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ELMS – Sargeant, debutto al top col Racing Team Turkey

L’European Le Mans Series si è ritrovata oggi al Red Bull Ring per la consueta giornata di test collettivi pre-gara. Presenti tutte e 41 le vetture iscritte, con poche variazioni alle line-up, la più importante riguarda sicuramente il Proton Competition, dove Matt Campbell inizierà la marcia di avvicinamento a Le Mans insieme Christian Ried e Cooper MacNeil al posto di Gianmaria Bruni, runner-up nel primo round di Barcelona.

Un altro paio di acquisizioni anche tra le LM P3, entrambe in casa Inter Europol, con Mateusz Kaprzyk e Ulysse De Pauw a completare gli equipaggi delle due Ligier del team polacco.

In entrambe le sessioni a disposizione del parco partenti, per sette ore complessive di tempo in pista, è stato sempre il deb Logan Sargeant a segnare la migliore prestazione con l’Oreca del Racing Team Turkey. Il sostituto di Harry Tincknell, che ricordiamo gareggia nella sottoclasse Pro/Am, ha segnato il proprio best al mattino con 1.22.063, precedendo nei due turni sempre il polesitter del Circuit de Catalunya, Nicky de Vries di 44 e 41 millesimi.

Il podio virtuale si completa con Nicolas Lapierre e l’Oreca del Cool Racing, a meno di due decimi dai battistrada. P4 complessiva per Louis Deletraz con la vettura capoclassifica del WRT.

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Anche tra le LM P3 c’è stato fin qui un dominatore assoluto, nella persona di Laurents Hörr, autore nel pomeriggio di 1.25.754 con la Duqueine del DKR, quasi 3 decimi meglio di David Droux e la migliore delle Ligier e di Malthe Jakobsen, vincitore in Catalogna, con l’RLR MSport.

_PL57226Iron Lynx sugli scudi infine tra le GTE, con una doppietta virtuale realizzata da Paolo Ruberti, al top con 1.28.648, e Michelle Gatting, nonostante la . Il Poker Ferrari si completa con le altre due entry di Spirit of Race  ed AF Corse. Alla sessione pomeridiana non ha partecipato l’Aston Martin del TF Sport – ricordiamo con Johnny Adam al posto di Ross Gunn, impegnato negli States – alle prese con problemi tecnici. Le ben sette red flag, complice anche pista umida, non hanno invece sortito problematiche insormontabili per vetture e piloti.

Domani il programma ufficiale inizierà alle 13 con i primi 90’ di libere, seguiti alle 16.20 dalla consueta meyy’ora riservata ai driver bronze. Attesa la pioggia.

Piero Lonardo

I risultati del Morning Test

I risultati dell’Afternoon Test

Foto: Piero Lonardo

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USCC – In 27 a Mid-Ohio con la Mazda potenziata dal BoP

A distanza di due mesi dalla splendida 12 Ore di Sebring il prossimo weekend ritorna il WeatherTech SportsCar Championship col suo terzo appuntamento del 2021 a Mid-Ohio. Sull’iconico circuito del Midwest saranno 27 le vetture in pista, tra DPi, LM P3 e GTD, queste ultime al primo appuntamento della Sprint Cup, il campionato nel campionato.

Sei i prototipi iscritti alla classe top, con le tre Cadillac di Ganassi, Mustang Sampling/JDC-Miller ed Action Express/Whelen a confrontarsi con le due Acura di WTR e Meyer Shank Racing e con l’unica Mazda ufficiale.

Proprio la RT24-P, che è andata a podio in entrambi gli appuntamenti iniziali della serie, è la beneficiata del primo BoP stagionale, con un aumento di potenza del boost ai regimi bassi e medi che dovrebbe consentire un incremento di potenza di circa 7 HP. Tutte le altre DPi dovranno invece sostenere un serbatoio ridotto di 1 litro.

IMSA Prototype ChallengeIl parco partenti delle LM P3 si accresce da qui e per il resto della stagione, di una ulteriore unità con la Ligier dell’Andretti Autosport per Jarett Andretti, figlio del compianto John Andretti, e l’ex-campione Indy Lights Oliver Askew, già vincitore al debutto a Daytona col Riley Motorsports.

Unico TBD della categoria per la Duqueine del Forty7 Motorsports, in cerca del pilota da affiancare ad Austin McCusker.

La categoria più rappresentata è ovviamente la GTD, con ben 14 entry confermate. A rincorrere i capoclassifica del Wright Motorsports, ancora a secco di vittorie, in primis l’Aston Martin dello Heart of Racing e l’altra Porsche dello Pfaff Motorsports, trionfatrice a Sebring.

La terza 911 GT3 R verrà schierata dall’Hardpoint EBM, che a Rob Ferriol affiancherà Katharine Legge, in attesa di trovare i fondi per schierare la seconda vettura per tutta la stagione per Christina Nielsen.

Le Porsche sconteranno a Mid-Ohio una zavorra aggiuntiva di ben 20kg. Per contro, le tre Acura NSX GT3 di Magnus with Archangel, Gradient Racing e Compass Racing, ulteriore new entry per il campione in carica della categoria, Mario Farnbacher e Jeff Kingsley (foto sotto), correranno con 10 kg in meno.

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Unica altra modifica alle equivalenze per le due Lamborghini Huracan GT3 del GRT Grasser e del Paul Miller Racing, che potranno usufruire di 2 litri in più di carburante.

Completano il plateau della categoria le due Lexus del Vasser Sullivan, in cerca di immediato riscatto dopo un inizio di stagione non propriamente fortunato e vincitori qui per tre anni di fila, la BMW M6 GT3 del Turner Motorsport con l’inossidabile Bill Auberlen, e l’Audi del CarBahn with Peregrine Racing, altra entry dedicata alla Sprint Cup, per Richard Heistand e Jeff Westphal.

L’inizio delle ostilità in pista a Mid-Ohio è previsto per le 2.35 PM ET di venerdí 14 maggio con le prime libere. Qualifiche sabato 15 dalle 12.20 PM ET e start della gara, della durata standard di 240’, domenica 16 maggio alle 2.40 PM, sempre ET, equivalente alle 20.40 italiane. Diretta streaming gratuita sul sito IMSA, https://www.imsa.com/tvlive/

Dalla reintroduzione della gara nella massima serie endurance americana nel 2018, tre vittorie di fila dell’Acura Penske. Ricordiamo che Mid-Ohio è la gara di casa  per il costruttore giapponese, che ha i suoi maggiori stabilimenti USA proprio nello stato dell’Ohio.

Piero Lonardo

L’entry list di Mid-Ohio

Foto: IMSA, Mazda, Compass Racing

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ELMS – Ancora 41 vetture per il ritorno al Red Bull Ring

La massima serie europea endurance non perde un colpo e si presenta al Red Bull Ring, come nel season opener di Barcelona, con un plateau di 41 vetture.

Per l’atteso ritorno in Stiria dopo 3 anni di assenza, confermatissime tutte e 16 le LM P2 del primo appuntamento. Occhi puntati sui dominatori della gara del WRT, pronti, dopo il recente annuncio Audi sulla nuova LMDh, a fare il salto nella serie mondiale col marchio dei quattro cerchi a partire dal 2023.

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Qualche novità nelle line-up, con Gustavo Menezes, come già riportato su queste pagine, a supplire per Ricky Taylor impegnato a Mid-Ohio nel WeatherTech SportsCar Championship, sull’Oreca del DragonSpeed, cosí come Logan Sargeant darà il cambio per lo stesso motivo ad Harry Tincknell sull’Oreca del Racing Team Turkey.

Roberto Merhi, come a Spa, sull’Aurus Pro/Am al posto di Pietro Fittipaldi insieme a John Falb e Rui Andrade, mentre dovrebbe essere di nuovo della partita James Allen sulla vettura del Panis Racing dopo la sostituzione all’ultimo momento causa positività al COVID, con Gabriel Auby al Circuit de Catalunya. Confermato, anche se non risulta dall’entry list, Marcus Pommer sull’Oreca del BHK, insieme a Francesco Dracone e Sergio Campana.

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Sempre 16 anche le LM P3, con l’unica novità in casa Eurointernational, dove l’olandese Joey Alders dovrebbe finalmente debuttare al fianco di Andrea Dromedari e del turco Cem Bolukbasi.

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Le 9 GTE vedono nuovamente la presenza della Ferrari AF Corse #88, ritirata da Barcelona per la positività al COVID di alcuni membri della squadra, per i campioni WEC GTE-Am Francois Perrodo, Manu Collard più Alessio Rovera. Ricordiamo che nel frattempo Perrodo e Rovera si sono “consolati” con la vittoria all’apertura del WEC a Spa-Francorchamps.

Per il resto, da segnalare la presenza di Cooper MacNeil, al fianco di Gianmaria Bruni e Christian Ried, anche se l’entry list cita Matt Campbell, dovrebbe essere il romano ad accompagnare “mister WeatherTech” per il resto della stagione europea, in vista della 24 ore di Le Mans, sulla Porsche del Proton Competition.

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Secondo il Balance of Success introdotto lo scorso anno i vincitori del primo round Iron Lynx porteranno a bordo 30 kg extra di zavorra, contro i 20 della Porsche Proton #77 ed i 10 della Ferrari Spirit of Race.

Sempre con un occhio alla classica della Sarthe, non sarà infine presente la vettura innovativa dell’Association SRT41, che ritornerà invece a Le Castellet, cosí come le vetture della Michelin Le Mans Cup. Largo quindi alle Ligier della European Series con i nostri Alessandro Cicognani, Jacopo Faccioni ed il Monza Garage in bella evidenza dopo il successo in gara 2 a Barcelona.

L’appuntamento in pista al Red Bull Ring è previsto per venerdí 14 maggio alle ore 13 con le prime libere. Qualifiche sabato 15 a partire dalle 14.50 e gara domenica 16 maggio alle ore 11.

Piero Lonardo

L’entry list della 4 ore del Red Bull Ring

 Foto: Piero Lonardo

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Un nuovo campionato nel 2023 per le GT elettriche promosso da Discovery

Sarà Discovery, la popolare catena televisiva, ad occuparsi, tramite la sussidiaria Eurosport Events, della promozione del nuovo campionato destinato alle GT Elettriche.

La serie, che vivrà quindi di vita autonoma, col nome di FIA Electric GT Championship prenderà il via nel 2023 con almeno sei gare da disputarsi in Europa, Asia e Medio Oriente, con l’intenzione di estendersi agli Stati Uniti nella seconda stagione.

Eurosport Events è già promotrice del PURE ETCR, che dal 2022 prenderà la denominazione di FIA eTouring Car World Cup e, in aggiunta al ruolo di regolatore tecnico e sportivo svolto dalla FIA, garantirà l’esperienza nell’assicurare al campionato la propria stabilità commerciale e la necessaria promozione globale.

Il FIA Electric GT Championship vuole porsi in cima alla gerarchia delle gare GT in tema di sviluppo tecnico, design ed aspirazioni, e allo stesso tempo restare in un range opportuno di costi, pur correndo nell’attuale classe di performance delle attuali GT3. La serie sarà la prima a proporre pit-stop superveloci di 700kW per assicurare alle vetture di correre sempre ad alti livelli e nel frattempo dimostrare il futuro delle infrastrutture di carica elettrica.

Ogni round del FIA Electric GT Championship si svilupperà in due giorni e comprenderà due gare, una gara sprint di qualificazione al sabato ed una main race di 45’ la domenica con tanto di pit-stops.

Niente WEC quindi, almeno per il momento, per le GT elettriche. Curiosamente l’ACO, patrocinatore – insieme alla FIA – della serie mondiale oltre che della 24 ore di Le Mans, sta invece spingendo verso l’utilizzo dell’idrogeno. Al riguardo ricordiamo gli sviluppi del prototipo Mission24, che porrà le basi per una nuova classe prototipi destinata appunto alle vetture ad idrogeno, a partire dal 2024.

Piero Lonardo

Foto: FIA

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WEC/IMSA – Porsche e Penske, LMDh insieme, con telaio Multimatic, aspettando Ferrari..

Non si sono ancora raffreddati i motori della 6 Ore di Spa-Francorchamps che il mondo dell’endurance viene scosso da una notizia bomba: Penske e Porsche uniranno le forze nella gestione della nuova LMDh della casa di Stoccarda.

L’accordo, reso noto in giornata, prevede che il team del “Captain”, fresco di ritiro da due volte campione nel WeatherTech SportsCar Championship con le Acura Dpi, gestisca i nuovi prototipi sia nella serie americana che nel World Endurance Championship, similmente a quanto effettuato dal rivale/amico Ganassi con le Ford GT negli scorsi anni.

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La nuova arma di Weissach è in corso di sviluppo in un programma parallelo ad Audi, con cui – come già riportato su queste pagine – condivide la base tecnica. Il telaio invece verrà realizzato da Multimatic, che ha collaborato di recente sia con Mazda ed il Team Joest che proprio con le Ford GT.

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Ricordiamo che Penske e Porsche hanno già unito (vittoriosamente) le forze nelle gare statunitensi in due momenti distinti, con la leggendaria 917, “assassina” della Can-Am dopo le vittorie nel biennio 1972-1973, e negli anni 2000, col programma RS Spyder, assopigliatutto tra le LM P2 nell’allora American Le Mans Series.

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Il nemico da battere in chiave 2023 si chiama Ferrari, e proprio da Spa abbiamo raccolto qualche indiscrezione, che vede il programma dell’Hypercar di Maranello procedere, ancorchè con qualche minore rallentamento, ma senza clamori e soprattutto senza particolari preoccupazioni.

N.B.: Per chi crede di aver intravisto in recenti prove a Maranello il primo prototipo della nuova vettura, possiamo assicurare che è ancora sulla carta…

Nel frattempo, Cameron Glickenhaus, che nei giorni scorsi ci aveva deliziato con un post social che annunciava le “Glickenhaus Ferrari Wars in programma a Le Mans nel 2023”, ci fa sapere di aver concluso l’omologazione dell’aerodinamica della sua SCG007 LMH, ma anche di aver commissionato i cappellini per Le Mans! Speriamo di potere vedere entrambi già a Portimao fra un mese nel prossimo round WEC.

Piero Lonardo

Foto: Porsche

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WEC – Basta una Toyota… United Autosports sfiora il podio, mentre Porsche e AF Corse si dividono i successi in GT

Ha vinto una Hypercar, viva le Hypercar! Il nuovo corso dell’endurance mondiale inizia da Spa-Francorchamps con l’atteso successo della Toyota, ma contrariamente alle previsioni non si è trattato di una doppietta, perché le tanto rodate GR010 Hybrid hanno rischiato di perdere un pezzo.

Kamui Kobayashi infatti all’inizio della quinta ora si arenava con la vettura di testa nella ghiaia della Bruxelles, vanificando i sogni di trionfo del Gazoo Racing e contestualmente alimentando le speranze della Reb… pardon Alpine LM P1, che grazie al gioco delle soste si alternava al comando con l’altra Toyota, affidata nel finale a Kazuki Nakajima e Sebastien Buemi.

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La differenza la facevano i consumi e quindi i pit-stop, in quanto l’Alpine necessitava di sette soste contro le sei dei primi vincitori di sempre della nuova classe, e alla fine il distacco sarà di ben 1’07”, ma sarebbe potuta anche andare diversamente se l’Oreca.. pardon ancora, l’Alpine A480-Gibson non avesse resistito degnamente alla carica di Tom Blomqvist e l’Oreca LM P2 di Jota Sport, che a 55’ dalla bandiera a scacchi ha mancato clamorosamente di vedere il brasiliano all’uscita della Source.

Kobayashi e c. si possono quindi ben accontentare del gradino basso del podio, che a lungo è stato in contention con l’Oreca di United Autosports di Filipe Albuquerque, Phil Hanson e dal nuovo arrivo Fabio Scherer.

_PL55569La vettura campione in carica è stata rallentata, come peraltro una discreta parte del parco partenti, da un drive-through per non aver rispettato la Full Course Yellow, e solo per questo particolare chiude di 1’09” dietro la Toyota #8, che nelle fasi finali è anche rimasto fermo a Les Combes, senza dimenticarci del precedente contatto tra Josè Maria Lopez e Richard Lietz.

Il podio delle LM P2 viene completato dai due equipaggi di Jota Sport, mentre il Racing Team Nederland vince il primo trofeo dedicato ai Pro/Am. Sfortuna nera per l’Oreca #26 del G-Drive, costretta ai box quando era stabilmente in seconda posizione.

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La Porsche di Kevin Estre e Neel Jani trionfa invece come da copione in GTE-Pro, nonostante qualche problema imprevisto alla posteriore destra, problema che si è manifestato pesantemente sull’altra 911 di Richard Lietz e Gianmaria Bruni. Le Ferrari hanno rischiato il colpaccio, ma una doppia penalità per la #52 di Miguel Molina e Daniel Serra (sempre riferito alle FCY) ha chiuso le possibilità di vittoria, ma la lotta nella categoria si preannuncia apertissima a dispetto del parco partenti limitato.

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AF Corse, oltre al doppio podio in GTE-Pro, può essere ben contenta della vittoria in GTE-Am della #83 di Francois Perrodo, Nicklas Nielsen ed Alessio Rovera. I due giovani pro hanno dato un notevole apporto, permettendo al gentleman campione in carica di riaffermarsi dopo il successo del 2020.

Niente da fare per Ben Keating e l’Aston Martin del TF Sport, ricordiamo ricostruita dopo il crash del Prologo, che termina al secondo posto, mentre arriva a podio l’altra 488 del Cetilar Racing di Roberto Lacorte, Giorgio Sernagiotto ed Antonio Fuoco. Un drive-through tardivo alla Porsche residua del Dempsey-Proton, la #88, convertito in penalità di 23”, ha regalato un podio alla prima partecipazione con il nuovo format. Poca fortuna invece per l’altro team tricolore, Iron Lynx, che va a chiudere la classifica di categoria dopo aver sognato il podio intorno a metà gara con le “Iron Dames”.

E’ tutto per la lunga settimana di Spa. Il World Endurance Championship tornerà il 13 giugno con la 8 ore di Portimao.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 6 Ore di Spa-Francorchamps

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Lampi Alpine, ma davanti a Spa è sempre uno-due Toyota

Le Toyota hanno movimentato la prima parte della 6 Ore di Spa-Francorchamps, ma solo nel senso di aver rallentato la seconda sosta, permettendo alla Alpine di saltare al comando nel corso della seconda ora. Un Nicolas Lapierre super riusciva a mettersi dietro entrambe le GR010 Hybrid.

Si trattava però di una situazione effimera, perché a causa delle strategie diverse (le Toyota si fermano circa ogni ora, mentre l’Alpine fatica a fare 50’) in seguito Josè Maria Lopez e Brendon Hartley, a parti quindi invertite rispetto all’ordine inizialmente imposto ai box, possono reimpossessarsi della leadership.

Poco conta che Mathieu Vaxivière abbia nuovamente ritoccato il best lap del compagno di squadra in 2.04.822, oltre due decimi meglio delle prestazioni di Mike Conway e Kamui Kobayashi, perché alla metà gara, un attimo prima della quarta sosta della LM P1, Lopez si trova ad appena 2” e Hartley a 31”.

Tra le LM P2 l’Oreca di United Autosports ha preso il largo e si mantiene dignitosamente ad un giro dai battistrada. A seguire l’Aurus #26 del G-Drive nonostante una penalità di 5” extra per unsafe release e blocking ed un pericoloso largo di De Vries, e le due entry di Jota Sport. La marcia trionfale degli olandesi è stata interrotta dallo stint di Frits van Eerd, che comunque conduce la sottocategoria Pro/Am.

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Suspense in GTE-Pro per un pit anticipato della Porsche di testa, in difficoltà con le gomme, particolarmente con la posteriore destra, imputata di una slow puncture, problemi segnalati anche dalla vettura gemella di Richard Lietz e Gianmaria Bruni.

In questo modo le Ferrari AF Corse hanno potuto rifarsi sotto, e grazie alle diverse strategie, conducono alla metà gara, ancorchè tutte e cinque le vetture non solo sono ancora nello stesso giro, ma addirittura nello stesso minuto dopo 79 giri del tracciato delle Ardenne.

_PL55654Ferrari ed AF Corse sugli scudi anche in GTE-Am, grazie al deb Alessio Rovera, al comando della categoria nel suo primo stint,. Ma è lo stakanovista Ben Keating a riprendere la leadership, superando prima Christian Ried, succeduto a Matt Campbell sulla Porsche #77, e poi anche la 488 #83, che va ad alternarsi al comando con l’Aston Martin del TF Sport. Bella rimonta dopo le difficoltà iniziali per la Ferrari del Cetilar Racing con Giorgio Sernagiotto.

Piero Lonardo

La classifica dopo la terza ora di gara

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Toyota in controllo tra le tante sportellate a Spa

Le due Toyota hanno iniziato nel migliore dei modi nella nona stagione del World Endurance Championship. Alla partenza della 6 Ore di Spa-Francorchamps, Mike Conway, partito dalla pole conquistata ieri pomeriggio da Kamui Kobayashi, e Sebastien Buemi, hanno rintuzzato l’attacco portato in partenza da un coraggioso Phil Hanson, che per un attimo ha avuto la testa della gara, con l’Oreca di United Autosports, prendendo il comando della gara.

Al via non si presentava la Ligier LM P2 di ARC Bratislava, vittima di una perdita di carburante, portando il numero delle vetture in pista a 32, numero che nel giro di ricognizione si riduceva ulteriormente di un’altra unità per il forfait della Porsche del GR Racing di Mike Wainwright.

La terza posizione del campione in carica delle LM P2 resisteva circa 20’, fintantochè Andrè Negrao e l’Alpine LM P1 riuscivano ad avere la meglio.

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Tra le GTE-Pro, Alessandro Pier Guidi era abile ad approfittare della partenza e a mettersi alle calcagna di Kevin Estre, mentre Ben Keating manteneva il comando delle Am.

Il trenino di testa cambiava conducente dopo circa 23’, mentre dietro accadeva un po’ di tutto, specie nei primi doppiaggi fra le LM P2 e le GTE-Am. Ad avere la peggio Claudio Schiavoni, toccato da John Falb fuori dalla Source, e Ben Keating, che più tardi manteneva miracolosamente il controllo della sua Aston Martin dopo essersi trovato come terzo incomodo nella lotta fra Roman Rusinov e Juan Pablo Montoya.

Keating frattanto aveva già ceduto la leadership della categoria a Matt Campbell con la Porsche #77 del Dempsey-proton e Tomonobu Fuji sull’altra Aston del D’Station, mentre la terza Vantage, quella dell’AMR di Paul Dalla Lana, si rendeva protagonista di un brutto contatto nei confronti della Ferrari Cetilar di Roberto Lacorte, che si girava alla Bus-Stop nel tentativo di passare il gentleman canadese.

Inevitabile la penalità per Dalla Lana, già nell’obiettivo dei commissari per costante abuso di track limits, col risultato di un doppio drive-through, mentre il due volte vincitore della Indy 500 era costretto ad uno Stop&Go +10”.

Mentre le LM P2 si presentano al pit come di consueto dopo circa 45’, bisogna attendere quasi il termine della prima ora per vedere le due Toyota ai box, da dove Buemi esce con un po’ di suspense per un problema al rifornimento, per poi riprendere la testa della gara con un vantaggio minimo su Coinway e circa 6” su Negrao. Tra le LM P2, Giedo van der Garde si è portato alle spalle di Hanson e conduce la sottocatetgoria Pro/Am.

Piero Lonardo

La classifica dopo la prima ora di gara

Foto: Piero Lonardo