La Toyota torna a vincere nel FIA WEC e lo fa proprio in casa della Ferrari a Imola. Davanti ad una cornice di pubblico da record, il team nipponico ha dimostrato di avere lavorato al meglio durante l’inverno con la versione ampiamente rivisitata della sua Hypercar, ora TR010 Hybrid, ripristinando quelli che erano i loro punti di forza, vale a dire il passo gara e la gestione delle strategie.
Dopo un inizio scoppiettante delle due Rosse infatti, Toyota ha guadagnato quel vantaggio che alla fine risulterà determinante, anche grazie alle caratteristiche del circuito del Santerno, che premia ampiamente la vettura davanti, alla seconda sosta, dopodichè la #8 di Sebastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa non ha più avuto bisogno di voltarsi indietro.
Al contrario, in Ferrari hanno prima perso dalle posizioni che contano la #50 a causa di una penalità in regime di bandiere gialle – situazione analoga anche per la Cadillac #12, anch’essa protagonista delle fasi iniziali – poi davanti ai campioni del mondo Alessandro Pier Guidi, James Calado ed Antonio Giovinazzi ci si è messa anche l‘altra Toyota, poi superata, con gran fatica, all’ultima sosta.
La temutissima pioggia, che avrebbe potuto forse dare una mano al pilota di Martina Franca, non è stata mai un fattore, e lo scroscio più forte, curiosità, è stato quello che ci ha acompagnati tutti in fretta e furia fuori dalla zona podio.
La Ferrari #50 chiude, dopo l’ennesima rimonta da parte soprattutto di Antonio Fuoco, in P6 senza riuscire ad avere la meglio sull’Alpine #35 e sulla BMW #20, nell’appassionante duello finale a distanza ravvicinata.
Due parole anche sulla debuttante Genesis Magma Racing. La #17 è stata orgogliosamente a lungo nelle parti basse della top ten, mentre la #19 è stata subito attardata da un problema tecnico che ha comportato una lunga sosta. Tra le prestazioni da dimenticare invece, sicuramente quella di Nick Cassidy, fuori con una Peugeot velocissima sul giro singolo nel suo primo outlap in gara.
E veniamo alle LM GT3, con un vincitore morale, la McLaren #10 di Garage 59, vera mattatrice della gara con Antares Au, Marvin Kirchöfer e soprattutto Tom Fleming, fermata nelle fasi finali da un problema tecnico che ha permesso alla BMW WRT di Anthony McIntosh, Parker Thompson e Dan Harper di portare a casa la seconda vittoria in tre anni nella categoria.
Alle spalle della M4 GT3 #69 dalla particolare livrea celebrativa, la Corvette orfana di Ben Keating di Nick Catsburg, Jonny Edgar e Blake McDonald. La rimonta dei campioni del mondo in carica Richard Lietz e Ricardo Pera dopo una penalità iniziale ed un testacoda da parte di Yasser Shahin vale il gradino basso del podio alla Porsche The Bend Manthey #92.
Il World Endurance Championship tornerà fra appena tre settimane con la 6 Ore di Spa-Francorchamps.
Piero Lonardo
Foto: Piero Lonardo



