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IMSA – Albuquerque porta in alto la Cadillac nelle Libere 3 di Sebring

Filipe Albuquerque evita lo sweep Porsche nelle libere della 74ma 12 Ore di Sebring, piazzando la Cadillac #10 del WTR in cima alla lista dei tempi nella terza ed ultima sessione, svoltasi nella nottata italiana.

Il pilota portoghese nelle prime fasi del turno ha piazzato in alto la sua V-Series.R con 1.47.713, scavalcando per appena 41 millesimi Sheldon van der Linde con la BMW #24 e di 4 decimi le due 963 Penske di Julien Andlauer e Laurens Vanthoor, che seguono in graduatoria.

Unico problema imputabile alle 11 GTP della classe regina, un contatto a muro per l’Acura #93 di Nick Yelloly; le Hypercar del MSR qui paiono più in difficoltà rispetto alla Rolex 24 e chiudono la top five del turno con l’altra ARX-06 #60.

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Tom Dillmann dal canto suo ha ritoccato sensibilmente il limite delle LM P2 con l’Oreca di Inter-Europol ed il tempo di 1.50.056, a precedere di ben mezzo secondo Jonny Edgar e “Spike the Dragon”, qui tornato in colorazione porpora dopo il dorato di Daytona.

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Jack Hawksworth si unisce al ristrettissimo club dei piloti scesi sotto i 2 minuti tra le GT con la Lexus Pro del Vasser Sullivan. Alle spalle del pilota britannico, buona notizia per i colori italiani con Antonio Fuoco e la Ferrari #21 iscritta da AF Corse in GTD, unici a spezzare i dominio Mercedes.

A seguîre infatti la top five delle GT si completa con le tre AMG GT3 di Lone Star Racing (GTD) Luc Stolz (GTD Pro) e Phil Ellis (GTD). Buone prestazioni ancora una volta anche per Porsche, con le due 911 di Manthey, e per l’Aston Martin dello Heart of Racing, mentre al contrario non emergono le due Corvette, che chiudono a oltre 1” dai battistrada.

L’unica red flag della sessione peraltro è stata propiziata prorio da una Z06 GT3.R, quella del DXDT Racing, in testacoda in curva 13 con Salih Yoluc nel finale del timing previsto.

Tutto pronto per le qualifiche, in programma alle 11.25 AM ET, le 16.25 italiane, come sempre fruibili in free streaming sul sito IMSA e sui relativi canali social.

Piero Lonardo

Foto: Dave Green – FlagToFlagPhotography

I risultati delle Libere 3

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IMSA – Scendono i tempi ma davanti c’è sempre una Porsche a Sebring

La classifica del secondo turno di libere vede sempre una Porsche davanti, ed è la #7 con Felipe Nasr che ritocca il limite segnato in mattinata di quasi un secondo con 1.47.043. A differenza delle prime libere peró non riesce l’uno-due Penske, grazie a Tom Blomqvist e Jack Aitken, che nei minuti finali, riservati ai soli equipaggi Pro, si infilano tra le due 963 ufficiali, separate da 4 decimi.

Si è trattato di una sessione piuttosto tranquilla, senza interruzioni ed una sola defaillance di rilievo per la Porsche del JDC Miller, ferma brevemente all’uscita della pitlane a metà sessione.

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Tra le LM P2, Dane Cameron ha riportato in vetta “Spike the Dragon” dopo la disavventura patita da PJ Hyett durante il primo turno, migliorando leggermente il tempo ottenuto da Paul di Resta con 1.50.639. Il pilota britannico ha mantenuto l’Oreca #22 di United Autosports in top five, alle spalle di altri specialisti quali Tom Dillmann e Sebastian Alvarez.

Protagonista di una penalità non frequente l’entry del JDC Miller, costretta ad un clamoroso stop+60’ per avere mantenuto in macchina l’infrastruttura tecnica utilizzata durante i test.

Dudu Barrichello ha portato in alto l’Aston Martin Vantage dello Heart of Racing, migliore tra le GTD, pur non scendendo sotto i 2’ con 2.00.029, appena 41 millesimi meglio di Harry King su “Roxy”, la Porsche di AO Racing, il migliore tra gli equipaggi Pro.

A seguire la McLaren del RLL, che nell’equipaggio conta anche quel Nikita Johnson giovanissimo vincitore dell’Indy NXT a St.Petersburg, ed Alessandro Pier Guidi, alla ricerca del riscatto con la Ferrari di Risi Competizione dopo la veloce uscita di scena a Daytona.

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Nella nottata italiana, a partire dalle 00.45, si svolgerà il terzo ed ultimo turno di libere prima delle qualifiche, in programma domani alle 11.25 AM ET, le 16.25 nostrane. Queste ultime saranno fruibili in free streaming sul sito IMSA e sui relativi canali social.

Piero Lonardo

Foto: Luc Warnotte – Car Racing Reporter & Dave Green – FlagToFlagPhotography

I risultati delle Libere 2

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IMSA – E’ subito uno-due Porsche a Sebring. Ecco il calendario 2027

Porsche protagoniste sin dalle prime libere a Sebring, con Laurens Vanthoor al top con il tempo di 1.47.995 e Felipe Nasr a seguire. Alle spalle delle due 963 Penske Jack Aitken con la Cadillac del Whelen Racing, a 2 decimi dal leader, a precedere le altre due V-Series.R del WTR con Louis Deletraz e Filipe Albuquerque, più distanziate.

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Tra le LM P2, migliore prestazione per Paul di Resta con la #22 di United Autosports ed il tempo di 1.50.700, di misura (-48 millesimi) su Ferdinand Habsburg, di ritorno sull’Oreca #18 di ERA Motorsports.

La categoria ha generato l’unica red flag della sessione, con PJ Hyett e “Spike the Dragon” a muro all’uscita dell’ultima curva dopo 51’. Un altro contatto in precedenza da segnalre tra Chris Cumming e la #73 del Pratt Miller e la BMW #24 dei Sheldon van der Line in curva 14, mentre Tobias Lutke ha chiuso anzitempo la sessione sulla vettura #11 del TDS.

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AO Racing in evidenza fra le GTD Pro con Alessio Picariello, autore di 2.00.297, sulla Corvette #4 e Tommy Milner e sulla Ferrari di Risi Competizione. L’altra Z06 GT3.R del Pratt Miller ha sostenuto problemi al sensore di coppia ed ha chiuso lontano dai primi. Solida prestazione della nuova Lamborghini Temerario GT3, che ha girato con continuità nelle mani di Pfaff Motorsports.

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Ma i migliori crono tra le GT sono appannaggio delle entry Pro/AM della classe GTD, con l’inesorabile Mercedes #57 campione in carica del Winward Racing al top con Russell Ward ed il tempo di 1.59.363. La top three prosegue con la Scott Andrews e l’alta AMG GT3 del Lone Star Racing e Lorenzo Patrese con la Ferrari 296 GT3 Evo del Conquest Racing.

Reso noto, ancora una volta con largo anticipo, il calendario 2027 del Weather SportsCar Championship. Diciamo subito nessuna grossa novità da segnalare rispetto alla stagione appena iniziata; da evidenziare solo lo spostamento in avanti di una settimana, già preannunciato dal boss IMSA John Doonan lo scorso gennaio, della Rolex24 at Daytona.

Inoltre, l’appuntamento di Detroit, in concomitanza con l’IndyCar Series, e quello di Laguna Seca si scambiano di posto e l’atto finale, la Motul Petit Le Mans, slitta al weekend successivo.

Schedule2027

Il programma odierno di Sebring proseguirà con altre due sessioni di prove libere, rispettivamente alle 4.00 PM ET e alle 7.45 PM ET, vale a dire le 21.00 e le 00.45 italiane.

Piero Lonardo

Foto: Dave Green – FlagToFlagPhotography

I risultati delle Libere 1

Porsches

IMSA – BoP e livree speciali: da domani si comincia a Sebring

Diffuso il BoP della 74ma 12 ore di Sebring. Rispetto allo scorso anno, allorchè Porsche dominò con un clamoroso uno-due che spianò la strada al titolo IMSA, le 963 ufficiali correranno con 3 kg in meno, ma sconteranno una riduzione di potenza, soprattutto alle velocità più elevate, oltre a 6 MJ in meno di energia massima per stint.

Le due Porsche Penske correranno con una livrea particolare ispirata alla GT1 che corse a Le Mans nel 1996, mentre il JDC-Miller lascerà la livrea gialla “Banana boat” per tornare ai colori nero e oro dello sponsor Mustang Sampling trionfatrici insieme nel 2021.

JDC

Sempre riguardo al BoP, notevoli riduzioni di peso, sempre rispetto al 2025, per Aston Martin (-18 kg) e per Cadillac (-22 kg), ma mentre alla Valkyrie sarà concessa, rispetto al debutto, una maggiore potenza massima generale, le V-Series.R saranno notevolmente penalizzate dai 240 kmh in su, ed in più potranno godere solamente di 895 MJ per stint (-117 MJ rispetto alla scorsa edizione).

Leggera riduzione di peso anche per le Acura (-4 kg) e notevole aumento di potenza fino ai 230 kmh, ma le major contender del 2025 avranno 5 MJ in meno da gestire per stint e una notevole riduzione di potenza alle velocità più elevate; le BMW al contrario, partiranno con ben 18 kg extra e potenza leggermente diminuita a tutte le velocità.

Tra le GTD, abbuonati ben 45 kg alle Ferrari 296 GT3, ora in versione Evo, ma anche 25 kg in meno alle Corvette dominatrici nelle prime fasi di gara a Daytona, rispetto allo scorso anno, e 24 kg alle Lexus, che invece all’ultima Rolex 24 non hanno fatto mancare un robusto disappunto rispetto alle equivalenze definite dall’IMSA.

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Le tre entry iscritte dal Pratt Miller, compresa l’Oreca LM P2, si presenteranno con una livrea ispirata ai colori della bandiera americana in occasione del 250° anniversario della dichiarazione di indipendenza.

PrattMillerP2

Le Ford Mustang guadagneranno invece ben 41 kg, anche se la palma della GT più pesante va alla Lamborghini Huracàn con 1.370 kg a vuoto. La nuova Temerario, al debutto mondiale sui bump della Florida, partirà con 1.351 kg. Decisi anche  8 kg extra per le BMW trionfatrici tra i Pro nel season opener.

Temerario_Pfaff

Diversi gli aggiustamenti anche in tema di potenza massima, e anche in questa misura è la “vecchia” arma di Sant’Agata la più colpita dalle nuove equivalenze; le Aston Martin Vantage, le Mustang e le Mercedes da tempo “pigliatutto” in GTD, al contrario, guadagneranno qualcosa alle velocità fino ai 190 kmh.

Le Huracàn infine perderanno anche in termini di energia massima per stint, che passa a 862 MJ, tra i valori più bassi insieme a Porsche, che nell’ultima edizione trionfarono in GTD Pro, e che invece guadagneranno 12 MJ; quest’anno la popolare Rexy, incidentata a Daytona, lascerà il passo alla sua gemella dipinta di rosa, Roxy.

Roxy

Riduzioni sostanziali di energia utilizzabile rispetto al 2025 anche per Lexus (-35 MJ) Corvette (-25 MJ) e Ferrari (-22 MJ). Concessi invece 17 MJ alle Ford Mustang GT3.

Chiudiamo segnalando una variazione di rilievo nell’entry list: non vi sarà Mathias Beche sull’Oreca LM P2 del TDS per non meglio specificati problemi di salute. Il suo posto al fianco di David Heinemeier Hansson e Tobias Lutke verrà preso da Charles Milesi, libero nel weekend a causa dello spostamento del season opener WEC del Qatar, e già parte dell’equipaggio a Daytona.

Appuntamento a domani, giovedí 19 marzo, alle ore 10.05 AM ET, le 15.05 nostrane, per le prime libere della 12 ore di Sebring.

Piero Lonardo

Foto: Porsche, JDC Miller, Pratt Miller, Pfaff Motorsports, AO Racing

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IMSA – La Porsche si ripeterà a Sebring? Debutta la Temerario GT3

Presentata la prima entry list della 74ma edizione della 12 ore di Sebring, secondo appuntamento del WeatherTech SportsCar Championship.

Dopo il dominio dimostrato a Daytona, le Porsche 963, ricordiamo attive solo nella serie americana, sono chiamate a ripetersi come nel 2025, allorquando costruirono già nella cosiddetta “36 Ore della Florida” quel vantaggio che le ha portate al successo in campionato.

Nessuna variazione fra gli equipaggi delle 11 GTP iscritte, a parte ovviamente l’assenza delle quarte guide presenti alla Rolex24.

Tra le LM P2 invece una variazione di grido, con Tristan Vautier a prendere il posto di Sebastien Bourdais al Tower Motorsports. Il nativo di Le Mans ha dichiarato di volersi concentrare solamente sul WEC con Cadillac. A parte ciò, debutto stagionale dell’Oreca del JDC-Miller per Gerry Kraut, Josh Burdon e Sennan Fielding, mentre assenti, come da copione, le entry di AF Corse e la seconda macchina di Inter-Europol, come peraltro la vettura del Team Tonis, attesa ad una stagione completa ma protagonista di un no-show a Daytona.

Grande attesa per il debutto in pista della nuova Lamborghini Temerario GT3, iscritta in GTD Pro da Pfaff Motorsports, con Franck Perera a prendere il posto di Mirko Bortolotti al fianco di Andrea Caldarelli e Sandy Mitchell. 13 le macchine iscritte contro le 15 del season opener, comprese le due Ferrari 296 GT3 di Risi Competizione e Triarsi Competizione.

A fare la parte del leone come sempre la GTD con 19 entry. Assente una delle protagoniste della Rolex24, l’Aston Martin del Magnus Racing, come peraltro la Porsche del Muhlner Motorsports, ad ora l’unica altra variazione riguarda l’altra 911 GT3 R Evo dell’RS1, che proporrà proprio uno degli alfieri del Magnus Racing, Spencer Pumpelly, al posto di Eric Zitza.

L’appuntamento in pista a Sebring è previsto per giovedí 19 marzo con le prime libere alle 10.05 AM ET. Qualifiche venerdí 20 alle 11.25 AM ET, le 16.25 italiane, mentre lo start della 74ma 12 Ore di Sebring è previsto per le 10.10 AM ET, le 15.10 nostrane, di sabato 21 marzo.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

L’entry list della 74ma 12 ore di Sebring

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WEC/IMSA – Acura in, Alpine out, Porsche e Lambo di ritorno? Forse, ma….

In questi ultimi giorni tutte le maggiori testate che si occupano di endurance hanno riportato notizie riguardanti movimenti al parco partenti delle Hypercar, soprattutto nel WEC.

Ora, sappiamo per certo che la griglia 2027 della serie mondiale sarà arricchita dalle presenze di McLaren e Ford. Entrambi i costruttori si sono affidati al concetto LMDh, rispettivamente adottando telai Dallara ed Oreca.

I due programmi, stando a quanto diffuso finora, stanno procedendo, con l’Ovale che guarda oltre il 2027 per entrare anche nel WeatherTech SportsCar Championship; al contrario Genesis, attesa già il prossimo marzo in gara in Qatar, ha reso noto che potrebbe addirittura anticipare l’impegno in IMSA durante l’attuale stagione.

Indubbiamente il punto focale di tutti questi impegni consiste nel “patto” tra ACO e IMSA che disciplina il regolamento tecnico della classe regina, esteso lo scorso giugno dal 2029 a fine 2032; ciò come noto non ha impedito a Porsche di abbandonare repentinamente il WEC, senza dare troppe spiegazioni, mantenendo al contempo la presenza nella massima serie endurance americana.

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A Daytona Roger Penske in persona avrebbe ribadito la volontà di ritornare a Le Mans e cercare di conquistare cosí l’ultimo obiettivo ancora mancante all’88enne Captain. Un ritorno potenzialmente possibile certo, salvo però il dover passare attraverso la “selezione” dell’ACO, che non ha visto proprio di buon grado l’abbandono del costruttore tedesco.

Chi invece aveva già dichiarato tre anni fa, proprio a Daytona, di voler concorrere a Le Mans, era Acura. Tre anni sono passati senza alcun segno di volontà da parte di HRC, che nel frattempo ha deciso di supervisionare da vicino il programma IMSA del Meyer Shank Racing, team che porta in gara le due ARX-06.

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Ora pare – sempre secondo alcuni media – che la casa madre Honda sia finalmente intenzionata a partecipare full-time al WEC nel 2027 e quindi garantirsi l’invito automatico a Le Mans.

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Sarebbe addirittura stato individuato anche il team capace di mandare in porto questa operazione in Inter-Europol Competition. La squadra battente bandiera polacca ha dominato nelle ultime stagioni tra le LM P2, riportando due vittorie di categoria a Le Mans nel 2023 e nel 2025, e un campionato IMSA nel 2024, sfiorando più volte il titolo ELMS. Un eventuale annuncio si dice potrebbe addirittura essere diffuso già a Sebring fra solo un paio di mesi, per cui attenderemo quella data prima di esprimerci in merito.

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Ma non è finita: sempre a Daytona il nuovo capo del motorsport Lamborghini, Rouven Mohr, avrebbe espresso segnali di rientro per la SC63. Per la LMDh di Sant’Agata, unica basata sul telaio Ligier, uscita dal WEC a fine 2024 e dall’IMSA al termine della scorsa stagione, ci sarebbero stati diversi contatti da parte di altrettanti team, ma Mohr, sempre secondo citato da queste fonti, starebbe dando priorità al programma della nuova Temerario GT3 prima di intraprendere nuove collaborazioni.

Personalmente saremmo contentissimi di rivedere la Lamborghini nuovamente in pista, da una o dall’altra parte dell’oceano (uno dei due telai sarebbe ancora negli States), ma perdonateci un sano scetticismo.

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Concludiamo con la bomba lanciata in giornata da Endurance-Info, che vorrebbe Alpine fuori dal WEC a fine stagione. La A424, escludendo Porsche, è stata la LMDh più regolare nella serie mondiale, conquistando la prima storica vittoria al Fuji lo scorso anno, più altri tre podi nelle due stagioni in cui è stata impegnata.

Alla base del possibile ritiro i problemi sottostanti in quel di Viry-Châtillon, storico stabilimento che ha già perso la realizzazione dei motori di Formula 1, oltre ai problemi di carattere squisitamente economico, aggravati dalla nomina del nuovo presidente François Provost, meno incline del predecessore Luca de Meo alle attività sportive del marchio; marchio per il quale non più tardi di qualche mese fa si era invece ipotizzato addirittura uno sbarco in IMSA, allo scopo di rafforzare la solidità del marchio verso il pubblico americano.

Purtroppo la cosiddetta “nuova golden era dell’endurance” lanciata con l’introduzione della convergenza LMH/LMDh non può non sottostare alle regole del mercato, e forse, prima di assistere ad un ennesimo fisiologico fuggi fuggi generale di cui l’endurance dovrebbe aver fatto tesoro negli ultimi decenni, crediamo che la dirigenza dell’ACO dovrebbe prestare una maggiore attenzione alle esigenze di tutti i costruttori, aldilà dei proclami sempre più trionfalistici.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

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IMSA – A Daytona, non sfugge il tris a Porsche e Nasr. Successi di classe a Crowdstrike by APR, Paul Miller Racing e Winward.

Porsche festeggia al meglio il programma 2026 della sua LMDh aggiudicandosi la Rolex24 at Daytona. Si tratta del terzo successo di fila per il costruttore tedesco e per Felipe Nasr, questa volta coadiuvato da Julien Andlauer e Laurin Heinrich.

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Nel finale, Jack Aitken ha tentato il tutto per tutto con la Cadillac Whelen, riuscendo anche ad affiancarsi a 15’ circa dalla bandiera a scacchi, ma Nasr ha rintuzzato l’attacco, allungando quanto basta.

_PLB9417 (1) Completa il podio la BMW #24, cominciando cosí in bellezza il nuovo corso di WRT nella classe regina IMSA, mentre la seconda 963 Penske riesce a mantenere la quarta piazza nonostante i problemi tecnici che ne hanno inficiato il passo.

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Tra le LM P2, Alex Quinn ha saputo tenere a distanza la concorrenza in due ore tirate, senza Full Course Yellow, lasciandosi alle spalle le due entry di Inter-Europol. Appena P5 per “Spike the dragon”, crollati nella fase finale dopo aver dominato incontrastati fino alla lunga neutralizzazione notturna per nebbia.

Avevamo detto che in GT vedevamo bene le BMW e le Mercedes, ed infatti non sono sfuggiti i successi di classe alla M4 GT3 Evo del Paul Miller Racing in GTD Pro e alla AMG GT3 Evo di Winward Racing in GTD.

Dan Harper ha ingaggiato con la Corvette residua di Nicky Catsburg e con la Porsche Grello di Thomas Preining un duello ravvicinato in cui si è inserita l’AMG di 75 Express di Maro Engel, balzato addirittura al comando nonostante una serie di penalità sostenute nelle prime fasi di gara.

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La velocità di punta della GT di Monaco era però tale da permettere alla BMW #1 di raggiungere e superare la vettura battente i colori australiani, che si accomoda in seconda posizione, a precedere l’altra Mercedes di Winward Racing, squadra che può festeggiare anche il successo in GTD con l’equipaggio campione in carica della cateforia, impreziosito per l’occasione da Lucas Auer.

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L’AMG GT3 #57 si è inserita con successo nella lotta fra le due Aston Martin del Magnus Racing e dello Heart of Racing, che vanno a completare il podio, con Mattia Drudi unico italiano premiato quest’oggi. Dalla lotta per il successo è mancata nel finale la BMW del Turner Motorsport, dopo essere stata sanzionata dalla direzione gara per aver mandato in testacoda la Corvette del 13 Autosport ad un’ora dalla fine.

La Corvette #13, vincitrice lo scorso anno con la denominazione AWA Racing, chiude al quarto posto precedendo la migliore delle Ferrari, la #21 AF Corse di Antonio Fuoco, Simon Mann, Lilou Wadoux e Tommaso Mosca, a lungo in contention per la vittoria.

E’ tutto per questa 64ma Rolex 24; il prossimo appuntamento col WeatherTech SportsCar Championship è per la 12 Ore di Sebring, in programma il 21 marzo.

Piero Lonardo – Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 64ma Rolex24 at Daytona

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IMSA – Sarà arrivo in volata a Daytona?

A due ore dalla bandiera a scacchi di Daytona la situazione nella classe regina è ancora fluida. Ben nove sono infatti le GTP nel giro di testa, frutto anche di un altro paio di Full Course Yellow che hanno movimentato la mattinata.

Prima Logan Sargeant, toccato dall’Oreca del Tower Motorsport di Sebastien Bourdais, ha dovuto portare ai box la vettura di ERA Motorsport, come peraltro è toccato anche alla #4, per la quale la direzione gara ha deciso di non procedere; poi la Ford Mustang #64 si è arrestata dopo la bus-stop, generando la nona neutralizzazione della giornata.

Davanti, le due Porsche, dalla strategia leggermente sfasata, continuano a dettare il passo, ma gli altri contender, capeggiati di fatto dalla Cadillac del Whelen Racing di Jack Aitken e dall’Acura #60 di Tom Blomqvist, sono ancora a contatto. Unica defezione della categoria, senza contare ovviamente l’Aston Martin Valkyrie staccatissima, per la Cadillac #10 del WTR, vittima di un problema tecnico non ancora identificato a box.

Tra le LM P2 è invece il momento degli specialisti, in particolare Alex Quinn del Crowdstrike by APR e Tom Dillmann di Inter-Europol. Dane Cameron e “Spike the Dragon”, dominatori fin qui della gara, sono invece scivolati in P5.

Strategie determinanti invece tra le GT. Rientrata in contention anche la Lamborghini Pfaff, mentre Corvette ha perso una delle sue punte, a causa della rottura della sospensione posteriore destra della Z06 GT3.R #3.

Sarà appassionante la lotta che si prospetta fra la Chevy #4, la Mercedes AMG GT3 EVO #69 GetSpeed, la Porsche “Grello” Manthey, e la BMW #1 Paul Miller Racing, tutte con possibilità di successo finale. Fuori dai giochi invece “Rexy”, la Porsche di AO Racing, anche a causa di una clamorosa “falsa partenza” al restart causata dal nuovo acquisto Harry King, e della relativa penalità.

In GTD infine la Ferrari AF Corse #21 ha subito più del dovuto lo stint di Lilou Wadoux e ora ha affidato la rimonta ad Antonio Fuoco. Davanti, al momento sono le due Aston Martin di Magnus Racing e Heart of Racing a sembrare le più in forma insieme alla BMW del Turner Motorsport, ma la Mercedes del Winward attende sorniona per piazzare la zampata decisiva, con una strategia anticipata rispetto alle tre vetture di testa.

Piero Lonardo – Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

La classifica dopo la 22ma ora

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IMSA – Finalmente si riparte a Daytona, ma è pioggia di penalità

Una Full Course Yellow che è sembrata eterna, 6 ore e 33 minuti, la più lunga nella storia della Rolex24, per evitare problemi maggiori della fitta foschia che ha avvolto il Daytona International Speedway.

La ripartenza a regime della gara è stata data alle 7.18 locali, fortunatamente ben prima di quanto inizialmente ipotizzato, con la luce del mattino a spazzare via ogni dubbio.

Durante la lunga neutralizzazione abbiamo assistito a svariate fermate della Porsche #6, nel tentativo di riparare il fondo danneggiato senza perdere il giro di testa; lavori nella parte anteriore anche per la gemella #7, dominatrice della prima metà della corsa.

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Il risveglio peró è stato amaro per diversi equipaggi con altrettante penalità: drive through per la Porsche del JDC-Miller, che si era innalzata virtualmente alla testa della gara, per la BMW WRT #24 e per la Mercedes #48 di Winward Racing (GTD Pro). Stop+10” per l’Oreca LM P2 di Intersport Racing, ma un sanguinoso Stop+60” per la Cadillac Whelen e per la Ferrari Triarsi #033, rei di essere usciti dalla pitlane col semaforo rosso.

A sei ore dalla bandiera a scacchi Le due Porsche Penske si ritrovano nuovamente al comando con Felipe Nasr e Matt Campbell. Ad inseguire Kevin Magnussen con la BMW #25 e la Cadillac #40 del WTR di Louis Deletraz.

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Spike the Dragon ha mollato frattanto la testa delle LM P2, lasciando il passo a Sebastien Bourdais con l’entry del Tower Motorsport e alla #343 di Inter-Europol con Nick Cassidy a pressare da vicino. Christian Rasmussen, ora al volante della dorata #99, insegue in P6.

Ancora una Corvette in testa alle GTD Pro, quella di Tmmy Milner, che al restart ha subito avuto la meglio di Ben Barker e della Ford Mustang #64, capace non solo di rimontare il giro perso in precedenza ma anche di trovarsi provvisoriamente in testa alla categoria.

Medesimo destino in GTD anche per Lilou Wadoux e la Ferrari AF Corse #21, immediatamente sverniciata da Robby Foley con la BMW del Turner Motorsport. P3 per l’altrettanto temibile Mercedes #57 del Winward Racing, campione in carica della categoria, con Russel Ward.

Piero Lonardo – Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

La classifica dopo la 18ma ora

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IMSA – Daytona, alla metà gara, neutralizzazione per nebbia

La foschia che da qualche ora stava avvolgendo Daytona si è fatta ancora più fitta, e la direzione gara dopo 11h05 ha deciso di neutralizzare la gara con Full Course Yellow.

Nell’ultimo ottavo di gara abbiamo assistito ad un nuovo ribaltamento delle posizioni tra le due Porsche, e l’ultima sosta ha permesso ad Earl Bamber e la Cadillac Whelen di installarsi fra le due 963 Penske. A seguire le due Cadillac del WTR con Will Stevens e Jordan Taylor.

Problemi per le due Acura, con la #60 a scontare un drive through per avere eseguito lavori sulla vettura fuori dal box e la #93 protagonista di una breve caution per avere perso la ruota anteriore sinistra.

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Prosegue frattanto la marcia trionfale di AO Racing, ora con Dane Cameron al volante, in LM P2, sull’Oreca #2 di United Autosports. Ancora sette comunque le vetture a pieni giri nella categoria.

Le Corvette dal canto loro hanno ceduto momentaneamente la leadership delle GTD Pro alla BMW del Paul Miller Racing, cui si è accodata la Porsche Manthey “Grello”.

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Il marchio statunitense è invece passato al comando delle GTD con l’esemplare di DXDT Racing, trascinata dalla stella dell’IndyCar, Scott McLaughlin, grazie ad una penalità per un’infrazione ai box che ha momentaneamente rallentato la marcia della Ferrari AF Corse #21. La Z06 GT3.R #36 è seguita dall’altro esemplare di 13 Autosport, ricordiamo vincitrice lo scorso anno sotto la denominazione di AWA Racing.

N.B.: La direzione gara al momento starebbe evitando la sospensione mediante red flag per non complicare i calcoli sulla durata di guida, ma se la situazione proseguirà, come crediamo, nel corso della nottata, l’interruzione sarà inevitabile.

Piero Lonardo – Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

La classifica dopo la dodicesima ora