Tutti gli articoli di Luca Pellegrini

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IMSA – La parola ai protagonisti di Daytona: Ferdinand Habsburg

In attesa di tornare nel FIA World Endurance Championship con Alpine, Ferdinand Habsburg torna a gareggiare in LMP2 con ERA Motorsport. Prima delle qualifiche l’austriaco ha parlato ad Italian-Enduance.com, determinato a lottare per il successo di classe insieme a Naveen Rao, Logan Sargeant e Jacob Abel.

Prima di tornare nel FIA WEC sei con una LMP2 che conosci comunque molto bene. Un ritorno al passato?

Amo le LMP2, mi è sempre piaciuta questa categoria. Non avevo mai gareggiato con Era Motorsport, una piccola realtà americana che ha avuto tanto successo in passato. Una perfetta preparazione per la stagione nel Mondiale con Alpine”.

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Sono passati diversi giorni rispetto alla fine del WEC, hai già provato l’Alpine aggiornata?

“Quando tornerò da Daytona farò dei test con la nuova Alpine; non ho ancora provato la vettura aggiornata. Scoprirò tutto settimana prossima, ora sono qui per divertirmi e magari vincere la gara”.

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Come valuti la condizione generale, fa caldo oggi rispetto agli altri giorni…

“Fa caldo, ma la pista è più lenta di quanto pensassi. Penso che il vento incida negativamente sul giro veloce, ma vedremo cosa accadrà durante la qualifica…”

ERA Motorsport partirà dalla settima piazzola di categoria.

Intervista raccolta da Piero Lonardo ed elaborata da Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

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IMSA – La parola ai protagonisti di Daytona: Frederik Vesti

Secondo anno nell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship in GTP per Frederik Vesti, confermato per le prove della Michelin Endurance Cup con la Cadillac #31 di Whelen Engineering. Il danese torna con Jack Aitken ed Earl Bamber per le prove di durata, a Daytona ci sarà anche il nuovo pilota NASCAR Cup Series Connor Zilisch.

Il 24enne ex protagonista del FIA F2 ha rilasciato una breve dichiarazione a Italian-Endurance.com prima delle qualifiche che hanno visto svettare proprio la Cadillac #31:

Come ti senti in vista della seconda stagione in IMSA?

“Correre in IMSA è sempre speciale. Mi sento molto più preparato rispetto alla passata stagione, non vedo l’ora di iniziare una nuova stagione con la Cadillac #31 di Whelen Engineering. La nostra squadra è molto competitiva”.

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Come ti sembra il meteo, fa più caldo in questi giorni rispetto ai test. Per Cadillac è meglio?

“Direi che siamo preparati per qualsiasi condizione, speriamo che la nostra Cadillac gradisca il caldo visto che nei prossimi giorni la temperatura dovrebbe alzarsi, soprattutto in gara”.

Intervista raccolta da Piero Lonardo ed elaborata da Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

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IMSA – La parola ai protagonisti di Daytona: Alex Palou

Alex Palou ha parlato ai microfoni di Italian-Endurance.com alla vigilia delle qualifiche della Rolex 24 at Daytona. Il pluricampione della NTT IndyCar Series questo fine settimana  sarà alla guida dell’Acura #93,  e sarà impegnato in tutte le prove di durata insieme a Renger van der Zande e Nick Yelloly.

Le tue impressioni sulle ultime libere più che dai test?

“La macchina è molto diversa dalla Indy, mi trovo però molto bene in generale. Mi piace molto l’IMSA e gradisco anche il traffico, hai l’occasione di fare la differenza e guadagnare tanto sui rivali. Ci sono tante situazioni in cui avvantaggiarsi”.

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Hai già un programma per la gara?

“Il mio lavoro qui è come  pilota extra. Per ora il programma è di fare quattro doppi stint per un totale di circa otto ore. Il piano è lo stesso dei miei compagni di squadra dell’Acura #93, chiaramente la situazione può cambiare con le varie bandiere gialle. Siamo una line-up molto competitiva e possiamo dividere in modo equo l’intera corsa. Il nostro obiettivo è lasciare alla fine il pilota più competitivo, il più rilassato possibile soprattutto durante la notte”.

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C’è tanto tempo nell’off-season dell’IndyCar. Cosa hai fatto nell’ultimo periodo?

“Sono stato impegnato tanto tra USA e Spagna negli ultimi mesi ed ho assistito a tanti match di altri sport tra basket, NFL, calcio… Corro in IMSA anche per tornare in auto, perchè la pausa del calendario IndyCar è lunghissima.”.

Intervista raccolta da Piero Lonardo ed elaborata da Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

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IMSA – La parola ai protagonisti di Daytona: Lucas Auer

Lucas Auer mostra il proprio ottimismo in vista della Rolex 24 di questo fine settimana. L’austriaco sarà il quarto pilota della Mercedes AMG GT3 EVO #57 schierata da Winward Racing, auto campione in carica in classe GTD con Russell Ward e Phillip Ellis.

Le Mercedes sono molto veloci dopo la Roar, quali sono le tue impressioni prima delle qualifiche?

“Le prime impressioni, dopo la Roar, sono buone, tutte le squadre hanno tanta esperienza e sanno bene cosa fare. Solo dopo le qualifiche avremo la prima indicazione sui reali valori in campo, forse però dovremo attendere direttamente la gara. Abbiamo sicuramente una line-up competitiva con Russell (Ward), Indy (Dontje) e Phil (Ellis) e speriamo di essere in lotta”.

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Nella Roar Mercedes è andata forte, sopratuttto con la #75 di 75Express. Cosa ne pensi?

“Mercedes ha spinto e forse abbiamo avuto un approccio diverso da altri.  Siamo sicuri che anche i rivali  arriveranno durante la gara, però sicuramente siamo partiti molto bene”.

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L’AMG GT3 EVO è una delle auto più ‘vecchie’ dello schieramento. Può essere un vantaggio?

“Sicuramente conosciamo bene la macchina e sappiamo come comportarci in ogni condizione, specialmente quando le temperature scendono e la pista cambia. Con Winward…possiamo vincere!”.

Intervista raccolta da Piero Lonardo ed elaborata da Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Alessandro Pier Guidi: “É una sensazione incredibile”

E concludiamo la carrellata di interviste del post-Sakhir con uno dei trionfatori in pista del FIA World Endurance Championship 2025, Alessandro Pier Guidi:

Come ti senti dopo aver vinto il titolo?

“È una sensazione incredibile. Non è il primo titolo mondiale per me, ma questo ha un sapore diverso. Abbiamo iniziato questo viaggio a Sebring nel 2023, passo dopo passo siamo riusciti a crescere ed alla fine siamo riusciti a compiere la missione. Il nostro primo obiettivo era vincere Le Mans e ci siamo riusciti subito, poi abbiamo iniziato ad inseguire il titolo. Dovevamo migliorare i nostri punti deboli ed alla fine abbiamo messo tutto insieme e nonostante una stagione difficile siamo riusciti. Sapevamo che c’erano alcune piste in cui facciamo un po’ fatica, ma in generale penso che abbiamo fatto il miglior lavoro”.

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Sei pronto per il 2026?

“Ogni anno, quando finisco, inizio a pensare a cosa voglio davvero. Cerco di piazzarmi e di pormi un obiettivo per la prossima stagione. L’anno scorso era chiaro per me: vincere il titolo. Perché prima di tutto non l’ho mai vinto nella classe regina. Devo ancora pensarci alla prossima”.

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 Cosa è cambiato dall’anno scorso?

“Stiamo correndo meglio, probabilmente anche in Bahrain eravamo i più costanti insieme alla Toyota. Anche sulla gestione del degrado delle gomme siamo riusciti a crescere, se ricordate non era così all’inizio del programma 499P. Eravamo veloci sí, ma le gomme si consumavano velocemente. Ora questo aspetto è stato perfezionato e forse siamo probabilmente tra i migliori in termini di gestione delle gomme. E questa è stata la chiave in Bahrain, una delle piste più abrasive. Abbiamo mantenuto un ritmo costante, mentre gli altri hanno perso il ritmo, riuscendo cosí a fare la differenza”.

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Quando la Ferrari ti ha chiesto di scambiare le posizioni con la 50 negli ultimi minuti, hai capito cosa stava succedendo?

“Sono stato felice di farlo, alla fine era successo anche a Le Mans. Abbiamo congelato la posizione e loro hanno avuto la possibilità di sorpassarmi. Sono contento di poter ricambiare, soprattutto perché arrivando terzi sono riusciti a conquistare il terzo posto in campionato. Penso che questo dimostri anche l’atmosfera all’interno del team. Abbiamo avuto un ottimo rapporto tra tutti e sei i piloti. E penso che sia molto importante per lo sviluppo del team”.

Questo scenario è stato discusso prima dell’inizio della gara?

“No, perché è difficile prevedere cosa sarebbe potuto succedere durante la corsa”.

Pensavi di poter lottare con Toyota?

“Per la prima posizione non credo visti i doppiati presenti in fase di restart, ma per la seconda posizione penso di si. In ogni caso non era il nostro obiettivo”.

Sembravate in controllo della situazione a fine gara, era così?

Sapevamo di avere una buona base, ma tutto può cambiare velocemente in una gara di durata. Mi sono trovato in una situazione abbastanza difficile nel mio primo doppio stint, tutti si sono fermati in bandiera gialla ed alcune auto hanno cambiato le gomme, noi no. Ero un po’ preoccupato alla ripartenza di avere un ritmo inferiore e quindi perdere posizioni, ma per fortuna il passo era buono, di fatto solo l’Aston Martin ci ha superato. Questo ci ha permesso di essere in una posizione migliore per il finale, perché avevamo più gomme degli altri a disposizione. E quando l’ultima Virtual Safety Car è stata chiamata abbiamo potuto cambiare le gomme che avevamo a disposizione. Cercavamo di tenere tutto sotto controllo. Non è facile in ogni caso, perchè tante cose non possono essere previste, ma a volte hai bisogno di un po’ di fortuna…”

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Ferrari ha vinto tutto negli ultimi anni, cosa farà dal 2026?

“Cercheremo di ripeterci. So che è difficile, spesso ripetersi è più complicato di imporsi per la prima volta. Ci sono molti costruttori coinvolti ed altri arriveranno ed il livello è molto alto. Sappiamo che sarà molto dura, ma siamo pronti a lottare”.

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Come ci si ricarica dopo una lunga stagione come questa?

“Penso che questa stagione sia stata lunga e dura più delle altre e credo di aver bisogno di un po’ di riposo, ma ogni volta che torno a casa ho il desiderio di tornare a guidare perché è quello che amo. Farlo è la mia passione, anche se si tratta di un singolo test. La 499P è così bella da guidare, adoro questa macchina”.

Per il 2026 non ci saranno update per la 499P in termini di Joker. Cosa ne pensi? 

“Devi usare un Joker per una buna ragione. L’auto ora è ottima, devi capire quando usarlo. Anche se non usiamo Joker, non significa che non stiamo cercando di perfezionare la vettura”.

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Qual è stata la chiave del FIA WEC  2025?

“Un po’ di fortuna in più, onestamente. Nel 2024 siamo stati così sfortunati la maggior parte delle volte, e per qualche ragione qualcosa è sempre andato storto. Per me abbiamo avuto la stessa velocità dell’anno scorso, ma abbiamo corso un campionato più regolare”.

Ci sono delle gare che vorresti vincere?

“Tante, una è sicuramente la 12h di Bathurst, ma anche la 12h di Sebring che non ho mai vinto. Sono corse bellissime, ma per provare a conquistarle devi partecipare. Forse andrò in Australia, l’anno prossimo, ma vedremo”.

Intervista elaborata da Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Le parole di Alessio Rovera dopo il Rookie Test

Prima volta “ufficiale” in Hypercar in Bahrain per Alessio Rovera, protagonista durante il rookie test del FIA World Endurance Championship al volante della 499P #83 di AF Corse dopo avere chiuso al secondo posto in LMGT3. Ecco le impressioni del varesino a valle della giornata di domenica.

Alessio, in breve, che sensazioni hai avuto?

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Tutto è stato davvero bello e mi sono divertito molto, la macchina era molto bilanciata. Ho fatto solo una trentina di giri perchè purtroppo in mattinata abbiamo avuto un problema.

Ti sei preparato in modo specifico per questa prova?

“No nessuna preparazione, ero concentrato sulla GT3. Conoscevo comunque la macchina dai test pre-stagionali del 2023.  Sicuramente ci sono delle differenze rispetto alla 296, hai molta elettronica ed un sacco di cose da gestire al volante. Ero un po’ preoccupato per la gestione della gomma, ma onestamente ho fatto più fatica in LMGT3″.

Programma per l’anno prossimo, c’è una chance per vederti sulla 499P?

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“Non so, penso sia troppo presto per dirlo. Ovviamente spero di correre di nuovo nel GT World Challenge. Penso sia un campionato davvero bello e vorrei avere l’opportunità di vincere la 24 Ore di Spa, soprattutto dopo quanto accaduto negli ultimi due anni. Vedremo comunque nelle prossime settimane. Se non sarà così, per l’anno prossimo mi concentrerò sulla LMGT3, che è molto importante specie dopo il secondo posto di quest’anno. Spero di tornare anche in ELMS, l’atmosfera è sempre molto bella con François Perrodo e Mattieu Vaxiviére”.

Rovera in serata è poi stato premiato per il secondo anno di fila col Goodyear Wingfoot Award riservato al pilota più consistente con le LMGT3.

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Intervista elaborata da Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Antonello Coletta: “Non esistono Rossi o Gialli, siamo una squadra”

Le dichiarazioni rese da Antonello Coletta, Ferrari Global Head of Ferrari Endurance & Corse Clienti dopo la conquista del doppio titolo Mondiale nel FIA World Endurance Championship in Bahrain.

La vittoria a Le Mans è arrivata velocemente, per il titolo c’è voluto un po’ di più…

“La vittoria del campionato è differente. È il passo finale dopo otto gare e non è solo un episodio. È chiaro che durante la prima stagione 2023 abbiamo imparato molto, nel 2024 abbiamo fatto progressi in gestione degli pneumatici e affidabilità. Dissi che eravamo pronti per lottare per il campionato ed imporci nella serie. Voglio dire che ci meritiamo questo titolo. Abbiamo lavorato molto bene per tutta la stagione. È impossibile ottenere risultati straordinari in ogni gara, ma abbiamo vinto metà campionato e siamo molto costanti nelle altre gare  È chiaro che è impossibile spiegare qual è la differenza tra Le Mans e il Campionato del Mondo. Sono due cose diverse, ma siamo molto orgogliosi di aver vinto entrambe”.

Come avete gestito la situazione nel finale con le tre Ferrari una dietro l’altra?

“Onestamente credo che per le persone fuori dai box sia complicato capire cosa facciamo dietro le quinte, ma giochiamo secondo un piano che organizziamo prima della gara. Quando abbiamo capito che per la #83 Ferrari sarebbe stato impossibile vincere il titolo, abbiamo realizzato di poter avere tre auto sul podio finale, Nicklas ha passato Robert e poi abbiamo chiesto ad Alessandro di lasciar passare la 499P #50. Siamo una squadra: questo per me è davvero importante perché non esistono ‘Rossi’o ‘Gialli’. A Le Mans abbiamo primeggiato con la #83, qui in Bahrain con la #50 e la #51. Per me è importante che sia la Ferrari a vincere”.

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Cosa provi ad essere uno dei principali protagonisti che ha riportato alla Ferrari un Mondiale?

“La sensazione è incredibile. L’ultima volta è stato nel 1972, ma anche in F1 sono tanti anni che non viene vinto un Mondiale. Per il nostro campionato è un risultato straordinario ma è anche lo specchio del nostro coinvolgimento in questo progetto. E la presenza di tutto il nostro top management ieri è la testimonianza che per la Ferrari l’endurance è davvero importante. Torneremo in Italia con grande soddisfazione e con l’idea che per il futuro dobbiamo migliorare il nostro lavoro, perché è difficile vincere, ma è incredibilmente complicato mantenere questo livello perché in questo campionato ci sono molti costruttori. Non sarà facile, ma ci proveremo”.

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Pensi di poter creare un dominio simile a quello fatto da Audi o Toyota?

“Questo è un sogno, ma ora la situazione è differente. Ora ci sono otto costruttori e nei prossimi anni saranno nove/dieci, ma in ogni caso rispetto la storia degli altri competitor. L’obiettivo di Ferrari è vincere, non importa contro chi. Probabilmente per gli altri sperano di batterci, ragionando al contrario rispetto a noi”.

Quali sono stati i momenti più belli sino ad ora della 499P?

“Certamente la vittoria 2023 a Le Mans e la conquista del campionato del mondo, indubbiamente i risultati più soddisfacenti. Vorrei però ricordare la prima gara di Sebring 2023 con la pole di Antonio Fuoco, una sorpresa incredibile per tutti noi, dove siamo arrivati dopo sei mesi di test senza rivali. Probabilmente anche la seconda affermazione a Le Mans è stata speciale, la conferma del nostro valore. In ogni caso ogni successo è una soddisfazione. Sarebbe facile dire: la migliore è quella che verrà. Ma indubbiamente Le Mans 2023 resta speciale”.

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Credi che una sconfitta possa incoraggiare dei rivali a lasciare la serie?

“Quando perdiamo dei concorrenti non è mai positivo. Nel weekend ho chiesto ai colleghi di Porsche di tornare presto, avere più rivali è sempre meglio. Quando la sfida è più importante e per Ferrari ogni sfida ci permette di migliorare la nostra tecnologia che poi portiamo anche sulle auto stradali”.

Intervista elaborata da Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Le ultime da casa Ferrari

Ferrari si prepara a dare battaglia in Bahrain nell’ultimo atto del FIA WEC 2025. Presenti all’ultimo incontro con i media prima di qualifiche e gara, a cui ovviamente ha presenziato Italian-Endurance, Alessandro Pier Guidi, Antonio Fuoco, Ferdinando Cannizzo ed Antonello Coletta.

Iniziamo da Alessandro Pier Guidi, portacolori della Ferrari #51 ed attualmente leader del Mondiale insieme a James Calado ed Antonio Giovinazzi.

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Come valuti le prove libere?

“Tutti sembrano abbastanza vicini, forse alcuni sono più rapidi sul giro secco. Per il passo gara il livello sembra simile, ma è sempre difficile capire i reali valori in campo, il carburante usato e quante gomme montate. Anche come degrado sembra siamo tutti abbastanza vicini”

Il Bahrain dovrebbe essere meglio del Fuji per la 499P giusto?

“Non so dirti se è la pista migliore per noi, certamente è meglio di San Paolo e Fuji. Credo che Le Mans e Spa si adattano meglio alle nostre caratteristiche, in ogni caso abbiamo migliorato negli ultimi anni il degrado delle gomme e questo certamente può aiutarci”.

Sarà una gara diversa dallo scorso anno?

“La 8h del Bahrain 2025 è una gara come le altre. Probabilmente siamo più focalizzati su chi sono i reali contendenti per il titolo, e dobbiamo ovviamente controllare chi sono i reali avversari. Ognuno cerca di ottimizzare il proprio pacchetto nelle prove libere e proveremo di essere abbastanza tranquilli per la gara. Ci sono state poche bandiere gialle nelle due sessioni e quindi anche la corsa potrebbe avere poche neutralizzazioni. Per il resto noi faremo del nostro meglio”.

Ti condiziona il fatto che la priorità sia il titolo costruttori?

“No, non mi condiziona, se vinco la gara io vinco il titolo piloti e Ferrari il costruttori”.

Siete tutti molto tranquilli… almeno dall’esterno

“Fortunatamente queste situazioni le abbiamo già vissute, soprattutto con James in GTE PRO. Ognuno si fida dell’altro e ci fidiamo l’uno dell’altro in auto. Siamo tutti competitivi nella gestioene della corsa e non solo, abbiamo un ottimo rapporto tra di noi e quindi siamo molto tranquilli”.

Chiuderai tu la gara?

“Non lo so ancora, dipende come andranno le cose sabato. L’importante è essere nella posizone giusta all’arrivo”. 

Preferisci guidare la sera o di giorno?

“A livello di gestione gomma è forse meglio girare di sera rispetto che nei primi stint. Nessuno di noi guarda il miglior lap time in gara, l’importante è essere sempre più veloci degli altri”.

Presente anche Antonio Fuoco, pilota della 499P #50 insieme a Miguel Molina e Nicklas Nielsen. Il calabrese è escluso con i propri compagni di squadra dalla lotta per il successo nella graduatoria piloti, ma può contendersi un posto sul podio finale.

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Tanti spostamenti nell’ultimo periodo, come sei riuscito a prepararti per questo evento?

“L’ultimo mese è stato intenso, soprattutto a livello mentale. Con tanti spostamenti e alla guida di auto differenti. Mi sono divertito molto anche se non è stato semplice prepararsi fisicamente con poco tempo a disposizione, ma siamo riusciti a fare tutto”.

Come ci si sente all’interno del team?

“Siamo molto tranquilli, da parte nostra siamo abituati a gestire la tensione, basta vedere come ci siamo comportanti a Le Mans. Il team è tutto concentrato e non vediamo l’ora di andare in gara”.

Con la #50 avete il compito di aiutare nei costruttori. Quindi, ruoli definiti?

“Sì, siamo fuori dalla lotta per il Mondiale, ma siamo ancora in contesa per il podio assoluto nel campionato. L’obiettivo primario è quello di vincere il Mondiale costruttori e se ci sarà una vettura per ‘marcare’ gli avversari saremo noi. In ogni caso se potremo vincere, sfrutteremo l’occasione”.

Credi che sia una gara leggermente differente dalle altre che avete affrontato?

“Certamente è diversa perché ti contendi il titolo, e serve sempre un occhio di riguardo per i nostri competitor durante la gara. Ma in generale è una gara come tutte le altre”.

Come vedi i tuoi rivali?

“Guardando il passo di ieri degli altri competitor, non sarà facile. Ci sono otto ore da affrontare ed ogni minimo episodio può cambiare la situazione generale. Alpine, Peugeot e Toyota sono state competitive sul passo, mentre Aston Martin è stata veloce sul giro secco. Ci sono forse più competitor in lotta rispetto al previsto e ci sono alcuni che potrebbero prendere più rischi del solito essendo l’ultima prova dell’anno”.

Qui è più semplice portare le gomme in temperatura?

“Si, in qualifica ed in hyperpole penso che avremo tempo solamente per un giro, massimo due”.

Vorresti una nuova pista nel calendario del FIA WEC?

“Mah, da italiano ho già Imola come gara di casa anche se recentemente ho girato a Monza e con il nuovo asfalto e le modifiche che ci sono state mi sono divertito molto. In ogni caso anche Silverstone, come espresso in altre occasioni da James (Calado), è indubbiamente un bellissimo tracciato”.

Commento sul Bahrain e sulla stagione 2025 anche da parte dell’Ing.Ferdinando Cannizzo, Ferrari Head of Endurance Race Cars.

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In che gara secondo te si poteva fare meglio?

“In ogni gara, anche quando abbiamo fatto la tripletta in Qatar, potevamo fare meglio. Non è retorica, è la verità. Il team resta molto giovane ed in ogni gara è possibile imparare qualcosa. Dopo Le Mans avremmo potuto fare qualcosa di meglio, forse siamo stati penalizzati dalle penalità rimediate nelle varie corse. Nonostante tutto siamo riusciti a giocarci le nostre carte, anche al Fuji in cui siamo riusciti a portare le nostre auto nelle prime cinque posizioni prima che la safety car cambiasse le carte in tavola”.  

I piloti hanno parlato di quanto sia difficile capire a che punto sono i vari rivali: cosa puoi aggiungere?

“Qualcuno dei ragazzi ha fatto fino alle tre del mattino per analizzare i dati. Encomiabili davvero. Dal punto di vista delle prestazioni ci manca qualcosa soprattutto in qualifica, mentre sul passo gara siamo molto competitivi. Penso che abbiamo trovato la strada giusta per sfruttare al meglio le gomme e nella FP3 ,oltre alla simulazione di qualifica, cercheremo ancora qualcosa di nuovo per domani. La 8h del Bahrain è sicuramente particolare con l’inizio di giorno ed il proseguimento in notturna, e le condizioni della pista cambiano velocemente. Dobbiamo in ogni caso essere pronti per scenari differenti, marcando i nostri competitor”.

Con le gomme la situazione è complicata in Bahrain, come pensate di affrontare il tema?

“Le gomme sono importanti insieme a tutto il pacchetto che hai a disposizione non potendo modificare tanto l’auto. Riuscire ad andare veloci con le gomme usate è qualcosa che può fare la differenza. Quando hai una vettura che non è bilanciata in un singolo settore può pregiudicare l’utilizzo degli pneumatici, è quindi necessario trovare sempre il giusto compromesso. Il degrado in Bahrain è importante, e dobbiamo fare attenzione che al termine dello stint lo pneumatico possa essere ancora performante. Forse solamente Spa e Le Mans sono paragonabili al Bahrain a livello di variabili”.

C’è qualcosa che vi manca sulla 499P?

“Un po’ più di carico aerodinamico certamente ci aiuterebbe. Il pacchetto complessivo è comunque buono, dal punto di vista di sospensioni e non solo siamo avanti rispetto ad altri. Rispetto al 2024 siamo nominalmente uguali al netto, ma ci presentiamo con un set up leggermente differente. La cosa importante che abbiamo sviluppato è quella di sapere perfettamente cosa toccare, riusciamo ad ottimizzare meglio l’auto nelle varie situazioni muovendoci abbastanza velocemente. Questo ti permette di essere competitivi da subito”.

Tecnicamente, volendo correre con la 499P in IMSA, sarebbe complicato?

“No, soprattutto adesso che faremo l’omologazione nella stessa galleria del vento degli altri costruttori in Michigan. L’omologazione è valida per entrambe le serie”.

Siete soddisfatti della 296 GT3 che si prepara a lottare per il titolo di categoria?

“Abbiamo la possibilità, anche se non semplice da sfruttare, di vincere il Mondiale in LMGT3. Nonostante i successi, abbiamo sviluppato la 296 EVO con l’obiettivo di risolvere alcuni problemi individuati negli ultimi anni. Stiamo parlando di un’auto che si adatta perfettamente in ogni condizione, è un piccolo prototipo che sfrutta alla perfezione i regolamenti della categoria. Stiamo già guardando avanti per il futuro”.

Ultimo, ma non meno importante, Antonello Coletta, Ferrari Global Head of Ferrari Endurance & Corse Clienti. 

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Il morale è altissimo, pronti a lottare nella finale…

“Il morale DEVE essere altissimo, indipendentemente da tutto dobbiamo essere soddisfatti della stagione che abbiamo fatto. Abbiamo vinto quattro gare, ci siamo confermati a Le Mans ed ora vediamo domani sera dove ci troveremo. La pressione è tanta, non me la sento di dire che c’è più attesa rispetto a Le Mans o viceversa. Abbiamo voglia di portare a casa questo titolo, nostro obiettivo sin da subito insieme alla 24h”.

Cosa ti aspetti dal weekend?

“Le qualifiche saranno importanti, passare indenni alla prima curva sarebbe già un successo anche se ci sono otto ore da affrontare. Le qualifiche non sono quindi da sottovalutare, perchè partire dietro è sempre controproducente. Il passo gara, dopo le prove libere di ieri, è molto buono e di questo possiamo essere soddisfatti”.

Il successo del FIA WEC secondo te da cosa è dato?

“Cercare di battere la Ferrari è qualcosa di sfidante che certamente ha aiutato il movimento dell’intera serie. Anche il regolamento attuale ha aiutato rispetto all’era LMP1, il budget generale è completamente differente. Anche in GT il successo è notevole, si è innescato quel processo in cui tutti vogliono esserci. Non credo comunque che si debba gridare al fallimento se un costruttore abbandona, sarà normale se ci saranno delle alternanze del tempo. Come già detto, ci piacerebbe una Le Mans senza vincoli, ma credo che questo verrà un sogno”. 

….e per il futuro?

“E’ ovviamente un peccato perdere Porsche, costruttore che come noi ha una tradizione importante. Arriveranno in ogni caso nuove realtà che manterranno alto il livello, fino al 2028 siamo abbastanza ‘coperti’. Penso che sia fondamentale mantenere una credibilità, e se si tiene conto di questo aspetto il successo diventa quasi scontato”.

Fare dei calcoli è difficile con tutte le variabili da gestire, giusto?

“Solitamente se uno si mette a studiare le combinazioni puntualmente si avvera la situazione opposta. Credo che sia meglio affrontare la gara, senza esagerare e con il potenziale a disposizione. Partire già prevenuti non porta mai a nulla di buono e può essere controproducente”.

Arrivate in lotta anche in LMGT3 con la Ferrari #21, possiamo dire che siete stati limitati durante la stagione anche da alcune decisioni della direzione gara?

“Inevitabilmente quello che è successo ad Austin lascia l’amaro in bocca e facciamo ancora fatica a comprenderlo. Nella stessa corsa ci sono state battaglie anche più dure che non sono state sanzionate. Penso che la decisione sia stata presa troppo velocemente, e mi auguro che alla fine quell’episodio non sia decisivo perché sarebbe un peccato. Non è comunque scontato arrivare in finale in contesa anche per la classe GT, anche se purtroppo la nostra auto è leggermente in difficoltà con le gomme dure rispetto ai nostri rivali”.

Interviste raccolte da Piero Lonardo ed elaborate da Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Le aspettative dell’Aston Martin secondo Drudi e Sørensen

Uno dei protagonisti in Bahrain del FIA World Endurance Championship è certamente Mattia Drudi, pronto al debutto domenica nel Rookie test con l’Aston Martin Valkyrie. Il pilota riminese ha raccontato le proprie aspettative a Italian-Endurance alla vigilia di un fine settimana molto speciale.

Andiamo subito verso domenica, sarà la prima volta in assoluto oppure hai avuto altre chance di guidare l’Aston LMH?

“Ho fatto qualche giro l’anno scorso, ma l’auto era davvero all’inizio dello sviluppo. Questa volta sarà completamente differente e non vedo l’ora di iniziare domenica mattina, anche se salire sul prototipo non sarà semplice dopo tre giorni in pista con la GT3. Marco SØrensen mi aiuterà e sarà più semplice adattarsi, i ragazzi stanno facendo un grande lavoro e nelle ultime due corse sono andati davvero forte”.

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Con la GT invece, cosa ti aspetti questo weekend?

“Con la GT non siamo messi male. Solitamente la nostra auto è ‘gentile’ con le gomme e anche questa mattina non siamo andati male. La gestione degli pneumatici, visto l’asfalto molto abrasivo, è la chiave del weekend, forse più ancora che trovare la performance sul giro secco. Certamente dovremo fare dei doppi stint con le gomme nell’arco dell’evento. Sarebbe bello finire in bellezza, perchè quest’anno siamo sempre andati forte, ma non siamo mai riusciti raggiungere il successo.  Questa volta non abbiamo chili extra rispetto alle altre auto e siamo ancora in lizza per il terzo posto finale. Sarebbe positivo concludere in bellezza il 2025″.

L’anno prossimo ci saranno possibilità per vederti con l’Hypercar?

“Non ho mai nascosto che sia uno dei miei obiettivi, poi ovviamente non dipende solo da me.  Mi trovo molto bene con Aston Martin Racing; è un programma serio e certamente continuerò a lavorare per raggiungere il mio scopo”.

Presente all’appuntamento anche Marco Sørensen, autore del giro veloce nella FP1 questa mattina con la Valkyrie #009, in una sessione assai positiva che ha visto in evidenza anche l’altra LMH britannica, terza nella lista dei tempi con Ross Gunn alle spalle della Ferrari #83 di AF Corse.

State andando davvero bene qui, come del resto anche al Fuji, cosa ti aspetti da questa gara?

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“Certamente iniziare il weekend con un giro veloce è sempre positivo. Siamo contenti di confermarci davanti come accaduto al Fuji. Ci stiamo avvicinando ai rivali e questo è un ottimo segnale, ma da lì a salire sul podio è tutta un’altra storia. Nello specifico qui in Bahrain gestire le gomme per tutto lo stint non sarà facile, dobbiamo continuare a concentrarci su quello che dobbiamo fare in gara”.

Qual è la differenza principale rispetto all’inizio di questo campionato con una vettura di fatto uguale. Anche il peso e tutto il resto sono gli stessi. C’è più fiducia in generale da parte dell’intera squadra?

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“All’inizio ci mancava ritmo, ma credo che sia una cosa normale con queste auto davvero complicate. Tutti i sistemi devono funzionare insieme su piste completamente differenti in cui molte cose possono cambiare. Ogni volta che effettuiamo una sessione impariamo e penso che dalla prima corsa tutto sia stato appreso molto velocemente. A Le Mans abbiamo raccolto parecchie informazioni ed ora siamo arrivati a questo buon livello, poi vedremo come andrà a finire”.

Ultima domanda, ti manca Nicki (Thiim)? 

“Certo, assolutamente. Avrà sempre un posto speciale nel mio cuore”.

Interviste raccolte da Piero Lonardo ed elaborate da Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Habsburg e Milesi ci raccontano l’Alpine

Dopo la clamorosa vittoria al Fuji, abbiamo intervistato due dei protagonisti dell’ultimo round del FIA WEC, Ferdinand HabsburgCharles Milesi, piloti dell’Alpine #35 insieme a Paul-Loup Chatin.

Per primo l’austriaco: eri molto emozionato dopo l’arrivo al Fuji..

“Si, penso che vincere l’assoluta in una gara del FIA WEC sia unico, non solo per me, ma anche per la squadra. Il Giappone è un mercato importante per Alpine con tanti ospiti e tifosi, e tutto quello che è accaduto è stato pazzesco, anche per come si è sviluppata la gara, poi personalmente adoro il Giappone, dov ho anche vissuto per un po’”.

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Come riassumeresti la stagione di Alpine?

“Sono contento che il team abbia degli obiettivi, delle ambizioni. Quando hai dei target di un certo tipo riesci ad arrivare alla vittoria anche se durante il percorso ci sono stati delle defaillance. Tutto questo è fantastico perché non sai se ci riesci fino a quando non raggiungi l’obiettivo. Ovviamente questo momento è speciale per me, e tutte le preoccupazioni del passato sul non essere abbastanza affidabili sembra siano state superate. Ora quindi possiamo concentrarci solo sulla prestazione. Il team ha una motivazione incredibile e si sta preparando ad un inverno in cui dovremo apportare dei miglioramenti al fine di ridurre il gap nei confronti dei concorrenti”.

La stagione 2025 di Alpine è stata molto differente rispetto al 2024, come valuti questa cosa?

“Chiaramente abbiamo più esperienza. L’anno scorso ogni pista era nuova per questa macchine, quest’anno siamo arrivati in Bahrain ed avevamo l’assetto già piuttosto impostato per il lavoro da svolgere. Noi piloti quindi ci sentiamo più a nostro agio con la macchina”.

Cosa ti aspetti dalla 8h del Bahrain?

“Spero di tornare sul podio o magari anche di vincere come accaduto al Fuji. Per noi sarà interessante scoprire il comportamento dell’auto con delle mescole differenti: l’anno scorso avevamo adottato una strategia diversa rispetto ai rivali e penso che abbiamo imparato molto. Dipenderà chiaramente come andrà la gara, se ci saranno interruzioni o meno. Credo che in generale vivremo una corsa più lineare nonostante le tante battaglie che ci sono per il campionato. Noi ovviamente dovremo essere pronti per capitalizzare ogni situazione”.

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Pensi di poter colmare il divario rispetto ai rivali con i nuovi aggiornamenti che arriveranno?

“Spero, ma è difficile da capire ora. Ci sono due elementi da tenere in considerazione. In primo luogo devi trovare qualcosa che faccia funzionare meglio l’auto in ogni circostanza, e alla fine siamo tutti limitati dalla quantità di carico aerodinamico che si può ottenere.  Secondariamente devi capire come utiizzare l’auto. Se guardi dentro il nostro garage ci sono circa 30 ragazzi che lavorano al computer come matti. Io personalmente non ho idea di cosa facciano, ma parlano con questa macchina come fosse un’intelligenza artificiale e provano a capire cosa sta succedendo. Penso che ora stiamo raggiungendo i limiti di quello che abbiamo a disposizione e ora serve un grande cambiamento per avere una vettura consistente durante l’intero anno e poter così lottare per il campionato”.

Milesi invece, fresco campione LMP2 in European Le Mans Series col VDS Panis e pronto per gareggiare con Cetilar Racing in Asian Le Mans Series, ha dichiarato a Italian-Endurance.com.

Hai vinto al Fuji, hai trionfato in ELMS ed ora sei in Bahrain, Poi settimana prossima avrai i test a Daytona prima dell’Asian Le Mans Series. Che programma!

“Si, c’è anche Daytona.  Devo ammettere che ho un programma quasi completo per il 2026. Devo ancora capire se correrò a tempo pieno in IMSA oppure in ELMS, il piano verrà definito a breve. Per me sarà invece la prima volta in Asian Le Mans Series, ma con Roberto Lacorte, Antonio Fuoco e Cetilar  abbiamo indubbiamente la squadra per fare bene”.

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Che aspettative ci sono invece per questo weekend?

“Al Fuji siamo stati contentissimi di come sono andate le cose. La situazione è completamente differente in Bahrain, ma per ora è difficile capire a che punto siamo. L’anno scorso eravamo in forma in gara, siamo stati in grado di lottare per il podio a più riprese. Il livello è piuttosto alto e continuo a pensare che le qualifiche siano una parte importante della gara. Ad inizio anno siamo riusciti ad entrare quasi sempre in Hyperpole, e questo certamente aiuta tanto nelle prime fasi della corsa. Solitamente la competizione si divide in due parti e se non sei tra i primi sei della classifica è complicato recuperare con delle strategie differenti. Poi certamente la Safety Car ti può aiutare, ma qui in Bahrain non è così scontato averla”.

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E poi qui c’è la notte…

Si, come in Qatar la parte finale della gara si corre in notturna. Penso che questa pista ci siano meno chance rispetto a Lusail per avere delle neutralizzazioni, essendo meno veloce e con meno ghiaia a bordo pista.  Sicuramente il ritmo in sé sarà più importante rispetto ad Austin oppure al Fuji”.

Interviste raccolte da Piero Lonardo ed elaborate da Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo