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IMSA – Acura mette in pausa il programma GTP

A conferma di quanto trapelato durante il weekend, Honda Racing US ha appena comunicato di “mettere in pausa” il programma Acura GTP a fine stagione.

L’ARX-06 schierate dal Meyer Shank Racing è reduce dalla prima vittoria stagionale a Long Beach, dove peraltro la DW12 IndyCar di Marcus Armstrong ha portato in gara i colori del brand giapponese, cosa che avverrà anche in altre gare della serie, a partire dalla prossima Indy 500.

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Evidentemente i due programmi erano legati a filo doppio – ricordiamo infatti i tentennamenti sul rifirmare o meno la prosecuzione dell’accordo di fornitura dei motori IndyCar – e svanisce quindi definitivamente l’ipotesi di un’entrata da parte del gruppo Honda nel WEC e a Le Mans, cosa che, secondo alcune testate statunitensi, sembrava invece potersi concretizzare ad inizio anno.

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Acura è stata parte integrante delle gare endurance americane a partire dal lontano 2007, e nella sua ultima incarnazione, il WeatherTech SportsCar Championship, ha conquistato con le sue DPi e GTP, dal 2018 ad oggi, la bellezza di 25 vittorie, 34 pole position e 10 campionati, fra piloti e costruttori, nelle mani di Penske, WTR e MSR.

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Il team diretto da Michael Shank ha diffuso il seguente comunicato: “Siamo incredibilmente grati della nostra partnership con Honda, Acura e HRC e per il successo che abbiamo condiviso nelle competizioni IMSA.

Il loro supporto e il loro impegno hanno giocato un ruolo chiave nella crescita del nostro programma e nei risultati che abbiamo raggiunto come team.

Guardando al futuro, siamo entusiasti di ampliare la nostra collaborazione con Acura nella NTT INDYCAR SERIES, a partire dalla 500 Miglia di Indianapolis di maggio con la Honda numero 66.

Allo stesso tempo, Meyer Shank Racing rimane aperta a continuare la propria presenza nelle competizioni IMSA e ad esplorare opportunità con altri partner OEM.”

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Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

DTM, Testfahrten, Red Bull Ring 2026 - Foto: Gruppe C Photography

DTM – La serie parla italiano con Bortolotti, Cairoli e Mapelli

Parte nel weekend dal Red Bull Ring una nuova affascinante stagione del DTM. Il campionato tedesco, riservato da qualche anno alle GT3, continua ad essere un riferimento a livello globale, indubbiamente la serie Sprint più competitiva, spettacolare e avvincente per quanto riguarda le ruote coperte.

L’Austria sarà la prima tappa di un campionato che mantiene intatto la propria identità teutonica, con l’unico altro evento al di fuori dei confini tedeschi in programma a Zandvoort a giugno.

Confermate tutte le sfide nazionali di Oschersleben, Norisring, Lausitzring, Nürburgring, Sachsenring ed ovviamente il gran finale di Hockenheim.Nürburgring DTMNessuna modifica regolamentare rispetto al 2025: tutti i round presenteranno due gare da sessanta minuti con pit stop obbligatorio. ADAC ha confermato che anche quest’anno la race-2 avrà nuovamente un secondo passaggio per tutti in pit road.

Mirko Bortolotti, e per la prima volta Matteo Cairoli e Marco Mapelli, sono i tre italiani presenti in azione. Il campione 2024 guiderà la Lamborghini Temerario GT3 #63 del TGI Team by, mentre il comasco è atteso con la Ferrari 296 GT3 EVO #14 dell’Emil Frey Racing.

DTM BortolottiBortolotti dividerà il box con il nuovo pilota ufficiale Lamborghini Maximilian Paul #19, mentre il Team ABT, con cui ha trionfato due anni or sono,  avrà due nuovi alfieri nei nomi di Luca Engstler e Marco Mapelli.

Il pilota di Seregno debutterà al fianco dell’ex vincitore della 24h Spa, al quarto anno consecutivo nel DTM.

Anche Nicki Thiim ha cambiato team passando finalmente al volante di un’Aston Martin Vantage AMR GT3 EVO. Il danese ex campione del mondo in GTE PRO verrà schierato da Comtoyou Racing come accade nel GT World Challenge Europe Powered by AWS, e rappresenterà la compagine belga insieme al confermato Nico Baert.DTM Comtoyou Aston Martin

Il debutto più atteso riguarda Matteo Cairoli, che avrà il non semplice compito di rimpiazzare Jack Aitken, impegnato full-time tra IMSA WeatherTech SportsCar Championship e FIA World Endurance Championship con Cadillac Racing, in seno all’Emil Frey Racing, dove troverà il dominatore della Gold Cup del GTWC Europe 2025, Thierry Vermeulen.Emil Frey Racing FerrariNon ci sarà purtroppo Ayhancan Güven, campione in carica, autore dell’indimenticabile sorpasso all’ultimo giro della finale di Hockenheim ai danni della BMW di Marco Wittmann. L’ex volto di Manthey EMA sarà impegnato nel Mondiale Endurance, e al suo posto avremo l’elvetico Ricardo Feller.

Nuovo impegno per l’ex vincitore del GTWC Europe Sprint e dell’ADAC GT Masters, attivo nel DTM 2025 con Land Motorsport ed un’Audi R8 LMS GT3 EVO II. Il 25enne verrà schierato dalla struttura di Olaf Manthey insieme al campione 2023 Thomas Preining.

Quest’ultimo, da sempre assoluto protagonista del campionato, ritroverà ancora una volta la propria auto #91 con l’iconica livrea ‘Grello’.DTM Thomas Preining

Manthey ridurrà l’impegno da tre a due auto, non vedremo infatti la Porsche #92 che nel 2025 è stata affidata a Morris Schuring. Anche Emil Frey Racing ha ridotto il programma a due unità, una scelta effettuata in passato anche da Schubert Motorsport.

La compagine di Torsten Schubert continuerà in ogni caso a rappresentare BMW Motorsport e la M4 GT3 EVO #11 del già citato Wittmann. Il due volte vincitore della serie, mai a segno con le GT3 nella classifica finale, accoglie al proprio fianco Kelvin van der Linde, sostituto di René Rast, impegnato a tempo pieno nel programma Hypercar.

Wittmann DTM

Il sudafricano si appresta a vivere il secondo anno con BMW Motorsport dopo una lunga e vincente parentesi con Audi, dopo i fasti del 2025 coronati dal titolo GTWC Europe Overall e Sprint oltre al successo nell’Intercontinental GT Challenge.

Non ci saranno Audi anche in seguito al cambio di brand per Land Motorsport. Il team tedesco ha infatti acquistato una Porsche 992 GT3 EVO, pronta ad essere guidata dall’ex campione Porsche Mobil 1 Supercup Bastian Buus.Bastian Buus

Confermate invece quattro Mercedes: la #24 (Team Ravenol) e la #48 (Team MANN-Filter) per Winward Racing e la #22 e la #48 per il Team Landgraf.

Nell’ordine ritroveremo gli stessi volti che hanno partecipato alla serie nel 2025. Torneranno quindi in azione Maro Engel, Jules Gounon, Lucas Auer e Tom Kalender, entrambi con almeno una stagione completa nel campionato all’attivo.

Auer e Egel sono assolutamente da tenere d’occhio, rispettivamente secondo e terzo nella classifica finale 2025, con l’austriaco virtualmente campione lo scorso anno fino a metà dell’ultimo decisivo giro della finale di Hockenheim.DTM, Auer

Ricordiamo che Mercedes non si impone nel DTM dal 2021 quando Maxi Goetz ‘sorprese’ i rivali nel discusso epilogo di Norimberga.

Timo Glock dal canto suo affronta una nuova annata con la McLaren 720S GT3 EVO #16 di Dörr Motorsport. L’ex pilota di F1, per anni rappresentante di BMW, torna in griglia con una vettura britannica insieme al figlio del titolare del team Ben Dörr.Timo Glock

Parentesi conclusiva per le due Ford Mustang GT3 EVO di Haupt Racing Team. Oltre alla #36 del confermato indiano Arjun Maini ci sarà la #64 del debuttante Finn Wiebelhaus, 19enne campione ADAC GT Masters 2025. Il tedesco nativo di Obertshausen è l’unico rookie del DTM 2026, ma non il più giovane che resta sempre Kalender (18enne).Ford Mustang ADAC GT Masters

Sabato 25 e domenica 26 aprile alle 13.30 le due prove inaugurali del Deutsche Tourenwagen Masters 2026.

DTM Entry list 2026

#3 Kelvin van der Linde (ZA/Schubert Motorsport), BMW M4 GT3 Evo
#7 Nicki Thiim (DK/Comtoyou Racing), Aston Martin Vantage GT3
#8 Nicolas Baert (B/Comtoyou Racing), Aston Martin Vantage GT3
#10 Marco Mapelli (I/Red Bull Team Abt), Lamborghini Temerario GT3
#11 Marco Wittmann (D/Schubert Motorsport), BMW M4 GT3 Evo
#14 Matteo Cairoli (I/Emil Frey Racing), Ferrari 296 GT3 Evo
#16 Timo Glock (D/Dörr Motorsport), McLaren 720S GT3 Evo
#19 Mirko Bortolotti (I/TGI Team by GRT), Lamborghini Temerario GT3
#22 Lucas Auer (A/Mercedes-AMG Team Landgraf), Mercedes-AMG GT3
#25 Ben Dörr (D/Dörr Motorsport), McLaren 720S GT3 Evo
#29 Bastian Buus (DK/Land-Motorsport), Porsche 911 GT3 R Evo
#36 Arjun Maini (IND/HRT Ford Racing), Ford Mustang GT3 Evo
#48 Jules Gounon (F/Mercedes-AMG Team Mann-Filter), Mercedes-AMG GT3
#63 Maximilian Paul (D/TGI Team by GRT), Lamborghini Temerario GT3
#64 Finn Wiebelhaus (D/HRT Ford Racing), Ford Mustang GT3 Evo
#69 Thierry Vermeulen (NL/Emil Frey Racing), Ferrari 296 GT3 Evo
#80 Maro Engel (D/Mercedes-AMG Team Ravenol), Mercedes-AMG GT3
#84 Tom Kalender (D/Mercedes-AMG Team Landgraf), Mercedes-AMG GT3
#90 Ricardo Feller (CH/Manthey), Porsche 911 GT3 R Evo
#91 Thomas Preining (A/Manthey), Porsche 911 GT3 R Evo
#130 Luca Engstler (D/Red Bull Team Abt), Lamborghini Temerario GT3

Luca Pellegrini

Foto: Gruppe C Photography – ADAC Motorsport

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WEC – Antonello Coletta: “il piazzamento migliore che potessimo ottenere”

Il top management Ferrari Endurance ha preso con molta filosofia il responso della 6 ore di Imola, che ha visto la Toyota primeggiare sul suolo amico. La riprova ne sono le dichiarazioni rilasciate nell’immediato post-gara.

Iniziamo da Antonello Coletta, Global Head of Endurance and Corse Clienti: “Lo spettacolo assicurato dai Tifosi è stato fantastico e il primo pensiero va a loro, un ringraziamento sentito per averci assicurato, come sempre, un supporto straordinario in un contesto speciale come l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, che ha permesso al pubblico di vivere un fine settimana unico”.

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“Lasciamo Imola con un secondo posto conquistato dalla 499P #51, il piazzamento migliore che oggi potessimo ottenere in una gara che si è dimostrata, come previsto, molto combattuta. Peccato per il risultato della #50 che era molto veloce, ma a causa della penalità subita non ha potuto andare oltre la sesta posizione: rimane il rammarico di non aver ottenuto un numero maggiore di punti con questo equipaggio”.

Proseguiamo con Ferdinando Cannizzo, Head of Endurance Race Cars, il quale ha aggiunto: “Portiamo a casa un secondo posto importante con la 499P #51 che premia il lavoro di squadra, una strategia attenta e un’ottima prestazione complessiva della vettura e dei piloti”.

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“Resta il rammarico per la #50: una sbavatura in condizioni di bandiere gialle è costato un Drive Through che ha condizionato il risultato finale, e la sesta posizione non rispecchia il reale potenziale mostrato nel weekend”.

“Lasciamo Imola consapevoli della nostra competitività, ma anche con la conferma che è fondamentale curare ogni minimo dettaglio e non possiamo permetterci distrazioni. Il campionato è lungo e dobbiamo guardar alle prossime gare con fiducia e con grande motivazione”.

Proseguiamo questa rassegna con Giuliano Salvi, Head of Track Operations, il quale, ai microfoni dei colleghi di Motorsport.com, ha analizzato in dettaglio i fattori che hanno permesso alla Toyota #8 di guadagnare quel tanto che basta per ottenere il 50mo successo nelle 100 gare del WEC disputate dal costruttore giapponese.

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“All’inizio abbiamo provato tre scelte diverse di gomme sulle nostre vetture per avere la possibilità di giocarci il successo in tutti gli scenari possibili. Il rendimento delle due mescole si è rivelato piuttosto simile e non c’era una finestra così ampia di prestazioni, anche mischiando le gomme”.

“La gara poi è stata molto tirata e combattuta contro la Toyota, hanno fatto un grandissimo lavoro e non possiamo fare altro che complimentarci con loro. E’ difficile dire cosa sarebbe potuto andare meglio, già dal Prologo parecchi dicevano che eravamo favoriti, ma noi conoscevamo i dati (come peraltro riportato su queste pagine nei confronti pre-gara con i piloti ed i responsabili del Cavallino – ndr), anche perché avevamo girato qui nei test alcune settimane fa”.

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“In gara la Toyota, alla lunga, si è dimostrata più brava nel gestire i consumi, quando ci siamo trovati a pari condizioni. Va detto che loro sono stati molto più bravi nel poter fare il triplo stint con la stessa gomma e ad un certo punto hanno anche colto l’occasione per rientrare durante la Virtual Safety Car, che è stata una scommessa vincente, dunque bravi loro. Quando ti ritrovi dietro, cerchi di fare l’opposto per guadagnare la posizione. Trovandosi davanti dopo la VSC, hanno poi avuto pista libera per controllare la situazione”.

“Anche noi avevamo pensato di fare il triplo stint - ha concluso Salvi – ma all’inizio non avevamo bisogno di azzardare qualcosa perché eravamo in testa, mentre loro lo hanno fatto trovandosi dietro. Noi ci siamo impegnati al massimo, ma sapevamo che la Toyota sarebbe stata superiore”.

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Gara da dimenticare infine per la terza 499P affidata ad AF Corse, che ha chiuso col decimo posto.  Giuseppe Petrotta, Managing Director, ha cosí sintetizzato le scelte in gara dell’unica Hypercar privata al via: “È stato un vero piacere aprire la stagione 2026 del FIA WEC davanti a oltre 92 mila spettatori qui a Imola. Nella prima metà di gara eravamo riusciti a risalire il gruppo fino al quarto posto, ma una scelta strategica che non ha pagato ci ha costretti a cedere alcune posizioni nel finale. È un peccato non essere riusciti a concretizzare la velocità mostrata fin dal Prologo Ufficiale di martedì, ma abbiamo certamente dimostrato di avere il passo per lottare per il podio”.

La sfida fra Ferrari, Toyota e gli altri sei costruttori impegnati nelle Hypercar si rinnoverà fra meno di tre settimane in quel di Spa-Francorchamps; nel frattempo i nipponici conducono nel campionato costruttori con 40 punti contro i 27 delle Rosse.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo, Giulio Villa

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GT Open – A Portimao, successi di ZRS Motorsport e Greystone GT

Pietro Armanni/Alex Fontana sulla Porsche di ZRS Motorsport e Zac Meakin/Dean Macdonald sulla McLaren di Greystone GT si dividono il bottino a Portimao nella prima prova stagionale dell’International GT Open.

Race-1

La prova di 70 minuti della giornata di sabato 18 aprile ha visto l’ottimo spunto in partenza da parte di Tommaso Mosca (AF Corse Ferrari #51), abile a scavalcare Alex Fontana (ZRS Motorsport Porsche #911). Il factroy driver del Cavallino è stato però presto costretto a rallentare a causa di una foratura alla ruota posteriore sinistra.

Tornato in pista, Mosca ha provato a recuperare terreno ma è stato protagonista di un contatto con la Mercedes #77 Grupo Prom Racing Team di Alfredo Hernández in curva 10. La Safery Car ha quindi ricompattato il gruppo, ma nessuno è però riuscito ad impensierire, una volta ripresa la prova, la Porsche #911.

Fontana ha completato lo stint in vantaggio nei confronti della Ferrari #777 dell’Olimp Racing di Karol Basz, leader tra i PRO AM, della Mercedes #71 Team Motopark di Maxi Goetz e dell’Audi #26 Team Sainteloc di Jim Pla.

In assenza di bandiere gialle, la Porsche 911 GT3 R EVO (992) #911 di Pietro Armanni, al debutto nella serie, ha potuto concludere al meglio race-1 vincendo con oltre cinque secondi di scarto nei confronti della Mercedes #71 di Christian Mansell/Maxi Goetz. L’AMG GT3 EVO, seguito a breve distanza della McLaren #33 Greystone GT di Zac Meakin/Dean Macdonald.

Tom Emson/Tom Lebbon (Elite Ferrari #17) si sono attestati in quarta piazza precedendo Marcelo Ramirez/Dominik Baumann (Team Motopark Mercedes #28) e la Porsche #11 Fach Auto Tech di Alexander Schwarzer/Alexander Fach, vincitori in PRO AM.

La squadra elvetica, nonostante una sanzione per non aver rispettato il tempo minimo ai box, ha regolato la Mercedes #54 CBRX by SPS di Dexter Müller/Yannick Mettler. L’AMG GT3 EVO era riuscita a prendere la leadership a 15 minuti dalla fine sfruttando un errore da parte dell’Audi #26 Sainteloc Racing, ma ha poi ceduto la vetta alla Porsche #11 dopo aver colpito in curva 3 la Ferrari #96 di AF Corse.

Questo contatto ha permesso alla Porsche #11 di agguantare il successo nonostante la penalità di 5″ per non aver rispettato l‘ handicap time, analogo provvedimento comminato in seguito anche alla Mercedes #54.

Race-2

Yannick Mettler ha preso il comando durante le prime fasi della race-2 con la Mercedes del CBRX by SPS, iscritta in PRO AM, dopo aver superato la McLaren #33 Greystone GT di Dean Macdonald e ha provato ad allungare approfittando dell’assenza di bandiere gialle.

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La classifica è rimasta inalterata fino alla sosta obbligatoria. Dexter Müller ha ceduto il primato overall ai rivali PRO e si è limitato a controllare i rivali di classe: la Ferrari 296 GT3 EVO #55 AF Corse di Laurent De Meeus e l’Aston Martin #97 Blackthorn di Henrique Chaves.

Davanti a tutti invece nessuno ha saputo fronteggiare la McLaren #33 di Greystone GT. con Zac Meakin a continuare l’eccellente lavoro di Macdonald, riuscendo ad amministrare gli oltre dieci secondi di gap sulle Mercedes Team Motopark di Maxi Goetz e Marcelo Ramirez.

Prima gioia quindi del 2026 dopo il terzo posto in race-1 per la McLaren #33 di Meakin/Macdonald davanti alla Mercedes #71 di Mansell/Gotz. Il podio è stato completato dalla Ferrari #17 Elite Motorsport di Lebbon/Emson grazie ad un deciso sorpasso a meno di 15 minuti dalla fine ai danni della Mercedes #28 Team Motopark.

Niente piazza d’onore e neanche Top5 per la Mercedes #28, colpevole di un contatto alla penultima curva nei giri finali con la Ferrari #96 AF Corse con Thomas Neubauer.

Quarto posto a seguire per i vincitori di gara-1, Pietro Armanni/Alex Fontana (ZRS Motorsport Porsche #911) davanti a Rafael Durán/Tommaso Mosca (AF Corse Ferrari #51) ed ai vincitori PRO AM Charles Bateman/Henrique Chaves.

Come da pronostico, Chaves è stato il più competitivo in classe PRO Am. Il pilota di casa ha conquistato la propria categoria approfittando di un testacoda della Mercedes #54 CBRX by SPS in curva 3. Müller/Mettler hanno comunque ottenuto un posto sul podio di classe alle spalle dell’Audi #26 di Blanchemain/Pla.

Ferrari festeggia infine due successi in due giorni in AM. Andrzej Lewandowksi/Adrian Lewandowski (Baron Motorsport #6) hanno primeggiato in race-1, mentre Marcelo Hahn/Galid Osman (AF Corse #16) si sono imposti nella seconda competizione.

Prossimo atto della serie gestita da GT Sport a metà maggio da Spa-Francorchamps in Belgio.

Luca Pellegrini

Foto: GT Open

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WEC – Toyota batte la Ferrari a Imola. WRT, nuovo successo sul Santerno in LMGT3

La Toyota torna a vincere nel FIA WEC e lo fa proprio in casa della Ferrari a Imola. Davanti ad una cornice di pubblico da record, il team nipponico ha dimostrato di avere lavorato al meglio durante l’inverno con la versione ampiamente rivisitata della sua Hypercar, ora TR010 Hybrid, ripristinando quelli che erano i loro punti di forza, vale a dire il passo gara e la gestione delle strategie.

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Dopo un inizio scoppiettante delle due Rosse infatti, Toyota ha guadagnato quel vantaggio che alla fine risulterà determinante, anche grazie alle caratteristiche del circuito del Santerno, che premia ampiamente la vettura davanti, alla seconda sosta, dopodichè la #8 di Sebastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa non ha più avuto bisogno di voltarsi indietro.

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Al contrario, in Ferrari hanno prima perso dalle posizioni che contano la #50 a causa di una penalità in regime di bandiere gialle – situazione analoga anche per la Cadillac #12, anch’essa protagonista delle fasi iniziali – poi davanti ai campioni del mondo Alessandro Pier Guidi, James Calado ed Antonio Giovinazzi ci si è messa anche l‘altra Toyota, poi superata, con gran fatica, all’ultima sosta.

La temutissima pioggia, che avrebbe potuto forse dare una mano al pilota di Martina Franca, non è stata mai un fattore, e lo scroscio più forte, curiosità, è stato quello che ci ha acompagnati tutti in fretta e furia fuori dalla zona podio.

La Ferrari #50 chiude, dopo l’ennesima rimonta da parte soprattutto di Antonio Fuoco, in P6 senza riuscire ad avere la meglio sull’Alpine #35 e sulla BMW #20, nell’appassionante duello finale a distanza ravvicinata.

Due parole anche sulla debuttante Genesis Magma Racing. La #17 è stata orgogliosamente a lungo nelle parti basse della top ten, mentre la #19 è stata subito attardata da un problema tecnico che ha comportato una lunga sosta. Tra le prestazioni da dimenticare invece, sicuramente quella di Nick Cassidy, fuori con una Peugeot velocissima sul giro singolo nel suo primo outlap in gara.

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E veniamo alle LM GT3, con un vincitore morale, la McLaren #10 di Garage 59, vera mattatrice della gara con Antares Au, Marvin Kirchöfer e soprattutto Tom Fleming, fermata nelle fasi finali da un problema tecnico che ha permesso alla BMW WRT di Anthony McIntosh, Parker Thompson e Dan Harper di portare a casa la seconda vittoria in tre anni nella categoria.

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Alle spalle della M4 GT3 #69 dalla particolare livrea celebrativa, la Corvette orfana di Ben Keating di Nick Catsburg, Jonny Edgar e Blake McDonald. La rimonta dei campioni del mondo in carica Richard Lietz e Ricardo Pera dopo una penalità iniziale ed un testacoda da parte di Yasser Shahin vale il gradino basso del podio alla Porsche The Bend Manthey #92.

Il World Endurance Championship tornerà fra appena tre settimane con la 6 Ore di Spa-Francorchamps.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 6 Ore di Imola

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WEC – Hirakawa e la Toyota prendono le redini alla metà gara a Imola

Le soste risultano determinanti nel prosieguo della 6 Ore di Imola. Dopo che Brendon Hartley aveva ripreso la seconda piazza, Ryo Hirakawa approfittava della seconda Virtual Safety Car chiamata in causa dall’uscita di strada di Nick Cassidy con la Peugeot #93 al Tamburello per portare al comando la Toyota #8.

Purtroppo quasi contestualmente veniva anche annunciata una penalità per mancato rispetto delle bandiere gialle ai danni dell’altra 499P ufficiale e per la Cadillac #12, dopo che Will Stevens si era fatto largo sino alla top three.

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Alessandro Pier Guidi, subentrato a Calado, pressa da vicino la hypercar nipponica, attendo a non perdere il contatto; al contrario, i due battistrada prendevano il largo su Antonio Felix Da Costa, che è subentrato quale più prossimo inseguitore.

Alle spalle dell’Alpine #35 peró, Nyck de Vries provvedeva ad una rimonta della seconda Toyota, mentre Yifei Ye, risalito sino alla quarta piazza con la 499P di AF Corse, in un colpo perdeva un paio di posizioni a vantaggio della TR010 Hybrid #7 e della BMW di Kevin Magnussen.

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Tra le LM GT3, Marvin Kirchöfer ha riportato al comando la McLaren #10 di Garage 59 e ora conduce con distacco minimo sulle due BMW WRT di Parker Thompson e Sean Gelael.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

La classifica dopo la terza ora di gara

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WEC – Calado tiene a distanza Hartley nelle prime fasi della 6 Ore di Imola

Finalmente ci siamo: il FIA WEC 2026 ha preso il via qui a Imola, di fronte ad una cornice impressionante di pubblico – oltre 92.175 presenze accertate durante il weekend – e subito Miguel Molina dalla seconda fila prende la seconda piazza alle spalle della 499P in pole di Antonio Giovinazzi grazie alle gomme soft.

Tra le LM GT3, Antares Au, incaricato della partenza per Garage 59, mantiene facilmente la leadership sulle due Lexus di Tom VanRompuy e Petru Umbrarescu.

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Le prime emozioni di questo season opener sono date da Yasser Shahin, che si gira al Tamburello con la Porsche Manthey The Bend, e soprattutto da Dani Juncadella, costretto a lungo ai box sulla Genesis #19 per ovviare ad un problema tecnico.

Anche Will Stevens nel frattempo si è fatto largo dalla terza fila e ora viaggia in P4 sull’Alpine #35 di Ferdinand Habsburg, anch’egli balzato di un paio di posizioni, e sulla Peugeot #94 di Loic Duval, anche ai danni della Ferrari AF Corse.

La Toyota #7 cercherà di approfittare di undercut per movimentare la propria classifica, ma saranno le due Lexus a vanificare il tentativo, con la #78 di Tom van Rompuy costretta a rientrare ai box e la gemella ferma senza più potenza alle Acque Minerali, poco dopo un testacoda da parte di Francois Heriau e la Ferrari VISTA AF Corse #21.

Inevitabile la prima Virtual Safety Car di giornata ed il primo giro di pit in sicurezza. La sosta premia la Toyota #8, che riagguanta la seconda posizione overall, Phil Hanson, che riporta la “Yellow Submarine” in sesta posizione, e la Ford Mustang Proton di Stefano Gattuso, che prende il comando delle LM GT3

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

La clssifica dopo la prima ora di gara

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IMSA – L’Acura spezza il dominio Porsche a Long Beach

Acura e Meyer Shank Racing spezzano il dominio di inizio anno da parte di Porsche ottenendo il successo a Long Beach nel terzo atto dell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship.

L’ARX-06 #93 di Nick Yelloly e Renger van der Zande si impone tra i muretti californiani davanti alla Cadillac #31 Whelen Engineering di Fred Vesti e Jack Aitken e la 963 Penske #6 di Laurens Vanthoor e Kevin Estre.

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Aitken, risalito dalla quarta piazzola, ha provato ad impensierire nel corso delle prime fasi dell’evento di 100’ l’Acura in pole, ma Van der Zande ha poi continuato alla perfezione il lavoro di Nick Yelloly, difendendosi nel finale di gara dal ritorno del pilota britannico, tornato a ridosso del leader nello shootout di 6’ generato da una breve caution per rimuovere i detriti lasciati dalla Ford Mustang del Gradient Racing.

Appena fuori dal podio la Porsche leader del campionato Julien Andlauer e Felipe Nasr, seguita dalla BMW #24 del WRT di Sheldon van der Linde e Dries Vanthoor dalla Porsche del JDC-Miller di Tijmen van der Helm e Laurin Heinrich.

Il factory driver Porsche è stato protagonista di una serie di contatti con la BMW #25 di Phillip Eng, terminata poi a muro e classificata a 3 giri dal leader.

In GTD festeggia per la prima volta in stagione la Lexus RC F GT3 #12 del Vasser Sullivan grazie a Aaron Telitz e Benjamin Pedersen, che ha avuto la meglio sulla BMW M4 GT3 EVO #96 del Turner Motorsport di Patrick Gallagher e Robby Foley e sulla Ferrari 296 GT3 EVO #34 del Conquest Racing di Manny Franco ed Albert Costa.

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La Corvette del DXDT, partita dalla pole con Robert Wickens, ha perso terreno nella seconda metà della corsa non riuscendo a confermarsi in Top5, come peraltro la Lamborghini Temerario GT3, che negli ultimi giri è uscita dalle posizioni che contano per la penalità chiamata dalla direzione gara per il contatto che ha tolto di mezzo la Mustang #66.

Prossimo atto del WeatherTech SportsCar Championship a Laguna Seca ad inizio maggio, con il ritorno delle GTD PRO oltre alle GTP ed alle GTD.

Luca Pellegrini

Foto: Meyer Shank Racing, Michelin Racing USA

L’ordine di arrivo

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WEC – Giovinazzi beffa Hirakawa nella prima Hyperpole a Imola

Antonio Giovinazzi firma la beffa nei confronti di Ryo Hirakawa e della Toyota nelle prime qualifiche stagionali del FIA WEC a Imola. L’alfiere della 499P #51 all’ultimo giro utile segna la Hyperpole col tempo di 1.30.127 e per solamente 11 millesimi ruba la pole position alla Toyota #8.

Qualifiche quantomai avvincenti quelle delle Hypercar, con le prime due file racchiuse in soli 0.073; dietro i due battistrada si piazzano l’altra Ferrari ufficiale di Antonio Fuoco e la Peugeot di Malthe Jakobsen.

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Nel Q1 il calabrese aveva con 1.30.088 segnato la migliore prestazione del weekend davanti a Robert Kubica sulla gialla #83 AF Corse, con l’equipaggio campione del mondo a chiudere in P5 alle spalle di De Vries e Jakobsen. Fuori, oltre alle due Genesis e alle Valkyrie, anche l’Alpine di Jules Gounon, la Cadillac di Earl Bamber e la Peugeot di Stoffel Vandoorne.

Il polacco di AF Corse ha chiuso la sessione decisiva solamente con l’ottava prestazione, dietro anche alla Cadillac di Norman Nato, all’altra TR010 Hybrid di Nyck de Vries e all’Alpine superstite di Charles Milesi. Al secondo turno sono approdate entrambe le BMW nonostante i problemi tecnici intervenuti nella ultime libere, che vanno ad occupare la quinta fila.

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Tom Fleming dal canto suo debutta al meglio nella serie mondiale siglando la prima pole position per Garage 59 col tempo di 1.41.181. La McLaren #10 era entrata per il rotto della cuffia, appena 43 millesimi su james Cottingham e la Porsche Manthey #91, nel secondo segmento, ma nella Hyperpole ha staccato nettamente la concorrenza, lasciando a oltre 2 decimi un altro deb, Hadrien David, sulla Lexus #78.

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La prima parte era stata invece appannaggio di Peter Dempsey, altra new entry della categoria, immediatamente a proprio agio sulla  Corvette di Racing Team Turkey TF Sport al punto di dare oltre 6 decimi alle due BMW M4LMGT3 Evo; purtroppo Salih Yoluc, salito sull’auto #34 nel turno decisivo, non solo non è stato in grado di confermare il buon esito dell’ex-Indy Lights, tornato alle corse dopo diversi anni di inattività, terminando addirittura nella sabbia della Piratella.

Terzo tempo per l’altra RC F GT3 di Clemens Schmid a precedere le due BMW. Solamente una delle due Ferrari 296 GT3 Evo di VISTA AF Corse è approdata alla Hyperpole e partirà domani in settima posizione alle 13.00 di domenica. Diretta televisiva sui canali SkySport e Discovery ed in streaming sulla piattaforma FIAWEC+.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati delle Qualifiche

 

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WEC – Da Toyota, David Floury “tutti i costruttori hanno il BoP completo e la lista dei joker”

Toyota Racing è la grande attesa del FIA World Endurance Championship 2026. Sono tante le novità portate in pista dal marchio giapponese in vista della nuova stagione, con un prototipo completamente rinnovato non solo nei colori e nel nome da GR010 Hybrid a TR010 Hybrid.

Italian-Endurance.com ha avuto modo di parlare con il responsabile del team Toyota, David Floury.

100ma gara per voi e vettura completamente nuova, Quante cose sono cambiate rispetto all’anno scorso, a partire dalla livrea…

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“La macchina è bella, ma ora deve essere anche veloce. Penso che come guidabilità il nuovo prototipo sia migliorato molto, l’obiettivo resta quello di avere una vettura competitiva in ogni condizione indipendentemente dal tracciato. La performance poi è sempre relativa, mi riferisco soprattutto a quanto abbiamo dovuto affrontare lo scorso anno (e non solo a quello che non si può dire)”.

Quali sono le vostre sensazioni alla vigilia della prima gara dell’anno?

“Dopo il Prologo è stato difficile capire la reale condizione dei rivali. Ferrari è stata competitiva sin da subito e questo non è una sorpresa. Resta complicato in ogni caso capire i reali valori in campo senza analizzare attentamente ogni aspetto. Dobbiamo restare attenti sul prosieguo del weekend e la nostra attenzione si è concentrata su altro, a partire dalle gomme. Abbiamo effettuato solo tre giorni con le nuove mescole di Michelin a differenza di alcuni nostri rivali che hanno già effettuato due weekend di gara, e stiamo imparando molto, purtroppo questa pista storicamente non accoglie corse spettacolari banalmente perché è molto complicato superare”.

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Sappiamo la risposta già la risposta, ma ti chiediamo comunque: quanti Joker sono rimasti a Toyota dopo l’update degli ultimi mesi? 

“Come per il BoP, non posso rilasciare dichiarazioni in merito”.

Ma, giusto per sapere, voi team conoscete il Balance of Performance dei vostri rivali? E anche il numero dei joker?

“Si, sappiamo i valori degli altri così come siamo al corrente dei Joker che ogni casa ha a disposizione. Penso che in ogni caso, indipedentemente da quanto detto ai media in tema di  BoP, che sia molto positivo che ora Bruno Famin occupi quella posizione in ACO”.

Interessante anche l’intervento di Brendon Hartley, uno dei nostri beniamini, per la settima stagione nell’abitacolo della Toyota #8, pronto per tornare sul gradino più alto del podio dopo un 2025 piuttosto complicato.

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Dall’esterno l’auto sembra veloce, confermi?

“Si, la vettura reagisce bene ed adoro i nuovi colori. Il feeling è ottimo e gli update sono molti, soprattutto all’interno. Con il Balance of Performance tutti sono allo stesso piano, ma il prototipo è migliorato molto soprattutto a livello di guidabilità. Guidare a Imola è sempre bello, un tracciato vecchio stile che a me piace molto. Certamente preferibile rispetto alle piste moderne”.

E sulle nuove gomme nuove cosa ci puoi dire?

“Con la macchina abbiamo già effettuato un test di durata. Tutti stanno cercando di capire le nuove gomme, e qualcuno potrebbe avere un vantaggio grazie all’esperienza in IMSA. Le differenze non sono molte banalmente perché il costruttore è lo stesso, ma indubbiamente la gomma entra più facilmente in temperatura. Differente invece il discorso per il degrado, la situazione cambia tracciato per tracciato. Avere una comparazione con il 2025 resta complicato, soprattutto per noi che abbiamo cambiato macchina”.

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Possiamo definire ‘perfetta’ ora la TR010?

“L’auto è migliorata, e una volta provata qui in pista la sensazione è stata positiva. Il team ha fatto un ottimo lavoro e cercheremo di migliorare ad ogni round”.

Intervista raccolta da Piero Lonardo e Luca Pellegrini ed elaborata da Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo