Grossa novità, soprattutto per gli amanti delle statistiche ed i complottisti da tastiera: nel 2026 il WEC non rilascerà più le tabelle del Balance of Performance.
La scelta, di cui già si era sparsa notizia nel paddock, data l’assenza di comunicazioni al riguardo per il Prologo, è stato ufficializzato stamane ad una ristretta cerchia di media, tra cui Italian-Endurance.com, nel corso di una press conference tenuta nientemeno che da Bruno Famin, nuovo Direttore delle Competizioni dell’ACO, e Marek Nawarecki, Direttore del Dipartimento degli Sport in Circuito della FIA.
Famin nel presentarsi in questa veste, ha innanzi tutto puntualizzato di avere non solo ancora ben chiaro il punto di vista del costruttore, ma di essere stato a suo tempo partecipe della stesura del regolamento Hypercar.
L’ex responsabile di Alpine ha posto immediatamente l’accento sulla necessità da parte dei media di ricordare quali sono i principi del BoP e come funziona. “Abbiamo il BOP nel campionato perchè con il nuovo regolamento delle Hypercar, fin dall’inizio volevamo controllare i costi, cosí da evitare di ripetere il periodo 2014-2017 della LMP1 con auto incredibili, tecnologicamente molto avanzate, ma non duraturo a causa del notevole budget necessario, mediante un cost cap, come in Formula 1 e Formula E.”
“L’altro obiettivo era di dare a tutti lo stesso potenziale prestazionale da sfruttare, ovvero poter essere competitivi a un costo ragionevole e accessibile. Siccome occorrono molte risorse per gestire i regolamenti finanziari, abbiamo scelto di privilegiare la “finestra” delle prestazioni, per limitare le prestazioni della vettura invece di limitare le risorse finanziarie, per potere dare a tutti lo stesso potenziale di prestazione.
“Detto ciò, i costruttori devono saper usare quel potenziale di prestazione, poichè il potenziale di prestazione non è solo peso e potenza. Per vincere infatti è necessaria la migliore esecuzione possibile: nessun errore da parte dei piloti, nessun errore da parte dei meccanici, nessun errore nella strategia, nessun errore nell’assetto della vettura. Nel motorsport moderno, è fondamentale anche che le gomme, che sono il fattore chiave per le prestazioni finali, funzionino al meglio, soprattutto nelle gare di durata.”
“Ma l’influenza dell’effetto BOP sul risultato finale, sulle prestazioni finali in gara, è minima. Questo deve essere chiaro.” Ha rimarcato Famin “
“Quest’anno tutte le vetture hanno dovuto essere riomologate per garantire che tutte le auto fossero disponibili durante i test invernali e che tutti partecipassero alle prove di Windshear per ottenere i nuovi parametri di omologazione, e molti costruttori hanno sfruttato quest’opportunità per apportare ulteriori evoluzioni. Una volta omologata la vettura abbiamo avuto quelli che chiamiamo fattori di prestazione di primo livello: aerodinamica, resistenza aerodinamica, peso, potenza, altezza del baricentro. In base a questi parametri avremo la possibilità di aggiustare peso e potenza per poter dare lo stesso potenziale a tutte le vetture su una pista specifica.”
“Esiste poi un secondo livello di analisi, il BOP appunto, in cui analizziamo i dati delle gare precedenti, gare rappresentative, analizzando in dettaglio le pure prestazioni in pista, non considerando la gestione della gara, degli pneumatici e del carburante, per avere un’idea chiara delle prestazioni.”
“Infine, vanno tutelati anche i nuovi arrivati, e in questo caso, in assenza di dati specifici della pista, cerchiamo di tutelarci noi da qualsiasi tipo di sorpresa, ma tuteliamo anche il nuovo arrivato che sappiamo avere molto da imparare.”
“Quello che posso dire – aggiunto poi Nawarecki - è che nel corso delle stagioni, applicando gli stessi principi del processo, abbiamo imparato molto, siadagli effetti delle diverse piste, che su come migliorare il BOP già nella fase di assetto dei parametri di omologazione, oltre che su come leggere i dati provenienti da diverse vetture su diverse piste e, cosa altrettanto importante, su come filtrare questi dati da eventuali effetti collaterali, come ha accennato Bruno, ovvero che per diversi motivi la vettura potrebbe avere prestazioni inferiori alle aspettative o, al contrario, superiori. Inoltre, è fondamentale anche cercare di comprendere le differenze di prestazioni tra due vetture dello stesso costruttore, un esercizio piuttosto interessante.”
“In definitiva un processo piuttosto complesso, che richiede molti calcoli e analisi, e possiamo affermare che lavorare congiuntamente tra FIA e ACO è fondamentale, in quanto vengono utilizzati molti strumenti per elaborare questi dati per raggiungere il livello attuale di questa applicazione e rendere il campionato accessibile non solo a qualsiasi costruttore ma, anche tenuto conto dell’attuale situazione geopolitica, proteggerlo, dando inoltre a tutti lo stesso potenziale di prestazioni, e lasciando a ogni costruttore la libertà di sfruttarlo al meglio, vedi ad esempio il salto di prestazioni di Porsche tra il 2024 ed il 2025, ma anche – ha orgogliosamente sottolineato Famin – il successo di Alpline al Fuji dello scorso anno, grazie ad un’ottima esecuzione ed un pizzico di fortuna.”
Questa la dovuta premessa dell’organizzatore, ma ad Italian-Endurance siamo attenti anche alle sfumature, ed abbiamo cercato di non farci scappare un’occasione tanto ghiotta…..
Mr.Famin, lei dice che i nuovi arrivati saranno protetti, ma quindi è possibile che durante questo fine settimana qualcosa cambi per loro? “Per quanto riguarda il nuovo arrivato, non ho dubbi che Genesis migliorerà abbastanza velocemente. La macchina è nuova, ma la struttura portante (ORECA-ndr) è abbastanza conosciuta. È la terza macchina con quella struttura e stanno ripartendo da zero con un team completamente nuovo, ma penso che abbiano persone molto valide e non ho alcun dubbio che impareranno molto velocemente, ma il BOP non cambierà durante il weekend di gara. Non cambierà mai per nessuno. Nemmeno a Le Mans.”
Una seconda domanda, che avrei voluto porre già tanto tempo fa, se esiste una piattaforma di equivalenza, funzionante, perchè doverla cambiare pista per pista? “È una buona domanda! E’ una scelta, dovuta principalmente dal fatto che al momento abbiamo solo otto gare. In un campionato con 20 gare, una macchina potrebbe andare meglio su alcuni circuiti rispetto ad altri e così via ed in media, andrà bene, ma con solo otto gare è un po’ più difficile.. Ma è possibile che qualcosa cambi in futuro, perché no?”
Peraltro il non comunicare le tabelle del BOP qui a Imola, comporta una scelta diametralmente opposta a quella dell’IMSA, che al contrario ha dichiarato di avere fatto centro con i nuovi parametri di omologhazione, e non solo lascia lo spettatore senza un dato di confronto, ma lo lascia col dubbio che si verifichi una sorta di controllo della narrazione da parte dell’organizzatore… La risposta è stata lapidaria “Preferiamo non dirlo perché vogliamo evitare che alcuni costruttori pensino che ci sarà una sorta di BOP mobile nel BOP di Le Mans, e vogliamo limitare i rischi di “sandbagging” a Imola e Spa, e preferiamo mantenere la cosa come una blackbox, almeno per ora. Inoltre, credo non pubblicheremo mai i parametri di omologazione: nessun costruttore lo accetterebbe.”
Due parole anche sul Success Handicap; alla fine non è stato ritenuto necessario (meno male-ndr) aggiungere un terzo livello di equivalenza, perchè con solo otto gare nel campionato, potrebbe banalmente diventare una fonte di “sandbagging”.
Famin infine ha ribadito ancora una volta che il BOP non è cosí decisivo come si potrebbe pensare (affermazione sulla quale noi siamo peraltro d’accordo-ndr), e che si aspetta anche che i media più autorevoli (grazie-ndr) possano fare, mediante la diffusione delle informazioni fornite mediante l’incontro odierno, proselitismo presso il rispettivo pubblico riguardo questo aspetto.
intervista raccolta da Piero Lonardo e Luca Pellegrini ed elaborata da Piero Lonardo
Foto: Piero Lonardo



