Archivi categoria: Le Mans Cup

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LMC – Reiter Engineering ed AF Corse si impongono a Portimao dopo il big crash

La prima vittoria del Reiter Engineering nella Michelin Le Mans Cup era ormai nell’aria, ma Freddie Hunt e Mads Siljehaug non avrebbero mai immaginato di ottenerla al termine di una gara completamente stravolta dall’incidente occorso a Jerome de Sadeleer.

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Lo start, nella primissima mattinata, avveniva regolarmente con il polesitter Torsten Kratz del WTM a mantenere la leadership su Hunt, scattato benissimo dalla seconda fila sul neocampione Alexander Mattschull del Racing Spirit of Leman e su Jerome de Sadeleer dell’MV2S.

Come spesso accade però nella serie, la gara è andata subito sotto Safety Car a seguito del contatto tra le due Ligier di Alexander Talkanitsa e di Jonathan Brossard, con quest’ultimo fermo nella sabbia in curva 11. Tra le GT3, era la Honda NSX GT3 #55 del capoclassifica Kristian Poulsen a menare le danze.

Al restart purtroppo qualche indecisione di troppo da parte ha generato caos nelle immediate retrovie, e de Sadeleer, nel tentativo di evitare la vettura di Hunt, si schiantava pesantemente sulle barriere interne del rettilineo, miracolosamente schivato da tutti gli altri concorrenti.

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Il pilota – che avrebbe dovuto disputare anche la gara ELMS con Eurointernational – ne usciva con forti dolori alla schiena e veniva trasportato via elicottero al vicino ospedale, ma la gara subiva un lungo stop per le opportune riparazioni al guard rail.

Dopo oltre un’ora e mezza (ricordiamo che la durata standard dei round della Le Mans Cup è di 1h50’), la direzione gara decideva per fare ripartire la gara mantenendo almeno mezz’ora di regime di corsa libera, spostando opportunamente anche lo start della 4 Ore ELMS.

Dopo il pitstop obbligatorio, Leo Weiss conduceva su Mads Siljehaug, subentrato ad Hunt, mentre tra le GT3 la Mercedes wild-card di Gunnar Jeannette era seguita da presso dalla Aston Martin del Bullitt Racing, che prima mandava fuoti strada la AMG GT3 e poi si toccava anche con la Honda #44.

Con 10’ sul cronometro veniva invocata la Full Course Yellow, ed al successivo restart, con massimo due giri possibili, Siljehaug riusciva a passare il leader e a involarsi verso la vittoria, mentre Colin Noble dl Nielsen Racing riusciva a piazzarsi alle spalle dei vincitori dopo aver avuto la meglio sia su Malthe Jakobsen del Cool Racing, che su Weiss e sui campioni del Racing Spirit of Leman, che vanno a completare il podio.

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L’inevitabile penalità inflitta all’Aston Martin #99 lasciava al comando delle GT3 la Ferrari AF Corse di Kei Cozzolino, qui in una partecipazione one-shot con Koizumi Hiroshi sulla GT3 #51, il quale riusciva a tenere dietro il veterano Jan Magnussen per la prima vittoria stagionale del Cavallino. Il terzo posto di Kristian Poulsen e Kasper H. Jensen è quanto basta per assicurare il titolo all’equipaggio della Honda #55, a invito per Le Mans già acquisito.

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In pista dopo Imola anche la MissionH24, che stanti le condizioni particolari della gara, ha chiuso in P30 assoluta a fronte di un unico stop per ricaricare le celle a idrogeno.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati delle Qualifiche

L’ordine di arrivo

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LMC – A Portimao si rivede la Mission H24. Volti nuovi fra le GTE

Col titolo già assegnato al Racing Spirit of Leman di Tom Dillmann ed Alexander Mattschull nella Michelin Le Mans Cup, a Portimao nel weekend si lotta per la vittoria ed il secondo posto in classifica generale. A contendersi la piazza d’onore saranno ben otto equipaggi, a partire dal Reiter Engineering di Freddie Hunt e Mads Siljehaug a quota 48 punti, proseguendo con MV2S e Cool Racing ad appena una e sette lunghezze.

Considerando i 26 punti in palio tra pole position e gara, nella lotta al secondo posto si arriva a livello matematico sino ai soli 24 punti fin qui ottenuti dalla Ligier #22 di United Autosports.

Tra gli equipaggi, ritorno dopo l’assenza di Spa del Frikadelli Racing con una Ligier per Klaus Abbelen e Felipe Laser, mentre RLR MSport propone ancora equipaggi TBA per la entry #53 che in Belgio era stata condotta in gara da Horst Felbermayr Jr e Simon Butler.

Ancora da assegnare anche il compagno di Christian Bogle, proveniente dall’Indy Lights Series, sulla seconda vettura del Team Virage.

Tra le GT3 invece, con l’invito automatico per Le Mans già assegnato al GMB Racing, c’è solo da decidere l’equipaggio campione fra le tre Honda NSX del team danese. Kasper H. Jensen e Kristian Poulsen, grazie al miglior numero di piazzamenti ottenuti, conducono con 93 punti davanti ai dominatori delle Ardenne, Gustav Birch e Jens Møller, i quali scontano soprattutto il passo falso di Monza con 17 lunghezze di distacco.

Anche Lars Engelbreckt Pedersen comunque non è ancora da ritenersi fuori dai giochi a -18, considerando anche la presenza al proprio fianco, come a Spa, di Jan Magnussen.

AF Corse dal canto suo schiererà un equipaggio giapponese sulla Ferrari #51 per Koizumi Hiroshi e Kei Cozzolino, mentre due wild card alzeranno il livello della competizione. Si tratta del Schnitzelalm Racing con una Mercedes AMG GT3 per il veterano statunitense Gunnar Jeannette e PJ Hyett e del Team Parker Racing con una Porsche per i britannici Nick Jones e Scott Malvern.

Dopo le apparizioni pubbliche di Goodwood, tornerà infine in pista anche la MissionH24, che continuerà lo sviluppo in pista nelle mani di Stèphane Richelmi dopo l’esperienza in gara di Imola.

Il weekend vedrà anche l’ultimo atto stagionale della Ligier European Series, a titoli anche qui già assegnati a Gillian Henrion del Team Virage tra le JS P4 e a Haytham Qarajouli dell’RLR MSport tra le JS2 R.

L’inizio ufficiale delle ostilità in pista alle 10.20 di venerdí 14 ottobre con le prime libere, precedute come di consueto da due sessioni di test il giovedí, mentre l’ultimo start del 2022 della Michelin Le Mans Cup avverrà domenica 16 ottobre alle ore 9.00.

Piero Lonardo

Foto: Le Mans Cup

L’entry list della Michelin Le Mans Cup

Leman

LMC – A Spa, vittoria al Graff e titolo anticipato al Racing Spirit of Leman

Il circuito di Spa non manca mai di regalare emozioni e anche la gara della Michelin Le Mans Cup non è stata da meno, coronata da un sorpasso all’ultimo giro da parte di David Droux che regala la prima vittoria stagionale al Graff, mentre il titolo 2022 va al Racing Spirit of Leman con una gara d’anticipo grazie al sesto posto ottenuto da Tom Dillmann e Alexander Mattschull.

I 110’ di corsa sono stati marcati dal meteo avverso, e la Safety Car ha introdotto le 35 vetture, prive dell’Aston Martin del Bullitt Racing, già out prima del via, sulla pista bagnata.

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Alla separazione dalla vettura di servizio dopo 15’, Freddie Hunt manteneva la prima piazza garantita dalla pole position davanti a Torsten Kratz e a Luis Sanjuan, ma da dietro avanzava Jerome de Sadeleer con la vettura dell’MV2S, presto P2 alle spalle del figlio d’arte, ma dopo poco era Jonathan Brossard a richiamare nuovamente in causa la Safety Car, terminando della ghiaia a Pouhon.

Dopo altri 20’ di neutralizzazione, Kratz si reimpossessa della seconda piazza, mentre Hunt macina giri veloci, perfettamente a proprio agio sotto la pioggia, ma in questa fase è lo specialista ed ex-campione Laurents Hörr a porsi in evidenza, guadagnando la quarta piazza dalla 17ma piazzola di partenza, per poi porsi addirittura alle spalle del battistrada, ancorchè ben distanziato.

Tra le GT3, Gino Forgione riusciva ad inserirsi brevemente nel trenino delle 3 Honda, salvo poi perdere nuovamente la posizione dopo il pit per cedere il volante ad Andrea Montermini. Sulla NSX GT3 saliva per la prtima volta Jan Magnussen, e poco dopo si impossessava della seconda piazza alle spalle di Gustav Birch.

Reiter

Mads Silhjehaug, subentrato ad Hunt, manteneva ed anzi aumentava il vantaggio sugli inseguitori, ora capitanati da Leronard Weiss e David Droux, che sulla Ligier del Graff presto chiudeva sul tedesco per andare alla caccia del norvegese, ormai avanti 30”. La Duqueine #3 del DKR, ora nelle mani assai meno capaci di Jim Brownson, dopo aver resistito a Weiss cedeva di schianto.

La gara sembrava decisa a favore del Reiter Engineering, ma prima la vettura di AT Racing, nella sabbia alla Bruxelles, riportava in pista la Safety Car, poi a causa di Brownson fermo nella ghiaia era Full Course Yellow. Il distacco tra i battistrada si era ormai assottigliato ad una manciata di secondi, e Droux con un forcing finale arrivava alle calcagna della bianca Ligier. Dietro era lotta al coltello fra Josh Skelton con la seconda entry del Racing Spirit of Leman, Malthe Jakobsen del Cool Racing e Colin Noble del Nielsen Racing, che supererà il polesitter ELMS della categoria.

Il sorpasso decisivo per il primo posto di forza, a Les Combes, all’ultimo giro, su Siljehaug, il quale tenterà di riattaccare a propria volta, vanamente. Alexander Mattschull dal canto suo portava la Ligier #10 alle spalle della top five, quanto basta per aggiudicarsi il titolo 2022 con una gara d’anticipo insieme a Tom Dillmann per il Racing Spirit of Leman. Col secondo posto odierno, Hune e Siljehaug si installano in seconda posizione, un punto avanti all’equipaggio dell’MV2S e a +7 rispetto a Jakobsen e Mo Smith.

JMB44

Il trenino finale delle GT3 premia la Honda #44 di Jens Møller e Gustav Birch sulla #88 di Jan Magnussen e la #55 di Kristian Poulsen e Kasper Jensen e la Ferrari dell’ex-F1. L’equipaggio della #55 conduce ora con 92 punti contro i 77 di Birch e Møller ed i 75 di Lars Engelbreckt Pedersen, compagno di Magnussen.

Ultimo appuntamento del 2022 con la Michelin Le Mans Cup a Portimao il 15 ottobre

Piero Lonardo

Foto: Le Mans Cup

I risultati delle Qualifiche

L’ordine di arrivo

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ELMS – Ecco il calendario 2023. Novità Aragón in notturna

Ancora una volta l’European Le Mans Series rispetta la tradizione ed approfitta del round di Spa-Francorchamps per la presentazione della stagione successiva.

Ancora sei le gare in programma nel 2023, con due novità, entrambe in salsa spagnola: il prologo, i tradizionali test collettivi, ritornano a Barcelona come nel 2021, il 19/20 aprile, e si proseguirà in un periodo meteorologicamente più gradevole rispetto alla passata stagione con la 4 Ore del 23 aprile.

Prende il suo posto nell’ultima schedule una nuova venue, il Motorland Aragòn, che proporrà una gara in notturna di sabato sera il 26 agosto.

Gli altri quattro round sono all’insegna della stabilità, con la 4 Ore di Imola il 7 maggio, ultima gara della serie europea a precedere la 24 Ore di Le Mans, seguita da Le Castellet il 16 luglio.

Il calendario si chiuderà con i consueti appuntamenti di Spa-Francorchamps del 24 settembre e Portimao il 15 ottobre.

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Diffusi anche i calendari delle altre serie a contorno: sempre 6 date per la Michelin Le Mans Cup, con il fiore all’occhiello della Road to Le Mans l’8-9 giugno. La serie cadetta – le cui gare manterranno la durata di 110’ salvo le due manches del Circuit de la Sarthe, di 55’ ciascuna – ritorna inoltre a Barcelona, dove svolgerà i propri test il 18 aprile, ma mancherà nel round notturno di Aragòn.

Calendrier 2023 (bannière)

La Ligier European Series infine, giunta alla quarta stagione, seguirà il calendario della Le Mans Cup, tornando per la seconda volta, sempre in atto unico, a Le Mans, il 4 giugno 2023. I restanti appuntamenti rimarranno in forma di doubleheader partendo da Barcelona fino a Portimao.

Piero Lonardo

Foto: ELMS, LMC, LES

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LMC – La serie ritorna a Spa dopo il lungo stop

Dopo una lunga sosta di oltre due mesi, ritorna nel weekend a Spa-Francorchamps la Michelin Le Mans Cup. La serie cadetta dell’endurance europea si presenta ancora una volta in grande spolvero con la bellezza di 37 vetture, due in più rispetto a Monza.

Tra le LM P3, ritorno di IDEC Sport con Patrice Lafargue e l’ex-campione ELMS GTC Dino Lunardi cosí come la Ligier dai colori greci schierata da AF Corse per Kriton Lentoudis e Rui Aguas e la vettura del CD Sport di Fabien Michal e Grégory Guilvert.

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In classifica generale, il Racing Spirit of Leman di Tom Dillmann ed Alexander Mattschull dopo il terzo successo stagionale ottenuto all’Autodromo Nazionale guardano il resto del lotto dall’alto in basso, forti dei ben 33 punti di vantaggio sull’equipaggio dell’MV2S #29.

Ancora più lontana l’accoppiata Cool Racing/WTM: il team svizzero capitanato dallo specialista Malthe Jakobsen a parte il successo di Imola ha raccolto ben poco, mentre i tedeschi hanno brillato più in qualifica che in gara. Le 43 lunghezze di distacco sono già un gap proibitivo, nonostante i 54 punti in palio totali negli ultimi due round. Freddie Hunt, dopo la bella prestazione al debutto in ELMS, tornerà nei ranghi del Reiter Engineering.

Diversa la musica tra le GT3. L’avvenimento principale consiste nel debutto del veterano quattro volte vincitore a Le Mans tra le GT Jan Magnussen nelle fila del GMB sulla Honda NSX GT3 #88 insieme a Lars Engelbreckt Pedersen.

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La classifica di categoria è però guidata dalla gemella #55 di Kasper H.Jensen e dell’ex-campione WEC GTE-Am Kristian Poulsen, con 17 punti di vantaggio su Stephen Pattrick del Bullitt Racing, il quale si riproporrà con Valentin Hasse-Clot. L’assenza della Porsche di Ebimotors riduce a cinque sole entry il parco partenti.

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A Spa ritornerà dopo l’assenza di Barcelona anche la Ligier Europeans Series, con Gillian Henrion del Team Virage a punteggio pieno, proiettato verso il titolo delle JS P4 cosí come Haytham Qarajouli tra le JS 2R per l’RLR MSport.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

L’entry list di Spa 

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LMC – Dillmann/Mattschull, terzo sigillo a Monza

Il Racing Spirit of Leman mette le mani sull’edizione 2022 della Michelin Le Mans Cup grazie alla vittoria ottenuta a Monza da parte di Tom Dillmann ed Alexander Mattschull.

Il collaudatore del ByKolles ha ancora una volta imposto il proprio ritmo nella seconda parte di gara, dopo che Mattschull, partito dalla sesta piazzola, ha provveduto a tenersi alla larga dai tanti incidenti che ancora una volta ne hanno movimentato le prime fasi.

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Al via, relativamente regolare, Freddie Hunt manteneva il comando derivante dalla pole conquistata nel primo pomeriggio su Jerome de Sadeleer, mentre Emanuele Busnelli con la Porsche di Ebimotors in pole tra le GT3 tagliava la prima chicane, cedendo cosí la leadership della categoria alla Honda di Kristian Poulsen.

Hunt cedeva però la P1 al primo restart, a seguito delle operazioni per riportare in pista la Duqueine di Jon Brownson, nella sabbia della Ascari, dopo aver tagliato a propria volta la prima chicane.

La vettura di servizio appare nuovamente poco dopo per il duro contatto tra Andres Latorre di United Autosports e Stephan Rupp del Graff al termine del rettilineo. Nel mentre Busnelli si faceva largo fino a riconquistare la seconda piazza ed il lotto dei partenti approfittava della Full Course Yellow provocata dall’Aston Martin di Stephen Pattrick, nella sabbia a Lesmo, per il pit obbligatorio.

Ancora una volta il Reiter Engineering effettuava una sosta top, lasciando Mads Siljehaug al comando su Louis Rousset, che aveva frattanto ereditato il volante della Ligier dell’MV2S. Purtroppo per Siljehaug, la direzione gara riteneva non corretti i lavori effettuati in griglia sulla bianca Ligier e andava a comminare un drive-through che lasciava Rousset al comando su Leonard Weiss del WTM e a Tom Dillmann.

Dillmann supererà in seguito entrambi i concorrenti, approfittando dell’ennesimo ricompattamento e ripartenza; dietro la vettura dell’MV2S si faceva largo Josh Skelton con la seconda Ligier del Racing Spirit of Leman, che andava cosí ad occupare due terzi del podio. Charles Milesi infine, sub di lusso sulla Ligier dell’AT Racing, nel finale andava a prendersi la quarta piazza su Weiss. Grande deluso della giornata Malthe Jakobsen ed il Cool Racing, appena 16mi con una vettura non al top.

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Dopo che Jens Møller ha ancora una volta chiuso anticipatamente le speranze di un successo della Honda #44 nella sabbia della Ascari, erano i due Pedersen (non imparentati) ad ereditare il comando delle GT3 fino alla bandiera a scacchi. L’ormai abituale rimonta di Fabio Babini si fermava ai margini del podio, dopo la notizia di una penalità per non aver rispettato il tempo minimo al pit che il team di Cermenate riteneva di non volere scontare in pista. Dietro le due Honda si classificava quindi l’Aston Martin del Bullitt Racing, ripresasi dopo l’uscita di strada di metà gara.

In classifica generale Dillmann e Mattschull, alla terza vittoria in cinque gare, conducono con 27 lunghezze di vantaggio (74 punti contro 41) sull’accoppiata dell’MV2S. Più lontani il Cool Racing ed il WTM, a quota 31, praticamente già fuori dalla lotta per il titolo. Tra le GT3 invece, classifica fluida con Kasper Jensen e Kristian Poulsen a quota 77 contro i 60 del Bullitt Racing ed i 57 dell’accoppiata Ebimotors e della Honda #88.

La Michelin Le Mans Cup non seguirà l’ELMS a Barcelona ma ritornerà solo il 24 settembre a Spa-Francorchamps.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

L’ordine di arrivo

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LMC – Benham-Tappy, successo per Cool Racing in gara 2 a Le Mans

Mike Benham e Duncan Tappy si aggiudicano la seconda manche della Road To Le Mans nella mattinata che precede la 24 Ore. Decisiva la Safety Car che ha neutralizzato la competizione per oltre 20’ a causa dei rottami lasciati a Mulsanne dalle Ligier di Felipe Laser e Paul Lafargue, che ha lasciato il gruppo compatto per quasi tutta della seconda parte di gara, non permettendo di agli inseguitori più accreditati di rimontare. Ma andiamo per gradi.

Al via partiva bene dalla pole Torsten Kratz del WTM, mentre da dietro Freddie Hunt sull’immacolata Ligier del Reiter Engineering macinava posizioni fino ad arrivare alle spalle del battistrada. Tra le GT3, Arnold Robin, incaricato questa volta del primo stint sull’Audi del WRT, prendeva il largo sulle Honda di Jens Møller e Kristian Poulsen e sulla la Ferrari di Hugo Delacour, ma i riflettori erano sulla Porsche di Ebimotors, con Emanuele Busnelli presto in P3, grazie anche alla penalità inflitta alla Honda #44 per il contatto sulla Duqueine del DKR.

Il primo colpo di scena dopo circa 18’ per l’uscita di strada della Ligier di Jonathan Brossard poco prima di Arnage esattamente dove si era schiantata il venerdí la Mercedes del Racetivity, che non partecipava alla seconda gara. A seguire il drive-through sanzionato all’Audi di testa lasciava in testa Poulsen sulla Porsche #46.

Era l’occasione giusta per andare al pit e tutti ne approfittano fino ai contatti delle Ligier descritti poco sopra che hanno comportato prima un’estensione della slow zone a due terzi del circuito e poi l’intervento della vettura di servizio per liberare la pista dai rottami.

Come venerdí le soste arridevano al teammate di Hunt, Mads Siljehaug, il quale prendeva la testa davanti alla Duqueine del WTM, ora con Leo Weiss al volante, e alla Ligier della wildcard Duncan Tappy, per l’occasione col Cool Racing.

A 7’, vale a dire due giri dalla bandiera a scacchi, il restart, con il veterano britannico – quest’anno attivo in ELMS sull’Oreca LM P2 di United Autosports – presto al comando con Siljehaug alle spalle. Il driver norvegese peró, a differenza di gara 1, resisteva agli assalti di Josh Skelton del Racing Spirit of Leman che venivano smorzati da uno Stop&Go+1” per non aver rispettato il tempo minimo al pitstop.

Il gradino basso del podio andava quindi ai vincitori di gara 1, Tom Dillmann e Alexander Mattschull, grazie al forcing finale del collaudatore di ByKolles. A seguire l’equipaggio del WTM e l’asso della categoria Malthe Jakobsen, risalito addirittura dalla P8.

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Tra le GT3, l’Audi di Maxime Robin aveva la meglio su Fabio Babini, incaricato dello stint finale, che cedeva anche alla Aston Martin del Bullitt Racing, ma non riusciva a raggiungere l’Honda #44 che con Kasper Jensen guadagnava la seconda vittoria stagionale, riprendendo cosi la testa della classifica sui compagni di squadra, fermati da una foratura.

 

Duncan Tappy e Mike Benham, che ripetono la vittoria del 2018, non essendo iscritti al campionatoCool25 regalano il punteggio pieno al Reiter Engineering, ma la classifica è ancora capeggiata dal duo della Ligier #10 del Racing Spirit of Leman, che conduce con 49 punti contro i 31 di Malthe Jakobsen e Mo Smith.

La Michelin Le Mans Cup tornerà a Monza il 2 luglio prossimo.

Piero Lonardo

Foto: Le Mans Cup

L’ordine di arrivo di Gara 2

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LMC – Babini-spettacolo alla Road To Le Mans. Al Racing Spirit of Leman la vittoria assoluta in gara 1

Spettacolo assicurato per la settima Road To Le Mans, terzo appuntamento della Michelin Le Mans Cup 2022, con la bellezza di 50 iscritti, capienza massima designata, composta da 36 LM P3, 13 GT3 più l’inesorabile MissionH24.

Le qualifiche, distinte in due turni distinti per le altrettante manches, avevano premiato per gara 1 il superspecialista della categoria, Laurents Hörr, impegnato anche nella 24 Ore col DKR, e l’Aston Martin del Bullitt Racing di Valentin Hasse-Clot.

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Al via il teammate della Duqueine #4, Jon Brownson, si faceva presto risuccchiare dal gruppo, condotto dalla vettura della ANS Motorsport di Nicholas Schatz -Brownson più tardi verrà coinvolto in una toccata alla Daytona con la vattura del WTM – ma dietro il testacoda alla Dunlop di uno dei protagonisti, Mo Smith vincitore ad Imola col Cool Racing, seminava il panico nelle retrovie e ne faceva le spese soprattutto la Ferrari AF Corse di Hugo Delacour, che picchiava ed era costretto al ritiro.

Tra le GT3 era l’Audi del WRT di Maxime Robin a condurre, ma presto una penalità per collisione sbatteva l’R8 in fondo al gruppo. La laadership passava quindi all’Honda di Mikkel Pedersen, poco prima che la slow zone per l’incidente alla Mercedes del Racetivity propiziasse il pit obbligatorio collettivo.

Dopo le soste davanti si ritrova Mads Siljehaug con la Ligier del Reiter Engineering condivisa con Freddie Hunt davanti alle due vetture del Racing Spirit of Leman di Tom Dillmann e Josh Skelton. Il pilota norvegese peró oppone resistenza alle due Ligier, che ereditano le prime posizioni imitate anche dal campione in carica Colin Noble con la vettura del Nielsen Racing.

La classifica delle GT3 viene rimescolata a seguito del testacoda del leader, e l’altra NSX di Jens Møller e la Porsche di Fabio Babini, subentrato ad Emanuele Busnelli, si ritrovano in lotta ravvicinata in un gruppo di cinque vetture che comprende anche l’Audi del WRT e la Ferrari dell’ex-F1 Andrea Montermini, il quale si fa notare per aver centrato e portato a spasso un cartellone pubblicitario all’inizio della slow zone.

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Al riaccendersi delle ostilità inizia lo show della Porsche Ebimotors, con Babini, che prende il comando ma deve difendersi dal ritorno dell’Audi. Arnold Robin passa ma il faentino non molla e all’ultimo giro recupera quasi 1” ed ingaggia un duello ravvicinato spettacolare. I due si affiancano a Mulsanne e procedono appaiati fino al Karting dove la Porsche si installa davanti e riesce a lasciarsi definitivamente dietro Robin, conquistando la vittoria. P3 per l’Honda di Kasper H. Jensen e Kristian Poulsen, che approfitta del gioco di squadra per avere la meglio su Montermini.

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Il successo tra le LM P3 era invece saldamente nelle mani delle due vetture del Racing Spirit of Leman, che rafforza quindi la propria leadership in campionato dopo la vittoria nel season opener di Le Castellet. Sabato alle 11.20 in programma gara 2 con in pole la Duqueine del WTM e l’Audi del WRT.

Piero Lonardo

Foto: Le Mans Cup, Ebimotors, Ligier

L’ordine di arrivo di Gara 1

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LMC – Cool Racing si impone a Imola in una gara caos

C’è voluto il secondo tentativo al Cool Racing per aggiudicarsi il primo successo del 2022 nella Michelin Le Mans Cup. Lo squadrone svizzero, presente in forze in tutte le gare del weekend di Imola, ha colto il risultato grosso con Malthe Jakobsen e Mo Smith in una corsa estremamente frammentata, con tre lunghi periodi di Safety Car e cinque Full Course Yellow nei 110’ previsti da copione.

Già delle qualifiche pazze hanno premiato Jerome de Sadeleer nonostante il contratto fratricida che ha messo fuori gioco entrambe le Ligier dell’MV2S alla Rivazza con tanto di bandiera rossa con 6’ disponibili.

Al via, la prima uscita della Lamborghini di servizio già dopo il primo giro per un incidente multiplo. Tra le GT3, Jens Møller prendeva immediatamente il comando sulla Porsche Ebimotors di Emanuele Busnelli. A seguire, altre due uscite della safety car e non eravamo nemmeno a metà gara, l’ultima delle quali per il contatto alla Villeneuve fra i primi due, de Sadeleer e Leo Weiss con la Duqueine del WTM.

Al comando quindi dopo la sosta obbligatoria si ritrovava la Ligier del Reiter Engineering ora nelle mani di Mads Siljehaug dopo il bel primo stint da parte di Freddie Hunt, che recentemente ha reso nota la volontà di approdare a Le Mans col team tedesco entro cinque anni.

Il norvegese difendeva la sua leadership con le unghie e i denti, anche grazie alle due ulteriori Full Course Yellow, ma all’ennesimo restart veniva infilato da Adam Eteki sulla vettura del CD Sport e perdeva via via terreno. Nel frattempo Theo Nouet con l’Aston Martin del Bullitt Racing aveva la meglio su Fabio Babini, mentre la Honda #44 prendeva le distanze.

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Dietro Eteki si faceva largo Malthe Jakobsen, il quale innescava una lunga battaglia con Eteki che si trascinerà fino alla bandiera a scacchi. Negli ultimi istanti di gara la doccia fredda per il team spagnolo, che veniva penalizzato di 30” per track limits, cosa piuttosto curiosa per la pista del Santerno.

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Le squalifiche post gara colpiranno anche la vettura del Reiter Engineering, quinta effettiva al traguardo, per non aver rispettato il minimum drive time di Hunt, per cui a podio termineranno, oltre ai vincitori del Cool Racing, le due vetture di United Autosports. Successo invece di Gustav Birch e Jens Møller tra le GT3 sul Bullitt Racing ed Ebimotors.

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Ad Imola c’è stato anche  il debutto in gara della MissionH24, la vettura a idrogeno sviluppata dal consorzio GreenGT. La macchina, affidata al solo Stèphane Richelmi, ha visto il traguardo in ultima posizione con 15 giri di ritardo dal vincitore. Da notare che per compiere questa distanza ridotta sono stati necessari tre pitstop, segno, ce ne fosse stato bisogno, che la strada verso la competitività è ancora lunga.

Prossimo round, il doubleheader della Sarthe, la Road to Le Mans, il 9 e l’11 giugno prossimi. Come noto sul Circuit de la Sarthe si affaccerà per la prima volta anche il plateau della Ligier European Series, che qui ha premiato ancora una volta il Team Virage.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

L’ordine di arrivo

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LMC – Dillmann trascina il Racing Spirit of Leman. Uno-due Honda in GT3

Tanti volti nuovi e di prestigio nella Michelin Le Mans Cup 2022, e uno di questi, Tom Dillmann, ha dominato la prima gara della stagione a Le Castellet, trascinando alla prima vittoria il Racing Spirit of Leman.

Il collaudatore ByKolles emergeva dalla terza piazza dopo il pitstop obbligatorio – quest’anno la durata delle gare è stata ridotta da 2 ore a 1h50 per evitare la seconda sosta resa necessaria lo scorso anno dopo l’aumento delle potenze (nonchè dei consumi) del motore Nissan – e dopo essersi sbarazzato delle due vetture che gli erano davanti, nella fattispecie Leonard Weiss con la Duqueine del WTM e Louis Rousset con la Ligier dell’MV2S Forestier Racing, non si è più voltato indietro.

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Le fasi iniziali della gara vedevano queste vetture transitare in ordine inverso al primo giro, col polesitter Torsten Kratz a precedere Jerome de Sadeleer e Alxander Mattschull, incaricati del primo stint. Tra le GT3, il polesitter Jens Møller con la Honda #44 del GMB Motorsport allungava vistosamente anticipando la partenza sulla Porsche Ebimotors di Emanuele Busnelli.

Dopo un paio di Full Corse Yellow, tra cui una per recuperare il consueto piloncino che puntualmente ad ogni gara salta dalla curva 5, dietro il leader, de Sadeleer aveva la meglio su Mattschull conquistando la seconda piazza, andando presto anche ad insidiare la Duqueine #11, salvo poi cedere nuovamente a de Sadeleer. Al vertice delle GT3, era l’ex-campione WEC GTE-Am, Kristian Poulsen, a prendere il comando della categoria dopo l’inevitabile drive-through per la vettura gemella.

La svolta dopo 64’ di gara, con il Racing Spirit of Leman ad anticipare la sosta rispetto agli inseguitori, con de Sadeleer sulle tele insidiato ora dalle vetture di IDEC Sport e CD Sport. Weiss usciva appena davanti Dillmann come peraltro Rousset, ed entrambi erano infilati in un amen, proprio mentre un altro dei protagonisti attesi, Malthe Jakobsen con la vettura del Cool Racing, terminava mestamente la propria gara.

Weiss a seguire cedeva a Dino Lunardi di IDEC e alla vettura di RLR MSport di Tom Foster, che alla fine erediteranno le posizioni di rincalzo ai due battistrada grazie alla penalità comminata all’ex-campione GTC ELMS per sorpasso in regime di Full Course Yellow.

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Dietro l’uno-due danese, a completare il podio delle GT3  veniva classificata la Ferrari AF Corse di Gino Forgione ed Andrea Montermini nonostante il sorpasso all’ultimo giro sostenuto dalla Aston Martin del Bullitt Racing – a lungo seconda ma rallentata con uno Stop&Go per non aver rispettato il tempo minimo di sosta. Ciò in funzione del regolamento sportivo, che prevede, qualora la bandiera a scacchi venga sventolata prima dello scadere dell’effettiva durata della gara, che la classifica venga congelata al giro precedente.

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Nel weekend si sono svolte inoltre le due prime manches della Ligier European Series. In entrambe il successo è andato alla JS P4 del Team Virage di Gillian Henrion. Piazzamenti per i team e piloti italiani con Simone Riccitelli e Roberto Neri di LR Motorsport secondi in gara 1 e di Monza Garage, P3 in entrambe le manches.

Prossimo appuntamento con la Michelin Le Mans Cup il 14 maggio prossimo ad Imola.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

L’ordine di arrivo