Kevin Estre e la Porsche #6 tra i maggiori protagonisti delle fasi iniziali di questa 74ma edizione della 12 Ore di Sebring. Il pilota francese, partito dalla quarta piazzola, ha rincorso il polesitter, Jack Aitken, sin dallo start, riuscendo a passare al comando dopo 77’ di gara.
Alle spalle della Cadillac #31 un Renger van der Zande sopra le righe era avanzato fino alla seconda posizione prima di essere sverniciato dalla 963 #6, finendo poi per girarsi da solo nella sezione finale dell’ex-aeroporto.
Due le neutralizzazionni che hanno fin qui permesso pitstop relativamente tranquilli alle 55 vetture in pista, ridotte di un’unità per il ritiro pre-gara dell’Oreca #79 del JDC-Miller. La prima, poco dopo la mezz’ora, per detriti in curva 5, poi, dopo 1h47, per recuperare la Corvette del DragonSpeed, buttata fuori alla curva Kristensen da Parker Thompson del BHA w/PR1 Mathiasen.
Al nuovo sventolare della green flag, dopo lo scadere della seconda ora ed il nuovo giro di soste, era Louis Deletraz con la V-Series.R #40 del WTR a trovarsi davanti a tutti su Laurens Vanthoor, subentrato ad Estre. Da segnalare la sosta extra per sostituire tutta la parte posteriore della carrozzeria della Cadillac #31 a seguito di un contatto con l’altra 963 alle spalle della Safety Car.
Nella classe cadetta, PJ Hyett ha presto preso il comando delle operazioni con “Spike the Dragon” dal polesitter Misha Goikhberg. Problemi per la vettura di Inter-Europol, prima vittima di un contatto con la #22 di United Autosports, poi sanzionata dalla direzione gare, e poi in entrata box con la Ford Mustang di Ben Barker.
In GTD Pro, la leadership della Lexus di Jack Hawksworth ha avuto vita relativamente breve, con la Porsche Manthey #911 di Ricardo Feller a prendere le redini della categoria allo scadere della prima ora. Dopo 120’, Klaus Bachler mantiene il controllo sulla McLaren del RLL e sulla Lexus #12. Le due Ferrari di Triarsi Competizione e Risi Competizione navigano nelle posizioni di rincalzo, cosí come le Corvette, mentre la Lamborghini Temerario, qui al debutto internazionale, chiude la classifica di classe.
Antonio Fuoco al contrario è riuscito a trarre il meglio dalla 296 GT3 Evo #21 di AF Corse, giungendo anche a controllare la graduatoria delle GTD prima di cedere il volante a Simon Mann, il quale ha dovuto in seguito soccombere all’Aston Martin dello Heart of Racing di Dudu Barrichello e Zach Robichon.
Piero Lonardo
Foto: Luc Warnotte – Car Racing Reporter