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WEC – Giovinazzi-Kubica, prima fila Ferrari al COTA. Heart of Racing in pole nelle GT3

Ferrari in gran spolvero nelle qualifiche della Lone Star Le Mans, sesto appuntamento del FIA WEC 2024. Antonio Giovinazzi col tempo di 1.50.390, ha conquistato la quarta pole position complessiva per la 499P dopo aver primeggiato anche nel primo turno.

Al fianco della #51 Robert Kubica con la hypercar schierata da AF Corse, che grazie ad uno sforzo finale ha scalzato dalla prima fila la Cadillac di Alex Lynn e la sorprendente Alpine di Charles Milesi. Le prime quattro vetture sono racchiuse all’interno di 4 decimi.

E’ mancato nella Hyperpole, si fa per dire, visto che ha chiuso in P5, Antonio Fuoco, immediatamente alle spalle del pugliese nel Q1. Chi esce con le ossa rotte da queste qualifiche sono Porsche – presente nella Hyperppole solo con la Penske #5 e la Jota #12 nonostante le cinque unità iscritte – e soprattutto la Toyota, con Sebastien Buemi subito fuori e Kamui Kobayashi con decimo tempo. Al contrario, buona prestazione anche per le BMW, che occuperanno la quarta fila, mentre la Lamborghini al contrario va a chiudere la classifica delle Hypercar.

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Bella tirata anche la qualifica delle GT, con la Lamborghini delle Iron Dames, al top nel primo turno con la solita Sarah Bovy, beffata nella Hyperpole da Ian James, alla prima pole WEC con Heart of Racing, col tempo di 2.05.587.

Seconda fila per la migliore delle Ferrari Vista AF Corse di Francois Heriau e la Porsche di Alex Malykhin nonostante i ben 30 kg di Success Ballast. La seconda 296 GT3 di Thomas Flohr occuperà la terza fila al fianco della Corvette #81 di Tom van Rompuy.

Domani lo start della Lone Star Le Mans avverrà alle 13.00 locali, le 20.00 italiane. Diretta televisiva su SkySport e sui canali Eurosport ed in streaming su WEC TV.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati delle Qualifiche

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WEC – Ad Austin, team USA al vertice con Cadillac e Corvette prima delle qualifiche

Stati Uniti al vertice nelle libere 3 della Lone Star Le Mans: sono stati i due costruttori di casa, Cadillac e Corvette, a dominare infatti nelle due classi.

Alex Lynn ha portato subito in alto la V-Series.R con 1.51.471, abbassando di oltre 8 decimi l’asticella piazzata ieri da Antonio Giovinazzi, precedendo la 499P #50 del “solito” Antonio Fuoco, ad appena 40 millesimi.

La top five, che prosegue con la due Toyota a prendere a sandwich la Ferrari schierata da AF Corse, è racchiusa in appena 72 millesimi, segno potenzialmente foriero di una gara finalmente combattuta allo stesso livello fra diversi marchi.

Ancora una volta la migliore delle Porsche è stato un esemplare di Jota, la #12 di Norman Nato, a 2 decimi, ma per avere una reale caratura delle 963 sappiamo di dovere attendere le qualifiche.

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In GT3 è addirittura uno-due per le Corvette schierate da TF Sport, con Dani Juncadella, il quale migliora sensibilmente la propria prestazione delle libere 2 con 2.05.178 davanti al teammate Charlie Eastwood. P3 per Davide Rigon con la migliore delle Ferrari Vista AF Corse, a 2 decimi davanti alla McLaren di Gregoire Saucy e alle due Aston Martin. Da segnalare un’unica breve Full Course Yellow per detriti nel finale dell’ora a disposizione.

Tutto pronto per le qualifiche, a partire dalle 15.00 locali, pari alle 22.00 italiane. Diretta streaming su FIAWEC TV.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati delle Libere 3

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WEC – Uno-due Ferrari nelle seconde libere di Austin

Ferrari in controllo nel secondo turno di libere della Lone Star Le Mans. Alla fine della sessione è addirittura uno-due, grazie ad Antonio Giovinazzi ed Antonio Fuoco, col pugliese autore di 1.52.268, appena 52 millesimi in più del vincitore di Le Mans.

Anche se le temperature più miti rispetto al mattino hanno permesso di migliorare le prestazioni, le 499P hanno gestito al meglio anche l’incognita del nuovo asfalto steso parzialmente dopo i test di gomme di luglio, di cui, dalle informazioni ricevute, praticamente tutti i team erano all’oscuro.

Va detto peró che in quei test diverse porzioni del tracciato, particolarmente la prima sezione del circuito, erano effettivamente assai sconnesse.

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Tornando ai risultati di oggi, dietro alle due Rosse si piazza la BMW #20 con Robin Frijns, a un decimo. La hypercar di Monaco è stata protagonista dell’unica interruzione della sessione per aver perso la posteriore sinistra in curva 15, proprio sotto l’iconica torre.

La top five si chiude con la Cadillac e l’altra Ferrari gestita da AF Corse, tutte racchiuse all’interno del mezzo secondo. Le Porsche si sono mantenute sui tempo del mattino, mentre le due Toyota al contrario, entrano entrambe tra le prime dieci, traguardo fallito per un soffio dalla Lamborghini SC63.

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Tra le GT3, è solo la Corvette #81 di Dani Juncadella a privare le Ferrari di Vista AF Corse dell’uno-due anche in questa classe. Il pilota spagnolo ha portato la sua Z06 GT3.R a 2.05.630, mentre i due factory driver del Cavallino, Alessio Rovera e Davide Rigon, chiudono l’effort finale ad appena 43 e 78 millesimi rispettivamente.

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Domattina si riprenderà alle 11.00 locali per poi proseguire con le qualifiche a partire dalle 15.00 fuso degli USA Centrale, pari alle 22.00 italiane. Diretta streaming su FIAWEC TV.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati delle Libere 2

 

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WEC – Una Porsche davanti a tutti al COTA ma la Ferrari c’è

Matt Campbell il più veloce nelle prime libere della Lone Star Le Mans. Il pilota di Porsche ha rubato il miglior tempo nel finale a Robert Kubica, fino a quel momento al top con la Ferrari AF Corse, con 1.53.574. la direzione gara ha infatti concesso 5’ extra per la lunga bandiera rossa che ha rallentato l’inizio delle ostilità per un problema tecnico al race control.

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Dietro l’ex-F1 la Porsche Jota di Oliver Rasmussen, qui con una livrea nera e oro in onore degli sponsor statunitensi, e le due Ferrari ufficiali di Antonio Fuoco e Antonio Giovinazzi. Bene anche la Cadillac, P6 davanti all’altra Porsche Penske ufficiale e alle BMW. Solo P10 per la migliore delle Toyota capoclassifica con Nicky De Vries.

Bene anche la Cadillac, P6 davanti all’altra Porsche Penske ufficiale e alle BMW. Solo P10 per la migliore delle Toyota capoclassifica con Nicky De Vries.

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Tra le GT3, migliore prestazione per Alessio Rovera sulla Ferrari 296 GT3 #55 ed il tempo di 2.06.253. Il pilota varesino ha lasciato a 2 decimi le due Ford Mustang Proton di Dennis Olsen e Ben Barker.

Da segnalare una Full Course Yellow provocata a due terzi di sessione dalla Lamborghini Huracàn #60 di Iron Lynx, ferma nella parte finale del circuito.

La seconda sessione di libere inizierà alle 17.10 locali, le 00.10 nostrane.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati delle Libere 1

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WEC – Ecco il BoP ammazza-Toyota di Austin!

Anticipato come sempre qualche giorno fa dai nostri amici d’oltralpe prima della pubblicazione ufficiale sul sito FIA, ecco il Balance of Performance per la Lone Star Le Mans.

Nonostante le lamentele della vigilia di San Paolo che sono costate care al boss Toyota Gazoo Racing, Rob Leupen, saranno proprio le GR010-Hybrid, trionfatrici in Brasile, a sostenere le maggiori modifiche alle equivalenze, con 5 kg extra, potenza massima sotto i 250 kmh ridotta di 9 kW ed energia massima per stint pure ridotta di 6 MJ, cui fa da contraltare una potenza massima sopra i 250 kmh aumentata dell’1,8%.

Atteso comunque che un BoP apparentemente sfavorevole non pregiudica assolutamente il risultato in pista, anche le Porsche, pure assai performanti ad Interlagos, hanno ricevuto 2 kg in più, 3 kW in meno alle velocità medio basse e 1 MJ in meno per stint.

Le altre Hypercar per Austin hanno tutte ricevuto invece una diminuzione di peso, le Peugeot addirittura di 14 kg, Lamborghini -9, BMW -7, Alpine -3, Cadillac -2 e…. Ferrari -5 kg, oltre a 3 kW in meno sotto i 250 kmh.

Le 499P rimangono comunque le vetture più pesanti della categoria (1.055 kg) insieme alle Toyota (1.065 kg), ma anche quelle con minor energia per stint, dopo che l’Endurance Committee ha tolto altri 4 MJ, contro i 902 di Peugeot, i 906 di Toyota e BMW, i 907 di Porsche, Cadillac ed Alpine ed i 908 MJ di Lamborghini.

Modificate radicalmente le equivalenze anche nelle LM GT3. Le Porsche, fin qui dominatrici della stagione, sosterranno ben 15 kg extra rispetto a San Paolo; al contrario, tutte gli altri marchi a parte le Lexus hanno ricevuto un abbuono di peso. In particolare, BMW e Corvette correranno con 14 kg in meno, e le Lamborghini con -13, riportando i pesi similmente a quelli di Spa. Ad ogni modo le Huracàn rimangono sempre le GT più pesanti con 1.356 kg a vuoto.

Ricordiamo che il Success Ballast aumenterà ulteriormente il peso minimo dei major contender, con la 911 GT3 R #92 capolista gravata di ulteriori 30 kg, la gemella #91 di 25 kg e la BMW #31 del WRT, terza in classifica, di 15 kg.

Per contro, le Lexus, ancora assenti dalla top five, riceveranno 14 MJ extra per stint, mantenendo il primato in questo elenco, con 713 MJ, contro i 696 delle Ford Mustang (+5 MJ), i 692 delle Corvette (+7 MJ) ed i 690 MJ di McLaren (+9 MJ) e BMW (+1 MJ).

Le RC F GT3 schierate da AKKODIS ASP riceveranno una robusta iniezione di potenza sotto i 200 kmh, mentre le McLaren potranno usufruire di maggior potenza al di sopra di quella soglia (+5%). Le Ferrari, per concludere, potranno godere di un leggero incremento di potenza alle velocità medio-basse, di 8 kg in meno a vuoto e di 7 MJ in più per stint.

L’appuntamento è per le 12.40 di venerdí 30 agosto con le prime libere della Lone Star Le Mans.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Isotta Fraschini si ritira con effetto immediato

La stagione dell’Isotta Fraschini nel WEC termina qui. Nonostante la Tipo 6 competizione – cita il comunicato ufficiale appena pervenuto – sia già in viaggio verso Austin per la sesta prova del mondiale, Isotta Fraschini Milano Fabbrica Automobili annuncia il ritiro immediato dalla stagione 2024 del World Endurance Championship (WEC), non essendoci più i presupposti per continuare il sodalizio con il team francese Duqueine.

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Dopo una produttiva stagione di debutto, con il fiore all’occhiello della bandiera a scacchi raggiunta all’iconica 24 Ore di Le Mans, Isotta Fraschini ha deciso di reindirizzare le proprie risorse verso la ristrutturazione del programma sportivo e l’espansione delle iniziative per vetture da pista e stradali.

“Siamo immensamente orgogliosi dei risultati ottenuti nella nostra stagione di debutto”, ha affermato Miguel Valldecabres, Direttore motorsport e Amministratore Delegato di Isotta Fraschini. “Competere nel WEC è stato un onore e un’esperienza incredibile, con la 24 Ore di Le Mans come momento clou. Questa decisione molto difficile non è stata presa alla leggera, ma ci consente di costruire sulle esperienze fatte, promuovendo la crescita del nostro marchio e lo sviluppo dei nostri prodotti sia nel mercato delle corse che in quello delle Hypercar. Come nuovo produttore con grandi ambizioni, non continuare nel WEC nel 2024 è un obbligo strategico per preservare le nostre risorse e garantire la continuità del nostro progetto”.

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Isotta Fraschini esprime sincera gratitudine a sponsor, piloti, partner e fan per il loro incrollabile supporto durante questa stagione inaugurale. La società ringrazia anche il WEC e l’Automobile Club de l’Ouest (ACO) per il loro supporto e spera in un possibile ritorno nel prossimo futuro.

“Nonostante questa difficile battuta d’arresto, siamo entusiasti di quanto ci aspetta per il futuro”, ha aggiunto Valldecabres. “Il nostro viaggio come marchio ad alte prestazioni continua e siamo ansiosi di raggiungere nuovi traguardi”..

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Cosí termina il comunicato ufficiale del costruttore. Cosa sia accaduto effettivamente nei confronti di Duqueine, che ricordiamo ha sostituito all’ultimo momento Vector Sport, sarà magari oggetto di maggiori approfondimenti in futuro, anche se una decisione simile, con la vettura già presente in circuito, da’ ovviamente da pensare.

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L’Isotta Fraschini, con alla guida l’esperto Jean-Karl Vernay insieme ai debuttanti Antonio Serravalle e Carl Bennett, nelle cinque gare disputate ha lasciato intravedere margini di miglioramento che sono culminati con il quattordicesimo posto al debutto a Le Mans, a riprova della bontà del progetto dell’atelier Michelotto.

Fatto sta che l’entry list del COTA si riduce a 36 unità, e con questi presupposti crediamo sia difficile che nel 2025 FIA ed ACO potranno garantire due posti – come da nuovo regolamento sportivo – alla LMH meneghina, che comunque avrà sempre il merito di aver portato, anche se per poco, nuova linfa al motorsport italiano.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Keating torna per il COTA

Diffusa poco fa l’entry list per la Lone Star Le Mans, prossimo appuntamento del World Endurance Championship. Tra le 37 vetture, in evidenza la presenza di Ben Keating nelle fila di Proton Competition.

L’imprenditore texano, due volte campione GTE-Am, prenderà il posto di Giorgio Roda sulla Ford Mustang GT3 #88 in compagnia di Mikkel Pedersen e Dennis Olsen. Roda aveva già saltato la gara di San Paolo, dove era stato sostituito dal patron Christian Ried, e risulta nella lista degli iscritti alla 4 Ore di Spa ELMS sull’Oreca LM P2 del team.

L’unica altra novità di rilievo tra gli equipaggi riguarda il ritorno di Harry Tincknell sulla Porsche 963 del team tedesco, nuovamente al fianco di Neel Jani e Julien Andlauer, dopo l’assenza al Fuji per la concomitanza con l’IMSA.

Il programma ufficiale al COTA partirà venerdí 30 agosto con due sessioni di libere, alle 12.40 e alle 17.10 locali. Sabato 31 si proseguirà con la terza ed ultima ora di libere alle 11.00 seguita dalle qualifiche alle 15.00, mentre lo start della Lone Star Le Mans è previsto alle 15.00 locali, le 22.00 italiane, di domenica 1° settembre.

Piero Lonardo

Foto: FIA WEC

L’entry list del COTA

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WEC – Ufficiale: Cadillac sceglie proprio Jota!

Uno dei segreti peggio tenuti nel paddock del World Endurance Championship ha avuto oggi conferma: Jota gestirà le due Cadillac ufficiali nel 2025. Il team prenderà la denominazione Cadillac Hertz Team JOTA e manterrà i numeri di gara #12 e #38 per le sue V-Series.R, i cui piloti saranno annunciati a tempo debito.

Cadillac è orgogliosa di correre contro i migliori al mondo nel FIA World Endurance Championship, e questo include il Team Hertz JOTA,” ha affermato John Roth, vice presidente del marchio statunitense. “Siamo emozionati nell’accogliere il Team Hertz JOTA il prossimo anno, unendo decenni di esperienza tecnica ed agonistica, per ottenere successi continui in pista e creare nuovi sostenitori per il nostro marchio in tutto il mondo.”

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Sam Hignett, direttore e fondatore del Team Hertz JOTA, ha aggiunto: “JOTA ha sempre cercato di diventare un team associato ad un costruttore, quindi ora unire le forze con Cadillac è la realizzazione di questo obiettivo. Avendo gareggiato contro la Cadillac V-Series.R nelle ultime due stagioni, abbiamo sperimentato quanto sia competitiva e siamo sinceramente onorati di essere stati incaricati di schierare le sue auto dal 2025 in poi. Siamo nella posizione privilegiata di aver ottenuto un successo da record nel FIA World Endurance Championship, in particolare a Le Mans, e non vediamo l’ora di continuare questo successo con Cadillac e Hertz.”

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Sinceramente ci saremmo aspettati l’annuncio in occasione della Lone Star Le Mans in programma a fine agosto, ma probabilmente si è voluto anticipare per “blindare” le posizioni di alcuni piloti. Adesso attendiamo di conoscere le prossime mosse di mercato, che coinvolgeranno le due Porsche 963 in possesso del team britannico, ma anche l’impegno di Cadillac nella serie IMSA, che dovrebbe essere affidato al WTR w/Andretti.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo, Alberto Manganaro

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WEC – Editoriale – L’evoluzione del confronto: esiste un BoP dei media?

Nel corso delle ultime due stagioni del WEC, che hanno visto l’esplosione del fenomeno Hypercar, abbiamo visto anche crescere esponenzialmente le opportunità di confronto con i costruttori. Non che prima non ce ne fossero; anzi, nel periodo di maggior fulgore delle LM P1, con il “trialismo” Audi-Porsche-Toyota, ai media accreditati generalmente era permesso l’accesso alle hospitality, dove tra un caffè ed una brioche avevi sempre la possibilità di incontrare il pilota o il manager con cui scambiare quattro parole informali.

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Questo aldilà delle conference o dei meet the team pre-programmati. Ciò valeva anche per le GTE, con Ferrari sempre in prima fila insieme a Porsche e, quando presente, Corvette.

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Ora, con il diretto coinvolgimento dei tanti costruttori che hanno aderito alla piattaforma LMH/LMDh (oltre ai team impegnati tra le LM GT3), le opportunità di confronto sono aumentate esponenzialmente, però, curiosamente, sono pressochè sparite le possibilità di colloquio estemporaneo. Salvo qualche gradita eccezione, le hospitality sono diventate off limits e siamo tornati perlopiù ai soli appuntamenti programmati. Anche qui, c’è chi eccelle nell’organizzazione e nella disponibilità, e chi meno.

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Sicuramente l’attuale caratura della serie mondiale ha portato ad un maggiore controllo delle informazioni, anche se una volta a tu per tu col pilota, il manager o l’ingegnere, il tono della conversazione risulta quasi sempre gradevole e mai del tutto scontata, anche se vi sono limiti invalicabili che, chi come il sottoscritto mastica questo paddock da anni, conosce e rispetta.

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A scanso di equivoci, ognuno di noi ha le cosiddette “gole profonde”, ma non sempre possiamo raccontarvi tutto ciò che sappiamo, in quanto vi sono in ballo rapporti personali con persone che stimiamo.

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Inoltre, come raccontavo qualche giorno fa in questo articolo, personalmente trovo inutile fare le stesse domande, in pubblico, per ricevere risposte scontate, no? Cosí come può diventare dannoso per l’interlocutore di turno – nonchè per la propria reputazione – diffondere informazioni palesemente in contrasto con le direttive imposte dal campionato.

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Ultimamente stiamo però assistendo sempre più spesso a eventi di comunicazione dove vengono invitati i cosiddetti “SELECTED MEDIA”, a volte anche in presenza. Eventi che, beninteso, potrebbero essere tranquillamente sostituiti dal classico comunicato verso TUTTI i media, ma che invece vengono veicolati sotto questa forma.

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Ora, non è che siamo qui a fare “gne-gne” perchè non ci hanno invitato a questo o quell’evento, però questo modus operandi ovviamente avvantaggia alcune testate a favore di altre. E’ chiaro che tutti vorremmo essere sempre i primi a dare una notizia; però leggere su altri media, nazionali e non, di non essere stati scientemente resi partecipi di una notizia o di un evento al di fuori del weekend di gara, beh, non può certo farci piacere.

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Italian-endurance.com è piccolina, lo sappiamo, ma crediamo di fare un buon lavoro di informazione con i mezzi a nostra disposizione, e siamo e saremo sempre sinceramente grati di tutte le opportunità che ci verranno concesse.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo, Alberto Manganaro

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WEC – Aston Martin inizia i test con la Valkyrie. Peugeot: Müller out, Jakobsen in. Anche Vosse si esprime sul BoP

Il mese e mezzo che separa i due round del WEC di San Paolo ed Austin avrebbe dovuto essere dedicato alle vacanze, invece Aston Martin e Heart of Racing hanno pensato di farci una sorpresa, iniziando il programma di test della nuova Valkyrie hypercar.

Con il veterano incaricato dello sviluppo Darren Turner, Mario Farnbacher ed Harry Tincknell al volante, la Valkyrie AMR-LMH si è mostrata sulle piste di Silverstone e Donington, ed è stata anche catturata in video.

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Il marchio inglese ha cosí deciso di dare qualche informazione in più sul programma, che una volta terminato il processo di omologazione in autunno, dovrebbe vedere la Valkyrie impegnata nel 2025 sia nel World Endurance Championship con due esemplari che nel WeatherTech SportsCar Championship con uno.

La Valkyrie AMR-LMH, l’unica della categoria derivata direttamente dalla produzione, usa una versione modificata per adattarsi al regolamento hypercar del motore V12 aspirato Cosworth 6,5 litri, capace di girare a 11.000 giri e sviluppare oltre 1.000 HP.

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Dal quartier generale Aston  Martin di Silverstone, la squadra si sposterà durante l’estate per proseguire lo sviluppo della Valkyrie AMR-LMH su altri circuiti europei con lo scopo primario di valutare le performance in pista. La base delle operazioni nella serie IMSA sarà invece nella sede dello Heart of Racing a Phoenix.

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Peugeot frattanto ha dato l’addio a Nico Müller, pronto a dedicarsi anima e corpo al programma Porsche in Formula E. Al suo posto è stata promossa la stellina danese Malthe Jakobsen, già pilota di riserva della squadra del Leone.

Tornando infine al tema sempre caldo del BoP, che abbiamo affrontato con dovizia dopo San Paolo, anche Vincent Vosse ha voluto dire la sua, ed il boss di WRT lo ha fatto con una dichiarazione a mezzo social, in cui da un lato valorizza l’importanza del sistema di equivalenze, ma sotto sotto lascia trasparire la stessa inquietudine espressa da altri contender. Riportiamo qui di seguito la traduzione integrale del post.

Vosse

“Le tre lettere che suscitano cosí tante polemiche… B.O.P.

Per chi è nuovo del BOP, sta per “Balance of Performance”, ed è stato introdotto nel nostro sport per portare diversità e consentire a tutti i costruttori di competere in prima fila e allo stesso tempo ridurre i costi. Lo scopo è quello di pareggiare i tempi sul giro di tutte le vetture in griglia e quindi generare gare il più possibile ravvicinate, un aspetto positivo non solo per i concorrenti ma anche per i fans!

Ho iniziato a correre prima che fosse introdotto il balance of performance e non c’era diversità. Se non eri su una Viper o su una Porsche, non avevi la possibilità di competere sul tempo sul giro. La strategia e i pitstop erano l’unico modo per poter recuperare il tempo perso rispetto ai primi, ma ora, grazie ai regolamenti, soprattutto nelle gare di durata, è molto più difficile creare un divario. Tutte le vetture sono racchiuse in pochi decimi e la competizione è molto più intensa fino alla fine.

È grazie al BOP che attualmente abbiamo nove costruttori di Hypercar e 12 di GT3 che competono al massimo livello possibile nelle gare endurance. Ciò semplicemente non sarebbe stato possibile senza il BOP. È chiaro che è importante per il nostro sport, insieme al sistema di ranking dei piloti, ma è anche chiaro che queste “limitazioni artificiali” devono essere applicate correttamente.

Certo, è facile “gestire una squadra” e commentare il BOP dal divano di casa, in particolare quando non favorisce la squadra o il pilota prescelto, ma non possiamo negare quanto sia importante per il nostro sport, e quanto ha portato alle corse.

Naturalmente, al momento condivido le stesse frustrazioni di tutti i membri del nostro team. Su questo argomento, ci pare che siamo arrivati al “limite” del BOP, quindi o dobbiamo accettarlo oppure trovare un altro modo per equalizzare i concorrenti.

Abbiamo tutti la stessa passione e vogliamo solo il meglio per il futuro del nostro fantastico sport.”

Per tutti, ancora una volta l’appuntamento con il mondiale endurance è fra poco più di un mese al Circuit of The Americas.

Piero Lonardo

Foto: Aston Martin Racing, Peugeot Sport, Vincent Vosse FB Page