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IMSA – Acura mette in pausa il programma GTP

A conferma di quanto trapelato durante il weekend, Honda Racing US ha appena comunicato di “mettere in pausa” il programma Acura GTP a fine stagione.

L’ARX-06 schierate dal Meyer Shank Racing è reduce dalla prima vittoria stagionale a Long Beach, dove peraltro la DW12 IndyCar di Marcus Armstrong ha portato in gara i colori del brand giapponese, cosa che avverrà anche in altre gare della serie, a partire dalla prossima Indy 500.

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Evidentemente i due programmi erano legati a filo doppio – ricordiamo infatti i tentennamenti sul rifirmare o meno la prosecuzione dell’accordo di fornitura dei motori IndyCar – e svanisce quindi definitivamente l’ipotesi di un’entrata da parte del gruppo Honda nel WEC e a Le Mans, cosa che, secondo alcune testate statunitensi, sembrava invece potersi concretizzare ad inizio anno.

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Acura è stata parte integrante delle gare endurance americane a partire dal lontano 2007, e nella sua ultima incarnazione, il WeatherTech SportsCar Championship, ha conquistato con le sue DPi e GTP, dal 2018 ad oggi, la bellezza di 25 vittorie, 34 pole position e 10 campionati, fra piloti e costruttori, nelle mani di Penske, WTR e MSR.

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Il team diretto da Michael Shank ha diffuso il seguente comunicato: “Siamo incredibilmente grati della nostra partnership con Honda, Acura e HRC e per il successo che abbiamo condiviso nelle competizioni IMSA.

Il loro supporto e il loro impegno hanno giocato un ruolo chiave nella crescita del nostro programma e nei risultati che abbiamo raggiunto come team.

Guardando al futuro, siamo entusiasti di ampliare la nostra collaborazione con Acura nella NTT INDYCAR SERIES, a partire dalla 500 Miglia di Indianapolis di maggio con la Honda numero 66.

Allo stesso tempo, Meyer Shank Racing rimane aperta a continuare la propria presenza nelle competizioni IMSA e ad esplorare opportunità con altri partner OEM.”

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Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

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IMSA – L’Acura spezza il dominio Porsche a Long Beach

Acura e Meyer Shank Racing spezzano il dominio di inizio anno da parte di Porsche ottenendo il successo a Long Beach nel terzo atto dell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship.

L’ARX-06 #93 di Nick Yelloly e Renger van der Zande si impone tra i muretti californiani davanti alla Cadillac #31 Whelen Engineering di Fred Vesti e Jack Aitken e la 963 Penske #6 di Laurens Vanthoor e Kevin Estre.

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Aitken, risalito dalla quarta piazzola, ha provato ad impensierire nel corso delle prime fasi dell’evento di 100’ l’Acura in pole, ma Van der Zande ha poi continuato alla perfezione il lavoro di Nick Yelloly, difendendosi nel finale di gara dal ritorno del pilota britannico, tornato a ridosso del leader nello shootout di 6’ generato da una breve caution per rimuovere i detriti lasciati dalla Ford Mustang del Gradient Racing.

Appena fuori dal podio la Porsche leader del campionato Julien Andlauer e Felipe Nasr, seguita dalla BMW #24 del WRT di Sheldon van der Linde e Dries Vanthoor dalla Porsche del JDC-Miller di Tijmen van der Helm e Laurin Heinrich.

Il factory driver Porsche è stato protagonista di una serie di contatti con la BMW #25 di Phillip Eng, terminata poi a muro e classificata a 3 giri dal leader.

In GTD festeggia per la prima volta in stagione la Lexus RC F GT3 #12 del Vasser Sullivan grazie a Aaron Telitz e Benjamin Pedersen, che ha avuto la meglio sulla BMW M4 GT3 EVO #96 del Turner Motorsport di Patrick Gallagher e Robby Foley e sulla Ferrari 296 GT3 EVO #34 del Conquest Racing di Manny Franco ed Albert Costa.

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La Corvette del DXDT, partita dalla pole con Robert Wickens, ha perso terreno nella seconda metà della corsa non riuscendo a confermarsi in Top5, come peraltro la Lamborghini Temerario GT3, che negli ultimi giri è uscita dalle posizioni che contano per la penalità chiamata dalla direzione gara per il contatto che ha tolto di mezzo la Mustang #66.

Prossimo atto del WeatherTech SportsCar Championship a Laguna Seca ad inizio maggio, con il ritorno delle GTD PRO oltre alle GTP ed alle GTD.

Luca Pellegrini

Foto: Meyer Shank Racing, Michelin Racing USA

L’ordine di arrivo

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IMSA – Acura e Corvette si aggiudicano la pole a Long Beach

Meyer Shank Racing Acura e DXDT Racing Corvette firmano la pole position per il GP Long Beach, terzo atto dell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship. Nick Yelloly e Robert Wickens si impongono sulla concorrenza nelle qualifiche, rispettivamente in GTP e GTD.

Il primo ha fatto la differenza nella classe regina battendo per 30 millesimi la BMW #25 di Marco Wittmann e di 2 decimi le Cadillac #40 del Wayne Taylor Racing di Louis Delétraz e #31 del Whelen Racing di Jack Aitken. Solo P5, a 3 decimi, per la Porsche #7 fin qui imbattuta nel campionato dopo le “stangate” dal BoP, a Long Beach con una nuova livrea particolare.

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Una penalità per irregolarità tecnica ha cambiato durante la notte italiana la classifica in GTD: la Lexus RC F GT3 #89 del Vasser Sullivan di Frankie Montecalvo ha infatti dovuto cedere la pole di classe alla Chevrolet Corvette Z06 GT3.R #36 del DXDT Racing di Robert Wickens.

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Ad affiancare in prima fila l’ex-campione DTM, di ritorno nella serie per le gare della Sprint Cup, la Lamborghini Huracàn di Danny Formal, davanti all’Aston Martin dello Heart of Racing che continua a schierare Dudu Barrichello, assente a Imola per il season openere WEC.

Nella tarda serata italiana, alle 22.05, le 4.05 PM ET, lo start della prova sulla durata di 100’, come sempre da godere in diretta gratuita come sempre sul sito IMSA e sui relativi canali social.

Luca Pellegrini

Foto: Honda Racing US, Porsche Motorsport NA, Michelin Racing USA

I risultati delle Qualifche

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IMSA – I team si dividono fra Imola e Long Beach. Heinrich approda al JDC-Miller

La concomitanza di due avvenimenti sportivi non è mai una cosa semplice da gestire per team e piloti; dopo la contestualità fra Barcelona ELMS e Le Castellet GTWC di questo weekend, al prossimo come noto si replica con altri due appuntamenti di rilievo quali il season opener WEC di Imola e la terza prova del WeatherTech SportsCar Championship di Long Beach.

Riguardo alle presenze delle GTD IMSA abbiamo già parlato QUI. Nell’entry list della categoria, rispetto a quanto già conosciuto, si deve aggiungere la ormai tradizionale seconda entry per Vasser Sullivan con la Lexus RC F GT3 #89 per Jack Hawksworth e Frankie Montecalvo oltre alla già prevista #12 dei full-season Aaron Telitz e Benjamin Pedersen.

Tra gli equipaggi a due delle GTP spicca invece la presenza di Laurin Heinrich al volante della Porsche del JDC-Miller al fianco di Tijmen Van der Helm. Il factory driver Porsche, reduce dal doppio successo in Florida insieme a Felipe Nasr e Julien Andlauer sulla 963 Penske #7, accompagnerà il giovane pilota olandese oper tutto il resto della stagione, escluse ovviamente la 6 Ore del Glen e la Petit Le Mans, dove tornerà a vestire i colori ufficiali. Nico Pino, che inizialmente doveva essere l’altro full-season driver dell’unica Porsche GTP privata attualmente schierata nelle competizioni, tornerà nelle gare lunghe della Michelin Endurance Cup.

Reso noto anche il BoP della showcase californiana, con le Porsche ufficiali (specifiche 2026) che prendono la bellezza di 45 kg rispetto a Sebring, nonchè una robusta riduzione di potenza alle velocità fino a 190 kmh, anche se viene loro concessa una maggiore potenza alle velocità maggiori e 11 MJ extra di energia massima per stint.

Appesantite anche le Cadillac (+15 kg), le BMW (+11 kg) e le Acura (+8 kg), cui, al contrario delle altre LMDh, è stata ridotta la potenza alle velocità medio-basse. Concessi alle ARX-06 anche 11 MJ in più per stint, che si riducono a 8 per le GTP di Monaco.

La Porsche spec.2025 infine, per la prima volta viene valutata separatamente dalla nuova versione, e sosterrà un aumento di peso di soli 5 kg ed un minore depotenziamento, oltre a 3 MJ in più rispetto a Sebring.

Sostanziali riduzioni di peso fra le GTD per Ford Mustang (-32 kg), Lamborghini Huracàn (-28 kg) e Temerario (-14 kg); al contrario le rinnovate Porsche guadagnano 22 kg. In termini di energia massima per stint, penalizzate soprattutto le Mercedes con 13 MJ in meno, Porsche e Huracàn (-8 MJ). Le 911 inoltre vengono penalizzate in termini di potenza alle velocità sino ai 190 kmh.

L’appuntamento con la showcase californiana è per venerdí 17 aprile alle 4.05 PM ET con le prime libere. Ricordiamo che lo scorso anno fu doppietta Porsche in GTP, mentre fra le GTD, “Rexy” trionfò sulle due Lexus.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

L’entry list di Long Beach

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IMSA/WEC – Tante novità in GTD per Long Beach. Keating salta Imola e Spa

Il WeatherTech SportsCar Championship tornerà fra meno di due settimane con la tradizionale showcase di Long Beach insieme all’IndyCar Series, riservato alle sole GTP e GTD.

In assenza ancora dell’entry list ufficiale, tante le novità per il terzo appuntamento stagionale della massima serie endurance americana.

Partiamo con Robert Wickens, che anche quest’anno sarà della partita con la Corvette del DXDT Racing. Il pilota canadese sarà presente in tutti i round della Sprint Cup e sarà affiancato da Mason Filippi, già in azione nelle prime due gare.

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Proseguiamo con AO Racing, che come lo scorso anno farà presenza una-tantum nella categoria sul cittadino californiano con Roxy, in attesa di rivedere la gemella Rexy, ancora in bacino di carenaggio dopo l’incidente di Daytona. Ad alternarsi questa volta Harry King e Mikkel Pedersen, quest’ultimo al debutto nella serie americana.

Temerario

Anche Pfaff Motorsports scenderà per una volta di categoria per percorrere km preziosi con la Lamborghini Temerario GT3. Al volante della GT di Sant’Agata, oltre al factory driver Andrea Caldarelli ci sarà un altro debuttante, Zachary Vanier, 23enne canadese con esperienze nella Porsche Carrera Cup North America e nel GT World Challenge America.

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Chiudiamo con The Heart of Racing, che per l’occasione sfoggerà un’accoppiata inedita dettata dalla concomitanza con la 6 Ore di Imola WEC, formata da Spencer Pumpelly, a sostituire Tom Gamble, impegnato sul Santerno con l’Aston Martin Valkyrie, ed Eduardo “Dudu” Barrichello, che al contrario ha optato per l’appuntamento californiano invece del season opener WEC.

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A Imola, a partire dal Prologo del prossimo 14 aprile, sulla Vantage GT3 si accomoderà Kobe Pauwels. Il 21enne campione in carica della classe Silver del GTWC Europe si alternerà sulla Vantage GT3 #23 insieme a Jonny Adam e all’altro deb Gray Newell.

Keating

Barrichello jr. peraltro non sarà l’unico a saltare Imola. Ben Keating ha annunciato infatti di dover dare forfait sia al season opener che alla 6 Ore di Spa per riprendersi da una frattura al gomito intervenuta in una sessione di allenamento. Al posto del gentleman texano, sulla Corvette #33 di TF Sport si accomoderà Blake McDonald, già nei ranghi del team britannico sia nell’ultima Asian Le Mans Series che nell’apertura ELMS di Barcelona, ad affiancare Jonny Edgar e Nicky Catsburg.

Tornando a Long Beach, l’azione in pista per l’IMSA a Long Beach sarà ridotta a due sole giornate, con due turni di libere e le qualifiche nella giornata di venerdí 17 aprile mentre la gara, della durata di soli 100’, partirà alle 4.05 PM, le 22.05 nostrane, di sabato 18 aprile.

Piero Lonardo

Foto: DXDT Racing, Dave Green – FlagToFlagPhotography, Lamborghini Squarda Corse, Piero Lonardo, The Heart of Racing, TF Sport

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IMSA – Finale tra i veleni a Sebring: Estre non ci sta. Squalificata la Cadillac #10

La battaglia finale tra le due Porsche Penske a Sebring ha generato degli strascichi impensabili alla vigilia. Kevin Estre infatti, pilota della 963 #6, si è lamentato senza mezzi termini del comportamento di Felipe Nasr, che a dire del francese non avrebbe rispettato gli ordini di squadra.

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Estre, nella conferenza post-gara, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Avevamo strategie simili, ci siamo fermati praticamente sempre assieme, a volte con pneumatici diversi, e ci siamo dati battaglia. Ad un certo punto però, c’è stata una chiamata dal box che non è stata rispettata. Stavo guidando la macchina (ed ero in testa), rispettando quanto deciso, anche perchè serviva per ottimizzare la strategia ed arrivare alla fine, perché avevamo bisogno di risparmiare carburante.

Poi Felipe (Nasr) ha fatto qualcosa di diverso. È stato allora che è avvenuto il sorpasso, e verso la fine, aveva il passo e pista libera ed era veloce abbastanza da non permettermi di attaccare. L’avrei fatto, ma non ci sono state altre opportunità. E’ successo quindi qualcosa che non è stato molto corretto dal mio punto di vista. Ecco perché siamo tutti molto frustrati, e non è piacevole. Ma le cose stanno così.” Ha concluso il campione WEC 2024.

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Siamo sicuri che le lamentele di Estre non passeranno inosservate, aldilà del responso della pista, che ha visto ancora una volta le Porsche ufficiali dominare la concorrenza in Florida, come lo scorso anno e come un paio di mesi fa a Daytona.

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Nel post-gara anche una squalifica di peso per la Cadillac #10 del WTR, giunta a podio alle spalle delle inarrivabili Porsche. Sulla V-Series.R di Ricky Taylor, Filipe Albuquerque e Will Stevens è stato trovato un angolo di camber maggiore di quanto permesso dalla pressione delle gomme modificata per questo evento e pertanto è stata classificata quale ultima delle GTP, 21ma assoluta.

Al suo posto viene promossa a podio l’altra Cadillac di Action Express/Whelen Racing di Jack Aitken, Earl Bamber e Fred Vesti.

Una ulteriore squalifica ha visto coinvolta la Porsche Manthey 1st Phorm di Riccardo Pera, Ryan Hardwick e Morris Schuring. Il pilota di Lucca, ritiratosi nelle fasi finali di gara, non avrebbe compiuto il tempo di guida minimo di tre ore e pertanto la vettura #912 è stata classificata 19ma di classe e 54ma assoluta.

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Da segnalare infine che il successo di Antonio Fuoco, Lilou Wadoux e Simon Mann in GTD è stato il primo della versione Evo della Ferrari 296 GT3, qui appena alla seconda uscita in gara dopo il debutto a Daytona. Si tratta della 38ma vittoria di classe delle vetture del Cavallino a Sebring, la terza in questa classe, dopo quelli del 2016 e del 2022, in quest’ultima protagonista lo stesso Fuoco insieme a Roberto Lacorte e a Giorgio Sernagiotto.

Piero Lonardo

Foto: Dave Green – FlagToFlagPhotography

L’ordine di arrivo definitivo della 12 Ore di Sebring

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IMSA – E’ doppietta Porsche a Sebring. Fuoco, rimonta e successo in GTD

Finale come sempre decisivo alla 12 ore di Sebring. Porsche riporta una doppietta con Felipe Nasr, Laurin Heinrich e Julien Andlauer che bissano il successo di Daytona davanti ai compagni di squadra Kevin Estre, Matt Campbell e Laurens Vanthoor.

Le due 963 Penske si sono date battaglia nelle fasi finali, ripassandosi un paio di volte fino alla decisione di congelare le posizioni. Jack Aitken ha provato di fare l’impossibile, similmente alla Rolex 24, e alla fine ha ceduto il gradino basso del podio all’altra Cadillac del WTR di Ricky Taylor, Will Stevens e Filipe Albuquerque.

Start

Una vittoria ancora una volta dominante da parte delle LMDh di Stoccarda, che lascia poco spazio all’immaginazione, avendo condotto per tutta la gara a parte le primissime fasi di gara. Inconsistenti le Acura, a parte gli exploit iniziali; BMW limitate sul doppio stint ed Aston Martin a fare da comparsa. Adesso bisognerà capire come evolverà il campionato, dopo il bis del 2025 nella cosiddetta 36 Ore della Florida.

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Doppietta anche per United Autosports in LM P2. Phil Fayer, Hunter McElrea e Mikkel Jensen hanno approfittato al meglio della Full Course Yellow causata proprio dalla perdita di una ruota della entry del BHA w/PR1 Mathiasen, che ha costretto “Spike the Dragon” ad un emergency pit da cui sostanzialmente non si è più ripresa.

Paul di Resta, Rasmus Lindh e Dan Goldburg completano la giornata positiva del team angloamericano, con Tristan Vautier ed il Tower Motorsport a chiudere il podio, dopo la penalità assegnata al TDS per una mancanza al pit.

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In GTD Pro, dopo le schermaglie avvenute al tramonto, sono state le due Porsche di AO Racing e Manthey a giocarsi la vittoria, che è andata alla “Grello” di Ricardo Feller, Klaus Bachler e Thomas Preining.

Le due Corvette, impalpabili praticamente per tutta la gara, sono rinvenute nel finale, terminando alle spalle delle due 911, con la #4 di Nico Varrone, Nicky Catsburg e Tommy Milner davanti alla gemella. Si chiude a traguardo, con la P9 a due giri dal leader, la prima uscita della Lambirghini Temerario, mentre Miguel Molina, la cui Ferrari è stata trattata come un punching ball nell’ultima mezz’ora, si classifica sesto con la 296 GT3 Evo di Triarsi Competizione.

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I colori italiani sono però stati salvati da Antonio Fuoco il quale, dopo una incomprensione proprio con il compagno di squadra della 499P nel WEC, immediatamente sanzionato dalla direzione gara, si è lanciato all’inseguimento dei battistrada, sorpassando l’Aston Martin di Tom Gamble a poche curve dal traguardo per il successo di AF Corse in GTD insieme a Lilou Wadoux e Simon Mann.

Problemi nel finale per l’altra Ferrari del Conquest Racing, cosí come per la Porsche Manthey 1st Phorm, costretta addirittura all’abbandono per problemi di raffreddamento. Alla fine il podio su completa con l’altra 911 del Wright Motorsport, in rimonta anch’egli nel finale sulla Mecedes del Lone Star Racing e sulla BMW del Turner Motorsport.

Podium

E’ tutto per questa 74ma edizione della 12 Ore di Sebring. Il WeatherTech SportsCar Championship tornerà il 18 aprile a Long Beach per la tradizionale showcase di 100’ di supporto all’IndyCar Series, protagoniste le sole GTP e GTD.

Piero Lonardo

Foto: Dave Green – FlagToFlagPhotography, IMSA, Michelin Racing USA

L’ordine di arrivo della 12 Ore di Sebring

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IMSA – Cala la sera ed è lotta interna in casa Penske. Patrese ed il Conquest al comando in GTD

Il giorno ha lasciato il campo al tramonto ed alle luci artificiali a Sebring ed allo scadere della decima ora di gara finalmente è lotta fra le due Porsche di testa, con Kevin Estre ad uscire dalla pitlane davanti a Felipe Nasr.

Dietro alle due 963 ufficiali, grazie alle diverse strategie, c’è ora nuovamente la BMW #24, ben distanziata, a 15” dai battistrada, al posto dell’Acura #93 sospinta in questa fase da Alex Palou. Non meglio specificati problemi tecnici hanno invece rallentato l’Aston Martin Valkyrie, che ora battaglia con l’altra grande delusa delle GTP, la BMW #25.

Jonny Edgar, dopo che il gruppo è stato ricompattato dalla sesta Full Course Yellow della giornata, propiziata dalla ruota anteriore sinistra della Lexus di Kyle Kirkwood, che vola nella pista subito dopo il pistop, è riuscito a riprendere il comando delle LM P2, brevemente passato a favore di United Autosports.

In GTD Pro invece, James Calado e la Ferrari #033 di Triarsi Competizione ha giocato ancora una volta in funzione dei punteggi parziali della Michelin Endurance Cup per transitare al comando allo scadere dell’ottava ora, ma a menare le danze sono sempre le due Porsche di AO Racing e Manthey e la BMW del Paul Miller Racing.

Proprio queste ultime due hanno ingaggiato uno spettacolare duello per la seconda piazza ripassandosi a vicenda; alle loro spalle Nico Varrone con la Corvette #4. Purtroppo nella lotta il pilota argentino andava a colpire la M4 GT3, che si girava in curva 16. Inevitabile la penalità ai danni della Corvette, qui ricordiamo in livrea patriottica.

Penalità assassine anche contro la Ferrari AF Corse #21, a lungo al comando delle GTD, ritenuta prima colpevole di un contatto contro la Ford #64 e poi vittima di una leggerezza al box. Il posto di Antonio Fuoco e c. è stato però preso dall’altra 296 GT3 Evo del Conquest Racing, sospinta da Albert Costa e Lorenzo Patrese.

Fuori dai giochi per ora anche la Corvette del DXDT, ad un giro per per essere uscita con la luce rossa dalla pitlane nel corso dell’ottava ora, il giro dei pitstop alla decima ora premia momentanemente l’Aston Martin di Dudu Barrichello, rientrato nel giro dei primi grazie alle neutralizazzioni, e che rientra quindi in contention insieme anche alla Porsche del Manthey 1st Phorm.

Piero Lonardo

Foto: Dave Green – FlagToFlagPhotography

La classifica dopo dieci ore di gara

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IMSA – Sebring: Porsche in controllo con le 963 e Roxy in GTD Pro

Le due Porsche Penske continuano la loro marcia trionfale al comando della 12 Ore di Sebring. Le temperature leggermente diminuite, in attesa dell’oscurità, non paiono intaccare per ora il passo delle 963 ufficiali. Alle loro spalle si sono alternate Cadillac ed Acura, ma dopo sette ore di gara è la BMW #24 di Sheldon van der Linde ad aver ereditato il testimone del major contender.

Le M Hybrid V8, che sembravano soffire più degli altri il doppio stint, hanno comunque perso un pezzo a causa del contatto che durante la quarta ora ha tolto dalla lotta per la vittoria la #25, colpita nel posteriore dalla Ferrari di Inception Racing, al rientro dopo un testacoda all’ultima curva. La 296 GT3 Evo #70, che aveva ricevuto anche un duro colpo dall’Aston Martin del Van der Steur racing, sarà costretta poi al ritiro.

Tra le LM P2, “Spike the Dragon” è tornata in controllo della categoria con quasi 1’ di vantaggio, anche grazie ad un robusto periodo senza neutralizazzioni, sull’esemplare del Crowdstrike by APR. Toby Sowery è stato protagonista di uno spettacolare 360°  in uscita da curva 1 senza toccare le barriere. Vanificata invece la bella rimonta di Tom Dillmann da parte di Inter-Europol. L’Oreca #43, che aveva perso un giro nelle prime fasi di gara, si è fermata nel corso della quinta ora all’uscita della pitlane, ed in seguito ha rimediato un’altra penalità al box.

AO Racing in spolvero anche in GTD Pro, con “Roxy” ora saldamente in testa alla categoria con Nick Tandy, motivato verso l’ennesimo successo, a precedere l’altra Porsche iscritta da Manthey con Ricardo Feller. In terza piazza resiste ancora la Lexus in pole con il vincitore di Arlington IndyCar, Kyle Kirkwood, mentre le due GT italiane di Pfaff Motorsports e Trairsi Competizione chiudono la categoria.

In GTD infine, è stata la Corvette del DXDT Racing, grazie soprattutto a Charlie Eatwood, ad aver preso le redini della gara. Il momentaneo podio virtuale si completa con la Porsche Manthex del nostro Riccardo Pera e la Mercedes del Lone Star Racing. A seguire le due Ferrari di Conquest Racing, risalita dopo una penalità per il contatto con la Corvette del 13 Autosport, ed AF Corse.

L’altra 296 di Triarsi Competizione, in evidenza nella prima ora, è stata costretta ad una lunga sosta ai box e sconta ora 4 giri dal leader. Una penalità per un’irregolarità ai box ha infine rallentato un’altra delle protagoniste della categoria, l’Aston Martin dello Heart of Racing, che ha perso il giro dei primi.

Piero Lonardo

Foto: Dave Green – FlagToFlagPhotography

La classifica dopo sette ore di gara

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IMSA – Porsche in controllo a Sebring. Out la Ferrari Risi

Le due Porsche Penske hanno preso definitivamente il comando delle operazioni a Sebring. Le prestazioni delle 963, fin qui sempre sul doppio stint, hanno permesso a Laurin Heinrich e Laurens Vanthoor di innalzarsi al comando durante la terza ora di gara.

A favorire l’avvicendamento al vertice, ai danni della Cadillac #40 di Jordan Taylor, la prima delle due Full Course Yellow intercorse nel periodo, invocata dalla direzione gara per rimuovere in sicurezza la Ferrari di Risi Competizione e la Mercedes del Winward Racing dal tratto iniziale del rettilineo principale.

A causare la neutralizzazione, una probabile toccata fra la 296 GT3 Evo e la Ford Mustang di Seb Priaulx; entrambe le GT finivano in testacoda e Russel Ward non riusciva ed evitare il posteriore della Ferrari. Ancora una gara sfortunata dopo Daytona per il team di Houston, che, insieme alla Mercedes campione in carica delle GTD, è costretta al ritiro.

A seguire, una quarta caution, a ridosso della quarta ora, è stata chiamata per recuperare un particolare aerodinamico dalla curva Kristensen.

Con in palio i punti della Michelin Endurance Cup, alcune vetture hanno deciso di non approfittare della sosta; fra queste la BMW dei Max Hesse, ritrovatasi al comando delle GTD Pro, la Corvette di Nico Varrone, e le Ferrari di Riccardo Agostini ed Antonio Fuoco, quest’ultima tornata al comando delle GTD dopo che ad un certo punto in questa classe si è assistito ad un uno-due-tre delle GT del Cavallino.

Ad un terzo di gara, sono ora Julien Andlauer e Matt Campbell, subentrati sulle due Porsche Penske, a menare le danze, con Cadillac ed Acura ad inseguire nelle mani di Will Stevens e Scott Dixon.

Tra le LM P2, Tristan Vautier, grazie alle strategie, è riuscito a cogliere gli onori della categoria per Tower Motorsport sull’Oreca di AO Racing, ora con Jonny Edgar al volante.

In evidenza tra le GTD la Porsche del Wright Motorsport e Callum Ilott, autore di una notevole rimonta, ora in P2 dietro la Ferrari AF Corse #21.

Piero Lonardo

Foto: Luc Warnotte – Car Racing Reporter

La classifica dopo quattro ore di gara