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Kubica

ELMS – Kubica il più veloce nei test di Spa

Come di consueto l’European Le Mans Series riserva la giornata del mercoledí ai test collettivi. Nelle due sessioni effettuate in vista della 4 Ore di Spa-Francorchamps, il più veloce è stato il “quasi vincitore” di Le Mans (tra le LM P2) Robert Kubica del team di casa, il WRT.

Il driver polacco, reduce dai due ultimi Gran Premi di F1 con l’Alfa Romeo, ha segnato la migliore prestazione su pista bagnata nel pomeriggio, con 2.20.871, precedendo Patrick Pilet con l’Oreca IDEC di 4 decimi e Phil Hanson, appena confermato anche nel WEC con United Autosports, di oltre 1”1.

Al mattino era stato il neocampione F.E Nicky de Vries a segnare la migliore prestazione con l’Aurus #26 del G-Drive con 2.25.699 davanti a Yifei Ye e allo stesso Kubica.

Proprio in casa del team Russo, gestito in pista da Algarve Pro Racing, la news più eclatante in termini di line-up, con Gustavo Menezes a sostituire Roberto Merhi sull’equipaggio Pro/Am della vettura #25. Il neoacquisto Peugeot, scaricato da Glickenhaus alla vigilia di Le Mans, estenderà il proprio impegno insieme a John Falb e Rui Andrade anche nel season finale di Portimao.

Le altre due novità di rilievo riguardano entrambe team francesi. Ultimate ha deciso di non rimpiazzare Francois Heriau, assente anche a Le Mans per un problema alla clavicola, e correrà con i due fratelli Mathieu e Jean-Baptiste Lahaye nella classifica assoluta. Il Graff invece ha dato forfait senza spiegazioni apparenti.

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Tra le LM P3, migliore prestazione per il capoclassifica Niklas Knuetten con la Ligier #19 del Cool Racing, il più veloce nel pomeriggio con 2.31.796, seguito a 7 decimi dalla vettura dell’1 AIM Villorba di Alessandro Bressan.

Un team italiano sugli scudi anche in GTE con Miguel Molina e la Ferrari di Iron Lynx, al top con 2.31.952 davanti all’Aston Martin di Ross Gunn e all’altra 488 GTE Evo delle Iron Dames di Michelle Gatting.

In azione quest’oggi anche la Michelin Le Mans Cup, con Scott Andrews e la Ligier #22 di United Autosports e Paolo Ruberti con la Ferrari di Iron Lynx al comando della lista dei tempi di LM P3 e GT3. Assente – almeno per ora – la Porsche del PZOberer by Zurichsee, major contender della categoria.

Domani giornata di pausa. L’azione in pista della ELMS riprenderà venerdí 17 con la prima sessione di libere, alle 11.00.

Piero Lonardo

I risultati del Morning Test

I risultati dell’Afternoon Test

Foto: WRT, ELMS

FIA WEC 4 Hours of Silverstone

WEC/USCC – Enzinger sostituito in Porsche: obiettivo F1?

Fritz Enzinger dal primo ottobre prossimo non sarà più il capo delle attività sportive Porsche. Oggi il comunicato che vede il 65enne sostituito nell’incarico da Thomas Laudenbach.

Laudenbach, di 12 anni più giovane, negli ultimi anni è stato il capo della divisione motori della casa di Stoccarda. Suoi i progetti delle unità che equipaggiano la 918 Spyder, la 911 RSR e la 911 GT3 R, ma anche il prestigioso 3,4 litri V8 della mitica RS Spyder che dominò negli States nel primo decennio degli anni 2000.

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Il suo precedente coinvolgimento vincente con le serie endurance statunitensi è di buon augurio per il prossimo programma LMDh che lo vedrà agire, questa volta in prima persona, ancora una volta insieme al partner Penske.

Enzinger, fautore del programma 919 Hybrid che ha fruttato tre titoli WEC ed altrettante vittorie di fila a Le Mans dal 2014 al 2017, ufficialmente andrà in pensione, ma voci di corridoio propendono per un nuovo incarico all’interno del gruppo VW.

Sarà il tanto auspicato ritorno in F1? Staremo a vedere…

Piero Lonardo

Foto: Porsche

Start2020

ELMS – A Spa in 39 col ricordo di Le Mans (ed il pubblico)

L’European Le Mans Series tornerà il prossimo weekend per il penultimo round della stagione 2021, la 4 Ore di Spa-Francorchamps. Rispetto alla “monster grid” di Monza, ulteriormente rimpolpata dalle wild-card WEC, un leggero calo nelle vetture iscritte, che saranno comunque ben 39.

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Con la testa ancora a Le Mans per la vittoria sfiorata tra le LM P2 il capolista WRT, che giocherà in casa con Robert Kubica, Louis Deletraz e Yifei Ye e dovrà difendere un vantaggio di 11 punti su Franco Colapinto e Roman Rusinov e l’Aurus #26 del G-Drive. Il team russo ritroverà il neocampione F.E Nicky de Vries, che all’Autodromo Nazionale era stato sostituito da Mikkel Jensen.

In evidenza, oltre come sempre all’equipaggio di punta di United Autosports, rinvigoriti dal podio Monzese a 18 lunghezze dai leader, il Panis Racing, reduce dalla prima vittoria proprio a Monza ma anche dal podio di Le Mans con Julien Canal, Will Stevens e James Allen, con i primi due ad inseguire nella classifica piloti a -27,5 punti. Un distacco notevole ma non incolmabile tenuto presente il notevole numero di iscritti, 14, tra le LM P2.

Tra le line-up, Harry Tincknell sarà di ritorno sulla vettura del Racing Team Turkey, mentre l’unico TBA riguarda Ultimate, che a sorpresa non lista Francois Heriau insieme a Jean-Baptiste e Mathieu Lahaye.

Ricordiamo che due dei vincitori di Le Mans, Ferdinand Habsburg e Charles Milesi, saranno presenti in griglia a Spa cone le vetture di Algarve Pro Racing e Cool Racing.

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Sempre 16 invece le LM P3, dove Laurents Hörr ed il DKR cercheranno di ricongiungersi ai capolista del Cool Racing, Nicolas Maulini, Matt Bell e Niklas Knuetten distanziati, dopo i due ultimi successi del team lussemburghese, di sole 18 lunghezze.

L’accoppiata dell’Inter-Europol, composta da Martin Hippe e dal pilota di casa Ugo de Wilde, è chiamato all’ultima occasione per sperare ancora nel titolo, a causa dei ben 38 punti di distacco dai leader. Il terzo pilota per l’occasione sarà il 22enne Aidan Read, al debutto nella serie dopo le esperienze in Asian LMS e più di recente con la BMW del Turner Motorsports nel WeatherTech SportsCar Championship.

Il nostro Mattia Pasini, dopo la bella prova di Monza, tornerà sull’altra Ligier del team polacco. I colori italiani saranno difesi nella categoria anche da Jacopo Baratto, che ritorna sulla JS P320 dell’Eurointernational, e dalla vettura dell’1 AIM Villorba Corse, che ripropone la medesima line-up formata da Alessandro Bressan, Andreas Laskaratos e Damiano Fioravanti.

Tra le GTE, ritorna Matt Campbell come in IMSA al fianco di Cooper MacNeil a la Porsche Proton coi colori WeatherTech, ma gli onori sono tutti per i vincitori GTE-Am di Le Mans di AF Corse, Alessio Rovera e Francois Perrodo, che nella serie europea ritornano a completarsi con Manu Collard.

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In classifica generale i capolista di Iron Lynx, Matteo Cressoni, Rino Mastronardi – pure a podio a Le Mans in GTE-Am – e Miguel Molina conducono con 80 punti, appena 3 in più di 77 di David Perel e Duncan Cameron, che a Spa ritroveranno Matt Griffin dopo lo stop di Monza per gravi motivi familiari.

3 punti che significano peró 5 kg in meno di Success Ballast nei confronti della Ferrari #80 (40 kg contro 35). Rovera e c. saranno gli unici altri piloti a scontare una zavorra in terra belga, pari a 15 kg. Sull’equipaggio della 488 GTE Evo, distanziata di ben 27 lunghezze dai leader, pesa l’assenza forzata di Barcelona.

A far compagnia alla massima serie endurance europea come sempre la Michelin Le Mans Cup.

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Dopo i due round di Le Mans e le tante wild-card, sono comunque 29 le vetture iscritte alla serie cadetta, ma tra queste le GT3 si ritroveranno solamente in 3: le due Ferrari Iron Lynx e la Porsche del PZOberer by Zurichsee, con Nicolas Leutweiler sempre più vicino al titolo piloti della categoria, mentre sulle due Ferrari ancora una volta Manuela Gostner insieme a Doriane Pin e Gabriele Lancieri ad affiancare, come nel vittorioso round di Monza, Paolo Ruberti.

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Tra le LM P3, Anthony Wells e Colin Noble dopo la fortunosa vittoria in gara 1 a Le Mans cercheranno di prendere definitivamente il largo sulla concorrenza, capeggiata da Alexander Mattschull e Nicolas Varrone del Rinaldi Racing, a quota -9, con l’equipaggio della Ligier #22 di United Autosports composto da Gery Kraut e Scott Andrews a 12 lunghezze dopo l’unico punto conquistato a Le Mans.

Nella Ligier European Series invece,  i nostri Alessandro Cicognani e Jacopo Faccioni “vedono” il titolo tra le JS P4, grazie ai 38 punti di vantaggio su Jacques Nicolet.

A Spa infine torneranno per la prima volta gli spettatori, che potranno entrare gratuitamente, e a cui saranno dedicate due tribune, quella dei box e quella della vecchia pitlane, oltre che tutte le zone comuni, paddock ovviamente escluso, previa presentazione di idonea certificazione sanitaria (Green Pass ovvero tampone). Non è sicuramente l’optimum ma è un buon inizio rispetto a quanto visto a Monza.

L’ELMS scenderà in pista venerdí 17 settembre alle ore 12.45 con le prime libere. Qualifiche sabato 18 alle 1.05 e gara domenica 19 a partire come di consueto dalle 11. Diretta streaming gratuita di qualifiche e gara sul sito europeanlemansseries.com e sui canali Youtube della serie.

Piero Lonardo

L’entry list della 4 Ore di Spa-Francorchamps

L’entry list della Michelin Le Mans Cup

Foto: Piero Lonardo, ELMS

Prema

WEC – Iron Lynx con PREMA in LM P2: obiettivo Hypercar?

La partnership da poco annunciata fra Iron Lynx e PREMA Powerteam inizia a prendere forma: di stamane infatti l’annuncio dell’acquisizione da parte di PREMA di una nuova Oreca 07 LM P2 da iscrivere alla prossima edizione del World Endurance Championship.

Il team Principal di Iron Lynx, Andrea Piccini, ha così commentato: “Iron Lynx ha ottenuto in questa stagione importanti risultati in questa stagione fra le GT e PREMA è largamente riconosciuta quale una delle migliori squadre tra le monoposto. L’expertise di entrambe le squadre creerà la miscela perfetta per competere ai massimi livelli”.

Dal canto suo René Rosin, boss PREMA, ha affermato che “Questo è uno sviluppo incredibilmente eccitante per il nostro team e che ci porterà in una nuova dimensione altamente motivante. Non vediamo l’ora di collaborare con Iron Lynx per condividere conoscenza e best practice, che speriamo sia solo l’inizio di un futuro di successo nelle gare endurance”.

Ovviamente è molto presto per conoscere quale potrà essere l’equipaggio futuro di questa vettura, che va a colmare nella categoria cadetta del WEC il vuoto lasciato da Cetilar. Quello del 2022 potrebbe però essere un obiettivo parziale, magari in funzione di un0iscrizione alla stagione successiva con una Hypercar, magari col marchio del Cavallino….

Ricordiamo che PREMA è campione in carica della F2 con Mick Schumacher e al momento è al comando del campionato in corso con Oscar Piastri, con l’altro giovane della FDA, Robert Shwartzman, in terza posizione e ancora ben in lotta per il titolo.

Iron Lynx da parte sua può vantare tra i più recenti successi il trionfo con la Ferrari 488 GT3 Evo 2020 alla 24 Ore di Spa ed il terzo posto in GTE-Am di due settimane fa a Le Mans.

Piero Lonardo

Foto: Iron Lynx

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WEC – La situazione dopo Le Mans

I punteggi doppi di Le Mans hanno modificato sensibilmente le classifiche del World Endurance Championship 2021.

Va subito detto che per una volta non vi è stata alcuna penalizzazione o squalifica post-gara durante le verifiche tecniche eseguite nella giornata del lunedi, per cui sono stati confermati i risultati della pista; ricordiamoci però che i punteggi vengono attribuiti solo alle vetture iscritte alla serie mondiale.

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Nella categoria regina, la doppietta Toyota con la seconda vittoria stagionale della #7, porta Mike Conway, Kamui Kobayashi e Josè Maria Lopez davanti ai compagni di squadra con 120 punti contro 111. Con 63 punti ancora potenzialmente in palio nelle due gare del Bahrain però, l’Alpine non è ancora potenzialmente tagliata fuori dalla lotta per il titolo, a quota 90 dopo il bel terzo posto di Lapierre e soci.

La dirigenza Alpine ha peraltro chiesto alla FIA e all’ACO di poter mantenere in gara la A480-Gibson LM P1 anche per la prossima stagione, in attesa delle decisioni del gruppo Renault sulla futura Hypercar, che dovrebbero comunque essere rese note entro la fine dell’anno.

Dopo la bella prestazione al debutto sulla Sarthe, speriamo di vedere almeno una Glickenhaus in Bahrain…

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Nelle classifiche che più riguardano da vicino i colori italiani, vale a dire quelle delle GT, James Calado e Alessandro Pier Guidi passano gloriosamente al comando tra i piloti con 124 punti contro i 112 derivanti dal secondo posto (terzo in gara dietro la Corvette #63) di Kevin Estre e Neel Jani.

Ben distanziati e con flebili speranze di titolo Gianmaria Bruni e Richard Lietz a quota 75, mentre il secondo sfortunatissimo equipaggio Ferrari composto da Miguel Molina a Daniel Serra deve già abbandonare ogni sogno di gloria. Mentre il differenziale tra le due 488 GTE Evo di AF Corse puó essere attribuito in gran parte alla sfortuna sulla Sarthe, pare che il problema della Porsche #91 risieda – secondo quanto recepito da  alcune “gole profonde” – nella scarsa competitività della vettura rispetto alla gemella. Vedremo se la casa di Stoccarda riuscirà a porre rimedio e a garantire ai due veterani un mezzo ugualmente all’altezza.

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Alessio Rovera, Nicklas Nielsen e Francois Perrodo invece, senza quel problema ad inizio gara in Portogallo starebbero già festeggiando il titolo fra le GTE-Am per AF Corse. Con 36,5 punti di gap, Ben Keating, Felipe Fraga e Dylan Pereira hanno limitato i danni con un bel secondo posto dopo le prove sfortunate di Portimao e Monza, ma chi ha più da dolersi dal risultato di Le Mans è sicuramente Cetilar Racing.

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L’owner/patron/deus ex machina del progetto, Roberto Lacorte, ha postato via social un accorato report che si conclude in sostanza con un mea culpa per il contatto che ha posto fine alla gara dell’equipaggio nostrano; purtroppo l’occasione, viste anche le prestazioni in pista della Ferrari #47 e dei suoi piloti, era ghiotta, e lo zero in casella va a vanificare, dopo il passo falso di Monza, lo splendido inizio di stagione, riducendo le speranze di titolo al lumicino.

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Tra le LM P2 invece, la vittoria della WRT “giusta” (cioè quella che corre nel WEC) riporta in quota Robin Frijns, Ferdinand von Habsburg e Charles Milesi per il titolo di categoria, piazzandoli al secondo posto ad un solo punto di distacco (89 contro 88) da Sean Gelael, Stoffel Vandoorne e Tom Blomqvist sulla Jota #28 che, attenzione, fin qui non hanno mai vinto una gara.

L’equipaggio della Jota di punta invece, dopo l’errore di inizio gara, ha potuto recuperare sino a siglare il quarto posto (ottavi al traguardo dietro tante vetture dell’ELMS) che li lascia assolutamente in contention, a -8 dai compagni di squadra.

Speranze ancora vivissime anche per Phil Hanson, in solitario a quota 76, e anche per i passisti dell’Inter-Europol, Alex Brundle e Kuba Smiechowski, a 67 punti.

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Filipe Albuquerque, campione in carica insieme ad Hanson della categoria, tornerà anche il prossimo anno a vestire i colori di United Autosports, che schiererà due vetture full-time WEC. Da parte nostra sarà un piacere poter rivedere il simpaticissimo e disponibilissimo pilota portoghese anche da questa parte dell’Oceano.

Da segnalare che l’Oreca dei “quasi vincitori” Robert Kubica, Yifei Ye e Jean-Louis Deletraz il lunedí delle verifiche si è accesa al primo colpo; imputato della defaillance all’ultimo giro in stile Nakajima, dopo che i primi indizi si erano rivolti verso un sensore dell’acceleratore, un banale corto circuito. Nel serbatoio sono stati trovati inoltre ben 20 litri di carburante che avrebbero permesso agevolmente al driver cinese di transitare sotto la bandiera a scacchi.

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Nella nuova categoria LM P2 Pro/Am, Juan Pablo Montoya sta spianando la strada al rampollo Sebastian (che in futuro dovrebbe vestire i colori di DragonSpeed), e con la prima sospirata vittoria ha portato l’equipaggio dell’Oreca #21 composto anche dal vulcanico  Henrik Hedman e da Ben Hanley al top con 110 punti contro i 104 di Frits van Eerd ed i 101 di Esteban Garcia e Norman Nato del Realteam.

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Particolare menzione all’equipaggio dell’Oreca dell’Association SRT41 di Frédéric Sausset, che dopo il primo exploit del 2016, ha concluso ancora una volta la gara, ancorchè con 37 giri di distacco. Ricordiamo che insieme a Mathieu Lahaye hanno condiviso l’abitacolo i diversamente abili Takuma Aoki e Nigel Bailly, cui va tutta la nostra ammirazione.

Una nota particolare, in negativo, va infine alla stampa italiana che ha seguito questa 24 Ore, che si è trasformata in 48 ore per Ansa e Sky, è stata vinta da John Elkann per Autosprint, ed è stata persa all’ultimo giro da Robert Kubica per Il Giornale. Una sola domanda: PERCHÉ?

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 89ma 24 ore di Le Mans

Foto: Piero Lonardo

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LMC – Muehlner Motorsports flag to flag in gara 2 della Road to Le Mans. Porsche corsara in GT3

La seconda manche della Road to Le Mans si è corsa come da copione quale antipasto della 24 Ore, nella mattinata di sabato.

Dalla pole position Moritz Kranz, sfortunato protagonista di gara 1, parte ugualmente a razzo, questa volta dalla pole position, con la Duqueine del Muehlner Motorsports davanti all’altra Duqueine del DKR di Jean Glorieux e alle due Ligier del Cool Racing di Antoine Doquin e Mathieu de Barbuat.

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Tra le GT3, Rory Penttinen conduce con la Ferrari Iron Lynx su Nico Leutwiler e la Porsche del PZOberer Zürichsee by TFT, che a sua volta ha avuto la meglio su Ahmad al Harthy e l’Aston Martin dell’Oman Racing, che però riprende presto la posizione alle spalle della 488.

Già nel primo giro la bagarre toglie dai contender le vetture del Cool Racing: foratura per la #37 e contatto più dietro per la #69 di Maurice Smith, terzo in gara 1, con l’altra Ligier del Motorsport98 di Eric de Doncker; quest’ultima ha la peggio e chiama in causa una prima slow zone, mentre al barbuto statunitense viene assegnato un drive-through.

Anche i vincitori del giovedí del Nielsen Racing assaggiano le barriere, cosí come la seconda entry del DKR alla chicane Dunlop. Entrambe possono ripartire ancorchè attardate, mentre Thorsten Kratz del WTM powered by Phoenix ha la meglio su de Barbuat per la terza piazza assoluta.

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Si arriva cosí al pit obbligatorio, con la Vantage coi colori dell’emirato al comando delle GT3, ma un testacoda relega Michael Dinan in fondo al gruppo, con Logan Sargeant, subentrato a Penttinen, al comando sulla Porsche #2, ora nelle mani di Julien Andlauer.

Per l’assoluta la Duqueine #21 di Ugo de Wilde conduce con un margine di assoluta tranquillità su Nicolas Knuetten, il quale ha ereditato la seconda piazza dopo il forfait della vettura di punta del DKR dello specialista Laurents Hörr, e si procederà cosí sino al traguardo, dove de Wilde arriverà con 11” di vantaggio. Terza piazza, dopo un drive-through assegnato al WTM, per l’RLR MSport di Mike Benham e Malthe Jakobsen.

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Finale thrilling invece tra le GT3, con Andlauer a superare all’ultimo giro alla chicane Michelin Sargeant, grazie al “velo” di due LM P3. Il gradino basso del podio va all’Audi del WRT di Chris Weertz e Jean-Louis Deletraz.

In classifica generale, a due gare dal termine, l’accoppiata del Nielsen Racing formata da Tony Wells e Colin Noble, a secco in gara 2, continua a condurre con 63 punti, ma a 9 lunghezze si affaccia l’equipaggio del Rinaldi Racing, che termina in P4 alla bandiera a scacchi ma porta a casa ancora 9 punti e scavalca a sua volta i portacolori di United Autosports, Scott Andrews e Gerry Kraut, autori di una gara sfortunata.

Tra le GT3, con la vittoria odierna, Leutwiler allunga con 71 punti seguito dal teammate Andlauer (ricordiamo che al Paul Ricard la Porsche #2 fu guidata da Wolf Henzler) con 56; in terza posizione emerge Doriane Pin con la Ferrari delle Iron Dames a -19, uno in più di Sargeant, che ha sostituito i nostri Rino Mastronardi e Paolo Ruberti, impegnati nella 24 Ore, fermi a quota 45.

Prossimo appuntamento con la Michelin Le Mans Cup a Spa-Francorchamps il 18 settembre prima del gran finale di Portimao.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo di Gara 2

Foto: Piero Lonardo

Cadillac-LMDh

USCC/WEC – Ecco la Cadillac LMDh, senza ala, per Le Mans!

All’indomani di una splendida 24 ore di Le Mans dove la Corvette ha svolto un ruolo da protagonista in GTE-Pro, ecco l’atteso annuncio di Cadillac sullo sviluppo della LMDh.

Il costruttore statunitense affiderà lo sviluppo del suo nuovo prototipo ancora una volta a Dallara, già protagonisti insieme tra le DPi nel WeatherTech SportsCar Championship, e si aggiunge quindi ai nomi già confermati nella categoria, vale a dire Audi, Porsche, BMW ed Acura.

La nuova Cadillac farà la sua apparizione, come le altre concorrenti, nel 2023, e verrà portata in pista da due teams: Action Express Racing e Chip Ganassi Racing su due scenari differenti: IMSA e WEC, Le Mans quindi compresa, anche se ancora non si conosce l’eventuale suddivisione dei programmi tra le due squadre, così come anche la composizione dei piloti.

Il team Ganassi comunque ha già svolto di recente un test a Road America per valutare future candidature per la prossima stagione, che si correrà ancora con la DPi V.R, in previsione del 2023. Ad attendere questi test, piloti giovani e di sicuro appeal quali Earl Bamber, Alex Lynn ed Oliver Askew.

Curiosità, nel render diffuso dal costruttore, la vettura non fa uso di ala posteriore, similmente a quanto presentato da Peugeot nella sua 9X8 Hypercar.

Piero Lonardo

Foto: IMSA

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WEC – Toyota sbanca Le Mans. Ferrari strepitosa in GT. WRT manca la doppietta in LM P2

Toyota sbanca la 89ma edizione della 24 Ore di Le Mans, la prima della nuova era Hypercar, con un uno-due. Tutto come da previsioni insomma, anche se lo svolgimento del tema ha avuto qualche sbavatura che, dopo praticamente due anni di preparazione e centinaia di ore di test in pista, magari non erano state considerate in precedenza, ma questa è Le Mans, e l’imprevisto è sempre dietro l’angolo.

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Dietro la prima, sospirata vittoria di Josè Maria Lopez, Mike Conway e Kamui Kobayashi, il più veloce dell’era moderna qui sulla Sarthe, ci sono stati i problemi patiti dalla vettura gemella, in primis il contatto al via con la Glickenhaus che avrebbe potuto cambiare la storia di questa gara, infine con una serie di problemi al cambio che però hanno solamente incrementato il distacco fra le due GR010-Hybrid, che in queste 24 ore sembravano avere ancora qualcosa da spendere.

A podio la Reb… ehm l’Alpine A480-Gibson, a 4 giri come la migliore delle Glickenhaus, la #708 di Pipo Derani, Franck Mailleux ed Olivier Pla, mentre la seconda chiude la top five a sette tornate dal leader.

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Una bella prova quella delle bellissime SCG 007 LMH, dall’aspetto cosí tanto smaccatamente retrò quanto le Toyota sembrano moderne. Entrambe al traguardo e nello stesso range dei costosissimi prototipi giapponesi. Speriamo, grazie al risultato odierno, di poterle rivedere anche in Bahrain, magari con un BoP che possa rendere realmente livellato il confronto fra le tre diverse vetture.

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Alessandro Pier Guidi e James Calado ci hanno preso gusto e hanno conquistato la loro seconda Le Mans in GTE-Pro insieme al neoacquisto Côme Ledogar con la Ferrari AF Corse #51. Le due 488 GTE Evo non hanno avuto rivali sul passo gara, in qualunque condizione atmosferica, e solo un problema tecnico ha impedito una sacrosanta doppietta.

Indipendentemente dalle pastoie del BoP, modificato all’ultimo momento per rallentare le GT del Cavallino, solo la Corvette ha rappresentato una valida alternativa. La C8.R di Jordan Taylor, Antonio Garcia –  entrambi già trionfatori qui – e Nicky Catsburg ha evitato tutte le sfortune calamitate invece dalla #64.

Podio faticato per la Porsche, mai realmente in contention, con la #92 ricostruita dopo il crash in Hyperpole di Kevin Estre dopo che le due 911 RSR-19 private hanno reso l’anima anticipatamente e che l’altra ufficiale si è ritrovata nel finale senza freni alle Ford.

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L’altra impresa tricolore del giorno è quella in GTE-Am dell’altra 488 di Alessio Rovera, Nicklas Nielsen e Francois Perrodo. Passati al comando già nelle prime fasi di gara, hanno mantenuto, anche nei turni del gentleman, un vantaggio di rispetto nei confronti della concorrenza, che nel frattempo cadeva come mosche. Un equipaggio ben equilibrato con un punto di forza forse inizialmente poco atteso in Rovera, che alla sua prima Le Mans ha dimostrato di non temere il confronto con i driver più esperti e smaliziati.

Solo l’Aston Martin del TF Sport dello stakanovista Ben Keating, Felipe Fraga e Dylan Pereira ha provato a tenere il ritmo, guadagnando di tanto in tanto la testa della categoria grazie alla strategia sfalsata. Il trionfo Ferrari si completa col terzo posto della #80 di Iron Lynx con Rino Matsronardi, Matteo Cressoni e Callum Ilott, che a sua volta precede l’altra vettura del team.

Un grande rimpianto per il Cetilar Racing, protagonista delle qualifiche e delle prime fasi di gara; i piloti ci credevano molto (e facevano bene), ma sarà per la prossima volta perchè il combo azzurro si è dimostrato ancora una volta di tutto rispetto dopo aver giubilato la Dallara LM P2.

_PL56321Come dicevamo nel precedente aggiornamento, a Le Mans non c’è nulla di scontato, ed il colpo di scena finale questa volta ha toccato la categoria cadetta, con l’Oreca #41 del WRT a replicare il dramma Toyota del 2016. La vettura gemella, la #31 di Ferdinand Habsburg, Charles Milesi e Robin Frijns a lungo in testa, accusava nel corso della 23ma ora problemi agli airjack che impedivano un corretto svolgimento dei pitstop.

Ciononostante era comunque l’altra Oreca del team di Robert Kubica, Jean-Louis Deletraz e Yifei Ye a prendere la leadership. Purtroppo peró all’ultimo giro prima dalla bandiera a scacchi quest’ultimo procedeva lento sul circuito e, similmente a quanto accaduto cinque anni or sono a Nakajima, non veniva nemmeno classificato per non aver tagliato il traguardo. Si saprà poi che la defaillance è stata causata dal malfunzionamento di un banale sensore dell’acceleratore .

Dietro i vincitori per soli 727 millesimi finisce la Jota di Sean Gelael, Stoffel Vandoorne e Tom Blomqvist, che a sua volta va a precedere la “art-car” del Panis Racing di Julien Canal, Will Stevens e James Allen. Aldilà dell’indubbio merito dei vincitori, pronti a quanto pare ad ereditare una Audi LMDh nel futuro prossimo, anche in questa categoria si è trattato di una gara ad eliminazione con alcune situazioni al limite dell’amatoriale che abbiamo già raccontato negli svolgimenti parziali della gara.

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Nella nuova categoria P2 Pro/Am infine successo per il DragonSpeed di Henrik Hedman, Ben Hanley e Juan Pablo Montoya sul Racing Team Nederland ed il Realteam. Considerate le numerose uscite di strada da parte dell’equipaggio olandese, forse un premio un po’ troppo esagerato.

Il World Endurance Championship tornerà a fine ottobre col doppio appuntamento in Bahrain; nel frattempo, terrà banco l’European Le Mans Series con gli ultimi due round di Spa-Francorchamps e Portimao.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 89ma 24 ore di Le Mans

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Verdetti già assegnati a 3 ore dal termine? Difficilmente a Le Mans

A 3 ore dalla bandiera a scacchi tutti i verdetti sembrano già assegnati alla 24 ore di Le Mans, ma sappiamo che può ancora succedere di tutto, anche se dall’equazione, almeno secondo le ultime previsioni, sembra escluso un meteo sfavorevole.

Davanti le due Toyota procedono di buon passo, con la #8 davanti di un giro sulla #7, ora nelle mani rispettivamente di Mike Conway e Brendon Hartley. Come di consueto, dovrebbero essere i due driver giapponesi, Kamui Kobaayashi e Kazuki Nakajima ad occuparsi dello stint finale.

La lotta per il gradino basso del podio sembra pure assegnata a vantaggio dell’Alpine sulla Glickenhaus meglio piazzata, distanziate rispettivamente di 4 e 5 giri dal battistrada.

Tra le LM P2, le due Oreca del WRT proseguono la marcia di avvicinamento al traguardo, con Jota che si è definitivamente separata in pista dalla vettura del Panis Racing. Quale quarta forza emerge l’entry di Inter-Europol, ancorchè distanziata a sua volta di 3 tornate dall’Oreca #31, che ora conduce con Ferdinand Habsburg.

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Solo nelle due categorie GT il distacco fra i primi due non si misura in numero di giri. James Calado nelle GTE-Pro punta al bis del 2019 dopo una breve sosta tecnica della Ferrari #51 nel corso della 19ma ora, sosta resa più tranquilla dal vantaggio precedentemenrte accumulato sulla Corvette #63.

La lotta per completare il podio invece sembra un affare delle due Porsche ufficiali, che hanno ingaggiato anche in queste fasi un duello interno svoltosi a favore della #92, vale a dire l’esemplare di 911 RSR-19 completamente ricostruito sopo il botto di Kevin Estre nella Hyperpole.

In GTE-Am il gioco dei pit al momento premia l’Aston Martin del TF Sport, che con Ben Keating ha effettuato una discreta rimonta nei confronti di Francois Perrodo e della Ferrari #83 di AF Corse, dominatrice di gran parte di gara. Al momento son circa 12” che separano Alessio Rovera, subentrato a Perrodo sulla 488 color argento, dopo aver effettuato la 21ma sosta.

A seguire le altre due Ferrari di Iron Lynx col sempre più sorprendente deb Callum Ilott e Raffaele Giammaria.

La conta delle “vittime” si aggiorna con l’Oreca LM P2 del Risi Competizione, rientrata ai box col motore fumante e perdite di liquido. Problemi anche per l’altra Oreca del PR1/Mathiasen, cosí come per la Ferrari iscritta in GTE-Am dal Rinaldi Racing, insabbiata – guardacaso – alla Dunlop.

 

_PL54442Da segnalare anche la spettacolare uscita di strada di Giedo van der Garde a Tertre Rouge all’inizio della 21ma ora, che sostanzialmente mette la parola fine, dopo le diverse uscite da parte di Frits van Eerd, sulle velleità di successo tra le P2 Pro/AM del Racing Team Nederland, subcategoria che vede al comando il DragonSpeed con un giro di vantaggio sul Realteam.

Piero Lonardo

La classifica dopo la ventunesima ora di gara

 

 

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Breve singhiozzo Toyota. Una sola Ferrari contro Corvette ed Aston nelle classi GT

Dopo un’alba nascosta dalle nuvole sul Circuit de la Sarthe è apparsa una foschia che fortunatamente non ha inficiato la gara, anzi ora splende un piacevole sole e non è prevista alcuna attività temporalesca sino alla bandiera a scacchi.

Alcuni team di primo piano hanno utilizzato la prima mattinata per risolvere i danni emersi in precedenza: è il caso della Ferrari, che ha speso oltre mezz’ora per riparare i danni alla sospensione posteriore sinistra della 488 GTE Evo #52, cosí come United Autosports ha risolto i problemi all’alternatore che hanno tolto Filipe Albuquerque e c. dalla lotta per la vittoria nelle LM P2.

In questa categoria Tom Blomqvist, dopo una penalità di ben 90” di Stop&Go assegnata per non aver rispettato l’accodamento alla corretta safety car in una delle neutralizzazioni della serata, ha rimontato sino a portarsi alle spalle e poi passare l’Oreca del Panis Racing per la terza posizione di categoria con la Jota #28 dietro le due infaticabili vetture del WRT, sempre con la #31 di provenienza WEC davanti alla #41 dell’equipaggio ELMS che comprende anche Robert Kubica.

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Davanti invece la Glickenhaus di Olivier Pla è ora nel giro dell’Alpine e i due si scambiano la P3 assoluta nei rispettivi pistop. Le due Toyota proseguono a buon ritmo, ma ancora una volta la #8 a rallentare al termine della 18ma ora, come ad inizio gara, per poi ripartire, presumibilmente dopo un reset elettronico. Unica differenza, in questa occasione non vi è stato alcun intervento esterno, ed inizia ad affiorare una certa preoccupazione al box Toyota.

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AF Corse continua a dominare con le sue Ferrari nelle due categorie GT, ora nelle mani di Côme Ledogar e Nicklas Nielsen. In entrambi i casi il vantaggio sugli inseguitori più prossimi, vale a dire ancora la Corvette #63 e l’Aston Martin #33, ammonta ad oltre 1’.

Purtroppo per il team di Amato Ferrari, una foratura all’anteriore destra della 488 #52 ha praticamente posto la parola fine alle velleità di Bird, Molina e Serra, come dicevamo già fortemente attardati.

Fuori definitivamente dai giochi – ai tre quarti di gara – anche la seconda Porsche privata di Hub Auto, polesitter in GTE-Pro, immobile alla chicane Dunlop, mentre la seconda Corvette, bersagliata dalla sfortuna, rientra ai box per una verifica all’alternatore dopo aver câmbiato il diffusore nella prima parte di gara e sistemato la frizione durante la notte.

Piero Lonardo

La classifica dopo la diciottesima ora di gara

Foto: Piero Lonardo