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GTWC Europe – Lionspeed GP conferma, Greystone GT passa full-time. Simon con Walkenhorst

Si prosegue con gli annunci dei programmi 2026 del GT World Challenge Europe Powered by AWS da parte di Lionspeed GP, Greystone GT e del vincitore della SRO GT Academy, Gaspard Simon.

Lionspeed GP, stagione completa per Mardini  

Lionspeed GP ha confermato il proprio programma nel GT World Challenge Europe Powered by AWS 2026 e tornerà in azione con la Porsche 992 GT3-R EVO #89 sia in Sprint che in Endurance Cup.

#89 - Lionspeed GP - Bastian BUUS - Bashar MARDINI - Porsche 911 GT3 R (992)

Nelle gare veloci ritroveremo Bashar Mardini e Bastian Buus, secondi lo scorso anno in Sprint Cup tra i Bronze alle spalle dell’inarrivabile Ferrari Kessel di Dennis Marschall e Dustin Blattner.

Mardini militerà anche nelle cinque competizioni di durata, a partire dall’appuntamento di Le Castellet del 12 aprile, insieme all’ex campione Silver e PRO AM Alex Fontana ed al team principal Patrick Kolb. Il team tedesco potrebbe aggiungere altre vetture prima dell’inizio del campionato.

Greystone GT passa full-time

Greystone

Debutto a tempo pieno per Greystone GT nella GT World Challenge Europe Powered by AWS Endurance Cup. Dopo aver disputato l’ultima edizione della 3h Barcellona lo scorso settembre, la compagine britannica sarà in azione a tempo pieno con una McLaren 720S GT3 EVO parallelamente all’International GT Open.

L’australiano Jayden Kelly, campione McLaren Trophy Europe lo scorso anno, è atteso insieme al vincitore del GT4 European Series Powered by RAFA Racing Club 2024 (Silver), Josh Rattican e a Tommy Pintos. Il giovane spagnolo ha corso nel McLaren Trophy America classificandosi secondo nella classe Pro nel 2025 dopo aver vinto il titolo inaugurale del McLaren Trophy Europe con le Artura.

Il team di Silverstone ha anche annunciato il quarto pilota per la 24 Ore di Spa nella persona di Zac Meakin, diciannovenne britannico campione 2024 British GT Championship con Optimum Motorsport.

Gaspard Simon al debutto con Walkenhorst Motorsport

Gaspard

Chiudiamo il riassunto odierno con il debutto nella Sprint Cup per Gaspard Simon. Il pilota francese, dopo aver ottenuto il successo nella prima edizione della SRO GT Academy, sarà alla guida di una delle Aston Martin Vantage AMR GT3 EVO di Walkenhorst Motorsport, a partire dall’opening round di Brands Hatch, in programma ad inizio maggio.

Simon, diciannovenne, è reduce da una straordinaria stagione nel Championnat de France FFSA GT ed è stato ricompensato con un contributo di 150.000 euro da parte di SRO Motorsports Group e dei suoi partner per un programma GT World Challenge Europe 2026.

Oltre a questo ha avuto anche una formazione completa da parte della SRO GT Academy e della FFSA GT Academy. Resta da definire il compagno di squadra del transalpino che sarà sicuramente impiegato in Silver Cup.

La SRO GT Academy peraltro si espanderà significativamente in questa stagione, e oltre al premio riservato al FFSA GT verranno premiati anche i migliori piloti della GT2 European Series powered by Pirelli, del British GT e dei vari GT World Challenge (Asia, America e Australia).

Luca Pellegrini

Foto: GTWC Europe

Thiim_Baert

DTM – Thiim finalmente con Aston Martin e Comtoyou anche nel DTM

Nicki Thiim sarà in pista con Aston Martin e Comtoyou Racing anche nel DTM, parallelamente al programma nel GT World Challenge Europe Powered by AWS.

Il factory driver AMR, figlio di Kurt, indimenticato campione della serie nel 1986, guiderà finalmente una delle due Aston Martin schierate dalla compagine belga, dopo aver partecipato negli ultimi anni alla serie gestita da ADAC sempre al volante di una Lamborghini Huracàn.

Comtoyou_DTM

Il vincitore della 24h di Spa 2024, a segno nel DTM a Norimberga nel 2024, prende il posto di Gilles Magnus, e dividerà il box con il confermato Nicolas Baert. Secondo anno per quest’ultimo nella serie teutonica riservata alle GT3, sempre con Comtoyou.

Nicki condivide il suo entusiasmo: “Dopo molti anni, è finalmente arrivato il momento: gareggerò nel DTM come pilota ufficiale Aston Martin per la famiglia Comtoyou e AMR. È un campionato estremamente impegnativo e sono un grande fan dello stile di gara del DTM, la cui intensità è paragonabile a quella della Formula 1. Indossare i colori Aston Martin nel DTM è qualcosa di molto speciale per me. Abbiamo già ottenuto grandi successi in passato e non vedo l’ora di continuare su questa strada nel DTM.”

Inizia quindi lentamente a comporsi l’entry list del DTM 2026, che attualmente, oltre alle due Aston Martin belghe, comprende solamente la Porsche 992 GT3-R EVO Land Motorsport per il danese Bastian Buus.

Luca Pellegrini

Foto: Comtoyou Racing

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GTWC Europe – Le ultime da WRT, Comtoyou e la novità Eastalent

Annunciati da WRT, Comtoyou e dalla new entry Eastalent gli equipaggi per la prossima stagione del GT World Challenge Europe Powered by AWS.

WRT: Harper ed Hesse con Rossi nel 2026. Tornano i campioni in carica Weerts e Van der Linde con Pepper

Dan Harper e Max Hesse sono stati confermati da WRT per correre nella GT World Challenge Europe Powered by AWS Endurance Cup con la BMW M4 GT3 EVO #46 in compagnia di Valentino Rossi.

I due factory driver di Monaco sono campioni in carica della GTD Pro nella Michelin Endurance Cup grazie alle due vittorie ottenute col Paul Miller Racing alla 6h del Glen e alla Petit Le Mans, ma negli ultimi anni sono stati impegnati solo saltuariamente nella serie SRO con i colori di ROWE Racing.

Hesse sarà accanto al ‘Dottore’ anche nella Sprint Cup che inizierà a maggio da Brands Hatch.

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Sull’altra M4 GT3 Evo di WRT torneranno Charles Weerts e Kelvin van der Linde, i quali difenderanno i titoli piloti overall e Sprint Cup conquistati la scorsa stagione.

A far loro compagnia per l’Endurance Cup il neo-acquisto BMW Jordan Pepper, alla ricerca di un titolo che manca alla compagine belga dal lontano 2014.

Comtoyou Racing con tre auto a tempo pieno. Drudi torna in PRO

Comtoyou

Comtoyou Racing conferma il programma PRO nel GT World Challenge Europe Powered by AWS Endurance Cup con Mattia Drudi, Marco Sorensen e Nicki Thiim. I vincitori della 24h di Spa 2024 saranno di nuovo alla guida dell’Aston Martin Vantage AMR GT3 EVO #007 in tutte le prove di durata della serie continentale, a partire dalla 1000km del Paul Ricard di metà aprile.

Thiim è atteso parallelamente anche in Sprint Cup accanto a Kobe Pauwels. L’ex campione del mondo GTE PRO WEC si alternerà al campione uscente della Silver Cup, titolo conquistato insieme a Jamie Day.

Pauwels, membro dell’Aston Martin Academy, sarà presente anche nella Endurance Cup insieme a Oliver Söderström ed a Sébastien Baud in classe Silver.

Söderström, osservato speciale da Aston Martin, correrà in Silver anche in Sprint Cup insieme al transalpino Arthur Dorison, vicecampione della F4 France con 4 vittorie e 5 podi.

Non mancherà nemmeno la presenza in Bronze Cup con Kyle Marcelli, A.J. Muss e Marcelo Tomasoni. L’ex campione dell’IMSA Michelin Pilot Challenge (classe GS – 2020) e vincitore della Petit Le Mans (classe LMPC – 2013) si prepara per una nuova sfida in Europa in compagnia del protagonista del Lamborghini Super Trofeo North America.

Tomasoni, vincitore della Porsche Cup Svizzera e della Porsche Sprint Challenge Brasil ritroverà nella Sprint Cup Felice Jelmini, al debutto con il tem belga dopo una stagione trascorsa sulla BMW di Ceccato (GTWC Europe) e l’Honda NSX GT3 EVO22 di Nova Race (ACI GT).

Comtoyou Racing ha già confermato che continuerà a disputare anche il DTM; il programma specifico verrà svelato nelle prossime settimane.

Impegno a tempo pieno per Eastalent

Reicher_haase

Impegno a tempo pieno infine nel GT World Challenge Europe Powered by AWS per Eastalent Racing. La compagine austriaca, dopo tre stagioni di successo nell’International GT Open, si prepara a gareggiare a tempo pieno nella serie SRO ancora una volta con una Audi R8 LMS GT3 EVO II.

Eastalent, che ha già disputato alcune prove nel GTWC Europe nel 2024, schiererà Simon Reicher, figlio del titolare, ancora una volta insieme a Christopher Haase, in tutte le tappe del campionato continentale.

Ad affiancare i due nelle prove Endurance il veterano Markus Winkelhock, trionfatore della 24h di Spa nel 2017 insieme allo stesso  Haase e a Jules Gounon.

Ancora non è chiaro in che classe militerà Eastalent Racing, non ci sono invece informazioni in merito al possibile ritorno anche nel GT Open.

Luca Pellegrini

Foto: GTWC Europe

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WEC/IMSA – Acura in, Alpine out, Porsche e Lambo di ritorno? Forse, ma….

In questi ultimi giorni tutte le maggiori testate che si occupano di endurance hanno riportato notizie riguardanti movimenti al parco partenti delle Hypercar, soprattutto nel WEC.

Ora, sappiamo per certo che la griglia 2027 della serie mondiale sarà arricchita dalle presenze di McLaren e Ford. Entrambi i costruttori si sono affidati al concetto LMDh, rispettivamente adottando telai Dallara ed Oreca.

I due programmi, stando a quanto diffuso finora, stanno procedendo, con l’Ovale che guarda oltre il 2027 per entrare anche nel WeatherTech SportsCar Championship; al contrario Genesis, attesa già il prossimo marzo in gara in Qatar, ha reso noto che potrebbe addirittura anticipare l’impegno in IMSA durante l’attuale stagione.

Indubbiamente il punto focale di tutti questi impegni consiste nel “patto” tra ACO e IMSA che disciplina il regolamento tecnico della classe regina, esteso lo scorso giugno dal 2029 a fine 2032; ciò come noto non ha impedito a Porsche di abbandonare repentinamente il WEC, senza dare troppe spiegazioni, mantenendo al contempo la presenza nella massima serie endurance americana.

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A Daytona Roger Penske in persona avrebbe ribadito la volontà di ritornare a Le Mans e cercare di conquistare cosí l’ultimo obiettivo ancora mancante all’88enne Captain. Un ritorno potenzialmente possibile certo, salvo però il dover passare attraverso la “selezione” dell’ACO, che non ha visto proprio di buon grado l’abbandono del costruttore tedesco.

Chi invece aveva già dichiarato tre anni fa, proprio a Daytona, di voler concorrere a Le Mans, era Acura. Tre anni sono passati senza alcun segno di volontà da parte di HRC, che nel frattempo ha deciso di supervisionare da vicino il programma IMSA del Meyer Shank Racing, team che porta in gara le due ARX-06.

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Ora pare – sempre secondo alcuni media – che la casa madre Honda sia finalmente intenzionata a partecipare full-time al WEC nel 2027 e quindi garantirsi l’invito automatico a Le Mans.

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Sarebbe addirittura stato individuato anche il team capace di mandare in porto questa operazione in Inter-Europol Competition. La squadra battente bandiera polacca ha dominato nelle ultime stagioni tra le LM P2, riportando due vittorie di categoria a Le Mans nel 2023 e nel 2025, e un campionato IMSA nel 2024, sfiorando più volte il titolo ELMS. Un eventuale annuncio si dice potrebbe addirittura essere diffuso già a Sebring fra solo un paio di mesi, per cui attenderemo quella data prima di esprimerci in merito.

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Ma non è finita: sempre a Daytona il nuovo capo del motorsport Lamborghini, Rouven Mohr, avrebbe espresso segnali di rientro per la SC63. Per la LMDh di Sant’Agata, unica basata sul telaio Ligier, uscita dal WEC a fine 2024 e dall’IMSA al termine della scorsa stagione, ci sarebbero stati diversi contatti da parte di altrettanti team, ma Mohr, sempre secondo citato da queste fonti, starebbe dando priorità al programma della nuova Temerario GT3 prima di intraprendere nuove collaborazioni.

Personalmente saremmo contentissimi di rivedere la Lamborghini nuovamente in pista, da una o dall’altra parte dell’oceano (uno dei due telai sarebbe ancora negli States), ma perdonateci un sano scetticismo.

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Concludiamo con la bomba lanciata in giornata da Endurance-Info, che vorrebbe Alpine fuori dal WEC a fine stagione. La A424, escludendo Porsche, è stata la LMDh più regolare nella serie mondiale, conquistando la prima storica vittoria al Fuji lo scorso anno, più altri tre podi nelle due stagioni in cui è stata impegnata.

Alla base del possibile ritiro i problemi sottostanti in quel di Viry-Châtillon, storico stabilimento che ha già perso la realizzazione dei motori di Formula 1, oltre ai problemi di carattere squisitamente economico, aggravati dalla nomina del nuovo presidente François Provost, meno incline del predecessore Luca de Meo alle attività sportive del marchio; marchio per il quale non più tardi di qualche mese fa si era invece ipotizzato addirittura uno sbarco in IMSA, allo scopo di rafforzare la solidità del marchio verso il pubblico americano.

Purtroppo la cosiddetta “nuova golden era dell’endurance” lanciata con l’introduzione della convergenza LMH/LMDh non può non sottostare alle regole del mercato, e forse, prima di assistere ad un ennesimo fisiologico fuggi fuggi generale di cui l’endurance dovrebbe aver fatto tesoro negli ultimi decenni, crediamo che la dirigenza dell’ACO dovrebbe prestare una maggiore attenzione alle esigenze di tutti i costruttori, aldilà dei proclami sempre più trionfalistici.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

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IMSA – A Daytona, non sfugge il tris a Porsche e Nasr. Successi di classe a Crowdstrike by APR, Paul Miller Racing e Winward.

Porsche festeggia al meglio il programma 2026 della sua LMDh aggiudicandosi la Rolex24 at Daytona. Si tratta del terzo successo di fila per il costruttore tedesco e per Felipe Nasr, questa volta coadiuvato da Julien Andlauer e Laurin Heinrich.

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Nel finale, Jack Aitken ha tentato il tutto per tutto con la Cadillac Whelen, riuscendo anche ad affiancarsi a 15’ circa dalla bandiera a scacchi, ma Nasr ha rintuzzato l’attacco, allungando quanto basta.

_PLB9417 (1) Completa il podio la BMW #24, cominciando cosí in bellezza il nuovo corso di WRT nella classe regina IMSA, mentre la seconda 963 Penske riesce a mantenere la quarta piazza nonostante i problemi tecnici che ne hanno inficiato il passo.

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Tra le LM P2, Alex Quinn ha saputo tenere a distanza la concorrenza in due ore tirate, senza Full Course Yellow, lasciandosi alle spalle le due entry di Inter-Europol. Appena P5 per “Spike the dragon”, crollati nella fase finale dopo aver dominato incontrastati fino alla lunga neutralizzazione notturna per nebbia.

Avevamo detto che in GT vedevamo bene le BMW e le Mercedes, ed infatti non sono sfuggiti i successi di classe alla M4 GT3 Evo del Paul Miller Racing in GTD Pro e alla AMG GT3 Evo di Winward Racing in GTD.

Dan Harper ha ingaggiato con la Corvette residua di Nicky Catsburg e con la Porsche Grello di Thomas Preining un duello ravvicinato in cui si è inserita l’AMG di 75 Express di Maro Engel, balzato addirittura al comando nonostante una serie di penalità sostenute nelle prime fasi di gara.

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La velocità di punta della GT di Monaco era però tale da permettere alla BMW #1 di raggiungere e superare la vettura battente i colori australiani, che si accomoda in seconda posizione, a precedere l’altra Mercedes di Winward Racing, squadra che può festeggiare anche il successo in GTD con l’equipaggio campione in carica della cateforia, impreziosito per l’occasione da Lucas Auer.

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L’AMG GT3 #57 si è inserita con successo nella lotta fra le due Aston Martin del Magnus Racing e dello Heart of Racing, che vanno a completare il podio, con Mattia Drudi unico italiano premiato quest’oggi. Dalla lotta per il successo è mancata nel finale la BMW del Turner Motorsport, dopo essere stata sanzionata dalla direzione gara per aver mandato in testacoda la Corvette del 13 Autosport ad un’ora dalla fine.

La Corvette #13, vincitrice lo scorso anno con la denominazione AWA Racing, chiude al quarto posto precedendo la migliore delle Ferrari, la #21 AF Corse di Antonio Fuoco, Simon Mann, Lilou Wadoux e Tommaso Mosca, a lungo in contention per la vittoria.

E’ tutto per questa 64ma Rolex 24; il prossimo appuntamento col WeatherTech SportsCar Championship è per la 12 Ore di Sebring, in programma il 21 marzo.

Piero Lonardo – Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 64ma Rolex24 at Daytona

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IMSA – Sarà arrivo in volata a Daytona?

A due ore dalla bandiera a scacchi di Daytona la situazione nella classe regina è ancora fluida. Ben nove sono infatti le GTP nel giro di testa, frutto anche di un altro paio di Full Course Yellow che hanno movimentato la mattinata.

Prima Logan Sargeant, toccato dall’Oreca del Tower Motorsport di Sebastien Bourdais, ha dovuto portare ai box la vettura di ERA Motorsport, come peraltro è toccato anche alla #4, per la quale la direzione gara ha deciso di non procedere; poi la Ford Mustang #64 si è arrestata dopo la bus-stop, generando la nona neutralizzazione della giornata.

Davanti, le due Porsche, dalla strategia leggermente sfasata, continuano a dettare il passo, ma gli altri contender, capeggiati di fatto dalla Cadillac del Whelen Racing di Jack Aitken e dall’Acura #60 di Tom Blomqvist, sono ancora a contatto. Unica defezione della categoria, senza contare ovviamente l’Aston Martin Valkyrie staccatissima, per la Cadillac #10 del WTR, vittima di un problema tecnico non ancora identificato a box.

Tra le LM P2 è invece il momento degli specialisti, in particolare Alex Quinn del Crowdstrike by APR e Tom Dillmann di Inter-Europol. Dane Cameron e “Spike the Dragon”, dominatori fin qui della gara, sono invece scivolati in P5.

Strategie determinanti invece tra le GT. Rientrata in contention anche la Lamborghini Pfaff, mentre Corvette ha perso una delle sue punte, a causa della rottura della sospensione posteriore destra della Z06 GT3.R #3.

Sarà appassionante la lotta che si prospetta fra la Chevy #4, la Mercedes AMG GT3 EVO #69 GetSpeed, la Porsche “Grello” Manthey, e la BMW #1 Paul Miller Racing, tutte con possibilità di successo finale. Fuori dai giochi invece “Rexy”, la Porsche di AO Racing, anche a causa di una clamorosa “falsa partenza” al restart causata dal nuovo acquisto Harry King, e della relativa penalità.

In GTD infine la Ferrari AF Corse #21 ha subito più del dovuto lo stint di Lilou Wadoux e ora ha affidato la rimonta ad Antonio Fuoco. Davanti, al momento sono le due Aston Martin di Magnus Racing e Heart of Racing a sembrare le più in forma insieme alla BMW del Turner Motorsport, ma la Mercedes del Winward attende sorniona per piazzare la zampata decisiva, con una strategia anticipata rispetto alle tre vetture di testa.

Piero Lonardo – Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

La classifica dopo la 22ma ora

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IMSA – Finalmente si riparte a Daytona, ma è pioggia di penalità

Una Full Course Yellow che è sembrata eterna, 6 ore e 33 minuti, la più lunga nella storia della Rolex24, per evitare problemi maggiori della fitta foschia che ha avvolto il Daytona International Speedway.

La ripartenza a regime della gara è stata data alle 7.18 locali, fortunatamente ben prima di quanto inizialmente ipotizzato, con la luce del mattino a spazzare via ogni dubbio.

Durante la lunga neutralizzazione abbiamo assistito a svariate fermate della Porsche #6, nel tentativo di riparare il fondo danneggiato senza perdere il giro di testa; lavori nella parte anteriore anche per la gemella #7, dominatrice della prima metà della corsa.

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Il risveglio peró è stato amaro per diversi equipaggi con altrettante penalità: drive through per la Porsche del JDC-Miller, che si era innalzata virtualmente alla testa della gara, per la BMW WRT #24 e per la Mercedes #48 di Winward Racing (GTD Pro). Stop+10” per l’Oreca LM P2 di Intersport Racing, ma un sanguinoso Stop+60” per la Cadillac Whelen e per la Ferrari Triarsi #033, rei di essere usciti dalla pitlane col semaforo rosso.

A sei ore dalla bandiera a scacchi Le due Porsche Penske si ritrovano nuovamente al comando con Felipe Nasr e Matt Campbell. Ad inseguire Kevin Magnussen con la BMW #25 e la Cadillac #40 del WTR di Louis Deletraz.

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Spike the Dragon ha mollato frattanto la testa delle LM P2, lasciando il passo a Sebastien Bourdais con l’entry del Tower Motorsport e alla #343 di Inter-Europol con Nick Cassidy a pressare da vicino. Christian Rasmussen, ora al volante della dorata #99, insegue in P6.

Ancora una Corvette in testa alle GTD Pro, quella di Tmmy Milner, che al restart ha subito avuto la meglio di Ben Barker e della Ford Mustang #64, capace non solo di rimontare il giro perso in precedenza ma anche di trovarsi provvisoriamente in testa alla categoria.

Medesimo destino in GTD anche per Lilou Wadoux e la Ferrari AF Corse #21, immediatamente sverniciata da Robby Foley con la BMW del Turner Motorsport. P3 per l’altrettanto temibile Mercedes #57 del Winward Racing, campione in carica della categoria, con Russel Ward.

Piero Lonardo – Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

La classifica dopo la 18ma ora

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IMSA – Daytona, alla metà gara, neutralizzazione per nebbia

La foschia che da qualche ora stava avvolgendo Daytona si è fatta ancora più fitta, e la direzione gara dopo 11h05 ha deciso di neutralizzare la gara con Full Course Yellow.

Nell’ultimo ottavo di gara abbiamo assistito ad un nuovo ribaltamento delle posizioni tra le due Porsche, e l’ultima sosta ha permesso ad Earl Bamber e la Cadillac Whelen di installarsi fra le due 963 Penske. A seguire le due Cadillac del WTR con Will Stevens e Jordan Taylor.

Problemi per le due Acura, con la #60 a scontare un drive through per avere eseguito lavori sulla vettura fuori dal box e la #93 protagonista di una breve caution per avere perso la ruota anteriore sinistra.

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Prosegue frattanto la marcia trionfale di AO Racing, ora con Dane Cameron al volante, in LM P2, sull’Oreca #2 di United Autosports. Ancora sette comunque le vetture a pieni giri nella categoria.

Le Corvette dal canto loro hanno ceduto momentaneamente la leadership delle GTD Pro alla BMW del Paul Miller Racing, cui si è accodata la Porsche Manthey “Grello”.

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Il marchio statunitense è invece passato al comando delle GTD con l’esemplare di DXDT Racing, trascinata dalla stella dell’IndyCar, Scott McLaughlin, grazie ad una penalità per un’infrazione ai box che ha momentaneamente rallentato la marcia della Ferrari AF Corse #21. La Z06 GT3.R #36 è seguita dall’altro esemplare di 13 Autosport, ricordiamo vincitrice lo scorso anno sotto la denominazione di AWA Racing.

N.B.: La direzione gara al momento starebbe evitando la sospensione mediante red flag per non complicare i calcoli sulla durata di guida, ma se la situazione proseguirà, come crediamo, nel corso della nottata, l’interruzione sarà inevitabile.

Piero Lonardo – Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

La classifica dopo la dodicesima ora

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IMSA – Le Porsche a Daytona non temono nemmeno la nebbia

E’ calata la notte su Daytona, accompagnata anche da una foschia che complica il lavoro dei piloti. La Porsche #6, nonostante il problema al fondo della sia stato dichiarato quale molto compromettente da parte Laurens Vanthoor, è stata fatta passare al comando dalla gemella nel corso dell’ottava ora.

Penalità nel periodo per un paio di GTP, che, Aston Martin Valkyrie a parte, viaggiano tutte nel giro dei primi, inficiano la gara della BMW #25 (Personale non vestito correttamente oltre il muretto), ma soprattutto della Cadillac #10 del WTR (Pitlane Speed Violation per ben 2 miglia orarie in più). Per entrambe un drive-through che non compromette, dopo solo un terzo di gara, il percorso di queste due vetture.

Chi non vede assolutamente problemi finora è sicuramente Spike the Dragon, l’Oreca LM P2 di AO Racing; al comando praticamente da inizio gara; ad inseguire la vettura del Crowdstrike by APR, anche al comando per qualche tornata, mentre quale terza forza si propone il BHA with PR1/Mathiasen.

Sanzione invece per l’entry del Pratt Miller Motorsports, responsabile del contatto in curva 3 con la Corvette DragonSpeed di Matteo Cairoli. La Z06 GT3.R #81 è stata costretta ad una lunga sosta ai box per le riparazioni.

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In GTD Pro sono ancora le due Corvette a menare le danze; sia la Lambo Pfaff che la Ford Mustang #64 hanno perso terreno, ed ora ad inseguire le due GT del Kentucky sono la Porsche Grello e soprattutto la BMW del Paul Miller Racing, capace anche di issarsi al comando della categoria.

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Nonostante il pessimismo della vigilia, ci sono Antonio Fuoco e la Ferrari AF Corse #21 al comando delle GTD. Il pilota calabrese ha scalato la graduatoria fino a portarsi in testa, anche se è lotta ravvicinata con l’Aston Martin Vantage dello Heart of Racing, trascinata da Mattia Drudi, e l’inesorabile Mercedes del Winward: la 296 GT3 del Conquest, nelle mani di Manny Franco, è invece rientrata nei ranghi.

Da segnalare un penalità veniale per la Porsche Manthey 1st Phorm (errore nel wave-by). Si aggiunge infine ai ritiri la Ford Mustang del Myers Riley di Romain Grosjan dopo un contatto con la Porsche di Muehlner Motorsports.

Piero Lonardo – Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

La classifica dopo l’ottava ora

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IMSA – Silenzio, parla John Doonan

Il Presidente dell’IMSA John Doonan ha tenuto una conferenza stampa a poche ore dalla green flag della 64ma edizione della Rolex 24 at Daytona. Tante le informazioni interessanti durante l’incontro con i media a cui ha presenziato anche Italian-Endurance.com.

Innanzitutto è arrivata la conferma in merito alle richieste avute da IMSA per l’opening round di questo weekend. Gli organizzatori hanno dovuto rinunciare ad alcune squadre portando gli i partecipanti da 88 a 61. L’entry list definitiva del 2026 comprende un totale di 60 auto tra GTP, LMP2, GTD PRO e GTD dopo l’uscita di scena del Team Tonis (LMP2).

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“88 squadre si sono interessate alla Rolex 24, sfortunatamente abbiamo dovuto escludere qualcuno. Avevamo una lista di riserva anche se rispetto al numero originale alcune squadre hanno deciso progressivamente di rinunciare.  Avere 60 auto è comunque molto significativo”.

IMSA ed ACO continuano a collaborare, ma non ci sono informazioni sul futuro dei regolamenti tecnici. Quando verrà trovato un punto comune, tutto verrà comunicato contemporaneamente tra le due parti:  “Abbiamo avuto un meeting lo scorso settembre insieme tra i costruttori, ACO e IMSA. Ora il nostro target è stabilire un programma certo per il 2030, magari unendo i due diversi regolamenti tecnici e cercando di averne solo uno comune. Abbiamo discusso molto di questo, di come raggiungere questo obiettivo, il diavolo è nei dettagli. L’atmosfera che si è creata in Francia era qualcosa positivo, lavoriamo per annunciare il tutto il prima possibile al fine di permettere ai costruttori di organizzarsi”.

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Nel tema regolamentare rientra anche il Balance of Performance (BOP). Anche in IMSA, dal 2026, non è più possibile parlare liberamente del tema come di fatto accade nel FIA WEC.

“Il BOP è necessario per il nostro sport con la differenze tra le varie auto. Abbiamo 18 case automobilistiche che corrono in questo sport con tutte le diverse piattaforme.  Il prodotto che abbiamo creato è anche grazie a questo. Il diavolo è nei dettagli, ma vogliamo garantire a tutti la chance di imporsi sugli altri, collaboriamo con le varie squadre al fine di raggiungere questo obiettivo. Desideriamo far crescere questo sport, non distruggerlo. Le corse di durata sono difficili da capire. Abbiamo l’intenzione spiegare ai tifosi cos’è il BOP e come funziona”.

Doonan ha confermato negli scorsi giorni insieme al Presidente del tracciato di Daytona Frank Kelleher il superamento del precedente record di spettatori. Il numero uno dell’IMSA ha concluso dicendo: “Stamattina, mentre entravo in pista, ero con un paio di piloti, erano davvero colpiti dalle tante persone in arrivo.  Abbiamo lavorato molto per realizzare un prodotto di qualità che la gente desidera vedere. Le corse di durata stanno  vivendo un periodo bellissimo che vogliamo continui a lungo”.

Intervista raccolta da Piero Lonardo ed elaborata da Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo