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USCC – Prima metà di gara ad eliminazione a Sebring

La scorpacciata di motorsport del weekend continua con l’endurance americana del WeatherTech SportsCar Championship. Nella prima metà di gara della Mobil 1 12 Hours of Sebring, per la prima volta a novembre causa della pandemia, è successo un po’ di tutto.

Protagonista, probabilmente eccessiva, la direzione gara, che oltre ad assestare penalità come piovesse, ha dichiarato infatti nelle prime 6 ore di gara la bellezza di sette neutralizzazioni, nessuna delle quali fortunatamente ha riguardato incidenti gravi. Ma andiamo per gradi.

Allo start, dichiarato  dalla leggenda Mario Andretti, scatta bene dalla pole position conquistata ieri il capoclassifica Ricky Taylor, portandosi dietro il title contender Renger van der Zande. La manovra al via della Cadillac #10 viene però considerata scorretta, in quanto il pilota del WTR avrebbe cambiato traiettoria (van der Zande in effetti era andato particolarmente largo nel chiudere curva 1) prima della linea di start.

Inizia così una gara ad inseguire da parte del WTR, gara che però perde dopo appena 40’ il leader, che si ferma ai box con la sua Acura in evidente carenza di potenza. La sosta necessaria per sostituire l’intercooler nella fiancata di sinistra dalla ARX #7 dura circa 10 giri e la pone dead last in classifica generale.

Frattanto la leadership della GTLM era passata dalla Corvette capolista di Antonio Garcia alla BMW di Connor de Philippi, mentre il comando della LM P2 e delle GTD era saldamente nel comando dei polesitter di PR1 Mathiasen e Wright Motorsport.

PR1b

Davanti ora è l’altra Acura di Juan Pablo Montoya a prendere le redini della gara, nonostante un super Sebastien Bourdais, che con la Cadillac #5 si piazza alle calcagna del campione uscente.

Il secondo colpo di scena allo scadere della terza ora, allorquando la Corvette di Oliver Gavin, giustamente celebrato con uno striscione sul rettilineo principale in occasione della sua ultima gara da titolare, perde liquido nell’insidiosissima curva finale, la 17.

Porsch911

Con Gavin fermo ai box, sono però ben quattro vetture a pagarne le conseguenze, tutte GTD: le due Lexus, che nel frattempo erano passate a condurre la classifica di categoria, l’Audi dell’Hardpoint – che il prossimo anno passerà ad una partnership con Earl Bamber e Porsche – e la 911 GT3 R del Wright Motorsport, scivolata nelle retrovie per problemi di guidabilità.

Ad avere la peggio le due RC F GT3, in lotta per il titolo di categoria, con la #12 fortemente attardata e la #14 costretta addirittura al ritiro.

Le neutralizzazioni (nel frattempo ce n’era stata anche un’altra per il contatto tra John Farano ed il muretto all’uscita di curva 17) hanno riportato frattanto la nera Cadillac al comando con Ryan Briscoe ora al volante, così come Earl Bamber, costretto al doppio impegno su entrambe le Porsche GTLM, e la Aston Martin di Darren Turner in GTD, entrambe ad approfittare della situazione.

Non si deve attendere molto per la quarta Full Course Yellow, che arriva allo scadere della quarta ora grazie a Kuba Smiechowski, fuori, indovinate un po’, in curva 17, e permette al WTR, grazie ad una strategia attendista, di raccogliere i primi punti odierni della Michelin Endurance Cup e laurearsi così campioni di questo trofeo dedicato alle gare “lunghe” a corsa non ancora conclusa.

WTRshine

Al termine della quinta ora il dramma per la squadra di Wayne Taylor, con Scott Dixon che viene buttato platealmente fuori dalla Mazda di Oliver Jarvis in curva 10 spargendo detriti dal posteriore della sua Cadillac. Il driver Mazda non viene nemmeno sanzionato, mentre la DPi V.R è costretta ai box per una lunga riparazione.

Davanti a tutti ora incredibilmente c’è Pipo Derani, che col risultato del momento porterebbe a casa anche il titolo assoluto nonostante i ben 10 punti di svantaggio sull’equipaggio della Acura #7 e i 7 sull’accoppiata del WTR.

Nel frattempo si fa vedere anche Alessandro Balzan, che con l’unica Ferrari in gara di Scuderia Corsa, si porta al comando delle GTD.

Nelle due ore successive, un altro paio di neutralizzazioni piuttosto veniali per la cartellonistica portata in pista da una Lamborghini e per la toccata, senza particolari conseguenze, fra la Corvette di Nicky Catsburg e l’Oreca del neocampione LM P2 Patrick Kelly. Manco a farlo apposta nel caso la penalità va a quest’ultima.

PMR

Grazie ad un opportuno overcut, dopo sei ore di gara c’è Matheus Leist al comando con la Cadillac #85 del JDC-Miller davanti a Montoya e Bourdais, che si apprestano ad un’altra puntata del duello delle prime fasi di gara.

In GTLM Nick Tandy con la Porsche #911 conduce sulle due BMW mentre in GTD è il momento della Lamborghini del Paul Miller Racing, che con Corey Lewis è balzata avanti alla Porsche Wright, ora di nuovo con Jan Heylen al volante, e alla Ferrari di Jeff Westphal. In LM P2 infine, sono già tre i giri di vantaggio del PR1 Mathiasen sulla concorrenza.

Piero Lonardo

La classifica dopo sei ore di gara

Foto: IMSA, WTR, Paul Miller Racing

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