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LMC – Primo successo per Phoenix ma titolo al Nielsen Racing. Iron Dames, successo sfiorato

Anche l’ultimo atto stagionale della Michelin Le Mans Cup non ha mancato di fornire spettacolo. In quel di Portimao, sotto un deciso sole mattiniero, il Phoenix Racing ha ottenuto la prima vittoria della sua storia nella serie, che sarà sponsorizzata dal fabbricante di pneumatici per altri tre anni.

Al via non riusciva ad allinearsi il polesitter Antoine Doquin, la cui Ligier non voleva saperne di andare in moto. Largo davanti quindi a Thorsten Kratz con la Duqueine del WTM by Phoenix, seguito dall’altra M30 del Rinaldi Racing di Alexander Mattschull, dopo la melèe in curva 3 causata dal contatto fra Miguel Cristovao, deb in casa Virage dopo i successi nell’Ultimate Cup, e Charles Crews.

Tra le GT3, Nicolas Leutweiler deve solo arrivare per conquistare il successo finale tra i piloti, con il titolo squadre già assegnato ad Iron Lynx, ma è subito dramma per Gabriele Lancieri per una foratura alla Ferrari #8.

Colpo di scena dopo circa mezz’ora per il contatto multiplo in curva 1 fra Doquin, Cristovao e la Duqueine del Grainmarket Racing di Mark Crader. Quest’ultimo terminava nella ghiaia e la direzione gara era costretta ad intervenire con una Full Course Yellow.

Kratz ed altri approfittavano della neutralizzazione per una prima sosta, lasciando al comando Horst Felbermayr con la Ligier dell’RLR MSport; al restart era invece la Porsche del PZOberer di Leutwiler a fare le spese di un contatto con la Duqueine del DKR e relativa foratura. La testa delle GT3 passava quindi a Manuela Gostner e alla 488 delle Iron Dames, con Paolo Ruberti, subentrato a Lancieri, alla caccia delle teammates.

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La serie dei pitstop lasciava in testa la superstar Mathias Beche, alle sua seconda esperienza consecutiva nella serie insieme a John Loggie con la Ligier del Phoenix Racing davanti alla Ligier del Racing Spirit of Leman Ligier e alla Duqueuine del Rinaldi Racing, che nelle mani di Nicolas Varrone si impossessava poi anche della piazza d’onore.

Purtroppo per il pilota argentino, nel pitstop finale la vettura faticava a mettersi in moto e doveva essere spinta, causando una penalità. Nel frattempo la lotta per il titolo vedeva Colin Noble e la Ligier del Nielsen Racing navigare tra le retrovie, mentre Matt Bell si faceva largo nella top five per il Cool Racing.

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A poco meno di mezz’ora dalla fine si consumava il dramma delle Iron Dames, con Doriane Pin costretta a rallentare vistosamente, cedere di schianto a Ruberti e alla Porsche, ora nelle mani di Julien Andlauer, e portarsi ai box col motore fumante.

_PL58401Ruberti non cederà allo junior factory driver di Stoccarda per aggiudicarsi la sua terza vittoria stagionale, non abbastanza peró per impossessarsi del titolo piloti, che va invece a Leutwiler.

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Davanti, Beche può portare al traguardo la Ligier #5 con 26” di vantaggio su Antoine Jung e la vettura del Racing Spirit of Leman e 40” sulla Duqueine del WTM by Phoenix di Leo Weiss, che completa il successo del team tedesco. Quarti Mo Smith e Matt Bell con la #19 del Cool Racing. A Colin Noble ed Anthony Wells basta quindi il decimo posto finale per assicurarsi il titolo piloti e squadre per il Nielsen Racing.

_PL57264Ricordiamo che anche a Portimao ha partecipato alle prove libere la MissionH24 spinta da motore a idrogeno. Nei 36 giri compiuti dal development driver, Stèphane Richelmi, il prototipo è riuscito ad avvicinarsi a 10” dal miglior tempo delle sessioni, a 5” circa dalle GT3 per completare il paragone.

Si chiude cosí anche la sesta stagione della Michelin Le Mans Cup. La serie ritornerà a primavera a Le Castellet il 16 aprile, preceduta da una giornata di test collettivi, il 13/04.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo

Foto: Piero Lonardo, Roberto Beretta

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Ligier Euro Series – Si festeggia in Monza Garage per il titolo JS P4 di Cicognani e Faccioni

La terza serie di supporto del weekend ELMS, come noto da un paio di anni è la Ligier European Series, che si corre con due modelli prodotti dal costruttore transalpino: il prototipo JS P4 e la GT JS 2R.

L’HP Racing Team, che lo scorso anno si è aggiudicato l’edizione di esordio tra le JS P4, quest’anno si è associato al nostranissimo Monza Garage. Sotto l’occhio attento di Alessandro Breveglieri, si è concretizzato un equipaggio monstre per la categoria, composto da Jacopo Faccioni, protagonista da tempo del Campionato Italiano Sport Prototipi, ed Alessandro Cicognani, campione della Formula Le Mans nell’ambito della Le Mans Series 2010.

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L’accoppiata, a causa dei trascorsi di quest’ultimo, riconosciuto ancora quale silver, cosí come Faccioni, nonostante gli 11 anni trascorsi da quello che è stato l’ultimo titolo internazionale vinto tra i prototipi in una serie ACO, poteva rappresentare un handicap, stante la penalità da scontare al pitstop obbligatorio, ma cosí non è stato.

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Dall’ultimo weekend in una pista impegnativa come Spa-Francorchamps infatti, l’equipaggio della #23 esce con un hat trick, due pole position e due vittorie, che si assommano agli altri cinque successi agguantati a Barcelona, Red Bull Ring, Paul Ricard (altra doppietta) e Monza.

Il risultato di Spa vale il titolo piloti con ben due gare di anticipo per i driver romagnoli, che potranno affrontare il weekend di Portimao del 23-24 ottobre con l’unico scopo di portare a casa anche il titolo a squadre, che vede l’HP Racing by Monza Garage precedere il Deux Arbres di 37 punti contro i 50 in palio.

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Da segnalare che nelle Ardenne Cicognani e Faccioni hanno dovuto affrontare un rivale d’eccezione, nientemeno che Pierre Fillon, presidente dell’ACO, schierato al fianco dell’amico Jacques Nicolet e giunto terzo al traguardo.

Speriamo di rivedere anche nel 2022 il Monza Garage e i due driver nostrani in azione insieme, magari, perchè no, in una categoria superiore.

Piero Lonardo

Foto: Alberto Manganaro, Roberto Beretta

Race Start

LMC – Doppietta Cool Racing e titolo GT3 ad Iron Lynx a Spa

A Spa non è mancato lo spettacolo nemmeno nelle serie di contorno; ne è stata la prova la penultima prova della Michelin Le Mans Cup, che vede a contatto LM P3 e GT3.

A dire il vero il parco partenti della prossima futura categoria regina delle GT questa volta si limitava a tre sole unità, ma in ballo c’era comunque il titolo, in sospeso fra la Porsche del PZOberer by Zurichsee e la Ferrari di Iron Lynx, tornata nuovamente nelle mani di Gabriele Lancieri e Paolo Ruberti.

Al via, le due vetture gestite dal Phoenix Racing di Finn Gehrsitz e Thorsten Kratz si facevano infilare alla Source dalla Ligier di Antoine Doquin, che prendeva presto il largo. Dietro ancora una volta un po’ di confusione ma fortunatamente nessun contatto terminale, con Lancieri, partito sulla Ferrari #8, a mantenere la testa delle GT3 su Nicolas Leutwiler.

Il gentleman svizzero, in rimonta sul driver imolese, intorno al minuto 45 commetteva però un grave errore alla Campus che lo riportava a distanza dalla 488; poco dopo una prima Full Course Yellow per recuperare la Duqueine di Andres Latorre permetteva l’esecuzione delle prime soste.

Nel frattempo Dietro a Josh Skelton, subentrato a Doquin, e a Leonard Weiss, ora al volante della Duqueine del WTM by Phoenix, stava avanzando a larghe falcate l’altra Ligier del Cool Racing, ora con Matt Bell al volante. Il distacco fra i due diminuiva sino al sorpasso, eseguito senza particolare fatica, all’Eau Rouge a 20’ dalla fine.

Il timing della corsa era peró stato inficiato dalle interruzioni occorse nelle qualifiche della ELMS, e la direzione gara, dopo il secondo pistop, decideva di chiudere anticipatamente la gara, in ossequio alle norme antirumore del circuito belga, con circa 8’ di anticipo rispetto alle due ore previste, sancendo la doppietta delle Ligier del Cool Racing.

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Matt Bell e Mo Smith, secondi al traguardo, si portano a 14 lunghezze dai leader del Nielsen Racing, Colin Noble ed Anthony Wells, classificatisi al quinto posto, davanti all’equipaggio del Rinaldi Racing, a quota -11, penalizzato con un drive-through per il contatto con la Ligier di United Autosports di Andy Meyrick mentre navigava in P3.

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Il campionato delle LM P3 si andrà quindi a risolvere nell’ultimo round di Portimao del 24 ottobre, mentre il titolo delle GT3 invece va nuovamente, con una gara di anticipo, ad Iron Lynx. Stanti le variazioni di equipaggio intercorse in stagione, il solo Paolo Ruberti, tornato insieme a Lancieri alla vittoria alla guida della Ferrari #8, insegue Leutwiler con 18 punti di svantaggio.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo

Foto: MLMC, Cool Racing, Iron Lynx

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ELMS – Nel 2022 tornano Imola e l’Hungaroring. Le Ligier approdano a Le Mans

Diffuso come da anticipazioni della vigilia in quel di Spa-Francorchamps anche il calendario dell’European Le Mans Series 2022. Tra tutte, il ritorno di Imola, che già ospitò la serie dal 2013 al 2016, e dell’Hungaroring, che torna ad accogliere una competizione gestita dall’ACO addirittura dal 2013.

La 4 Ore di Imola va a sostituire, come da previsioni, la gara monzese, slegandosi però dalla programmazione estiva, quale seconda prova della serie, il 15 maggio, col season opener che torna, cosí come il Prologo, nella consueta sede di Le Castellet, il 17 aprile.

A seguire, proprio l’appuntamento magiaro, il 3 luglio, che prende il posto del Red Bull Ring, mentre la 4 ore di Barcelona si muove verso un torrido 28 agosto. Immutati gli ultimi due atti di Spa-Francorchamps e Portimao, che si muovono solamente di una settimana (in avanti per il round belga, all’indietro per il circuito portoghese) rispetto alla schedule 2021.

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Presentati anche i calendari delle due serie di contorno, la Michelin Le Mans Cup e la Ligier European Series. Entrambe “salteranno” Barcelona; la prima per fare posto alla settima Road to Le Mans, mentre il calendario della serie monomarca entry level si arricchirà anch’essa di una passerella sul Circuit de la Sarthe nell’ambito della 90ma 24 Ore.

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Piero Lonardo

Foto: ELMS, Le Mans Cup, Ligier European Series

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ELMS – A Spa in 39 col ricordo di Le Mans (ed il pubblico)

L’European Le Mans Series tornerà il prossimo weekend per il penultimo round della stagione 2021, la 4 Ore di Spa-Francorchamps. Rispetto alla “monster grid” di Monza, ulteriormente rimpolpata dalle wild-card WEC, un leggero calo nelle vetture iscritte, che saranno comunque ben 39.

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Con la testa ancora a Le Mans per la vittoria sfiorata tra le LM P2 il capolista WRT, che giocherà in casa con Robert Kubica, Louis Deletraz e Yifei Ye e dovrà difendere un vantaggio di 11 punti su Franco Colapinto e Roman Rusinov e l’Aurus #26 del G-Drive. Il team russo ritroverà il neocampione F.E Nicky de Vries, che all’Autodromo Nazionale era stato sostituito da Mikkel Jensen.

In evidenza, oltre come sempre all’equipaggio di punta di United Autosports, rinvigoriti dal podio Monzese a 18 lunghezze dai leader, il Panis Racing, reduce dalla prima vittoria proprio a Monza ma anche dal podio di Le Mans con Julien Canal, Will Stevens e James Allen, con i primi due ad inseguire nella classifica piloti a -27,5 punti. Un distacco notevole ma non incolmabile tenuto presente il notevole numero di iscritti, 14, tra le LM P2.

Tra le line-up, Harry Tincknell sarà di ritorno sulla vettura del Racing Team Turkey, mentre l’unico TBA riguarda Ultimate, che a sorpresa non lista Francois Heriau insieme a Jean-Baptiste e Mathieu Lahaye.

Ricordiamo che due dei vincitori di Le Mans, Ferdinand Habsburg e Charles Milesi, saranno presenti in griglia a Spa cone le vetture di Algarve Pro Racing e Cool Racing.

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Sempre 16 invece le LM P3, dove Laurents Hörr ed il DKR cercheranno di ricongiungersi ai capolista del Cool Racing, Nicolas Maulini, Matt Bell e Niklas Kruetten distanziati, dopo i due ultimi successi del team lussemburghese, di sole 18 lunghezze.

L’accoppiata dell’Inter-Europol, composta da Martin Hippe e dal pilota di casa Ugo de Wilde, è chiamato all’ultima occasione per sperare ancora nel titolo, a causa dei ben 38 punti di distacco dai leader. Il terzo pilota per l’occasione sarà il 22enne Aidan Read, al debutto nella serie dopo le esperienze in Asian LMS e più di recente con la BMW del Turner Motorsports nel WeatherTech SportsCar Championship.

Il nostro Mattia Pasini, dopo la bella prova di Monza, tornerà sull’altra Ligier del team polacco. I colori italiani saranno difesi nella categoria anche da Jacopo Baratto, che ritorna sulla JS P320 dell’Eurointernational, e dalla vettura dell’1 AIM Villorba Corse, che ripropone la medesima line-up formata da Alessandro Bressan, Andreas Laskaratos e Damiano Fioravanti.

Tra le GTE, ritorna Matt Campbell come in IMSA al fianco di Cooper MacNeil a la Porsche Proton coi colori WeatherTech, ma gli onori sono tutti per i vincitori GTE-Am di Le Mans di AF Corse, Alessio Rovera e Francois Perrodo, che nella serie europea ritornano a completarsi con Manu Collard.

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In classifica generale i capolista di Iron Lynx, Matteo Cressoni, Rino Mastronardi – pure a podio a Le Mans in GTE-Am – e Miguel Molina conducono con 80 punti, appena 3 in più di 77 di David Perel e Duncan Cameron, che a Spa ritroveranno Matt Griffin dopo lo stop di Monza per gravi motivi familiari.

3 punti che significano peró 5 kg in meno di Success Ballast nei confronti della Ferrari #80 (40 kg contro 35). Rovera e c. saranno gli unici altri piloti a scontare una zavorra in terra belga, pari a 15 kg. Sull’equipaggio della 488 GTE Evo, distanziata di ben 27 lunghezze dai leader, pesa l’assenza forzata di Barcelona.

A far compagnia alla massima serie endurance europea come sempre la Michelin Le Mans Cup.

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Dopo i due round di Le Mans e le tante wild-card, sono comunque 29 le vetture iscritte alla serie cadetta, ma tra queste le GT3 si ritroveranno solamente in 3: le due Ferrari Iron Lynx e la Porsche del PZOberer by Zurichsee, con Nicolas Leutweiler sempre più vicino al titolo piloti della categoria, mentre sulle due Ferrari ancora una volta Manuela Gostner insieme a Doriane Pin e Gabriele Lancieri ad affiancare, come nel vittorioso round di Monza, Paolo Ruberti.

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Tra le LM P3, Anthony Wells e Colin Noble dopo la fortunosa vittoria in gara 1 a Le Mans cercheranno di prendere definitivamente il largo sulla concorrenza, capeggiata da Alexander Mattschull e Nicolas Varrone del Rinaldi Racing, a quota -9, con l’equipaggio della Ligier #22 di United Autosports composto da Gery Kraut e Scott Andrews a 12 lunghezze dopo l’unico punto conquistato a Le Mans.

Nella Ligier European Series invece,  i nostri Alessandro Cicognani e Jacopo Faccioni “vedono” il titolo tra le JS P4, grazie ai 38 punti di vantaggio su Jacques Nicolet.

A Spa infine torneranno per la prima volta gli spettatori, che potranno entrare gratuitamente, e a cui saranno dedicate due tribune, quella dei box e quella della vecchia pitlane, oltre che tutte le zone comuni, paddock ovviamente escluso, previa presentazione di idonea certificazione sanitaria (Green Pass ovvero tampone). Non è sicuramente l’optimum ma è un buon inizio rispetto a quanto visto a Monza.

L’ELMS scenderà in pista venerdí 17 settembre alle ore 12.45 con le prime libere. Qualifiche sabato 18 alle 1.05 e gara domenica 19 a partire come di consueto dalle 11. Diretta streaming gratuita di qualifiche e gara sul sito europeanlemansseries.com e sui canali Youtube della serie.

Piero Lonardo

L’entry list della 4 Ore di Spa-Francorchamps

L’entry list della Michelin Le Mans Cup

Foto: Piero Lonardo, ELMS

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LMC – Muehlner Motorsports flag to flag in gara 2 della Road to Le Mans. Porsche corsara in GT3

La seconda manche della Road to Le Mans si è corsa come da copione quale antipasto della 24 Ore, nella mattinata di sabato.

Dalla pole position Moritz Kranz, sfortunato protagonista di gara 1, parte ugualmente a razzo, questa volta dalla pole position, con la Duqueine del Muehlner Motorsports davanti all’altra Duqueine del DKR di Jean Glorieux e alle due Ligier del Cool Racing di Antoine Doquin e Mathieu de Barbuat.

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Tra le GT3, Rory Penttinen conduce con la Ferrari Iron Lynx su Nico Leutwiler e la Porsche del PZOberer Zürichsee by TFT, che a sua volta ha avuto la meglio su Ahmad al Harthy e l’Aston Martin dell’Oman Racing, che però riprende presto la posizione alle spalle della 488.

Già nel primo giro la bagarre toglie dai contender le vetture del Cool Racing: foratura per la #37 e contatto più dietro per la #69 di Maurice Smith, terzo in gara 1, con l’altra Ligier del Motorsport98 di Eric de Doncker; quest’ultima ha la peggio e chiama in causa una prima slow zone, mentre al barbuto statunitense viene assegnato un drive-through.

Anche i vincitori del giovedí del Nielsen Racing assaggiano le barriere, cosí come la seconda entry del DKR alla chicane Dunlop. Entrambe possono ripartire ancorchè attardate, mentre Thorsten Kratz del WTM powered by Phoenix ha la meglio su de Barbuat per la terza piazza assoluta.

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Si arriva cosí al pit obbligatorio, con la Vantage coi colori dell’emirato al comando delle GT3, ma un testacoda relega Michael Dinan in fondo al gruppo, con Logan Sargeant, subentrato a Penttinen, al comando sulla Porsche #2, ora nelle mani di Julien Andlauer.

Per l’assoluta la Duqueine #21 di Ugo de Wilde conduce con un margine di assoluta tranquillità su Nicolas Kruetten, il quale ha ereditato la seconda piazza dopo il forfait della vettura di punta del DKR dello specialista Laurents Hörr, e si procederà cosí sino al traguardo, dove de Wilde arriverà con 11” di vantaggio. Terza piazza, dopo un drive-through assegnato al WTM, per l’RLR MSport di Mike Benham e Malthe Jakobsen.

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Finale thrilling invece tra le GT3, con Andlauer a superare all’ultimo giro alla chicane Michelin Sargeant, grazie al “velo” di due LM P3. Il gradino basso del podio va all’Audi del WRT di Chris Weertz e Jean-Louis Deletraz.

In classifica generale, a due gare dal termine, l’accoppiata del Nielsen Racing formata da Tony Wells e Colin Noble, a secco in gara 2, continua a condurre con 63 punti, ma a 9 lunghezze si affaccia l’equipaggio del Rinaldi Racing, che termina in P4 alla bandiera a scacchi ma porta a casa ancora 9 punti e scavalca a sua volta i portacolori di United Autosports, Scott Andrews e Gerry Kraut, autori di una gara sfortunata.

Tra le GT3, con la vittoria odierna, Leutwiler allunga con 71 punti seguito dal teammate Andlauer (ricordiamo che al Paul Ricard la Porsche #2 fu guidata da Wolf Henzler) con 56; in terza posizione emerge Doriane Pin con la Ferrari delle Iron Dames a -19, uno in più di Sargeant, che ha sostituito i nostri Rino Mastronardi e Paolo Ruberti, impegnati nella 24 Ore, fermi a quota 45.

Prossimo appuntamento con la Michelin Le Mans Cup a Spa-Francorchamps il 18 settembre prima del gran finale di Portimao.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo di Gara 2

Foto: Piero Lonardo

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LMC – Nella gara 1 della Road to Le Mans, successi di Nielsen Racing ed Iron Lynx

Colin Noble e Tony Wells regalano la vittoria al Nielsen Racing nella prima manche della Road to Le Mans, quarto appuntamento della Michelin Le Mans Cup.

La gara è stata decisa da un lungo periodo di safety car, causato dal contatto e dalla successiva uscita di strada della Ferrari #51 di Ken Abe. Fino a quel momento era la Duqueine #21 del Muhlner Motorsports di Ugo de Wilde a comandare, avendo preso il comando al via sul polesitter Jean Glorieux del DKR.

La neutralizzazione, necessaria per rimettere in condizione ottimale il Circuit de la Sarthe, ha permesso alla seconda metà dello schieramento di anticipare il pitstop obbligatorio, col risultato di avere Noble, fino a quel momento quinto, davanti a tutti.

Tra le GT3, dopo il quasi immediato ritiro di Nicolas Leutwiler con la Porsche del PZOberer Zurichsee by TFT condivisa col futuro polesitter GTE-Am della 24 Ore, Julien Andlauer, era l’Audi del WRT di Chris Weertz ad ereditare il comando della categoria.

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Durante le soste però Ahmed Al Harty, già vincitore qui nel 2017, si portava in testa con l’Aston Martin dell’Oman Racing, inseguito a sua volta da Logan Sargeant sulla Ferrari #8 di Iron Lynx. Il sorpasso della giovane promessa statunitense andava a segno al lap 9, mentre in terza posizione si installava l’altra 488 delle Iron Dames di Manuela Gostner e Doriane Pin. L’ordine della categoria rimarrà invariato sino al traguardo.

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Dietro Noble si faceva largo l’altra Duqueine del Rinaldi Racing con Nicolas Varrone, che si installava in seconda posizione, terminando a 7” dal battistrada. Completa il podio l’accoppiata del Cool Racing cormata da Maurice Smith e Matt Bell.

In classifica generale, i vincitori odierni si portano al comando con 63 punti contro i 54 di Scott Andrews e Gerry Kraut, quest’oggi solo dodicesimi. Tra le GT3, con il ko della Porsche elvetica e l’impegno concomitante di Rino Mastronardi e Paolo Ruberti nella gara principale, si avvantaggia solo Doriane Pin, che raggiunge i compagni di squadra al secondo posto in coabitazione a quota 45 contro i 56 di Leutwiler.

La seconda manche della Road to Le Mans alle 12.15 di sabato 21 agosto. In pole position ci saranno il Muehlner Motorsports e la Ferrari Iron Lynx. Diretta streaming gratuita su lemans.org e lemanscup.com.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo di Gara 1

Foto: Piero Lonardo

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LMC – Torna la Road to Le Mans con 46 iscritti. Showcase Alpine F1

Nell’ambito del weekend di Le Mans, torna per la sesta edizione la Road to Le Mans, appuntamento dedicato alle LM P3 e GT3 nell’ambito della Michelin Le Mans Cup.

Sono la bellezza di 46 le vetture iscritte alla gara, di cui 35 prototipi entry level. Oltre agli abituali protagonisti del campionato, da segnalare La presenza di Jeroen Bleekemolen con una delle due Ligier del Muehlner Motorsport. Il pilota olandese, atteso al doppio impegno con la Ferrari iscritta alla 24 Ore in GTE-Am dal Rinaldi Racing, potrebbe fare coppia come a Monza con Freddie Hunt, figlio del leggendario campione, che ha giä partecipato all’edizione 2019.

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Nel parco partenti abbondanza di Ligier sulle Duqueine (25 contro 9), da segnalare però la presenza anche di una Adess-03 Evo iscritta dal team australiano Revere Lifestyle per Andres Latorre Canon e Garnet Patterson.

Di DKR, insieme ai campioni in carica della serie, Larents Horr e Jean Glorieux, l’unico equipaggio TBA, che dovrebbe però essere composto, come nel season opener di Barcelona, da Dario Cangialosi e Jon Brownson.

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Undici le GT3, categoria che ricordiamo formerà l’asse portante delle categorie GT nel prossimo futuro, appartenenti a cinque diversi marchi: Ferrari, Porsche, Aston Martin, Audi e Mercedes. Doppio impegno anche qui per un pilota, Julien Andlauer, titolare del PZOberer Zurichsee by TFT e alla 24 Ore col Dempsey-Proton.

Sulla 911 GT3 R iscritta dall’Herberth Motorsport nientemeno che Manu Collard. Il due volte vincitore di classe alla 24 Ore nel 2003 e nel 2009, a podio anche lo scorso anno con la Ferrari AF Corse farà squadra col connazionale Charles-Henri Samani, protagonista della Ultimate Cup.

In casa Iron Lynx ritorna la promessa statunitense Logan Sargeant, che formerà un’accoppiata inedita con un altro giovanotto di belle speranze, Rory Penttinen, alla prima esperienza con le GT. La seconda Ferrari del team sarà condotta da Doriane Pin e Manuela Gostner, giubilata recentemente dall’equipaggio della 24 Ore per far spazio a Sarah Bovy.

Dopo il primo assaggio di Monza torna inoltre il veterano Andrea Montermini in una delle tre 488 GT3 Evo schierate da AF Corse insieme a Gino Forgione, mentre Kenji Abe, con Matteo Cressoni impegnato con Iron Lynx nella 24 Ore, sarà affiancato per l’occasione da Eddie Cheever Jr. Un altro doppio impegno attende invece il team WRT, già impegnato nella 24 Ore con due Oreca LM P2, con due Audi R8 LMS.

L’unica Vantage infine sarà schierata dall’Oman Racing per Ahmad Al Harthy, vincitore nel 2017, e Michael Dinan.

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Ricordiamo che in classifica generale al comando delle LM P3 c’è l’equipaggio della Ligier #22 di United Autosports composto da Scott Andrews e Gerald Kraut, mentre tra le GT3 Nicolas Leutwiler conduce con 10 punti di vantaggio su Rino Mastronardi e Paolo Ruberti, entrambi protagonisti della 24 ore, su due vetture differenti di Iron Lynx.

Insieme alla Road to Le Mans, il programma della 24 Ore si completerà con le Porsche dello Sprint Challenge, i popolari maggiolini della Fun Cup e le storiche della Endurance Racing Legends.

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Inoltre, quale ulteriore attrazione, oltre all’immancabile passaggio della MissionH24, la vettura a idrogeno, anche una showcase per l’Alpine F1, recente trionfatrice al GP di Ungheria. Il giro dimostrativo potrebbe essere il preludio ad un futuro commitment della casa francese, attualmente impegnata con l’ex-Rebellion R13-Gibson LM P1 ribattezzata A480, alla realizzazione di una vera e propria Hypercar.

Tornado alla Road to Le Mans, le attività in pista prenderanno il via alle 10.30 di mercoledì 18 agosto con le prime libere. Le due manches, della durata di 55’ ciascuna, alle 19.30 di giovedì 19 e come sempre quale antipasto della 24 Ore, alle 12.15 di sabato 21 agosto. Diretta streaming gratuita su lemans.org e lemanscup.com.

Piero Lonardo

L’entry list della Road to Le Mans 2021 

Foto: Piero Lonardo

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LMC – United Autosports, secondo successo nel caos a Monza. Squalifica per TF Sport, doppietta Iron Lynx in GTE. Cicognani/Faccioni sempre piú soli al comando della Ligier Euro Series

Ancora una volta una gara complicata nella Michelin Le Mans Cup in quel di Monza. Complice anche una griglia estesa con ben 32 entry, tra cui 6 GT3 con l’aggiunta dell’Aston Martin del TF Sport per Ben Keating e Ross Gunn e di una seconda Ferrari AF Corse per Gino Forgione e nientemeno che Andrea Montermini, abbiamo assistito ad una gara frammentata da ben tre safety car e due Full Course Yellow.

L’incidente piú spettacolare, dopo anche una partenza ritardata di oltre 20’ a causa di un altro crash nella gara di contorno della Porsche Carrera Cup France, sicuramente quello al lap 4, allorquando Patrice Lafargue (sempre lui) e la Ligier di IDEC Sport si stampavano in totale autonomia all’interno della variante Ascari per poi rimbalzare in pista. In tanti riuscivano ad evitare l’ostacolo a centro pista, compresa la vettura di CD Sport, che scartava all’esterno ma cosí facendo mandava l’incolpevole JS P320 #16 del Team Virage contro il muro esterno.

La Ligier, con Matthias Lüthen alla guida, a causa dell’angolo di impatto si disintegrava mantenendo comunque intatta la cellula di sopravvivenza, ed il pilota tedesco, cosciente, veniva trasportato al centro medico per le opportune valutazioni.

Davanti le due macchine gestite dal Team Phoenix che avevano conquistato la prima fila dopo le qualifiche del mattino mantenevano la leadership, cosí come anche la Ferrari delle Iron Dames di Sarah Bovy sull’altra 488 GT3 di Gabriele Lancieri.

Dopo oltre 20’ dietro la vettura di servizio, il regime di corsa libera durava però poco, perché un paio di contatti, protagonisti Antoine Doquin e Freddie Hunt (figlio del grande James, acquisto dell’ultimo momento del Muehlner Motorsports), in quel momento in lotta per il podio assoluto, e le due Ferrari di Kenji Abe e Gino Forgione, entrambi in prima variante, piú la Ligier del Frikadelli Racing ferma all’uscita della parabolica, richiamavano nuovamente in causa la safety car.

Nel frattempo se n’era quasi andata la prima ora di gara e venivano effettuati i primi pitstop delle LM P3. Dopo una Full Course Yellow per la vettura dell’RLR Msport ferma nella ghiaia della Parabolica, davanti a tutti si ritrovava Garett Grist con la Ligier superstite del Team Virage davanti alle Ferrari GT3 della Bovy e di Lancieri, a loro volta incalzate dalla Aston Martin di Ben Keating e dalla Porsche di Nicolas Leutwiler.

Una terza safety car per recuperare la seconda Duqueine Muehlner di Dino Lunardi introduceva alla seconda ora di gara ancora con Grist davanti alle due Ligier di United Autosports del campione ELMS della categoria Wayne Boyd e di Scot Andrews, che presto passava il compagno di squadra. Dopo la sosta, tra le GT3 era Ross Gunn, subentrato a Keating, a prendere il comando della categoria, davanti al factory driver Porsche Julien Andlauer e alle Ferrari Iron Lynx, ora nelle mani di Paolo Ruberti e di Doriane Pin.

Ma non era finita, perché, oltre alle seconde soste, rese indispensabili come noto dalla potenza maggiorata dei motori Nissan, a 7’ dalla bandiera a scacchi un’ultima Full Course Yellow per detriti in pista rischiava di movimentare ulteriormente il finale, con Dario Cangialosi e la Duqueine del DKR insospettabilmente al comando della gara.

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Purtroppo l’azzardo del team lussemburghese veniva vanificato dal restart a due soli minuti dalla bandiera a scacchi, che vedeva Scott Andrews tagliare per la prima volta il traguardo per primo con 7” di vantaggio sul “solito” Colin Noble con la migliore delle Ligier del Nielsen Racing e 19” sull’argentino Nicolas Varrone con la vettura del Rinaldi Racing.

In classifica, la vittoria di Andrews e Gerald Kraut, la seconda in termini di campionato dopo Barcelona (l’RLR MSport non prese punti in quanto non iscritta alla serie), li porta al comando con 50 punti contro i 48 di Noble e Wells e i 45 dell’equipaggio dell’altra Ligier di UA, la #23, di Boyd e Scaheurman, classificati in quarta posizione di categoria. La terza vettura del team non ha preso il via per un malessere occorso a Daniel Schneider.

Tra le GT3, la Porsche del PZoberer Zürichsee by TFT veniva penalizzata di 30” per rifornimento al di fuori della finestra di pistop obbligatorio e perdeva cosi la seconda posizione in pista, ma le sorprese non erano finite, perché nelle verifiche post-gara l’Aston Martin del TF Sport veniva trovata irregolare.

Galeotta l’altezza dell’ala posteriore, non conforme al regolamento nonostante le tolleranze. Vengono cosi promosse anche ai termini della graduatoria finale (per la classifica l’Aston Martin non avrebbe comunque preso punti in quanto non iscritta al campionato) le Ferrari Iron Lynx #8 di Paolo Ruberti e Gabriele Lancieri e le due Iron Dames, nuovamente a podio dopo Le Castellet.

_PL51700Nicolas Leutwiler con la Porsche #2 va infine a completare il podio, e conquista la vetta della classifica, complice lo stop di Rino Mastronardi, che viene affiancato in seconda posizione dall’abituale teammate Paolo Ruberti.

Il prossimo appuntamento con la Michelin Le Mans Cup sarà la Road to Le Mans, le cui due manches sono programmate sul Circuit de la Sarthe il 19 ed il 21 agosto prossimi.

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Disputate in giornata anche le due gare della Ligier European Series. Tra le JS P4 successo in gara 1 di Paul Lafargue e Dimitri Enjalbert sui nostri portacolori dell’HP Racing Team by Monza Garage. Alessandro Cicognani e Jacopo Faccioni in gara due sono invece riusciti a conquistare la quinta vittoria in otto gare e, in attesa degli ultimi due round di Spa e Portimao, hanno ulteriormente incrementato il proprio vantaggio in classifica sul boss Ligier, Jacques Nicolet, P4 e P2 nelle due gare odierne.

Il programma del weekend monzese terminerà con la 4 Ore ELMS, con partenza oggi alle 11.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della Le Mans Cup

Foto: Piero Lonardo

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LMC – Nielsen Racing torna alla vittoria. Herberth-Porsche, debutto e doppietta in GT3

Il Nielsen Racing torna alla vittoria nella seconda tappa della Le Mans Cup dopo il season finale 2020 di Portimao.

Anthony Wells ha cominciato dalla decima posizione conquistata nelle qualifiche del mattino, dominate dalla Ligier #37 del Cool Racing di Antoine Doquin, che curiosamente dopo aver ottenuto il giro piú veloce si è bloccato a 4’ dal termine lungo il circuito. Il limite del pilota francese non è stato poi più stato superato alla ripresa delle ostilità e pertanto la Ligier ha potuto accomodarsi nella migliore piazzola della griglia per la seconda volta in altrettante gare.

Allo start un po’ di caos nelle posizioni di rincalzo con Michael Benham, vincitore fuori campionato del season opener, a colpire Pietro Peccenini con la Duqueine del TS Corse. Davanti ne approfittava Alexander Mattschull del Rinaldi Racing che rubava la seconda posizione al connazionale del Phoenix Racing Hamza Owega, mentre Jonathan Brossard col debuttante ANS Team JSE Management e le due vetture del Team Virage davano spettacolo fiuori pista.

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Tra le GT3, un po’ di melèe tra le Porsche di Herbert Motorsport e PZOberer Zürichsee by TFT permetteva al polesitter di Iron Lynx, Rino Mastronardi, di mantenere il comando della categoria.

A seguire qualche altra schermaglia protagonista la vettura di punta di United Autosports di John Schauerman, il quale colpiva duro l’incolpevole Thèo Chalal del Racing Spirit of Leman (niente a che vedere coi nostri portacolori del Cetilar Racing), poi costretto ad una lunga sosta ai box, mentre alla Ligier #23 toccava un sacrosanto drive through, fino a che Patrice Lafargue chiamava in causa la vettura di servizio.

Il pilota di IDEC Sport si girava all’ultima curva esattamente come lo scorso anno, allorquando rovinò la gara ed il campionato di Nicolas Maulini e del Cool Racing, colpendo il muretto esterno dei box. La safety car però doveva rimanere in pista per consentire ai marshal di riprendere la vettura di Brossard, terminata definitivamente a muro.

Dopo le prime soste erano le due vetture del Phoenix di Owega e di Thorsten Kratz a condurre la gara, con le due Ferrari Iron Lynx di Mastronardi e di Sara Bovy al top delle GT3, ma la classifica era destinata a mutare ancora e le leadership passavano temporaneamente al Mühlner Motorsport con Mathieu de Barbuat e alla Porsche di Daniel Alleman.

La situazione di stabilizzava solamente dopo 80’ minuti di gara, a seguito della seconda sosta del Rinaldi Racing, che lasciava le due Ligier del Cool Racing, ora nelle mani di Josh Skelton e di Matt Bell, al comando su Colin Noble e sulla Ligier UA dell’inossidabile Andy Meyrick.

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Purtroppo per il team svizzero, la vettura di testa era costretta ad un paio di soste ai box, l’ultima con il motore in fiamme, che ne decretavano la fine della gara, mentre Noble aveva la meglio su Matt Bell, che alla fine riuscirà a rimontare fino ad 1” di svantaggio, ma comunque dietro la vettura del Nielsen Racing.

Completa il podio Wayne Boyd, che a sua volta aveva liquidato in malo modo il compagno di squadra Meyrick, mentre la terza vettura del team era già ferma ai box da tempo. In classifica generale, proprio Boyd e Schauerman conducono ora a pari merito su Matt Bell e Maurice Smith.

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Tra le GT3, alla fine erano le due Porsche dell’Herbert Motorsport di Robert ed Adrian Renauer a trionfare davanti alla Ferrari Iron Lynx del polesitter del Red Bull Ring ELMS, Logan Sargeant, subentrato da questa gara sulla 488 GT3 #8.

Iron Lynx conquista la testa della categoria anche grazie al quarto posto conquistato in pista (secondo in termini di punti in quanto le due Porsche di testa non raccolgono punti per il campionato) delle Iron Dames davanti all’altra 911 GT3 R del PZOberer Zürichsee by TFT.

UPDATE: La direzione gara tra le varie penalità del post gara ha assegnato 1’32″ alla vincitrice delle GT3, che quindi viene classificata in P6. La vittoria passa quindi alla vettura gemella, e vanno a podio entrambe le Ferrari di Iron Lynx,

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In giornata si sono disputate anche le due gare della Ligier European Series. In entrambe le manches è stato l’HP Racing Team by Monza Garage a dominare in lungo e in largo, permettendo ad Alessandro Cicognani e a Jacopo Faccioni di irrobustire la leadership tra le JS P4 dopo il giro di boa del campionato.

Domani sarà la volta del piatto forte del weekend, la 4 Ore di Le Castellet ELMS. Prossimo appuntamento con la Michelin Le Mans Cup e con la Ligier European Series invece a Monza il 10 luglio.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della Le Mans Cup

Foto: Piero Lonardo, Alberto Manganaro