Archivi tag: Daytona

_PL58048 (1)

WEC – Scoop esclusivo: una nuova Ferrari da luglio!

Ieri nel Prologo del FIA WEC di Imola, le tre Ferrari 499P hanno dominato la classifica in entrambe le sessioni, ma nonostante questa dimostrazione di superiorità nei test collettivi, il Cavallino sta già pensando al futuro.

A partire da luglio infatti inizieranno i test di una nuova LMH, questo quanto appreso da Italian-Endurance.com nel paddock dell’Autodromo del Santerno.

Non è noto se si tratterà di una hypercar totalmente nuova oppure, più probabilmente, di un aggiornamento sostanziale della 499P campione in carica piloti e costruttori, il cui effettivo utilizzo in gara, nel caso, potrebbe già ricadere, similmente a quanto già visto nel 2024, nella seconda parte della stagione.

Ricordiamo che sulle Ferrari 499P non è stato utilizzato alcun joker in vista dell’attuale campionato, ma solamente delle piccole modifiche aerodinamiche derivate dalla procedura di omologazione nella nuova galleria del vento di Windshear.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

_PL57974 (1)

WEC – Novità eclatante: il BoP non sarà più reso pubblico

Grossa novità, soprattutto per gli amanti delle statistiche ed i complottisti da tastiera: nel 2026 il WEC non rilascerà più le tabelle del Balance of Performance.

La scelta, di cui già si era sparsa notizia nel paddock, data l’assenza di comunicazioni al riguardo per il Prologo, è stato ufficializzato stamane ad una ristretta cerchia di media, tra cui Italian-Endurance.com, nel corso di una press conference tenuta nientemeno che da Bruno Famin, nuovo Direttore delle Competizioni dell’ACO, e Marek Nawarecki, Direttore del Dipartimento degli Sport in Circuito della FIA.

Famin nel presentarsi in questa veste, ha innanzi tutto puntualizzato di avere non solo ancora ben chiaro il punto di vista del costruttore, ma di essere stato a suo tempo partecipe della stesura del regolamento Hypercar.

L’ex responsabile di Alpine ha posto immediatamente l’accento sulla necessità da parte dei media di ricordare quali sono i principi del BoP e come funziona. “Abbiamo il BOP nel campionato perchè con il nuovo regolamento delle Hypercar, fin dall’inizio volevamo controllare i costi, cosí da evitare di ripetere il periodo 2014-2017 della LMP1 con auto incredibili, tecnologicamente molto avanzate, ma non duraturo a causa del notevole budget necessario, mediante un cost cap, come in Formula 1 e Formula E.”

“L’altro obiettivo era di dare a tutti lo stesso potenziale prestazionale da sfruttare, ovvero poter essere competitivi a un costo ragionevole e accessibile. Siccome occorrono molte risorse per gestire i regolamenti finanziari, abbiamo scelto di privilegiare la “finestra” delle prestazioni, per limitare le prestazioni della vettura invece di limitare le risorse finanziarie, per potere dare a tutti lo stesso potenziale di prestazione.

_PL57967

“Detto ciò, i costruttori devono saper usare quel potenziale di prestazione, poichè il potenziale di prestazione non è solo peso e potenza. Per vincere infatti è necessaria la migliore esecuzione possibile: nessun errore da parte dei piloti, nessun errore da parte dei meccanici, nessun errore nella strategia, nessun errore nell’assetto della vettura. Nel motorsport moderno, è fondamentale anche che le gomme, che sono il fattore chiave per le prestazioni finali, funzionino al meglio, soprattutto nelle gare di durata.”

“Ma l’influenza dell’effetto BOP sul risultato finale, sulle prestazioni finali in gara, è minima. Questo deve essere chiaro.” Ha rimarcato Famin “

“Quest’anno tutte le vetture hanno dovuto essere riomologate per garantire che tutte le auto fossero disponibili durante i test invernali e che tutti partecipassero alle prove di Windshear per ottenere i nuovi parametri di omologazione, e molti costruttori hanno sfruttato quest’opportunità per apportare ulteriori evoluzioni. Una volta omologata la vettura abbiamo avuto quelli che chiamiamo fattori di prestazione di primo livello: aerodinamica, resistenza aerodinamica, peso, potenza, altezza del baricentro. In base a questi parametri avremo la possibilità di aggiustare peso e potenza per poter dare lo stesso potenziale a tutte le vetture su una pista specifica.”

_PL54299

“Esiste poi un secondo livello di analisi, il BOP appunto, in cui analizziamo i dati delle gare precedenti, gare rappresentative, analizzando in dettaglio le pure prestazioni in pista, non considerando la gestione della gara, degli pneumatici e del carburante, per avere un’idea chiara delle prestazioni.”

“Infine, vanno tutelati anche i nuovi arrivati, e in questo caso, in assenza di dati specifici della pista, cerchiamo di tutelarci noi da qualsiasi tipo di sorpresa, ma tuteliamo anche il nuovo arrivato che sappiamo avere molto da imparare.”

_PL54366“Quello che posso dire – aggiunto poi Nawarecki  - è che nel corso delle stagioni, applicando gli stessi principi del processo, abbiamo imparato molto, siadagli effetti delle diverse piste, che su come migliorare il BOP già nella fase di assetto dei parametri di omologazione, oltre che su come leggere i dati provenienti da diverse vetture su diverse piste e, cosa altrettanto importante, su come filtrare questi dati da eventuali effetti collaterali, come ha accennato Bruno, ovvero che per diversi motivi la vettura potrebbe avere prestazioni inferiori alle aspettative o, al contrario, superiori. Inoltre, è fondamentale anche cercare di comprendere le differenze di prestazioni tra due vetture dello stesso costruttore, un esercizio piuttosto interessante.”

“In definitiva un processo piuttosto complesso, che richiede molti calcoli e analisi, e possiamo affermare che lavorare congiuntamente  tra FIA e ACO è fondamentale, in quanto vengono utilizzati molti strumenti per elaborare questi dati per raggiungere il livello attuale di questa applicazione e rendere il campionato accessibile non solo a qualsiasi costruttore ma, anche tenuto conto dell’attuale situazione geopolitica, proteggerlo, dando inoltre a tutti lo stesso potenziale di prestazioni, e lasciando a ogni costruttore la libertà di sfruttarlo al meglio, vedi ad esempio il salto di prestazioni di Porsche tra il 2024 ed il 2025, ma anche – ha orgogliosamente sottolineato Famin – il successo di Alpline al Fuji dello scorso anno, grazie ad un’ottima esecuzione ed un pizzico di fortuna.”

Questa la dovuta premessa dell’organizzatore, ma ad Italian-Endurance siamo attenti anche alle sfumature, ed abbiamo cercato di non farci scappare un’occasione tanto ghiotta…..

_PL57961

Mr.Famin, lei dice che i nuovi arrivati saranno protetti, ma quindi è possibile che durante questo fine settimana qualcosa cambi per loro? “Per quanto riguarda il nuovo arrivato, non ho dubbi che Genesis migliorerà abbastanza velocemente. La macchina è nuova, ma la struttura portante (ORECA-ndr) è abbastanza conosciuta. È la terza macchina con quella struttura e stanno ripartendo da zero con un team completamente nuovo, ma penso che abbiano persone molto valide e non ho alcun dubbio che impareranno molto velocemente, ma il BOP non cambierà durante il weekend di gara. Non cambierà mai per nessuno. Nemmeno a Le Mans.”

Una seconda domanda, che avrei voluto porre già tanto tempo fa, se esiste una piattaforma di equivalenza, funzionante, perchè doverla cambiare pista per pista? “È una buona domanda! E’ una scelta, dovuta principalmente dal fatto che al momento abbiamo solo otto gare. In un campionato con 20 gare, una macchina potrebbe andare meglio su alcuni circuiti rispetto ad altri e così via ed in media, andrà bene, ma con solo otto gare è un po’ più difficile.. Ma è possibile che qualcosa cambi in futuro, perché no?”

ad701526-aedc-4c52-a752-67a8fc816233

Peraltro il non comunicare le tabelle del BOP qui a Imola, comporta una scelta diametralmente opposta a quella dell’IMSA, che al contrario ha dichiarato di avere fatto centro con i nuovi parametri di omologhazione, e non solo lascia lo spettatore senza un dato di confronto, ma lo lascia col dubbio che si verifichi una sorta di controllo della narrazione da parte dell’organizzatore… La risposta è stata lapidaria “Preferiamo non dirlo perché vogliamo evitare che alcuni costruttori pensino che ci sarà una sorta di BOP mobile nel BOP di Le Mans, e vogliamo limitare i rischi di “sandbagging” a Imola e Spa, e preferiamo mantenere la cosa come una blackbox, almeno per ora. Inoltre, credo non pubblicheremo mai i parametri di omologazione: nessun costruttore lo accetterebbe.”

Due parole anche sul Success Handicap; alla fine non è stato ritenuto necessario (meno male-ndr) aggiungere un terzo livello di equivalenza, perchè con solo otto gare nel campionato, potrebbe banalmente diventare una fonte di “sandbagging”.

Famin infine ha ribadito ancora una volta che il BOP non è cosí decisivo come si potrebbe pensare (affermazione sulla quale noi siamo peraltro d’accordo-ndr), e che si aspetta anche che i media più autorevoli (grazie-ndr) possano fare, mediante la diffusione delle informazioni fornite mediante l’incontro odierno, proselitismo presso il rispettivo pubblico riguardo questo aspetto.

intervista raccolta da Piero Lonardo e Luca Pellegrini ed elaborata da Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

_PLB9115

WEC – Ferrari imprendibili: è doppio tris nel Prologo di Imola

Inizio col botto per le Ferrari nel Prologo WEC di Imola. Al termine delle due sessioni, effettuate come noto in sostituzione della trasferta in Qatar, per un totale di otto ore di azione sulla pista del Santerno, le tre 499P occupano la vetta della classifica.

Tra i due turni varia solamente l’ordine, con Antonio Giovinazzi e la #51 campione del mondo a primeggiare nel finale su Robert Kubica e la gialla #83 di AF Corse con 1.31.586, con Nicklas Nielsen buon terzo a poco meno di un secondo.

_PL56512 (2)

Nel pomeriggio invece è stata la volta di Antonio Fuoco di ritoccare il limite giornaliero con la #50 ed il tempo di 1.31.177 davanti a Kubica e ad Antonio Giovinazzi.

La giornata ha visto un cielo perennemente coperto con qualche goccia di pioggia, soprattutto nel pomeriggio, una condizione meteo peraltro che non dovrebbe verificarsi in gara, stanti le attuali previsioni.

_PLB0270

Alle spalle delle Ferrari solo tre, tutte nel secondo turno, le vetture capaci di scendere sotto l’1.32”: la BMW #20 con Renè Rast e le due Alpine. Per il resto distacchi che vanno dal 1”3 al 1”7. Fanno eccezione le due debuttanti Genesis, che chiudono la graduatoria delle Hypercar con 2”4 di gap dai battistrada.

_PL55962

Assente nel turno pomeridiano l’Aston Martin Valkyrie #009, protagonista di una delle diverse interruzioni, tra cui anche una Full Course Yellow per recuperare una lepre, fuori rovinosamente in entrata del Tamburello con Marco Sørensen al volante.

_PL57318 (2)

Mattia Drudi, fresco vincitore nel GTWC Europe a Le Castellet, ha invece segnato la migliore prestazione fra le LM GT3 con l’Aston Martin #27 ed il tempo di 1.42.698, a precedere di appena 51 millesimi Alessio Rovera, tenutario del best lap del primo turno con la Ferrari Vista AF Corse #21.

_PL54626 (1)

In evidenza anche il Garage 59, qui al debutto con le McLaren 720S GT3 Evo, con la #10 di Tom Fleming e le due Corvette di TF Sport, che completano la top five pomeridiana di categoria.

E’ tutto per questo Prologo; A seguire un paio di giorni di pausa per le attività multimediali, tra cui spicca sicuramente la ormai tradizionale presentazione in centro a Imola, in Piazza Matteotti, dalle 17.00 di giovedí 16 aprile.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati della Morning Session

I risultati della Afternoon Session

_PLB9216

IMSA – I team si dividono fra Imola e Long Beach. Heinrich approda al JDC-Miller

La concomitanza di due avvenimenti sportivi non è mai una cosa semplice da gestire per team e piloti; dopo la contestualità fra Barcelona ELMS e Le Castellet GTWC di questo weekend, al prossimo come noto si replica con altri due appuntamenti di rilievo quali il season opener WEC di Imola e la terza prova del WeatherTech SportsCar Championship di Long Beach.

Riguardo alle presenze delle GTD IMSA abbiamo già parlato QUI. Nell’entry list della categoria, rispetto a quanto già conosciuto, si deve aggiungere la ormai tradizionale seconda entry per Vasser Sullivan con la Lexus RC F GT3 #89 per Jack Hawksworth e Frankie Montecalvo oltre alla già prevista #12 dei full-season Aaron Telitz e Benjamin Pedersen.

Tra gli equipaggi a due delle GTP spicca invece la presenza di Laurin Heinrich al volante della Porsche del JDC-Miller al fianco di Tijmen Van der Helm. Il factory driver Porsche, reduce dal doppio successo in Florida insieme a Felipe Nasr e Julien Andlauer sulla 963 Penske #7, accompagnerà il giovane pilota olandese oper tutto il resto della stagione, escluse ovviamente la 6 Ore del Glen e la Petit Le Mans, dove tornerà a vestire i colori ufficiali. Nico Pino, che inizialmente doveva essere l’altro full-season driver dell’unica Porsche GTP privata attualmente schierata nelle competizioni, tornerà nelle gare lunghe della Michelin Endurance Cup.

Reso noto anche il BoP della showcase californiana, con le Porsche ufficiali (specifiche 2026) che prendono la bellezza di 45 kg rispetto a Sebring, nonchè una robusta riduzione di potenza alle velocità fino a 190 kmh, anche se viene loro concessa una maggiore potenza alle velocità maggiori e 11 MJ extra di energia massima per stint.

Appesantite anche le Cadillac (+15 kg), le BMW (+11 kg) e le Acura (+8 kg), cui, al contrario delle altre LMDh, è stata ridotta la potenza alle velocità medio-basse. Concessi alle ARX-06 anche 11 MJ in più per stint, che si riducono a 8 per le GTP di Monaco.

La Porsche spec.2025 infine, per la prima volta viene valutata separatamente dalla nuova versione, e sosterrà un aumento di peso di soli 5 kg ed un minore depotenziamento, oltre a 3 MJ in più rispetto a Sebring.

Sostanziali riduzioni di peso fra le GTD per Ford Mustang (-32 kg), Lamborghini Huracàn (-28 kg) e Temerario (-14 kg); al contrario le rinnovate Porsche guadagnano 22 kg. In termini di energia massima per stint, penalizzate soprattutto le Mercedes con 13 MJ in meno, Porsche e Huracàn (-8 MJ). Le 911 inoltre vengono penalizzate in termini di potenza alle velocità sino ai 190 kmh.

L’appuntamento con la showcase californiana è per venerdí 17 aprile alle 4.05 PM ET con le prime libere. Ricordiamo che lo scorso anno fu doppietta Porsche in GTP, mentre fra le GTD, “Rexy” trionfò sulle due Lexus.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

L’entry list di Long Beach

DXDT

IMSA/WEC – Tante novità in GTD per Long Beach. Keating salta Imola e Spa

Il WeatherTech SportsCar Championship tornerà fra meno di due settimane con la tradizionale showcase di Long Beach insieme all’IndyCar Series, riservato alle sole GTP e GTD.

In assenza ancora dell’entry list ufficiale, tante le novità per il terzo appuntamento stagionale della massima serie endurance americana.

Partiamo con Robert Wickens, che anche quest’anno sarà della partita con la Corvette del DXDT Racing. Il pilota canadese sarà presente in tutti i round della Sprint Cup e sarà affiancato da Mason Filippi, già in azione nelle prime due gare.

2026_03_21_68043

Proseguiamo con AO Racing, che come lo scorso anno farà presenza una-tantum nella categoria sul cittadino californiano con Roxy, in attesa di rivedere la gemella Rexy, ancora in bacino di carenaggio dopo l’incidente di Daytona. Ad alternarsi questa volta Harry King e Mikkel Pedersen, quest’ultimo al debutto nella serie americana.

Temerario

Anche Pfaff Motorsports scenderà per una volta di categoria per percorrere km preziosi con la Lamborghini Temerario GT3. Al volante della GT di Sant’Agata, oltre al factory driver Andrea Caldarelli ci sarà un altro debuttante, Zachary Vanier, 23enne canadese con esperienze nella Porsche Carrera Cup North America e nel GT World Challenge America.

_PLB6730

Chiudiamo con The Heart of Racing, che per l’occasione sfoggerà un’accoppiata inedita dettata dalla concomitanza con la 6 Ore di Imola WEC, formata da Spencer Pumpelly, a sostituire Tom Gamble, impegnato sul Santerno con l’Aston Martin Valkyrie, ed Eduardo “Dudu” Barrichello, che al contrario ha optato per l’appuntamento californiano invece del season opener WEC.

Pauwels (1)

A Imola, a partire dal Prologo del prossimo 14 aprile, sulla Vantage GT3 si accomoderà Kobe Pauwels. Il 21enne campione in carica della classe Silver del GTWC Europe si alternerà sulla Vantage GT3 #23 insieme a Jonny Adam e all’altro deb Gray Newell.

Keating

Barrichello jr. peraltro non sarà l’unico a saltare Imola. Ben Keating ha annunciato infatti di dover dare forfait sia al season opener che alla 6 Ore di Spa per riprendersi da una frattura al gomito intervenuta in una sessione di allenamento. Al posto del gentleman texano, sulla Corvette #33 di TF Sport si accomoderà Blake McDonald, già nei ranghi del team britannico sia nell’ultima Asian Le Mans Series che nell’apertura ELMS di Barcelona, ad affiancare Jonny Edgar e Nicky Catsburg.

Tornando a Long Beach, l’azione in pista per l’IMSA a Long Beach sarà ridotta a due sole giornate, con due turni di libere e le qualifiche nella giornata di venerdí 17 aprile mentre la gara, della durata di soli 100’, partirà alle 4.05 PM, le 22.05 nostrane, di sabato 18 aprile.

Piero Lonardo

Foto: DXDT Racing, Dave Green – FlagToFlagPhotography, Lamborghini Squarda Corse, Piero Lonardo, The Heart of Racing, TF Sport

2026_03_21_73037

IMSA – Finale tra i veleni a Sebring: Estre non ci sta. Squalificata la Cadillac #10

La battaglia finale tra le due Porsche Penske a Sebring ha generato degli strascichi impensabili alla vigilia. Kevin Estre infatti, pilota della 963 #6, si è lamentato senza mezzi termini del comportamento di Felipe Nasr, che a dire del francese non avrebbe rispettato gli ordini di squadra.

2026_03_21_73052

Estre, nella conferenza post-gara, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Avevamo strategie simili, ci siamo fermati praticamente sempre assieme, a volte con pneumatici diversi, e ci siamo dati battaglia. Ad un certo punto però, c’è stata una chiamata dal box che non è stata rispettata. Stavo guidando la macchina (ed ero in testa), rispettando quanto deciso, anche perchè serviva per ottimizzare la strategia ed arrivare alla fine, perché avevamo bisogno di risparmiare carburante.

Poi Felipe (Nasr) ha fatto qualcosa di diverso. È stato allora che è avvenuto il sorpasso, e verso la fine, aveva il passo e pista libera ed era veloce abbastanza da non permettermi di attaccare. L’avrei fatto, ma non ci sono state altre opportunità. E’ successo quindi qualcosa che non è stato molto corretto dal mio punto di vista. Ecco perché siamo tutti molto frustrati, e non è piacevole. Ma le cose stanno così.” Ha concluso il campione WEC 2024.

2026_03_21_72958

Siamo sicuri che le lamentele di Estre non passeranno inosservate, aldilà del responso della pista, che ha visto ancora una volta le Porsche ufficiali dominare la concorrenza in Florida, come lo scorso anno e come un paio di mesi fa a Daytona.

2026_03_21_69481

Nel post-gara anche una squalifica di peso per la Cadillac #10 del WTR, giunta a podio alle spalle delle inarrivabili Porsche. Sulla V-Series.R di Ricky Taylor, Filipe Albuquerque e Will Stevens è stato trovato un angolo di camber maggiore di quanto permesso dalla pressione delle gomme modificata per questo evento e pertanto è stata classificata quale ultima delle GTP, 21ma assoluta.

Al suo posto viene promossa a podio l’altra Cadillac di Action Express/Whelen Racing di Jack Aitken, Earl Bamber e Fred Vesti.

Una ulteriore squalifica ha visto coinvolta la Porsche Manthey 1st Phorm di Riccardo Pera, Ryan Hardwick e Morris Schuring. Il pilota di Lucca, ritiratosi nelle fasi finali di gara, non avrebbe compiuto il tempo di guida minimo di tre ore e pertanto la vettura #912 è stata classificata 19ma di classe e 54ma assoluta.

2026_03_21_73141

Da segnalare infine che il successo di Antonio Fuoco, Lilou Wadoux e Simon Mann in GTD è stato il primo della versione Evo della Ferrari 296 GT3, qui appena alla seconda uscita in gara dopo il debutto a Daytona. Si tratta della 38ma vittoria di classe delle vetture del Cavallino a Sebring, la terza in questa classe, dopo quelli del 2016 e del 2022, in quest’ultima protagonista lo stesso Fuoco insieme a Roberto Lacorte e a Giorgio Sernagiotto.

Piero Lonardo

Foto: Dave Green – FlagToFlagPhotography

L’ordine di arrivo definitivo della 12 Ore di Sebring

2026_03_19_64687

IMSA – E’ doppietta Porsche a Sebring. Fuoco, rimonta e successo in GTD

Finale come sempre decisivo alla 12 ore di Sebring. Porsche riporta una doppietta con Felipe Nasr, Laurin Heinrich e Julien Andlauer che bissano il successo di Daytona davanti ai compagni di squadra Kevin Estre, Matt Campbell e Laurens Vanthoor.

Le due 963 Penske si sono date battaglia nelle fasi finali, ripassandosi un paio di volte fino alla decisione di congelare le posizioni. Jack Aitken ha provato di fare l’impossibile, similmente alla Rolex 24, e alla fine ha ceduto il gradino basso del podio all’altra Cadillac del WTR di Ricky Taylor, Will Stevens e Filipe Albuquerque.

Start

Una vittoria ancora una volta dominante da parte delle LMDh di Stoccarda, che lascia poco spazio all’immaginazione, avendo condotto per tutta la gara a parte le primissime fasi di gara. Inconsistenti le Acura, a parte gli exploit iniziali; BMW limitate sul doppio stint ed Aston Martin a fare da comparsa. Adesso bisognerà capire come evolverà il campionato, dopo il bis del 2025 nella cosiddetta 36 Ore della Florida.

2026_03_19_63877

Doppietta anche per United Autosports in LM P2. Phil Fayer, Hunter McElrea e Mikkel Jensen hanno approfittato al meglio della Full Course Yellow causata proprio dalla perdita di una ruota della entry del BHA w/PR1 Mathiasen, che ha costretto “Spike the Dragon” ad un emergency pit da cui sostanzialmente non si è più ripresa.

Paul di Resta, Rasmus Lindh e Dan Goldburg completano la giornata positiva del team angloamericano, con Tristan Vautier ed il Tower Motorsport a chiudere il podio, dopo la penalità assegnata al TDS per una mancanza al pit.

2026_03_19_63051

In GTD Pro, dopo le schermaglie avvenute al tramonto, sono state le due Porsche di AO Racing e Manthey a giocarsi la vittoria, che è andata alla “Grello” di Ricardo Feller, Klaus Bachler e Thomas Preining.

Le due Corvette, impalpabili praticamente per tutta la gara, sono rinvenute nel finale, terminando alle spalle delle due 911, con la #4 di Nico Varrone, Nicky Catsburg e Tommy Milner davanti alla gemella. Si chiude a traguardo, con la P9 a due giri dal leader, la prima uscita della Lambirghini Temerario, mentre Miguel Molina, la cui Ferrari è stata trattata come un punching ball nell’ultima mezz’ora, si classifica sesto con la 296 GT3 Evo di Triarsi Competizione.

2026_03_19_63012

I colori italiani sono però stati salvati da Antonio Fuoco il quale, dopo una incomprensione proprio con il compagno di squadra della 499P nel WEC, immediatamente sanzionato dalla direzione gara, si è lanciato all’inseguimento dei battistrada, sorpassando l’Aston Martin di Tom Gamble a poche curve dal traguardo per il successo di AF Corse in GTD insieme a Lilou Wadoux e Simon Mann.

Problemi nel finale per l’altra Ferrari del Conquest Racing, cosí come per la Porsche Manthey 1st Phorm, costretta addirittura all’abbandono per problemi di raffreddamento. Alla fine il podio su completa con l’altra 911 del Wright Motorsport, in rimonta anch’egli nel finale sulla Mecedes del Lone Star Racing e sulla BMW del Turner Motorsport.

Podium

E’ tutto per questa 74ma edizione della 12 Ore di Sebring. Il WeatherTech SportsCar Championship tornerà il 18 aprile a Long Beach per la tradizionale showcase di 100’ di supporto all’IndyCar Series, protagoniste le sole GTP e GTD.

Piero Lonardo

Foto: Dave Green – FlagToFlagPhotography, IMSA, Michelin Racing USA

L’ordine di arrivo della 12 Ore di Sebring

2026_03_19_61866

IMSA – Cala la sera ed è lotta interna in casa Penske. Patrese ed il Conquest al comando in GTD

Il giorno ha lasciato il campo al tramonto ed alle luci artificiali a Sebring ed allo scadere della decima ora di gara finalmente è lotta fra le due Porsche di testa, con Kevin Estre ad uscire dalla pitlane davanti a Felipe Nasr.

Dietro alle due 963 ufficiali, grazie alle diverse strategie, c’è ora nuovamente la BMW #24, ben distanziata, a 15” dai battistrada, al posto dell’Acura #93 sospinta in questa fase da Alex Palou. Non meglio specificati problemi tecnici hanno invece rallentato l’Aston Martin Valkyrie, che ora battaglia con l’altra grande delusa delle GTP, la BMW #25.

Jonny Edgar, dopo che il gruppo è stato ricompattato dalla sesta Full Course Yellow della giornata, propiziata dalla ruota anteriore sinistra della Lexus di Kyle Kirkwood, che vola nella pista subito dopo il pistop, è riuscito a riprendere il comando delle LM P2, brevemente passato a favore di United Autosports.

In GTD Pro invece, James Calado e la Ferrari #033 di Triarsi Competizione ha giocato ancora una volta in funzione dei punteggi parziali della Michelin Endurance Cup per transitare al comando allo scadere dell’ottava ora, ma a menare le danze sono sempre le due Porsche di AO Racing e Manthey e la BMW del Paul Miller Racing.

Proprio queste ultime due hanno ingaggiato uno spettacolare duello per la seconda piazza ripassandosi a vicenda; alle loro spalle Nico Varrone con la Corvette #4. Purtroppo nella lotta il pilota argentino andava a colpire la M4 GT3, che si girava in curva 16. Inevitabile la penalità ai danni della Corvette, qui ricordiamo in livrea patriottica.

Penalità assassine anche contro la Ferrari AF Corse #21, a lungo al comando delle GTD, ritenuta prima colpevole di un contatto contro la Ford #64 e poi vittima di una leggerezza al box. Il posto di Antonio Fuoco e c. è stato però preso dall’altra 296 GT3 Evo del Conquest Racing, sospinta da Albert Costa e Lorenzo Patrese.

Fuori dai giochi per ora anche la Corvette del DXDT, ad un giro per per essere uscita con la luce rossa dalla pitlane nel corso dell’ottava ora, il giro dei pitstop alla decima ora premia momentanemente l’Aston Martin di Dudu Barrichello, rientrato nel giro dei primi grazie alle neutralizazzioni, e che rientra quindi in contention insieme anche alla Porsche del Manthey 1st Phorm.

Piero Lonardo

Foto: Dave Green – FlagToFlagPhotography

La classifica dopo dieci ore di gara

2026_03_19_62141 (1)

IMSA – Sebring: Porsche in controllo con le 963 e Roxy in GTD Pro

Le due Porsche Penske continuano la loro marcia trionfale al comando della 12 Ore di Sebring. Le temperature leggermente diminuite, in attesa dell’oscurità, non paiono intaccare per ora il passo delle 963 ufficiali. Alle loro spalle si sono alternate Cadillac ed Acura, ma dopo sette ore di gara è la BMW #24 di Sheldon van der Linde ad aver ereditato il testimone del major contender.

Le M Hybrid V8, che sembravano soffire più degli altri il doppio stint, hanno comunque perso un pezzo a causa del contatto che durante la quarta ora ha tolto dalla lotta per la vittoria la #25, colpita nel posteriore dalla Ferrari di Inception Racing, al rientro dopo un testacoda all’ultima curva. La 296 GT3 Evo #70, che aveva ricevuto anche un duro colpo dall’Aston Martin del Van der Steur racing, sarà costretta poi al ritiro.

Tra le LM P2, “Spike the Dragon” è tornata in controllo della categoria con quasi 1’ di vantaggio, anche grazie ad un robusto periodo senza neutralizazzioni, sull’esemplare del Crowdstrike by APR. Toby Sowery è stato protagonista di uno spettacolare 360°  in uscita da curva 1 senza toccare le barriere. Vanificata invece la bella rimonta di Tom Dillmann da parte di Inter-Europol. L’Oreca #43, che aveva perso un giro nelle prime fasi di gara, si è fermata nel corso della quinta ora all’uscita della pitlane, ed in seguito ha rimediato un’altra penalità al box.

AO Racing in spolvero anche in GTD Pro, con “Roxy” ora saldamente in testa alla categoria con Nick Tandy, motivato verso l’ennesimo successo, a precedere l’altra Porsche iscritta da Manthey con Ricardo Feller. In terza piazza resiste ancora la Lexus in pole con il vincitore di Arlington IndyCar, Kyle Kirkwood, mentre le due GT italiane di Pfaff Motorsports e Trairsi Competizione chiudono la categoria.

In GTD infine, è stata la Corvette del DXDT Racing, grazie soprattutto a Charlie Eatwood, ad aver preso le redini della gara. Il momentaneo podio virtuale si completa con la Porsche Manthex del nostro Riccardo Pera e la Mercedes del Lone Star Racing. A seguire le due Ferrari di Conquest Racing, risalita dopo una penalità per il contatto con la Corvette del 13 Autosport, ed AF Corse.

L’altra 296 di Triarsi Competizione, in evidenza nella prima ora, è stata costretta ad una lunga sosta ai box e sconta ora 4 giri dal leader. Una penalità per un’irregolarità ai box ha infine rallentato un’altra delle protagoniste della categoria, l’Aston Martin dello Heart of Racing, che ha perso il giro dei primi.

Piero Lonardo

Foto: Dave Green – FlagToFlagPhotography

La classifica dopo sette ore di gara

I6S_6793 7

IMSA – Porsche in controllo a Sebring. Out la Ferrari Risi

Le due Porsche Penske hanno preso definitivamente il comando delle operazioni a Sebring. Le prestazioni delle 963, fin qui sempre sul doppio stint, hanno permesso a Laurin Heinrich e Laurens Vanthoor di innalzarsi al comando durante la terza ora di gara.

A favorire l’avvicendamento al vertice, ai danni della Cadillac #40 di Jordan Taylor, la prima delle due Full Course Yellow intercorse nel periodo, invocata dalla direzione gara per rimuovere in sicurezza la Ferrari di Risi Competizione e la Mercedes del Winward Racing dal tratto iniziale del rettilineo principale.

A causare la neutralizzazione, una probabile toccata fra la 296 GT3 Evo e la Ford Mustang di Seb Priaulx; entrambe le GT finivano in testacoda e Russel Ward non riusciva ed evitare il posteriore della Ferrari. Ancora una gara sfortunata dopo Daytona per il team di Houston, che, insieme alla Mercedes campione in carica delle GTD, è costretta al ritiro.

A seguire, una quarta caution, a ridosso della quarta ora, è stata chiamata per recuperare un particolare aerodinamico dalla curva Kristensen.

Con in palio i punti della Michelin Endurance Cup, alcune vetture hanno deciso di non approfittare della sosta; fra queste la BMW dei Max Hesse, ritrovatasi al comando delle GTD Pro, la Corvette di Nico Varrone, e le Ferrari di Riccardo Agostini ed Antonio Fuoco, quest’ultima tornata al comando delle GTD dopo che ad un certo punto in questa classe si è assistito ad un uno-due-tre delle GT del Cavallino.

Ad un terzo di gara, sono ora Julien Andlauer e Matt Campbell, subentrati sulle due Porsche Penske, a menare le danze, con Cadillac ed Acura ad inseguire nelle mani di Will Stevens e Scott Dixon.

Tra le LM P2, Tristan Vautier, grazie alle strategie, è riuscito a cogliere gli onori della categoria per Tower Motorsport sull’Oreca di AO Racing, ora con Jonny Edgar al volante.

In evidenza tra le GTD la Porsche del Wright Motorsport e Callum Ilott, autore di una notevole rimonta, ora in P2 dietro la Ferrari AF Corse #21.

Piero Lonardo

Foto: Luc Warnotte – Car Racing Reporter

La classifica dopo quattro ore di gara