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WEC – Il BoP come il fight club

Dallo scorso anno esiste una regola che vieta ai costruttori di parlare del Balance of Performance. Nonostante ciò, ad ogni gara più di un giornalista cerca di approfondire il tema con i diretti interessati, cercando di carpire chissà cosa, aldilà dei dati pubblicati dal FIA Committee. Questa volta però il FIA WEC ha trovato un “colpevole” in una nota testata web con propaggini in varie edizioni nazionali, anche italiana, che si è fatta portavoce – pensate un po’ – dei forti dubbi di Toyota alla vigilia della 6 Ore di São Paulo.

Avuto presente che, dopo la doppietta in qualifica, la gara è stata letteralmente dominata dalle GR010 Hybrid, e senza il problema tecnico alla #7 si sarebbe tranquillamente conclusa in doppietta, non è certo il primo caso di “lobbying” da parte dei costruttori, vedi Porsche e Toyota stessa, che lo scorso anno a Le Mans non l’avevano certo mandata a dire sulle equivalenze, e questo ancor prima della vittoria sul campo della Ferrari #51.

La storia si è quindi ripetuta ad Interlagos, ma stavolta Rob Leupen, direttore amministrativo del Gazoo Racing, si è visto appioppare 10.000 € di multa, seppure con la condizionale, per aver messo in discussione in questa intervista “l’imparzialità della FIA e gettare sospetti sulla sua integrità, causando danni morali, soprattutto considerando che l’articolo di stampa in questione è stato diffuso in diversi paesi. Inoltre questi commenti hanno la diretta conseguenza di dubitare dell’integrità dei risultati sportivi del Campionato e ledere la loro credibilità.”

Curioso comunque che Leupen, un ex manager delle risorse umane, si sia fatto uccellare in tal modo. La decisione integrale degli stewards la potete trovare QUI. L’intervista invece dovete andarvela a cercare perchè a noi piace giocare all’interno delle regole, senza mettere in difficoltà le persone che quotidianamente ci danno informazioni su questo splendido sport.

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Nel post-gara comunque, parole pesanti da parte dei vertici Ferrari, diffuse peró in modo trasparente, mediante comunicato stampa, con buona pace di Leupen e c.

Per primo Antonello Coletta, Responsabile Endurance, Corse Clienti e Competizioni GT. “Al termine di una gara come quella vissuta qui in Brasile è difficile trovare le parole migliori per esprimere la frustrazione ed il senso d’impotenza che la squadra ha provato. Nonostante un lavoro impeccabile nella preparazione dell’evento e durante la corsa, non è stato possibile ottenere un risultato migliore in pista. Eravamo consapevoli che non avremmo avuto modo di competere per la vittoria e purtroppo quanto emerso nelle simulazioni è stato confermato da quanto si è verificato in corsa. Ci auguriamo di avere ad Austin la possibilità di batterci equamente.”

Gli fa eco Ferdinando Cannizzo, Head of Endurance race cars “Il risultato della 6 Ore di Interlagos ha confermato purtroppo quanto ci attendevano dalle analisi pre-gara a dimostrazione dell’ottima correlazione tra le simulazioni virtuali e la pista. Pur avendo massimizzato le prestazioni del pacchetto a nostra disposizione, oggi il divario dagli avversari era decisamente troppo grande per puntare al podio. Non rimane altro che guardare avanti e sperare di avere, nelle prossime gare, la possibilità di essere competitivi.”

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Soddisfazione infine in casa Porsche, seppure anche qui però con qualche sassolino da togliersi: “Un risultato eccezionale per noi”, afferma Thomas Laudenbach, responsabile di Porsche Motorsport. “Non potevamo affrontare la Toyota oggi. Siamo quindi estremamente soddisfatti del risultato. Entrambe le vetture sul podio significano un ottimo bottino di punti. Siamo avanti in entrambe le classifiche di Coppa del Mondo. Congratulazioni a tutto il nostro team ufficiale e ai nostri piloti. Gli spettatori hanno assistito ad una gara molto divertente anche nella classe LMGT3. Lì Manthey è stato ancora una volta il punto di riferimento con le Porsche 911 GT3 R. Per noi il viaggio a San Paolo è valso la pena!”

“Alla luce delle mutate condizioni (rispetto a libere e qualifiche – ndr), oggi l’attenzione si è concentrata sulla strategia degli pneumatici”, riassume Urs Kuratle, capo del programma LMDh: “Il nostro team ufficiale ha sfruttato appieno i propri punti di forza nella strategia e ha fatto tutto bene. Entrambe le vetture hanno subito piccoli inconvenienti nel percorso verso il podio. Il risultato finale è comunque assolutamente eccezionale. Sfortunatamente, i nostri team clienti non hanno avuto una giornata d’oro con le loro Porsche 963. Sia Proton Competition che Hertz Team Jota meritavano un risultato migliore”.

Per tutti, l’appuntamento è fra un mese e mezzo al Circuit of The Americas.

Piero Lonardo

Foto: Ferrari Races, Toyota Gazoo Racing, Porsche Motorsport

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WEC – A San Paolo, vittoria facile di Toyota. Ferrari dietro le Porsche Penske. Pure Rxcing torna al successo in GT3

Una Toyota inavvicinabile quella vista in gara a San Paolo. La GR010 Hybrid #8 di Sebastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa vince a mani basse il quinto appuntamento del World Endurance Championship, lasciando ad un minuto il resto degli inseguitori, capitanato dalle due Porsche Penske. Le Ferrari si devono accontentare della quinta e sesta posizione, dietro alla seconda Toyota capace di rimontare un giro in metà gara.

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Questo potrebbe bastare quale riassunto della 6 Ore di São Paulo, una gara vissuta in modo particolare sin dalla vigilia. Magari non interesserà a nessuno, però questa era la prima gara del WEC in cui chi scrive mancava di persona dal Fuji 2022. Colpa di una venue poco sicura salvo giocarsi un rene, reale o figurato, per i costi necessari a garantire la sicurezza fuori dal circuito, voluta a tutti i costi da un paio di costruttori, Toyota e Peugeot, queste ultime peraltro omaggiate spesso e volentieri dalla regia televisiva, anche se alla fine la casa del Leone andrà a festeggiare solamente un ottavo posto. Ma va bene cosí.

Tornando alla cronaca, le due Toyota hanno preso il largo sin dallo start, condizionato da una manovra azzeccata da parte di Will Stevens sulla Porsche Jota #12, il quale si infilava in quinta posizione, mentre davanti Hartley navigava largo in curva 1 riprendendo indisturbato e nemmeno minimamente investigato la sua seconda posizione dietro la #7 di Mike Conway. In GT3, Sarah Bovy manteneva la leadership sulla Porsche di Alex Malykhin e sulle due McLaren.

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La prima delle tre sole Full Course Yellow della gara dopo appena 14’, per il contatto fra la Ferrari 296 GT3 di Thomas Flohr e la Lexus di Takeshi Kimura. E’ poi show da parte di Yasser Shahin, ricordiamo vincitore con la Porsche #91 a Le Mans, prima bocciando la Corvette di Tom van Rompuy e poco più tardi tamponando la Ferrari di Flohr.

Mentre le due Toyota si involano, un po’ di pepe lo danno le Porsche, col contatto che toglierà la Jota #12 dalla lotta di vertice tra Stevens e Laurens Vanthoor, poi costretto alla rimonta con la 963 #6. Si vede subito che i consumi, di energia e gomme, saranno la chiave di questa gara. Il primo giro di pit avviene infatti dopo la prima ora, mentre la Cadillac, ottima nelle fasi iniziali, crolla sul doppio stint.

Dopo 90’ di gara alla Ferrari #51, a proprio agio sulle gomme usurate, viene assegnato un drive-through relativo ad un’infrazione di un’ora prima, un attimo prima che Malykhin prenda il comando delle GT3 sulla Lamborghini fucsia. Drive-through anche per la Toyota #7, che però praticamente non sortisce effetto sulla graduatoria, a riprova della superiorità odierna delle LMH nipponiche.

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Uno dei pochi veri colpi di scena colpisce però proprio la vettura di Conway e c. poco dopo lo scadere della seconda ora: un problema di pescaggio del carburante che viene risolto in pitlane perdendo peró il giro buono. Tocca quindi ad Hirakawa raccogliere il testimone sulle due Porsche Penske e sulle Ferrari, con Alpine e Peugeot finti incomodi grazie alle differenti strategie.

Alla 499P #83 di AF Corse però, già buttata fuori in precedenza dalla Porsche Proton, veniva comminato un drive-through per un contatto con la BMW #15 e doveva abbandonare eventuali sogni di gloria.

Allo scadere dei due terzi di gara terminava ancora una volta anticipatamente la gara delle Iron Dames, questa volta per una perdita di carburante ai box, appena prima della seconda, brevissima Full Course Yellow per la Corvette di Dani Juncadella ferma in curva 6.

Da qui in poi la gara offre spunti relativi, con la rimonta della Toyota #7 e dell’Aston Martin GT3 dello Heart of Racing, quest’ultima capace di installarsi al secondo posto delle GT3 davanti alle due McLaren grazie ad un super Daniel Mancinelli.

Callum Ilott invece rovinerà tutto all’inizio dell’ultimo stint, uscendo a gomme fredde nell’insidiosa T4 ed ivi lasciandovi la propria ala posteriore, memento che rimarrà in bella vista almeno sino all’ultima neutralizzazione, invocata a 15’ dal termine per i detriti lasciati dal contatto fra la Cadillac e la Peugeot peggio piazzata. Ghiotta occasione questa per agevolare il sorpasso che porterà Kamui Kobayashi a ridosso del podio ai danni di Alessandro Pier Guidi. La penalità per infrazione tecnica alla Porsche Jota di Jenson Button permetterà poi alle due 499P ufficiali di chiudere alle spalle dei primi.

Da segnalare il ritiro dell’Isotta Fraschini per problemi di motore, mentre la Lamborghini ha chiuso una corsa senza infamia e senza lode al 17mo posto, a 2 giri dal leader.

In classifica generale, il secondo posto odierno permette all’equipaggio della Porsche #6 di allungare con 117 punti contro i 98 dei vincitori di Le Mans della Ferrari #50 e contro i 95 dei soli Kobayashi e De Vries. Tra i costruttori, Porsche mantiene la leadership con 126 punti contro i 108 di Toyota ed i 109 del Cavallino. Staccatissime le altre marche.

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Tra le GT3, l’equipaggio di Pure Rxcing raggiunge quota 100 e scavalca i compagni di box di Manthey EMA, fermi a 75. I vincitori di Imola della BMW WRT #31, oggi appena decimi, inseguono a 74 punti. Prossimo appuntamento della serie mondiale, il 1° settembre ad Austin.

Piero Lonardo

Foto: Toyota Gazoo Racing, Ferrari Races, Porsche Motorsport, FIA WEC

L’ordine di arrivo della 6 Ore di São Paulo

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WEC – Toyota uno-due e Iron Dames a segno nella Hyperpole di S.Paolo

Chi credeva che Toyota avesse riposto i remi in barca in questa stagione 2024 del WEC si deve ricredere, perchè dopo la Hyperpole di San Paolo le due GR010-Hybrid partiranno dalla prima fila, grazie a Kamui Kobayashi, autore di 1.23.140, seguito da Sebastien Buemi.

Il pessimo risultato del Qatar rimane un mistero, ma dopo la vittoria di Imola ed il secondo posto di Le Mans, l’equipaggio della Toyota #7 non può più nascondersi, e con quattro gare ancora da disputare nemmeno la vettura gemella, fin qui mai andata oltre il quinto posto, può ritenersi fuori dai giochi.

Dopo le qualifiche a dire il vero sembravano le Porsche le vetture da battere, con Matt Campbell davanti a Callum Ilott, ed il solo Kobayashi a tenersi dietro le due Ferrari ufficiali; invece le Porsche, comunque ben rappresentate con quattro esemplari su cinque nelle prime dieci, devono accontentarsi della seconda fila con l’australiano, affiancato dall’unica Cadillac che continua a produrre miracoli.

Kevin Estre riesce comunque a precedere Antonio Fuoco con la migliore delle rinnovate 499P, mentre Alessandro Pier Guidi cede ad entrambe le vetture di Jota, chiudendo davanti alla BMW superstite di Robin Frijins; fuori invece dalla fase finale la macchina di AF Corse con Robert Shwartzman appena 15mo, anche se, va detto, ad appena 8 decimi dal leader provvisorio.

Imbarazzanti, se paragoniamo gli investimenti posti in essere, le Peugeot, capaci di tenersi dietro solamente la Lamborghini e l’Isotta Fraschini.

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Tra le GT3 invece non c’è stata storia per le Iron Dames e Sarah Bovy, al top nelle qualifiche e poi nella hyperpole col tempo di 1.34.413. Seconda partenza al palo dell’anno dopo Spa per la pilotessa belga, che si è lasciata alle spalle la Porsche di Alex Malykhin.

Seconda fila per le due McLaren di United Autosports davanti al leader in classifica Yasser Shahin, che pare poter gestire al meglio il Success Ballast massimo, 45 kg, con la Porsche #91.

A seguire in P6 Darren Leung con la migliore delle BMW, mentre la #46, nelle mani di Ahmad Al Harthy, non è andata oltre la 12ma prestazione. Tra le prime dieci anche le due Ferrari Vista AF Corse; Thomas Flohr, buon ottavo nelle qualifiche, ha purtroppo procurato l’unica bandiera rossa della sessione a causa di un’uscita senza danni in curva 4.

Domani lo start della 6 Ore di São Paulo avverrà alle 11.30 locali, le 16.30 italiane. Finalmente in diretta non solo su Eurosport e WEC TV ma anche sui canali Sky con Matteo Pittaccio in cabina di commento.

Piero Lonardo

Foto: Toyota Gazoo Racing, Iron Dames

I risultati delle Qualifiche

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WEC – Tris Porsche nelle ultime libere prima della pioggia

Nuova alternanza al comando nelle ultime libere della 6 Ore di São Paulo, quinto appuntamento del World Endurance Championship. Le Porsche hanno approfittato delle prime fasi dell’ora a disposizione per piazzarsi davanti a tutti con Callum Ilott, autore di 1.24.797 con la 963 #12 di Jota Sport.

Beffata per appena 12 millesimi la #5 Penske di Matt Campbell, a propria volta a precedere di ulteriori 0.081 il polesitter di Le Mans, Kevin Estre.

Posizioni ricalzo a sorpresa per l’Alpine #35, P4 davanti alla BMW #15, fanalino di coda ieri, e alla Lamborghini trascinata da Daniil Kvyat.

In generale, quasi tutte le LMH hanno migliorato rispetto alla prima giornata. Le Ferrari chiudono in P8, P9, e P16 con la #51. Da segnalare l’unica Full Corse Yellow per il testacoda della Isotta Fraschini, che ancora una volta si mette dietro una BMW, innescato dall’Alpine di Mathieu Vaxivière.

FIA WEC 6H of Sao Paulo

Tra le GT3, il Success Ballast pare non avere effetti sulla Porsche Manthey EMA #92, che chiude al comando con Alex Malykhin ed il tempo di 1.35.488 davanti alle due McLaren, le quali prendono a sandwich la Lamborghini delle Iron Dames. Ancora indietro invece le due BMW del WRT, che chiudono la categoria insieme alla Ford Mustang #77.

Tutto pronto per le qualifiche e la Hyperpole, a partire dalle 14.30 locali, le 19.30 nostrane, godibili sulla WEC TV https://fiawec.tv/

Piero Lonardo

Foto: Porsche Motorsport

I risultati delle Libere 3

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WEC – A S.Paolo, è Toyota vs Ferrari nelle libere 2

Ancora una volta dopo Le Mans si gioca a carte scoperte, e le Toyota, fin qui, salvo l’exploit di Imola, ben nascoste nella prima parte della stagione, hanno iniziato a mostrare il loro vero potenziale, dominando le seconde libere della 6 Ore di São Paulo.

A Sebastien Buemi e Kamui Kobayashi infatti i migliori tempi della sessione, allungata di 45’ allo scopo di recuperare il tempo perduto nella sistemazione delle barriere di curva 4, danneggiate dal crash della Lexus #78, che è stata poi ritirata dalla competizione. Allo svizzero il best crono di 1.25.727, seguito a 33 millesimi dal DS del Gazoo Racing.

Le due Ferrari ufficiali seguono però a distanza ravvicinatissima con Alessandro Pier Guidi ed Antonio Fuoco, staccate di appena 43 e 49 millesimi rispettivamente, segno che le 499P sono ancora una volta della partita per il successo finale. Poco dietro, a 142 millesimi, l’unica Cadillac con Alex Lynn, a precedere a propria volta le due Porsche Jota e la Ferrari AF Corse.

Ancora una volta l’Isotta Fraschini riesce a non chiudere la lista delle LMH, precedendo la BMW #15, poco oltre la Lamborghini, che termina con la 16ma prestazione.

Alla Lexus superstite il miglior tempo tra le GT3 di 1.35.725 grazie a Josè Maria Lopez, tornato al volante della RC F GT3 dopo la parentesi di Le Mans. A seguire un terzetto ravvicinato formato dalla Lamborghini Iron Lynx di Franck Perera, dalla Ferrari di Alessio Rovera e dalla Corvette di Dani Juncadella. Nessuna interruzione da segnalare, salvo una Full Course Yellow per detriti alla solita curva 4.

Sabato in programma le libere 3 e le qualifiche, rispettivamente alle 10.30 e alle 14.30 locali. Queste ultime saranno fruibili per l’Italia, hyperpole compresa, a partire dalle 19.30, solo su WEC TV https://fiawec.tv/

Piero Lonardo

Foto: Toyota Gazoo Racing

I risultati delle Libere 2

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WEC – Peugeot al top nelle prime libere di S.Paolo, accorciate per il big crash della Lexus di Robin

Dopo dieci anni il World Endurance Championship è tornato in Brasile per la 6 Ore di São Paulo. Il primo turno di libere a onor del vero non ha reso granchè giustizia alla serie mondiale. Iniziate sotto la pioggia, la pista si è via via asciugata sino al crash che ha coinvolto Arnold Robin e che ha chiuso la sessione a metà dei 90’ previsti.

Il pilota della Lexus #78, terminato sulle barriere di curva 4, è uscito con l’aiuto dei commissari dalla sua vettura, ma il turno è stato chiuso con largo anticipo per permettere le riparazioni alle barriere. La seconda sessione, in programma a partire dalle 14.30 locali, le 19.30 nostrane, verrà estesa a 2h15’.

Il miglior tempo in questa ridotta presentazione, che ha visto anche l’esercitazione della Virtual Safety Car, è stato segnato da Nico Müller e la Peugeot #93 con 1.26.341, poco meno di 2 decimi meno di Earl Bamber con la Cadillac. A seguire Andrè Lotterer con la Porsche #6 e Sebastien Buemi con la Toyota #8. Completa la top five la migliore con le rinnovate Ferrari Yifei Ye con la 499P AF Corse, a mezzo secondo.

Da segnalare inoltre la decima prestazione da parte di Jean-Karl Vernay con l’Isotta Fraschini, seppure a 2” dal leader.

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Tra le GT3, a Nicolas Costa, uno dei due soli piloti brasiliani presenti in pista, la palma del migliore con la McLaren #59 di United Autosports ed il tempo di 1.35.884 davanti per appena 3 millesimi a Marco Sorensen con l’Aston Martin del D’Station e alla Lamborghini Iron Lynx di Matteo Cressoni.

Nel parco partenti va segnalato infine il ritorno una tantum al volante di Christian Ried al posto di Giorgio Roda sulla Ford Mustang #88 di Proton.

Piero Lonardo

Foto: Peugeot Sport, United Autosports

I risultati delle Libere 1

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WEC – Ferrari punta al campionato e gioca il primo joker in Brasile

Ferrari, come anticipato durante il vittorioso weekend di Le Mans, non nasconde di voler puntare seriamente anche al titolo nel World Endurance Championship e a sorpresa ha annunciato di aver speso un primo joker evolutivo sulle sue 499P già per la 6 Ore di São Paulo. Di seguito le dichiarazioni ufficiali rese note poco fa.

Per primo Antonello Coletta – Global head of Endurance and Corse Clienti Ferrari – “La storica vittoria alla 24 Ore di Le Mans della 499P numero 50 e il terzo posto della 51 ci ripropongono nella lotta per i titoli piloti e costruttori. Il trionfo in Francia, il secondo consecutivo dopo quello dell’edizione del Centenario, ci ha spinto ad accelerare l’introduzione del primo aggiornamento sulla nostra vettura già a partire dalla gara di Interlagos. In Brasile ci attende una sfida difficile ma stimolante su un tracciato spettacolare e davanti ad un pubblico appassionato come quello di San Paolo.”

A seguire Ferdinando Cannizzo, Head of Endurance race cars e papà della 499P – “Dopo l’eccellente risultato di Le Mans la sfida al vertice per i titoli iridati è ancora più aperta e nella seconda parte di stagione in ogni gara sarà essenziale fare del nostro meglio per provare a vincere il campionato.

Il circuito di Interlagos vede al debutto le prime modifiche apportate sulla 499P. Nella stagione 2023, nonostante le ottime prestazioni della vettura, avevamo registrato un limite sul raffreddamento dei freni.

Per questo abbiamo definito e sviluppato, in galleria del vento e in pista, un nuovo disegno dei condotti di raffreddamento per modificare la distribuzione dei flussi e garantire un’efficacia maggiore. La modifica ha avuto un impatto sul bilancio della 499P, che abbiamo ripristinato al valore desiderato, agendo su altre aree della vettura. In particolare abbiamo apportato modifiche al fondo, alle altezze di alcuni ‘gurney flaps’ e introdotto un ‘flick’ sotto i proiettori anteriori. L’aggiornamento ci ha permesso di mantenere inalterata la posizione della 499P nella ‘performance window’ prevista dal regolamento tecnico.

Non ci attendiamo miglioramenti in termini di tempi sul giro, ma maggiori versatilità e facilità di adattamento della vettura sui circuiti dove le prestazioni in frenata sono più impegnative e determinanti.”

Sicuramente da premiare lo sforzo dei tecnici Ferrari, che già in Qatar ci avevano annunciato di avere in fase di studio avanzato le prime modifiche tecniche. Vedremo in pista a partire da venerdí gli effetti di queste implementazioni alla già performante 499P.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Ferrari da battere a San Paolo, con qualunque mezzo

Dopo la vittoria di Le Mans ed i successi svaniti per cause diverse a Imola e Spa, le Ferrari sono ufficialmente divenute le vetture da battere nel World Endurance Championship, e per la 6 Ore di São Paulo, in programma nel weekend, il FIA Endurance Committee non si è risparmiato in termini di Balance of Performance.

Alle 499P sono stati assegnati la bellezza di 17 kg extra rispetto a Le Mans. Atteso che il Circuit de la Sarthe ha da sempre equivalenze particolari, sono sempre e comunque 7 kg in più rispetto a Spa. Inoltre, sui curvoni di Interlagos, le Ferrari perderanno 5 kW sotto i 250 kmh, mentre al di sopra potranno godere di un maggior guadagno, con una potenza massima per stint che torna quella di Spa, 905 MJ.

Concessi alle deludenti Peugeot la bellezza di 16 MJ extra, anche se la vettura che dovrà badare meno ai consumi sarà ancora una volta la Tipo 6, con 915 MJ per stint, seguita dalle Toyota con 912 (+7 MJ)

Aumenti di peso minori un po’ per tutte le altre hypercar, con le eccezioni di Lamborghini, che mantiene il peso di Le Mans, ed Isotta Fraschini, cui sono stati abbuonati ben 18 kg, che salgono a -30 se paragonati alla tappa belga. Da segnalare infine i 10 e 9 kW extra concessi rispettivamente sotto i 250 kmh a Cadillac ed Alpine, che entrano nella stesso range permesso a Lamborghini ed Isotta.

Come sempre di più difficile interpretazione il BoP delle GT3, che vede Porsche, Corvette e Lamborghini guadagnare qualcosa in potenza sotto i 250 kmh, mentre in termini di peso le BMW vengono appesantite di ben 22 kg contro i +14 delle Huracàn, i +13 delle Mustang ed i +11 kg delle Corvette.

Garantita globalmente una maggiore energia per stint, che ora vede le Lexus al top con 699 MJ (+5 MJ), e le Ferrari al minimo con 672 MJ (+8 MJ), anche se il salto maggiore rispetto a Le Mans lo fanno le McLaren con +19 MJ e le Lamborghini (+16 MJ).

Il Success Ballast infine, dopo il trionfo di Le Mans, colpisce al massimo consentito (+45 kg) la Porsche capolista di Manthey EMA. L’altra 911 sconterà 20 kg oltre il peso minimo, mentre la BMW #31 del WRT trionfatrice ad Imola crescerà di 15 kg. Zavorra minima in più, 5 kg, per la Lamborghini Iron Lynx e la Mustang Proton #88.

La parola andrà alla pista paulista a partire da venerdí 12 luglio alle 10.45 locali, le 15.45 italiane, con le prime libere.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

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ELMS – Vince Panis Racing, anzi no, vince AO by TF. Pioggia di penalità nel post-gara di Imola

Nel post gara della 4 Ore di Imola, una serie di penalità ha modificato sensibilmente l’ordine di arrivo. Su tutte il drive-through, convertito in 35” da aggiungere al tempo finale, che ha tolto la vittoria al Panis Racing, promuovendo AO by TF sul gradino più alto del podio.

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La “mancanza” contestata a Charles Milesi, il quale all’ennesima Full Course Yellow di giornata, avrebbe accelerato anzitempo, è avvenuta alle 15.00.30. La penalità, inappellabile, è stata assegnata alle 19.04, quando non solo la vittoria del team francese era stata celebrata sul podio, ma il paddock era già ampiamente in fase di smontaggio.

Il Panis Racing si classifica quindi al quinto posto, dietro non solo ad AO by TF, ma anche a Vector Sport, inter-Europol e Idec Sport.

L’altra classifica pesantemente modificata è quella delle GT3, con Daniel Serra del Kessel Racing terzi al traguardo, reo di aver sorpassato la Lamborghini di Iron Lynx in regime di doppie bandiere gialle. Anche qui, 35” extra per un fatto avvenuto alle 15:15, con decisione delle 18.38, poco meno di tre ore dopo il podio di categoria.

Sempre tra le GT3, 35” in più non si negano nemmeno a Lorcan Hanafin, che nel concitato finale ha ecceduto nei limiti di pista nonostante l’esposizione della bandiera bianca e nera. Penalità forse meno veniale delle altre ma pur sempre assegnata oltre tre ore dopo. Entrambe le vetture scalano di un posto, con la Lamborghini di Iron Lynx che viene classificata terza alle spalle di Iron Dames e Racing Spirit of Leman.

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Infine Proton, che alle 15,14 è entrata in pitlane in regime di Full Course Yellow. Qui il giudice ci è andato pesante, infliggendo alla Porsche #60 guidata da Julien Andlauer la bellezza di 3’35”: e la P7 diventa P11.

Le classifiche di queste due categorie mutano quindi come segue: l’equipaggio di Inter-Europol #43 si porta a 48 punti contro i 46 di AO by TF. Job van Uitert e Reshad de Gerus di IDEC Sport seguono a quota 37. I portacolori di Iron Lynx invece, grazie ai tre podi fin qui conquistati, balzano al comando delle GT3 con 48 punti contro i 41 del Racing Spirit of Leman, i 40 delle Dames ed i 39 di Spirit of Race, promossi in P8.

Non riteniamo di dover aggiungere altro se non che le penalità sono firmate da un collegio di steward che contiene un responsabile, uno steward internazionale ed uno steward locale.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

L’ordine di arrivo definitivo della 4 Ore di Imola

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ELMS – Panis Racing, missione compiuta a Imola. Iron Dames, finalmente! Vittorie di classe ad Algarve Pro Racing e Eurointernational

Il Panis Racing completa l’hat trick ad Imola, vincendo la 4 Ore, terzo appuntamento dell’European Le Mans Series 2024. La squadra transalpina ha approfittato di una strategia perfetta nel finale, dopo aver condotto la prima parte di gara, per portare a casa una vittoria che mancava dal 2021, anno in cui ha chiuso al secondo posto finale.

Non che le avvisaglie non ci fossero già state nel corso del weekend, con il miglior tempo nelle libere 2 ribadito dalla pole position di Charles Milesi nel pomeriggio di ieri.

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Protagonista della prima ora anche il nostro Luca Ghiotto con Inter-Europol, trionfatore a Le Castellet. Il pilota vicentino è stato autore di una rimonta furiosa su Manuel Maldonado, incaricato dello start dalla prima piazzola, salvo poi rientrare nel gruppo con l’Oreca #34 a causa di una penalità per sorpasso in regime di Full Course Yellow, una delle ben sette neutralizzazioni, nessuna per incidenti di rilievo, concentrate soprattutto nelle parti iniziale e finale della gara.

Alle spalle di Milesi, Maldonado ed Arthur Leclerc, si piazza AO by TF. Robert Kubica è stato il padrone della parte centrale, vale a dire in regime di corsa libera. La Safety Car richiamata dalla direzione gara dopo 2h20’ ed il relativo passaround ha ridotto in primis il gap fra i primi, ed il box britannico non è riuscito ad andare oltre il secondo postol, comunque miglior risultato stagionale, con Louis Deletraz a portarsi a 11” dal primato.

Completa il podio overall Vector Sport, che ritorna ad un risultato di rilievo dopo le prime due infruttuose uscite. Felipe Drugovich nel finale ha tenuto dietro nello shootout finale Tom Dillmann con la vettura vincitrice dell’ultimo round e Job Van Uitert per IDEC Sport.

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Ultimi minuti decisivi anche per le GT3, con la prima vittoria stagionale delle Iron Dames. Anche qui la strategia è stata determinante, insieme alle due ultime Full Course Yellow che hanno complicato l’inseguimento da parte dell’Aston Martin del Racing Spirit of Leman, tenuta dietro anche con le cattive nonostante gomme non più performanti sulla Porsche #85, scelta derivata dalla penalità di 10” per un’infrazione non meglio definita in regime di FCY.

Completa il podio la Ferrari di Kessel Racing, con Daniel Serra autore di una rimonta finale nei confronti dell’altra Aston in rosa (in questo caso solo nel colore) del Grid Motorsport by TF e della Lamborghini di Iron Lynx.

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Lotta al coltello nel finale anche tra le LM P3, ma solo per la seconda posizione, fra Team Virage ed Ultimate, a vantaggio dei primi Un paio di scontri non sanzionati hanno permesso comunque ai fratelli Lahaye ed al deb Paul Lanchere di tornare a podio da Portimao dello scorso anno. Davanti però niente da fare per nessuno nei confronti di Eurointernational, unici qui a correre con equipaggio a due, mentre le due Duqueine di WTM e DKR sono scomparse in gara a causa di una serie di penalità.

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Infine, le LM P2 Pro/Am hanno premiato Algarve Pro Racing. Galeotta l’ultima sosta di AF Corse, che dopo aver condotto la parte centrale di gara, ha permesso al team battente bandiera portoghese di prendere il comando. Ultimo splash decisivo in senso negativo anche per Richard Mille by TDS, che completa il podio di categoria.

In classifica generale, l’equipaggio di Inter-Europol #43, oggi quarto dopo essere partito dalla pitlane, mantiene il comando con 45 punti contro i 40 dei vincitori odierni ed i 39 di Kubica e soci. Nelle GT3, classifica cortissima con il Racing Spirit of Leman che balza al comando con 41 punti contro i 40 delle Dames ed i 37 di Spirit of Race, oggi appena P9.

Tra le LM P3, Eurointernational con la vittoria odierna salta in testa alla classifica con 52 punti contro i 50 di RLR MSport ed i 49 di Team Virage. Nelle LM P2 Pro/Am infine, la “Zebra” di AF Corse riduce il gap nei confronti del TDS, portandosi a 3 sole lunghezze.

Prossimo appuntamento con la serie europea, al giro di boa stagionale, il 25 agosto a Spa.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 4 Ore di Imola