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IMSA – A Daytona, non sfugge il tris a Porsche e Nasr. Successi di classe a Crowdstrike by APR, Paul Miller Racing e Winward.

Porsche festeggia al meglio il programma 2026 della sua LMDh aggiudicandosi la Rolex24 at Daytona. Si tratta del terzo successo di fila per il costruttore tedesco e per Felipe Nasr, questa volta coadiuvato da Julien Andlauer e Laurin Heinrich.

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Nel finale, Jack Aitken ha tentato il tutto per tutto con la Cadillac Whelen, riuscendo anche ad affiancarsi a 15’ circa dalla bandiera a scacchi, ma Nasr ha rintuzzato l’attacco, allungando quanto basta.

_PLB9417 (1) Completa il podio la BMW #24, cominciando cosí in bellezza il nuovo corso di WRT nella classe regina IMSA, mentre la seconda 963 Penske riesce a mantenere la quarta piazza nonostante i problemi tecnici che ne hanno inficiato il passo.

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Tra le LM P2, Alex Quinn ha saputo tenere a distanza la concorrenza in due ore tirate, senza Full Course Yellow, lasciandosi alle spalle le due entry di Inter-Europol. Appena P5 per “Spike the dragon”, crollati nella fase finale dopo aver dominato incontrastati fino alla lunga neutralizzazione notturna per nebbia.

Avevamo detto che in GT vedevamo bene le BMW e le Mercedes, ed infatti non sono sfuggiti i successi di classe alla M4 GT3 Evo del Paul Miller Racing in GTD Pro e alla AMG GT3 Evo di Winward Racing in GTD.

Dan Harper ha ingaggiato con la Corvette residua di Nicky Catsburg e con la Porsche Grello di Thomas Preining un duello ravvicinato in cui si è inserita l’AMG di 75 Express di Maro Engel, balzato addirittura al comando nonostante una serie di penalità sostenute nelle prime fasi di gara.

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La velocità di punta della GT di Monaco era però tale da permettere alla BMW #1 di raggiungere e superare la vettura battente i colori australiani, che si accomoda in seconda posizione, a precedere l’altra Mercedes di Winward Racing, squadra che può festeggiare anche il successo in GTD con l’equipaggio campione in carica della cateforia, impreziosito per l’occasione da Lucas Auer.

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L’AMG GT3 #57 si è inserita con successo nella lotta fra le due Aston Martin del Magnus Racing e dello Heart of Racing, che vanno a completare il podio, con Mattia Drudi unico italiano premiato quest’oggi. Dalla lotta per il successo è mancata nel finale la BMW del Turner Motorsport, dopo essere stata sanzionata dalla direzione gara per aver mandato in testacoda la Corvette del 13 Autosport ad un’ora dalla fine.

La Corvette #13, vincitrice lo scorso anno con la denominazione AWA Racing, chiude al quarto posto precedendo la migliore delle Ferrari, la #21 AF Corse di Antonio Fuoco, Simon Mann, Lilou Wadoux e Tommaso Mosca, a lungo in contention per la vittoria.

E’ tutto per questa 64ma Rolex 24; il prossimo appuntamento col WeatherTech SportsCar Championship è per la 12 Ore di Sebring, in programma il 21 marzo.

Piero Lonardo – Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 64ma Rolex24 at Daytona

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IMSA – Sarà arrivo in volata a Daytona?

A due ore dalla bandiera a scacchi di Daytona la situazione nella classe regina è ancora fluida. Ben nove sono infatti le GTP nel giro di testa, frutto anche di un altro paio di Full Course Yellow che hanno movimentato la mattinata.

Prima Logan Sargeant, toccato dall’Oreca del Tower Motorsport di Sebastien Bourdais, ha dovuto portare ai box la vettura di ERA Motorsport, come peraltro è toccato anche alla #4, per la quale la direzione gara ha deciso di non procedere; poi la Ford Mustang #64 si è arrestata dopo la bus-stop, generando la nona neutralizzazione della giornata.

Davanti, le due Porsche, dalla strategia leggermente sfasata, continuano a dettare il passo, ma gli altri contender, capeggiati di fatto dalla Cadillac del Whelen Racing di Jack Aitken e dall’Acura #60 di Tom Blomqvist, sono ancora a contatto. Unica defezione della categoria, senza contare ovviamente l’Aston Martin Valkyrie staccatissima, per la Cadillac #10 del WTR, vittima di un problema tecnico non ancora identificato a box.

Tra le LM P2 è invece il momento degli specialisti, in particolare Alex Quinn del Crowdstrike by APR e Tom Dillmann di Inter-Europol. Dane Cameron e “Spike the Dragon”, dominatori fin qui della gara, sono invece scivolati in P5.

Strategie determinanti invece tra le GT. Rientrata in contention anche la Lamborghini Pfaff, mentre Corvette ha perso una delle sue punte, a causa della rottura della sospensione posteriore destra della Z06 GT3.R #3.

Sarà appassionante la lotta che si prospetta fra la Chevy #4, la Mercedes AMG GT3 EVO #69 GetSpeed, la Porsche “Grello” Manthey, e la BMW #1 Paul Miller Racing, tutte con possibilità di successo finale. Fuori dai giochi invece “Rexy”, la Porsche di AO Racing, anche a causa di una clamorosa “falsa partenza” al restart causata dal nuovo acquisto Harry King, e della relativa penalità.

In GTD infine la Ferrari AF Corse #21 ha subito più del dovuto lo stint di Lilou Wadoux e ora ha affidato la rimonta ad Antonio Fuoco. Davanti, al momento sono le due Aston Martin di Magnus Racing e Heart of Racing a sembrare le più in forma insieme alla BMW del Turner Motorsport, ma la Mercedes del Winward attende sorniona per piazzare la zampata decisiva, con una strategia anticipata rispetto alle tre vetture di testa.

Piero Lonardo – Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

La classifica dopo la 22ma ora

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IMSA – Finalmente si riparte a Daytona, ma è pioggia di penalità

Una Full Course Yellow che è sembrata eterna, 6 ore e 33 minuti, la più lunga nella storia della Rolex24, per evitare problemi maggiori della fitta foschia che ha avvolto il Daytona International Speedway.

La ripartenza a regime della gara è stata data alle 7.18 locali, fortunatamente ben prima di quanto inizialmente ipotizzato, con la luce del mattino a spazzare via ogni dubbio.

Durante la lunga neutralizzazione abbiamo assistito a svariate fermate della Porsche #6, nel tentativo di riparare il fondo danneggiato senza perdere il giro di testa; lavori nella parte anteriore anche per la gemella #7, dominatrice della prima metà della corsa.

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Il risveglio peró è stato amaro per diversi equipaggi con altrettante penalità: drive through per la Porsche del JDC-Miller, che si era innalzata virtualmente alla testa della gara, per la BMW WRT #24 e per la Mercedes #48 di Winward Racing (GTD Pro). Stop+10” per l’Oreca LM P2 di Intersport Racing, ma un sanguinoso Stop+60” per la Cadillac Whelen e per la Ferrari Triarsi #033, rei di essere usciti dalla pitlane col semaforo rosso.

A sei ore dalla bandiera a scacchi Le due Porsche Penske si ritrovano nuovamente al comando con Felipe Nasr e Matt Campbell. Ad inseguire Kevin Magnussen con la BMW #25 e la Cadillac #40 del WTR di Louis Deletraz.

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Spike the Dragon ha mollato frattanto la testa delle LM P2, lasciando il passo a Sebastien Bourdais con l’entry del Tower Motorsport e alla #343 di Inter-Europol con Nick Cassidy a pressare da vicino. Christian Rasmussen, ora al volante della dorata #99, insegue in P6.

Ancora una Corvette in testa alle GTD Pro, quella di Tmmy Milner, che al restart ha subito avuto la meglio di Ben Barker e della Ford Mustang #64, capace non solo di rimontare il giro perso in precedenza ma anche di trovarsi provvisoriamente in testa alla categoria.

Medesimo destino in GTD anche per Lilou Wadoux e la Ferrari AF Corse #21, immediatamente sverniciata da Robby Foley con la BMW del Turner Motorsport. P3 per l’altrettanto temibile Mercedes #57 del Winward Racing, campione in carica della categoria, con Russel Ward.

Piero Lonardo – Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

La classifica dopo la 18ma ora

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IMSA – Daytona, alla metà gara, neutralizzazione per nebbia

La foschia che da qualche ora stava avvolgendo Daytona si è fatta ancora più fitta, e la direzione gara dopo 11h05 ha deciso di neutralizzare la gara con Full Course Yellow.

Nell’ultimo ottavo di gara abbiamo assistito ad un nuovo ribaltamento delle posizioni tra le due Porsche, e l’ultima sosta ha permesso ad Earl Bamber e la Cadillac Whelen di installarsi fra le due 963 Penske. A seguire le due Cadillac del WTR con Will Stevens e Jordan Taylor.

Problemi per le due Acura, con la #60 a scontare un drive through per avere eseguito lavori sulla vettura fuori dal box e la #93 protagonista di una breve caution per avere perso la ruota anteriore sinistra.

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Prosegue frattanto la marcia trionfale di AO Racing, ora con Dane Cameron al volante, in LM P2, sull’Oreca #2 di United Autosports. Ancora sette comunque le vetture a pieni giri nella categoria.

Le Corvette dal canto loro hanno ceduto momentaneamente la leadership delle GTD Pro alla BMW del Paul Miller Racing, cui si è accodata la Porsche Manthey “Grello”.

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Il marchio statunitense è invece passato al comando delle GTD con l’esemplare di DXDT Racing, trascinata dalla stella dell’IndyCar, Scott McLaughlin, grazie ad una penalità per un’infrazione ai box che ha momentaneamente rallentato la marcia della Ferrari AF Corse #21. La Z06 GT3.R #36 è seguita dall’altro esemplare di 13 Autosport, ricordiamo vincitrice lo scorso anno sotto la denominazione di AWA Racing.

N.B.: La direzione gara al momento starebbe evitando la sospensione mediante red flag per non complicare i calcoli sulla durata di guida, ma se la situazione proseguirà, come crediamo, nel corso della nottata, l’interruzione sarà inevitabile.

Piero Lonardo – Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

La classifica dopo la dodicesima ora

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IMSA – Le Porsche a Daytona non temono nemmeno la nebbia

E’ calata la notte su Daytona, accompagnata anche da una foschia che complica il lavoro dei piloti. La Porsche #6, nonostante il problema al fondo della sia stato dichiarato quale molto compromettente da parte Laurens Vanthoor, è stata fatta passare al comando dalla gemella nel corso dell’ottava ora.

Penalità nel periodo per un paio di GTP, che, Aston Martin Valkyrie a parte, viaggiano tutte nel giro dei primi, inficiano la gara della BMW #25 (Personale non vestito correttamente oltre il muretto), ma soprattutto della Cadillac #10 del WTR (Pitlane Speed Violation per ben 2 miglia orarie in più). Per entrambe un drive-through che non compromette, dopo solo un terzo di gara, il percorso di queste due vetture.

Chi non vede assolutamente problemi finora è sicuramente Spike the Dragon, l’Oreca LM P2 di AO Racing; al comando praticamente da inizio gara; ad inseguire la vettura del Crowdstrike by APR, anche al comando per qualche tornata, mentre quale terza forza si propone il BHA with PR1/Mathiasen.

Sanzione invece per l’entry del Pratt Miller Motorsports, responsabile del contatto in curva 3 con la Corvette DragonSpeed di Matteo Cairoli. La Z06 GT3.R #81 è stata costretta ad una lunga sosta ai box per le riparazioni.

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In GTD Pro sono ancora le due Corvette a menare le danze; sia la Lambo Pfaff che la Ford Mustang #64 hanno perso terreno, ed ora ad inseguire le due GT del Kentucky sono la Porsche Grello e soprattutto la BMW del Paul Miller Racing, capace anche di issarsi al comando della categoria.

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Nonostante il pessimismo della vigilia, ci sono Antonio Fuoco e la Ferrari AF Corse #21 al comando delle GTD. Il pilota calabrese ha scalato la graduatoria fino a portarsi in testa, anche se è lotta ravvicinata con l’Aston Martin Vantage dello Heart of Racing, trascinata da Mattia Drudi, e l’inesorabile Mercedes del Winward: la 296 GT3 del Conquest, nelle mani di Manny Franco, è invece rientrata nei ranghi.

Da segnalare un penalità veniale per la Porsche Manthey 1st Phorm (errore nel wave-by). Si aggiunge infine ai ritiri la Ford Mustang del Myers Riley di Romain Grosjan dopo un contatto con la Porsche di Muehlner Motorsports.

Piero Lonardo – Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

La classifica dopo l’ottava ora

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IMSA – Silenzio, parla John Doonan

Il Presidente dell’IMSA John Doonan ha tenuto una conferenza stampa a poche ore dalla green flag della 64ma edizione della Rolex 24 at Daytona. Tante le informazioni interessanti durante l’incontro con i media a cui ha presenziato anche Italian-Endurance.com.

Innanzitutto è arrivata la conferma in merito alle richieste avute da IMSA per l’opening round di questo weekend. Gli organizzatori hanno dovuto rinunciare ad alcune squadre portando gli i partecipanti da 88 a 61. L’entry list definitiva del 2026 comprende un totale di 60 auto tra GTP, LMP2, GTD PRO e GTD dopo l’uscita di scena del Team Tonis (LMP2).

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“88 squadre si sono interessate alla Rolex 24, sfortunatamente abbiamo dovuto escludere qualcuno. Avevamo una lista di riserva anche se rispetto al numero originale alcune squadre hanno deciso progressivamente di rinunciare.  Avere 60 auto è comunque molto significativo”.

IMSA ed ACO continuano a collaborare, ma non ci sono informazioni sul futuro dei regolamenti tecnici. Quando verrà trovato un punto comune, tutto verrà comunicato contemporaneamente tra le due parti:  “Abbiamo avuto un meeting lo scorso settembre insieme tra i costruttori, ACO e IMSA. Ora il nostro target è stabilire un programma certo per il 2030, magari unendo i due diversi regolamenti tecnici e cercando di averne solo uno comune. Abbiamo discusso molto di questo, di come raggiungere questo obiettivo, il diavolo è nei dettagli. L’atmosfera che si è creata in Francia era qualcosa positivo, lavoriamo per annunciare il tutto il prima possibile al fine di permettere ai costruttori di organizzarsi”.

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Nel tema regolamentare rientra anche il Balance of Performance (BOP). Anche in IMSA, dal 2026, non è più possibile parlare liberamente del tema come di fatto accade nel FIA WEC.

“Il BOP è necessario per il nostro sport con la differenze tra le varie auto. Abbiamo 18 case automobilistiche che corrono in questo sport con tutte le diverse piattaforme.  Il prodotto che abbiamo creato è anche grazie a questo. Il diavolo è nei dettagli, ma vogliamo garantire a tutti la chance di imporsi sugli altri, collaboriamo con le varie squadre al fine di raggiungere questo obiettivo. Desideriamo far crescere questo sport, non distruggerlo. Le corse di durata sono difficili da capire. Abbiamo l’intenzione spiegare ai tifosi cos’è il BOP e come funziona”.

Doonan ha confermato negli scorsi giorni insieme al Presidente del tracciato di Daytona Frank Kelleher il superamento del precedente record di spettatori. Il numero uno dell’IMSA ha concluso dicendo: “Stamattina, mentre entravo in pista, ero con un paio di piloti, erano davvero colpiti dalle tante persone in arrivo.  Abbiamo lavorato molto per realizzare un prodotto di qualità che la gente desidera vedere. Le corse di durata stanno  vivendo un periodo bellissimo che vogliamo continui a lungo”.

Intervista raccolta da Piero Lonardo ed elaborata da Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

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IMSA – A Daytona, è lotta ravvicinata dopo 4 Ore. Out la Ferrari Risi

Prime fasi di gara assai movimentate nella 64ma Rolex 24 at Daytona. Dopo una partenza complicata dal contatto multiplo che ha visto coinvolte gran parte del parco delle LM P2, le due Porsche Penske hanno presto preso il comando delle operazioni, come le Corvette in GTD Pro.

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Problemi anche per Dries Vanthoor, subito in testacoda con la BMW #24, e per la Cadillac del Whelen Racing, ritenuta colpevole di jump start e costretta ad un passaggio extra ai box.

Safety car assai impegnata quindi, ed il primo ritiro della giornata arriva al quinto giro e vede la Porsche di RS1 schiantarsi contro il muretto della pitroad con Eric Zitza al volante.

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Tra le LM P2 PJ Hyett e “Spike the golden Dragon” hanno approfittato della carambola iniziale per passare a condurre agevolmente la categoria, mentre in GTD le Ferrari di AF Corse #21 e #70 di Inception Racing hanno scavalcato inizialmente la Mercedes di Winward Racing grazie agli effort di Antonio Fuoco e Frederik Schandorff, i quali hanno poi dovuto ricedere il passo alla AMG campione in carica della categoria.

Il secondo ritiro della competizione riguarda purtroppo uno degli equipaggi piu’ attesi tra le GTD Pro, quello di Risi Competizione, nel corso della terza ora. La Ferrari #62 è stata vittima di un contatto fratricida con l’altra 296 GT3 Evo #033 di Triarsi Competizione.

Poco piu’ tardi un altro violento schianto ha visto coinvolti la Porsche di Wright Motorsport e l’Oreca #83 di AF Corse di Dylan Murry. Adam Adelson sulla 911 GT3.R #120 non è riuscito ad evitare il protipo fermo lungo il tracciato all’uscita di curva 4. I due piloti sono stati portati al centro medico ma entrambi risultano coscienti nonostante il notevole schianto.

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La relativa neutralizzazione ha permesso alla Cadillac del Whelen Engineering di passare al comando sulla Porsche #7 e sulla BMW #24, mentre l’altra 963 Penske ha dovuto sostenere una sosta extra per riparare la carrozzereria, rovinatasi nel contatto con un’altra vettura ai box.

AO Racing rimane leader delle LM P2, mentre in GTD Pro la Corvette #3 ora deve guardarsi le spalle dalla Lamborghini Pfaff e soprattutto dalle due Ford Mustang Multimatic in rimonta, capaci anche di prendere la leadership con Ben Barker e Seb Priaulx.

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Una penalità per speeding in pitlane per la Mercedes AMG GT3 EVO #57 di Winward Racing ha invece cambiato le carte in tavola in GTD. Indy Dontje dopo un sesto di gara insegue un formidabile Albert Costa sulla Ferrari del Conquest Racing nonostante un testacoda iniziale della 296 #34 e Tom Gamble sull’Aston Martin dello Heart of Racing.

Piero Lonardo – Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

La classifica dopo la quarta ora

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IMSA – Da Daytona, il futuro di Callum Ilott

Impegno full-time nell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship in GTD per Callum Ilott. Il pilota britannico si prepara ad una nuova sfida con la Porsche 992 GT3-R EVO #120 di Wright Motorsport, insieme ad Adam Adelson, Elliott Skeer e Tom Sargent.

L’inglese è atteso parallelamente anche nella NTT IndyCar Series  con PREMA, e l’unica concomitanza tra i due campionati è data dal GP di Long Beach che vede comunque anche l’IMSA in azione sul circuito cittadino della California.

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Callum, ti aspetta un 2026 ricco di impegni…

“Eh sí, ho calcolato un totale di ben 27 gare quest’anno tra IMSA WTSC e IndyCar! Qui ci siamo qualificati 10mi, la classe GTD è molto serrata. Siamo la Porsche più veloce e penso che in gara il passo possa essere ancora migliore. La squadra in generale ha fatto un ottimo lavoro: non abbiamo mai avuto problemi e ad ogni sessione abbiamo trovato qualcosa di nuovo. La fiducia è aumentata dalla Roar ad oggi, non guidavo da tanto una GT3″.

Ilott, dopo aver concluso l’esperienza in FIA F2, ha guidato nel GT World Challenge Europe Powered by AWS con Ferrari ed Iron Lynx prima di concentrarsi sulla NTT IndyCar Series.

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Lato IndyCar invece, cosa puoi dirci in vista del 2026?

“La risposta onesta è che con PREMA è ancora tutto un po’ incerto, soprattutto a causa dei tempi. Sono abbastanza fiducioso del fatto che ci saremo, ma al momento ho poche informazioni. Molto probabilmente ci sarà un cambiamento nella struttura, ma non conosco molto di più.  L’idea era di trovare qualcuno che finanziasse il programma, e di solito ciò comprende una vendita: vedremo cosa succederà”.

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Oltre a questo programma ricco di impegni, riesci a trovare il tempo di fare altro?

“No, al momento vivo in Indiana e da quest’anno faccio un po’ di ciclismo e anche un po’ di cucina – l’anno scorso ho speso troppi soldi mangiando fuori! -  ma in generale non mi piace essere troppo impegnato”.

Intervista raccolta da Piero Lonardo ed elaborata da Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

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IMSA – Da Daytona Urs Kuratle: “WEC ed IMSA sono due campionati molto differenti”

Urs Kuratle (Director Factory Motorsport Porsche LMDh) torna a parlare ai microfoni di Italian-Enduarance.com alla vigilia della 64ma edizione della Rolex 24 at Daytona, primo atto dell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship.

Porsche si prepara per correre con l’aggiornata 963 esclusivamente nell’IMSA WTSC dopo aver salutato il Mondiale Endurance. Due unità ufficiali (Porsche Penske Motorsport) sono attese in azione per tutte le prove del campionato oltre alla privata #85 di JDC-Miller Motorsport.

Ci siamo visti al Fuji l’ultima volta ed ora ci ritroviamo a Daytona per una nuova stagione senza il FIA WEC. Come vi siete preparati come Porsche e Penske qui in USA?

“Siamo felici di restare in IMSA perché è un grande campionato. Purtroppo non abbiamo potuto confermare il nostro programma nel Mondiale, ma siamo molto contenti di restare qui. Siamo in una gara prestigiosa come Daytona, Porsche appartiene da sempre a queste competizioni”.

Avete un programma ufficiale qui ed anche una 963 privata con JDC-Miller Motorsport. Avrete quindi un programma a lungo termine in IMSA?

“Vedere che la serie cresce è sempre positivo, ed è bello sapere che si sta sviluppando con nuovi marchi interessati ad entrare (McLaren, Ford e Genesis-ndr). Porsche guarda sempre cosa accade nelle varie categorie e di conseguenza valuta quali programmi affrontare”.

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Domanda scomoda: pensi che sia meglio qui o nel FIA WEC?

“Domanda difficile, vero. Non so dire quale sia meglio o peggio: è differente. L’approccio ad una gara, Daytona oppure Le Mans, è completamente differente. Essere qui è semplicemente entusiasmante con un nuovo record di spettatori, vedere i fans così vicini alle auto prima della gara è qualcosa di unico. Per loro il motorsport, vissuto in questo modo, è bellissimo ed anche noi amiamo essere qui. Gradisco anche il sistema di gara americano con le caution, ma sono consapevole che a tanti può non piacere. Per me non è un meglio o un peggio, giusto o sbagliato. Nel WEC per esempio si dice che devi essere davanti al termine della prima ora; qui è il contrario perché spesso tutto si decide nell’ultima mezz’ora. E’ differente”  

Porsche ha vinto le ultime due Rolex 24 ed ha siglato tutti i titoli GTP nel 2024 e nel 2025. Felipe Nasr #7 ha siglato in qualifica il terzo tempo overall, mentre Kevin Estre #6 scatterà dalla quinta piazzola.

Intervista raccolta da Piero Lonardo ed elaborata da Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

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IMSA – La parola ai protagonisti di Daytona: Richard Lietz

Richard Lietz inizia da Daytona una nuova intensa stagione tra la Michelin Endurance Cup in GTD dell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship e l’impegno a tempo pieno nel FIA World Endurance Championship in LMGT3.

L’austriaco, campione del mondo e vincitore delle ultime due edizioni della 24h Le Mans, ha parlato ai microfoni di Italian-Endurance.com alla vigilia della Rolex 24, dove guiderà la Porsche 992 GT3-R EVO #912 in compagnia di Ryan Hardwick, Riccardo Pera e Morris Schuring.

Ti ricordi quante Daytona hai fatto?

“Beh, non tante quante Le Mans, ma sicuramente tante. (cinque di cui vinte due in GTLM-2014 e GTD-2022).”

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Scherzi a parte, dopo il titolo nel FIA WEC, l’ennesimo, come ti prepari per una nuova stagione?

“Non è facile, ma è positivo restare con Manthey, Riccardo (Pera) e ritrovare Yasser (Shahin). Speriamo di poter lottare per le prime posizioni e magari confermarci davanti a tutti”.

In Italia diciamo: non c’è due senza tre…

“Il motorsport non è mai semplice, ci sono tante squadre competitive e ripetersi è sempre complicato. Quello è sempre l’obiettivo finale”.

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Quest’anno corri ovunque, trovi tempo per fare tutto anche all’esterno della pista?

“Ho tanti programmi quest’anno, forse troppi. Non è facile conciliare le gare con la famiglia ed il lavoro a casa all’esterno dalle gare.  Non sono un fans dei viaggi e delle chiacchiere (ride), ma ti confesso che sono assolutamente felice quando sono al volante”.

Per questa gara come siete messi?

“Sul passo fatichiamo e con una eventuale ripartenza da Safety Car nel finale potrebbe mancarci un po’ di velocità rispetto ai nostri rivali”.

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E poi avete una vettura aggiornata…

“Si, non sono grandi update. Abbiamo migliorato l’aerodinamica soprattutto all’anteriore, sicuramente un passo in avanti. Questo ci aiuta, ma globalmente non sono modifiche determinanti”.

La Porsche Manthey 1st Phorm #912 partirà dalla 18ma piazzola in GTD.

Intervista raccolta da Piero Lonardo ed elaborata da Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo