si rende protagonista di una nuova manovra oltre il limite, che provoca il ritiro del pilota romano, costretto ad arrestarsi nella via di fuga tra le curve 3 e 4. Negli ultimi minuti, mentre le posizioni della categoria top rimangono cristallizzate, un paio di incidenti ai danni della Ferrari #35, ricordiamo iscritta one-off, e alla McLaren di Pfaff Motorsport, modificano le posizioni di rincalzo delle GT a vantaggio dell’Aston Martin dello Heart of Racing, che va a completare il podio dietro a “Rexy” e alla Lexus #14.

In classifica generale, Dane Cameron e Felipe Nasr mantengono la leadership, mentre la coppia di Action Express viene scalzata in seconda posizione da Bourdais e Van der Zande, a -70 dai leader. In GTD Pro, l’ordine di arrivo permette a Priaulx ed Heinrich di allungare su Barnicoat ed Hawksworth, ora distanziati di 84 lunghezze.

L’attenzione dell’endurance mondiale ora si concentrerà su Le Mans; il WeatherTech SportsCar Championship tornerà subito dopo la classica della Sarthe, il 23 giugno, al Glen per la 6 Ore, di nuovo a ranghi completi, terza tappa inoltre della Michelin Endurance Cup.

Piero Lonardo

Foto: IMSA, Michelin Racing USA

L’ordine di arrivo