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IMSA – Cosa ci portiamo via da questa Roar Before the 24

Appena terminata con la settima ed ultima sessione la Roar Before the 24 2026, antipasto della 63ma Rolex 24 at Daytona. Proviamo a capire cosa ci portiamo a casa dopo quasi dieci ore complessive di test.

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Tra le GTP, le Porsche sembrano avvantaggiate su tutti; fa specie però vedere che la 963 del JDC-Miller, ancora in versione 2025 non avendo ancora ricevuto gli aggiornamenti dalla casa, sia stata spesso più veloce degli esemplari aggiornati gestiti da Penske.

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Uniche a tenere il passo dei campioni in carica le Cadillac, specie quelle del WTR, finalmente al passo dei primi dopo un 2025 abbastanza opaco. Le BMW, pure alquanto rinnovate, si propongono come terza forza, anche se il WRT dovrà presumibilmente scontare il classico noviziato.

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Rimangono le due Acura e l’Aston Martin Valkyrie. Le ARX-06, pure rinnovate, anche se in modo relativo rispetto alla concorrenza, sono parse in difficoltà ed hanno trascorso diverso tempo ai box, senza mai emergere a livello di prestazione singola, anche se – un po’ come tutti a parte Porsche – hanno evitato di prodigarsi in tutti i settori. La LMH di Aston Martin dal canto suo non potrà che fare di meglio, dopo la sostituzione di un primo motore; ricordiamo che la Valkyrie è al debutto sulla pista della Florida e che il BoP per la prima volta sarà comune fra la Roar ed il weekend di gara.

Tra le LM P2 la battaglia sembra circoscritta fra il TDS dei due specialisti Charles Milesi e Mathias Beche, e United Autosports, specie la #2 affidata a Ben Hanley ed al neoacquisto McLaren Endurance, Mikkel Jensen. Va ricordato però che a fare la differenza saranno sempre i gentlemen, e Steven Thomas non può che dare ulteriori sicurezze al team transalpino.

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In questo senso non sono da dimenticare le candidature di AO Racing, qui con Spike in versione dorata per festeggiare i successi dello scorso anno, e del Crowdstrike by APR, mentre l’equipaggio di punta di Inter-Europol, pieno di specialisti della categoria quali Tom Dillmann ed Antonio Felix da Costa, dovrà fare i conti con le capacità di Jermey Clarke. In ombra fin qui infine la vettura di AF Corse, che per l’occasione sfoggia anch’essa una nuova livrea, ispirata alla Ferrari 499P di proprietà di Francois Perrodo.

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Tra le GT la lotta nelle due classi sembra circoscritta a Mercedes e Ford. L’equipaggio di 75 Express ha dominato in maniera imbarazzante tra le GTD Pro, ma alle sue spalle c’è anche l’effort di Winward Racing. In GTD invece, solo la prestazione monstre di Spencer Pumpelly nel primo turno con l’Aston Martin Vantage del Magnus Racing evita l’uno-due delle Mustang private di Gradient Racing e Myers Riley Motorsports.

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Le Corvette campioni in carica tra i Pro, sono fra le poche vetture a non essere state oggetto di rinnovo e devono essere sempre tenute in considerazione, cosí come la singola BMW del Paul Miller Racing dei giovani leoni di Monaco. Attenzione anche alla McLaren del RLL, presentatasi subito col passo giusto, e alla Lamborghini Pfaff Racing, qui all’ultima di sempre con la Huracàn GT3.

Proprio in virtù dell’affidabilità dei mezzi, in GTD si deve tenere conto sia della Mercedes del Winward Racing, reduce da due titoli di fila in GTD, che della Lamborghini del WTR.

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E le Ferrari? Ci sarebbe piaciuto avere maggiori informazioni, che però, per politica della Casa, saranno nel caso delegate ai team clienti. Da ciò che abbiamo potuto vedere coi nostri occhi comunque la versione Evo della 296 GT3 non demerita rispetto alla concorrenza, e non pare soffrire dei problemi di gioventù che ne dannarono il debutto qui nel 2023.

Chiudiamo con i risultati della settima ed ultima sessione, riservata ai bronze driver, terminata poco fa. Sotto una pioggia battente migliore prestazione per PJ Hyett su “Spike the Dragon” di AO Racing tra le 19 vetture complessivamente a referto, con Brendan Iribe e la Ferrari di Inception Racing al top delle GT, con tempi ovviamente non di rilievo.

L’appuntamento ora è per le prime libere della 63ma Rolex 24 at Daytona, in programma giovedí 22 gennaio alle 10.05 AM ET, le 16.05 italiane.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati della Session 7

I risultati complessivi della Roar Before the 24

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IMSA – E’ ancora tris Porsche nella sesta sessione della Roar

Porsche apparentemente imbattibili alla Roar Before the 24; anche nell’ultima sessione, la sesta, che vede in azione le GTP. A primeggiare questa volta Nico Pino sulla gialla 963 del JDC-Miller con 1.37.099, a precedere di appena 55 millesimi Kevin Estre e di 2 decimi Felipe Nasr sui due esemplari ufficiali.

A seguire, ancora le due Cadillac del WTR e le BMW, mentre le Acura paiono patire più del dovuto. Nuovamente in pista infine, e con continuità, l’Aston Martin Valyrie dopo la sostituzione del motore che ha tenuto ferma la LMH per tutta la giornata di ieri.

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Il clima leggermente più fresco rispetto alla giornata di ieri non ha permesso variazioni alle posizioni top del weekend; fa eccezione ancora una volta la Mercedes AMG GT3 del 75 Express, che con Kenny Habul ha scalzato i due compagni di squadra dalla cima della lista delle GTD Pro col tempo di 1.47.530.

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I tre alfieri del team battente bandiera australiana (Maro Engel indisponibile perchè impegnato alla 24h Creventic di Dubai) occupano ora le prime tre posizioni della graduatoria piloti.

Al comando delle LM P2 resta l’Oreca del TDS, anche se Ben Hanley ha ribadito di essere uno dei major contender sulla #2 di United Autosports, cosí come Joey Hand sulla Ford Mustang del Gradient Racing, leader di giornata in GTD.

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L’ora a disposizione è stata interrotta per due volte, la prima per l’uscita di strada da parte di Mike Rockenfeller sula Ford Mustang Multimatic #64, la seconda invece, che ha comportato una chiusura leggermente anticipata del turno, è stata causata da Antonio Fuoco fermo sulla Ferrari 296 GT3 Evo #21, occorrenze avvenute entrambe in curva 6.

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La settima ed ultima sessione di questa Roar Before the 24 inizierà alle 2.30 PM ET, vale a dire le 20.30 italiane, e vedrà impegnati solamente i piloti bronze ranked. Da segnalare infine che la sessione in notturna di ieri, trasmessa per la prima volta sui canali social IMSA ha goduto di un enorme successo con migliaia di appassionati collegati; un’enormità per una sessione sostanzialmente di test. Speriamo che l’esperimento si possa ripetere e magari esportare anche nelle serie ACO e nel WEC, dove manca ancora la copertura delle prove libere 1 e 2.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati della Session 6

 

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IMSA – Vanthoor chiude in bellezza la seconda giornata della Roar

Laurens Vanthoor con un late flyer ha scalzato Colton Herta dalla cima della graduatoria della quinta sessione della Roar Before the 24. La Porsche #6 è stata accreditata di 1.37.239, un decimo meglio della Cadillac #40, che ha mantenuto la leadership per gran parte del turno, tutto in notturna.

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La top five si completa con le altre due entry dei rispettivi team, grazie a Will Stevens e Laurin Heinrich, poi ancora Nico Pino con la sorprendente Porsche del JDC-Miller; BMW ed Acura sono nuovamente relegate alle spalle dei due marchi, mentre infine l’Aston Martin Valkyrie non ha ancora ripreso la pista dopo i problemi sostenuti in mattinata.

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Mikkel Jensen ha ribadito il buon stato di forma di United Autosports, al top tra le LM P2 con 1.39.770, cosí come Will Power e Felipe Fraga tra le GT per 75 Express e Myers Riley Motorsports, dominatrici dell’intera giornata in GTD Pro e GTD.

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Ancora una volta una sessione dipanatasi senza interruzioni; domani gran finale di questa Roar con gli ultimi due turni, in programma alle 9.45 AM ET e alle 2.30 PM ET locali per due ore e mezza totali.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati della Session 5

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IMSA – Will Power ci racconta la sua Roar

Una delle presenze più importanti a questa Roar Before the 24 è sicuramente quella di Will Power, iscritto al volante della Mercedes AMG GT3 del 75 Express in GTD Pro insieme a Kenny Habul, Chaz Mostert e Maro Engel. Il due volte campione IndyCar ci ha raccontato le proprie impressioni dopo due giorni di attività.

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Che differenze hai trovato tra le monoposto cui sei abituato da oltre 15 anni e le GT3? “A differenza delle IndyCar, in queste macchine è più difficile arrivare al limite. Me ne sono accorto già a Indianapolis, dove ho gareggiato per l’International GT Challenge.”

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Ma poi qui hai segnato subito degli ottimi tempi… “Beh, ovviamente sono contento. La squadra è molto competitiva e quando Kenny (Habul) mi ha proposto questa possibilità ho accetatto con piacere”

Peraltro vieni dal tuo primo assaggio della Dallara di Andretti qualche giorno fa a Phoenix. “L’Andretti Global è un team preparatissimo e vedrete che nei prossimi tre anni sarà la squadra da battere. Riguardo la pista di Phoenix, che torna quest’anno nel calendario IndyCar, spero si riesca a gommare propriamente, soprattutto la parte alta, che è il vero problema di queste monoposto, come abbiamo visto già recentemente su altri ovali.”

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Possiamo dire che se sei qui lo si deve anche al fatto che il team Andretti è meno chiuso a partecipazioni al di fuori dell’IndyCar rispetto a Penske, dove hai corso fino allo scorso anno? “Mah, in realtà nel team Penske non c’erano problemi di concorrenzialità, nè di sponsor nè di brand, peró alla fine non se n’è mai fatto niente… Sicuramente all’Andretti c’è più apertura in questo senso, basta vedere anche altri piloti come Kyle Kirkwood, pure lui impegnato qui a Daytona.”

Intervista raccolta da Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

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IMSA – Albuquerque porta in alto la Cadillac ma non scendono i tempi nella quarta sessione della Roar

Tocca ad una Cadillac il top spot nella graduatoria della quarta sessione della Roar Before the 24 a Daytona. Filipe Albuquerque, nei 60’ a disposizione, ha limato il proprio stesso limite di qualche centesimo, chiudendo con 1.36.731, lontano comunque ancora 4 decimi dal tempone stabilito da Felipe Nasr con la Porsche #7 nelle primissime fasi dell’evento.

Le 963 comunque non hanno demeritato, e con Kevin Estre hanno concluso ad un decimo dal battistrada; la seconda fila virtuale si completa con la Cadillac #31 e la Porsche del JDC-Miller, grazie rispettivamente e Jack Aitken e Nico Pino.

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Anch Ben Hanley con l’Oreca #2 di United Autosports non riesce a scalzare dalla cima della lista dei tempi complessiva Charles Milesi ed il TDS; destino simile anche per Romain Grosjean con la Ford Mustang del Myers Riley Motorsports, leader in GTD e per Nicky Catsburg, che finalmente innalza una Corvette al top delle GTD Pro.

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Nessuna interruzione da segnalare, anche se ci sono stati un paio di testacoda all’International Horseshoe, senza conseguenze. Alla sessione non hanno partecipato l’Aston Martin Valkyrie e “Rexy” la Porsche di AO Racing, ferme entrambe per la sostituzione del motore. A seguire la quinta sessione, a partire dalle 6.30 PM ET, le 00.40 italiane.

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Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati della Session 4

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IMSA – Le temperature salgono a Daytona, ma è ancora uno-due Porsche

Cielo terso e temperature primaverili accolgono la seconda giornata della Roar Before the 24. La musica però non cambia in testa, con le due Porsche ancora una volta al top come nella prima sessione. Il best lap del turno va a Laurens Vanthoor sulle 963 #6 con 1.36.549, a due decimi dal miglior tempo segnato ieri da Felipe Nasr.

Alle spalle del pilota belga il nuovo acquisto Penske Laurin Heinrich, a poco meno di mezzo secondo, e le tre Cadillac, capeggiate da Jordan Taylor sulla #40 del WTR. Solo P6, a quasi 8 decimi per la migliore delle Acura, la #60 di Tom Blomqvist, ma grossi problemi per l’altra ARX-06, ai box dopo appena 5 giri, ma anche per l’Aston Martin Valkyrie, rientrata ai box a metà sessione.

In ombra stamane le due BMW, al top nella sessione pomeridiana di ieri, e la Porsche versione 2025 del JDC-Miller. Le tre GTP hanno comunque macinato una robusta quantità di tornate.

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Mathias Beche ha riportato in alto in TDS tra le LM P2 col tempo di 1.40.159, ben lontano dal record di categoria segnato ieri dal teammate Charles Milesi, mentre in GT è la volta di Felipe Fraga e della Ford Mustang del Myers Riley Motorsports.

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Il pilota brasiliano ha pesto fissato i cronometri sull’1.47.453, portandosi a meno di 2 decimi dal leader delle GTD di questa Roar, Spencer Pumpelly. A seguire Will Power ha invece ribadito lo stato di forma della Mercedes del 75 Express, alzando, seppur di pochissimo, l’asticella delle GTD Pro.

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Una sola breve interruzione nei 90’ a disposizione, generata dalla Porsche GTD del Muehlner Motorsports ferma in T7.

Il programma odierno prosegue con un’oretta pomeridiana, a partire dalle 3.10 PM ET, le 21.10 italiane, per terminare con le due ore di notturna, dalle 6.30 PM ET, le 00.40 nostrane.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati della Session 3

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IMSA – Una BMW davanti alle Porsche nel pomeriggio a Daytona

Termina con la BMW #24 di Sheldon van der Linde davanti a tutti la seconda sessione della Roar Before the 24. Il pilota belga ha tenuto a bada il terzetto Porsche, pure non migliorando il limite segnato stamane da Felipe Nasr.

Dietro la rinnovata M Hybrid V8, al top con 1.36.742, si piazza la 963 del JDC-Miller con Tijmen van der Helm, a 128 millesimi, ancora una volta al livello delle ufficiali Penske, che seguono in graduatoria con Laurin Heinrich e Laurens Vanthoor. A seguire ancora le tre Cadillac, capeggiate dalla #31 del Whelen Racing.

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Tra le LM P2 è Ben Hanley a svettare con la #22 di United Autosports ed il tempo di 1.39.136, mentre tra le GT è la volta di Corey Lewis con la Ford Mustang GTD del Gradient Racing a precedere Chaz Mostert sulla Mercedes “Made in Australia” del 75 Express, leader in GTD Pro.

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Da segnalare un paio di interruzioni per altrettante uscite di strada, protagoniste l’Oreca LM P2 di Intersport Racing con Job van Uitert al volante e la Lexus #12 del Vasser Sullivan di Esteban Masson.

Domani si prosegue con ben tre sessioni, alle 11.15 AM, 3.10 PM e 6.30 PM ET per un totale di ben 4 ore e mezzo di azione in pista.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati della Session 2

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IMSA – Porsche tris nella prima sessione della Roar. Problemi tecnici per gli avversari

Finalmente in pista in forma ufficiale le vetture del WeatherTech SportsCar Championship 2026 per il primo appuntamento stagionale, la Roar Before the 24, succoso antipasto della 63ma Rolex24 at Daytona. Clima freddino ma soleggiato ad accogliere le 60 vetture iscritte, che hanno tutte preso la pista nella prima – appena terminata – delle ben 7 sessioni in calendario tra oggi e domenica.

Ovviamente qualche problema tecnico ha rallentato il programma iniziale; a farne le spese in tanti, soprattutto l’Aston Martin Vantage GT3 dello Heart of Racing, con Mattia Drudi autore solo di alcuni in&out. Poca trippa, sempre nell’ambito delle GT, anche per la Porsche Grello di Manthey Racing – problemi al trasponsder per l’iconico combo – e per la Ferrari di Conquest Racing. La 911 è tornata in pista dopo uno stop a metà sessione mentre la 296 GT3, ricordiamo al debutto in versione Evo, ha chiuso il turno con largo anticipo.

Qualche problema anche per alcune delle rinnovate GTP, ma non per le Porsche campioni, che piazzano un uno-due-tre, con Felipe Nasr autore di 1.36.327, al top per appena 4 millesimi sulla 963 spec-2025 del JDC-Miller di Nico Pino, a precedere l’altra LMDh del Team Penske ad un decimo.

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Seguono le due Cadillac del WTR, che hanno passato diverso tempo in pit lane a cofani alzati, come peraltro la V-Series.R #31 del Whelen Racing, e le due BMW passate ora nelle mani del WRT. Pochi giri per le due Acura, 16 in tutto, e per l’Aston Martin Valkyrie, che chiudono la graduatoria della classe regina.

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Charles Milesi impazza in tutti i continenti, e dopo i successi di Sepang con Cetilar Racing, guida la classifica delle LM P2 con l’entry del TDS, lasciando a 2 decimi Pietro Fittipaldi con l’Oreca del Pratt Miller e a 3 il neoacquisto McLaren United Autosports, Mikkel Jensen.

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Spencer Pumpelly a sorpresa è al comando delle GTD con l’Aston Martin Vantage del Magnus Racing ed il tempo di 1.47.304, lasciando a ben mezzo secondo la McLaren del team RLL di Dean McDonald, leader tra i Pro per un soffio sulla Lamborghin Huracàn, qui all’ultima gara in forma ufficiale, di Andrea Caldarelli.

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La sessione, della durata di 75’ è stata interrotta brevemente una sola volta per il testacoda di Will Power in curva 1, con 10 minuti ancora a disposizione.

Il programma odierno prosegue con la seconda sessione, della durata di due ore, a partire dalle 4.00 PM ET locali, le 22 italiane.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati della Session 1

Ford Racing Hypercar Wind Tunnel Profile Image

IMSA/WEC – Ford si prepara alla sfida e annuncia i primi tre piloti

Il programma Ford Racing Hypercar inizia a prendere forma ed il suo manager, Dan Sayers, ha approfittato del season opener IMSA di Daytona per fornire un aggiornamento sul programma stesso e svelare i nomi dei primi tre piloti ingaggiati.

“Un anno fa – cita Sayers – abbiamo promesso di tornare ai vertici delle gare endurance. Oggi, mancano esattamente 12 mesi alla griglia di partenza. Nel mondo del motorsport globale, si tratta di un lasso di tempo da infarto. Costruire un programma Hypercar partendo da un foglio bianco e arrivare alla linea di partenza di Le Mans in soli due anni è, da qualsiasi punto di vista oggettivo, quasi impossibile.”

“Ma in Ford Racing, rendere possibile l’impossibile è l’unico modo in cui sappiamo lavorare. Abbiamo trascorso l’ultimo anno in trincea e, sebbene l’evento principale sia alle porte, l’anima di questa macchina sta già iniziando a ruggire. Quell’anima è il motore. È più di un semplice componente: è l’identità dell’auto. Quando senti una Ford arrivare sul rettilineo di Mulsanne alle tre del mattino, non dovresti aver bisogno di guardare il logo per sapere di chi si tratta. Ecco perché abbiamo scelto Coyote.”

Ford Racing Coyote 5.4L V8 Hypercar Engine - Graphic

“Alimenteremo la nostra Hypercar con un V8 aspirato da 5,4 litri. Quando hai un motore così iconico nel tuo arsenale – un propulsore che definisce già i nostri programmi Dark Horse R, GT4 e GT3 – non hai bisogno di cercare alternative. Ti affidi al tuo DNA. Questo V8 è un ponte tra le leggende del 1966 e il futuro del 2027.”

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“Per la prima volta nella nostra storia, questo motore da competizione viene sviluppato interamente internamente, con il nostro team di Dearborn che lavora a stretto contatto con Red Bull Ford Powertrains per coniugare la più elevata tecnologia con la potenza pura di Detroit.”

FR-HYPERCAR-TEAM

“Ma una macchina così ambiziosa richiede più della semplice ingegneria; richiede un tipo specifico di pilota, uno che sia tanto uno scienziato quanto un pilota. Li abbiamo trovati in Sebastian Priaulx, Mike “Rocky” Rockenfeller e Logan Sargeant.”

“Seb e Rocky fanno già parte della famiglia Ford, avendo dimostrato il valore della Mustang GT3 con due vittorie nell’IMSA lo scorso anno. Seb è un talento puro e naturale; Rocky è il veterano che ha visto tutto e vinto tutto.”

“A loro si unisce Logan Sargeant, che arriva da noi fresco di F1, portando con sé un livello di sofisticatezza tecnica e di esperienza in gare ad alto carico aerodinamico, vitali per un programma di questa portata. Avere un americano di nuovo su una Ford a Le Mans è una cosa giusta. È un omaggio a giganti come Dan Gurney e A.J. Foyt, che nel 1967 hanno mostrato al mondo cosa succede quando la grinta americana incontra l’ambizione globale.”

2026 - LMP2 - Venture Motorsports Team prepares LMP2 entry - Mike Rockenfeller in Cockpit

“Tuttavia, non aspettiamo il 2027 per iniziare a combattere. Per preparare il nostro team corse gestito internamente, Seb e Rocky gareggeranno nella classe LMP2 dell’European Le Mans Series nel 2026. Stiamo costruendo un team, perfezionando i nostri processi e guadagnandoci i galloni nel mondo reale. Stiamo prendendo gli elementi costitutivi di questo programma e li stiamo sottoponendo a stress test nelle condizioni più impegnative del pianeta.”

“Abbiamo il motore. Abbiamo i piloti. Abbiamo la visione. Poter alzare il sipario alla vigilia della stagione 2026 è un traguardo importante, ma il lavoro è tutt’altro che finito. Stiamo costruendo più di una semplice auto: stiamo costruendo una storia. Stiamo reclamando il nostro posto ai vertici delle gare endurance. Siamo l’America Race Team e stiamo arrivando, mondo.”

Trio of Ford GT40 Mk IIs cross finish line at Le Mans 1966

Questo il testo integrale del comunicato diffuso da Ford Racing. Completiamo l’informativa ricordando che Logan Sargeant sarà impegnato anch’egli tra le LM P2 a Daytona con l’entry di ERA Motorsport, mentre Mike Rockenfeller e Seb Priaulx difenderanno il successo ottenuto lo scorso anno dall’Ovale in GTD Pro con le Mustang GT3 schierate da Multimatic.

2026 - LMP2 - Venture Motorsports Team prepares LMP2 entry

 

Non sono tanti infine i team capaci di accogliere i due veterani nella massima serie europea endurance; e anche se al momento vi sono ancora diverse squadre che debbono ancora dichiarare due piloti, possiamo già affermare che la loro destinazione sarà Proton Competition, al fianco di Jonas Ried, stanti anche gli stretti contatti fra Ford ed il team tedesco, che schiera le Mustang GT3 nel WEC.

Piero Lonardo

Foto: Ford Racing

10 and 40 car livery reveal front view

IMSA – Cadillac rinnovate, anche nei colori

Tra i grandi contender per la vittoria assoluta alla prossima Rolex24 at Daytona non può mancare Cadillac: le tre V-Series.R si presentano rinnovate sia nella tecnica che nei colori.

10 car livery reveal front view

Le due entry del Wayne Taylor Racing per Ricky Taylor, Filipe Albuquerque e Will Stevens (#10) e Jordan Taylor, Louis Deletraz e Colton Herta (#40) hanno ricevuto una rinfrescata nei colori, che ora transizionano dal blu cromato al blu metallico e dal blu cromato al nero, entrambe con un largo inserto bianco per il main sponsor.

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Al contrario, la GTP #31 schierata da Action Express/Whelen Racing per Jack Aitken, Earl Bamber, Frederik Vesti e Connor Zilisch rimarrà immutata nei classici colori dello sponsor.

Allo scopo di rinderdire anche sul podio i fasti delle Cadillac DPi, trionfatrici a Daytona per quattro volte nel periodo 2017-2021, le V-Series.R porteranno in pista alcune novità tecniche che saranno ovviamente traslate anche nel FIA WEC.

40 car livery reveal side view

“Nei test di novembre – ha riportato Keely Bosn, manager del programma Cadillac Racing – abbiamo valutato alcuni aggiornamenti al nostro pacchetto complessivo, volti a offrire ai piloti una vettura più costante e che ispiri fiducia.”

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“Per quanto riguarda le prestazioni, abbiamo apportato alcuni miglioramenti all’equilibrio aerodinamico e meccanico, con un aerokit aggiornato per aiutare la vettura a rimanere prevedibile quando il tracciato cambia dal giorno alla notte e quando entra in gioco il degrado degli pneumatici. Questo include piccole modifiche alla gestione del carico e al controllo generale della piattaforma, il tutto nel rispetto del quadro di omologazione.”

“Abbiamo anche dedicato tempo ai dettagli che contano in una gara di 24 ore: una migliore gestione degli pneumatici, una maggiore stabilità in condizioni mutevoli e una vettura che fornisca ai piloti lo stesso feedback alla 23a ora come alla 3a. Per quanto riguarda la propulsione, abbiamo sfruttato il feedback dei piloti di entrambe le serie (IMSA e WEC – ndr) per individuare opportunità di miglioramento delle prestazioni e aumentare l’efficienza.

“Nel complesso – conclude il boss Cadillac – il feedback dei piloti durante i test è stato positivo. Hanno notato i miglioramenti, ed è proprio questo il nostro obiettivo: un pacchetto completo e duraturo che permetta loro di spingere al massimo quando serve e ci mantenga in lizza fino alla bandiera a scacchi.”

Piero Lonardo

Foto: Cadillac, Piero Lonardo