Il Panis Racing ha cambiato denominazione ma non la capacità di vincere, e lo ha dimostrato quest’oggi a Barcelona, aggiudicandosi il primo atto dell’European Le Mans Series 2026.
Louis Rousset, Ollie Gray, e soprattutto Esteban Masson, questi ultimi due presenti anche nell’effort campione 2025, hanno gestito al meglio una gara dura, regolando in pista gli altri contender, a partire dalla #34 di Inter-Europol, che gli finisce alle spalle con il polesitter Reshad de Gerus e Bjoy Garg, unico equipaggio a due nella serie.
Decisivo l’ultimo stint e la relativa strategia, con il Panis Racing a sostituire solo le gomme di sinistra mentre il team polacco optava per il fuel only, con Masson a recuperare visibilmente e riconquistare la leadership a poche tornate dalla bandiera a scacchi nonostante una doppia penalità di 10+10” per altrettante infrazioni in regime di Full Course Yellow.
Dal podio manca Jack Doohan, altro protagonista della gara per il Nielsen Racing, vittima di un errore nelle fasi finali nel duello con Masson in rimonta e Ben Hanley; quest’ultimo, insieme a Griffin Peebles e Gregoire Saucy riporta sul podio overall la #22 di United Autosports, a lungo al comando della gara.
Anche Jack Hughes, sull’ammiraglia di Algarve Pro Racing, è sparito a metà gara dalle posizioni che contano a causa di un contatto da parte della Mercedes #63 di Iron Lynx, mentre al contrario da segnalare ancora una bella prova da parte della #18 di IDEC Sport del GMR Trajectory Program che insieme a Jamie Chadwick ora conta anche Laurents Hörr ed il nostro Valerio Rinicella, appena fuori dal podio a precedere l’altra entry di Inter-Europol, che nonostante la furiosa rimonta da parte di Tom Dillmann termina solamente in P5 dopo un errore nelle primissime fasi della corsa.
A dire il vero la gara, graziata da una notevole cornice di pubblico nonostante la minaccia di pioggia, era iniziata con i peggiori auspici, a causa di un doppio incidente allo start che ha coinvolto da una parte le LM P3 con Anti Rammo, inspiegabilmente in testacoda prima della frenata di curva 1, che coinvolgeva anche le Ligier di due sicuri protagonisti, entrambi ex-campioni della categoria, quali Paul Lanchère e Nick Adcock.
Poco più avanti invece Jonas Ried si girava con la LM P2 di Proton, e Georgios Kolovos non poteva fare altro che centrarla in pieno; coinvolto anche Kriton Lentoudis, anche se è stato il connazionale ad avere la peggio. Trasportato con ambulanza in ospedale, al pilota di CLX Motorsport è stata riscontrata la frattura di una vertebra. La direzione gara ha fermato la corsa per 25’, che sono stati poi recuperati in seguito.
Battaglia vera anche tra le LM P2 Pro/AM, dove il podio parla tanto italiano, con la #20 di Enzo Trulli sul gradino più alto insieme ad Antonio Fuoco di AF Corse e Giorgio Roda del Team Duqueine. Nella prima metà di gara il confronto è stato tra il polesitter e Doriane Pin da una parte e PJ Hyett e Dane Cameron di AO by TF dall’altra.
“Spike the Dragon” è stato poi eliminato dalla contention da Paul-Loup Chatin, ma dietro l’Oreca #30 avanzava a larghe falcate Jakobsen, che dopo un lungo inseguimento aveva la meglio sulla test driver Peugeot WEC. Una penalità per il prototipo neroverde permetteva infine alla vettura di AF Corse di chiudere al secondo posto.
Tra le LM GT3, successo da parte della Porsche Proton #75 dell’eterno Richard Lietz, ora coadiuvato da Tom Sargent e Matt Kurzejewski. Il campione in carica WEC della categoria ha preso la testa della gara nel corso dell’ultima ora sulla Mercedes del Team Qatar by Iron Lynx spronata inizialmente da Abdulla Ali Al-Khelaifi – ottima prova la sua – dopo che le prime fasi erano state appannaggio di Davide Rigon, unico Pro in pista in quel momento, che con la Ferrari AF #51 aveva presto scalato la classifica dal fondo dello schieramento.
Dietro la 911 caratterizzata da una splendida livrea argento per omaggiare i 75 anni del costruttore tedesco, avanzava di conserva la McLaren di United Autosports, mentre nelle ultime curve la Mercedes Qatariota perdeva il podio in pista a vantaggio della Ferrari Kessel #54 di Daniel Serra. La classifica di categoria comunque è ancora sub-judice a causa di un’infrazione del tempo minimo di guida da parte di Wayne Boyd sulla McLaren #23.
Tanti i protagonisti attesi mancati al traguardo: la Corvette campione di TF Sport è stata buttata fuori dalla Ferrari di GR Racing; nel contatto è stata coinvolta anche l’altra Ferrari Kessel, mentre la Porsche di High Class Racing che presenta nella line-up il factory driver Laurin Heinrich, mai realmente in lotta per il primato, ha sbattuto duro. Infine l’Aston Martin del Racing Spirit of Leman, pure vittima di una sanguinosa uscita di pista da parte di Clement Mateu.
Infine le LM P3, dove ancora una volta è stata la strategia a dettare il risultato finale. Dopo il dominio iniziale da parte di R-ace GP, l’unica Duqueine in pista si è vista insidiare e poi passare dalla Ligier di Eurointernational, che sembrava destinata alla vittoria di misura sui transalpini.
La vettura #11 però ha dovuto effettuare un’ultima sosta ai box, lasciando il campo a… alla Ligier di Rinaldi Racing di Alvise Rodella, Juan Fernandes Cautela a Mikkel Gaarde Pedersen, che va cosí a cogliere il primo successo nella serie europea su Hugo Schwarze, Fabien Michal e Pierre-Alexandre Provost, a sorpresa solamente secondi a 11” dai battistrada. A completare il podio la Ligier di Inter-Europol partita dal fondo dello schieramento a precedere la poco fortunata entry in rosa.
L’ELMS tornerà già fra tre settimane col tradizionale appuntamento del Circuit Paul Ricard.
Piero Lonardo
Foto: Piero Lonardo






