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IMSA – A Daytona, non sfugge il tris a Porsche e Nasr. Successi di classe a Crowdstrike by APR, Paul Miller Racing e Winward.

Porsche festeggia al meglio il programma 2026 della sua LMDh aggiudicandosi la Rolex24 at Daytona. Si tratta del terzo successo di fila per il costruttore tedesco e per Felipe Nasr, questa volta coadiuvato da Julien Andlauer e Laurin Heinrich.

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Nel finale, Jack Aitken ha tentato il tutto per tutto con la Cadillac Whelen, riuscendo anche ad affiancarsi a 15’ circa dalla bandiera a scacchi, ma Nasr ha rintuzzato l’attacco, allungando quanto basta.

_PLB9417 (1) Completa il podio la BMW #24, cominciando cosí in bellezza il nuovo corso di WRT nella classe regina IMSA, mentre la seconda 963 Penske riesce a mantenere la quarta piazza nonostante i problemi tecnici che ne hanno inficiato il passo.

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Tra le LM P2, Alex Quinn ha saputo tenere a distanza la concorrenza in due ore tirate, senza Full Course Yellow, lasciandosi alle spalle le due entry di Inter-Europol. Appena P5 per “Spike the dragon”, crollati nella fase finale dopo aver dominato incontrastati fino alla lunga neutralizzazione notturna per nebbia.

Avevamo detto che in GT vedevamo bene le BMW e le Mercedes, ed infatti non sono sfuggiti i successi di classe alla M4 GT3 Evo del Paul Miller Racing in GTD Pro e alla AMG GT3 Evo di Winward Racing in GTD.

Dan Harper ha ingaggiato con la Corvette residua di Nicky Catsburg e con la Porsche Grello di Thomas Preining un duello ravvicinato in cui si è inserita l’AMG di 75 Express di Maro Engel, balzato addirittura al comando nonostante una serie di penalità sostenute nelle prime fasi di gara.

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La velocità di punta della GT di Monaco era però tale da permettere alla BMW #1 di raggiungere e superare la vettura battente i colori australiani, che si accomoda in seconda posizione, a precedere l’altra Mercedes di Winward Racing, squadra che può festeggiare anche il successo in GTD con l’equipaggio campione in carica della cateforia, impreziosito per l’occasione da Lucas Auer.

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L’AMG GT3 #57 si è inserita con successo nella lotta fra le due Aston Martin del Magnus Racing e dello Heart of Racing, che vanno a completare il podio, con Mattia Drudi unico italiano premiato quest’oggi. Dalla lotta per il successo è mancata nel finale la BMW del Turner Motorsport, dopo essere stata sanzionata dalla direzione gara per aver mandato in testacoda la Corvette del 13 Autosport ad un’ora dalla fine.

La Corvette #13, vincitrice lo scorso anno con la denominazione AWA Racing, chiude al quarto posto precedendo la migliore delle Ferrari, la #21 AF Corse di Antonio Fuoco, Simon Mann, Lilou Wadoux e Tommaso Mosca, a lungo in contention per la vittoria.

E’ tutto per questa 64ma Rolex 24; il prossimo appuntamento col WeatherTech SportsCar Championship è per la 12 Ore di Sebring, in programma il 21 marzo.

Piero Lonardo – Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 64ma Rolex24 at Daytona

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IMSA – Sarà arrivo in volata a Daytona?

A due ore dalla bandiera a scacchi di Daytona la situazione nella classe regina è ancora fluida. Ben nove sono infatti le GTP nel giro di testa, frutto anche di un altro paio di Full Course Yellow che hanno movimentato la mattinata.

Prima Logan Sargeant, toccato dall’Oreca del Tower Motorsport di Sebastien Bourdais, ha dovuto portare ai box la vettura di ERA Motorsport, come peraltro è toccato anche alla #4, per la quale la direzione gara ha deciso di non procedere; poi la Ford Mustang #64 si è arrestata dopo la bus-stop, generando la nona neutralizzazione della giornata.

Davanti, le due Porsche, dalla strategia leggermente sfasata, continuano a dettare il passo, ma gli altri contender, capeggiati di fatto dalla Cadillac del Whelen Racing di Jack Aitken e dall’Acura #60 di Tom Blomqvist, sono ancora a contatto. Unica defezione della categoria, senza contare ovviamente l’Aston Martin Valkyrie staccatissima, per la Cadillac #10 del WTR, vittima di un problema tecnico non ancora identificato a box.

Tra le LM P2 è invece il momento degli specialisti, in particolare Alex Quinn del Crowdstrike by APR e Tom Dillmann di Inter-Europol. Dane Cameron e “Spike the Dragon”, dominatori fin qui della gara, sono invece scivolati in P5.

Strategie determinanti invece tra le GT. Rientrata in contention anche la Lamborghini Pfaff, mentre Corvette ha perso una delle sue punte, a causa della rottura della sospensione posteriore destra della Z06 GT3.R #3.

Sarà appassionante la lotta che si prospetta fra la Chevy #4, la Mercedes AMG GT3 EVO #69 GetSpeed, la Porsche “Grello” Manthey, e la BMW #1 Paul Miller Racing, tutte con possibilità di successo finale. Fuori dai giochi invece “Rexy”, la Porsche di AO Racing, anche a causa di una clamorosa “falsa partenza” al restart causata dal nuovo acquisto Harry King, e della relativa penalità.

In GTD infine la Ferrari AF Corse #21 ha subito più del dovuto lo stint di Lilou Wadoux e ora ha affidato la rimonta ad Antonio Fuoco. Davanti, al momento sono le due Aston Martin di Magnus Racing e Heart of Racing a sembrare le più in forma insieme alla BMW del Turner Motorsport, ma la Mercedes del Winward attende sorniona per piazzare la zampata decisiva, con una strategia anticipata rispetto alle tre vetture di testa.

Piero Lonardo – Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

La classifica dopo la 22ma ora

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IMSA – Finalmente si riparte a Daytona, ma è pioggia di penalità

Una Full Course Yellow che è sembrata eterna, 6 ore e 33 minuti, la più lunga nella storia della Rolex24, per evitare problemi maggiori della fitta foschia che ha avvolto il Daytona International Speedway.

La ripartenza a regime della gara è stata data alle 7.18 locali, fortunatamente ben prima di quanto inizialmente ipotizzato, con la luce del mattino a spazzare via ogni dubbio.

Durante la lunga neutralizzazione abbiamo assistito a svariate fermate della Porsche #6, nel tentativo di riparare il fondo danneggiato senza perdere il giro di testa; lavori nella parte anteriore anche per la gemella #7, dominatrice della prima metà della corsa.

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Il risveglio peró è stato amaro per diversi equipaggi con altrettante penalità: drive through per la Porsche del JDC-Miller, che si era innalzata virtualmente alla testa della gara, per la BMW WRT #24 e per la Mercedes #48 di Winward Racing (GTD Pro). Stop+10” per l’Oreca LM P2 di Intersport Racing, ma un sanguinoso Stop+60” per la Cadillac Whelen e per la Ferrari Triarsi #033, rei di essere usciti dalla pitlane col semaforo rosso.

A sei ore dalla bandiera a scacchi Le due Porsche Penske si ritrovano nuovamente al comando con Felipe Nasr e Matt Campbell. Ad inseguire Kevin Magnussen con la BMW #25 e la Cadillac #40 del WTR di Louis Deletraz.

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Spike the Dragon ha mollato frattanto la testa delle LM P2, lasciando il passo a Sebastien Bourdais con l’entry del Tower Motorsport e alla #343 di Inter-Europol con Nick Cassidy a pressare da vicino. Christian Rasmussen, ora al volante della dorata #99, insegue in P6.

Ancora una Corvette in testa alle GTD Pro, quella di Tmmy Milner, che al restart ha subito avuto la meglio di Ben Barker e della Ford Mustang #64, capace non solo di rimontare il giro perso in precedenza ma anche di trovarsi provvisoriamente in testa alla categoria.

Medesimo destino in GTD anche per Lilou Wadoux e la Ferrari AF Corse #21, immediatamente sverniciata da Robby Foley con la BMW del Turner Motorsport. P3 per l’altrettanto temibile Mercedes #57 del Winward Racing, campione in carica della categoria, con Russel Ward.

Piero Lonardo – Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

La classifica dopo la 18ma ora

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IMSA – Daytona, alla metà gara, neutralizzazione per nebbia

La foschia che da qualche ora stava avvolgendo Daytona si è fatta ancora più fitta, e la direzione gara dopo 11h05 ha deciso di neutralizzare la gara con Full Course Yellow.

Nell’ultimo ottavo di gara abbiamo assistito ad un nuovo ribaltamento delle posizioni tra le due Porsche, e l’ultima sosta ha permesso ad Earl Bamber e la Cadillac Whelen di installarsi fra le due 963 Penske. A seguire le due Cadillac del WTR con Will Stevens e Jordan Taylor.

Problemi per le due Acura, con la #60 a scontare un drive through per avere eseguito lavori sulla vettura fuori dal box e la #93 protagonista di una breve caution per avere perso la ruota anteriore sinistra.

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Prosegue frattanto la marcia trionfale di AO Racing, ora con Dane Cameron al volante, in LM P2, sull’Oreca #2 di United Autosports. Ancora sette comunque le vetture a pieni giri nella categoria.

Le Corvette dal canto loro hanno ceduto momentaneamente la leadership delle GTD Pro alla BMW del Paul Miller Racing, cui si è accodata la Porsche Manthey “Grello”.

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Il marchio statunitense è invece passato al comando delle GTD con l’esemplare di DXDT Racing, trascinata dalla stella dell’IndyCar, Scott McLaughlin, grazie ad una penalità per un’infrazione ai box che ha momentaneamente rallentato la marcia della Ferrari AF Corse #21. La Z06 GT3.R #36 è seguita dall’altro esemplare di 13 Autosport, ricordiamo vincitrice lo scorso anno sotto la denominazione di AWA Racing.

N.B.: La direzione gara al momento starebbe evitando la sospensione mediante red flag per non complicare i calcoli sulla durata di guida, ma se la situazione proseguirà, come crediamo, nel corso della nottata, l’interruzione sarà inevitabile.

Piero Lonardo – Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

La classifica dopo la dodicesima ora

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IMSA – Le Porsche a Daytona non temono nemmeno la nebbia

E’ calata la notte su Daytona, accompagnata anche da una foschia che complica il lavoro dei piloti. La Porsche #6, nonostante il problema al fondo della sia stato dichiarato quale molto compromettente da parte Laurens Vanthoor, è stata fatta passare al comando dalla gemella nel corso dell’ottava ora.

Penalità nel periodo per un paio di GTP, che, Aston Martin Valkyrie a parte, viaggiano tutte nel giro dei primi, inficiano la gara della BMW #25 (Personale non vestito correttamente oltre il muretto), ma soprattutto della Cadillac #10 del WTR (Pitlane Speed Violation per ben 2 miglia orarie in più). Per entrambe un drive-through che non compromette, dopo solo un terzo di gara, il percorso di queste due vetture.

Chi non vede assolutamente problemi finora è sicuramente Spike the Dragon, l’Oreca LM P2 di AO Racing; al comando praticamente da inizio gara; ad inseguire la vettura del Crowdstrike by APR, anche al comando per qualche tornata, mentre quale terza forza si propone il BHA with PR1/Mathiasen.

Sanzione invece per l’entry del Pratt Miller Motorsports, responsabile del contatto in curva 3 con la Corvette DragonSpeed di Matteo Cairoli. La Z06 GT3.R #81 è stata costretta ad una lunga sosta ai box per le riparazioni.

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In GTD Pro sono ancora le due Corvette a menare le danze; sia la Lambo Pfaff che la Ford Mustang #64 hanno perso terreno, ed ora ad inseguire le due GT del Kentucky sono la Porsche Grello e soprattutto la BMW del Paul Miller Racing, capace anche di issarsi al comando della categoria.

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Nonostante il pessimismo della vigilia, ci sono Antonio Fuoco e la Ferrari AF Corse #21 al comando delle GTD. Il pilota calabrese ha scalato la graduatoria fino a portarsi in testa, anche se è lotta ravvicinata con l’Aston Martin Vantage dello Heart of Racing, trascinata da Mattia Drudi, e l’inesorabile Mercedes del Winward: la 296 GT3 del Conquest, nelle mani di Manny Franco, è invece rientrata nei ranghi.

Da segnalare un penalità veniale per la Porsche Manthey 1st Phorm (errore nel wave-by). Si aggiunge infine ai ritiri la Ford Mustang del Myers Riley di Romain Grosjan dopo un contatto con la Porsche di Muehlner Motorsports.

Piero Lonardo – Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

La classifica dopo l’ottava ora

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IMSA – A Daytona, è lotta ravvicinata dopo 4 Ore. Out la Ferrari Risi

Prime fasi di gara assai movimentate nella 64ma Rolex 24 at Daytona. Dopo una partenza complicata dal contatto multiplo che ha visto coinvolte gran parte del parco delle LM P2, le due Porsche Penske hanno presto preso il comando delle operazioni, come le Corvette in GTD Pro.

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Problemi anche per Dries Vanthoor, subito in testacoda con la BMW #24, e per la Cadillac del Whelen Racing, ritenuta colpevole di jump start e costretta ad un passaggio extra ai box.

Safety car assai impegnata quindi, ed il primo ritiro della giornata arriva al quinto giro e vede la Porsche di RS1 schiantarsi contro il muretto della pitroad con Eric Zitza al volante.

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Tra le LM P2 PJ Hyett e “Spike the golden Dragon” hanno approfittato della carambola iniziale per passare a condurre agevolmente la categoria, mentre in GTD le Ferrari di AF Corse #21 e #70 di Inception Racing hanno scavalcato inizialmente la Mercedes di Winward Racing grazie agli effort di Antonio Fuoco e Frederik Schandorff, i quali hanno poi dovuto ricedere il passo alla AMG campione in carica della categoria.

Il secondo ritiro della competizione riguarda purtroppo uno degli equipaggi piu’ attesi tra le GTD Pro, quello di Risi Competizione, nel corso della terza ora. La Ferrari #62 è stata vittima di un contatto fratricida con l’altra 296 GT3 Evo #033 di Triarsi Competizione.

Poco piu’ tardi un altro violento schianto ha visto coinvolti la Porsche di Wright Motorsport e l’Oreca #83 di AF Corse di Dylan Murry. Adam Adelson sulla 911 GT3.R #120 non è riuscito ad evitare il protipo fermo lungo il tracciato all’uscita di curva 4. I due piloti sono stati portati al centro medico ma entrambi risultano coscienti nonostante il notevole schianto.

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La relativa neutralizzazione ha permesso alla Cadillac del Whelen Engineering di passare al comando sulla Porsche #7 e sulla BMW #24, mentre l’altra 963 Penske ha dovuto sostenere una sosta extra per riparare la carrozzereria, rovinatasi nel contatto con un’altra vettura ai box.

AO Racing rimane leader delle LM P2, mentre in GTD Pro la Corvette #3 ora deve guardarsi le spalle dalla Lamborghini Pfaff e soprattutto dalle due Ford Mustang Multimatic in rimonta, capaci anche di prendere la leadership con Ben Barker e Seb Priaulx.

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Una penalità per speeding in pitlane per la Mercedes AMG GT3 EVO #57 di Winward Racing ha invece cambiato le carte in tavola in GTD. Indy Dontje dopo un sesto di gara insegue un formidabile Albert Costa sulla Ferrari del Conquest Racing nonostante un testacoda iniziale della 296 #34 e Tom Gamble sull’Aston Martin dello Heart of Racing.

Piero Lonardo – Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

La classifica dopo la quarta ora

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IMSA – Porsche la più veloce nelle ultime libere di Daytona

Nell’ultimo turno di prove libere Laurens Vanthoor si impone nel finale con la Porsche #6 ed il tempo di 1.36.475, scalzando Ricky Taylor e la Cadillac #10, fino a quel momento padrona di una sessione assai travagliata, interrotta da ben tre red flag, protagoniste la Corvette DragonSpeed di Henrik Hedman, l’Oreca LM P2 di Intersport Racing ed in finale la Ferrari Risi di Davide Rigon.

Nelle altre categorie, migliori prestazioni per Charles Milesi sull’Oreca del TDS Racing, Maro Engel sulla Mercedes di 75 Express e Scott McLaughlin sulla Corvette del DXDT Racing. Alla sessione non hanno partecipato le due Lexus del Vasser Sullivan.

Tutto è pronto per lo start della 64ma Rolex 24 at Daytona, in programma domani dalle 1.40 PM locali, le 19.40 italiane. Diretta streaming sul sito IMSA e sul canale YouTube della serie.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati delle Libere 3

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IMSA – Bamber “vendica” la perdita della pole position nelle Libere-2 di Daytona

Poco dopo la notizia della squalifica della Cadillac di Action Express/Whelen Racing, sono terminate le seconde libere della 64ma Rolex 24 at Daytona, e davanti a tutti c’è di nuovo la V-Series.R #31, con Earl Bamber che “vendica” la perdita della pole position segnando il miglior tempo con 1.35.914 davanti per appena 56 millesimi alla Porsche #7 di Julien Andlauer.

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Distacchi minimi anche tra le LM P2, con Antonio Felix da Costa e l’Oreca #43 di Inter-Europol in pole a precedere di 15 millesimi Nicklas Nielsen con l’entry di AF Corse.

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Anche in GTD Pro si conferma il risultato delle qualifiche, grazie ad Antonio Garcia, autore di 1.46.742 con la Corvette #3. A seguire la migliori tra le GTD, la Lamborghini Huracàn del WTR di Danny Formal, il quale rovina l’uno-due Corvette. Quarta prestazione tra le GT, terza tra i Pro, per James Calado con la Ferrari #033 di Triarsi Competizione.

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Tanti fuori pista, ma solo un’interruzione, causata dall’Aston Martin dello Heart of Racing, fuori in curva 5, dopo circa 15’ con Dudu Barrichello al volante; da segnalare anche il contatto fra l’Oreca #22 di United Autosports di Paul di Resta e l’Aston Martin del Van der Steur Racing di Carl Bennett in curva 7.

Domani in programma l’ultima sessione di prove libere, della durata di 75’, a partire dalle 11.05 AM ET, le 17.05 italiane, prima della partenza della 64ma Rolex 24 at Daytona.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati delle Libere 2

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IMSA – Whelen Racing perde la pole position di Daytona, che va all’Acura #93!

Colpo di scena nelle verifiche post-qualifica a Daytona: la Cadillac #31 di Whelen Racing perde la pole position che aveva conquistato nel pomeriggio e partirà dal fondo dello schieramento delle GTP. A determinare la squalifica un consumo eccessivo del pattino in legno del fondo vettura, il cosiddetto skid block.

La pole position della 64ma Rolex 24 at Daytona va quindi all’Acura #93 di Renger van der Zande, Nick Yelloly, Alex Palou e Kaku Ohta.

Ma la squalifica della V-Series.R non è stata l’unica, in quanto anche la BMW del Paul Miller Racing è stata trovata non conforme al regolamento tecnico, con un camber eccedente il limite permesso.

La M4 GT3 Evo #1, classificatasi seconda in GTD Pro alle spalle della Corvette #3, cede il posto in prima fila alla McLaren 720S GT3 del RLL, e partirà anch’essa dal fondo dello schieramento di categoria.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

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IMSA – Aitken lancia la Cadillac in pole a Daytona. Onori anche per Inter-Europol, Corvette e Heart of Racing

Jack Aitken non perdona a Daytona e regala al Whelen Racing la seconda pole position in tre anni nel season opener IMSA. Il pilota britannico nel finale della sessione riservata alle GTP ha scavalcato Renger van der Zande e l’Acura #93 di un decimo col tempo di 1.33.939.

Seconda fila per Louis Deletraz con la migliore delle due altre V-Series.R del WTR, e per la Porsche #7 di Felipe Nasr. Il dominatore della Roar è riuscito comunque ad avere la meglio sull’altra ARX-06 di Tom Blomqvist, mentre Filipe Albuquerque non è andato oltre il settimo tempo, alle spalle anche della 963 di Kevin Estre.

Le BMW e l’Aston Martinn Valkyrie chiudono la classifica delle GTP, con l’unica LMH in pista a 1”4 dal leader.

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Battaglia vera tra le LM P2, che ha visto svettare Jeremy Clarke con la #43 di Inter-Europol per appena 8 millesimi su “Golden Spike” e PJ Hyett col tempo di 1.39.952. Il campione in carica IMSA ed ELMS Pro/Am ha poi tentato il tutto per tutto nel finale, andando però lungo in curva 1.

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In GTD Pro non c’è stata invece storia per Alexander Sims e la Corvette Pratt Miller campione in carica. La Z06 GT3.R #3, col tempo di 1.45.106, ha lasciato a quasi 2 decimi la BMW del Paul Miller Racing di Neil Verhagen e a oltre 3 la McLaren RLL di Dean MacDonald e la Mercedes del 75 Express con Maro Engel alla guida.

P5 per la Ferrari Triarsi di Alessio Rovera, mentre l’equipaggio da titolo di Risi Competizione non va oltre il nono tempo con Davide Rigon.

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In GTD infine, Zach Robichon con 1.45.113, appena 7 millesimi del migliore dei Pro, ha resistito all’assalto della concorrenza, guidata da Phil Ellis con la Mercedes campione in carica del Winward Racing, regalando la pole ad Aston Martin dello Heart Of Racing.

BMW in evidenza anche in questa categoria con Turner Motorsport, P3, a scavalcare la Corvette DXDT di Charlie Eastwood. Antonio Fuoco con la Ferrari #21 di AF Corse chiude col sesto tempo alle spalle dell’alzra Vantage del Van der Steur Racing.

Il programma odierno prosegue con la seconda sessione di libere, in programma in notturna a partire dalle 6.15 PM ET, le 00.15 italiane.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati delle Qualifiche