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USCC – Action Express, pole a Sebring con Derani ma finale col botto per JJ

Action Express prosegue il proprio dominio sulle prove della 12 ore di Sebring aggiudicandosi anche la pole position con Pipo Derani, autore di 1.45.354 al termine del duello con l’Acura di Ricky Taylor, che lo affiancherà in prima fila, distanziato alla fine di un decimo.

Terzo protagonista delle qualifiche Renger van der Zande con la Cadillac del Team Ganassi, a mezzo secondo, davanti ad Oliver Jarvis con la Mazda all’ultima partecipazione nella classica della Florida.

Purtroppo però non tutto è andato a buon fine per il team di Denver, NC, con Jimmie Johnson, stabile ultimo nella lista dei tempi dietro ai due transalpini Olivier Pla ed Loic Duval rispettivamente con l’Acura dell’MSR e la Cadillac del Mustang Sampling/JDC, che a sessione ormai conclusa ha impattato violentemente le barriere a protezione dell’ultima curva con la sua DPi V.R.

Il contatto peraltro è avvenuto dopo un testacoda alla curva precedente, per cui è probabile una defaillance tecnica o una foratura il cui risultato costringerà i tecnici della #48 ad un discreto lavoro di riparazione in serata prima di poter affrontare domani il warm-up della primissima mattinata di domani.

WIN

Sorpresa tra le LM P2 con Steven Thomas e la vettura del WIN Autosport davanti al plotoncino delle Oreca col tempo di 1.51.025, oltre un decimo meglio di Ben Keating ed il PR1 Mathiasen. Qualche problema nella sessione, riservata ricordiamo ai piloti bronze ranked, sia per Dwight Merriman con la macchina dell’ERA Motorsport che soprattutto per John Farano con la macchina del Tower Motorsport, autore di tre soli giri cronometrati.

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Poco prima tra le LM P3 invece è stata lotta al coltello fra Oliver Askew e Rasmus Lindh. Alla fine l’ha spuntata quest’ultimo, che ha preceduto di soli 65 millesimi l’ex-campione Indy Lights con la Ligier del Performance Tech ed il tempo di 1.56.001.

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Sessione comune invece tra GTLM e GTD per i piloti pro a caccia dei punti validi per la classifica. Come da copione sarà prima fila Corvette, grazie ad Antonio Garcia, alla sua ottava pole position nella serie, il quale ha preceduto il compagno di squadra Tommy Milner di appena 34 millesimi col tempo di 1.54.910.

Seconda fila per le BMW, non particolarmente distanti dalle C8.R, e fanalino di coda Cooper MacNeil con la Porsche del WeatherTech Racing, a 1”2 dalla pole.

Non c’è stata storia invece per Jack Hawksworth, che ha subito portato la sua Lexus in cima alla lista dei tempi, ritoccando poi nel finale con 1.259.247, lasciando alle spalle di quasi quattro decimi l’ex-campione GTLM Laurens Vanthoor con la Porsche dello Pfaff Motorsports.

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P3 per Franck Perera con la Lamborghini del GRT Grasser, che domani partirà in pole position grazie alla prestazione del bronze driver Tim Zimmermann, che nel turno di apertura di qualifiche ha issato in alto l’Huracàn #19, raro pezzo di Italia nel paddock di Sebring, col tempo di 2.00.010, precedendo sul filo di lana Jan Heylen con la Porsche del Wright Motorsports.

UPDATE: La Porsche #16 è stata promossa in pole position tra le GTD a seguito di un’infrazione tecnica riscontrata sulla Lamborghini del GRT Grasser. Sulla Huracàn è stato infatti trovato un dispositivo wifi hotspot, non ammesso dal regolamento IMSA. Al momento non si conosce se la penalizzazione verrà o meno estesa anche a livello di punteggio.

La partenza della 69ma edizione della 12 ore di Sebring sabato alle 10.00 AM locali, vale a dire alle 15 italiane. Diretta streaming su https://www.imsa.com/tvlive/

Piero Lonardo

I risultati delle Qualifiche DPi/LM P2

I risultati delle Qualifiche LM P3

I risultati delle Qualifiche GTLM/GTD

I risultati delle Qualifiche GTD 

Foto: IMSA

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USCC – Derani mantiene al top AXR in notturna a Sebring

Ancora Action Express sugli scudi nella notte nel corso della terza ed ultima sessione di prove libere della 12 ore di Sebring.

Questa volta è stato Pipo Derani ad ottenere il miglior tempo nei 90’ minuti a disposizione sotto la luce dei riflettori portando la Cadillac #31 sull’1.46.898. A seguire l’altra DPi V.R del Team Ganassi di Renger van der Zande e Ricky Taylor con la Acura del WTR con distacchi nell’ordine del mezzo secondo.

La top five è completata da Kamui Kobayashi, che dopo i problemi all’acceleratore accusati nel pomeriggio di ieri ha potuto girare con continuità, e Sebastien Bourdais, sulle altre due Cadillac di Ally/Action Express e Mustang Sampling/JDC.

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Non cambiano nemmeno i leader nelle altre due categorie prototipi, con PR1 Mathiasen e Mikkel Jensen in LM P2 e Riley Motorsports e Jeroen Bleekemolen in LM P3.

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Sorpresa Porsche invece in GTLM grazie a Mathieu Jaminet, autore di 1.56.563 con la 911 RSR-19 del WeatherTech Racing, mezzo secondo meglio di Antonio Garcia con la migliore delle Corvette.

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911 sugli scudi anche in GTD grazie a Laurens Vanthoor e alla vettura di Pfaff Motorsports, al top con 2.01.241 davanti alla Lexus di Aaron Telitz. Piccola disavventura invece per l’altra RC F GT3 del Vasser Sullivan, protagonista con Frankie Montecalvo dell’unica interruzione nella sessione a causa della perdita della ruota posteriore destra e relativa uscita di strada.

Tutto pronto quindi per le qualifiche, in programma alle 16.15 italiane, da seguire in diretta streaming su https://www.imsa.com/tvlive/

Piero Lonardo

I risultati delle Libere 3

Foto: IMSA, Action Express Racing, WeatherTech Racing, Pfaff Motorsports

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USCC – Cadillac in evidenza nelle prime libere di Sebring

Le Cadillac si sono messe subito in evidenza a Sebring in occasione delle prime prove libere della 69ma 12 Ore, secondo atto stagionale del WeatherTech SportsCar Championship.

In entrambe le sessioni fin qui disputate sul circuito della Florida sono state infatti le DPi V.R a dettare il passo, soprattutto co Felipe Nasr, autore del best lap sia al mattino con 1.46.212 che nel torrido pomeriggio, dove però non è andato oltre l’1.47.323 con la vettura dell’Action Express.

Dietro la vincitrice dell’edizione 2019 sempre un’altra Cadillac, con Renger van der Zande e la vettura del Team Ganassi in mattinata e Loic Duval a dare il cambio all’olandese nella seconda sessione con la macchina del JDC-Mustang Sampling.

A Dane Cameron ed Oliver Jarvis il titolo di “best of the rest”, il primo con la Acura del’MSR ed il britannico con la Mazda, all’ultima apparizione sui bump dell’ex-aerodromo. Del campione 2019 peraltro l’unica breve interruzione della giornata fino a questo momento, nelle fasi iniziali della prima tornata.

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Anche tra le LM P2 c’è stato un dominatore del day 1, nella persona di Mikkel Jensen, che con l’Oreca del PR1 Mathiasen al mattino ha fissato i cronometri sull’1.49.920.

Da segnalare che la categoria si è arricchita di una sesta entry, sempre ovviamnte Oreca, per il WIN Autosport con Steven Thomas, Tristan Nunez e Thomas Merrill, che porta a 37 le vetture iscritte. United Autosports dal canto suo ha reso noto, per mezzo del comproprietario Richard Dean, la volontà di proseguire l’effort nella categoria anche nelle rimanenti prove della Michelin Endurance Cup.

Riley

Stessi colori del leader delle LM P2 per i migliori tra le LM P3 del Riley Motosports, con Jeroen Bleekemolen autore di 1.56.917 con la Ligier #91. Sulla seconda entry del team ci sarà nuovamente l’ex-IndyCar Spencer Pigot a fianco di Gar Robinson e Scott Andrews al posto di Felipe Fraga. Il pilota brasiliano sarebbe stato fermato per una presunta positività al COVID poi però non riscontrata in loco.

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Novità nei colori delle due Corvette, che per festeggiare degnamente il 25mo anniversario della sponsorizzazione Mobil, che peraltro titola anche da anni l’intero evento, ha presentato entrambe le C8.R  con una livrea su base argento.

Il campione in carica Jordan Taylor ha poi ulteriormente valorizzato l’evento con il miglior tempo al mattino di 1.56.715, precedendo nella lista dei tempi complessiva delle GTLM l’unica Porsche in gara del WeatherTech Racing di Mathieu Jaminet e Matt Campbell. A quest’ultimo la leadership nel secondo turno.

Turner

Il miglior tempo tra le GTD è stato infine appannaggio del veteranissimo Bill Auberlen, tre volte vincitore di classe a Sebring, e della BMW M6 GT3 del Turner Motorsport col tempo di 2.00.456, due decimi meglio della Lexus di Jack Hawksworth e mezzo secondo in meno della Lamborghini del GRT Grasser di Franck Perera. Il francese del GRT Grasser avrà come compagno, oltre a Tim Zimmermann, Stephen Simpson anziché Misha Goikhberg, appiedato da una non meglio specificata indisposizione fisica.

Sempre nella categoria, che si appresta domani a disputare le prime qualifiche doppie per punteggio e posizione in griglia secondo il nuovo regolamento IMSA, da segnalare la presenza di Bia Figueiredo, conosciuta anche come Ana Beatriz, sulla seconda Porsche dell’EBM Hardpoint quale terza guida della line-up tutta al femminile che comprende le “regular” Christina Nielsen e Katharine Legge.

Nella nottata italiana il terzo turno di libere alle 7.30 PM locali, mentre domani le qualifiche inizieranno alle 11.15 AM. Ricordiamo che per la prima volta dal 2001 non vedremo una Ferrari in gara. Diretta streaming, come per la gara, su https://www.imsa.com/tvlive/

Piero Lonardo

I risultati delle Libere 1

I risultati delle Libere 2

Foto: IMSA

IMSA WeatherTech SportsCar Championship

USCC – In 36 a Sebring

Sono 36 le vetture iscritte alla 69ma edizione della 12 Ore di Sebring, secondo appuntamento del WeatherTech SportsCar Championship 2021.

Sempre sette come a Daytona le DPi, grazie al ritorno della seconda Cadillac dell’Action Express per Jimmie Johnson, Kamui Kobayashi e Simon Pagenaud.

Immutate in generale le line-up a tre driver destinate anche alle altre gare lunghe della serie, imbottite degli assi dell’IndyCar: oltre a Pagenaud saranno presenti infatti Alexander Rossi, fresco vincitore di Daytona col WTR insieme a Filipe Albuquerque, Ricky Taylor e d Helio Castroneves, Scott Dixon con la Cadillac del Team Ganassi, Sebastien Bourdais per il JDC-Miller e Juan Pablo Montoya col MSR.

Fedeli invece all’equipaggio del season opener in casa Mazda, con i protagonisti della storica vittoria novembrina del 2020, Harry Tincknell e Jonathan Bomarito, affiancati da Oliver Jarvis.

Scendono drasticamente a cinque le LM P2 ai nastri di partenza, tutte ovviamente Oreca. Insieme alle quattro entry full-season ERA Motorsport, WIN Autosport, Tower Motorspor e PR1 Mathiasen, ritorna United Autosports con una vettura per Wayne Boyd, James McGuire e l’indimenticato vincitore di Le Mans 2003, Guy Smith, la cui ultima apparizione alla classica della Florida risale al 2013.

Sono sei invece le LM P3, con la sola assenza rispetto alla Rolex 24 del Muehlner Motorsports. L’unica Duqueine in pista sarà quella del Forty7 Motorsports per il campione 2019 delle Prototype Challenge, Austin McCusker. Questa è peraltro l’unica entry incompleta dell’intero parco partenti.

Ancora lotta fra tre marchi tra le GTLM, con le due BMW del Team RLL, chiamate a disputare le sole gare lunghe della MEC, a fare compagina alle Corvette e alla Porsche del WeatherTech Racing che, come già riportato su queste pagine, proporrà i giovani leoni Mathieu Jaminet e Matt Campbell al fianco dell’owner Cooper MacNeil.

HardpointLa classe più numerosa rimane infine la GTD, con ben quindici iscritti. Ben sette i marchi impegnati, ma spicca l’assenza della Ferrari nell’entry list. Novità lo sdoppiamento del Team Hardpoint EBM, che schiera a partire da Sebring una seconda Porsche 911 GT3 R per tutta la stagione per Katharine Legge e Christina Nielsen.

L’altra metà dell’equipaggio terminato in P10 a Daytona, vale a dire il giovane team owner, Earl Bamber, e Rob Ferriol, saranno coadiuvati da Trenton Estep. Il factory driver Mercedes Maro Engel, covincitore col Winward Racing, andrà invece a rinforzare la line-up del Sun Energy 1. Il tedesco Tim Zimmermann infine completerà l’equipaggio del GRT Grasser con Franck Perera e Misha Goikhberg.

Pochissime  infine le modifiche al BoP. Rispetto al season finale 2020 (ricordiamo che per Daytona viene gestito un BoP specifico), invariati i rapporti tra le tre DPi iscritte, mentre in GTLM garantito un maggiore flusso d’aria alla Porsche (+0,7 mm) contro una riduzione della pressione del turbo alle BMW M8 GTE, con le Corvette pigliatutto a fungere ancora una volta da baseline.

In GTD invece zavorra extra per l’Acura  NSX GT3 Evo (+10 kg) e ben +20 kg per la  BMW M6 GT3 del Turner Motorsport, le Lexus RC F GT3 e le Mercedes-AMG GT3 Evo. A parziale compensazione, sia le Acura che le BMW hanno ricevuto un piccolo incremento nella pressione del turbo, mentre le Lexus avranno un restrittore d’aria allargato di 1 mm.

L’appuntamento in pista con la 12 Ore di Sebring, che come noto anche quest’anno non offrirà, causa COVID, lo spettacolo doppio del WEC, è per giovedì prossimo 18 marzo alle 9.05 AM locali con le prime libere. Qualifiche venerdì 19 alle 11.15 AM e start della gara alle 10.10 AM di sabato 20 marzo.

Piero Lonardo

L’entry list della 12 Ore di Sebring

Foto: IMSA, Hardpoint EBM

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WEC – I 62 per Le Mans, senza riserve

Diffusa come previsto alle 18.30 odierne l’entry list della 89ma 24 Ore di Le Mans, che come noto è stata recentemente spostata dal tradizionale periodo di metà giugno al 21-22 agosto.

Va detto innanzi tutto che, a differenza si quanto avvenuto nelle ultime edizioni, la presentazione si è limitata ad un breve video animato trasmesso sui social, cui ha fatto seguito un breve comunicato.

Cinque come da previsioni le vetture appartenenti alla classe top, due Hypercar ciascuna per Toyota e Glickenhaus Racing e l’Alpine LM P1. Niente terza vettura a pagamento, almeno per ora, per il costruttore statunitense, né tantomeno – sempre per ora – coinvolgimenti di Rebellion Racing, che non più tardi di ieri aveva lasciato intendere un nuovo committment con le gare endurance.

Ben 25 invece le LM P2, quasi tutte Oreca. Solo due le Ligier, entrambe nella nuova sottoclasse Pro-Am, per ARC Bratislava e Racing Team India Eurasia, con Narain Karthikeyan che tornerà sul Circuit de la Sarthe dopo ben 12 anni dal settimo posto con l’Audi del team Kolles, ed Arjun Maini.

Per il resto, da segnalare il ritorno del covincitore 2020, Paul di Resta, separato da Phil Hanson e Filipe Albuquerque, sulla seconda entry di United Autosports, nonchè il ritorno di Juan Pablo Montoya nelle fila del DreagonSpeed. Da non dimenticare il debutto a Le Mans di Robert Kubica sulla seconda entry del Team WRT, e soprattutto la presenza di un’Oreca per Risi Competizione per Oliver Jarvis e Ryan Cullen. Sempre sul fronte USA, presente il PR1 Mathiasen con un’Oreca per Patrick Kelly, mentre IDEC Sport riproporrà la seconda vettura per Dwight Merriman, Kyle Tilley e Ryan Dalziel.

Solo sette le entry invece in GTE-Pro. Oltre alle full-season Ferrari AF Corse e Porsche confermata la presenza delle due Corvette ufficiali e della terza Porsche del WeatherTech Racing per Cooper MacNeil.

Ventiquattro le GTE-Am, che oltre alle full-season WEC ed ELMS vede una robusta iniezione di squadre di provenienza Asian Le Mans Series che hanno da poco guadagnato l’invito automatico: Herbeth Motorsport, Rinaldi Racing ed Inception Racing. Fa eccezione la seconda classificata fra le GT, GPX Racing; la squadra battente bandiera degli Emirati Arabi aveva già reso noto di non voler sfruttare l’iscrizione d’ufficio per potersi preparare meglio in seguito.

In totale 12 Ferrari 488 GTE Evo si misureranno per la vittoria di categoria contro otto Porsche e quattro Aston Martin.

A chiudere la lista dei 62, l’Oreca dell’SRT41 iscritta quale Innovative Car per l’equipaggio della Filière Sausset.

Da segnalare che non vi sono riserve, a riprova forse che da qui ad agosto c’è spazio per qualche sorpresa.

Piero Lonardo

L’entry list della 89ma edizione della 24 Ore di Le Mans

Foto: Piero Lonardo

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USCC – Cambio di date anche per il VIR e la Petit Le Mans

Continua l’effetto domino causato dallo spostamento della 24 Ore di Le Mans al 21-21 agosto. E’ notizia di pochi minuti fa che l’IMSA, ente organizzatore del WeatherTech SportsCar Championship, ha deciso di modificare le date degli appuntamenti del Virginia International Raceway e della 24ma Petit Le Mans.

L’appuntamento tutto riservato alle GT, previsto originariamente per il 21 agosto, è stato spostato nel weekend originariamente occupato dalla Petit Le Mans, e si terrà il 9 ottobre, diventando l’atto finale della GTD Sprint Cup.

Di conseguenza, il gran finale di Road Atlanta viene spostato in avanti, il 13 novembre. Quest’ultima data peraltro coincide con la prima edizione della 24 Ore di Sebring organizzata da Creventic.

Lo spostamento di date influirà anche sulle schedule dei vari campionati a supporto della massima serie endurance americana.

Piero Lonardo

Foto: Michelin Raceway Road Atlanta

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ELMS – Le Castellet si sposta a giugno

Il primo effetto dello spostamento della 24 Ore di Le Mans annunciato poco fa consiste nello spostamento della 4 Ore di Le Castellet, che dalla sua collocazione originaria del 29 agosto si sposta al weekend del 4-6 giugno prossimi.

La gara si pone quindi ora come terzo appuntamento stagionale fra l’appuntamento del Red Bull Ring del 16 maggio e la 4 Ore di Monza dell’11 luglio.

Il CEO di recente nomina della Le Mans Endurance Management, Frédéric Lequien, ha riportato: “Con lo spostamento della 24 Ore di Le Mans ad agosto, abbiamo preso la decisione di muovere la 4 Ore di Le Castellet a giugno. Questa mossa permetterà ai teams che dell’ELMS che correranno a Le Mans un evento in più per prepararsi alla grande gara, pur mantenendo il distacco di 3-4 settimane tra ogni evento del calendario ELMS.”

Attendiamo comunque verosimilmente conferme sul season opener di Barcelona del 18 aprile, stante l’attuale situazione della pandemia in Spagna.

Piero Lonardo

Foto: ELMS

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WEC – Confermato: Le Mans slitta al 21-22 agosto

Come anticipato su queste pagine un paio di giorni fa, la 89ma edizione della 24 Ore di Le Mans, che doveva tenersi il 12-13 giugno prossimi, slitta al 21-22 agosto.

Con un comunicato di poco fa, l’Automobile Club de l’Ouest, organizzatore della classica della Sarthe, ha confermato lo spostamento di date, in funzione della possibilità di avere spettatori alla corsa, in ossequio alle misure di sicurezza e salute applicabili.

Si precisa inoltre che l’ACO ha preso questa decisione con largo anticipo per poter dare a team, partners e spettatori la maggiore visibilità possibile e mantenere l’attuale calendario del WEC. Le date delle altre gare ed eventi da tenersi sul circuito di Le Mans rimangono comunque al momento inalterati. L’ACO inoltre sta lavorando con gli organizzatori dei vari eventi che potrebbero essere impattati da questo cambiamento.

Come accennato nel precedente articolo infatti, esistono al momento diverse concomitanze tra i vari campionati, due delle quali investono il WeatherTech SportsCar Championship, che il 22 agosto ha in programma il round tutto dedicato alle GT del Virginia International Raceway (VIR), e l’appuntamento IndyCar di Gateway del sabato 21 agosto.

Quest’anno la gara vedrà il debutto delle nuove Hypercar e l’ACO vuole rimanere particolarmente attenta alla presenza dei fans, che riceveranno maggiori informazioni sui biglietti alla fine di aprile.

Pierre Fillon, Presidente dell’ACO, ha così commentato: “Sebbene si tratti di una decisione difficile da prendere, è quella giusta. Tenere per la seconda volta di fila la 24 di Le Mans a porte chiuse sarebbe impensabile. Stiamo perciò facendo tutto il possibile per evitare che accada e dare ai concorrenti una visione chiara dell’intera stagione. Stiamo lavorando duramente per metter in piedi un evento sicuro, con tutte le necessarie precauzioni sanitarie. La corsa di quest’anno promette di essere un altro thriller grazie al debutto delle nuove Hypercar.”

Rimaniamo quindi in attesa dell’annuncio dell’entry list della 24 Ore, prevista per martedì prossimo 9 marzo.

Piero Lonardo

Foto: ACO

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USCC – Jimmie Johnson e la Cadillac per tutta la MEC. Mazda, stop a fine anno

Jimmie Johnson e la seconda Cadillac DPi dell’Action Express Racing saranno di ritorno nella 12 Ore di Sebring, secondo appuntamento del WeatherTech SportsCar Championship, e per tutte le altre gare della Michelin Endurance Cup.

La Cadillac #48, protagonista della Rolex 24 at Daytona, dove ha ottenuto il secondo posto, migliore al traguardo delle quattro DPI V.R. in gara, alle spalle del Wayne Taylor Racing, sarà coadiuvato ancora una volta da Simon Pagenaud e Kamui Kobayashi, protagonisti insieme a Mike Rockenfeller della bella prestazione di esordio, sia a Sebring che nei successivi appuntamenti di Watkins Glen e della Petit Le Mans.

A Sebring, dove sono in programma in questi giorni dei test collettivi che vedranno impegnati gran parte dello schieramento, in attesa dell’entry list ufficiale si conosce già l’equipaggio della Porsche che contenderà alle Corvette e alle BMW la vittoria nella GTLM.

Sulla 911 RSR-19 del WeatherTech Racing, insieme all’owner/sponsor Cooper MacNeil si siederanno i due giovani leoni della casa di Stoccarda, Mathieu Jaminet e Matt Campbell. Il pilota francese a Daytona era atteso al debutto con la Ligier LM P2 dell’RWR Eurasia, ma venne sostituito all’ultimo momento da Sven Muller per positività al COVID, mentre Campbell ha difeso i colori dello Pfaff Motorsports, giungendo 12mo tra le GTD dopo una gara sfortunata.

Ricordiamo che alla guida della Porsche del WeatherTech Racing nel season opener si sono alternati invece Gianmaria Bruni, Kevin Estre e Richard Lietz, i quali si sono classificati sesti ed ultimi di categoria a 10 giri dalla Corvette vincitrice, a seguito del crash allo start con la BMW che li ha costretti ad una gara all’inseguimento.

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Questa sarà inoltre l’ultima Sebring per la Mazda DPi, che trionfò nella più recente edizione, tenutasi nel novembre scorso. Il costruttore nipponico, da sempre attivo nella serie endurance top americana, con una presenza costante nella massima categoria IMSA, seppur con alti e bassi, a partire dal “merger” del 2014, ha infatti annunciato il ritiro dalla serie al termine della presente stagione.

La decisione del forfait del programma prototipi sarebbe stata presa a seguito di un “assessment interno riguardante la situazione delle attuali DPi e delle future LMDh”, e al momento si esclude un coinvolgimento a breve nella nuova formula, che vedrà la luce nel corso della prossima stagione per diventare mandatoria nel 2023, anno in cui dovrebbero schierarsi sicuramente Porsche, Audi ed Acura, oltre alle “incursioni” delle Hypercar: Toyota, Peugeot e Ferrari in testa.

L’unica Mazda iscritta per Oliver Jarvis, Harry Tincknell e Jonathan Bomarito ha conquistato ricordiamo il  gradino basso del podio all’ultima Rolex 24.

Piero Lonardo

Foto: IMSA, Mazda

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WEC – Le Mans e calendario nuovamente a rischio slittamento?

La situazione del COVID19 continua a tenere banco in ogni aspetto della nostra quotidiana, e anche il motorsport non può esserne immune.

Già la scorsa primavera abbiamo infatti assistito ad un valzer di spostamenti e cancellazioni di eventi, situazione che ovviamente nessuno pensava di dovere ancora fronteggiare a distanza di oltre un anno.

Nel 2020 l’ACO ed il WEC decisero, correttamente, di subordinare lo svolgimento della stagione alle esigenze di sicurezza degli addetti ai lavori, modificandone radicalmente date, venue ed accessi, nonché riportando la schedule della futura Season 9 all’interno dell’anno solare 2021, abbandonando la formula introdotta nel 2018-2019.

Nonostante l’impegno degli organizzatori però, pare siamo di nuovo vicini ad una ridefinizione del calendario, che ha già visto il (prevedibile) spostamento dell’atto di apertura, la 1.000 Miglia di Sebring, test collettivi compresi, a favore di un più gestibile season opener a Portimao.

Ovviamente la stagione dell’endurance mondiale ruota intorno alla 24 Ore di Le Mans, che, stante l’attuale situazione dei contagi e delle vaccinazioni in territorio francese, potrebbe slittare anche quest’anno dalla tradizionale slot di metà giugno.

Per la 89ma edizione della classica della Sarthe sta infatti circolando l’ipotesi del 21-22 agosto, anche per permettere, al contrario dello scorso anno, l’affluenza di un certo numero di spettatori. Le due gare che la precedono nell’attuale schedule della Season 9, vale a dire la 8 Ore di Portimao e la 6 Ore di Spa-Francorchamps, in programma rispettivamente il 4 aprile ed il 1° maggio a porte rigorosamente chiuse, sono pertanto passibili di spostamento, così come la tanto attesa 6 Ore di Monza del 18 luglio.

Ovviamente questi spostamenti, che crediamo non saranno gli unici relativamente al continente europeo, porteranno conseguenze, a livello di concomitanze impreviste per squadre e piloti, nei confronti di altri campionati, compresi quelli nordamericani, IMSA ed IndyCar in testa, che al contrario sembrano protesi verso uno svolgimento più o meno regolare, dopo solo un paio di opportuni aggiustamenti.

Va evidenziato che la 105ma Indy 500 di maggio dovrebbe svolgersi in presenza di pubblico, ancorchè con capienza limitata, così come peraltro avvenuto nella recente Rolex 24 at Daytona e così come previsto per la 12 ore di Sebring o per il season opener IndyCar di Barber Park, in programma rispettivamente il 20 marzo ed il 18 aprile prossimi.

Attendiamo pertanto comunicazioni ufficiali da parte dell’ACO e del WEC, comunicazioni che verosimilmente non dovrebbero tardare molto.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo